Oggetto del Consiglio n. 71 del 5 aprile 1971 - Verbale

OGGETTO N. 71/71 - Dichiarazioni del Presidente della Giunta, Dujany, in sede di discussione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1971.

Il Presidente della Giunta, DUJANY, dichiara quanto segue:

"Signori Consiglieri,

ritengo doveroso, al termine della discussione generale sul bilancio di previsione per l'anno 1971, che ha impegnato tutti i Gruppi politici per una giornata intera, di mettere in evidenza alcuni aspetti di questo dibattito e fare alcune osservazioni che distinguerò in due parti.

Prima di tutto, desidero accennare alla situazione politica della nostra Regione e, quindi, alla funzione e al significato di questa maggioranza e, infine, vorrei accennare ad alcuni problemi che interessano tutta la popolazione.

Devo ringraziare tutti i Consiglieri per gli appassionati e numerosi interventi e per il senso di responsabilità e di passione con i quali si sono svolti tali interventi.

Se è compito della maggioranza e di questa Giunta presentare un quadro coerente di risposte agli interrogativi che si pongono a questa Amministrazione al fine di superare alcune difficoltà che si riscontrano nella nostra comunità della Valle d'Aosta, è anche vero che a questo compito devono concorrere le volontà di tutte le forze politiche di questo Consiglio.

PARTE POLITICA

Mi pare opportuno sottolineare e ricordare il significato e la funzione della maggioranza che, circa un anno fa, si formava in questo Consiglio, per verificarne oggi la sua validità e la sua attualità.

La collaborazione fra l'Union Valdôtaine, Partito Socialista, Movimento Autonomo Valdostano e Democratici Popolari, di cui l'attuale Giunta è espressione, nasceva in un momento particolarmente difficile, carico di pesanti e preoccupanti interrogativi che avevano al centro la possibilità di questo Consiglio di darsi una nuova maggioranza.

La risposta fu la seguente: dal Consiglio Regionale della Valle d'Aosta era non solo possibile stabilire una collaborazione politica capace di esprimere un governo regionale, ma anche permettere che la guida della Regione fosse principalmente affidata a forze e movimenti politici locali, i quali, con l'apporto determinante di una forza tradizionalmente di progresso, il Partito Socialista, ponevano contemporaneamente alla opposizione due grandi Partiti popolari, come la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista Italiano, oltre che altre compagini minori di destra e di sinistra.

Ciò che avveniva un anno fa in questo Consiglio poneva politicamente la Valle d'Aosta in una condizione assolutamente originale rispetto al quadro tradizionale politico nazionale: veniva superato nella nostra Regione il tradizionale scontro di blocchi che impediva un più corretto confronto dei problemi reali che interessano la nostra popolazione.

La nuova collaborazione doveva obbligatoriamente porsi in una posizione nuova e caratterizzarsi soprattutto per un diverso rapporto con le forze politiche presenti in questo Consiglio.

Alla volontà politica espressa dalla maggioranza dovevano concorrere, con un quadro politico più aperto e libero, i diversi contributi ai quali le forze di maggioranza dovevano guardare come altrettanti insostituibili apporti che rendessero più valida e ricca l'azione regionale, avendo come riferimento la realtà regionale più che la durezza e l'artificiosità di schematismi ideologici spesso strumentalizzati.

La collaborazione tra l'Union Valdôtaine, P.S.I., M.A.V. e D.P. trovava le sue motivazioni in una comune volontà politica che aveva al suo centro il rafforzamento dell'autonomia ed una politica della popolazione e, particolarmente, degli strati umili ed emarginati, quali quelli dei lavoratori, degli agricoltori e dei giovani.

A questi obiettivi si aggiungeva quello di allargare l'area di democrazia, di rendere concreta, cioè, la possibilità della partecipazione dei Valdostani alla definizione delle finalità che interessano il loro avvenire.

L'attività di questa Giunta, tenuto conto dei limiti delle nostre capacità e possibilità e delle reali condizioni nelle quali doveva muoversi, si è sviluppata nell'applicazione concreta di quanto di positivo e di utile poteva venire dai banchi di questo Consiglio.

Siamo convinti che questo nuovo assetto della politica regionale sia in grado di contribuire al miglioramento generale del confronto e del dibattito politico regionale.

Siamo convinti che i grandi Partiti, attualmente all'opposizione, abbiano maggiori possibilità di contribuire al nostro sforzo e di permettere anche al loro interno un più vivace e corretto dibattito.

In questi termini si devono collocare i rapporti fra la maggioranza e le altre forze presenti in questa aula.

Riconosciamo ad esse non solo il ruolo di essere rappresentanti della grande parte della popolazione valdostana, ma anche la capacità di contribuire in modo incisivo alla definizione di un disegno politico interessante la nostra Regione.

Ciò non significa che la volontà politica debba risultare dalla mediazione strettamente aritmetica di volontà politiche diverse, ma che alla volontà politica espressa dalla maggioranza possono contribuire e confrontarsi, in un clima di maggiore libertà, altre proposte ed altre iniziative.

Abbiamo pensato, e siamo convinti della sua validità, ad un dialogo fra forze politiche responsabili e consapevoli che, nella diversità e nella varietà di posizioni ideologiche e programmatiche, possano concorrere al progresso della nostra Regione.

Ne risulta una duplice responsabilità: quella della maggioranza, di mantenere e di consolidare le condizioni nelle quali il dialogo può avvenire nel modo migliore ed efficace, e quella delle altre forze, che devono dimostrare di essere coscienti del nuovo e superiore livello al quale deve portarsi il dibattito politico regionale.

Per quanto riguarda la responsabilità delle forze di maggioranza è indubbio che esse devono essere fortemente convinte della funzione che in questo momento devono svolgere e della fondamentale importanza che ciò che le unisce è costituito dagli obiettivi di fondo che ho prima enunciati e che vanno guardati come unici e veri elementi che giustificano questa collaborazione e che non possono essere sostituiti né da motivi di potere, né da logiche personali o di gruppi di interesse.

Con molta onestà, e anche con l'umiltà di chi non vuole ergersi a giudice supremo, sente le proprie responsabilità in fatti che hanno ultimamente reso più difficile i rapporti fra le forze di maggioranza, sento il dovere anche di affrontare chiaramente questo problema, perché lo ritengo positivo e per le forze di maggioranza e per le altre di opposizione.

La presidenza di un Ente così importante, come quello ospedaliero, non poteva non dare luogo ad una situazione complessa e difficile, sia per il centro di potere che questo nuovo Ente veniva a creare nella nostra Regione e sia per le diversità di indirizzo e di impostazione da dare all'attività di tale Ente.

Alcune differenze naturali esistenti tra le forze di maggioranza, equivoci, somme di errori ritenuti a prima vista trascurabili e interessate manovre di forze esterne per alterare i rapporti tra le forze di maggioranza allo scopo di abbattere l'attuale equilibrio politico regionale, hanno contribuito a determinare una situazione di difficoltà che non mette in dubbio la validità politica di questa formula, ma che può rendere più difficili i rapporti interni tra queste forze.

Proprio perché la sostanza politica non è minimamente intaccata, proprio perché è unanimemente ritenuta valida questa collaborazione, proprio perché è sentita come necessità fondamentale quella di garantire una guida dell'Amministrazione Regionale in un momento così delicato della vita della Valle d'Aosta, la situazione attuale di disagio va considerata in termini reali e va risolta tenendo conto delle esigenze concrete della nostra popolazione, nel rispetto di tutte le forze presenti nella maggioranza, allontanando la tentazione di ingiustificate rivincite.

Ho la ferma fiducia che le forze di maggioranza abbiano compreso le responsabilità che derivano dal loro impegno e che questa responsabilità rappresenti una garanzia sicura perché questo problema venga risolto in modo positivo e che le difficoltà attuali, mentre sono l'occasione per ripensare alle giustificazioni di fondo della collaborazione in atto, costituiscono un motivo per un rilancio politico.

Da parte mia e da parte del Movimento a cui appartengo, assicuro che vi è e vi sarà il più corretto apporto al superamento del problema, nel rispetto della dignità altrui, salvaguardando nello stesso tempo la nostra dignità.

L'episodio che ho voluto presentare in modo chiaro, se da una parte ha posto in luce difficoltà reali momentanee della maggioranza, ha rivelato anche tentazioni di altre forze politiche di strumentalizzare una situazione per ricondurre la vita politica valdostana verso situazioni da noi ritenute non valide e non attuali.

Non siamo così ingenui ed integralisti da pensare che quello attuale sia l'unico e possibile equilibrio.

Tuttavia, nell'interesse della Valle è importante che anche nuovi equilibri politici, che possono determinarsi, siano frutto di una maturazione politica e non il risultato di fatti e di episodi strumentalizzati.

Mi pare, in questo modo, di aver anche risposto ad alcuni interrogativi posti nella discussione sul bilancio presentato e che riguardano in generale l'attuale situazione politica ed, in particolare, i rapporti tra le forze della maggioranza e le altre forze presenti in questo Consiglio.

Le cose dette e quelle ricordate non hanno minimamente il significato di voler evadere dall'argomento oggetto della nostra attenzione, ma hanno lo scopo di collocare in modo corretto questa discussione.

Infatti essa non poteva trovare una completa risposta in una semplice analisi contabile o nei problemi che il bilancio presenta.

Vi è una prima considerazione da fare, che riguarda le insufficienti capacità finanziarie dell'Amministrazione Regionale di far fronte alle esigenze che la realtà della Regione richiede con forza sempre più crescente.

E se da una parte siamo convinti che le esigenze avanzate sono giuste e dimostrano la volontà della nostra popolazione di raggiungere obiettivi di maggiore giustizia e più elevati traguardi di vita civile, d'altra parte dobbiamo dire che nelle condizioni attuali l'Amministrazione Regionale - alla quale viene assegnato il ruolo fondamentale ed insostituibile di organismo protagonista della vicenda regionale - non è in grado di rispondere con la forza e l'incisività che tutti ci auguriamo.

Vi è l'esigenza di avere una maggiore quantità di disponibilità finanziarie necessarie per fare fronte ai problemi che tutti conosciamo e che si sono in questi ultimi tempi aggravati.

Mi riferisco, in particolare, alla condizione di tradizionale disagio della popolazione in bassa Valle ed alla necessità di sostenere con la dovuta forza il settore del turismo.

Dobbiamo aggiungere i problemi, non certo di minore importanza, della scuola e cultura, della sanità, dell'abitazione, dei trasporti e della valorizzazione del nostro territorio.

Accanto all'esigenza di maggiori disponibilità finanziarie, vi è, per una Amministrazione Regionale che voglia rendersi protagonista della vita regionale, l'esigenza di una maggiore certezza delle entrate, che eviti condizionamenti esterni e permetta alla Regione di decidere del suo comportamento in modo autonomo e responsabile.

Per chi abbia avuto responsabilità polito-amministrative, non è una novità che i bilanci regionali non sono in grado di far fronte alle accresciute esigenze.

È progressivamente aumentato il grado di rigidità del bilancio nel senso (ed è dimostrato da considerazioni fatte sui rendiconti degli ultimi cinque anni) che le spese flessibili del nostro bilancio non superano il 10% delle spese totali in conto capitale.

In queste condizioni la programmazione della spesa può assumere un carattere di riordino e di razionalizzazione dell'intervento regionale, ma l'efficacia dell'intervento stesso non può assumere il valore a cui vogliamo giungere.

La consapevolezza dei limiti impostici dalla attuale dimensione delle nostre entrate ha condotto questa Giunta a proporre una revisione dei rapporti finanziari con lo Stato che rispondesse alla duplice esigenza di ottenere una massa di denaro adeguata alle nostre necessità e di garantirne la continuità onde assicurare il potere di decisione della Regione.

La proposta della Giunta ha ottenuto il conforto unanime di questo Consiglio. Quindi è stata presentata al Presidente del Consiglio dei Ministri per farne oggetto di una proposta di iniziativa governativa.

Ho la fiducia che in questa occasione il Governo e il Parlamento italiano vogliano e sappiano, approvando questo provvedimento, dimostrare la loro attenzione per i nostri problemi, per le nostre necessità e le nostre aspirazioni.

Devo dare atto, e lo manifesto pubblicamente, della lealtà e dell'appoggio che tutte le forze politiche, qui rappresentate, hanno dimostrato nel sostenere questo provvedimento e sono certo ed ho la speranza che tale comportamento continuerà favorendone una rapida e positiva conclusione, nell'interesse superiore della nostra comunità.

È stato giustamente sottolineato da questa Assemblea un concetto a cui crediamo in modo particolare e che avevo avuto modo di evidenziare nelle dichiarazioni che feci a questa Assemblea in occasione dell'insediamento di questa Giunta. La necessità di un programma regionale di sviluppo socio-economico, frutto di una scelta politica, che indichi gli obiettivi di crescita della nostra Regione e che proponga in modo organico e coerente l'intervento della Regione.

Anche per questo problema la volontà della Giunta si è espressa con una serie di atti e di scelte che ci permettono oggi di affermare che il discorso è non solo avanzato, ma ha raggiunto la fase in cui è possibile concretamente e correttamente avviare la preparazione del piano di sviluppo.

Sono già stati consegnati a questo Consiglio i risultati dell'indagine sulle principali caratteristiche della realtà regionale che, condotta nei mesi estivi dello scorso anno, ha visto impegnata, accanto al Comitato di Programmazione Regionale, una équipe di ricercatori del "Centre Recherches de haute montagne de l'Institut de Géographie Alpine de Grenobles".

Mi preme sottolineare che i risultati delle ricerche sono stati consegnati in tempi brevi e ciò consente attualmente di avere un quadro globale della nostra realtà, sufficientemente aggiornato, in modo da essere considerato un strumento valido per iniziare il dibattito che dovrà interessare la nostra comunità nel suo insieme.

Dal 1° febbraio 1971 opera l'Ufficio del piano, costituito perché abbiamo ritenuto necessario dotare l'Amministrazione Regionale di uno strumento senza il quale la politica di programmazione non può avanzare, né avere i caratteri che gli vogliamo assegnare.

Il documento presentato alla fine di marzo ai Consiglieri regionali ("Linee introduttive al programma di sviluppo della Valle d'Aosta") contiene già alcune indicazioni sullo svolgimento futuro della programmazione regionale. Ed il Comitato regionale ha già avviato la fase di preparazione del programma regionale che sarà nei prossimi mesi presentato all'esame e alla discussione di questo Consiglio.

Voglio ancora ricordare le principali caratteristiche che abbiamo voluto dare alla politica di programmazione regionale. Essa - e questo ce lo dobbiamo ricordare - non deve essere frutto esclusivo di tecnici o di esperti; deve esprimere una volontà politica responsabile, alla cui formazione, gestione e controllo debbono partecipare le forze politiche, sindacali, sociali, culturali e di categoria della nostra Regione.

Queste considerazioni mi permettono di dire che, se lo strumento del bilancio, così come oggi si configura nelle sue cifre, può essere oggetto di critiche, il più delle volte valide ed a cui noi stessi possiamo e dobbiamo aderire, un grosso impegno è stato concretamente assunto e dimostrato da fatti verificabili per superare i limiti denunciati ed aprire alla Amministrazione Regionale una nuova fase di azione e di attività più rispondente quantitativamente e qualitativamente alle nostre necessità.

Voglio anche aggiungere che, dove è possibile, è stato compiuto uno sforzo della Giunta Regionale per realizzare, entro i limiti oggettivi che ho enunciato, alcune scelte che i singoli Assessori potranno meglio illustrare nelle discussioni sulle spese dei relativi Assessorati.

La discussione generale ha posto in evidenza alcuni temi e problemi sui quali intendo brevemente soffermarmi.

L'aumento delle spese correnti è la conseguenza di adeguamenti di retribuzioni salariali e non di una volontà di ampliamento di organici o di quantità di personale che questa Giunta, in ossequio ad una decisione del Consiglio, ha mantenuto nelle dimensioni precedenti.

Inutile ripetere che l'aumento delle spese di investimento può derivare solo dall'accoglimento della nuova proposta di riparto fiscale. Né va dimenticato che il 1971 rappresenta anche l'anno di scadenze di alcune importanti leggi nazionali che comportavano un riflesso positivo sul nostro bilancio, quali il Piano Verde e la legge n. 614 e questo fatto, in attesa di nuovi provvedimenti sostitutivi, aggrava le difficoltà a cui dobbiamo fare fronte.

In questo quadro devo precisare che da una parte si vuol porre l'accento sulla volontà politica di questa Giunta in merito ad alcuni problemi che interessano il nostro avvenire e dall'altra parte si vuole rispondere ad alcune osservazioni avanzate in questo Consiglio.

I problemi vanno innanzi tutto posti, per meglio comprenderli, nelle loro dimensioni e collegati fra di loro.

PROBLEMI DELL'ASSETTO SOCIALE SCUOLA

Il problema della Scuola ha rivestito e continua a rivestire un ruolo determinante per la crescita in senso autonomistico della nostra Valle. È vanto della Valle d'Aosta aver compiuto negli anni della sua esperienza autonomistica uno sforzo considerevole a favore della pubblica istruzione. Oggi, questo sforzo va continuato ed aggiornato, guardando al nuovo modo ed alle nuove condizioni nelle quali il problema si pone e bisogna tener conto delle esigenze di giustizia, di democrazia, di partecipazione e di razionalità di una società che progredisce.

Quando abbiamo dato l'avvio all'esperienza del biennio è a queste cose che abbiamo pensato e non certamente al gusto di creare novità. A qualche mese all'inizio della esperienza è difficile trarre conclusioni finali: possiamo serenamente ammettere che alcune cose potranno essere migliorate e ciò sarà possibile proprio per i frutti che ci derivano dalla prima fase sperimentale.

Ritengo, però, di dover ribadire che, complessivamente, questa iniziativa ha retto ed ha contribuito a spostare su un terreno più corretto e costruttivo un tema che investe la responsabilità di tutti i cittadini.

Né dobbiamo dimenticare il generoso e valido contributo di quegli Insegnanti, di quei giovani, di quelli forse che, anche su posizioni diverse e contrastanti, hanno dato la possibilità di approfondire e di affrontare i temi principali del dibattito sulla Scuola valdostana.

Riteniamo allo stesso modo estremamente valido il contributo di questo Consiglio ed in modo particolare di alcune proposte, quale quella della creazione di un Centro culturale valdostano, che tendono ad elevare la formazione culturale in una prospettiva regionalista ed alpina europea.

È questo un impegno che dobbiamo portare avanti con piena coscienza autonomistica.

Ritengo necessario richiedere, in termini sintetici, la volontà politica di questa Giunta e affrontare il problema della Scuola in Valle d'Aosta in termini seri e in termini concreti.

SANITÀ

La sanità rappresenta un altro impegno importante a cui va data soluzione, tenendo conto dei risultati di un dibattito ancora in corso. È al centro di questo dibattito il compito di garantire a tutti i cittadini, indistintamente, eguali possibilità di assistenza mediante strumenti ed interventi a misura dell'uomo e dei suoi bisogni.

CASA

Il problema dell'abitazione è già stato avviato negli anni precedenti con provvedimenti regionali che integravano quelli nazionali.

Negli ultimi tempi, soprattutto nel capoluogo, il problema della casa è stato posto in termini di particolare urgenza. La realtà in tanti Comuni e villaggi della Valle non è dissimile. Il quadro generale che ne risulta evidenzia la necessità di interventi regionali coordinati con altri di iniziativa nazionale.

Per quest'anno abbiamo ritenuto opportuno di prorogare la legge del 1969 per dare la possibilità, nel corso dei prossimi mesi, di preparare un adeguato strumento di intervento regionale che sarà il risultato della collaborazione delle forze politiche presenti in questo Consiglio, oltre che dalle altre Organizzazioni interessate.

PARTE ECONOMICA

La situazione dell'economia nella nostra Regione desta parecchia preoccupazione. Le condizioni di carenza sono state denunciate con giudizi vari e proposte varie nel corso di un recente dibattito televisivo, che ha visto impegnati i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio.

Le difficoltà di alcune industrie operanti nella bassa Valle, drammaticamente esplose all'inizio di quest'anno e che rischiano di privare alcune centinaia di famiglie della possibilità di occupazione, rappresentano solo una parte, anche se importante, del disagio che travaglia la nostra economia.

Accanto alle condizioni si stasi e di precarietà che caratterizzano l'insieme dell'industria operante in Valle d'Aosta, non dobbiamo dimenticare il declino dell'agricoltura e ciò che essa significa in termini di costi sociali per la nostra comunità.

Non va dimenticata la dimensione considerevole del fenomeno della pendolarità di mano d'opera valdostana all'interno della Regione e verso le aree industriali del Canavese e del Piemonte.

Lo sviluppo dell'attività turistica, che continua ed è destinato a crescere nei prossimi anni, non è stato sufficiente, sino ad oggi, a creare le condizioni di un reale equilibrio.

Né possiamo pensare che questo equilibrio possa essere raggiunto affidando al settore terziario un ruolo esclusivo e sostitutivo delle attività industriale ed agricola.

Il problema dell'economia valdostana nel futuro si pone nella misura in cui siamo capaci e vogliamo affrontarlo globalmente comprendendone le connessioni.

Vi è, all'atto di ogni proposta futura che interessa la nostra economia, il problema dell'insieme. Voglio affermare che lo sviluppo futuro economico deve tener conto delle vere esigenze sociali, culturali ed umane della nostra Regione e che esso deve servire lo sviluppo della comunità valdostana, che vuole continuare ad esistere riaffermando i valori di fondo ai quali costantemente si è riferita.

Né possiamo ritenere validi i discorsi e le proposte che si giustificano esclusivamente sul piano economico e non tengono conto dell'ambiente naturale e delle caratteristiche particolari e umane della nostra Regione.

Il nostro obiettivo centrale è quello di permettere e favorire uno sviluppo dell'economia che garantisca la piena occupazione e valorizzi le ricchezze naturali e le capacità e le vocazioni umane della Valle d'Aosta.

In questo senso non ci si può porre di fronte al problema dell'industrializzazione come feroci avversari o accesi sostenitori. Partiamo dalla considerazione che un ordinato assetto economico regionale non può essere proposto senza assegnare alle attività secondarie un ruolo importante.

Vi sono in Valle zone ed aree che, prive di adeguati insediamenti industriali, sono condannate al declino ed al depauperamento. È il caso della bassa Valle.

Vi sono aree nelle quali la tradizione industriale ha caratterizzato profondamente il tessuto sociale ed economico.

Il problema si pone oggi in termini di localizzazione di qualità e di dimensione degli insediamenti industriali. Per il primo si deve pensare, sulla scorta dell'esperienza passata, di valorizzare le aree a vocazione industriale che nella nostra Regione sono soprattutto nella bassa Valle.

Gli insediamenti industriali devono rappresentare una reale e valida occasione di occupazione per la nostra gente ed, in particolare, per i nostri giovani di cui oggi un gran numero è costretto a subire vasti spostamenti per un posto di lavoro soddisfacente.

Ciò significa che insediamenti industriali nella Regione, che non abbiano caratteristiche tali da rispondere alle domande di lavoro dei valdostani, non rispondono alle nostre esigenze.

A nostro parere, i futuri insediamenti non devono turbare l'ambiente naturale e devono avere dimensioni tali da non sconvolgere il nostro equilibrio sociale.

Su queste direttrici intendiamo caratterizzare il nostro sforzo in questo settore e gli interventi che pensiamo di approvare in un prossimo futuro per risolvere le esigenze giuste che ci vengono avanzate dal mondo del lavoro.

Il fatto che in questo bilancio non figurino voci specifiche al riguardo, come è stato rilevato da alcuni Consiglieri, non significa che questa Giunta non abbia seguito con preoccupazione ed attenzione gli ultimi gravi episodi di cui questo Consiglio ha già discusso.

Con le Organizzazioni sindacali e con le Commissioni consiliari regionali interessate è già stato compiuto un notevole lavoro per impedire l'aggravamento della situazione, mentre stiamo esaminando nuovi strumenti di intervento regionale, che potranno anche avere carattere straordinario, in modo da risolvere il problema dell'occupazione, in particolare quello della bassa Valle, entro le linee che ho precedentemente illustrate.

AGRICOLTURA E TURISMO

L'agricoltura nell'economia della Valle d'Aosta svolge e dovrà continuare a svolgere un ruolo importante, soprattutto se colleghiamo giustamente questa attività allo sviluppo del turismo e al mantenimento del nostro territorio.

Siamo particolarmente preoccupati del declino che interessa, tra l'altro, la parte della popolazione valdostana che tradizionalmente è stata portatrice (e spesso ne ha pagato il prezzo) dei valori sui quali poggia la nostra autonomia.

È quindi per una esigenza di giustizia, prima ancora che per motivi puramente economici, che dobbiamo guardare ai problemi che interessano una parte notevole della nostra popolazione e che dobbiamo pensare ad una politica nuova per l'agricoltura valdostana che tenga conto delle esperienze che sono state compiute in realtà alpine simili alla nostra, al fine di mantenere sulle nostre montagne una presenza umana sufficiente.

L'attività turistica ed i suoi problemi sono stati al centro di alcuni interventi che sottolineavano l'insufficienza degli stanziamenti in questo settore.

Vorrei sgombrare il campo da alcune considerazioni settoriali che vogliono vedere nel solo bilancio dell'Assessorato al Turismo lo sforzo della Regione teso allo sviluppo di tale settore.

Molta parte dell'intervento regionale nel campo dei Lavori Pubblici (viabilità, servizi, infrastrutture varie), dell'Agricoltura (difesa e protezione del paesaggio, protezione del territorio, difesa flora e fauna, ecc.) ed in altri settori dell'attività regionale, indirettamente o direttamente favoriscono lo sviluppo del turismo valdostano.

Ci rendiamo conto che è necessaria la dilatazione dell'intervento regionale in questo settore importante, compatibilmente con le esigenze in altri settori.

Le condizioni attuali del bilancio non ci hanno permesso maggiore spazio.

CONCLUSIONI

Con questa mia breve relazione ho voluto, seppure in un modo sommario ed affrettato, accennare agli attuali maggiori temi politici, sociali ed economici, e porre l'accento su ciò che la Giunta ha realizzato, su ciò che intende realizzare e che il bilancio non può rappresentare.

Credo ne derivi un quadro generale che, pur presentando più di un motivo di preoccupazione, offre motivi per sperare in un positivo sviluppo futuro della Regione.

Il vasto impegno a cui l'Amministrazione Regionale deve far fronte per garantire alla sua comunità, alla sua popolazione, di cui è democratica e libera espressione, un futuro degno del suo passato, è possibile solo nella misura in cui in principal modo le forze politiche qui presenti sapranno comprendere il significato dell'attuale momento e contribuire responsabilmente, pur nel rispetto delle diverse posizioni, ad uno sviluppo della Valle d'Aosta che abbia come motivi ispiratori l'autonomia, il progresso e la democrazia.

A quest'opera devono partecipare le varie forze ed i diversi centri decisionali sui quali si articola la nostra comunità e che sono validamente rappresentati in questa Assemblea".

Il Presidente, MONTESANO, propone, data l'ora tarda, che i lavori siano sospesi e rinviati all'adunanza pomeridiana precisando che, alla riapertura dei lavori, potranno ancora prendere eventualmente la parola un rappresentante di ogni Gruppo consiliare, il Presidente della Giunta e gli Assessori, dopo di che seguirà la discussione sui capitoli dei vari titoli, categorie e capitoli degli stati di previsione del bilancio.

Si dà atto che il Consiglio concorda, unanime, sulla proposta del Presidente.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore tredici e minuti tredici e rinviata alle ore sedici e minuti trenta.

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