Oggetto del Consiglio n. 70 del 5 aprile 1971 - Verbale
OGGETTO N. 70/71 - Approvazione di ordine del giorno per il nuovo ordinamento finanziario della Regione.
Il Presidente, MONTESANO, richiamandosi alla discussione avvenuta nell'adunanza del 31 marzo 1971 (oggetto n. 68), dichiara aperta la discussione sui sottoriportati due ordini del giorno presentati, rispettivamente, il primo dal Consigliere Dolchi a nome dei Consiglieri del Gruppo Comunista e dal Consigliere Tonino del PSIUP e il secondo dal Consigliere Pollicini a nome dei Consiglieri della maggioranza consiliare:
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
constatato che il bilancio 1971, nonostante gli impegni assunti dalla maggioranza, non è stato discusso dalle Commissioni consiliari colle categorie produttive e sulla base di un piano economico regionale;
dato atto che ciò è dovuto anche alla mancata revisione del riparto fiscale che però sulla base degli impegni del Governo nazionale è ormai prossima;
impegna la Giunta a presentare entro un mese dall'approvazione del nuovo riparto fiscale in Consiglio regionale le necessarie variazioni di bilancio;
impegna la Giunta affinché le variazioni siano elaborate con metodi nuovi e cioè con la partecipazione di ogni Commissione consiliare alla discussione delle spese per il rispettivo Assessorato e con la consultazione delle categorie produttive e soprattutto dei Sindacati;
impegna infine la Giunta a tenere conto nell'elaborazione delle variazioni in modo prioritario dei problemi posti dalle lotte ed esigenze dei lavoratori e cioè:
1) affrontare il problema della casa con la costruzione di case ad equo canone di affitto, iniziare il risanamento dei centri storici, prolungare con le opportune modifiche almeno per un anno l'attuale legge per la casa ai lavoratori dipendenti;
2) affrontare il problema della industrializzazione della Valle con particolare attenzione al problema dell'occupazione giovanile e femminile ed alla situazione particolare della Bassa Valle elaborando rapidissimamente una nuova legge che tenga conto dei problemi dei terreni e del credito nei confronti della piccola e media industria e dell'industria pubblica nonché il problema della revisione della legge per il finanziamento delle imprese artigiane;
3) affrontare in modo nuovo il problema della salute pubblica tenendo conto del risanamento degli ambienti di lavoro, della prevenzione, cura e riabilitazione degli ammalati adeguando subito le attrezzature attuali dell'Ente Ospedaliero, facendo leva sulle unità sanitarie locali ed evitando la costruzione di giganteschi edifici reclusori per gli ammalati, non consoni alle nuove concezioni della medicina moderna;
4) tener presente, nell'ambito della riforma della scuola, della necessità di iniziare a risolvere gradualmente ma completamente il problema della scuola materna generalizzandola a tutti i bambini dai tre ai sei anni.
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ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, riunito il 5 aprile 1971 per la discussione del progetto di bilancio della Regione per il 1971,
PRESO ATTO
che il progetto di legge per il nuovo ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta è stato elaborato dai competenti Ministeri,
AUSPICA
che il Consiglio dei Ministri provveda sollecitamente all'approvazione del progetto di legge stesso e alla successiva trasmissione alle Camere per l'iter legislativo, poiché soltanto con il nuovo ordinamento finanziario sarà possibile alla Regione Valle d'Aosta di provvedere alle impellenti necessità derivanti dall'espletamento dei numerosi e onerosi interventi e compiti devoluti alla competenza della Regione valdostana.
Dopo breve discussione, il Presidente, MONTESANO, considerato che sono stati ora presentati i due ordini del giorno di cui sopra, propone una breve sospensione della seduta affinché i rappresentanti dei Gruppi consiliari possano concertarsi per un possibile accordo su un unico ordine del giorno da sottoporre all'approvazione del Consiglio.
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Si dà atto che, concordando il Consiglio sulla proposta del Presidente, la seduta viene sospesa dalle ore 9,55 alle 10,52.
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Il Presidente, MONTESANO, dopo aver rilevato che l'ordine del giorno dei Consiglieri del Gruppo comunista e del Consigliere Tonino è stato già illustrato nella seduta del 31 marzo ultimo scorso dal Consigliere Dolchi, dà la parola al Consigliere Pollicini per l'illustrazione dell'ordine del giorno da lui presentato a nome dei Consiglieri della maggioranza consiliare.
Il Consigliere POLLICINI premette che dalle discussioni della seduta del 31 marzo è emerso che le critiche di maggior rilievo fatte al bilancio di previsione in esame concernono l modo con cui è stato predisposto il bilancio stesso, non impostato si basi di programmazione, nonché la carenza di stanziamenti di spesa necessari per affrontare la soluzione di alcuni impellenti ed importanti problemi.
Osserva che le difficoltà di impostare il bilancio di previsione su base programmate derivano dalla mancanza di un riparto fiscale che assicuri la disponibilità dei fondi occorrenti per una programmazione pluriennale delle spese.
Fa presente che la proposta di legge per il nuovo riparto fiscale è già stata approvata dai competenti Ministeri e sarà approvata quanto prima anche dal Consiglio dei Ministri, dopo di che sarà sottoposta all'approvazione del Parlamento.
Osserva che, ad avvenuta approvazione del nuovo riparto fiscale in quota fissa, sarà possibile alla Giunta rivedere l'impostazione del bilancio di previsione e formulare le conseguenti necessarie variazioni da sottoporre all'approvazione del Consiglio.
Rileva che scopo dell'ordine del giorno presentato dai Consiglieri della maggioranza è di ottenere che il Consiglio dei Ministri approvi al più presto il progetto di legge concernente il nuovo ordinamento finanziario della Valle d'Aosta ed il suo sollecito inoltro al Parlamento.
Dà, quindi, lettura dell'ordine del giorno di cui si tratta.
Il Consigliere CAVERI dichiara che i Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine sono contrari all'ordine del giorno presentato dal Gruppo consiliare comunista e dal Consigliere Tonino del PSIUP per le ragioni già esposte in sede di riunione dei Capigruppo ed anche per varie altre ragioni.
Rileva, per quanto riguarda il problema della casa, che già esiste una legge regionale che prevede provvidenze particolari per i lavoratori che intendono costruirsi una casa.
Per quanto concerne il risanamento del centro storico di Aosta, dopo aver premesso che si è fatta della bassa demagogia al riguardo, dichiara che vi sono delle case malsane da demolire.
Rileva quindi la necessità di predisporre un piano per la demolizione delle case malsane in Aosta, tenendo però presente che non soltanto in Aosta, ma anche in altri Comuni della Valle vi sono case da demolire, perché non tutte le case dei contadini si trovano in condizioni di abitabilità.
Rileva, in proposito, che sarebbe opportuno che molti problemi, quali quelli della casa, del Centro storico di Aosta ed altri problemi venissero discussi in sede di programmazione.
Osserva che in tale sede si dovrebbe altresì stabilire il livello massimo di popolazione che deve essere previsto per la Valle d'Aosta la cui superficie è di 3.300 Km. quadrati, e di cui soltanto un terzo, e forse meno, è abitabile, perché - egli dice - non si può permettere di creare una "megalopoli" da Pont Saint Martin fino a Courmayeur, distruggendo praticamente il paesaggio della Valle d'Aosta.
Lamenta quanto è avvenuto in campo edilizio nella collina di Aosta, dove si è fatto uno scempio del paesaggio.
Afferma che di tale scempio sono responsabili coloro che hanno redatto il piano regolatore di Aosta con rapporti plano-volumetrici esagerati, nonché coloro che hanno contravvenuto al piano regolatore violandone le prescrizioni.
Informa che chiederà al Sindaco di Aosta la nomina di una Commissione di inchiesta per l'accertamento delle violazioni lamentate.
Circa i punti 3 e 4 dell'ordine del giorno, riguardanti, rispettivamente, il problema della salute pubblica e quello della riforma della scuola, rileva che tali punti sono assai generici e quindi non risolverebbero nulla, anche se venissero approvati.
Per quanto riguarda l'invito rivolto alla Giunta di impegnarsi a consultare le categorie produttive ed i Sindacati in sede di predisposizione dei bilanci di previsione e delle variazioni di bilancio, il Consigliere Caveri, dopo aver premesso che è cosa normale che coloro che sono investiti di un potere politico-amministrativo sentano le categorie interessate, fa presente che è altresì normale che essi sentano anche i Sindacati.
Rileva, peraltro, che non si può ammettere che, attraverso un ordine del giorno del Consiglio, Giunta e Consiglio debbano prendere l'impegno formale di sentire i Sindacati in materia di bilancio e di variazioni di bilancio, perché, se è vero - egli osserva - che i Sindacati hanno diritto di esistere e di agire in libertà e se è bene che abbiano la loro forza, non si può ammettere che gli organi che sono stati investiti di un potere politico-amministrativo, in base alle norme della Costituzione della Repubblica e dello Statuto della nostra Regione, debbano abdicare alla loro sovranità ed al loro potere e cedere il potere stesso ai Sindacati.
Dichiara che non è ammissibile che il potere politico sia sostituito dal potere sindacale, in quanto ciò significherebbe sovvertire l'ordine repubblicano sancito dalla Costituzione.
Conclude ribadendo, per le suesposte ragioni, il voto contrario dei Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine all'ordine del giorno di cui si tratta.
L'Assessore MILANESIO, dopo aver premesso che intende, a nome del Partito Socialista Italiano, esporre alcune considerazioni di carattere generale sull'ordine del giorno che è stato presentato dai Consiglieri del Gruppo comunista e del PSIUP, rileva, anzitutto, che è invalsa un po' l'abitudine di discutere, in sede di discussione del bilancio di previsione, anche del piano di sviluppo pluriennale, pure sapendo che nel bilancio sono evidenziate soltanto le necessità di un anno di amministrazione e non già quelle di più anni successivi.
Osserva che il bilancio non deve essere confuso con la programmazione, che è cosa ben diversa.
Dichiara di condividere alcune delle affermazioni contenute nell'ordine del giorno in questione, quale, ad esempio, quella concernente il problema della casa, che è un grosso problema non soltanto regionale, ma nazionale.
Rileva che in Aosta tale problema - che deve essere affrontato e risolto - è stato strumentalizzato, specie per quanto riguarda il Centro storico, da alcune forze che hanno indotto alcuni gruppi di cittadini ad occupare prima il palazzo Narbonne e poi il Municipio di Aosta.
Afferma che il problema della casa va affrontato e risolto usufruendo dei fondi statali e di quelli della GESCAL, con il concorso finanziario dell'Amministrazione Regionale.
Per quanto riguarda il problema della industrializzazione, ritiene che debba essere affrontato con nuovi insediamenti industriali, opportunamente dislocati, e tenendo presente la necessità di occupare non soltanto manodopera generica, ma anche manodopera specializzata, maschile e femminile, nonché la necessità di tentare il recupero della manodopera pendolare.
Aggiunge che detto problema deve essere inquadrato nell'ambito del piano di sviluppo regionale.
Circa il problema della salute pubblica, rileva che l'ordine del giorno contiene soltanto una manifestazione generica di volontà sulla quale tutti i Consiglieri non possono che essere d'accordo.
In ordine al problema della scuola, fa presente che i Consiglieri socialisti concordano sulla necessità di attuare la Scuola Materna pubblica affinché tutti i bambini di età prescolastica, cioè dai tre ai sei anni, abbiano la possibilità di frequentarla.
In merito alla questione della consultazione dei Sindacati in sede di elaborazione dei bilanci di previsione e delle variazioni da apportare ai bilanci stessi, dichiara che i Consiglieri socialisti sono favorevoli a tale consultazione, ma ritengono che le Organizzazioni Sindacali - alle quali riconoscono il diritto alla massima autonomia per quanto attiene alle iniziative da adottare a difesa degli interessi dei lavoratori - non possano sostituirsi al potere politico-amministrativo e rivendicare le prerogative decisionali del Consiglio e della Giunta regionali.
Dichiara ancora che essi sono favorevoli ad intensificare i rapporti fra Giunta e Commissioni consiliari in sede di predisposizione del bilancio di previsione e delle variazioni relative.
Osserva che il bilancio in esame è uno strumento provvisorio, perché ancora impostato sul riparto vigente, che prevede quote fisse e quote annue variabili di riparto di entrate erariali per la Regione.
Fa presente che, non appena sarà approvata dal Parlamento la legge sul nuovo riparto fiscale impostato su un'unica quota fissa e molto più vantaggioso per la Regione, in quanto comporterà un notevole aumento degli introiti annui di riparto, la Giunta proporrà al Consiglio le conseguenti necessarie variazioni da apportare al bilancio.
Insiste sull'opportunità di predisporre un piano pluriennale dell'attività regionale, piano basato sulle conclusioni della programmazione e per la cui attuazione è necessario un nuovo riparto fiscale, basato su quote fisse di riparto.
Conclude, dichiarando che i Consiglieri socialisti, pure concordando su alcuni dei punti dell'ordine del giorno in questione, si asterranno dalla votazione sull'ordine del giorno stesso per le ragioni esposte in precedenza.
Il Consigliere GERMANO illustra le ragioni e lo scopo che hanno indotto i Consiglieri del Gruppo comunista a presentare, unitamente al Consigliere Tonino del PSIUP, l'ordine del giorno in discussione.
Osserva che essi hanno inteso, fra l'altro, porre in rilievo come sia errato il metodo seguito sino ad oggi nell'elaborazione del bilancio, che dovrebbe essere impostato e predisposto collegialmente dalla Giunta unitamente alle Commissioni consiliari, mentre il progetto di bilancio annuale è sempre stato predisposto dalla Giunta senza sentire le Commissioni consiliari, per cui non vi è stata alcuna collaborazione da parte delle Commissioni consiliari, che, in ultima analisi, sono l'espressione del Consiglio.
Ritiene necessario cambiare il metodo seguito sino ad oggi per l'elaborazione del bilancio di previsione.
In merito alla richiesta di fare partecipare i Sindacati alle discussioni sulle variazioni che dovranno essere apportate al bilancio dopo l'approvazione del nuovo riparto fiscale, rileva che il parere espresso dal Consigliere Caveri al riguardo è stato quasi negativo.
Osserva, in proposito, che nell'ordine del giorno in discussione l'inciso relativo dice testualmente: "...impegna la Giunta affinché le variazioni siano elaborate... e con la consultazione delle categorie produttive e soprattutto dei Sindacati"; il che significa che ogni decisione è riservata esclusivamente alla Giunta ed al Consiglio e, quindi - egli dice - non si vuole affatto sostituire al potere politico il potere sindacale.
Passando ai problemi della casa, dell'industrializzazione, della salute pubblica e della riforma posti in evidenza nell'ordine del giorno, dichiara che trattasi di problemi la cui soluzione è della massima urgenza, come più volte è stato ribadito da tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio, e di problemi che devono quindi essere affrontati con priorità sugli altri problemi dalla Giunta e dal Consiglio in sede di programmazione pluriennale.
Conclude, dichiarando che i Consiglieri comunisti, nel muovere le loro critiche alla Giunta per il sistema seguito sino ad oggi nella predisposizione del bilancio, non intendono affatto porre in difficoltà la Giunta e creare una crisi di governo che - egli afferma -sarebbe dannosa per la Valle d'Aosta, ma intendono soltanto che il sistema sia gradualmente modificato in avvenire e che siano accolte le istanze formulate nell'ordine del giorno.
Il Vice Presidente FOSSON contesta l'affermazione del Consigliere Germano secondo cui il Consigliere Caveri si sarebbe espresso in senso quasi negativo alla consultazione dei Sindacati da parte della Giunta, rilevando che l'intendimento del Consigliere Caveri era che le categorie produttive venissero sentite in sede di formazione del piano programmatico pluriennale di sviluppo economico, ma non già in sede di elaborazione del bilancio e delle variazioni al bilancio.
Osserva, d'altra parte, che non è ammissibile una ingerenza dei Sindacati nelle decisioni del potere politico-amministrativo ed aggiunge che una tale ingerenza sarebbe controproducente per i Sindacati stessi.
Ammette che possa essere cambiato il metodo seguito sino ad oggi dalla Giunta, richiedendo, ad esempio, una maggior collaborazione alle Commissioni consiliari in sede di formazione del progetto di bilancio e ritiene che una raccomandazione in tale senso possa essere fatta alla Giunta, tenendo però presente che le competenze della Giunta non possono essere devolute alle Commissioni consiliari.
Circa i problemi da trattare in via prioritaria, rileva che, oltre a quelli posti in evidenza nell'ordine del giorno (casa, industrializzazione, salute pubblica, scuola) ve ne sono altri pure importanti quale, ad esempio, quello del rifornimento idrico della Città di Aosta.
Fa presente che la questione della priorità dei problemi deve essere discussa e stabilita dal Consiglio, ma osserva che per stabilire l'ordine di priorità è necessario predisporre un programma di sviluppo pluriennale degli interventi da servire come base di discussione per il Consiglio, nonché fare approvare al più presto il nuovo riparto fiscale, affinché si possa contare su entrate sicure per il finanziamento del piano pluriennale dei lavori e degli interventi regionali.
In merito al problema della casa, pur concordando sull'urgenza della soluzione di tale problema, rileva che la Regione Valle d'Aosta è all'avanguardia in tale campo avendo approvato a suo tempo, con legge regionale, un piano quinquennale, attuato con decorrenza dal 1° gennaio 1966, per la ripresa dell'industria edilizia economica e popolare a favore dei lavoratori.
Dopo aver fatto presente l'opportunità di prorogare le provvidenze approvate con tale legge, il Vice Presidente Fosson dichiara che occorre anche interessarsi presso gli organi competenti affinché siano stanziati ulteriori e maggiori fondi dallo Stato e dalla GESCAL per la costruzione di case popolari nei centri industriali della Valle d'Aosta.
Informa che ultimamente si è appreso dai giornali che, secondo una notizia proveniente dalla Corte dei Conti, la GESCAL in questi ultimi sei anni avrebbe erogato soltanto 294 miliardi degli 848 miliardi a sua disposizione per la costruzione di case popolari, lasciando così inutilizzati ben 554 miliardi, per cui sarebbe venuto a mancare, secondo la Corte dei Conti, il previsto intervento pubblico per la soluzione del problema della casa.
Osserva che i fondi GESCAL sono costituiti con le trattenute effettuate ai lavoratori per cui detti fondi debbono essere spesi per risolvere il problema della casa.
Sul punto dell'ordine del giorno in cui si afferma la necessità di affrontare il problema dell'industrializzazione avendo particolare riguardo delle esigenze della bassa Valle, ove occorrono posti di lavoro per la manodopera femminile e giovanile, dichiara che i Consiglieri dell'Union Valdôtaine sono pienamente d'accordo su tale punto, ma ritiene che il problema debba essere studiato ed approfondito nei suoi dettagli.
Accenna, in proposito, ai 1.500 pendolari che ogni giorno vanno a lavorare fuori della Valle d'Aosta e per i quali occorre creare posti di lavoro nella zona della bassa Valle.
Conclude, confermando il voto contrario dei Consiglieri dell'Union Valdôtaine, già espresso dal Consigliere Caveri, all'ordine del giorno proposto dai Consiglieri del Partito Comunista Italiano e del Partito Socialista Italiano di Unione Proletaria.
Il Consigliere POLLICINI, richiamandosi a quanto ebbe a dire nel suo primo intervento, dichiara che i Consiglieri del Gruppo Democratico Popolare assumono l'impegno di far rivedere e modificare il bilancio di previsione non appena la legge concernente il nuovo riparto fiscale sarà operante, per apportare al bilancio le variazioni necessarie in relazione alle esigenze prioritarie poste in evidenza da tutti i gruppi consiliari e dopo aver sentito i pareri delle Commissioni consiliari, delle categorie produttive e dei Sindacati, fermo restando il principio della competenza degli organi politico-amministrativi in materia decisionale.
Dichiara che, per le ragioni suesposte, i Consiglieri del Gruppo Democratico Popolare si asterranno dalla votazione sull'ordine del giorno in questione.
Il Consigliere TONINO, riferendosi alle critiche da lui mosse nella seduta del 31 marzo 1971, al progetto di bilancio di previsione, riafferma di essere contrario al metodo seguito dalla Giunta per la elaborazione di detto progetto di bilancio e ne precisa nuovamente i motivi.
Dichiara che il Partito Socialista di Unità Proletaria, da lui rappresentato in Consiglio, è pronto a dare la propria collaborazione all'attuale Giunta per una migliore amministrazione della cosa pubblica, a condizione però che siano effettuate determinate e qualificanti scelte, quali quelle indicate nell'ordine del giorno presentato da lui unitamente ai Consiglieri comunisti.
Accenna ai problemi della casa, della occupazione, della industrializzazione, della salute e della scuola, problemi che debbono essere affrontati con carattere prioritario, perché la loro soluzione è della massima urgenza.
Ritiene necessario che l'attuale maggioranza precisi quale è la sua collocazione politica, pure prendendo atto che in Valle d'Aosta, con la scissione avvenuta in seno al Partito Democratico Cristiano ed alla costituzione del Movimento Democratico Popolare, è definitivamente tramontata la coalizione del Centro-sinistra.
Osserva che l'alternativa per la maggioranza è una sola: o si pone a sinistra con i lavoratori, oppure si colloca a destra con la classe padronale.
Critica la posizione assunta dall'Assessore Milanesio il quale, pure riconoscendo giuste le richieste formulate nell'ordine del giorno, ha dichiarato di astenersi dalla votazione.
Dichiara che l'intendimento dei presentatori dell'ordine del giorno in esame è di ottenere che la Giunta assuma l'impegno di sentire le categorie produttive ed i Sindacati, oltre che le Commissioni consiliari, in sede di elaborazione delle variazioni che dovranno essere apportate al bilancio di previsione, allorquando il nuovo riparto fiscale sarà diventato una realtà, nonché assuma l'impegno di affrontare con finanziamenti regionali la soluzione dei più importanti ed impellenti problemi e, cioè, quelli della casa, della salute pubblica, dell'occupazione e della scuola.
Il Consigliere CHAMONIN premette che non è d'accordo sul sistema di presentare ordini del giorno per ogni problema posto in discussione e soprattutto in sede di esame e discussione del bilancio di previsione, che investe tutti i problemi di ogni settore economico.
Dichiara che i Consiglieri del M.A.V. intendono, dal canto loro, richiamare l'attenzione della Giunta sul settore dell'agricoltura che, per essi, ha carattere prioritario nei confronti degli altri settori e dei vari importanti problemi posti in rilievo nell'ordine del giorno - casa, industrializzazione, salute pubblica, scuola.
Concorda circa la prospettata opportunità che il bilancio di previsione e le variazioni al bilancio siano elaborati con metodi nuovi, dichiara di essere d'accordo, come pure circa l'opportunità di una maggior collaborazione delle Commissioni consiliari, mentre per quanto riguarda la affermata necessità della consultazione delle categorie produttive e dei Sindacati, cosa su cui concorda, ritiene che tale consultazione debba avvenire in sede di formazione del piano generale programmatico di sviluppo pluriennale e degli investimenti, fermo restando che le scelte definitive sono di competenza degli organi politico-amministrativi ai quali spetta la conduzione della cosa pubblica.
Conclude, dichiarando che voterà contro l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri comunisti e dal Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, sia perché non verte su questioni di ordine generale e sia anche perché non vi si fa alcun accenno ai problemi attinenti all'agricoltura; dichiara che, invece, voterà a favore dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini a nome della maggioranza, perché concernente la proposta di legge riguardante il nuovo ordinamento finanziario della Valle d'Aosta senza il quale non si può attuare una vera programmazione.
Il Consigliere MANGANONI rammenta che, nella seduta del 31 marzo u.s., allorquando ebbe a richiamare l'attenzione della Giunta sull'urgenza di affrontare il problema dell'industrializzazione, gli fu risposto che tale problema era collegato con quello della programmazione e che sarebbe stato, quindi, preso in esame e discusso in sede di elaborazione del piano di programmazione.
Osserva che è da anni che si parla di programmazione e che non si sa quando tale problema verrà finalmente posto sul tappeto e discusso dal Consiglio, mentre, per contro, la situazione occupazionale nella bassa Valle, in seguito alla crisi che ha colpito il settore industriale, si fa sempre più critica e più grave.
Dichiara che nella bassa Valle sono previsti centinaia di licenziamenti, che circa 1.800 operai si recano giornalmente a lavorare ad Ivrea od a Torino e che tutti gli anni, nel periodo primaverile, circa 150 giovani donne vanno in Svizzera per lavori stagionali.
Ricorda che i Consiglieri comunisti hanno da tempo sottolineato la necessità di creare nella bassa Valle circa 500 posti di lavoro per uomini ed altrettanti posti di lavoro per le donne e fa presente che si rende urgente l'insediamento di nuovi stabilimenti industriali nella bassa Valle per impiegare la manodopera disoccupata.
Aggiunge che anche nell'Alta Valle, e cioè a Villeneuve, si rende necessaria l'installazione di uno stabilimento per dare lavoro a circa 100 lavoratori privi di una occupazione.
Insiste, quindi, affinché il problema della industrializzazione sia affrontato al più presto.
Il Consigliere RAMERA dopo aver premesso che il bilancio di previsione dell'anno 1971 è impostato come quello dell'anno 1970, che non fu approvato dal Consiglio, chiede come mai la Giunta fu allora messa in crisi, dal momento che il bilancio di quest'anno è impostato sulla falsariga di quello dello scorso anno.
Dichiara che i Consiglieri democristiani concordano sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini a nome della maggioranza, perché detto ordine del giorno auspica la sollecita approvazione, da parte del Parlamento, della proposta di legge concernente il nuovo riparto fiscale, per il quale i Consiglieri democristiani hanno dato il loro voto favorevole.
Dichiara che i Consiglieri stessi si asterranno, invece, dalla votazione sull'ordine del giorno presentato dai Consiglieri comunisti e dal Consigliere Tonino anzitutto perché non vi è l'unanimità di consensi su detto ordine del giorno e perché si può concordare solo su alcuni punti ed infine perché non vi si accenna ad alcuni problemi di impellente necessità.
Rileva che gli interventi del Consigliere Caveri e del Vice Presidente Fosson si diversificano su alcuni punti e, fra l'altro, sulla questione della consultazione delle categorie produttive e dei Sindacati in sede di elaborazione del bilancio di previsione e delle variazioni relative ed osserva che il Consigliere Caveri è stato più deciso e più chiaro.
Afferma che il bilancio di previsione deve essere impostato in base alle linee indicatrici del piano di programmazione e che, pertanto, è necessario che tale piano sia studiato ed approvato al più presto.
Il Consigliere DOLCHI premette che i Consiglieri comunisti ed il Consigliere Tonino nel presentare l'ordine del giorno in discussione, hanno ritenuto di poter dare in questo modo il loro contributo per l'impostazione che deve essere data al bilancio, nonché utili indicazioni per la soluzione di alcuni dei più impellenti problemi.
Ricorda che i predetti Consiglieri fanno parte dell'opposizione e non già della maggioranza, i cui Consiglieri, a suo avviso, non dovrebbero presentare ordini del giorno sulla questione del bilancio di previsione, perché il bilancio è un documento che è espressione della volontà della maggioranza consiliare.
Dichiara che i Consiglieri comunisti mantengono e confermano l'ordine del giorno, che è inteso - egli dice - a dare un contributo positivo all'orientamento amministrativo della Regione per il futuro ed alla soluzione dei problemi di fondo della vita economico-sociale-politica valdostana.
Afferma che i problemi posti in evidenza nell'ordine del giorno (casa, occupazione, salute pubblica, scuola) sono urgenti e di vitale importanza e devono essere affrontati subito, nell'interesse generale della popolazione valdostana.
Circa il problema urbanistico, informa che la civica Amministrazione di Aosta, allorché egli era Sindaco, affrontò il problema del Piano regolatore della Città di Aosta e rammenta che furono proposti determinati indici volumetrici per le costruzioni allo scopo di evitare il verificarsi delle deturpazioni oggi lamentate dal Consigliere Caveri.
Dichiara che i Consiglieri dell'Union Valdôtaine richiesero, in quell'occasione, l'aumento di detti indici volumetrici e che, dopo discussione, un accordo fu raggiunto in tale senso.
In merito al bilancio di previsione, sottolinea l'opportunità che, non appena approvato il nuovo riparto fiscale, si apportino le necessarie variazioni al bilancio, previa consultazione delle Commissioni consiliari, delle categorie produttive e dei Sindacati.
Conclude, dichiarando che i Consiglieri comunisti daranno voto favorevole all'ordine del giorno da essi presentato unitamente al Consigliere Tonino, come pure all'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini a nome della maggioranza.
Il Vice Presidente FOSSON, con riferimento all'affermazione fatta dal Consigliere Dolchi in merito agli indici volumetrici stabiliti a suo tempo dal Consiglio Comunale di Aosta in sede di approvazione del Piano regolatore della Città di Aosta, dichiara che i Consiglieri comunali dell'Union Valdôtaine hanno chiesto l'aumento degli indici volumetrici esclusivamente per la zona agricola e non già per la zona collinare di Aosta.
Riconosce che l'indice volumetrico di 0,75, allora fissato, è troppo alto.
Seguono ulteriori, brevi interventi del Presidente Montesano, dei Consiglieri Bordon, Germano e del Vice Presidente Fosson.
Il Presidente, MONTESANO, dichiara che si asterrà dalle votazioni sui due ordini del giorno.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, per l'approvazione del seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere Dolchi a nome dei Consiglieri del Gruppo Comunista e dal Consigliere Tonino del PSIUP:
"ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta:
CONSTATATO che il bilancio 1971, nonostante gli impegni assunti dalla maggioranza, non è stato discusso dalle Commissioni consiliari colle categorie produttive e sulla base di un piano economico regionale;
DATO ATTO che ciò è dovuto anche alla mancata revisione del riparto fiscale che però sulla base degli impegni del Governo nazionale è ormai prossima;
IMPEGNA
la Giunta a presentare entro un mese dall'approvazione del nuovo riparto fiscale in Consiglio regionale le necessarie variazioni di bilancio;
IMPEGNA
la Giunta affinché le variazioni siano elaborate con metodi nuovi e cioè con la partecipazione di ogni Commissione consiliare alla discussione delle spese per il rispettivo Assessorato e con la consultazione delle categorie produttive e soprattutto dei Sindacati;
IMPEGNA
infine la Giunta a tenere conto nell'elaborazione delle variazioni in modo prioritario dei problemi posti dalle lotte ed esigenze dei lavoratori e cioè:
1) affrontare il problema della casa con la costruzione di case ad equo canone d'affitto, iniziare il risanamento dei centri storici, prolungare con le opportune modifiche almeno per un anno l'attuale legge per la casa ai lavoratori dipendenti;
2) affrontare il problema della industrializzazione della Valle con particolare attenzione al problema dell'occupazione giovanile e femminile ed alla situazione particolare della Bassa Valle elaborando rapidissimamente una nuova legge che tenga conto dei problemi dei terreni e del credito nei confronti della piccola e media industria e dell'industria pubblica nonché il problema della revisione della legge per il finanziamento delle imprese artigiane;
3) affrontare in modo nuovo il problema della salute pubblica tenendo conto del risanamento degli ambienti di lavoro, della prevenzione, cura e riabilitazione degli ammalati adeguando subito le attrezzature attuali dell'ente ospedaliero, facendo leva sulle unità sanitarie locali ed evitando la costruzione di giganteschi edifici reclusori per gli ammalati, non consoni alle nuove concezioni della medicina moderna;
4) tenere presente nell'ambito della riforma della scuola della necessità di iniziare a risolvere gradualmente ma completamente il problema della scuola materna generalizzandola a tutti i bambini dai tre ai sei anni".
Procedutosi alla votazione, il Presidente, MONTESANO, accerta e comunica il seguente risultato della votazione:
- Consiglieri presenti: trentatré;
- Consiglieri votanti: sedici;
- Voti favorevoli: otto (Crétier, Dolchi, Germano, Macheda, Manganoni, Savioz, Siggia e Tonino);
- Voti contrari: otto (Albaney, Andrione, Bancod, Caveri, Chamonin, Fosson, Freppaz e Perruchon);
- Consiglieri astenutisi dalla votazione: diciassette (Balestri, Benzo, Bordon, Chabod, Chantel, Dujany, Lustrissy, Manganone, Mappelli, Maquignaz, Milanesio, Montesano, Personnettaz, Pollicini, Quaizier, Ramera e Rollandoz).
Il Presidente, MONTESANO, visto l'esito della votazione, dichiara che il Consiglio non ha approvato l'ordine del giorno sottoriportato.
Il Consiglio prende atto.
Il Presidente, MONTESANO, invita quindi il Consiglio a votare, per alzata di mano, per l'approvazione del seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini a nome dei Consiglieri della maggioranza consiliare:
"ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta riunito il 5 aprile 1971, per la discussione del progetto di bilancio della Regione per il 1971,
PRESO ATTO
che il progetto di legge per il nuovo ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta è stato elaborato dai competenti Ministeri
AUSPICA
che il Consiglio dei Ministri provveda sollecitamente all'approvazione del progetto di legge stesso e alla successiva trasmissione alle Camere per l'iter legislativo, poiché soltanto con il nuovo ordinamento finanziario sarà possibile alla Regione Valle d'Aosta di provvedere alle impellenti necessità derivanti dall'espletamento dei numerosi e onerosi interventi e compiti devoluti alla competenza della Regione Valdostana".
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente, MONTESANO, accerta e comunica che il Consiglio ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti; trentatré; Consiglieri votanti: trentadue; voti favorevoli: trentadue; astenutosi dalla votazione il Presidente Montesano), ha approvato l'ordine del giorno soprariportato.
Il Consiglio prende atto.
