Oggetto del Consiglio n. 164 del 2 luglio 1971 - Verbale

OGGETTO N. 164/71 - Proposta di revoca dell'aumento di lire 20 del prezzo del latte distribuito nella città di Aosta dalla "Centrale Laitière d'Aoste" e nomina, per quanto di competenza regionale, del nuovo Consiglio di Amministrazione della Società della Centrale stessa. (Reiezione di Mozione)

Il Presidente MONTESANO dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri regionali Signor Dolchi Giulio e Signora Siggia Giovanna in Bianco, concernente: "Proposta di revoca dell'aumento di Lire 20 del prezzo del latte distribuito nella Città di Aosta dalla "Centrale Laitière d'Aoste" e nomina, per quanto di competenza regionale, del nuovo Consiglio di Amministrazione della Società della Centrale stessa", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 15 e 16 giugno 1971:

MOZIONE

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

PRESO ATTO dell'aumento di lire 20 al litro del prezzo del latte distribuito nella Città di Aosta dalla Società "Centrale Laitière d'Aoste" su richiesta del Consiglio d'Amministrazione ormai legalmente scaduto da lungo tempo;

PRESO ATTO altresì che l'aumento è stato autorizzato dal Comitato Regione le prezzi nel quale sono presenti responsabili regionali;

CONSIDERATO che gli azionisti proprietari della Società sono la Regione e il Comune di Aosta, responsabili pertanto della sua conduzione;

RILEVATO che ancora una volta un importante provvedimento che incide notevolmente nella vita economica e sociale della città capoluogo viene deciso senza che il Consiglio Regionale abbia avuto modo di approfondirne e di valutarne l'opportunità;

RITENUTO indispensabile evitare il nuovo aumento del costo della vita, soprattutto attraverso il rincaro di un genere di largo consumo;

DELIBERA

di impegnare la Giunta e i rappresentanti regionali a intraprendere gli opportuni passi perché:

1) sia, al più presto, revocato l'aumento di lire 20 e il prezzo del latte ai consumatori sia riportato a lire 130 al litro;

2) sia, al più presto, nominato, per quanto di competenza regionale, il nuovo Consiglio d'Amministrazione in sostituzione di quello scaduto.

F.ti: Giulio Dolchi, Gianna Bianco Siggia

Il Consigliere DOLCHI premette che la mozione sopra riportata è stilata in termini chiari ed esaurienti per cui non sarebbe necessaria una particolare illustrazione della stessa.

Ritiene, peraltro, opportuno di richiamare l'attenzione del Consiglio sul fatto che la decisione dell'aumento del costo del latte sia stata presa dalla Società "Centrale Laitière d'Aoste" su richiesta del Consiglio d'Amministrazione, ormai legalmente scaduto da lungo tempo, ignorando totalmente il Consiglio regionale che, più volte, si è pronunciato contro il rincaro del costo della vita e per il contenimento dei prezzi in genere.

Ammette che l'aumento del costo del latte, che da 130 lire al litro è stato portato a 150 lire, possa essere stato determinato dalla situazione deficitaria della Centrale del Latte, ma osserva che, nella determinazione del prezzo dei generi di prima necessità, quale è il latte, vanno tenuti presenti i fattori di carattere sociale ed anche politico e non le considerazioni di tecnica aziendale o di carattere commerciale.

Afferma che il Consiglio regionale ha il dovere di intervenire e di dire la sua parola in merito al problema del rincaro del prezzo del latte.

Chiede in quale misura percentuale la Società "Centrale Laitière d'Aoste", i produttori di latte ed i rivenditori, beneficino dell'aumento di Lire 20 al litro apportato al prezzo del latte.

Chiede, inoltre, che l'Amministrazione regionale provveda al più presto a nominare i propri rappresentanti nel Consiglio d'Amministrazione della predetta Società, cosa che l'Amministrazione comunale di Aosta già ha fatto per quanto riguarda i rappresentanti di sua competenza.

L'Assessore all'agricoltura e foreste MAQUIGNAZ accenna anzitutto alla situazione deficitaria del bilancio della Società "Centrale Laitière d'Aoste" e ricorda che, con provvedimento legislativo n. 240 del 30 ottobre 1970, il Consiglio regionale approvò la concessione di un contributo straordinario di Lire 200 milioni alla predetta Società, a titolo di concorso finanziario della Regione nelle spese di gestione dello stabilimento della Centrale del Latte.

Informa, però, che tale contributo non fu ancora corrisposto alla Centrale perché il provvedimento legislativo succitato non ha ancora avuto il nulla osta della Comunità Economica Europea in quanto il trattato di Roma vieta, nell'ambito della Comunità stessa, la concessione di aiuti che possano influire sui prezzi dei prodotti agricoli.

Precisa che nel corrente anno il Consiglio regionale sarà chiamato ad approvare la concessione di un ulteriore contributo straordinario alla Società predetta, a titolo di concorso nelle spese di gestione dello Stabilimento della Centrale del Latte per l'anno 1970, tenuto presente che la passività di tale esercizio ammontano a ben 43 milioni di lire.

Fa presente che, data la situazione deficitaria della predetta Società, se venisse revocato l'aumento del prezzo del latte da Lire 130 al litro a lire 150, la Società non potrebbe continuare la gestione dello stabilimento della Centrale del Latte, che è un servizio pubblico di importanza fondamentale per la popolazione e, quindi, lo stabilimento dovrebbe essere chiuso.

Riferisce che è stato fatto presente agli Organi della C.E.E. che le passività della Società sono dovute alle forti spese che la Società stessa deve sostenere per la raccolta del latte, a causa della configurazione orografica della Valle d'Aosta e che si spera che il provvedimento legislativo surrichiamato ottenga il nulla osta della C.E.E..

Per quanto riguarda il secondo punto della mozione e, cioè, il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Società "Centrale Laitière d'Aoste", ricorda di avere -, in una precedente seduta, e precisamente in occasione della trattazione dell'argomento concernente la sottoscrizione di azioni della Società in questione -, proposto che il Consiglio di Amministrazione della Società di cui si tratta fosse composto:

- da 3 rappresentanti del Consiglio regionale, di cui uno della minoranza;

- da 3 rappresentanti del Consiglio comunale di Aosta, di cui uno della minoranza;

- da 2 rappresentanti della categoria dei produttori di latte;

- da un rappresentante della categoria dei rivenditori del latte.

Comunica che tale proposta, sulla quale l'Amministrazione comunale di Aosta non era d'accordo, fu più volte oggetto di esame da parte del Consiglio d'Amministrazione della Società "Centrale Laitière d'Aoste" e precisa che era in attesa di giungere ad una intesa con l'Amministrazione comunale.

Fa presente che, ultimamente e senza che fossero stati presi preventivi accordi con l'Amministrazione regionale, il Consiglio comunale d'Aosta designò 4 suoi rappresentanti a far parte del nuovo Consiglio d'Amministrazione della Società in questione; ritiene quindi che, in una prossima seduta, la Giunta sottoporrà al Consiglio regionale la proposta di designare 4 suoi rappresentanti chiamati a far parte del nuovo Consiglio di Amministrazione della Società.

Il Presidente della Giunta, DUJANY, riferisce che il prezzo del latte è stato aumentato da Lire 130 al litro a lire 150 su richiesta della Società "Centrale del Latte" e previo parere favorevole del Comitato interministeriale prezzi e del Comitato locale prezzi per le seguenti ragioni:

1°) aumento del costo della mano d'opera;

2°) aumento dell'importo dei contributi previdenziali del personale dipendente;

3°) aumento del prezzo di acquisto della produzione di latte alla stalla;

4°) aumento degli interessi passivi e delle spese generali di gestione.

Fornisce, quindi, precisazioni circa i prezzi di vendita del latte al minimo praticati nei Comuni più importanti della Valle d'Aosta ed in varie città italiane (Alessandria, Bologna, Ferrara, Trento, Vercelli: 150 lire al litro; Forlì 145 al litro; Pavia 155 lire al litro, ecc.)

Informa che l'importo derivante dall'aumento del prezzo di vendita al minuto del latte è ripartito in misura percentuale diversa tra i produttori, i rivenditori di latte e la "Centrale Laitière d'Aoste".

L'Assessore MAQUIGNAZ chiede ai presentatori della mozione di ritirare la mozione stessa, tenuto conto delle ragioni addotte a giustificazione del provvedimento di aumento del prezzo di vendita al minuto del latte e dell'impegno che la Giunta assume di presentare al prossimo Consiglio la proposta di designazione dei rappresentanti della Regione chiamati a far parte del nuovo Consiglio di Amministrazione della Società "Centrale Laitière d'Aoste".

Il Vice Presidente FOSSON dichiara di concordare sulle proposte fatte dall'Assessore Maquignaz a nome della Giunta, ma esprime l'avviso che, prima di procedere alla designazione dei propri rappresentanti in seno al Consiglio d'Amministrazione della Società in questione il Consiglio regionale debba esaminare e discutere, nel suo complesso, il problema della Centrale del Latte.

Il Consigliere GERMANO ritiene che, come giustamente fatto osservare dal Vice Presidente Fosson, il problema della Centrale del Latte debba essere affrontato ed approfondito nel suo complesso, anche perché - egli dice - il Consiglio è poco e male informato su come avviene attualmente la gestione della Centrale del Latte.

Per quanto riguarda l'invito a ritirare la mozione, osserva che il latte è uno dei prodotti a più largo consumo popolare e che l'aumento di lire 20 al litro viene ad incidere sensibilmente sul bilancio familiare dei lavoratori.

Dichiara che per tale ragione i Consiglieri comunisti non possono accettare che sia ritirata la mozione presentata dai colleghi Dolchi e Siggia ed insiste affinché sia revocato al più presto il provvedimento con cui il prezzo di vendita al minuto del latte è stato aumentato di Lire 20 al litro.

Il Consigliere BORDON, dopo aver rilevato che il latte viene attualmente pagato al produttore lire 100 al litro, chiede se, nel caso di revoca di aumento del prezzo del latte nella misura di lire 20 al litro, come richiesto dai Consiglieri Comunisti, il prezzo che viene attualmente pagato al produttore verrebbe diminuito.

Rileva che ciò non sarebbe ammissibile per varie ragioni che illustra.

Il Vice Presidente FOSSON dichiara che personalmente voterà contro la mozione presentata perché, per le ragioni che sono state spiegate e dall'Assessore Maquignaz e dal Presidente della Giunta, non è possibile revocare il provvedimento che ha aumentato di lire 20 il prezzo del latte, anche perché tale prezzo corrisponde a quello praticato in altre zone d'Italia ove le spese per il reperimento del latte sono meno onerose delle spese sostenute in Valle d'Aosta.

Rileva che, d'altra parte, non soltanto il prezzo del latte è aumentato, ma anche i prezzi degli altri generi, perché l'aumento del costo della vita è un fatto generale e cita alcuni dati a comprova di quanto detto.

Ribadisce l'opportunità che il problema della gestione della Centrale del Latte sia esaminato ed approfondito nel suo complesso, per vedere se non sia possibile realizzare qualche economia nelle spese di gestione.

Il Consigliere ANDRIONE dichiara di condividere quanto detto dal Vice Presidente Fosson e di essere, quindi, contrario all'approvazione della mozione in discussione perché i presentatori della stessa, nel chiedere la revoca del provvedimento di aumento del prezzo del latte, intendono, in sostanza, che sia praticato un prezzo politico ponendo a carico dell'Ente pubblico, cioè dell'Amministrazione regionale, l'onere della differenza tra il costo di acquisto del late ed il prezzo di vendita, il che - a suo avviso - costituisce un precedente molto pericoloso, che potrebbe essere invocato anche per altri generi di prima necessità.

L'Assessore all'industria e commercio ALBANEY precisa che l'importo di Lire 20, conseguente all'aumento di Lire 130 al litro a Lire 150 del prezzo del latte, è stato ripartito e devoluto come segue:

Lire

3,00

ai rivenditori -

"

10,00

ai produttori-conferitori -

"

2,50

per la mano d'opera -

"

1

per la Cassa Integrazione -

"

0,50

per l'assistenza sanitaria della Centrale -

"

1

per pagamento di interessi passivi -

"

2

per spese di gestione della Centrale.

Agli effetti di un confronto tra l'aumento del prezzo del latte e l'aumento verificatosi sui prezzi di altri generi di consumo cita i seguenti dati percentuali:

- birra -: aumento dell'8%;

- acque e bevande gassate non alcoliche -: aumento del 16%;

- vini e prodotti vinosi -: aumento del 49,5%;

- liquori -: aumento del 2,1%;

- latte -: aumento del 23,3%.

Conclude, dichiarando che la mozione presentata dai Consiglieri Dolchi e Siggia non può essere approvata dalla Giunta per le ragioni che sono state sopra esposte.

Il Consigliere GERMANO, riferendosi alla comunicazione fatta in precedenza dall'Assessore Maquignaz circa il provvedimento legislativo n. 240 in data 30.10.1970, con il quale veniva approvata la concessione di un contributo straordinario di Lire 20 milioni alla Società "Centrale Laitière d'Aoste", a titolo di concorso finanziario della Regione nelle spese di gestione dello stabilimento della Centrale del Latte, rileva che non è ammissibile che detta Società non abbia potuto introitare a tutt'oggi la predetta somma per il fatto che la C.E.E. non ha concesso il suo nulla osta a tale provvedimento.

Osserva che la Giunta regionale avrebbe dovuto proporre al Consiglio regionale la conferma di tale provvedimento legislativo e non già accettare supinamente le ragioni esposte dal Presidente della Commissione di Coordinamento a giustificazione della non apposizione del visto provvedimento legislativo stesso.

L'Assessore MAQUIGNAZ informa che il provvedimento legislativo in questione è stato inviato dal Ministero degli Affari Esteri alla Comunità Economica Europea a' sensi del trattato di Roma e precisa che alla lettera del Presidente della Commissione di Coordinamento, che chiedeva precisazioni in ordine al provvedimento legislativo in questione, è stato risposto fornendosi i ragguagli richiesti, precisandosi fra l'altro:

- che i soci della Società "Centrale Laitière d'Aoste" sono esclusivamente Enti pubblici e, cioè, la Regione Autonoma della Valle d'Aosta e il Comune di Aosta;

- che l'Amministrazione regionale è anche l'unica proprietaria dello stabilimento della Centrale del Latte e delle relative attrezzature;

- che la Società predetta, per evidenti ragioni amministrative, ha un proprio bilancio distinto da quello dei due Enti Pubblici sopra nominati;

- che il contributo regionale concesso non va a beneficio di privati, ma tende esclusivamente a permettere ai due predetti Enti di assicurare la continuazione di un fondamentale ed essenziale servizio pubblico, avente un alto significato sociale, quale è appunto la fornitura alla popolazione di latte alimentare igienico ed idoneo.

Comunica che, dopo i chiarimenti forniti, sono stati presi contatti con funzionari della Comunità Economica Europea, che sembra ora orientata verso la concessione del richiesto nulla osta.

Dopo aver fornito ulteriori dati a giustificazione dell'aumento del prezzo del latte, l'Assessore MAQUIGNAZ conclude ribadendo che la Giunta è contraria all'approvazione della mozione in questione.

Il Presidente MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della mozione seguente:

MOZIONE

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

PRESO ATTO dell'aumento di lire 20 al litro del prezzo del latte distribuito nella Città di Aosta dalla Società "Centrale Laitière d'Aoste" su richiesta del Consiglio d'Amministrazione ormai legalmente scaduto da lungo tempo;

PRESO ATTO altresì che l'aumento è stato autorizzato dal Comitato Regionale prezzi nel quale sono presenti responsabili regionali;

CONSIDERATO che gli azionisti proprietari della Società sono la Regione e il Comune di Aosta, responsabili pertanto della sua conduzione;

RILEVATO che ancora una volta un importante provvedimento che incide notevolmente nella vita economica e sociale della città capoluogo viene deciso senza che il Consiglio Regionale abbia avuto modo di approfondirne e di valutarne l'opportunità;

RITENUTO indispensabile evitare il nuovo aumento del costo della vita, soprattutto attraverso il rincaro di un genere di largo consumo;

DELIBERA

di impegnare la Giunta e i rappresentanti regionali a intraprendere gli opportuni passi perché:

1°) sia, al più presto, revocato l'aumento di lire 20 e il prezzo del latte ai consumatori sia riportato a lire 130 al litro;

2°) sia, al più presto, nominato, per quanto di competenza regionale, il nuovo Consiglio d'Amministrazione in sostituzione di quello scaduto.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciannove e voti favorevoli otto, non ha approvato la mozione soprariportata (Consiglieri presenti: ventisette).

Il Consiglio prende atto.