Oggetto del Consiglio n. 208 del 4 aprile 1979 - Verbale

OGGETTO N. 208/79 - Integrazioni e modificazioni della deliberazione consiliare n. 203 del 19 maggio 1977, concernente: "Approvazione delle classi di Comuni, in rapporto all'effetto urbano, e delle relative tabelle parametriche in attuazione dell'articolo 5 della legge statale 28 gennaio 1977, n. 10".

Il Consiglio regionale, nell'adunanza del 19 maggio 1977 con deliberazione n. 203, ha approvato le classi dei Comuni, in rapporto all'effetto urbano, e le relative tabelle parametriche, in attuazione dell'articolo 5 della legge statale 28.1.1977, n. 10.

In sede di pratica attuazione delle norme stabilite con la sopra richiamata deliberazione consiliare si è accertata l'opportunità di apportare alla medesima alcune integrazioni e modificazioni.

In conseguenza, la Giunta regionale concorda, unanime di proporre che il Consiglio regionale

Deliberi

I punti 2.2.1. - Industria - e 2.2.2. - Artigianato - della deliberazione consiliare n. 203 del 19 maggio 1977 sono sostituiti dai seguenti:

"2.2.1.

Industria

- interventi di recupero

0,08

- 0,10

- nuove costruzioni

0,16

- 0,20

- quote aggiuntive relative a:

- trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi

0,025

- 0,05

- sistemazione dei luoghi

0,075

- 0,15

La quota aggiuntiva relativa alla sistemazione dei luoghi non è dovuta nel caso in cui gli interventi siano previsti nell'area già assoggettata all'impianto e delimitata da relativa recinzione.

"2.2.2.

Artigianato

- interventi di recupero

0,04

- 0,05

- nuove costruzioni

0,08

- 0,10

- quote aggiuntive relative a:

- trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi

0,0125

- 0,025

- sistemazione dei luoghi

0,0375

- 0,075

La quota aggiuntiva relativa alla sistemazione dei luoghi non è dovuta nel caso in cui gli interventi siano previsti nell'area già assoggettata all'impianto e delimitata da relativa recinzione.

Il punto 2.3.3. - Altre attrezzature - della deliberazione consiliare n. 203 del 19.5.1977, è sostituito dal seguente:

"2.3.3.

Altre attrezzature

A)

nuove costruzioni

- aziende della ristorazione ivi compresi i bar

0,24

- 0,30

- esercizi commerciali con superficie di vendita fino a 400 mq.

0,32

- 0,40

- esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 400 mq.

0,40

- 0,50

- impianti sportivi coperti

0, 1

- 0,20

- impianti sportivi all'aperto (1)

0,001

- 0,002

- impianti di risalita (2)

0,01

- 0,1

- uffici ed agenzie

0,64

- 0,80

- impianti per pubblici spettacoli

0,64

- 0,80

__________________

(1) La quota unitaria del contributo si applica ad ogni metro quadrato dell'area occupata dall'impianto e della relativa area di servizio, quali risultano dalla domanda di concessione.

(2) La quota unitaria del contributo si applica alla potenzialità teorica dell'impianto: cioè al numero di persone trasportabili in un'ora.

B)

interventi di recupero

- aziende della ristorazione, ivi compresi i bar

0,12

- 0,15

- esercizi commerciali con superficie di vendita fino a 400 mq.

0,16

- 0,20

- esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 400 mq.

0,20

- 0,25

- impianti sportivi coperti

0,05

- 0,10

- impianti sportivi all'aperto

0,0005

- 0,001

- impianti di risalita

0,005

- 0,05

- uffici ed agenzie

0,32

- 0,40

- impianti per pubblici spettacoli

0,32

- 0,40

Relativamente, i punti 2.2.1., 2.2.2., 2.3.3., limitatamente alle voci: "esercizi commerciali", le superfici dei locali destinati al ricovero degli automezzi dell'azienda e dei relativi dipendenti non sono assoggettabili al contributo di cui agli articoli 5 e 10 della legge 28.1.1977, n. 10, relativamente alle superfici dei locali destinati a deposito dell'azienda, il contributo di cui agli articoli di legge sopra richiamati è ridotto del 50%.

Dopo il punto 2.3.3., ivi comprese le relative note esplicative, della deliberazione consiliare 203 del 19.5.1977 è inserito il punto seguente:

"2.4

Costruzioni o impianti destinati ad attività agricole

- interventi di recupero

0,008

- 0,0010

- nuove costruzioni

0,016

- 0,020

La voce "Costruzioni e impianti agricoli" comprende ogni opera destinata all'allevamento di bestiame di qualsiasi specie, ivi compresi gli animali da cortile nonché quelle destinate a ricovero di derrate e attrezzi agricoli e alla trasformazione, non industriale, dei prodotti agricoli.

Nei casi in cui le opere siano eseguite da cooperative agricole, costituite ai sensi della legislazione sulla cooperazione, si applicano i parametri relativi agli interventi di recupero di cui sopra.

Il punto c) della deliberazione consiliare n. 203 del 19.5.1977 è sostituito dal seguente:

"c) ai soli fini dello scomputo parziale o totale del contributo, di cui al primo comma dell'art. 11 della legge 28.1.1977, n. 10, l'incidenza delle spese di urbanizzazione è così ripartita:

- 60% per opere di urbanizzazione primaria;

- 40% per opere di urbanizzazione secondaria.

Dolchi (P.C.I.) - Prima di dare la parola all'Assessore vorrei attirare l'attenzione dei colleghi Consiglieri sul parere espresso dalla Commissione consiliare permanente per il Turismo che fa anche presente la necessità di aggiungere, perché debbono essere considerati emendamenti aggiuntivi, tre punti che sono appunto iscritti nell'allegato del deliberato proposto dalla Giunta.

La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera, per l'illustrazione.

Ramera (D.C.) - Prima di iniziare l'approvazione o l'esame di questo punto all'ordine del giorno, desidererei effettivamente sapere se poi vengono all'esame i tre punti che riguardano l'aumento di capitale delle società funiviarie, perché dirò subito che una si trova in condizioni piuttosto gravi, dato il ritardo ed il rinvio della volta scorsa, e si tratta precisamente della "Ghiacciai del Lys", quindi io spero che si possano discutere almeno domani mattina, perché altrimenti metteremmo nei guai veramente una società che sta andando bene, che però ha dei problemi riguardo agli istituti previdenziali.

Passando al punto n. 11, io non è che abbia molto da dire, perché ne abbiamo già discusso tre mesi fa: tre mesi fa si disse che la deliberazione era molto scarna, che era necessario un rinvio alle Commissioni. Ora vorrei far rilevare che quando una deliberazione modifica una legge precedente non è che debba fare un romanzo, ma deve semplicemente modificare, presentare alcuni emendamenti, e basta, e i tre mesi sono stati adoperati - credo - abbastanza utilmente, perché...nelle riunioni delle Commissioni Affari Generali-Turismo congiunte, o del Turismo separatamente, ha dato modo di esaminare questa delibera, di esaminare l'intero problema degli oneri di urbanizzazione, e ha dato modo anche di svolgere un'indagine conoscitiva presto con un'assemblea dei Sindaci che si ripeterà anche il prossimo 20 di aprile; ha dato modo alla Commissione di inviare a tutti i Comuni un questionario, che però ha dato un esito piuttosto deludente, perché su 74 Comuni solamente 20 hanno risposto al questionario inviato dalla Commissione e non hanno risposto, diciamo, Comuni di primo piano dove questo problema doveva essere praticamente più sentito.

Io ho avuto modo di vedere che il problema era ultrasentito, perché appunto abbiamo aspettato tre mesi con molte riunioni e al termine sono stati presentati alcuni emendamenti; uno lo presenterò io stesso, all'ultimo minuto, e dirò subito di cosa si tratta: si tratta di eliminare alla voce "industria" e alla voce "artigianato" la riga che riguarda gli "interventi di recupero", perché dirò questo...in quanto è già predisposto un emendamento al disegno di legge n. 61 che è stato già inviato alle Commissioni e che riguarda proprio questo argomento. Ritenevamo quindi proprio illogico votare in questo momento gli interventi di recupero sulla delibera, e poi nella legge votare un emendamento apposito per quello che riguardava ristrutturazione, riconversione di problemi che riguardavano l'industria e l'artigianato.

Per quanto riguarda altre cose, io so - per non aver partecipato alla riunione di venerdì della Commissione, in quanto ero a Roma - che la Commissione ha stabilito di ritenere valida l'attuale classificazione dei Comuni fino al 31 dicembre 1979 e poi di rivedere detta classificazione, non tenendo conto solo delle motivazioni che avevano dato motivo a questa delibera degli oneri di urbanizzazione, tenendo conto dell'articolo 5 della legge n. 10, ma di aggiungere anche, per questa nuova classificazione dei Comuni, anche tutto il movimento di attività edilizia, svoltasi in questo periodo per poter classificare i Comuni forse in altro modo.

Quali possono essere gli effetti di questa delibera: da più parti si è fatto presente che molta gente poteva avere presentato progetti in precedenza, pagato oneri di urbanizzazione, eccetera; però è chiaro che quando compare una nuova legge, quello che...non possono avere effetti retroattivi, in quanto io ritengo che coloro che hanno pagato gli oneri di urbanizzazione, ormai li hanno pagati, perché altrimenti andremmo comunque a provocare un contenzioso presso i Comuni che non finirebbe più, quindi per me gli effetti vanno dall'entrata in vigore della deliberazione. Altra novità di questa delibera è l'inserimento delle costruzioni ed impianti destinati ad attività agricole, che non compariva nella precedente, ma che è fatto esclusivamente per gli oneri di urbanizzazione che toccano non i conduttori diretti di aziende agricole, ma coloro che sono proprietari e che desiderano costruire in queste aziende, però non sono i conduttori diretti e, nello stesso tempo, per quei conduttori che facessero, che presentassero dei progetti non consoni al territorio di loro proprietà. Un esempio: se uno ha una stalla o un'azienda agricola per sei mucche, mi presenta un progetto per 50 mucche, è chiaro che la cosa è sproporzionata e quindi deve pagare gli oneri di urbanizzazione per quanto riguarda l'esubero di quello che è previsto dalla normativa. In passato si era parlato anche del rinvio, era stato anche motivato da alcune parti perché il provvedimento coinvolgesse non solo le quattro attività principali, cioè l'industria, l'artigianato, l'agricoltura e le nuove costruzioni per altre attrezzature, ma coinvolgesse la residenza abitativa.

Dalle varie riunioni avvenute, e anche da quanto abbiamo esaminato nella riunione dei Sindaci, dove abbiamo notato anche una certa contraddittorietà da parte degli amministratori comunali per cui abbiamo visto Sindaci preoccupati dei loro abitanti, mentre altri Sindaci erano preoccupati delle casse comunali, noi riteniamo di mandare avanti la delibera, tale e quale l'avevamo presentata, con quelle piccole modificazioni che la Commissione vi ha accennato, vi propone, e per quella che vi ho accennato io, riguardante gli interventi di recupero, riservandoci naturalmente l'ulteriore studio, proprio tenendo conto di quelle che saranno le indicazioni che ci provengono dai Sindaci e dalle ulteriori istruttorie che le Commissioni andranno a fare per una deliberazione esclusiva per quella che è la residenza abitativa, che tenga conto delle esigenze delle nostre popolazioni per quanto riguarda la prima casa. Invece, per quanto riguarda la seconda casa, coloro i quali hanno la fortuna di possedere la seconda casa, paghino tranquillamente gli oneri di urbanizzazione, mentre si tenga particolare conto delle esigenze dei nostri compaesani che, per vari motivi, si trovano toccati da questa legge per la prima casa che fanno. Si era parlato anche, sia nella prima riunione che in sede di Commissione, della "convenzione-tipo" proprio a riguardo della residenza abitativa, e in questi giorni proprio il mio Assessorato ha richiesto il parere scritto a tutti i Sindaci della Regione, alle Organizzazioni sindacali, alle Associazioni industriali, alle Associazioni di inquilini, in maniera da poter avere un parere scritto, di modo che lo studio dell'eventuale modificazione per quanto riguarda la residenza abitativa possa essere confortato da un parere chiaro da parte sia degli enti che da parte degli organismi interessati alla materia.

È inutile che ripeta quello che abbiamo detto la prima volta: gli oneri sono praticamente dimezzati, proposte di alternativa non ne sono venute nel corso di questi tre mesi; se verranno, in questa sede possono anche essere esaminate, ma comunque noi riteniamo che sia giunto il momento, dopo tre mesi, di portare avanti questa deliberazione, non solo perché molta aspettativa vi è sull'argomento, ma nello stesso...a me non risulta che lo stesso Assessorato Agricoltura abbia giacenti oltre cinquanta o sessanta prati inerenti a questa materia, e quindi un ulteriore esame, un ulteriore "abbinamento", diciamo, a quella che può essere la residenza abitativa, ci porterebbe...e quindi deluderebbe quelle che sono le attese di molta gente.

Io ritengo di non dover spendere molte altre parole, se non poi esaminando quelli che saranno i vari interventi per poter rispondere in maniera idonea a tutti coloro che vorranno concorrere alla discussione.

Dolchi (P.C.I.) - Allora è aperta la discussione generale.

Io ricordo che eventuali emendamenti devono essere consegnati per iscritto alla Presidenza nel corso della discussione generale, che vi è dato distribuito il parere della Commissione per il Turismo e gli Affari Generali (che fanno quelle proposte di emendamenti aggiuntivi), e che l'Assessore Ramera ha proposto un emendamento soppressivo per quanto riguarda gli interventi di recupero all'industria, cioè nella prima pagina, a pagina 1, sia nel...la prima linea sia dell'industria, sia dell'artigianato, per essere chiari, per l'industria il 0,08 e 0,10 e per l'artigianato 0,04 e 0,05.

È aperta la discussione generale. Nessuno parla in sede di discussione generale?

La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Noi ci siamo espressi, in Commissione, in modo contrario alla discussione in aula di questa parte dei provvedimenti che riguardano l'applicazione della legge n. 10 nella nostra Regione, e voglio sinteticamente ripetere qui le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione.

Intanto va fatta una brevissima cronaca di come siamo arrivati a questa discussione. Si era rinviato tre mesi fa questo provvedimento con un'apposizione unanime di tutte le forze politiche che concordano sulla necessità di fare una riflessione, a due anni di distanza, sugli effetti che ha avuto nella nostra Regione l'applicazione di questa legge dello Stato. Le Commissioni Affari Generali e Turismo secondo me hanno iniziato un lavoro interessante e, dico subito, sostituendosi ad una mancanza della Giunta, perché hanno iniziato un lavoro che è tipico della gestione degli strumenti urbanistici, che dovrebbe essere svolto secondo me dalla Giunta e dall'Assessore, in particolare; un lavoro interessante, di consultazione dei Sindaci, di analisi attraverso il questionario degli effetti che questa legge ha avuto nella nostra Regione, ed ha, la Commissione, anche rilevato le difficoltà di lavoro che vi sono, e...quali sono le difficoltà in questo momento nell'affrontare globalmente e seriamente questo tipo di problema? Noi abbiamo nella nostra Regione una realtà che è composita, che è fatta di Comuni che hanno dimensioni, caratteristiche, composizione sociale molto diverse. Questa legge dello Stato, la legge 28 gennaio 1977 n. 10, è una legge di principi, che fissa alcuni principi generali di grossa importanza, secondo noi, principi che le Regioni debbono plasmare rispetto alla situazione che hanno nella Regione appunto, c'è una grossissima possibilità delle Regioni di adattare l'applicazione di questa legge sul proprio territorio, sulla base proprio delle caratteristiche e della situazione reale delle varie Regioni.

Ora questo compito noi lo stiamo svolgendo in un modo che, direi, è vergognoso, nel senso che ho avuto così occasione di recente di rivedere e riflettere sulla legislazione che abbiamo prodotto in merito...e qui faccio anche un'autocritica, alcuni provvedimenti li abbiamo pure votati anche noi, però ci troviamo di fronte, oltre ad inadempienze che rendono - e poi entro nel merito - incongruente la legge nella nostra Regione, ci troviamo poi in una selva di leggi. Spesso ci troviamo a criticare lo Stato in questo modo di procedere, ma noi siamo molto peggio da questo punto di vista, chi ancora sarà in Commissione lunedì...un'ulteriore legge di modifica della legge n. 14...è una selva di leggi che, analizzate, oggi appaiono come provvedimenti di carattere burocratico, in cui è estremamente difficile vedere e capire dietro...qual è il filo conduttore di carattere politico che sta dietro, perché non c'è, si tratta di adempimenti burocratici, e questa non è un'accusa che si può fare ai tecnici della Regione, loro fanno evidentemente il loro mestiere.

Quello che manca è proprio un'impronta di carattere politico, e noi, qui, in questo Consiglio, troppo spesso ci riempiamo la bocca - e lo diciamo sempre - di autonomia e di saper gestire in modo autonomo i compiti che ci aspettano...questo credo che sia l'esempio più significativo di incapacità di adattare la nostra legge alla nostra realtà, e questa difficoltà deriva prima di tutto dalla mancanza di un progetto. Noi abbiamo bisogno di riflettere sul modo di applicare la legge n. 10 nella nostra Regione, sulla base di un progetto che deve essere politico e culturale; finora questo è mancato.

Io faccio l'esempio in Commissione, che è positivo, dello sforzo che era stato fatto per applicare in modo diverso nella nostra Regione la legge n. 865, con quel pregevole...che fu fatto in quel periodo da Predieri... Ebbene, oggi manca proprio questo: manca la capacità di fare prima i provvedimenti di un progetto unificativo che possa essere il riferimento per la legislazione che viene; questo non vuol dire che abbiamo sbagliato quanto approvammo a suo tempo, le tabelle parametriche per l'applicazione degli oneri o, meglio, in quel momento di trattava di rispettare dei termini per iniziare un'esperienza... Già allora si disse della necessità di arrivare dopo un anno, dopo due anni, ad una verifica; oggi questa verifica è estremamente urgente, perché di incongruenze effettivamente ne esistono, e...quali sono? Sono sempre emerse in modo chiaro dal questionario che hanno redatto i Comuni, emergono nelle discussioni che si fanno a tutti i livelli. Questa legge ci permette - e questo è un dato positivo - di tassare bene la seconda casa. Se andiamo a fare un'analisi, come abbiamo fatto in Commissione - non la ripetiamo qui - degli incassi che hanno avuto i nostri Comuni, ci accorgiamo che il ruolo trainante è stato quello della seconda casa, che è l'unica edilizia che tira e che ha portato nei nostri Comuni degli incassi notevoli. Laddove invece manca e c'è una carenza, è proprio relativamente all'applicazione degli oneri per l'edilizia abitativa, di chi si costruisce la prima casa, di chi costruisce la casa per la propria famiglia, ed è questo un discorso che tutti facciamo, così, a livello generale, però vedo uno scarso impegno per applicarlo concretamente. E già c'era una possibilità per fare in modo che chi costruisce la prima casa pagasse molto di meno ed era quella di adottare tempestivamente la convenzione-tipo.

Qui siamo in ritardo di un anno e mezzo rispetto alle scadenze della legge e il questionario che hanno mandato i Comuni indica con estrema precisione che sono pochissimi, tre o quattro i Comuni che hanno adottato, loro, una convenzione-tipo, in modo da non far pagare il costo di costruzione a chi si costruisce la prima casa, e chi costruisce la prima casa ha evidentemente tutti gli interessi di convenzionarsi, e perciò di non pagare quella quota sul costo di costruzione, che è una quota considerevole e che diventa sempre più considerevole perché è oggi applicata al 100%, mentre prima era stata, negli anni precedenti, scaglionata del 20, 40 e 60%. Questa è un'inadempienza che di fatto si poteva fare subito che non ha permesso, ad esempio, di favorire già in modo concreto, se possibile, di costruire la prima casa. C'è poi da dire che oltre a questo aspetto la convenzione-tipo va sviluppata rapidamente, c'è da fare anche una riflessione sul livello dell'onere anche per quello che riguarda il contributo afferente agli oneri di urbanizzazione e per chi si costruisce la prima casa. E qui evidentemente il problema non è di semplice soluzione, c'è dietro la necessità di capire giuridicamente e culturalmente che cosa vogliamo fare, e qui le carenze sono incredibili; dunque, questo aspetto è ancora una volta rinviato. Io credo che non ci sia da parte della Giunta la volontà di affrontarlo seriamente, altrimenti il tempo già ci sarebbe stato e qui in Commissione manca, questo è un dato preoccupante, estremamente preoccupante, manca sempre la proposta della Giunta, le Commissioni lavorano a ruota libera, manca spesso anche l'Assessore, ma questo - direi - è secondario, se almeno ci fossero le proposte della Giunta!

Non affrontiamo perciò globalmente il problema ed andiamo invece ad una politica che io chiamerei "la politica degli sconti", "la politica delle riduzioni indiscriminate", perché nell'introduzione dell'Assessore Ramera e nelle varie discussioni in Commissione, nessuno è riuscito a spiegare seriamente perché oggi andiamo ad una riduzione degli oneri per l'industria, l'artigianato e gli edifici commerciali, se non per sensazioni che lasciano piuttosto prevedere che dietro ci siano delle spinte ben più particolari e meno generali.

Se poi andiamo a vedere l'orientamento dei Comuni, non solo non c'è un Comune che ha chiesto la riduzione degli oneri, ma ci sono dei Comuni che all'Assemblea del B.I.M. hanno chiesto espressamente di non ridurre gli oneri per le industrie, l'artigianato ed il commercio; questa credo che sia...sono due i Sindaci, comunque ci sono stati, mentre è stata una grossa richiesta generalizzata direi, per la riduzione degli oneri per chi si costruisce la prima casa nel senso che dicevo prima. Ma al di là di questo discorso, comunque è secondo me molto importante, c'è da capire anche a che cosa andiamo incontro facendo questi tipi riduzioni, anche da un punto di vista territoriale; oggi l'investimento immobiliare si sta convogliando nel settore dei capannoni artigianali, commerciali ed anche industriali, oggi sta diventando, da un punto di vista immobiliare, un investimento estremamente significativo. D'altronde basta uscire dalla città di Aosta e guardare i capannoni che vengono costruiti e i tabelloni relativi per capire che si tratta mai o quasi mai di iniziative dell'artigiano o del commerciante, ma sempre di iniziative di carattere immobiliare, poi vendute con mutui, e via dicendo.

Ora, se noi riduciamo l'onere, rendiamo questo tipo di investimento ancora più produttivo, e io mi chiedo se è una politica seria territorialmente, e se è anche produttivo oggi, con la dispersione che abbiamo degli esercizi commerciali, favorire di fatto la costruzione di nuovi negozi anziché di nuove case, e converrà costruire nuovi negozi anziché nuove case, con un onere che viene ridotto a un terzo di quello che è l'onere che si paga per la casa. Credo che sia una follia da questo punto di vista, o comunque una cosa non ponderata e non ragionata in questo momento.

Ci sono alcuni aspetti di questa deliberazione che invece sono positivi, il fatto che nei confronti dell'agricoltura si faccia quella distinzione anche se, come è emerso in Commissione, lì non c'è assolutamente chiarezza per quello che è lo spirito della norma e quella che è la gestione che viene avanti a livello di uffici, e qui un approfondimento credo che sia necessario, ma, ripeto ancora una volta, questo tipo di approfondimento viene affrontato dall'incomprensibile decisione di portare immediatamente in discussione in aula questi provvedimenti. Così come sono interessanti alcuni tentativi tipo quello di non far pagare le quote aggiuntive relative al trattamento ed alla sistemazione dei luoghi per i capannoni artigianali e commerciali, che sono questi la direzione su cui andare, guardare i casi specifici, le difficoltà che ci sono e agire in quel modo.

La riduzione generalizzata, secondo me, in un campo come questo porta soltanto a favorire interventi che sono contrari a quello che noi vogliamo, anche perché l'imprenditore serio, l'artigiano serio, l'industriale che ha delle basi serie ha oggi delle altre agevolazioni, ed è profondamente ingiusto che non paghi quel minimo di oneri che servono effettivamente al Comune per fare alcune opere, senza poi dimenticare che andrebbero anche istruiti i Comuni, andrebbero anche dati degli orientamenti affinché questi oneri, anziché essere pagati tutti in soldi contanti...siano fatte in opere; e qui, di nuovo, dal questionario dei Sindaci emerge che pochissimi Comuni sono riusciti a far fare delle opere di urbanizzazione anziché ritirare i soldi, per cui credo che ci sia la possibilità anche per queste categorie di andare a vedere dei provvedimenti che siano finalizzati al tipo di imprenditore, e non degli sconti di carattere generalizzato così come vengono fatti.

Altri approfondimenti sono iniziati in Commissione, salvo soprattutto nella classificazione dei Comuni che sono significativi; per cui, concludendo, credo che sia veramente inopportuno oggi fare queste riduzioni e proporre queste modifiche, perché innanzi tutto questo può voler dire non affrontare con tempestività l'altra parte del problema, che è molto urgente, ed è molto urgente anche perché l'ultima legge urbanistica che è uscita da questa Regione prevede 60 giorni di tempo, credo che sia stata pubblicata già da 15 o 20 giorni per cui manca forse più di un mese affinché la Regione affronti la convenzione-tipo, dà 60 giorni di tempo alla Regione per fare la convenzione-tipo. Ora, la convenzione-tipo per me è un elemento essenziale per andare ad individuare quali sono i soggetti che non devono pagare gli oneri così come li pagano altri interventi, ed è lo strumento per poter discriminare tra la seconda casa e chi si fa la prima casa; per cui io credo che sia necessario, ancora una volta, non approvare questa deliberazione, ma impegnarsi seriamente. Abbiamo di fronte un mese e mezzo di tempo per poter concludere questa riflessione sull'applicazione degli oneri...non vedo altre motivazioni o, meglio, non sono state date altre motivazioni che possano giustificare questa riduzione di oggi. Questo innanzitutto perché una richiesta importante che è venuta avanti dai Sindaci è quella di cercare con uno sforzo notevole di portare un po' più di chiarezza in un settore in cui sta regnando la confusione. L'esempio della circolare esplicativa dell'articolo 12 della legge n. 14 scritta in "urbanese", e proprio anche criticata da un sacco di Sindaci per la sua incomprensione, è un elemento significativo di un disordine a cui bisogna cercare di porre rimedio. Io credo che ci sia la possibilità, con un impegno serio delle Commissioni e della Giunta, di arrivare tempestivamente ad un quadro un pochino più unitario, un pochino più difendibile e che possa essere un quadro sostenuto da tutte le forze presenti in Consiglio.

Dolchi (P.C.I.) - Prima di procedere alla discussione generale, io vorrei sapere se il Consigliere Tonino formalizza la richiesta di interruzione della discussione e del rinvio alla Commissione. Per adesso no...allora continua la discussione generale.

Non c'è nessuno iscritto a parlare. La parola al Consigliere Dujany...scusi, prima di dare la parola al Consigliere Dujany, vorrei dire che il collega Consigliere De Grandis mi ha fatto pervenire il suo rincrescimento per non poter partecipare alla discussione di oggi, poiché ha dovuto assentarsi da Aosta per impellenti motivi di famiglia e quindi chiede anche di essere giustificato.

La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Mah, non dirò niente di nuovo rispetto a quello che ha detto Tonino, che sono un po' le cose già dette e ripetute in sede di Commissione.

Noi ci siamo riservati di esprimere il nostro parere in sede di Consiglio perché non eravamo convinti della validità della proposta deliberativa fatta dalla Giunta regionale. Prima di tutto, perché? per il modo con cui veniva presentata, cioè tutta questa deliberazione, che nasconde chiaramente una serie di interessi privati, ha un cappello di quattro righe dove si dice: bisogna, viste le delibere precedenti...si propone di nuovo la delibera perché? per quali motivi? nessuno lo sa, o per lo meno non è emerso da nessuna relazione e non è emerso - mi pare - nemmeno chiaramente in sede di Commissione. La Commissione, a dir la verità, ha elaborato ed ha riunito parecchie volte su questo argomento, e si è trovata credo dinanzi ad alcune osservazioni di carattere generale. Intanto un grosso frazionamento di legge e...che non risponde sempre alle esigenze reali, globali, della gente, della popolazione e della realtà locale, ma sono sempre espressioni di "spinte" varie che non sono naturalmente guidate e...così, dalla parte di chi deve decidere. In secondo luogo, mi pare che manchino naturalmente perché ci sono queste serie di leggi e leggine che obbediscono alle spinte, perché si obbedisce ogni volta a queste varie necessità settoriali, e mancano naturalmente gli obiettivi di carattere generale. E quel che è peggio è che quando la Commissione ha voluto approfondire ed era presente anche l'Assessore al Turismo e l'Assessore alle Finanze...solo che quando si vuole approfondire un problema ci troviamo dinnanzi alla mancanza di ogni lato, mancano assolutamente elementi.

Noi, in Valle d'Aosta, siamo un paese - purtroppo credo che sia un po' la generalità - in cui non riusciamo a conoscere quante sono le licenze concesse dai Comuni dello spazio di un anno, quali sono le tipologie delle licenze e quali sono naturalmente le destinazioni di queste licenze. Le colpe sono varie, sono estremamente complesse, è dovuto in parte anche ad una non sufficiente collaborazione da parte dei Comuni, è dovuto anche ad una presenza della Regione probabilmente, che non ha sufficientemente sensibilizzato le Amministrazioni comunali a questo problema, e questo problema non si può risolvere senza la collaborazione delle Amministrazioni comunali. E quindi si è tentato di fare una ricerca...così, su elementi plasmatici, attraverso questa riunione fatta con i Sindaci...che cos'è emerso, grosso modo - non vorrei dire delle cose inesatte - da questa riunione? Intanto mi pare una richiesta di maggior chiarezza da parte delle circolari conseguenti alle leggi; in secondo luogo delle leggi più chiare; in terzo luogo, scendendo nel merito del problema - mi pare che è stato accentuato con delle voci diversificate - il problema della residenza primaria ed il problema della residenza secondaria, con alcune voci di alcuni Sindaci, come ha detto bene l'Assessore, che si sono preoccupati essenzialmente dei bilanci comunali più che del problema naturalmente singolo. Mi pare, se non vado errato, che questa riunione si è conclusa nel senso che la Giunta e la Commissione avrebbero elaborato un testo se avesse dovuto essere oggetto di ulteriore confronto per una riunione che, come ha detto l'Assessore, dovrebbe aver luogo il 20 di aprile, e con i Sindaci, in modo da esaminare definitivamente questo testo. Questa mi pare, così, la cronaca.

Quali sono le incongruenze che noi troviamo? Innanzi tutto ci...alla legge n. 10 del 28 gennaio 1977 che stabilisce, tra l'altro, le classi dei Comuni in rapporto all'effetto urbano. Abbiamo notato che sono inclusi alcuni Comuni ad effetto medio e ad effetto urbano medio-basso e basso...dei Comuni che così, col buon senso, a vista d'occhio, parrebbero naturalmente da spostarsi, cioè i Comuni che sono ad effetto urbano basso dovrebbero essere posti ad effetto urbano medio e altri ad effetto urbano medio a...perché è successo questo? Perché in sede di applicazione della legge gli uffici hanno stabilito delle norme che tecnicamente chiamano degli "usuratori" che hanno dato luogo naturalmente a questo risultato. E questi norme quali sono? La variazione demografica, la collocazione geografica, la dimensione geografica, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, l'attività commerciale ed i posti di lavoro. Non esiste per esempio l'altra norma dell'incremento delle abitazioni, dell'incremento ad esempio della popolazione in un certo tipo di spazio di tempo, quindi direi che sono stati presi probabilmente alcuni misuratori che hanno dato luogo a questa classificazione che, così, a lume di naso, mi pare, con un po' di buon senso, hanno dato poi questi risultati, che non ci paiono rispondere alla realtà dello sviluppo che oggi avviene naturalmente nei vari Comuni della Valle d'Aosta. È certo che questi dati sono dati estremamente variabili, perché naturalmente lo sviluppo edilizio ubbidisce a certe leggi che sono delle leggi economiche naturalmente, che sfuggono tante volte dalla normativa fatta dalla Regione. Però quando noi vediamo per esempio tutti i Comuni dalla cintura di Aosta che sono considerati di medio-basso...mentre mi pare, così, a lume di naso, che l'incremento occupazionale è abbastanza alto, che l'incremento edilizio si vede, ad occhio nudo...pare abbastanza alto, e quindi non si capisce...cioè lo si capisce, nel senso che è stato scelto un tipo di misura che non calza con la realtà, questa è una prima osservazione e le conclusioni sono state quelle dette dall'Assessore: che queste norme dovrebbero almeno andare fino al 31.12...l'impegno della Commissione è di renderle valide fino al 31.12.1979 e, nel frattempo, trovare nuove norme e nuovi criteri per stabilire le classi dei Comuni in effetto al rapporto urbano, perché poi tutto questo ha i suoi effetti naturalmente sul modo di pagare gli oneri di urbanizzazione e sugli oneri di Comuni.

Abbiamo detto: "leggi confuse". Io dico francamente, noi stessi ed io stesso, nel passato Consiglio ho approvato quella norma di variante della legge...legge, non deliberazione, che riguardava i problemi dell'agricoltura, convinto naturalmente che raggiungesse certi obiettivi. Rileggendo poi la norma, sul piano concreto mi sono accorto che naturalmente...che gli obiettivi che almeno io pensavo - e credo anche altri membri della Commissione - di raggiungere, non sono stati raggiunti per quanto riguarda l'edilizia agricola. Se esiste naturalmente l'altro grosso problema dell'edilizia abitativa, se diminuiscono gli oneri di urbanizzazione a favore dell'industria, dell'artigianato e del commercio, naturalmente ci chiediamo perché non si deve affrontare direi anche questo problema dell'edilizia abitativa, perché è proprio uno dei punti su cui i Sindaci, tutti quanti...credo che sia stato abbastanza unanime; se ci sono state diversificazioni di pareri in altri settori, in questo settore mi pare che l'intervento sia stato abbastanza unanime. Quindi, ecco, questi sono i motivi per cui riteniamo che un provvedimento del genere rischia di essere un provvedimento settoriale e se apparentemente può dare l'impressione di dare un contributo migliorativo, nel tempo rischia di essere un altro elemento di confusione. Vorrei ancora far presente che questi...un altro, direi, che non è ancora stato affrontato, direi in un modo decisivo, eppure è stato affrontato in modo parziale, è il problema dei recuperi e della ristrutturazione di cui tanto si parla, che è stato oggetto di discussione anche da parte dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale.

Quindi io direi, se fosse possibile, e pregherei vivamente la Giunta, di voler vedere di rinviare il problema in modo da dare una dimensione direi più globale al contenuto di questa delibera, almeno al contenuto della delibera, a parte i problemi legislativi che non sono oggetto di discussione in questa sede, in modo da affrontare il problema con un minimo di globalità, con un minimo di coerenza e con un minimo direi anche di giustizia, perché poi in ultima analisi queste cose finiscono per essere oggetto di ingiustizia sul piano della generalità. Ecco, questa è la richiesta che mi permetto di fare, che d'altra parte è già stata fatta anche da Tonino, anche per il fatto che c'è questo nuovo appuntamento con gli Amministratori comunali, fissato per il 20 di aprile, che avrebbe dovuto essere, direi, un po' il momento conclusivo per potere fare una discussione che avrebbe potuto sensibilizzare maggiormente le Amministrazioni comunali e coinvolgerle maggiormente in questa problematica in cui i loro interessi non sono naturalmente secondari.

Dolchi (P.C.I.) - Prima della prosecuzione della discussione generale, faccio anche al Consigliere Dujany la stessa proposta e cioè se formalizza la richiesta di rinvio o meno, perché ovviamente non possiamo fare tutta una discussione generale e poi eventualmente rinviare, o per lo meno se qualcuno lo richiede è opportuno che lo si sappia subito. Allora prosegue la discussione.

C'è qualcuno che chiede la parola? La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (D.C.) - Molte cose che stavo per dire sono già sicuramente state dette, anche perché è da tre mesi che stiamo discutendo di questo argomento in Commissione, quindi c'è il rischio di ripetere, per lo meno sono cose che abbiamo ripetuto per almeno tre mesi, proprio nella ricerca di un chiarimento, per arrivare ad una deliberazione soddisfacente per tutti.

A me pare che la deliberazione, così come era stata presentata dalla Giunta, con le riduzioni per l'industria, l'artigianato e per le attività agricole, punti a favorire l'occupazione e la produttività. Molte volte abbiamo detto che viviamo in una Regione assistenziale, in cui vengono dati contributi a pioggia; questo forse è un modo per non dare dei contributi, ma per favorire direi alla fonte le attività produttive. Ci sono stati degli esempi ed in Commissione qualcuno li ha anche fatti - non è il caso di ripeterli qui - di attività artigianali o semi-industriali che non hanno potuto trasferirsi dal centro di Aosta alla periferia in zona industriale per l'alto onere di urbanizzazione dovuto alla delibera precedente. C'è un altro discorso che è stato fatto in questa sede, quello della mancanza dei dati, ed in effetti è vero, si rischia di ragionare su dati estremamente ridotti e quindi non probanti, direi che rischiano di farci un po' stravedere la realtà. In effetti, nella riunione che abbiamo avuto con i Sindaci il 20 di marzo c'era mi pare la presenza del 60-70% dei Sindaci, però le risposte tecniche, direi, che dovevano essere date al questionario inviato ai Sindaci, sono pervenute in numero di 19 o 20 su 74, quindi in misura estremamente ridotta. Quanto alla riunione dei Sindaci, è vero che tutti si sono preoccupati delle abitazioni, si sono preoccupati che fossero ridotti gli oneri per la prima casa e non gli oneri per la seconda casa di fine settimana. È stato detto...ci sono stati effettivamente due Sindaci che si sono preoccupati delle casse comunali...difendo i Comuni, in questo momento hanno molti oneri in più, si pensi alla "legge Merli" sulla depurazione delle acque, e quindi appare illogico diminuire gli oneri di urbanizzazione.

Noi abbiamo esaminato i dati dei Comuni che ci sono pervenuti: è vero, sono 20 Comuni su 74, mancano i Comuni come Aosta, Saint-Vincent o altri estremamente importanti, però esaminando i dati che ci sono pervenuti dai Sindaci, ci pare che il maggior introito per oneri di urbanizzazione provenga dalla seconda casa, che è quella per la quale nessuno ha intenzione di diminuire gli oneri; quindi, anche ritoccando gli oneri o per la prima casa - su cui tra l'altro mi pare siamo tutti d'accordo - o gli oneri per l'industria e l'artigianato, o l'agricoltura, non si verrebbero ad intaccare le casse comunali.

Altro discorso è ancora quello che faceva il Consigliere Tonino che ci trova consenzienti sulla convenzione-tipo, la convenzione-tipo che permette proprio di convenzionare il privato o chi costruisce con il Comune e pagare di meno se la casa che costruisce è la prima casa. È un discorso che in Commissione abbiamo ritenuto di fare successivamente, anche per le implicazioni giuridiche non facili che comporta, ovviamente. Ecco, qualcuno aveva ancora detto, nella riunione dei Sindaci: diminuiamo pure gli oneri per l'industria, l'artigianato, diminuiamo anche quelli per gli alberghi, che sono attività produttive primarie in Valle d'Aosta...ecco, in Commissione abbiamo provato anche a portare avanti questo discorso, poi non abbiamo proseguito, visto che non c'era l'unanimità, anche perché da qualcuno è stato detto che gli alberghi godono già di oneri di urbanizzazione estremamente bassi e dimezzarli voleva proprio dire ridurli a nulla.

Detto questo, prenderei in esame gli emendamenti proposti nella Commissione consiliare permanente per il Turismo, congiunta con la Commissione degli Affari Generali, nella riunione del 30 di marzo, mi pare. C'è il primo emendamento che dice che: "I coefficienti correttivi sostituiti con il presente provvedimento verranno applicati alle concessioni assentite successivamente alla data del visto di legittimità della delibera comunale di approvazione dei coefficienti stessi". Ecco, noi proporremmo - e formalizzo a nome della maggioranza - la sostituzione di questo emendamento con un altro che "suona" in questo modo: "I coefficienti correttivi sostituiti con il presente provvedimento verranno applicati alle concessioni assentite dopo il quindicesimo giorno successivo al ricevimento da parte dell'organo regionale di controllo della deliberazione comunale di approvazione dei coefficienti stessi, sempreché non sia intervenuto il decreto di annullamento". Ecco, questa mi sembra una precisazione dovuta, è una correzione dovuta; ne faremo una fotocopia e la distribuiremo a tutti i Consiglieri.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola in sede di discussione generale? Non c'è più nessuno iscritto a parlare? Colleghi Consiglieri, se non c'è nessuno più iscritto a parlare...

La parola al Consigliere Clusaz.

Clusaz (U.V.) - ...tecnico, non so, non vedo qui nella relazione della Commissione...non so se avete preso nota di quello che avevo detto qui l'altra volta...alla pagina 3, dunque al punto 2.4, costruzione o impianti destinati ad attività agricole, interventi di recupero, dicevo dallo 0,008 allo 0,0010...lì penso che si dovrebbe correggere, perché altrimenti possono venire fuori delle complicazioni in seguito, per me c'è uno zero in più, non so...alla pagina 3 c'è uno zero in più o no?...da 0,008 a 0,0010, ma non è giusto! Grazie.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri...altri che intendono prendere la parola?

Io vorrei un chiarimento sulla pagina 3, perché è scritto come dice l'Assessore Ramera 0,008 meno 0,0010...cioè, trattino, 0,0010, deve essere 0,010, è chiaro...

Colleghi Consiglieri, nessuno più è iscritto a parlare? Nessuno più chiede la parola? Io chiudo la discussione generale. Faccio distribuire gli emendamenti: l'emendamento presentato dal Consigliere Fosson...ritengo inutile distribuire l'emendamento proposto dall'Assessore Ramera, in quanto trattasi dell'eliminazione di due righe che sono chiaramente visibili al momento della...allora, se non c'è nessuno iscritto a parlare, se nessuno formalizza eventuali proposte, io considero chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.

Ramera (D.C.) - Io sarò brevissimo, perché tanto mi sembra che quando accetto o ringrazio il Consiglio sono parole al vento, quindi ritengo inutile ringraziare o non ringraziare coloro che hanno parlato...poi in sede di votazione fanno quello che vogliono, quindi è inutile che li ringrazi.

Mi sembra strano, e questo lo respingo in modo assoluto...solo una frase che mi è giunta, e cioè che questa deliberazione sarebbe stata fatta per interessi privati: questo è veramente vergognoso per chi l'ha pronunciato e non per chi l'ha ascoltato, perché io non ho interessi privati da difendere, questo è un provvedimento che mi sono trovato nel momento in cui ho assunto l'Assessorato, quindi è scaricato su altri, ma...lasciamo perdere!

Dalla discussione è poi emerso un argomento principale che io avevo già detto, nella mia introduzione si è parlato più che della delibera delle residenze abitative, ho già detto che era preoccupazione mia, della Giunta, credo di tutto il Consiglio, esaminare al più presto anche la modifica degli oneri di urbanizzazione per la prima casa, proprio per venire incontro a quelle che sono le attese dei nostri compatrioti. E non di punire, ma di far pagare giustamente quella che è la seconda casa a coloro che vengono a soggiornare in Valle d'Aosta (fortunati loro che hanno già i quattrini per la seconda casa!), quindi è giusto che paghino gli oneri che i Comuni devono sopportare per fare certe opere.

L'amico Dujany naturalmente ha detto delle cose anche esatte, però l'avevo detto anche in sede di introduzione che gli oneri di urbanizzazione furono fatti in base a certi criteri: variazione demografica, geografica, istruzione, sanità, attività commerciale, posti di lavoro...e ho già detto che si terrà conto, nella successiva classificazione dei Comuni, anche della...diciamo dell'incremento delle abitazioni nei vari Comuni, per cui ci saranno forse degli spostamenti, come lui ha giustamente ha segnalato: i Comuni che oggi forse sono bassi diventeranno medi, ed i medi saranno bassi, proprio per tenere conto anche di quello che è accaduto in questi due anni. È altrettanto esatto - l'ha detto il Consigliere Dujany - che sarebbe bene, e l'avevo già detto qualche tempo fa, riunificare diciamo in un testo anche intellegibile proprio tutte le leggi in materia urbanistica, perché coloro che debbono operare in questo settore abbiano sotto mano tutta la materia. Però la riunione che viene fatta il 20 aprile per tutti i Sindaci è appunto per...in merito a quella circolare d'interpretazione dell'articolo 12 della legge n. 14 che è apparsa, anche a mio parere, è apparsa troppo diciamo "polposa", perché diciamo 29 pagine per illustrare un articolo sono parsi anche a me forse troppo sostanziosi e scritti soprattutto in modo...se mi si passa la parola...in modo moroteo. Per cui il 20 aprile faremmo proprio questa riunione con i Sindaci, di maniera a spiegare, nel modo più piano possibile come avevo detto ai Sindaci sulle...per i tecnici comunali e per quei Comuni che non hanno neppure i tecnici e che li hanno soltanto, così, saltuariamente. Quindi io credo di non avere nulla da dire, senonché che è mio dovere e compito della Giunta di portare al più presto anche la revisione degli oneri di urbanizzazione per le residenze abitative e niente altro in più.

Dolchi (P.C.I.) - Si mettono quindi in votazione gli emendamenti.

Partendo dagli emendamenti soppressivi che, data la delicatezza della materia, di cui penso sia opportuno che le votazioni avvengano separate, per modo di dire, se l'Assessore non ha niente in contrario, io metterei in votazione i due emendamenti...uno solo, lo chiamerei "soppressivo" della prima riga delle due voci concernenti l'industria e l'artigianato, cioè lo 0,08 e 0,10, e lo 0,04 e 0,05. Ci sono obiezioni se vengono unificati gli emendamenti? Chi è d'accordo per la soppressione dell'emendamento? Per mozione d'ordine? Solo in sede di discussione generale, io l'ho anche detto...se non ci sono proposte, è chiusa la discussione generale...articolo 51, può essere chiusa la discussione generale, la cui interruzione, eccetera...nel corso della discussione generale, per cui oramai siamo in votazione, salvo per dichiarazione di voto...

Allora, metto in approvazione l'emendamento soppressivo proposto dall'Assessore Ramera che riguarda la prima riga delle voce "industria" e la prima riga dalla voce "artigianato". Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventitré

Maggioranza: quindici

Favorevoli: ventitré

Astenuti: sei (il gruppo comunista, meno il Consigliere Mafrica, che è assente)

Il Consiglio approva.

Nella stessa deliberazione, senza votazione, diamo per scontata la correzione dell'errore materiale a pagina 3: da 0,008 a 0,010.

Si passa ora agli emendamenti aggiuntivi proposti dalla Commissione, gli emendamenti aggiuntivi, e poi c'è l'emendamento sostitutivo del collega Fosson. Io penso che senz'altro possa essere messo in votazione l'emendamento sostitutivo perché in fondo, nella sostanza, è più pertinente e più esauriente della stessa proposta della Commissione, quindi se incontra il favore del Consiglio penso che abbia una migliore formulazione. Il Consiglio è d'accordo che si metta direttamente in votazione l'emendamento n. l della Commissione comprensivo dell'emendamento sostitutivo presentato dal Consigliere Fosson? Non ci sono obiezioni?

Metto in approvazione l'emendamento n. l della Commissione comprensivo dell'emendamento sostitutivo proposto dal Consigliere Fosson, che risulta del seguente tenore:

Emendamento

1) "I coefficienti correttivi sostituiti con il presente provvedimento verranno applicati alle concessioni assentite dopo il quindicesimo giorno successivo al ricevimento da parte dell'organo regionale di controllo della deliberazione comunale di approvazione dei coefficienti stessi, sempreché non sia intervenuto il decreto di annullamento".

Chi è d'accordo ? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventidue

Maggioranza: quindici

Favorevoli: ventidue

Astenuti: sette (il gruppo comunista, meno il Consigliere Mafrica, ed il Consigliere Riccarand)

Il Consiglio approva.

Metto quindi in approvazione l'emendamento n. 2, così come proposto dalla Commissione, che risulta del seguente tenore:

Emendamento

2) "La suddivisione in classi di Comuni, in rapporto all'effetto urbano, contenuta nella parte dispositiva della deliberazione consiliare n. 203 in data 19 maggio 1977 è valida fino al 31 dicembre 1979, data entro la quale la Regione dovrà procedere ad una nuova classificazione dei Comuni;".

Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventidue

Maggioranza: quindici

Favorevoli: ventidue

Astenuti: sette (il gruppo comunista, meno il Consigliere Mafrica, ed il Consigliere Riccarand)

Il Consiglio approva.

Metto in approvazione il 3° ed ultimo emendamento aggiuntivo della Commissione, così come è stato trasmesso in allegato ai colleghi Consiglieri, e che porta la seguente dicitura:

Emendamento

3) "Il primo comma della lettera a) della deliberazione consiliare n. 203 in data 19 maggio 1977 è soppresso e sostituito dal seguente: "Costo standard medio delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria: lire 35.000 per ogni metro quadrato di superficie utile e abitabile ai sensi dell'articolo 3 del D.M. 10 maggio 1977, emanato ai sensi dell'articolo 6 della legge 28 gennaio 1977 n. 10".

Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto? Stesso risultato della votazione precedente, che comunque ripeto: Consiglieri presenti: 29; votanti: 22; maggioranza: 15; voti favorevoli: 22; astenuti: 7, i Consiglieri comunisti, meno il Consigliere Mafrica, e Riccarand. Il Consiglio approva.

Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Non è che questa proposta ci soddisfi del tutto...

Il Consigliere Dujany ha evidenziato i limiti di questa proposta, la mancanza di una sua globalità, però anche perché ci sono degli atti...abbiamo detto chiaramente...d'ingiustizia nei confronti di altri interventi. Però vogliamo fare un atto di fiducia nei confronti dell'impegno preso a questo proposito dall'Assessore all'Urbanistica, il quale si è impegnato a correggere quelle che sono le carenze di questa proposta: carenze relative all'edilizia abitativa primaria, al problema degli alberghi...ecco, le perplessità quindi rimangono. Facciamo nei confronti della Giunta - e voi non immaginate quanto sforzo questo ci costi - un atto di fede, un atto di fede, perché siamo convinti che sia opportuno darlo, in quanto i termini brevi in cui si è impegnato l'Assessore all'Urbanistica sono quelli che ci consentiranno, in tempi sufficientemente accettabili, la verifica di questo atto di fiducia...se avremo sbagliato, ebbene, sarà solo colpa nostra di aver creduto ancora una volta a questo.

Quindi diamo un voto favorevole, però condizionato a questo impegno preso dall'Assessore.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Noi ci asteniamo sul provvedimento, perché ci sono alcune parti...sono già dette nell'intervento che ho fatto inizialmente, che vanno bene, sono necessarie; non sono peraltro delle cose estremamente urgenti, potevano aspettare, a mio modesto avviso, anche un mese ed un mese e mezzo, in modo da presentare un progetto organico. Non ci sono però venute precisazioni, al di là del rifiuto che ci siano dietro interessi privati, comunque non ho sentito motivazioni, neanche dal collega Fosson, seppure abbia cercato di dare un inquadramento...insomma, le indicazioni, le spiegazioni sul perché andiamo a fare questi sconti che tra l'altro provocheranno, anche sul piano, così, pratico, delle sperequazioni tremende, tra chi 15 giorni fa ha pagato 20 milioni per un capannone e adesso pagherà 10 milioni...comunque non entriamo nel merito, questo è un dato oggettivo. Siccome quella parte lì assolutamente non ci convince, noi ci asteniamo.

Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (D.C.) - Ovviamente per dire che votiamo a favore, e colgo l'occasione per precisare una cosa che diceva Tonino: è vero che tra 15 o 20 giorni, o perlomeno all'entrata in vigore della legge, chi costruirà un capannone pagherà la metà di quello che ha costruito un capannone due mesi fa, ma la stessa cosa mi pare che sia successa quando è entrata in vigore la "legge Bucalossi", quando quelli che hanno costruito prima del 28.1.1977 non hanno pagato niente e, dal giorno dopo, hanno cominciato a pagare. Questo, purtroppo, fa parte delle cose di questo mondo...

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti.

Berti (Art. e Comm. Vald.) - Dopo le precisazioni dell'Assessore Ramera, dell'impegno che si è assunto con la Giunta di rivedere quanto prima, in tempi brevi, le abitazioni, perlomeno coloro che accedono al primo acquisto, sono senz'altro favorevole a questo provvedimento, perché è già stato ribadito e sollecitato più volte; anzi, io pensavo che si potesse già giungere a fine 1978 ad una sua approvazione in Consiglio. Io sono ben soddisfatto che sia arrivata in questo momento l'approvazione, anche perché molte ditte commerciali, industriali, artigianali, hanno già i progetti - come risaputo - e aspettano appunto di rivedere se era un dimezzamento o una parziale riduzione, quindi se vogliamo fare una politica d'intervento per favorire l'occupazione, per favorire nuovi insediamenti, è inutile che andiamo a giocare attorno ad una politica generale di rinviare per vedere non so quale posizione e conglobare altre cose, cominciamo perlomeno a partire col piede giusto con interventi d'insediamento, e poi io penso che l'Assessore Ramera, entro breve tempo, faccia quello che noi...che noi tutti aspettiamo.

Dolchi (P.C.I.) - Chi è d'accordo? Non d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventitré

Maggioranza: quindici

Favorevoli: ventidue

Contrari: uno

Astenuti: sei (il gruppo comunista, ad eccezione del Consigliere Mafrica)

Il Consiglio approva.

Il Consiglio

delibera

di apportare le seguenti modificazioni ed integrazioni alla propria deliberazione n. 203 in data 19 maggio 1977:

- La suddivisione in classi di Comuni, in rapporto all'effetto urbano, contenuta nella parte dispositiva della deliberazione, è valida fino al 31 dicembre 1979, data entro la quale la Regione dovrà procedere ad una nuova classificazione dei Comuni;

- Il primo comma della lettera A) è soppresso e sostituito dal seguente:

"Costo standard medio delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria: lire 35.000 per ogni metro quadrato di superficie utile e abitabile ai sensi dell'articolo 3 del D.M. 10 maggio 1977, emanato ai sensi dell'articolo 6 della legge 28 gennaio 1977 n. 10";

- I punti 2.2.1. - Industria - e 2.2.2. - Artigianato - sono sostituiti dai seguenti:

"2.2.1.

Industria

- nuove costruzioni

0,16

- 0,20

- quote aggiuntive relative a:

- trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi

0,025

- 0,05

- sistemazione dei luoghi

0,075

- 0,15

La quota aggiuntiva relativa alla sistemazione dei luoghi non è dovuta nel caso in cui gli interventi siano previsti nell'area già assoggettata all'impianto e delimitata da relativa recinzione.

"2.2.2.

Artigianato

- nuove costruzioni

0,08

- 0,10

- quote aggiuntive relative a:

- trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi

0,0125

- 0,025

- sistemazione dei luoghi

0,0375

- 0,075

La quota aggiuntiva relativa alla sistemazione dei luoghi non è dovuta nel caso in cui gli interventi siano previsti nell'area già assoggettata all'impianto e delimitata da relativa recinzione.

Il punto 2.3.3. - Altre attrezzature - è sostituito dal seguente:

"2.3.3.

Altre attrezzature

A)

nuove costruzioni

- aziende della ristorazione ivi compresi i bar

0,24

- 0,30

- esercizi commerciali con superficie di vendita fino a 400 mq.

0,32

- 0,40

- esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 400 mq.

0,40

- 0,50

- impianti sportivi coperti

0,1

- 0,20

- impianti sportivi all'aperto (1)

0,001

- 0,002

- impianti di risalita (2)

0,01

- 0,1

- uffici ed agenzie

0,64

- 0,80

- impianti per pubblici spettacoli

0,64

- 0,80

__________________

(1) La quota unitaria del contributo si applica ad ogni metro quadrato dell'area occupata dall'impianto e della relativa area di servizio, quali risultano dalla domanda di concessione.

(2) La quota unitaria del contributo si applica alla potenzialità teorica dell'impianto: cioè al numero di persone trasportabili in un'ora.

B)

interventi di recupero

- aziende della ristorazione, ivi compresi i bar

0,12

- 0,15

- esercizi commerciali con superficie di vendita fino a 400 mq.

0,16

- 0,20

- esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 400 mq.

0,20

- 0,25

- impianti sportivi coperti

0,05

- 0,10

- impianti sportivi all'aperto

0,0005

- 0,001

- impianti di risalita

0,005

- 0,05

- uffici ed agenzie

0,32

- 0,40

- impianti per pubblici spettacoli

0,32

- 0,40

- Relativamente ai punti 2.2.1., 2.2.2., 2.3.3. - limitatamente alle voci: "esercizi commerciali", le superfici dei locali destinati al ricovero degli automezzi dell'azienda e dei relativi dipendenti non sono assoggettabili al contributo di cui agli articoli 5 e 10 della legge 28.1.1977, n. 10; relativamente alle superfici dei locali destinati a deposito dell'azienda, il contributo di cui agli articoli di legge sopra richiamati è ridotto del 50%.

- Dopo il punto 2.3.3., ivi comprese le relative note esplicative, è inserito il punto seguente:

"2.4

Costruzioni o impianti destinati ad attività agricole

- interventi di recupero

0,008

- 0,010

- nuove costruzioni

0,016

- 0,020

La voce "Costruzioni e impianti agricoli" comprende ogni opera destinata all'allevamento di bestiame di qualsiasi specie, ivi compresi gli animali da cortile, nonché quelle destinate a ricovero di derrate e attrezzi agricoli e alla trasformazione, non industriale, dei prodotti agricoli.

Nei casi in cui le opere siano eseguite da cooperative agricole, costituite ai sensi della legislazione sulla cooperazione, si applicano i parametri relativi agli interventi di recupero di cui sopra;

- Il punto c) è sostituito dal seguente:

"c) ai soli fini dello scomputo parziale o totale del contributo, di cui al primo comma dell'art. 11 della legge 28.1.1977, n. 10, l'incidenza delle spese di urbanizzazione è così ripartita:

- 60% per opere di urbanizzazione primaria;

- 40% per opere di urbanizzazione secondaria;

- I coefficienti correttivi sostituiti con il presente provvedimento verranno applicati alle concessioni assentite dopo il quindicesimo giorno successivo al ricevimento da parte dell'organo regionale di controllo della deliberazione comunale di approvazione dei coefficienti stessi, sempreché non sia intervenuto il decreto di annullamento".