Oggetto del Consiglio n. 15 del 2 aprile 1953 - Verbale

OGGETTO N. 15/53 - ESAME E DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1953.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, riferisce al Consiglio in merito al progetto di bilancio di previsione della Regione predisposto dalla Giunta per l'esercizio finanziario 1953, bilancio di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri, con allegata la seguente relazione illustrativa, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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RELAZIONE AL PROGETTO DI BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO DELL'ANNO 1953

In merito al progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1953, che la Giunta sottopone all'esame ed all'approvazione del Consiglio regionale, si riferisce quanto segue:

Ordinamento finanziario della Regione e bilancio dell'esercizio finanziario 1953.

La legge sull'ordinamento finanziario della Regione, prevista dall'art. 50 (terzo comma) dello Statuto speciale della Regione, non è ancora stata emanata; sono tuttora in corso le trattative in merito alla ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, prevista dal primo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

A tali effetti va rilevato che l'Amministrazione regionale aveva trattato sulla base del sistema della quota unica e fissa di ripartizione delle entrate erariali e sulla base di una aliquota percentuale di riparto maggiore o, quanto meno, non inferiore a quella già approvata, per l'anno 1950, con decreto del Presidente della Repubblica, in data 25 dicembre 1950, n. 1206.

Con il predetto Decreto n. 1206 fu attribuita alla Regione Valle d'Aosta, per l'anno 1950, oltre ai nove decimi del canone annuale per le concessioni di derivazioni a scopo idroelettrico di cui allo stesso art. 12, ultimo comma, la quota del 60 per cento dei seguenti tributi erariali da calcolare sull'importo dei versamenti in conto competenza affluiti durante il detto anno presso la Sezione di tesoreria provinciale di Aosta:

- imposte sui terreni, sui fabbricati, sui redditi di ricchezza mobile e complementare sul reddito;

- imposte sulle concessioni e donazioni, manomorta, registro, tasse ordinarie di bollo, imposta di surrogazione del registro e del bollo, imposte ipotecarie e tasse sulle concessioni governative e di pubblico insegnamento;

- imposta sulla fabbricazione dei filati, imposte sul gas e l'energia elettrica.

Fu, altresì, attribuita alla Regione l'aliquota del 60 per cento dei proventi del monopolio sui tabacchi, sul sale e sulle cartine, riscossi nell'ambito regionale, limitatamente alla parte da considerarsi come imposta di consumo.

In base agli accertamenti effettuati presso gli uffici finanziari erariali, le quote di entrate erariali spettanti e corrisposte alla Regione per riparto delle entrate erariali di cui sopra ammontarono - per il 1950 - a Lire 854.344.981, oltre a Lire 139.276.515 di quota dei 9/10 dei canoni di concessioni di acque.

Nel corso delle trattative condotte per la determinazione dell'ordinamento finanziario della Regione, previsto dal terzo comma dell'articolo 50 dello Statuto, e per la ripartizione definitiva delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, i competenti Uffici finanziari governativi e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel corso delle trattative, hanno, però, cambiato i predetti criteri già concordati per l'anno 1950 e hanno proposto un ordinamento finanziario e di riparto basato su una quota percentuale fissa di alcune entrate erariali, - da assegnarsi in via definitiva, - e su una seconda quota annua variabile di determinate altre entrate erariali, quota da determinarsi, anno per anno, secondo le necessità annue di bilancio della Regione.

La quota fissa di riparto delle entrate erariali dovrebbe comprendere una percentuale delle entrate erariali sottoindicate: imposta sui terreni e sui fabbricati; imposta generale sull'entrata; imposta di ricchezza mobile complementare; imposta sulle successioni e donazioni; imposta di manomorta; imposte di registro; tasse di bollo; imposta ipotecaria; tasse sulle concessioni governative; imposte di surrogazione registro e bollo; tasse di pubblico insegnamento.

La quota percentuale annua variabile di riparto dovrebbe essere determinata in base a percentuali varie del gettito dei seguenti tributi erariali: imposta generale sull'entrata; provento fiscale dei monopoli sui tabacchi; imposta di fabbricazione sui filati, sul gas e sull'energia elettrica.

La quota variabile dovrebbe essere determinata, anno per anno, con decreto del Ministero del Tesoro, di concerto con i Ministeri dell'Interno e delle Finanze, d'accordo con il Presidente della Giunta regionale e, in caso di disaccordo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Per la determinazione delle quote annue variabili di riparto dovrebbero, quindi, essere condotte ogni anno laboriose trattative basate sull'esame delle necessità di bilancio della Regione, con inevitabile e dannoso ritardo nell'introito della quota annua variabile da assegnarsi alla Regione.

Oltre alle quote annue (fissa e variabile) di riparto delle entrate erariali, dovrà essere corrisposto alla Regione l'ammontare dei 9/10 dei canoni erariali di concessione di acque pubbliche ad uso idroelettrico, a' sensi dell'ultimo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Va rilevato che il ritardo nell'introito dell'ammontare delle quote annue di riparto delle entrate erariali spettanti alla Regione per gli anni 1951 e 1952 e la differita approvazione dell'ordinamento finanziario definitivo della Regione hanno - fra altro - pregiudicato la normale impostazione dei bilanci, la gestione dei servizi e la attuazione del programma di lavori di pubblica utilità approvato dal Consiglio.

Non essendo ancora noto l'ammontare della quota annua di ripartizione delle entrate erariali per gli esercizi 1951, 1952 e 1953, la Giunta ha impostato il progetto di bilancio dell'esercizio 1953 (previsioni di entrata e corrispondenti previsioni di spesa) in base ai criteri già seguiti in sede di approvazione del bilancio preventivo per l'esercizio 1952, con adeguamento degli stanziamenti di spesa in relazione alle maggiori spese accertate o previste ed alle necessità impellenti dei servizi regionali.

Le entrate locali, ordinarie e straordinarie, - compresa l'entrata straordinaria degli stabilimenti speciali di. St. Vincent -, sono state iscritte nelle misure massime prevedibili, mentre le spese previste dai vari Assessorati sono state necessariamente ridotte e contenute nei limiti, purtroppo assai ristretti, delle entrate, al fine di assicurare il pareggio del bilancio.

La misura della quota di riparto delle entrate erariali non è stata aumentata, dal 1947 al 1950, in misura adeguata, mentre le spese per gli importanti servizi della Regione e per le necessità normali e straordinarie della Regione sono di molto aumentate, sia per il generale sensibile aumento dei prezzi dei materiali, delle forniture e dei costi di servizi, sia per l'avvenuto assorbimento, in gestione diretta, di importanti ed onerosi servizi devoluti per legge alla competenza amministrativa della Regione dal 1947 in poi.

Va rilevato che non è possibile ridurre ulteriormente le spese obbligatorie (ordinarie e straordinarie) né quelle facoltative ordinarie senza gravissimo pregiudizio al funzionamento dei servizi trasferiti per legge in gestione ed a carico della Regione.

In relazione alle necessità degli onerosi servizi trasferiti alla competenza della Amministrazione regionale, era stato già concordato, nel 1949, - oltre ai nove decimi dei canoni sulle concessioni di acque ad uso idroelettrico, spettanti alla Regione a' sensi dell'ultimo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale -, una unica quota percentuale fissa di riparto dell'80% su determinate entrate erariali, quota che è stata ridotta, in seguito, al 75% ed, infine, al 60%, su di un totale di entrate erariali (imposte e tasse), riscosse allora in Valle, di Lire 1.900.000.000 (compreso il provento dei monopoli).

Tenuto conto delle necessità dei servizi regionali, dell'ammontare delle entrate proprie della Regione e dei tributi riscossi dallo Stato nella Regione, una soluzione del problema del riparto delle entrate erariali, da ritenersi conveniente per lo Stato e accettabile per la Regione, consisterebbe nella assegnazione di una quota percentuale fissa di entrate annue erariali, il cui ammontare sia sufficiente a finanziare le spese annue obbligatorie ordinarie e una parte delle spese annue obbligatorie straordinarie della Regione.

In via subordinata, se si dovesse adottare il nuovo criterio, ora proposto dalla Regione, basato sull'assegnazione di una quota fissa e di una quota annua variabile di riparto di determinate entrate erariali, l'ammontare annuo della quota fissa di riparto dovrebbe corrispondere all'ammontare delle spese annue obbligatorie ordinarie mentre l'ammontare annuo delle quote variabili dovrebbe corrispondere ad una parte delle spese annue obbligatorie straordinarie della Regione.

Va rilevato che le spese annue per i soli servizi scolastici, già a carico dello Stato, e che soltanto in Valle d'Aosta (- come per altri onerosi servizi -) sono state trasferite a carico della Regione, ammontano a circa lire 530 milioni (non comprese le spese straordinarie per la costruzione di nuovi edifici scolastici).

Assai gravose sono pure le spese per i servizi assistenziali, tecnici e stradali già di competenza della soppressa Amministrazione provinciale, pure trasferiti a carico della Regione nella sola Valle d'Aosta. Così dicasi per spese di altri servizi, già statali, assorbiti.

Trattasi di spese in maggior parte di carattere obbligatorio e ricorrenti e, pertanto, non passibili di ulteriori riduzioni.

Né va dimenticato, almeno per quanto concerne le annualità scadute, che lo Stato ha continuato ad introitare in Valle d'Aosta le entrate inerenti ai proventi dei monopoli (parte fiscale), delle imposte di fabbricazione e dei tributi doganali a causa della non ancora avvenuta attuazione del regime di zona franca e dei relativi benefici fiscali, ai quali la popolazione della Valle d'Aosta avrebbe diritto a' sensi dell'articolo 14 dello Statuto speciale della Regione (- le agevolazioni fiscali previste dalla legge 3-8-1949, n. 623, hanno una portata assai modesta e limitata -).

Servizi dell'Amministrazione regionale.

Agli effetti del riparto delle entrate erariali e della determinazione delle spese annue della Regione, occorre tenere presente che i servizi per legge devoluti alla Regione, e che l'Amministrazione regionale gestisce direttamente, con uffici e personale propri, sono i seguenti:

1) servizi tecnici, stradali, amministrativi, sanitari ed assistenziali (compresi: Laboratorio di Igiene Profilassi, Istituto Materno ed Infantile e Brefotrofio, ecc.), già di competenza della disciolta Amministrazione provinciale di Aosta;

2) servizi amministrativi e di controllo (vigilanza e tutela sui Comuni e sugli Enti morali e servizi per il culto), già di competenza della soppressa Prefettura di Aosta;

3) servizi scolastici (scuole elementari e medie e personale direttivo, ispettivo, insegnante e non insegnante), già di competenza del soppresso Provveditorato provinciale agli Studi, relativi al personale e all'ordinamento e alla gestione e disciplina delle scuole di ogni ordine e grado;

4) servizi relativi all'ordinamento degli Uffici di Conciliazione e alla nomina, revoca e dispensa del personale addetto agli Uffici stessi (giudici conciliatori, cancellieri ed ufficiali di conciliazione);

5) servizi di vigilanza igienica e sanitaria, già di competenza del soppresso Ufficio provinciale sanitario (ex uffici del Medico e del Veterinario provinciali);

6) servizi agrari, già di competenza del soppresso Ispettorato provinciale dell'Agricoltura;

7) servizi tecnici e forestali, già di competenza del soppresso Comando provinciale del Corpo delle Foreste;

8) servizi già di competenza del soppresso Ufficio provinciale dell'Industria e Commercio (U.P.I.C.);

9) servizi già di competenza della soppressa Camera provinciale di Commercio, Industria ed Agricoltura e nuovi servizi inerenti ai contigentamenti ed alla zona franca;

10) servizi tecnico-amministrativi vari, già di competenza dell'Ufficio del Genio Civile (concessioni di acque per utilizzazione idroelettriche o ad usi industriali ed agricoli, lavori idraulici e di bonifica, strade non statali, lavori pubblici di interesse regionale, ecc.);

11) servizi relativi alle antichità, ai monumenti, alle belle arti e alle bellezze naturali in Valle d'Aosta, già di competenza delle Sovrintendenze alle Antichità, ai Monumenti e alle Gallerie del Piemonte, di Torino;

12) servizi già di competenza del soppresso Ente provinciale per il Turismo;

13) servizi amministrativi della Giunta giurisdizionale amministrativa (ex Giunta provinciale amministrativa) costituita in sede giurisdizionale ed in sede amministrativa;

L'Amministrazione regionale gestisce, inoltre, con personale amministrativo a proprio carico:

a) i servizi della Federazione regionale dell'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (O.N.M.I.);

b) i servizi amministrativi del Consorzio regionale Antitubercolare;

c) i servizi di carattere statale, già di competenza di uffici e di organi statali soppressi, periferici della Amministrazione governativa centrale, le cui attribuzioni non sono state tutte trasferite alla diretta competenza dell'Amministrazione regionale (si citano, ad esempio, i servizi relativi alle contabilità erariali per servizi e lavori vari e alla gestione di fondi erariali per la pubblica sicurezza e per l'accasermamento dei Corpi armati di polizia. Le entrate e le spese relative alle contabilità erariali di cui si tratta formano oggetto di contabilità speciali separate e di rendiconti particolari da darsi ai vari Ministeri e non entrano, quindi, a far parte del bilancio regionale).

Necessità dei Comuni di montagna della Valle d'Aosta.

La Valle d'Aosta costituisce e costituirà ancora per parecchi anni un'area da considerarsi particolarmente depressa, date le sue caratteristiche di zona di montagna, con Comuni e villaggi tuttora privi di quegli elementari ed indispensabili mezzi e servizi di pubblica utilità attinenti alle comunicazioni e alla sanità pubblica.

Tale sfavorevole situazione pregiudica gravemente lo sviluppo economico e turistico della Regione, impedendo, altresì, il miglioramento delle condizioni di vita, dal punto di vista economico, igienico-sanitario e sociale, delle laboriose popolazioni dei Comuni di montagna.

Va rilevato, infatti, che nei Comuni di montagna della Valle d'Aosta il triste fenomeno dello spopolamento si è andato sviluppando in modo impressionante.

Lo spopolamento dell'ultimo secolo si esprime, per molti Comuni, in cifre percentuali preoccupanti; ci citano, ad esempio, i seguenti dati percentuali di indice di spopolamento per alcuni Comuni: Antey St. André e La Magdeleine 54,4%; Chamois 51,8%, Champorcher 34,1 %; Etroubles 36,4%; Issime 31,5%; Ollomont 40,7%; Pont Bozet 30,9%; Rhêmes 44,7%; Torgnon 30%; Valsavaranche 49,2%.

La montagna va spopolandosi; molte case e molti villaggi vengono completamente abbandonati.

Le complesse cause principali del triste fenomeno sono le seguenti:

scarse risorse produttive, insufficiente reddito agricolo e maggiore difficoltà nella coltivazione dei terreni di montagna; eccessivo aggravio tributario; mancanza o deficienza di comunicazioni stradali, di servizi pubblici e di assistenza sanitaria; mancanza o deficienza di canali di irrigazione.

Si rende, pertanto, necessaria, in Valle di Aosta, l'attuazione di un vasto programma di lavori di pubblica utilità di carattere straordinario, con conseguenti rilevanti spese a carico del bilancio regionale per lungo periodo di tempo.

Senonché il bilancio annuale della Regione non ha entrate sufficienti a far fronte alle molteplici e rilevanti necessità straordinarie, per cui, nonostante una auspicata accettabile soluzione del problema del riparto delle entrate erariali, sarà necessario provvedere alla attuazione di una parte del vasto programma di lavori pubblici mediante l'intervento straordinario dello Stato, da richiedersi a' sensi del terzo comma dell'art. 12 dello Statuto speciale della Regione.

Previsioni di entrata e di spesa per l'esercizio finanziario 1953.

Previsioni di entrata e di spesa per l'esercizio finanziario 1953.

Per assicurare il pareggio del bilancio 1953, nonostante l'iscrizione a bilancio delle previsioni di entrata nelle misure massime prevedibili e delle previsioni di spesa ridotte alle misure minime, risulta necessaria la iscrizione e la approvazione di un gettito annuo di Lire 1.800.000.000 della quota di riparto di entrate erariali da assegnarsi alla Regione.

L'ammontare complessivo delle previsioni delle entrate effettive iscritte nel bilancio 1953 risulta dal seguente riepilogo:

- entrate locali ordinarie

L.

187.600.000

- provento quota di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione

"

1.800.000.000

- provento dei 9/10 dei canoni sulle concessioni idroelettriche

"

213.000.000

- provento degli stabilimenti speciali di St.Vincent

"

950.000.000

Totale entrate effettive

L.

3.150.600.000

Con tali entrate si deve provvedere al finanziamento delle ingenti spese di carattere ordinario e di parte delle spese di carattere straordinario.

L'esecuzione dei lavori pubblici più urgenti (sistemazione di strade, costruzione di nuovi tronchi stradali, di linee telefoniche ed elettriche, di acquedotti, di cimiteri, di scuole, ecc. ecc.) comporta una spesa che è stata necessariamente ridotta a Lire 790 milioni a carico del bilancio regionale per il 1953.

Le spese per l'assistenza sono in continuo aumento a causa degli aumenti apportati dagli Istituti di ricovero e ospedalieri alle rette giornaliere di ricovero e di cura delle categorie di aventi diritto all'assistenza ed al ricovero (ciechi e sordomuti, esposti, illegittimi, alienati, ecc.).

Le spese annue effettive previste nel bilancio dell'esercizio finanziario 1953 si riassumono nel seguente prospetto, in cui sono riportate le spese annue distinte per ciascuna categoria o servizio e per la natura particolare delle spese stesse: obbligatorie (ordinarie e straordinarie) e facoltative (ordinarie e straordinarie):

PROSPETTO RIASSUNTIVO DELLE SPESE PREVISTE NEL PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE PREDISPOSTO DALLA GIUNTA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1953

USCITA

Spese obbligatorie

Spese facoltative

TOTALE

Ordinarie

Straordinarie

Ordinarie

Straordinarie

SPESE EFFETTIVE

Oneri patrimoniali

17.250.001

11.014.000

-

-

28.264.001

Spese generali

213.110.000

23.565.023

57.700.000

18.100.000

312.475.023

Sanità ed Igiene

46.620.001

18.590.974

1.500.000

100.000

66.810.975

Lavori Pubblici

327.928.000

695.001.000

58.000.000

15.050.000

1.095.979.000

Istruzione Pubblica

486.750.000

28.200.000

5.340.000

13.350.000

533.640.000

Assistenza e Bene-ficenza

107.700.000

1.000.000

32.330.000

1.000.000

142.030.000

Agricoltura e Foreste

162.900.000

389.500.000

2.375.000

1.000.000

555.775.000

Industria e Com-mercio

10.411.000

110.900.000

15.050.000

5.000.000

141.361.000

Turismo e Antichità

48.650.000

68.000.000

18.000.000

49.000.000

183.650.000

Sicurezza Pubblica

615.000

-

-

-

615.000

1.421.934.002

1.345.770.997

190.295.000

102.600.000

3.060.599.999

ENTRATE

Le entrate sono costituite dalle seguenti voci e cifre riassuntive:

a) ENTRATE PATRIMONIALI, ammontano a L. 223.858.072 e sono costituite dalle seguenti:

- L. 4.077.000

per fitto di fabbricati e terreni: si riassumono nel fitto di terreni vari, nel fitto degli stabili adibiti ad alloggi impiegati, nel fitto del Palazzo Roncas, adibito a caserma carabinieri, nel fitto del fabbricato vecchio ospedale Mauriziano di Aosta e nel fitto di terreni, immobili e di locali vari

- L. 4.000.000

per interessi su titoli di proprietà: derivanti da eventuali temporanei investimenti in buoni del tesoro a breve scadenza di somme già impegnate per lavori e spese ed in temporanea giacenza di cassa. L'investimento temporaneo ha lo scopo di realizzare interessi superiori a quelli corrisposti dal Cassiere regionale a' sensi del cartello bancario

- L. 500.000

per interessi su giacenze di cassa: trattasi di interessi corrisposti dal Cassiere sulle somme lasciate in deposito per normali esigenze di cassa

- L. 1.270.080

per sovracanone dovuto dalla S.I.P. per concessioni di derivazioni idroelettriche di acque del torrente Evançon, determinato con Decreto Ministeriale 9-3-1934 ed aumentato in base agli aumenti stabiliti dalle disposizioni di legge

- L. 705.440

per sovracanone dovuto dalla S.I.P. per concessioni di derivazioni idroelettriche di acque del torrente Lys, determinato con Decreto Ministeriale 13-4-1927 e aumentato in base agli aumenti stabiliti dalle disposizioni di legge

- L. 200.000

quale somma prevista a calcolo per nuove concessioni e subconcessioni regionali di derivazioni idroelettriche di acqua

- L. 105.552

per sovracanone dovuto dalla Soc. An. Acciaierie e Trafilerie Cravetto per concessioni di derivazioni idroelettriche di acque della Dora Baltea, determinato con Decreto Ministeriale 6-10-1948 e aumentato in base agli aumenti stabiliti dalle disposizioni di legge

- L. 213.000.000

per quota 9/10 dei canoni annuali percepiti dallo Stato per le concessioni di derivazioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico, quota spettante alla Regione a' sensi dell'ultimo comma dell'art. 12 dello Statuto regionale

L. 223.858.072

Totale

b) PROVENTI DIVERSI.

I proventi diversi sono previsti in bilancio per un ammontare di L. 36.086.001 e si riferiscono in particolare alle seguenti entrate:

- L. 1.000.000

per contributi a carico delle famiglie nelle spese di ricovero di familiari ricoverati e assistiti a' sensi di legge (dementi, ciechi, e sordomuti). I contributi sono determinati in relazione alle condizioni economiche in cui versano i ricoverati assistiti e le loro famiglie

- L. 10.000.000

per ricuperi vari di indole ordinaria: si tratta del ricupero di quote di spese di riscaldamento a carico della gestione dei Laboratori di Igiene e Profilassi, dell'Istituto regionale di Assistenza Materna e Infantile di Aosta e di ricuperi vari di altre voci di spesa

- L. 4.000.000

per contributo a carico dei Comuni per il funzionamento dei Laboratori di Igiene e Profilassi: la spesa è ripartita, a sensi di legge, in regione di 1/3 a carico dell'Amministrazione regionale e di 2/3 a carico dei Comuni della Regione

- L. 1.000.000

per proventi di analisi eseguite per conto di privati nei Laboratori di Igiene e Profilassi, in applicazione delle tariffe in vigore

- L. 20.050.000

per provento rette e tasse ricovero di assistite nell'Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta (Maternità e Brefotrofio)

- L. 36.001

per entrate di piccola entità

L. 36.086.001

Totale

c) TASSE, DIRITTI E IMPOSTE.

I gettiti delle tasse, diritti e imposte locali sono stati iscritti in bilancio per un ammontare di Lire 140.354.927. È stato previsto ed iscritto un incremento di qualche entità soltanto sul provento della compartecipazione delle tasse sulle automobili di cui all'articolo 5 della legge 17-1-1949, n. 6.

È stato iscritto il nuovo stanziamento di entrata per il provento delle compartecipazioni delle Amministrazioni provinciali al gettito dell'imposta Generale Entrata, compartecipazione prevista dall'articolo 59 della legge 2 luglio 1952, n. 703.

Le entrate per questa categoria sono le seguenti:

- L. 10.533.000

per gettito della sovrimposta provinciale sui terreni, applicata con l'aliquota al terzo limite, pari al 120% dell'estimo imponibile

- L. 4.548.000

per gettito della sovrimposta provinciale sui fabbricati, applicata con l'aliquota al secondo limite, pari al 9,25% del reddito accertato

- L. 26.000.000

per gettito dell'imposta camerale sui redditi soggetti ad imposta di R.M. - Il provento è calcolato sui redditi di R.M. già revisionati dagli Uffici Distrettuali delle Imposte, con applicazione della aliquota dell'1,50%

- L. 2.765.000

per gettito dell'addizionale sui redditi agrari, applicata con l'aliquota del 60% del reddito imponibile

- L. 28.000.000

per gettito dell'addizionale provinciale alla imposta sulle industrie, commerci, arti e professioni. Il gettito è calcolato sui redditi di R. M. già revisionati dagli Uffici Distrettuali delle Imposte Dirette, con l'aliquota dell'1,75% sui redditi di Categoria B e dell'1,40% sui redditi di Categoria Cl

- L. 100.000

per quota spettante alla Regione sul provento della tassa di circolazione sui veicoli a trazione animale. La ripartizione viene eseguita, a' sensi di legge, fra l'Amministrazione regionale e i Comuni, in relazione alle spese sostenute per la manutenzione ordinaria delle strade di rispettiva competenza

- L. 77.695

per contributo consolidato in sostituzione del soppresso contributo integrativo di utenza stradale. Il contributo è stato stabilito, a suo tempo, in misura fissa dal competente Ministero

- L. 97.127

per provento dei canoni per concessioni stradali: l'entrata è modesta in relazione alle tariffe in vigore e al limitato numero delle concessioni stradali

- L. 1.000.000

per emolumenti e diritti per contratti

- L. 25.000.000

per compartecipazione sui proventi delle tasse sulle automobili: l'articolo 5 della legge 7 gennaio 1949, n. 6, stabilisce che l'importo dei 4/10 del provento delle tasse di circolazione, sugli autoveicoli, motocicli e velocipedi a motore, è devoluto alle Amministrazioni provinciali (in Valle d'Aosta spetta alla Regione, che ha sostituito la soppressa Provincia). La ripartizione viene effettuata direttamente dal Ministero delle Finanze per metà in proporzione della superficie territoriale delle Provincie e per l'altra metà in proporzione della lunghezza delle strade provinciali di ciascuna Provincia

- L. 22.000.000

per compartecipazione sull'addizionale sui vari tributi erariali, provinciali e comunali: l'art. 7 del D.L. 16 febbraio 1946, n. 100, ha aumentato, da due a cinque centesimi, l'addizionale per ogni lira dei vari tributi erariali, comunali e provinciali, con devoluzione dei tre quinti del provento a favore delle Provincie. Il riparto viene effettuato direttamente dal Ministero delle Finanze - Direzione Generale della Finanza locale

- L. 20.000.000

per compartecipazione al provento della I. G. E. - L'art. 4 della legge 2 luglio 1952, n. 703, attribuisce alle Provincie una quota corrispondente al 2,50% del provento complessivo dell'Imposta generale sull'entrata riscossa nell'esercizio finanziario precedente. Tale ammontare è ripartito tra le Provincie in proporzione della rispettiva popolazione residente, quale risulta in base ai dati del censimento ufficiale demografico. I versamenti sono eseguiti direttamente dalle Intendenze di Finanza con le modalità stabilite dal Ministero

- L. 234.105

per entrate di altri diritti vari della ex Camera di Commercio e dell'Ufficio Turismo

L. 140.354.927

Totale

d) PROVENTO PER QUOTA DI RIPARTO ENTRATE ERARIALI.

La somma iscritta quale provento della quota di riparto delle entrate erariali (Lire 1.800.000.00) è stata calcolata ed iscritta tenendo conto dell'ammontare delle spese per i servizi regionali, dell'ammontare delle entrate annue riscosse dallo Stato nella Regione, nonché della necessità di pareggiare il bilancio in relazione alle rimanenti entrate di pertinenza della Regione. La predetta previsione di entrata è, comunque, inferiore all'ammontare delle spese annue poste per legge a carico della Regione per servizi già di competenza di uffici statali e locali soppressi con devoluzione dei servizi alla Regione.

e) ENTRATE STRAORDINARIE.

Le entrate straordinarie si concretano nella previsione di Lire 950.301.000 rappresentate:

a) per Lire 950 milioni, dal provento annuo massimo prevedibile della gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent (Casa da gioco) e, cioè, in misura non facilmente realizzabile;

b) per Lire 301.000 da entrate diverse di carattere straordinario.

MOVIMENTI DI CAPITALI.

Nelle entrate per movimenti di capitali sono previste:

- L. 60.000.000

quale ammontare del mutuo in corso di stipulazione con la Cassa Depositi e Prestiti per la costruzione in regione St. Etienne, di Aosta, di un fabbricato da destinarsi ad alloggi per impiegati dell'Amministrazione regionale

- L. 400.000.000

per incasso di buoni del tesoro di proprietà in scadenza nel corso dell'esercizio

L. 460.000.000

Totale

PARTITE DI GIRO E CONTABILITA' SPECIALI.

Nulla di particolare da rilevare per le previsioni di entrate per partite di giro e contabilità speciali, che trovano esatta rispondenza con le corrispondenti previsioni e voci di spesa.

SPESE

Gli stanziamenti delle singole voci di spesa sono stati previsti e determinati, in relazione all'ammontare delle entrate, in base ai seguenti criteri:

a) per quanto si riferisce alla spesa per il personale: in base al numero dei dipendenti in servizio presso gli uffici dell'Amministrazione regionale e in base ai relativi assegni vari previsti per il 1953.

b) per le altre spese: in relazione all'attività e ai costi dei vari servizi calcolati in base agli attuali prezzi delle prestazioni, delle mercedi, dei materiali e delle forniture, nonché in rapporto alle spese consunte nel precedente esercizio.

Le spese ordinarie e straordinarie ricorrenti, previste con stretto criterio di economia, non abbisognano di particolare illustrazione: trattasi, infatti, di spese di carattere obbligatorio, che sono necessarie e non dilazionabili, per l'espletamento dei servizi di istituto dell'Ente. Tali spese debbono essere finanziate con le entrate ordinarie.

Particolare menzione meritano, invece, le spese straordinarie, in maggior parte di carattere obbligatorio, e le spese facoltative: trattasi di spese che, per mancanza di disponibilità di bilancio, sono state previste in misura necessariamente ridotta e sono contenute, purtroppo, in limiti inadeguati alle grandi necessità. Queste spese, analogamente a quelle per movimento di capitali, sono da finanziarsi, per la maggior parte, con le entrate degli stabilimenti speciali di St. Vincent iscritte nella misura massima prevedibile di Lire 950.000.000 (gettito di non sicura realizzazione).

Le maggiori spese straordinarie e facoltative sono previste per la Divisione Lavori Pubblici, per la Divisione Agricoltura e Foreste e per la Divisione Istruzione Pubblica; in misura minore per le Divisioni Turismo e Antichità e Belle Arti, Industria e Commercio e Assistenza e Beneficenza.

Circa le singole categorie di spese si osserva quanto segue:

ONERI PATRIMONIALI

Gli oneri patrimoniali sono costituiti quasi essenzialmente dalle previsioni di spesa per la sistemazione e la manutenzione straordinaria e ordinaria dei beni immobili e dalle previsioni di spesa per l'esecuzione "i lavori di sistemazione degli uffici.

Le previsioni di spesa di questa categoria ammontano a lire 17.250.001 per le spese obbligatorie ordinarie e a Lire 11.014.000 per le spese obbligatorie straordinarie.

SPESE GENERALI

Per le previsioni di questa categoria di spese sono stati tenuti in considerazione i miglioramenti economici da apportarsi, a' sensi di legge, agli stipendi del personale, nonché gli aumenti dei prezzi dei materiali, delle forniture e delle prestazioni in genere per i vari servizi dell'Amministrazione.

Da notarsi la previsione di spesa per il contributo a integrazione dei bilanci degli Enti comunali di assistenza (E.C.A.), spesa in continuo aumento a causa dell'aumento verificatosi nei sussidi erogati e nel costo dei servizi degli Enti stessi.

In considerazione delle notevoli spese che l'Amministrazione dovrà sostenere in applicazione delle norme per il trattamento di quiescenza del personale che lascia il servizio a domanda, come da leggi speciali in vigore, è stato ripetuto lo stanziamento di Lire 15.000.000 per il fondo liquidazione personale.

Per le altre voci di spesa non vi sono aumenti degni di particolare menzione.

Le spese di questa categoria ammontano a Lire 312.475.023.

SANITA' ED IGIENE.

Le spese di questa categoria si riassumono nelle spese (ex prefettizie) per il funzionamento dell'Ufficio sanitario regionale, nelle spese per il funzionamento dei Laboratori regionali di Igiene e Profilassi e nelle spese (ex provinciali) per contributi ordinari e straordinari al Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta.

Le spese di questa categoria ammontano a complessive Lire 66.810.975.

LAVORI PUBBLICI.

Le spese per i lavori pubblici possono essere classificate in due distinte categorie: spese per la costruzione di nuove opere e lavori di pubblica utilità e spese per la manutenzione delle strade.

La Divisione Lavori Pubblici ha predisposto un programma dei più urgenti lavori di pubblica utilità da approvarsi nell'anno 1953, programma che prevede una spesa di oltre un miliardo di lire per nuove opere, da finanziarsi in parte nell'esercizio 1953 e in parte nell'esercizio 1954.

Gli stanziamenti della categoria lavori pubblici, comprese le spese per il personale tecnico, ammontano a Lire 1.095.979.000, così ripartite:

- spese obbligatorie ordinarie

L.

327.928.000

- spese obbligatorie straordinarie

"

695.001.000

- spese facoltative ordinarie

58.000.000

- spese facoltative straordinarie

15.050.000

Totale

L.

1.095.979.000

ISTRUZIONE PUBBLICA.

Le spese per l'istruzione pubblica (spese già statali, trasferite a carico regionale dal 1947) sono in continuo aumento a causa dell'aumento del numero delle classi nelle Scuole elementari e medie inferiori e nell'Istituto Tecnico e anche a causa degli aumenti apportati dalle leggi agli stipendi e alle indennità spettanti agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado.

Oltre alle spese per le scuole e per il personale insegnante e scolastico vario, sono previste anche le spese per il personale della Sovraintendenza regionale degli Studi, le spese per il funzionamento della Biblioteca regionale, le spese per iniziative culturali varie, le spese per corsi di perfezionamento culturale di studenti e di insegnanti presso Istituti superiori.

Fanno carico a questa categoria le spese relative alle borse di studio e quelle relative alla manutenzione e alla custodia delle palestre ginniche e per l'arredamento di aule scolastiche.

Le previsioni di spesa per questa categoria possono così riassumersi:

- Spese per il personale della Sovraintendenza agli studi

L.

7.500.000

- Spese per le Scuole medie (scuole media inferiore, Liceo e Ginnasio, Istituto Magistrale, Istituto Tecnico)

"

84.400.000

- Spese per le Scuole professionali di avviamento al lavoro

"

39.600.000

- Spese per le Scuole elementari e parificate

"

361.800.000

- Spese culturali (biblioteca)

"

35.000.000

- Spese per sussidi e borse di studio

"

1.340.000

- Spese per la manutenzione e il riscaldamento di palestre ginniche e per arredamento aule scolastiche

"

4.000.000

Totale

L.

533.640.000

ASSISTENZA E BENEFICENZA.

Gli stanziamenti di spesa per questa categoria comprendono:

- Spese per il personale addetto ai servizi assistenziali

L.

4.200.000

- Spese per l'assistenza obbligatoria di legge (assistenza infermi di mente, assistenza illegittimi, assistenza ciechi e sordomuti, ecc.)

"

69.550.000

- Spese per la gestione dell'Istituto regionale di assistenza Materna ed Infantile (reparti Maternità e Brefotrofio)

"

32.360.000

- Spese per il funzionamento della locale Federazione O.N.M.I. (limitatamente alle spese per il personale amministrativo facenti carico per legge alla Amministrazione regionale (spese ex provinciali)

"

2.540.000

- Sussidi e contributi vari a privati, ad Istituzioni di beneficenza e a colonie estive

"

33.380.000

Totale

L.

142.030.000

Le spese per l'assistenza tendono costantemente ad aumentare in conseguenza degli aumenti che si verificano ai costi dei servizi e, conseguentemente, alle rette di ricovero praticate dai vari Ospedali ed Istituti in cui sono ricoverate e assistite le persone povere aventi titolo all'assistenza.

AGRICOLTURA - ZOOTECNIA - FORESTE.

Per i servizi inerenti all'agricoltura, alla zootecnia e alle foreste sono stanziate somme, - purtroppo, non in misura adeguata alle grandi necessità, - per la graduale realizzazione del programma di lavori, di iniziative e di sussidi vari elaborato per l'incremento e il miglioramento della produzione agricola locale, per l'incremento e la tutela del patrimonio zootecnico e per la conservazione del patrimonio forestale.

Sono stanziate somme in relazione alle provvidenze disposte e alle norme emanate per la vaccinazione antiaftosa obbligatoria del bestiame bovino, per la costruzione e la riparazione di canali di irrigazione, per il miglioramento dell'attrezzatura delle latterie, per la costruzione di nuovi impianti di fertirrigazione e per l'acquisto di macchine agricole.

Sono stanziate somme per l'attuazione dei provvedimenti approvati per promuovere e sussidiare le iniziative concernenti i piccoli miglioramenti fondiari, la lotta contro i parassiti dell'agricoltura e contro le malattie delle piante, nonché la costruzione, l'ampliamento e il miglioramento di case rurali.

Sono, inoltre, mantenuti gli stanziamenti necessari per assicurare il funzionamento e lo sviluppo dei nuclei di selezione bovina.

Sono stanziate somme per l'attuazione dei provvedimenti approvati per l'incremento della produzione di piantine nei vivai forestali e per l'esecuzione di lavori di rimboschimento.

Sono, infine, stanziate somme per la costruzione di nuove casermette forestali necessarie ai fini dell'intensificazione del servizio di sorveglianza contro i tagli abusivi di piante nei boschi e contro le trasgressioni alle norme vigenti per la tutela forestale.

Gli stanziamenti della categoria Agricoltura e Foreste si possono così riassumere:

- Spese per il personale

L.

9.450.000

- Spese per la vaccinazione antiaftosa obbligatoria del bestiame

"

28.000.000

- Spese per attività zootecniche ed agricole e per miglioramenti fondiari

"

175.475.000

- Spese per l'attività forestale

"

61.100.000

- Spese per rimboschimenti

"

87.000.000

- Spese per il funzionamento e l'attrezzatura della Scuola regionale di Agricoltura di Aosta

"

53.250.000

- Contributo obbligatorio all' Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso

"

12.500.000

- Spese per iniziative inerenti alla lotta contro le malattie delle piante e contro i parassiti dell'agricoltura

"

4.000.000

-Spese per i nuclei di selezione bovina

"

6.000.000

- Spese per la costruzione e riparazione di canali di irrigazione

"

60.000.000

- Spese per la costruzione di casermette forestali

"

24.000.000

- Spese per i provvedimenti intesi a promuovere la costruzione di nuovi impianti di fertirrigazione

"

20.000.000

- Spese per il miglioramento delle latterie

"

5.000.000

- Sussidi per l'acquisto di macchine agricole

"

10.000.000

Totale

L.

555.775.000

INDUSTRIA E COMMERCIO.

Gli stanziamenti di spesa per questa categoria comprendono:

- Spese per il personale

L.

9.200.000

- Spese per il funzionamento degli uffici

"

1.260.000

- Spese per iniziative intese a favorire il potenziamento dell'attività economica

"

50.000.000

- Spese per iniziative intese a favorire il potenziamento della media e piccola industria

"

20.000.000

- Spese per la costruzione di magazzini generali

"

40.000.000

- Spese per 1'incremento dell' artigianato locale

"

10.000.000

- Spese per partecipazione a mostre e fiere di carattere economico-commerciale

"

5.000.000

- Contributi e sussidi vari

"

901.000

- Spese per corsi professionali

"

5.000.000

Totale

L.

141.361.000

UFFICIO TURISMO E SOVRINTENDENZA ANTICHITÀ, MONUMENTI E BELLE ARTI.

Per quanto concerne l'attività dell'Ufficio regionale per il Turismo, sono stanziati fondi per l'incremento della pubblicità e della propaganda, nonché per l'attuazione delle provvidenze approvate per promuovere la costruzione di impianti di interesse turistico, e il miglioramento dell'attrezzatura alberghiera.

Per quanto riguarda l'attività della Sovrintendenza alle Antichità, Monumenti e Belle Arti, sono stanziati fondi per l'esecuzione di lavori necessari per la protezione e la conservazione dei monumenti romani e medioevali in Valle d'Aosta, nonché per iniziative tendenti al miglioramento della edilizia locale; alla tutela del paesaggio e alla conservazione del patrimonio archivistico locale.

Gli stanziamenti di questa categoria si possono così riassumere:

- Spese per il personale

L.

10.900.000

- Spese d'ufficio

"

1.150.000

- Spese per la pubblicità turistica

"

8.000.000

- Spese per la propaganda turistica

"

10.000.000

- Spese per iniziative turistiche e contributi ai comitati locali per il turismo

"

9.600.000

- Spese per l'invio di giovani alle scuole alberghiere

"

8.000.000

- Spese per corsi di guide e di portatori alpini

"

1.000.000

- Spese per l'incremento della costruzione di impianti di seggiovie, funivie, teleferiche, ecc.

"

10.000.000

- Sussidi per il miglioramento dell'attrezzatura alberghiera

"

30.000.000

- Spese per l'esecuzione di lavori per la conservazione dei monumenti romani e medioevali

"

16.000.000

- Spese per sussidi a Società sportive e per manifestazioni sportive

"

10.000.000

- Spese per il museo regionale

"

2.000.000

- Spese per la tutela del paesaggio

"

10.000.000

- Spese per la tutela e la conservazione del patrimonio archivistico

"

4.000.000

- Sussidi per iniziative tendenti al miglioramento dell'edilizia locale

"

15.000.000

- Spese per l'esecuzione di lavori per il risanamento di quartieri popolari, in relazione alla valorizzazione di monumenti romani

"

30.000.000

- Spese per l'elaborazione di piani regolatori di località aventi particolare importanza turistica

"

8.000.000

Totale

L.

183.650.000

SICUREZZA PUBBLICA.

Gli stanziamenti di questa categoria di spese si riassumono nelle spese previste per i fitti delle caserme dei vigili del fuoco, per un ammontare annuo di Lire 615.000.

MOVIMENTI CAPITALI.

Per quanto riguarda il titolo 2° ("Movimento di capitali"), gli stanziamenti comprendono:

- Spese per l'acquisto di immobili (stabili e terreni)

L.

40.000.000

- Spese per sottoscrizione di azioni della Società per il traforo del Monte Bianco

"

50.000.000

- Spese per la costruzione di un fabbricato, da finanziarsi con la stipulazione di un mutuo (vedi contropartita in entrata) con la Cassa Depositi e Prestiti

"

60.000.000

- Spese per acquisto di titoli di Stato (vedi corrispondente stanziamento di entrata) per investimenti temporanei di somme già impegnate e giacenti temporaneamente in cassa

"

400.000.000

Totale

L.

550.000.000

PARTITE DI GIRO E CONTABILITA' SPECIALI

Gli stanziamenti per partite di giro e contabilità speciali trovano esatta rispondenza con i relativi analoghi articoli della parte entrata.

RISULTANZE RIASSUNTIVE FINALI

Il progetto di bilancio di previsione dell'esercizio 1953 chiude con le seguenti risultanze riassuntive finali:

ENTRATE

a) Entrate ordinarie

1) Rendite patrimoniali

L.

10.858.072

2) Provento 9/10 dei canoni di concessione sulle acque

"

213.000.000

3) Proventi diversi

"

36.086.001

4) Tasse, diritti e imposte

"

140.354.927

5) Provento quota di riparto entrate erariali

"

1.800.000.000

2.200.299.000

b) Entrate straordinarie

1) Entrate straordinarie diverse

L.

301.000

2) Proventi degli stabilimenti speciali di St. Vincent

"

950.000.000

950.301.000

Totale entrate effettive

3.150.600.000

c) Movimento di capitali

1) Mutui passivi

L.

60.000.000

2) Alienazione titoli di Stato

"

400.000.000

460.000.000

d) Contabilità speciali

1) Partite di giro

L.

424.000.000

2) Contabilità speciali

"

248.000.000

672.000.000

Totale entrate

4.282.600.000

SPESE EFFETTIVE

a) Spese obbligatorie ordinarie:

1) Oneri patrimoniali

L.

17.250.001

2) Spese generali

"

213.110.000

3) Sanità ed Igiene

"

46.620.001

4) Lavori Pubblici

"

327.928.000

5) Istruzione Pubblica

"

486.750.000

6) Assistenza e Beneficenza

"

107.700.000

7) Agricoltura

"

162.900.000

8) Industria e Commercio

"

10.411.000

9) Turismo e Antichità

"

48.650.000

10) Sicurezza Pubblica

"

615.000

1.421.934.002

b) Spese obbligatorie straordinarie:

1) Oneri patrimoniali

L.

11.014.000

2) Spese generali

"

23.565.023

3) Sanità ed Igiene

"

18.590.974

4) Lavori Pubblici

"

695.001.000

5) Istruzione Pubblica

"

28.200.000

6) Assistenza e Beneficenza

"

1.000.000

7) Agricoltura

"

389.500.000

8) Industria e Commercio

"

110.900.000

9) Turismo e Antichità

"

68.000.000

1.345.770.997

c) Spese facoltative ordinarie:

1) Spese generali

L.

57.700.000

2) Sanità ed Igiene

"

1.500.000

3) Lavori Pubblici

"

58.000.000

4) Istruzione Pubblica

"

5.340.000

5) Assistenza e Beneficenza

"

32.330.000

6) Agricoltura

"

2.375.000

7) Industria e Commercio

"

15.050.000

8) Turismo e Antichità

"

18.000.000

190.295.000

d) Spese facoltative straordinarie:

1) Spese generali

L.

18.100.000

2) Sanità ed Igiene

100.000

3) Lavori Pubblici

"

15.050.000

4) Istruzione Pubblica

"

13.350.000

5) Assistenza e Beneficenza

"

1.000.000

6) Agricoltura

"

1.000.000

7) Industria e Commercio

"

5.000.000

8) Turismo e Antichità

"

49.000.000

102.600.000

Totale spese effettive

3.060.599.999

II°) MOVIMENTI DI CAPITALI

1) Quota ammortamento mutui

L.

1

2) Acquisto di beni e affrancazioni

"

550.000.000

550.000.001

III°) CONTABILITÀ SPECIALI

1) Partite di giro

L.

424.000.000

2) Gestioni speciali

"

248.000.000

672.000.000

Totale uscita

"

4.282.600.000

---

In riferimento al progetto di bilancio, predisposto dalla Giunta regionale, per l'esercizio finanziario 1953, e alla relativa allegata relazione illustrativa,

SI PROPONE

che il Consiglio regionale

ritenuto che, con legge già approvata dal Senato e in corso di esame innanzi alla Camera dei Deputati, è stato stabilito che l'esercizio finanziario statale corrisponde all'anno solare (dal 1 gennaio al 31 dicembre), come previsto per quasi tutti gli altri Enti pubblici;

ritenuta la urgente necessità di provvedere alla approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1953;

considerato che, in relazione al sensibile aumento dei prezzi dei materiali e del costo dei servizi e dei lavori, il gettito della quota di riparto provvisorio delle entrate erariali, già assegnata alla Regione per l'esercizio finanziario 1950 (in esecuzione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1206, in data 28 dicembre 1950), è assolutamente insufficiente al finanziamento delle spese obbligatorie ordinarie e straordinarie ricorrenti, in rapporto alle necessità attuali dei numerosi ed onerosi servizi di istituto per legge devoluti alla Regione;

preso atto delle rilevanti nuove e maggiori spese che fanno carico al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 1953;

tenuto presente l'ammontare annuo delle entrate per imposte e tasse riscosse dallo Stato nel territorio della Regione (compreso il provento dei monopoli), nonché l'ammontare annuo delle spese per gli onerosi servizi, di cui molti già statali, trasferiti alla competenza amministrativa e gravanti ora a carico del bilancio regionale;

ritenuto che le spese annue obbligatorie per i soli servizi scolastici, già a carico dello Stato, ammontano a circa Lire 530 milioni;

ritenuto che le entrate locali, ordinarie e straordinarie, sono state iscritte in bilancio nelle misure massime prevedibili, mentre le spese previste dai vari Assessorati sono state necessariamente ridotte in misura sensibile per contenerle nei limiti, purtroppo assai ristretti, delle prevedibili entrate, al fine di assicurare il pareggio del bilancio;

ritenuto che, pur impostando gli stanziamenti passivi del bilancio secondo criteri di economia e pur prevedendo di finanziare le spese straordinarie mediante i proventi straordinari degli stabilimenti speciali di Saint-Vincent, iscritti nella misura annua massima prevedibile e di non sicura realizzazione, il gettito annuo della quota di riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione non può essere richiesto e stabilito in misura inferiore a Lire 1 miliardo e 800 milioni;

considerato che, ai sensi del terzo comma dell'articolo 50 dello Statuto regionale, il riparto definitivo delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione e l'ordinamento finanziario definitivo della Regione dovranno essere approvati prossimamente con legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale;

visto l'articolo 29 dello Statuto speciale della Regione;

Deliberi

1) di approvare, in conformità al progetto predisposto dalla Giunta, nei singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1953, che prevede, nel complesso ed in pareggio, l'ammontare di Lire 4.282.600.000 per le entrate di Lire 4.282.600.000 per le uscite, secondo le sottoriportate risultanze finali riassunte nel riepilogo allegato al bilancio;

2) di autorizzare, in sede di previsione e salvo successivo accertamento con eventuale modifica di bilancio, la iscrizione in bilancio - parte Entrata - della somma di Lire 1 miliardo e 800 milioni quale ammontare della quota di spettanza della Regione, per l'anno 1953, a titolo di ripartizione delle entrate erariali tra lo Stato e la Regione, prevista dagli articoli 12 e 50 dello Statuto speciale della Regione;

3) di autorizzare, per l'anno 1953, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate e dei tributi locali previsti nella parte entrata del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed Uffici soppressi, i cui servizi sono gestiti direttamente dall'Amministrazione regionale, ai sensi di legge;

4) di autorizzare, per l'anno 1953, l'applicazione al terzo limite delle sovrimposte provinciali sui terreni e sui fabbricati, secondo le leggi in vigore;

5) di stabilire che gli storni dei fondi fra i vari stanziamenti di bilancio, nonché la approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo, siano approvati nei limiti delle previsioni di bilancio, con deliberazioni del Consiglio o della Giunta, secondo le rispettive competenze di materia approvate con provvedimento consiliare n. 89, in data 28 luglio 1949;

6) di autorizzare l'Assessore alle Finanze ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati, il pagamento delle spese concernenti salari spettanti a operai e a manovali provvisori, addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, il pagamento delle spese concernenti i salari al personale di fatica a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali, nonché il pagamento delle spese, anche straordinarie, che siano state preventivamente approvate con autorizzazione esplicita alla liquidazione, mediante emissione di ordini di pagamento;

7) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 178 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 150, in data 29-12-1949, concernente provvedimenti intesi a favorire il miglioramento della edilizia locale, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

8) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 170 del bilancio, la spesa di Lire.... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 65, in data 3 agosto 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire l'acquisto di macchinario da parte di artigiani, piccole aziende artigiane e cooperative di artigiani e di lavoratori, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

9) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 165 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 51, in data 2 agosto 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione, la ricostruzione, la sistemazione ed il riattamento di fabbricati rurali, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

10) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 152 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 52, in data 2 agosto 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione di impianti di irrigazione a pioggia e di fertirrigazione, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

11) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 159 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 82, in data 5 ottobre 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione ed il riattamento di strade poderali e vicinali, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

12) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 153 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 43, in data 12 aprile 1950, concernente provvedimenti intesi a favorire e ad incrementare la costruzione e l'ampliamento di fabbricati per latterie sociali e turnarie, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

13) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 163 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 10, in data 3 febbraio 1950, concernente provvedimenti intesi a favorire l'acquisto di macchine e di attrezzi agricoli e a favorire il miglioramento della attrezzatura dei caseifici, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata;

14) di autorizzare, per l'anno 1953, sull'articolo 150 del bilancio, la spesa di Lire .... milioni per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 23, in data 7 aprile 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione, il prolungamento, lo ampliamento e la riparazione di canali di irrigazione, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopracitata.

---

Risultanze finali del progetto di bilancio di previsione della Regione predisposto dalla Giunta per l'esercizio finanziario 1953

Il progetto di bilancio di previsione dell'esercizio 1953 chiude con le seguenti risultanze riassuntive finali:

ENTRATE.

RISULTANZE RIASSUNTIVE FINALI.

a) Entrate ordinarie:

1)

Rendite patrimoniali

L.

10.858.072

2)

Provento 9/10 dei canoni di concessione

sulle acque

"

213.000.000

3)

Proventi diversi

"

36.086.001

4)

Tasse, diritti e imposte

"

140.354.927

5)

Provento quota di riparto entrate erariali

"

1.800.000.000

2.200.299.000

b) Entrate straordinarie:

1)

Entrate straordinarie diverse

L.

301.000

2)

Proventi degli stabilimenti speciali di St. Vincent

"

950.000.000

950.301.000

Totale entrate effettive

3.150.600.000

c) Movimento di capitali:

1)

Mutui passivi

L.

60.000.000

2)

Alienazione titoli di Stato

"

400.000.000

460.000.000

d) Contabilità speciali:

1)

Partite di giro

L.

424.000.000

2)

Contabilità speciali

"

248.000.000

672.000.000

Totale entrate

4.282.600.000

SPESE EFFETTIVE.

a) Spese obbligatorie ordinarie:

1)

Oneri patrimoniali

L.

17.250.001

2)

Spese generali

"

213.110.000

3)

Sanità ed Igiene

"

46.620.001

4)

Lavori Pubblici

"

327.928.000

5)

Istruzione Pubblica

"

486.750.000

6)

Assistenza e Beneficenza

"

107.700.000

7)

Agricoltura

"

162.900.000

8)

Industria e Commercio

"

10.411.000

9)

Turismo e Antichità

"

48.650.000

10)

Sicurezza Pubblica

"

615.000

1.421.934.002

b) Spese obbligatorie straordinarie:

1)

Oneri patrimoniali

L.

11.014.000

2)

Spese generali

"

23.565.023

3)

Sanità ed Igiene

"

18.590.974

4)

Lavori Pubblici

"

695.001.000

5)

Istruzione Pubblica

"

28.200.000

6)

Assistenza e Beneficenza

"

1.000.000

7)

Agricoltura

"

389.500.000

8)

Industria e Commercio

"

110.900.000

9)

Turismo e Antichità

"

68.000.000

1.345.770.997

c) Spese facoltative ordinarie:

1)

Spese generali

L.

57.700.000

2)

Sanità ed Igiene

"

1.500.000

3)

Lavori Pubblici

"

58.000.000

4)

Istruzione Pubblica

"

5.340.000

5)

Assistenza e Beneficenza

"

32.330.000

6)

Agricoltura

"

2.375.000

7)

Industria e Commercio

"

15.050.000

8)

Turismo e Antichità

"

18.000.000

190.295.000

d) Spese facoltative straordinarie:

1)

Spese generali

L.

18.100.000

2)

Sanità ed Igiene

"

100.000

3)

Lavori Pubblici

"

15.050.000

4)

Istruzione Pubblica

"

13.350.000

5)

Assistenza e Beneficenza

"

1.000.000

6)

Agricoltura

"

1.000.000

7)

Industria e Commercio

"

5.000.000

8)

Turismo e Antichità

"

49.000.000

102.600.000

Totale spese effettive

3.060.599.999

II) MOVIMENTI DI CAPITALI.

1)

Quota ammortamento mutui

L.

1

2)

Acquisto di beni e affrancazioni

"

550.000.000

550.000.001

III) CONTABILITÀ SPECIALI.

1)

Partite di giro

L.

424.000.000

2)

Gestioni speciali

"

248.000.000

672.000.000

Totale uscita

4.282.600.000

L'Assessore Ing. FRESIA, illustrando la relazione di cui sopra, comunica che il progetto di bilancio di previsione, sottoposto all'esame e all'approvazione dei Signori Consiglieri, è stato impostato in base alle previsioni di entrata nelle misure massime prevedibili e alle previsioni di spesa necessarie per il funzionamento dei servizi regionali e per l'esecuzione del programma di lavori concretato in base alle richieste minime e più urgenti formulate dai vari Assessorati.

Rileva l'opportunità che il progetto di bilancio sia esaminato nel suo insieme e nella sua impostazione generale, in rapporto anche all'assegnazione dei fondi fra i vari Assessorati. Rileva la possibilità, nel corso dell'esercizio, di stornare fondi da uno stanziamento all'altro del bilancio per aumentare o ridurre i fondi a seconda delle necessità dei lavori e dei servizi dell'Amministrazione e delle conseguenti decisioni del Consiglio e della Giunta.

Fa presente che, nella relazione, è riassunto l'attuale stato delle trattative intercorse tra la Regione e lo Stato per la determinazione dell'ordinamento finanziario della Regione, previsto dal terzo comma dell'articolo 50 dello Statuto, e per la ripartizione definitiva delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione.

Osserva che, non essendo ancora definite le trattative, è norma prudenziale di prevedere la possibilità di una riduzione delle entrate e, conseguentemente, una contrazione delle spese.

Rileva, d'altra parte, che la previsione in bilancio di un gettito annuo di Lire 1.800.000.000, quale quota di riparto di entrate erariali da assegnarsi alla Regione, è da ritenersi non rilevante rispetto all'importo totale dei tributi riscossi dallo Stato, in Valle e fuori Valle, per le attività svolte nella Regione Valle d'Aosta, tributi il cui ammontare supera i quattro miliardi annui.

Precisa che i tributi statali riscossi in Valle - senza tenere conto del gettito dell'imposta straordinaria sul patrimonio - ammontano a circa Lire 2.300.000.000. Rileva che tale importo potrebbe ancora aumentare, qualora venisse applicato l'art. 15 del D.L.L. 7 settembre 1945, n. 545, relativo alla riscossione, in Valle d'Aosta, delle quote di imposte concernenti l'attività ed i redditi prodotti in Valle d'Aosta da Imprese industriali o commerciali che hanno la sede centrale fuori della Regione Valle d'Aosta, e stabilimenti o impianti nel territorio della Regione.

Fa presente che la Regione, pur avendo assorbito molti servizi statali e non statali, ha contenuto le spese in limiti assai ristretti.

Precisa che le spese sostenute dallo Stato per la Valle d'Aosta corrispondono a circa il 40% dell'ammontare dei tributi che lo Stato riscuote nella Valle d'Aosta.

Afferma che la Regione Valle d'Aosta ha finanziato gran parte delle sue spese con proprie entrate locali di carattere straordinario (stabilimenti di Saint Vincent) ed ha ridotto e contenuto le spese in misura tale da potere essere considerata una delle poche Regioni finanziariamente attive per lo Stato.

Conclude, proponendo che il Consiglio approvi il progetto di bilancio di previsione della Regione, per l'esercizio finanziario 1953, predisposto dalla Giunta.

Il Presidente, Ing. PASQUALI, rileva la necessità di una preventiva discussione di carattere generale sull'impostazione del progetto di bilancio di previsione, sia per quanto riguarda la parte entrata che per quanto riguarda la parte uscita; fa presente che, in un secondo tempo, si potrà passare all'esame e alla discussione dei singoli capitoli delle entrate e delle spese.

Quanto sopra premesso, apre la discussione sull'impostazione generale data al bilancio.

Il Consigliere Signor MANGANONI fa la seguente dichiarazione:

"Il bilancio preventivo per il passato anno finanziario era stato definito dall'Assessore alle Finanze: "Bilancio preventivo di un'Opera Pia".

Il bilancio, che il Consiglio oggi deve discutere, si potrebbe definire: "Bilancio di una Società in fallimento", che stabilisce le sue uscite su ipotetiche entrate di debitori morosi.

Infatti, mentre la Valle ha contratto debiti presso la Cassa di Risparmio per 400 milioni, ad un tasso del 7%, - ciò che comporta la cifra di 28 milioni annui di interessi da pagarsi -, il Governo di Roma ha un debito verso la Valle, fin dal 1951 e 1952, di tre miliardi.

Quale probabilità abbiamo di riscuotete questa enorme cifra che il Governo da due anni ci deve e non ci dà?

Una promessa, dico promessa, del Governo di sottoporre alle Camere una leggina per assegnarci un acconto di un miliardo per gli anni 1951 e 52.

Voglio peccare di ottimismo ed ammettere che il Governo mantenga la promessa. Quando passerà questa legge?

E, dovendo seguire poi la asfissiante trafila burocratica governativa, quando ci arriveranno questi soldi?

Nella migliore delle ipotesi, per l'autunno prossimo, quando il debito della Regione, presso gli Istituti di credito, dagli attuali 400 milioni si sarà avvicinato al miliardo, così che riusciremo appena a pagare debiti ed interessi. E dopo, come tireremo avanti in attesa di una seconda leggina del Governo che proponga un altro accontino alla Regione? Basteranno le acrobazie del nostro Assessore alle Finanze?

Ho detto sopra di voler esaminare il caso peccando di ottimismo.

Voglio giustificare questa mia affermazione.

Giustificarla ed avvalorarla con la citazione di fatti che dimostrano quale importanza il Governo dà alle decisioni del Consiglio regionale.

Non crediate che vi tiri in ballo la zona franca non concessa, la questione delle acque e tutti gli altri punti dello Statuto violati dall'attuale Governo.

No, voglio riferirmi a due fatti recentissimi.

Nella passata adunanza, il Consiglio aveva discusso sul progetto di legge elettorale e ci fu una sospensione della seduta durante la quale ebbero luogo riunioni dei singoli gruppi. Alla riapertura, voi - maggioranza - avevate stabilito che le liste fossero composte di trenta candidati anziché di trentacinque, mentre noi avevamo insistito sempre per il numero di ventotto candidati.

Ora, il progetto di legge elettorale che ho qui sottomano - progetto che è stato trasmesso dal Ministero dell'Interno alla Commissione parlamentare della Camera dei Deputati - stabilisce nuovamente in trentacinque il numero dei candidati che possono essere compresi nelle liste. Quindi, neppure la vostra proposta è stata presa in considerazione, il che dimostra che neppure le deliberazioni di voi - maggioranza - vengono tenute in conto; anzi, esse vengono completamente ignorate dai vostri amici del Governo di Roma.

Ed ecco il secondo fatto.

Nella seduta del 30 gennaio 1953, il gruppo consigliare social-comunista aveva proposto la votazione di una mozione con cui invitava i nostri parlamentari a volersi impegnare affinché alle Camere non venisse approvato il progetto di legge sulle norme di attuazione dello Statuto regionale, proposto dal Governo, che avrebbe significato il crollo dell'autonomia.

In risposta al nostro giustificato allarme, la Giunta regionale e la maggioranza del Consiglio, con una credulità che non esito a chiamare incosciente, ci hanno sbandierato lettere di Page, di Farinet, di Bergmann, hanno citato Tupini, ci sono state formali assicurazioni - di Assessori - che ormai il Governo aveva accettato la proposta della Commissione Senatoriale. E qui è forse bene rinfrescarci la memoria sfogliando il verbale della seduta consiliare del 30 gennaio 1953. Vediamo a pagina 8, seconda colonna, al 3° comma della lettera, in data 26 gennaio 1953, indirizzata al Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta dall'On.le Paolo Farinet:

"Non è, quindi, più il caso di parlare di due testi di proposte di legge, - quando tutti, Governo compreso, hanno accolto il testo emendato -, né di invitare i Parlamentari valdostani a sostenerlo, quando da oltre otto mesi hanno provveduto nel senso oggi desiderato anche dal gruppo consigliare comunista.

La prego di gradire, Signor Presidente, i miei distinti saluti. F.to Paolo Farinet".

Sempre nello stesso verbale, a pagina 9, 2.a colonna, all'ultimo comma della lettera, in data 11 gennaio 1952, dall'On.le Giulio Bergmann indirizzata all'On.le Page, si legge:

"Ieri ho parlato con il Sottosegretario Andreotti, il quale accetta la Commissione paritetica. Non ho pensato di parlargli del termine di un anno, ma questo lo accetterà... in Commissione. - omissis - F.to G. Bergmann".

Proseguendo nella lettura (pagina 9, seconda colonna, 8° comma) vediamo che l'Assessore Bionaz dice:

"Perciò, anche il Governo ha accettato il criterio proposto dall'emendamento e, quindi, ritengo superfluo interessare i Parlamentari per un lavoro già tutto eseguito in precedenza".

L'Assessore Bionaz dice ancora (pagina 10, seconda colonna, 4° comma):

"Per quanto riguarda la mozione, il dire: "invitiamo i Parlamentari a fare", quando abbiamo la prova che tutto è già stato fatto, è, per lo meno, non approvare ciò che è stato fatto. Se noi riconosciamo che tutto è stato fatto, è inutile ed assurdo invitare a fare".

Noi abbiamo fatto tutte le riserve su queste affermazioni ed ora, nemmeno a farlo apposta, nella seduta dell'11 febbraio, quindi esattamente dodici giorni dopo queste altisonanti affermazioni, il Ministro Scelba, portavoce del Governo al Senato, affermava esattamente il contrario:

"Ma la innovazione più importante proposta dal Senatore Bergmann al testo governativo è quella contenuta nel secondo comma, dove si stabilisce che le norme di attuazione devono essere elaborate, in accordo con la Giunta regionale, da una Commissione paritetica di quattro membri nominata dal Governo e dal Consiglio della Valle.

Tale norma non è assolutamente accettabile perché porta ad una limitazione dei poteri costituzionali del Governo in materia regionale; tutt'al più, il Governo potrebbe accettare una formula di compromesso che stabilisse che il Governo stesso emanerà le norme di attuazione dopo aver sentito il Consiglio della Valle".

Ora, vediamo quanto dice Page:

"Dopo aver brevemente ricordato i precedenti del disegno di legge, si dichiara favorevole al nuovo testo dell'articolo unico proposto dal Senatore Bergmann in sostituzione di quello governativo.

Fa notare che una delle differenze tra il testo governativo e quello proposto dal Sen. Bergmann concerne la limitazione del tempo - da tre anni ad un anno - entro il quale dovranno essere emanate le norme per l'attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta.

Inoltre, il comma aggiuntivo del nuovo testo dispone - in armonia con quanto già prescritto nello Statuto della Sicilia e della Sardegna - che le norme di attuazione dovranno essere elaborate, in accordo con la Giunta regionale, da una Commissione paritetica di quattro membri nominati dal Governo e dal Consiglio della Valle; tale norma si ispira al concetto che non è prudente - (faccio notare questa parola "prudente") - che il potere legislativo venga delegato all'esecutivo senza le necessarie ed adeguate cautele".

E questa è tutta la difesa che ha fatto Page alle nostre norme di attuazione.

Vediamo ora quanto dice in proposito il Senatore socialista Lussu - sardo -:

"... mentre dichiara formalmente di non poter aderire alle affermazioni del Governo, contrarie al secondo comma dell'articolo proposto dal Sen. Bergmann. In tale comma si tratta, infatti, di un diritto imprescindibile delle Regioni a Statuto speciale sul quale non è possibile alcun compromesso; la formula proposta dal Ministro non avrebbe alcun significato e alcun contenuto reale".

Vi faccio notare la differenza di termini usati da Lussu e da Page.

---

Il Presidente, Ing. PASQUALI, ricorda al Consigliere Manganoni che il Consiglio sta discutendo del progetto di bilancio di previsione e lo invita a non uscire dall'argomento ed osserva: "Se lei vuole riferire al Consiglio i due esempi, ai quali ha accennato, è autorizzato a farlo, ma, ora, lei sta indagando sull'attività dei Parlamentari".

Il Consigliere Sig. MANGANONI, dopo aver assicurato che intende arrivare presto alla conclusione della sua esposizione, così prosegue:

"Dunque, Scelba smentisce tutte le lettere citate prima, perché afferma che non è accettabile la proposta di nomina di una Commissione paritetica.

Ora, i casi sono due: o Page, Farinet, Bergmann, Tupini, Andreotti e la Giunta regionale sono dei bugiardi ed affermano il falso, oppure il Governo di De Gasperi, con relativi Ministro Scelba e Sottosegretario Andreotti, se ne fanno un baffo (scusate il termine, ma è la verità) di Page, Farinet, Bergmann, Tupini e Giunta regionale, Presidente della Valle compresi.

Per carità di patria, della nostra piccola Patria, propendo per questa seconda tesi (a proposito, quand'è che i nostri parlamentari degneranno il Consiglio di una loro relazione?): questo tra parentesi.

E questa seconda tesi, penso, sia sufficiente ad illustrare la serietà di questo Governo e quale fiducia si possa riporre nei nostri attuali Governanti.

Ciò nonostante, il nostro Assessore alle Finanze, imperturbabile, continua ad impostare dei bilanci preventivi regionali, contando su di un miliardo ed ottocento milioni da elemosinare a Roma e da aggiungersi agli altri 3 miliardi che Roma ci deve e che tutti i pellegrinaggi alla capitale, di Assessori e Presidente, non sono riusciti a fare uscire dalle casseforti di Pella o Va- noni. Forse che il Governo non dispone dei fondi che ci spettano? Li ha trovati i seicentododici miliardi per preparare un'altra guerra.

E se non ve li hanno sganciati ora, che siamo alla vigilia delle elezioni, credete forse che ve li sgraneranno dopo?

D'altronde, quanto vi sto dicendo non è una novità; nella relazione che accompagna il bilancio, il nostro Assessore alle Finanze ci dice, in forma alquanto velata, naturalmente, che a Roma si stanno imbrogliando le carte:

"La quota variabile dovrebbe essere determinata, anno per anno, con decreto del Ministero del Tesoro, di concerto con i Ministri dell'Interno e delle Finanze, d'accordo con il Presidente della Giunta regionale e, in caso di disaccordo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri".

Dunque, se la Valle non è contenta di quanto fa il Governo di De Gasperi, può sempre appellarsi, sapete a chi?... a De Gasperi. (Carina questa - no?). Eppure vi assicuro che non l'ho inventata io, vedi bilancio pagina 3.

Ora, se il Governo prende in giro la Giunta regionale, e quindi la Valle d'Aosta, possiamo noi farci complici di questa indegna manovra ed associarci a voi nel turlupinare i valdostani?

No, la nostra rettitudine ce lo impedisce, i nostri elettori ci hanno mandati qui per tutelare i loro interessi, anzi i loro diritti, e non per ingannarli, impostando dei bilanci su cifre campate in aria, e che abbiamo la certezza di non riscuotere fin quando al Governo avremo uomini tipo De Gasperi, puntellati dai vari Page, Farinet e soci.

Ma è dovere nostro denunciare alla popolazione valdostana questo sistematico sabotaggio al nostro Statuto regionale che, nel caso delle finanze, vuol dire minaccia di far crollare l'autonomia.

Questo è un breve intervento fatto come considerazioni generali; ci riserviamo di esprimere il nostro parere nell'esame dettagliato del bilancio.

Devo far notare che non sono allegati gli elenchi dei residui passivi e prego l'Assessore interessato di volervi provvedere".

Il Consigliere Sig. BREAN fa la seguente dichiarazione:

La relazione che accompagna il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1953 è molto esauriente e completa, per quanto si riferisce alle necessità finanziarie della Regione in rapporto ai particolari bisogni della Regione stessa e di un numeroso complesso di Comuni, che attualmente costituiscono ancora un'area particolarmente depressa e "privi", come dice la relazione, di quegli elementari ed indispensabili mezzi e servizi di pubblica utilità attinenti alle comunicazioni ed alla Sanità pubblica, situazione sfavorevole che pregiudica gravemente lo sviluppo economico e turistico della Regione, impedendo il miglioramento delle condizioni di vita, dal punto di vista economico, igienico, sanitario e sociale, delle laboriose popolazioni dei Comuni di montagna".

In queste poche parole, tratte dalla relazione, sono sintetizzate le necessità della Regione e le cifre esposte in bilancio dimostrano che lo stesso, nel suo insieme, è stato impostato con una visione chiara di queste necessità.

Però, mi domando, come continueremo a fare fronte alla gestione dei servizi ed all'attuazione del programma di lavori di pubblica utilità, già approvati e da approvare, se sarà ancora differita l'approvazione dell'ordinamento finanziario definitivo della Regione? O, peggio ancora, come vi faremo fronte, se non sarà assegnata alla Regione una quota di riparto di entrate erariali pari alla somma di Lire 1.800.000.000, iscritta in bilancio?

Dovremo necessariamente rinunciare alla attuazione del programma di lavori di pubblica utilità e limitarci a gestire i servizi, devolvendo a questo scopo anche i proventi della Casa da gioco!

È una cosa inconcepibile, come è inconcepibile che i responsabili al centro non vogliano rendersi conto che la quota di riparto richiesta non è neanche sufficiente a coprire le spese obbligatorie della Regione, spese alle quali, in tutte le Regioni d'Italia, e in Valle d'Aosta se non esistesse l'autonomia, deve e dovrebbe fare fronte direttamente lo Stato.

Forse che per i responsabili del centro l'autonomia della Valle d'Aosta è considerata soltanto come un qualche cosa che deve gestire i servizi di istituto di competenza dello Stato, ma con criteri di più sana economia di quanto lo Stato stesso non sia capace di fare?

Il Popolo Valdostano non ha chiesto ed ottenuto l'autonomia per fare esclusivamente il gestore dei servizi per conto dello Stato, ma l'ha chiesta ed ottenuta, principalmente, per potere, con una parte del reddito del lavoro delle sue laboriose popolazioni ed una parte del reddito delle sue risorse naturali, risolvere quei problemi che lo Stato non è mai stato e non sarà mai capace di risolvere e cioè risolvere, e solo, ripeto, con una parte del proprio reddito quei problemi indispensabili per il miglioramento delle condizioni di vita dal punto di vista economico, igienico, sanitario e sociale delle laboriose e redditizie, - per le casse dello Stato -, popolazioni della Valle d'Aosta.

Il Popolo Valdostano ha il diritto di chiedere una equa ripartizione dei propri tributi: non darla è una grave offesa al Popolo stesso e non so come definire la posizione di un Governo che percepisce annualmente dalla Regione tributi per oltre 3 miliardi ed obbliga questa Regione a ricorrere al prestito per finanziare le esigenze normali e ordinarie dei servizi trasferiti a carico della Regione.

I prestiti dovremmo chiederli per finanziare l'acceleramento di quelle opere la cui mancata esecuzione ritarda lo sviluppo economico della Regione e mai per sopperire alle deficienze di cassa causate dal non ancora avvenuto riparto.

Per quanto concerne le trattative in corso, raccomando alla Giunta di insistere su di una quota fissa che copra l'intero importo delle spese obbligatorie ordinarie e parte di quelle obbligatorie straordinarie e che garantisca la corresponsione della intera cifra scritta in bilancio.

Tenendo, però, sempre presente di ancora formulare le più ampie riserve circa la non ammissibilità al conteggio, agli effetti del riparto definitivo, del provento fiscale dei monopoli sui tabacchi.

Mr. le Conseiller PERRON fait la déclaration suivante:

Je constate que chaque année, lors de la discussion du bilan, c'est toujours le même refrain.

L'Assesseur aux Finances est obligé de répéter que l'on ne peut pas compter sur une somme déterminée. Je voudrais savoir jusqu'à quand cette situation va durer et aussi si, chaque fois que nous devons réclamer ce qui nous est dû, nous devons aller à Rome et y faire des courbettes. Je ne sais pas où nous allons finir.

C'est naturel que, si la Région n'a pas les fonds nécessaires, elle ne pourra jamais fonctionner comme elle devrait. En tout cas, il y a un article du Statut qui établit que la répartition financière entre l'Etat et la Région devait avoir lieu dans le délai de deux ans à partir de l'élection du Conseil régional. Cela n'a pas encore été fait et on ne sait pas même quand ça adviendra.

Il ne s'agit pas de critiquer le Gouvernement, parce qu'il est dirigé par De Gasperi, car avec un Gouvernement Togliatti ça n'irait pas mieux. Peut-être même pire. On sait très bien qu'avec n'importe quel Gouvernement, qu'il soit de droite ou de gauche, Rome sera toujours contraire à une véritable autonomie de la Vallée d'Aoste.

Je pense tout simplement que le Conseil régional doit protester contre cette façon d'agir et exiger que le Statut soit respecté.

J'estime que, si le Statut est violé, c'est le devoir du Conseil de la Vallée de le faire respecter par tous les moyens et, si le Gouvernement ne le respecte pas, le Conseil a le devoir de dénoncer ce fait au Peuple Valdôtain.

Il Presidente, Ing. PASQUALI, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni sull'impostazione generale del bilancio, chiede al Presidente della Giunta, Avv. Caveri, e all'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, se intendano rispondere o fare precisazioni in merito ai rilievi formulati dai Signori Consiglieri.

Mr. le Président, Avt. CAVERI, communique d'avoir quelques observations à faire à propos de l'argument en discussion.

Il rappelle, tout d'abord, qu'il y a eu un grand personnage, Mr. Fouché, Ministre de la police de Napoléon, qui disait: "Donnez-moi une phrase d'un homme et je vous le pendrai".

Il observe que Mr. le Conseiller Manganoni, bien qu'il ne soit pas encore Ministre de la Police, applique la règle de Mr. Fouché.

Il rappelle, ensuite, que Mr. l'Assesseur aux Finances, dans une séance qu'il n'est pas à même de préciser, a prononcé une phrase, il a parlé de "bilancio di un'opera pia"; ce qui est certain c'est que cette phrase a été immédiatement transformée et déformée par Mr. Manganoni.

L'on a parlé, aujourd'hui, - dit-il -, d'une Société en faillite; je souhaite que toutes les Administrations publiques et privées soient en faillite comme l'Administration régionale de la Vallée d'Aoste.

L'on pleure parce que l'Administration régionale a des dettes: effectivement la Région a des dettes pour le montant de 400 millions de lires, ce qui n'est pas amusant, franchement nous préférerions avoir des créances.

Cependant, déclare-t-il, je ne peux m'abstenir de remarquer qu'il y a une contradiction fondamentale dans la thèse soutenue par Mr. le Conseiller Manganoni, et je le lui ai déjà dit l'autre jour à Morgex, où j'ai eu le plaisir de le rencontrer au village du Villair.

Mr. Manganoni avait fait un long discours et je n'ai pu m'abstenir de lui répondre: je lui ai dit qu'en ce qu'il a soutenu et ce qu'il ait fait ces dernières années il y une contradiction.

Lorsque l'Administration régionale, loin d'avoir 400 millions de dettes, avait en caisse 800 millions de lires, l'on a acheté des bons du trésor pour ce montant, et l'on a fait très bien. En effet c'était œuvre de sage administration placer cet argent en titres au taux du 5%, plutôt que de le tenir dans la caisse de notre trésorier, - la Caisse d'Epargne - au taux du 0,50%.

Ces titres ont été ensuite vendus, au fur et à mesure que l'Administration régionale nécessitait d'argent.

C'est précisément alors que Monsieur Manganoni et ses amis ont fait afficher un grand manifeste qui disait que nous avions donné 800 millions au Gouvernement de De Gasperi pour le réarmement et qu'au lieu de construire des ponts et des routes on avait dépensé cet argent pour payer des mitrailleuses, des chars d'assaut et des armes.

Tout ça a été dit à Champdepraz, à Arnaz, à Issogne et en d'autres localités.

Or, c'est évident que, dans cette légende, il n'y a rien de vrai. Cependant, l'on devrait être cohérent, c'est-à-dire, l'on devrait se réjouir si l'Administration régionale a 800 millions de lires à dépenser, tandis que l'on pleure soit que nous ayons de l'argent dans la caisse soit que nous n'en ayons pas.

Pour ce qui est de la répartition financière entre l'Etat et la Région et du versement de l'acompte d'un milliard de lires, on demande à quel point nous en sommes. Nous sommes à ce point: la Commission des Finances de la Chambre des Députés a approuvé la loi qui nous accorde l'acompte et ce même texte de loi sera transmis au Sénat. Lorsque le Sénat aura approuvé cette loi, le milliard d'acompte nous sera versé et ainsi nous ne devrons pas attendre l'automne.

Mr. Manganoni a dit, dans son exposé, qu'il voulait faire des péchés d'optimisme.

Effectivement, il faudrait se garder d'être trop optimiste: on devrait se maintenir dans un juste équilibre.

A ce propos, un écrivain avait suggéré cette excellente règle: il disait que son père, quand il devait prendre une décision importante, attendait - après avoir fait un copieux repas et avoir bu de bonnes bouteilles - une heure très avancée de la nuit. Lorsque il était au maximum de l'optimisme, il écrivait sa décision sur un feuillet et puis il s'endormait tranquillement. Le lendemain matin, à jeun et fatigué des excès de la veille, il écrivait sa décision sur un autre feuillet; il laissait encore passer une journée et il faisait une moyenne entre les deux décisions.

Ainsi nous devons faire nous mêmes, c'est-à-dire, nous devons nous garder d'un excès d'optimisme et d'un excès de pessimisme.

On a parlé - continue-t-il - de la question de la loi électorale (- je ne vois pas quel rapport il y ait entre la loi électorale et le budget -) et à ce propos on a dit des choses inexactes: on a dit que le Statut a été violé.

Cela n'est pas vrai, parce que, avant de soumettre la loi électorale au Conseil des Ministres, on a voulu connaître l'avis du Conseil régional et c'est moi-même qui a insisté (- étant donné que la réunion du Conseil des Ministres était fixée pour le jour suivant, comme j'ai eu occasion de dire dans une séance précédente -) pour que le Conseil des Ministres renvoie l'examen de la loi électorale, afin de permettre au Conseil régional de donner son avis. Donc, ce n'est pas vrai que le Statut a été violé.

L'on a dit que, selon les propositions du Ministre de l'Intérieur, les listes comprendront trente-cinq candidats au lieu de trente, comme il a été proposé par le Conseil, et alors l'on dit: voilà en quel compte le Gouvernement tient même les propositions faites par les Conseillers régionaux de la majorité.

Au sujet de cette question - déclare-t-il - j'ai à dire quelque chose que je n'avais pas intention de vous communiquer, pour ce sens de réserve que les personnes sérieuses doivent toujours avoir quand des pourparlers sont en cours. Cependant, vu que l'on a fait des affirmations erronées, je dois vous faire savoir une chose, c'est-à-dire que le Ministre Scelba - au cours de la réunion du Conseil des Ministres - à laquelle j'étais présent - a pris l'engagement que, à la Chambre des Députés, il aurait réduit le nombre des candidats de 35 à 30.

Or, seulement dans le cas que la promesse faite ne soit pas maintenue, nous aurions raison de nous en prendre; d'autre part, cet engagement a été pris devant le Conseil des Ministres.

L'on a parlé de "credulità e di incoscienza"; j'estime que, s'il y a une personne qui est comme St. Thomas, cette personne est le Président de la Junte. Je pense, dit-il, qu'il y a un principe qui est assez systématique.

On a beaucoup parlé de la question des "norme di attuazione". Je me réserve, à cet égard, de faire quelques déclarations, que je ne crois pas de devoir faire en ce moment, n'étant pas opportun sortir "dal seminato".

Mr. le Conseiller Bréan - poursuit-il - a parlé avec beaucoup de réalisme et, entr'autre, il a insisté sur la nécessité que l'on donne à la Région une quote-part fixe sur les entrées érariales que l'Etat perçoit en Vallée d'Aoste.

Je le rassure que telle est aussi l'opinion de l'Assesseur aux Finances et de la Junte, car l'article 12 est précis à cet égard.

Je dois dire que l'on a cherché de faire passer "in cavalleria" cet article; en effet, se basant sur le fait que "l'ordinamento finanziario" de la Région n'a pas été établi dans le délai de deux ans prévu par l'art. 50 du Statut, on avait déclaré que l'article 12 était échu et ne pouvait plus être appliqué.

Or, j'ai le devoir de vous rassurer que l'article 12, qui avait été déclaré échu, est toujours en vigueur, puisque, moyennant l'intervention de Mr. le Sénateur Page, on a enlevé de la relation au projet de loi, concernant l'acompte d'un milliard, la phrase dont je vous ai parlé autrefois; non seulement, mais j'ai déjà vu le texte de l'article 1 du schéma de loi, qui établira l'"ordinamento finanziario", et j'ai constaté qu'il y est dit "a modifica degli articoli 12 e 13". C'est donc la thèse du Président de la Junte qui a triomphé.

On nous a proposé, dans le printemps 1952, un système de répartition basé sur "una quota fissa e una quota variabile delle imposte erariali". J'estime, justement, qu'un système de ce genre constituerait une violation de notre Statut, parce que l'article 12 établit, au premier alinéa: "Oltre il gettito delle entrate proprie della Valle, sarà dallo Stato, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali".

Comme il appert, le Statut parle de "una quota" et non pas de "due quote".

Je ne retiens pas de devoir entrer dans les détails des discussions, des négociations et des pourparlers qui ont eu lieu entre l'Assesseur aux Finances et le Président de la Junte, d'une part, et la Commission interministérielle, de l'autre part, ni dans les détails des discussions qui se sont déroulées dernièrement, à Rome, entre Mr. l'Ing. Fresia, le Président de la Junte et Mr. le Géom. Arbaney, d'une part, et les fonctionnaires ministériels de l'autre part.

En tout cas, dit-il, on a proposé de nous donner, pour les années 1951 et 1952, la somme de 1.200 - 1.300 millions; cette somme a été augmentée à lires 1.900 millions par le Sous-secrétaire. Nous nous sommes réservés de faire parvenir notre réponse après avoir examiné cette proposition en Junte et au Conseil.

Ayant eu lieu l'événement que vous savez (la mort de l'Assesseur Deffeyes), notre travail a subi un retard.

Mr. le Président de la Junte, Avt. Caveri, conclut son exposé en recommandant à Messieurs les Conseillers de se garder d'un excès d'optimisme, qui peut être dangereux, ainsi que d'un excès de pessimisme.

Il Presidente, Ing. PASQUALI, chiede se qualche altro Consigliere intenda fare osservazioni in merito all'impostazione generale data al bilancio. Fa presente che le osservazioni di carattere particolare saranno discusse successivamente, in sede di esame dei singoli capitoli del bilancio.

Il Consigliere Sig. MANGANONI osserva di avere già precisato che i Consiglieri del gruppo social-comunista faranno osservazioni varie in sede di esame dei vari capitoli del bilancio.

Dopo breve discussione con il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, il Consigliere Sig. Manganoni comunica di avere citato la questione della legge elettorale per dimostrare che non si può avere fiducia nelle promesse del Governo e afferma, tra altro:

"Il Presidente della Giunta potrà credere alle assicurazioni ricevute ed avere fiducia nel Governo, ma noi ne abbiamo poca".

Si dà atto che, essendo stata ultimata la discussione di carattere generale sul progetto di bilancio di previsione per l'anno 1953 e sulla relazione illustrativa del bilancio stesso,

IL CONSIGLIO

su richiesta di alcuni Consiglieri, approva, unanime, il rinvio all'adunanza pomeridiana della discussione sui singoli articoli del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1953.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti venticinque e rinviata alle ore quindici.

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