Oggetto del Consiglio n. 195 del 27 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 195/79 - Adeguamento alla legislazione statale delle leggi regionali concernenti l'organizzazione sanitaria. (Reiezione di mozione)

Mozione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

Considerato che con legge 23.12.1978, n. 833, è stato istituito il Servizio Sanitario Nazionale; Constatato che con legge 29.11.1978 n. 60 e successiva legge 5.2.1979 n. 8 la Regione ha emanato norme per la delimitazione degli ambiti territoriali e l'organizzazione dei servizi socio-sanitari e che queste norme risultano essere superate e talvolta anche contrastanti rispetto alla legislazione statale;

Valutata l'importanza di uniformare con un unico provvedimento legislativo l'organizzazione dei servizi sociali, sanitari e assistenziali, con ambiti territoriali unici, ai fini di una gestione coordinata ed integrata dei servizi delle Unità Sanitarie locali con i servizi sociali e assistenziali;

Valutata inoltre l'importanza di adeguare la legge regionale a quella statale e l'importanza che alla stesura della nuova legge sia consentita la più larga partecipazione delle forze politiche, sociali e sindacali;

Rilevata l'urgenza dell'attuazione della legge di riforma sanitaria in considerazione dell'assenza dei servizi socio-sanitari sul territorio;

Delibera

di impegnare l'Assessore regionale alla Sanità ed Assistenza Sociale a riaprire un'ampia consultazione con le forze sociali e politiche per l'elaborazione di una nuova proposta di legge che recepisca gli indirizzi della legge n. 833 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, oltre che gli indirizzi del D.P.R. 616, e che preveda l'unitarietà degli interventi sanitari e sociali nelle stesse unità locali dei servizi.

Aosta, 14 marzo 1979

F.ti: Elio Riccarand - Péaquin Sergio

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Questa mozione è stata presentata con l'intento di aprire un dibattito in Consiglio regionale sulla legge statale 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. La legge n. 833, pur con tutti i suoi limiti, rappresenta un importante passo avanti nel modo di affrontare il problema della salute e contiene numerosi aspetti positivi che devono trovare un'applicazione con adeguate leggi regionali. L'approvazione di tale legge ha determinato una situazione nuova di cui la legislazione regionale deve saper tener conto modificando e adeguando le proprie leggi. In Valle d'Aosta un mese prima dell'approvazione in Parlamento della legge n. 833 è stata approvata, dopo vari rinvii, anche su richiesta della Commissione di Coordinamento, la legge regionale n. 60, che doveva rappresentare l'applicazione di una serie di leggi già in vigore riguardanti la sanità ed i servizi socio-assistenziali; in particolare, doveva mettere in applicazione i contenuti del decreto presidenziale n. 616 in attuazione della legge statale n. 382, la legge sull'assistenza pediatrica, la legge n. 194 sull'aborto e un'altra serie di leggi che erano state sviluppate negli anni 1970. La legge regionale n. 60 già al momento della sua approvazione presentava dei gravi limiti per l'assenza di criteri, per cui era stata effettuata la zonizzazione per le competenze ridotte attribuite all'Unità locale per i servizi sociali sanitari di base, venivano infatti tralasciati gran parte dei servizi sociali delegati dal D.P.R. n. 616 ai Comuni e alle Comunità Montane. La legge regionale n. 60 presentava dei limiti anche per le caratteristiche degli organi di gestione preposti all'unica Unità locale per i servizi sociali sanitari di base.

Le norme della legge nazionale n. 833 mettono ulteriormente in discussione i contenuti della legge regionale n. 60, quindi bisogna fare una nuova legge regionale applicativa della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, cioè della cosiddetta "riforma sanitaria", oppure rivedere profondamente - quindi si tratta di elaborare un nuovo testo - la legge regionale n. 60, che in ogni caso non può certamente essere considerata l'applicazione in Valle d'Aosta della legge di riforma sanitaria: la n. 833. Vorrei spiegare quali sono i motivi che mettono in contrasto le due leggi. All'articolo 10 della legge n. 833 si afferma: "alla gestione unitaria della tutela della salute si provvede in modo uniforme sull'intero territorio nazionale mediante una rete completa di Unità Sanitarie Locali". Le caratteristiche dell'Unità Sanitaria Locale sono definite sempre nella legge n. 833, all'articolo 14, in cui si dice: "l'ambito territoriale di attività di ciascuna Unità Sanitaria Locale è delimitato in base a gruppi di popolazione di regola compresi tra 50.000 e 200.000 abitanti...". All'articolo 11 della legge n. 833 si dice che gli ambiti territoriali delle Unità Sanitarie Locali debbono coincidere con gli ambiti territoriali di gestione dei servizi sociali e che "le Regioni provvedono altresì ad adeguare la delimitazione dei distretti scolastici e di altre unità di servizio in modo che essi, di regola, coincidano"; quindi prevede una coincidenza degli ambiti territoriali preposti all'assistenza sanitaria e degli ambiti territoriali predisposti all'assistenza sociale, ai servizi sociali e anche una coincidenza fra Unità Sanitaria e distretti scolastici. Poi all'articolo 15 si regolano gli organismi di gestione dell'Unità Sanitaria Locale, si dice che gli organismi di gestione dell'Unità Sanitaria Locale sono l'Assemblea generale, che è costituita o dal Consiglio comunale - ma non è il caso della Valle d'Aosta -, o dall'Assemblea generale dei Comuni, oppure dall'Assemblea generale della Comunità Montana, questa è l'Assemblea generale; l'altro organismo previsto dalla legge n. 833 è il Comitato di gestione e il suo Presidente, che vengono nominati dall'Assemblea generale.

Ora, ho citato gli articoli 11, 14 e 15 della legge di riforma sanitaria nazionale, invece la legge regionale n. 60 individua un'unica Unità locale del Servizio sociale sanitario di base, che non è un'Unità Sanitaria Locale, perché evidentemente l'Unità Sanitaria Locale non è che una parte dell'Unità Locale del Servizio Sociale di base: è un'entità minore, anche se deve coincidere territorialmente con l'ULSSS. L'estensione dell'unica Unità locale sociale sanitaria di base - legge n. 60 - coincide con tutto il territorio regionale, eccetto per un unico uso e quindi è in contrasto con l'articolo 11 della legge n. 833, che prevede che l'ambito dell'Unità Sanitaria Locale deve coincidere...faccio solo un esempio con i distretti scolastici: in Valle d'Aosta abbiamo un'unica ULSSS e due distretti scolastici; quindi qui c'è già un grosso elemento di contraddizione.

Inoltre l'organismo di gestione dell'Unità Sanitaria Locale, in base alla legge n. 60, è costituito da un Comitato regionale, che è in contrasto con gli organismi di gestione previsti dall'articolo 15 della legge n. 833. Questo Comitato regionale, così come è formulato dalla legge n. 60, è presieduto dall'Assessore alla Sanità, che ha un potere consultivo, e nominato con decreto della Giunta. Questo Comitato regionale non è contemplato in nessun modo dalla legge n. 833, che prevede quindi altre indicazioni completamente diverse.

Un altro elemento di contrasto fra la legge n. 833 e la legge regionale n. 60 è, ad esempio, la gestione dell'Ospedale. In base all'articolo 17 della legge n. 833: "gli stabilimenti ospedalieri sono strutture delle Unità Sanitarie Locali" e, anche se lo stabilimento ospedaliero servisse più di un'Unità Sanitaria Locale - l'articolo 18 lo dice chiaramente - rimane comunque in gestione da parte dell'Unità Sanitaria Locale dove esso ha sede ed è comunque gestito dall'Unità Sanitaria Locale. Anche qui la contraddizione nei confronti della legge regionale n. 60 è netta, infatti, in base all'articolo 11, comma 3°, di tale legge, la gestione dell'assistenza ospedaliera è esercitata dal Comitato regionale che ho citato prima, organo che non è contemplato nella legge statale n. 833.

Un altro elemento di contrasto è la delimitazione dei distretti socio-sanitari. L'articolo 10 della legge n. 833 dice chiaramente che "sulla base dei criteri stabiliti con legge regionale, i Comuni, singoli o associati, o le Comunità Montane articolano le Unità sanitarie in distretti sanitari di base...". Quindi, in base alla legge di riforma sanitaria, la Regione deve limitarsi ad indicare con legge regionale i criteri per la delimitazione dei distretti, la delimitazione vera e propria invece non è di competenza della Regione, ma dei Comuni e delle Comunità Montane. La legge regionale n. 60 invece anche qui se considerata applicazione della legge nazionale in contrasto...perché ha delimitato essa stessa i distretti, senza peraltro chiarire i criteri con cui sono stati individuati e ai Comuni ha riservato soltanto un potere consultivo, la semplice consultazione.

Un ulteriore punto di contrasto riguarda il ruolo delle Comunità Montane. La legge statale n. 833, come del resto il decreto presidenziale n. 616, riconoscono il ruolo delle Comunità Montane, che vengono individuate come importanti organismi amministrativi e gestionali: questo lo si ricava sia dall'articolo 15 della legge n. 833, sia dell'articolo 25 del D.P.R. n. 616. Al contrario la legge regionale n. 60...del resto, c'è stata una lunga discussione anche in Consiglio anche al momento della votazione della legge e il Presidente della Giunta e anche l'Assessore sostenevano l'incompetenza delle Comunità Montane in materia di sanità ed assistenza, cosa che invece non è appunto contemplata dalla legge nazionale n. 833, che invece prevede esplicitamente all'articolo 15 che le Comunità Montane abbiano delle specifiche competenze in campo sanitario.

Queste sono soltanto le considerazioni, anche altri elementi...questi sono i più grossi elementi di contraddizione fra la legge regionale n. 60 e la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Bastano queste considerazioni per evidenziare le necessità di nuove norme regionali per l'attuazione della legge n. 833. Ora, da tali considerazioni ho lasciato fuori il discorso di scelte politiche importanti quale quella di una o più Unità Sanitarie Locali. Questo perché? La legge n. 833 su questo campo non è vincolante: in base a tale legge, in Valle d'Aosta si può fare un'Unità Sanitaria Locale come se ne possono fare due, o più di due, anche forzando un pochino, quindi questo è un altro discorso: questo è un problema di scelte politiche. Noi evidentemente riteniamo che sia sbagliato il discorso dell'Unità sanitaria, comunque questa è una scelta politica che, diciamo, viene successivamente, però c'è...comunque non c'è dubbio che, se anche la legge n. 833 permette, da un punto di vista legislativo, un'unica Unità Sanitaria Locale, questa è comunque una scelta politica che noi non condividiamo, non c'è dubbio che per il discorso di partecipazione della popolazione alla gestione di tutti i livelli dell'organizzazione sanitaria...quali vengono fatte dall'articolo 1 della legge statale n. 833 e del resto vengono recepiti nell'articolo 3 della legge regionale n. 60. Questa partecipazione non potrà realizzarsi mantenendo un'unica Unità Sanitaria Locale, perché, anche rivedendo, come del resto è indispensabile...perché non si possono rivedere gli attuali organi di gestione dell'ULSSS...anche rivedendo questo organismo, mantenendo un'unica Unità Sanitaria Locale...che finirà inevitabilmente col sovrapporre l'Unità locale, o l'ULSSS, con 1'Amministrazione regionale, con l'Assessorato regionale della Sanità, mentre invece, in base alla legge sanitaria nazionale n. 833, alla Regione devono rimanere semplicemente compiti di coordinamento, di controllo, di programmazione e tutti gli altri compiti sono affidati all'Unità Sanitaria Locale o ai distretti.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione sulla mozione dei Consiglieri Riccarand e Péaquin. La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Quando è stata portata avanti la legge del 29.11.1978 non c'era la presunzione di potere condizionare in qualche modo la riforma sanitaria, che non si sapeva ancora quando doveva essere approvata. Qui chiaramente non potevamo sapere quali erano le definizioni precise dell'articolato della legge del 23.12.1978, cioè questo è più che chiaro, non so se mai questo sarà possibile. Nella legge che era stata presentata alla discussione regionale comunque, come anticipazione, come bozza, vi erano alcuni dei concetti che sono previsti nella legge n. 60, nella legge regionale: ad esempio, era prevista la possibilità di Consorzi, che poi in un secondo tempo a livello di Commissione non è stata più accettata e si è passati al termine "Associazioni di Comuni", il che naturalmente toglie la condizione di ente, che poteva andare a contrastare con enti sovrapposti, enti intermedi, con quelle che sono le realtà delle Comunità Montane. Questo è stato tolto, ora tutto quanto è stato detto qui sulle difficoltà...cioè tutta la legge è il presupposto per l'attuazione della Convenzione medica, che naturalmente anticipa alcuni dei concetti che erano poi stati accettati e che sono contenuti nella legge n. 833. Senza questo naturalmente noi non sapremo adesso individuare quali sono gli ambiti e dove e come vanno distribuiti, naturalmente la parte di assistenza con i medici...quindi questo era un compito essenziale a cui doveva assolvere la legge n. 60.

Sull'adeguamento e diversi articoli qui vengono citati...naturalmente tra l'articolato della legge n. 60 e l'articolato della legge si è fatto presente...è solo del servizio sanitario, non è per il servizio sociale, nonostante che ci siano degli inclusi che sono stati ricordati. In alcuni articoli...si dice: "va bene, la Regione cerca di adeguare", però vorrei tenere presente che, in relazione alla legge, sono venuti i finanziamenti e i finanziamenti non contano assolutamente la parte di assistenza, cosa che naturalmente mette già in contrasto e proprio per questo vorrei ricordare, a proposito della necessità che qui è richiamata della partecipazione, che ci sono tre Commissioni di studi, che naturalmente devono analizzare quali sono le difficoltà operative di integrare con le leggi regionali questa legge n. 833.

Quanto è stato fatto a livello regionale con la legge n. 60 è un'anticipazione che recepisce tutto quanto era il concetto del D.P.R. n. 616, dove era prevista l'Associazione dei Comuni e, quando si cita l'articolo 15, in cui si parla delle varie possibilità e "dell'Assemblea generale dell'Associazione dei Comuni, costituita ai sensi dell'articolo 25 del decreto n. 616", il decreto era già in vigore, naturalmente per quanto è stato preso...ed è già stato tenuto presente quando è stata formulata la legge n. 60. Quindi la legge n. 60, per quanto riguarda i principi, è perfettamente in regola con quelli che sono i concetti espressi dalla riforma sanitaria, anzi aveva già anticipato quanto qui è raccomandato, anche qui nella mozione si dice di adeguare i servizi sanitari con il servizio sociale, ma qui è già previsto. Negli articoli si dice: "gli statuti dei consorzi devono in particolare contenere norme per assicurare l'attuazione delle finalità e degli obiettivi della legge - si riprende il D.P.R. n. 616 - "...garantire la partecipazione dei cittadini alla formulazione ed attuazione dei programmi". Quindi non so dove si possa dire che questo non interpreta quanto previsto dalla legge n. 833 e tutta la parte assistenziale qui è prevista, chiaramente su determinate decisioni - ripeto - non potevamo sapere quale era il contenuto definitivo della legge n. 833, quindi inadeguamento, ma non una reimpostazione, una ridiscussione, perché all'articolo 15 si prevede: "la legge regionale detta norme per assicurare forme di preventiva consultazione dei singoli Comuni sulle decisioni di particolare rilievo dell'Associazione dei Comuni", quindi qui è chiara la necessità e la volontà di consultare i Comuni, che sono i termini primi e ultimi di tutta la formazione della legge, a cui vengono delegate le funzioni. Questo è l'articolato preciso della riforma sanitaria ed è quanto è stato fatto con la consultazione preventiva in 3 fasi prima di arrivare alla legge n. 60.

Ora per quanto riguarda invece il Comitato a cui si faceva riferimento...quello naturalmente è un superamento che prima aveva una validità, adesso dovrà venire adeguato, perché l'Unità Sanitaria Locale naturalmente non contemplando un'uniformità di principi, noi avevamo ritenuto necessario che ci fosse questo coordinamento; nella legge non è previsto, benissimo se la vedranno le Unità Sanitarie Locali. Il Comitato di gestione naturalmente verrà eletto dalle Assemblee, nulla osta che naturalmente esso venga modificato dagli altri, ma non penso che ci sia bisogno del "solletico" di una mozione per arrivare a questo: è una legge approvata, abbiamo dato la parte applicativa, che è la funzionalità dei distretti, ai Comuni, l'abbiamo portata in discussione. Non so che cosa si vuole di più per la consultazione, ripeto che questi sono solo i Comuni, quindi qui le Comunità Montane non sono richiamate nonostante che nell'articolo 10...e solo nel caso in cui un'Unità Sanitaria Locale coincida con la Comunità Montana, allora, per semplificare naturalmente le funzioni, si può naturalmente passare a quella Comunità Montana, che si occupa anche di questo, però i compiti della Comunità Montana - non voglio ripetere qui quel discorso - sono ben diversi e non sono solo quelli di gestire la materia sanitaria, per cui naturalmente a livello regionale è stato necessario individuare delle unità più piccole, che sono i distretti. Le motivazioni, quanto era necessario per arrivare ai distretti l'abbiamo formulato agli organi interessati, a tutte le associazioni e ai sindacati; l'abbiamo discusso a lungo, quindi questa discussione è stata ampia e c'è stata anche in Consiglio regionale.

Per quanto riguarda l'Ospedale e cito l'articolo 17, il quale fa presente...Riccarand non ha letto l'articolo 80, perché noi avremmo voluto che l'articolo 17 fosse recepito in pieno e avesse validità anche per la Valle d'Aosta, ma siccome, guarda caso, c'era anche il Mauriziano, che ha qualcosa da dire in materia sanitaria qui in Valle d'Aosta... Nell'ultimo capoverso dell'articolo 80 si dice: "appositi accordi o convenzioni regolano i rapporti tra la Regione Valle d'Aosta e l'Ordine Mauriziano per quanto riguarda l'utilizzazione dello stabilimento di ricovero e cura di Aosta", cosa che vorrei ricordare che è stata ottenuta dopo lungo dibattito, perché altrimenti non ottenevamo nemmeno questo e si passava definitivamente a quelli che erano gli accordi voluti ed impostici indipendentemente dalla consultazione della Regione. Quindi 1'articolo 17 vale per le norme per le Regioni a Statuto ordinario, non per la nostra a Statuto speciale, per la quale c'è questo apposito richiamo e, visto che l'unica struttura attuale esistente è quella del Mauriziano, è chiaro che l'articolo l7 è svuotato di contenuto.

Quindi, per quanto riguarda tutte le funzioni, io non ritengo assolutamente di aderire a quanto qui richiesto e di rimettere tutto in discussione, naturalmente l'adeguamento ci sarà con le apposite modifiche, soprattutto per quanto riguarda la formazione di Consorzi, che non sono più tali, in quanto il Consorzio ha implicita la funzione di Ente, mentre qui si parla di unità tecnico-operativa, in quanto i distretti sanitari hanno, devono avere questa funzione, che non è appunto quella di Ente, che è più complessa, e con questa indicazione noi naturalmente intendiamo andar avanti. Adesso presenteremo su questo livello dei regolamenti come è previsto nella legge, nulla di più, quindi naturalmente quanto è detto qui non corrisponde completamente alla realtà. Naturalmente gli adeguamenti sono necessari, perché antecedenti...quindi non è che noi siamo andati contro, perché altrimenti prima non veniva vistata la legge, invece è stata vistata a livello di Coordinamento proprio perché era in ottemperanza sia ai contenuti del D.P.R. n. 616, sia ai contenuti della legge n. 833. Quindi questo non lo vedo assolutamente e ripeto l'utilità di riprendere tutta la discussione che è già stata fatta ampia e penso con doverosa rettitudine.

Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno prende la parola? La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Lo spirito di questa mozione, firmata dal sottoscritto e dal Consigliere Riccarand, è proprio quello di continuare a parlare e credo che non si arrivi mai al momento che si parla troppo di riforma sanitaria, perché la materia è molto complessa e corriamo il rischio proprio che restino delle parole per pochi addetti ai lavori, che non venga capita nel suo...per rimettere in discussione mi pare, spingere l'Assessorato e la Giunta a fare uno sforzo per riaprire un discorso, anche per riuscire ad informare ancora maggiormente la popolazione. Ecco mi pare di avere capito che anche l'Assessore medesimo ritenga che questa legge n. 60 debba essere adeguata; non si deve fare forse una legge nuova, ma ci sono dei punti che devono essere ridiscussi e devono essere adeguati. Ecco pertanto non vedo...mi pare che l'Assessore dica di respingere questa mozione, che non sia il caso di discutere? Se ci deve essere un adeguamento, seppure minimo, non vedo la difficoltà che c'è...magari modificando il testo del deliberato, perché...da rigettare il testo di questa deliberazione. Ecco poi mi pare anche di capire che l'Assessore - gli chiedo di riconfermarmelo - intende già la legge n. 60 come attuazione della legge n. 833. È una legge che è atta oppure non...poi la Regione dovrebbe emanare anche delle norme per quanto riguarda la formazione dei Consorzi di Comuni, queste norme non sono state ancora emanate. Chiedo anche all'Assessore cosa intende ancora fare in questo momento.

Poi l'articolo 51 della legge della riforma sanitaria prevede il finanziamento dell'Unità Sanitaria Locale, in questa legge n. 60 mi pare di non avere visto...i finanziamenti devono essere trasferiti e chiedo all'Assessore di spiegare realmente se intende rispingere la mozione completamente, oppure di adeguarla se accetta di rivedere magari il deliberato...ma di prendere atto che un adeguamento è necessario.

Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno prende la parola? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - L'Assessore riconosce che la legge regionale n. 60 contiene una serie di norme che non sono più praticabili, che sono in contrasto con le norme previste dalla legge n. 833, che quindi dovrà essere revisionata, ma questa revisione chiaramente dovrà essere fatta con legge regionale, che dovrà introdurre delle nuove norme. Ora, qui non si tratta di un adeguamento di punti secondari: si tratta di punti di una grossa importanza per vedere quali sono gli organismi di gestione dell'Unità Sanitaria Locale. Non mi pare una cosa di secondaria importanza su cui si possa procedere senza una discussione ampia, perché qui si tratta di passare da un Comitato regionale, che aveva una certa caratteristica e che veniva difatti a coincidere con l'Assessorato regionale della Sanità ed Assistenza Sociale, con invece un Comitato di gestione espressione dell'Assemblea dei Comuni, che ha una caratteristica completamente diversa: qui si tratta di un punto di una grossa importanza, non vedo come possa essere liquidato con un adeguamento di una scarsa importanza. Lo stesso discorso è il rapporto fra l'Unità Sanitaria Locale e gli ambiti territoriali dei servizi sociali, o non si vuole, diciamo, seguire quelle che sono le indicazioni delle leggi statali e della legge di riforma nazionale e allora si deve dire per quali aspetti politici, per quali motivi validi non si vuole seguirle, oppure deve dire la legge nazionale...stabilisce che i distretti scolastici devono coincidere con l'Unità Sanitaria Locale, come la mettiamo che in Valle d'Aosta abbiamo due distretti e abbiamo, secondo la Giunta, un'unica Unità Sanitaria Locale?

Il discorso dell'Ospedale: anche qui è vero che all'articolo 80 si dice che i rapporti fra l'Ordine Mauriziano e la Regione vengono definiti da accordi, da leggi, ma questo riguarda il rapporto giuridico: fra Regione...ma è detto chiaramente che l'Ospedale, qualunque siano i rapporti giuridici fra la Regione e il Mauriziano, deve essere gestito dall'Ente di gestione dell'Unità Sanitaria Locale, non può essere gestito da questo Comitato regionale, che è destinato a scomparire, perché non previsto dalla legge. Quindi c'è una serie di norme importanti, ne ho citato alcune - però ci si potrebbe mettere attorno ad un tavolo a lavorare, c'è un'analisi accurata da fare -, che non sono di secondaria importanza, da liquidare così con una leggina appunto; per questo noi chiediamo nella mozione, su tali punti, che hanno una grossissima importanza per determinare un'impostazione della riforma sanitaria efficiente in Valle d'Aosta, che si riapra la discussione, che coinvolga non solo il Consiglio regionale, ma anche le forze sociali sindacali interessate a questo problema, perché il problema della gestione della riforma sanitaria non mi pare una cosa da poco.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. Colleghi Consiglieri, la parola, alla conclusione di questo dibattito, al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Alcune brevi considerazioni. Noi questa legge n. 60, come sapete, non l'abbiamo votata, abbiamo illustrato ampiamente i motivi di dissenso del nostro gruppo nei confronti di questa legge. Sono motivi di dissenso profondi, che vanno dal mancato riconoscimento della funzione che hanno le Comunità Montane - questa sarebbe un'occasione, l'abbiamo detto allora, di dare corpo e funzioni a queste Comunità Montane, quindi il problema è di decentramento - al problema anche relativo al Comitato, che noi ritenevamo un doppione, quindi, in sostanza, questo Comitato presieduto, sia pure con voto consultivo, dall'Assessore alla Sanità, secondo noi, non era conseguente a quello che era lo spirito della legge che doveva darsi. Concordiamo perfettamente con le valutazioni che fa l'Assessore quando dice: "noi non potevamo sapere cosa avrebbe detto la legge n. 833 fatta dopo la nostra legge n. 60", benissimo, ma questo riconoscimento, secondo me, richiede l'opportunità di armonizzare quelli che sono i concetti espressi dalla legge n. 833 con una legge operante o, meglio, che dovrebbe essere operante, ma ancora adesso stentatamente in fase di inserimento nella realtà della nostra Regione, con norme che indubbiamente devono avere un filo conduttore comune in tutto il Paese.

Ci pare importante rivedere il concetto del decentramento del riconoscimento della funzione delle Comunità Montane, basta solo dire un particolare: abbiamo delle Comunità Montane in Valle d'Aosta, direi quasi la maggioranza, che hanno preparato un loro piano socio-sanitario. Ebbene, tutto questo lavoro di ricerche, di studi, d'elaborazione non è stato per nulla considerato ed è invece un organismo, che con lo stesso atto di produrre questo documento ha dimostrato così sufficienti possibilità e diremo titoli e capacità di gestire quelli che sono stati chiamati i distretti o i sottodistretti, i 14 distretti in cui è divisa l'Unità Sanitaria Locale. Ecco, se questa fosse l'opportunità per rivederla secondo una nuova valutazione e per armonizzarla con la legge nazionale, noi riteniamo che potrebbe essere una nuova occasione per riconoscere, dopo un periodo di assestamento, la necessità di adeguamento ad una situazione. Sicuramente troverebbe la possibilità in questo ambito consiliare di avere un'unanimità di valutazione, quindi anche di votazione.

Secondo noi, una legge votata con il favore di tutto il Consiglio ha più possibilità di essere attuata in tutti i settori in cui deve operare, una legge votata così con una maggioranza spaccata a metà con la minoranza, o quasi, evidentemente nasconde delle imperfezioni, delle insufficienze. Ecco, quindi noi siamo favorevoli allo spirito di questa mozione: potrebbe essere l'occasione di rivedere questa difficile materia di maniera più completa e possibilmente unitaria.

Dolchi (P.C.I.) - Altri? Possiamo considerare chiusa la discussione generale? La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Per rispondere a quanto è stato detto da Péaquin sulla necessità di riaprire il discorso...ma per me il discorso non è mai stato chiuso, non si tratta di riaprire, si tratta di continuare, non abbiamo mai detto che questo discorso è chiuso: stiamo continuando...abbiamo lavorato con il Comune, abbiamo fatto delle riunioni apposite. Non vedo come si possa dire di riaprire un discorso che - ripeto - sta continuando, ci sono delle consultazioni per i piani, per le applicazioni di quelle che sono le leggi già esistenti e c'è una menomazione di una parte di quelli che sono i contenuti dalla legge...la legge sui consultori familiari e quella sugli anziani praticamente riprende una parte di quelli che sono i concetti. Naturalmente di decentramento che sono...anche in questo, quindi non vedo la necessità di questo...

Per quanto riguarda i regolamenti dei Consorzi, noi naturalmente adesso stiamo rivedendo per mettere in atto una proposta di regolamento, che poi manderemo alla discussione di tutti i Consigli comunali, perché lì sarà la partecipazione, lì, in base all'articolato che ho letto prima dell'articolo 15, in base a quanto espresso da tale articolo, i Comuni potranno, dovranno esprimersi su questo: nell'Associazione dei Comuni e non delle Comunità Montane, perché qui si fa esplicito riferimento ai Comuni e non alle Comunità Montane. Tra l'altro, vorrei riprendere il discorso delle Comunità Montane, non è che è stato vanificato da noi, che noi le Comunità Montane...tutti i piani socio-sanitari li abbiamo adeguati a quelli dei distretti, abbiamo fatto delle riunioni specifiche in cui abbiamo detto...innanzitutto tenendo conto di quanto era già stato sollevato e che poi il riferimento che si fa sempre alla Comunità del Marmore, che è quella più così...la n. 7 ha già...che è quella che è più avanti nei distretti, non ha assolutamente...

Il discorso della Comunità è già stato superato, perché si è visto che non può essere in grado di gestire il livello che si vuole fare gestire: socio-sanitario naturalmente con tutte le astensioni che ha una Comunità. La stessa Comunità l'aveva già detto, la stessa Comunità del Marmore aveva già distinto l'attività e l'intervento in cinque zone, in cinque aree, noi abbiamo detto tre, ora, se si vuole discutere ancora su "Comune più, Comune meno", questo si può fare, ma lì c'era la chiara indicazione che a livello non si poteva intervenire, perché certe funzioni, la stessa Convenzione di cui parlavo prima...che una parte non si può gestire con le Comunità Montane; che si facciano dei piani, che ci sia il coordinamento mi sta tutto bene, ma non mi si dica che la Comunità Montana, così come è strutturata rispetto alla legge n. 1102, ha validità per l'applicazione integrale di quella che è la legge n. 833, questo non è e non abbiamo naturalmente - ripeto - buttato all'aria così, non tenuto conto dei programmi che erano stati fatti dalle Comunità Montane. Ho già detto che la Comunità ha avuto la validità in quanto spirito associativo e questo l'abbiamo già fatto, però nel contempo abbiamo cercato di adeguare quello che era lo spirito comunitario che era venuto fuori nel gestire questi compiti. Tra l'altro, la gestione attualmente viene ridotta proprio per la realtà stessa della Valle d'Aosta, che non è quella di una grossa comunità, per cui noi non potremmo mai avere una Comunità Montana, a meno che giustamente si dica: "la Comunità Montana è unica in tutta la Valle d'Aosta ed è unica Unità Sanitaria Locale" ed è il discorso che abbiamo fatto noi, è il discorso che viene recepito in tante zone; allora ecco che rientriamo nei limiti da 50.000 a 200.000, rientriamo in quelle dimensioni e siamo perfettamente in regola con quanto disposto dalla legge: allora un'unica Comunità Montana, che è la Valle d'Aosta globale unica, in cui naturalmente vi è un'unica Unità Sanitaria Locale. Allora può anche stare bene questo discorso, nessuno...non ho mica detto che questo non possa essere preso in considerazione, ma, per gestire i servizi socio-sanitari, doveva essere smembrato in più parti piccole, perché non era gestibile, altrimenti - ripeto -, quando parliamo di assistenza medica, di consultori, che sono una parte, che sono un'attuazione di questo, che sono la medicina di primo livello o la medicina...

Quando parliamo di "servizi multizonali", non possiamo adeguarci a tutta la Vallée d'Aoste, tutta la Valle va bene per il servizio ospedaliero, per i ricoveri acuti, allora va bene possiamo averne due, al momento attuale, abbiamo già difficoltà ad averne uno, guai averne due, se ci fosse già uno che funziona, sarebbe già bene, quindi non vedo naturalmente tutta questa difesa ad oltranza della Comunità Montana. In questo senso naturalmente non andiamo contro e non vogliamo fare un ente intermedio, ma - ripeto - è stato addirittura recepito il fatto di associazione, difatti nei regolamenti che noi porteremo avanti sarà a livello associativo ai singoli Comuni proporre dei regolamenti che...di partecipazione la più attiva possibile dei Consigli comunali, perché sono i Comuni che devono essere interessati a livello gestionale per naturalmente formare assemblea...naturalmente nominerà il Comitato di gestione, che sarà parte integrante dell'Unità Sanitaria Locale e parte gestionale, perché il coordinamento a livello programmatorio spetta alla Regione, per cui anche lì non c'è confusione di compiti, come prima mi sembrava aver sentito dire, tra la Regione e l'Unità Sanitaria Locale; questo non ci sarà mai, perché una è la parte gestionale ed è quella che deve essere portata avanti proprio a livello gestionale, a cui la Comunità non poteva fare fronte così come era strutturata, quindi noi non potevamo aspettare di modificare una legge sulle Comunità Montane in attesa di fare una legge di attuazione specifica per il campo socio-sanitario, perché semmai è l'inverso.

Rispetto a quanto è stato detto sui distretti scolastici, voglio fare presente che lì c'è scritto "di regola", il "di regola" può essere interpretato, non è detto che sia sempre, si vedrà se è necessario, si può studiare, non è detto, è "di regola", uno se vuole...vedremo, valuteremo naturalmente con il campo scolastico se è necessario rispetto alle esigenze della Valle d'Aosta. È scritto "di regola", non l'ho scritto io, vedremo, naturalmente per adesso, per quanto riguarda il campo sanitario, è stato deciso che è un'unica Unità Sanitaria Locale. Per quanto riguarda i distretti, lo vedremo, questo naturalmente...e per l'adeguamento non c'è bisogno: per l'adeguamento normativo verrà fatta una discussione in Consiglio, chiaramente perché gli adeguamenti soprattutto quanto si fa cenno nella maggioranza degli interventi...cioè c'era questo Comitato che era stato previsto, solo che è inadeguato, anche la figura che era prevista prima dell'Assessore come coordinamento naturalmente adesso non ha più senso, in quanto i compiti sono divisi: parte gestionale...è chiaro che l'Unità Sanitaria Locale è parte di coordinamento naturalmente a livello regionale, altrimenti la Regione cosa ci sta a fare? Il decentramento, ma gestionale! Perché qui si dice chiaramente che i distretti sono unità tecniche operative, non si dice che sono altro, è in questo senso che viene recepito il discorso, quindi non vogliamo né sovrapporci, né naturalmente metterci in contrasto, le funzioni sono divise, scisse. Naturalmente in tale senso noi recepiamo tutto quanto è previsto, però l'adeguamento ci sarà, verrà portato in discussione, ma non per questo rifare tutte...sì, quando ci sarà la discussione, verrà portata in Consiglio con tutto il resto, ma lo spirito ripeto...a parte il fatto che l'adeguamento automatico in quanto c'è una legge statale...non penso che poi noi, se ci sono norme in contrasto, possiamo attenerci...non abbiamo tanta libertà, non ne abbiamo nemmeno in altri campi, figuriamoci in questo!

Però naturalmente, quando verrà portata una proposta che adeguerà solo i concetti, ma non la scelta politica...è quello che vorrei far presente, per cui mi dissocio da quanto è previsto qui, perché il riesame potrebbe comportare di nuovo la scelta su quelli che sono i distretti, su quella che è l'Unità Sanitaria Locale, per cui noi diciamo: "no, questa non la facciamo, stabiliamo naturalmente di rivedere i punti che sono da perfezionare, ma non di rivedere tutto il discorso". È per questo che dico di non essere d'accordo con quanto previsto nella mozione: rivedere le norme in contrasto è un conto, ma la scelta che l'Unità Sanitaria Locale sia unica non è in contrasto con le norme della legge n. 833; non verrà rivista, almeno fino a prova contraria, fino a che ci siano fatti che lo determinano, ma assolutamente, se lo spirito della mozione è questo, non viene accolto. Per il resto la discussione per gli adeguamenti, ad esempio di qualche unità, è chiaro che verrà portata, se è superfluo meglio ancora, se non c'è bisogno dell'Assessore meglio ancora, vada chi è di dovere, vadano i Comuni a gestire! Mi sta tanto bene, però naturalmente questo non vuole dire che viene cambiato tutto il discorso dei distretti, che rimane, ed è già questo per rispondere all'attuazione della legge n. 833...perché abbiamo discusso di questo, su tale argomento vi è stata una discussione dei gruppi a livello naturalmente nazionale, naturalmente con la presenza dei funzionari, per cui è stato portato specificatamente il problema di come doveva essere intesa l'organizzazione: questa organizzazione che noi abbiamo fatto è perfettamente in regola con quanto si è visto, quindi vale anche in attuazione della legge n. 833, anche se ne è un'anticipazione.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi, io, giunto a questo punto, darei la parola, per dichiarazioni di voto, ai presentatori della mozione per sapere se intendono che il Consiglio si pronunci con il voto sul testo così come è stato presentato; allora, dichiarazioni di voto sulla mozione iscritta all'oggetto n. 29 nel testo presentato? Chi chiede la parola? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - L'Assessore, come avevo già detto prima, riconosce la necessità di cercare di riportare...di fare una legge che adegui la legislazione regionale - la legge n. 60 - alla legge n. 833, soltanto non vuole che si apra una discussione che rimette in discussione tutto quello che è contenuto nella riforma sanitaria. Ecco io penso che ad un certo momento questo adeguamento vada fatto e che esso non debba riguardare dei punti secondari, ma dei punti importanti. Non capisco quale sia la difficoltà ad accettare questa discussione, comunque in ogni caso dal momento che verrà in Consiglio la discussione dovrà essere fatta ed è chiaro che rimetterà in discussione anche...questo non toglie... Mi sembra anche che emerga una debolezza politica da parte, diciamo così, della Giunta nel gestire il suo discorso, comunque in ogni caso, anche se la mozione verrà respinta, è chiaro che ci saranno dei contenuti di questa mozione che dovranno...cioè un adeguamento dovrà essere fatto. Il problema è soltanto se questo adeguamento verrà fatto senza una discussione...invece, come mi pare dicesse giustamente il Consigliere Pollicini, potrebbe permettere una discussione più ampia, un miglioramento, anche una...maggiore sulla legge, che ha una grossissima importanza, oppure se viene fatto, diciamo così, di autorità dalla Giunta e il Consiglio...va beh, faccia quello che crede!

Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazioni di voto tenendo conto che la discussione ha avuto luogo - alcuni potranno dire in modo soddisfacente, altri in modo limitato - e che comunque non c'è ulteriore possibilità di riaprirla? Metto in approvazione, per alzata di mano, la mozione iscritta al punto n. 29. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventinove

Maggioranza: quindici

Favorevoli: dodici

Contrari: diciassette

Il Consiglio non approva la soprariportata mozione.