Oggetto del Consiglio n. 196 del 27 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 196/79 - Iniziativa per migliorare le trasmissioni RAI-TV in Valle d'Aosta. Approvazione di mozione.
Mozione
Considerati i ritardi rispetto ai termini fissati dalla convenzione tra la Regione e la RAI per quanto riguarda l'installazione dei ripetitori della Valle;
Considerate le "zona d'ombra" che ancora esistono in molti Comuni della Regione anche per quanto concerne i programmi dei canali primo e secondo;
Constatato che esiste tutta una serie di interferenze sui canali della rete nazionale ad opera di emittenti locali private;
Informati dell'avvio delle sperimentazioni della terza rete TV;
Il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare il Presidente della Giunta regionale ad intervenire affinché venga posto termine a questo stato di disagio e vengano chiarite e definite le incompatibilità di trasmissione sulle stesse frequenze, facendo inoltre cessare l'immissione di contemporanei segnali da parte di emittenti diverse su una stessa frequenza.
Aosta, 15 marzo 1979
F.ti: E. Cout - Tonino Alder
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Partirei facendo una considerazione così di carattere generale ed è quella che, se si va a vedere la situazione attuale della RAI-TV in Valle d'Aosta, è una situazione che si presenta in modo molto confuso e dimostra chiaramente che è mancata una politica di attenzione e di guida, oltre che di controllo dell'Ente regionale e per questo vorrei appunto fare alcune considerazioni. Un po' di tempo fa è stata sottoposta al Consiglio la ratifica di una deliberazione di Giunta con cui si voleva approvare la liquidazione alla RAI, in base alla Convenzione firmata nel 1974, del contributo annuo per la costruzione di impianti radiotelevisivi in Valle.
Il Consiglio aveva già fatto presente l'assurdità di accettare questa richiesta per tutte le inadempienze da parte della RAI, aveva deciso di rinviare la ratifica e aveva invece nominato una Commissione apposita, che avrebbe dovuto verificare che cosa era stato effettivamente realizzato e che doveva essere presieduta dal Presidente della Giunta. Effettivamente la Commissione, di cui faccio parte, si è riunita diverse volte e anche, in assenza del Presidente della Giunta, con tecnici della RAI, però il risultato alla fine di tutta questa serie di riunioni è che comunque gli impianti attivati sono ancora sempre gli stessi, anche se una serie di passi sono stati fatti per quanto riguarda non so...il contatto con i Comuni per sbloccare certe situazioni, eccetera. Dirò poi dopo anche se ci sono degli impianti effettivamente terminati e che non possono essere, non potranno essere messi in funzione proprio per le interferenze che ci sono da parte di radio private.
La conseguenza qual è? È che direi la metà dei Comuni valdostani non ricevono né il programma televisivo francese, né lo svizzero e le giustificazioni adottate dalla RAI sono tante: "colpa dell'ENEL", "colpa del Comune", "colpa dei proprietari dei terreni", ma la realtà è questa: è che la RAI aveva firmato questa convenzione e a tutt'ora non è stata rispettata. Aggiungerei che, se fosse stata la Regione a non rispettare una Convenzione del genere, sarebbero probabilmente richiesti i danni e la Regione molto probabilmente li avrebbe pagati. Io direi che a questo punto noi dovremmo trarre le giuste considerazioni, dovremmo anche come Commissione riunirci una volta, senza caso mai i tecnici della RAI, ma con il Presidente della Giunta, che dovrebbe presiedere a questa Commissione per decidere, per valutare la cosa, per eventualmente fare le proposte in Consiglio...che dovrebbe dibattere in Consiglio e trarre le conclusioni.
Alla mancata ricezione dei programmi francofoni si aggiunge quella dei programmi nazionali, esistono, direi, ancora molti Comuni in cui non si vedono i due programmi nazionali e questo è tanto più assurdo se pensiamo al fatto che si stanno facendo le sperimentazioni. La RAI è impegnata alla realizzazione della terza rete, mentre, se noi andiamo a vedere la legge di riforma radiotelevisiva, all'articolo 14 di questa legge si dice chiaramente che, prima della costruzione di una terza rete televisiva, la RAI dovrebbe provvedere alla prosecuzione dell'estensione delle reti radiofoniche e televisive. Il Gazzettino della radio, La Voix de la Vallée, non può essere sentito in vari Comuni, mi sembra che tra questi ci siano i Comuni di Fontainemore, o altri della Valle di Gressoney. La situazione nei Comuni dove si riceve o, meglio, si ricevevano i programmi nazionali e francofoni radiotelevisivi non è molto migliore e questo a causa di tutta una serie d'interferenze, di occupazioni di frequenza, di disturbi, che sono opera di radio o di televisioni private e qui siamo nella confusione più completa, più generale e si ha un grave danno per l'utente che vede così la possibilità di ricevere...oppure vede solo alcuni programmi, o comunque questi programmi disturbati parzialmente o in modo pressoché totale.
Ecco, la nuova legge del Parlamento come vorrebbe la Corte costituzionale con una sentenza mi sembra del 15.7.1976....oppure se questo deve essere fatto con decreto ministeriale, come difatti è avvenuto con il decreto appunto del 3.12.1976...sta difatti comunque che in Italia si è in attesa della legge del Parlamento sulle radiotelevisioni private e il disegno di legge è ancora all'esame del Parlamento, il vuoto per quanto riguarda l'assegnazione delle frequenze è ritenuto colmato e su questo c'è una vasta giurisprudenza, dal decreto ministeriale del 3.12.1976...viene approvato il piano nazionale delle radiofrequenze. In virtù di questo decreto, che è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica del 22.12.1976, è chiaro che il Presidente della Giunta, in quanto Prefetto, in forza di precise norme del Codice fiscale delle telecomunicazioni, deve intervenire per il rispetto della disciplina delle frequenze. Dall'esame del decreto, noi vediamo che le frequenze, che vanno dalla banda n. 27 alla banda n. 52 - e questo lo vediamo appunto sul decreto a cui facevo cenno prima -, non possono essere utilizzate da privati, perché sono state assegnate al Ministero della Difesa e al Ministero delle Poste per conto della società concessionaria della RAI, invece tutte le televisioni private valdostane occupano proprio queste frequenze. Dalla banda n. 52 alla n. 68 e dalla banda n. 158 alla n. 223 c'è la possibilità di assegnazione a stazioni private, compatibilmente però con il fatto unico in Italia che in Valle d'Aosta il servizio deve diffondere non due o tre programmi televisivi come dovrebbe avvenire fra poco, ma cinque programmi, in più quello francese e quello svizzero. In conseguenza di questa situazione e del mancato controllo da parte dell'organo esecutivo regionale, direi io, noi siamo di fronte in questo momento al fatto che, ad esempio, ad Arnad, a Perloz, a Verthuy, a Champleval, a Rumiod, a Blavy, a Cogne e nella stessa città di Aosta non si possono mettere in servizio degli impianti che ormai sono terminati o quasi terminati per la diffusione del 1° e del 2° programma nazionale, di quelli francese e svizzero, per l'abusiva occupazione da parte delle televisioni private e questo lo sappiamo benissimo appunto ad Issogne, dove da mesi non si vede...dove sono state firmate delle petizioni da parte anche della popolazione.
Direi che gli stessi ripetitori di Comunità Montana, che sono pagati con il denaro pubblico, sono resi inutilizzabili da disturbi di emittenti private, per esempio, il ripetitore di...è il primo e il secondo programma nazionale. Esiste poi anche su tutto il territorio nazionale una serie d'interferenze che veramente è impressionante, qui c'è un prospetto in cui questo viene evidenziato: ci sono su quei sette impianti che non possono...dove ci sono interferenze, ci sono addirittura 11 canali che non possono essere messi in funzione perché esistono delle interferenze, ci sono quattro canali di impianti soggetti ad interferenze e ci sono ancora cinque canali di ripetitori che hanno interferenze dirette in area di servizio. E poi ancora appunto quelli già ricordati, due canali, 1° e 2°, che hanno disturbi che...sui ripetitori di Comunità Montana, perciò io credo che qui sia veramente necessario intervenire.
Per quanto riguarda il problema della terza rete televisiva, in questi giorni la sede della RAI di Aosta appunto sta facendo delle sperimentazioni per la terza rete televisiva, che dovrebbe entrare in funzione entro la fine dell'anno. I programmi però non potranno essere irradiati se un'emittente privata non lascerà libero il posto, il canale, che è occupato da un'emittente privata e che il decreto ministeriale ha assegnato invece alla RAI. Io direi che qui non si può non tenere in considerazione questa cosa e l'Ente Regione deve fare qualcosa affinché possano entrare in funzione i canali che sono occupati, affinché possa poi entrare in funzione, quando verrà irradiata, anche la terza rete, oppure non so se si vuole lasciare l'ex proposta che si vada a mettere i sigilli all'emittente privata, comunque neanche in questo senso non si è intervenuti.
Ecco, io direi quindi che la nostra richiesta è molto semplice: è che su tutta tale questione vada fatta una riflessione, ne venga investita la commissione, che faccia le proposte eventualmente al Consiglio; ne venga investito il Comitato radiotelevisivo, che anche è inefficiente, perché sono state fatte delle richieste di avere almeno una segretaria per le analisi sul territorio che dovevano fare e per tutta una serie di altre questioni che qui non sto ad elencare. Qui dimostra, secondo me, altrimenti chiaramente che su questo veramente la Giunta o, nelle sue vesti di Prefetto, il Presidente mancano.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - La mozione di Cout e Tonino è sbocciata mentre fuori la primavera non sta ancora dando i suoi frutti, per cui è leggermente estemporanea; comunque, pur permettendo un inizio di dibattito sul problema dell'informazione radiotelevisiva in Valle d'Aosta, è molto incompleta nelle premesse, è abbastanza vaga per quelle che sono le conclusioni, d'altronde l'abbiamo sentito... Io vorrei anche ricordare una cosa a Cout quando fa delle affermazioni sul fatto che la terza rete dovrebbe partire dopo la copertura dell'intero territorio valdostano: vorrei solo ricordare che nel Consiglio d'Amministrazione della RAI che ha preso certe decisioni - e praticamente, secondo le decisioni che ha preso, permetterà la copertura di tutto, il completamento del territorio valdostano molto in là negli anni, almeno da quanto ci è stato detto - non ci sono rappresentanti dell'U.V., mentre sono numerosi i rappresentanti del P.C.I., quindi certe mozioni dovrebbero essere innanzitutto indirizzate a quei rappresentanti che all'interno del Consiglio di Amministrazione della RAI, in posizione direi anche estremamente importante, oltre che nella Commissione di vigilanza parlamentare, possono fare certi tipi di discorsi.
Per quanto riguarda i ritardi della RAI e della Convenzione, come giustamente ha detto Cout, abbiamo fatto un lungo dibattito, in Consiglio regionale avevamo bloccato quella famosa delibera dei 50 e rotti milioni che, secondo la Convenzione, la Regione doveva versare. Nei mesi di lavoro che la Commissione ha fatto si è resa conto che, se c'erano da parte della RAI delle grosse inadempienze, c'erano anche delle inadempienze da parte degli Enti locali. Vorrei ricordare che il Comune di Fontainemore, tanto per citare un caso molto preciso, non ha mai partecipato a nessuna delle riunioni alle quali era stato invitato per cercare di trovare delle soluzioni, cosa che invece è stata fatta per Perloz e per il Comune di Issime, per cui la rete, diciamo, che dovrebbe coprire la Valle del Lys sarà...può avere eliminato alcune incomprensioni, alcuni dubbi e problemi che esistevano nei relativi Comuni. Ecco, quindi diamo pure tutte le responsabilità, il fatto stesso che la delibera di pagamento alla RAI non sia ancora andata avanti dimostra che c'è la tendenza a stimolare la RAI con tutti i mezzi possibili e immaginabili.
Per quanto riguarda le zone d'ombra, Cout nel suo intervento ha parlato di televisione francese e svizzera, nella mozione non se ne parla, mentre invece si dovrebbe parlare anche di questo, perché nella mozione si parla soltanto di programmi, primo e secondo canale, italiani, e non si parla neppure, per quanto riguarda il problema Walser, della televisione della lingua tedesca, quindi è un'altra mancanza che c'è nella mozione.
Per quanto riguarda il discorso dell'interferenza, quando Cout parla di problemi di mancanza di legge, eccetera, evidentemente penso che non voglia dare nessuna responsabilità al Presidente della Giunta o, allargando il discorso, all'U.V., in quanto la legge nazionale, che ormai dorme da moltissimo tempo nei cassetti, non è certo stata portata avanti dal nostro movimento, ma da quei partiti che a Roma stanno litigando ampiamente su tutta una serie di problemi; questo cosa ha comportato? Ha comportato che, dopo la sentenza della Corte costituzionale, è venuto fuori il caos completo. Cosa è pubblico? Cosa è privato? Qual è preminente l'interesse pubblico o l'interesse privato? L'interesse pubblico a livello generale o l'interesse privato a livello locale? Qui c'è una confusione pazzesca, che ha portato a questa situazione di caos, che da noi può creare dei grossi problemi per quanto riguarda la terza rete e che però in tutto il resto del territorio nazionale ha creato degli enormi problemi, degli enormi scompensi e degli enormi caos...ulteriore dimostrazione che è il caos che esiste a Roma.
Per quanto riguarda la via della sperimentazione, ecco qui bisognerebbe fare un lungo discorso, mi auguro che il Comitato, d'accordo con la RAI, indichi al più presto quel convegno che riguarda appunto la terza rete, perché sia una terza rete effettivamente regionale e al limite anche la gestione regionale non sia la fotocopia della prima e della seconda rete, con i risultati di spartizione e i risultati di disinformazione a cui siamo stati abituati da parecchio tempo. Anche la parte deliberativa, la parte finale mi sembra che sia leggermente inconseguente, si dice sempre: "si vuole delegare", "non bisogna che la Giunta o il Presidente si accentri dei poteri, ma bisogna delegare", invece qua si tende comunque e sempre a delegare tutta la responsabilità al Presidente della Giunta: da quelle più grandi a quelle da travestirsi da poliziotto - fra l'altro, non credo che la divisa di poliziotto stia molto bene a Andrione -, ad andare in giro per le radio private o per le televisioni private a mettere i sigilli, o cose di questo genere, in più c'è il discorso del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, oltre alla Commissione che è stata nominata dal Consiglio per andare avanti in tale discorso.
Il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi ha avuto, in seguito ad una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio, dei compiti estremamente chiari, estremamente precisi che riguardano appunto un controllo, l'analisi di quanto esiste nel settore dell'informazione radiotelevisiva in Valle d'Aosta, ma dipende anche da altri settori, dipende anche da poteri che si possono dare a questi organi.
Infine Cout ha detto che, in questa situazione di mancanza della certezza del diritto - e penso che questa legge, prima di vedere la luce, avrà un parto ancora molto travagliato -, perché a questo punto non prendere noi iniziative come Regione, scavalcare, o perlomeno precedere una mancanza d'iniziativa da parte dello Stato in tale settore, in attesa che ci siano queste benedette regolamentazioni per quanto riguarda il settore radiotelevisivo? Dare noi una regolamentazione per quanto riguarda le frequenze in maniera da eliminare tutti questi problemi e da permettere, anche secondo il dettato della Corte costituzionale, la libera espressione, al di fuori di quella che è la RAI-TV, delle richieste che provengono anche dalla gente di informazione radiotelevisiva. Ecco se la mozione porta anche a questo tipo di risultato - stante il fatto che, prima che la legge verrà fuori, passeranno ancora parecchi mesi -, è chiaro che a tale punto diventa interessante e penso che la conclusione di Cout, quando chiedeva che certi compiti venissero delegati anche alla Commissione e al Comitato, andasse nella stessa direzione. Ecco, in questo senso la mozione potrebbe avere un senso, altrimenti rischia di essere una presa di posizione così che lascia certamente le acque come sono.
Dolchi (P.C.I.) - Altri? La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Vorrei rimanere al deliberato e non aprire un dibattito generalizzato, qui è un problema reale d'interferenze che esistono, che non sono sempre di radio o di radiotelevisioni private, ma anche di radioamatori; per esempio, io sento sovente delle comunicazioni abbastanza estemporanee, che disturbano la recezione di diversi programmi. Ora, sono intervenuto con una serie di lettere gentili, sottolineo "gentili", che hanno suscitato delle reazioni sproporzionate, perché erano semplicemente delle lettere in cui si diceva: "il canale tale è riservato a tale Istituto di Stato concessionario, quindi non può essere occupato da un'altra emittente", in particolare nella zona di Saint-Vincent/Châtillon c'è una certa situazione abbastanza pesante in materia. Non ho ricevuto per ora delle risposte, se non indirette (direi non gentili); ecco la posizione possibile è questa: o, applicando delle vecchie leggi, procedere con l'alta tutela dell'Amministrazione pubblica e quindi l'Ente preposto dovrebbe intervenire o denunciare direttamente certi abusi, ma allora alla Procura della Repubblica o al Pretore a seconda di come si tenga conto della relazione della legge primaria... Finora non mi sono "risolto" ad un passo di questo genere, perché c'è dall'altro lato un interesse anche notevole di difendere una libertà di trasmissione e di emissioni per via di mezzi di comunicazione moderni, insomma chiamiamoli pure mass media, non soltanto da parte di un Ente di Stato, ma anche da parte di privati. La questione poi in Valle d'Aosta è particolarmente complicata dal fatto che l'orografia valdostana fa sì che in certe zone si possano ricevere certi programmi e non se ne possano ricevere altri, per cui vi sono zone che ricevono la Svizzera italiana e non ricevono invece le trasmissioni per le quali invece esistono dei contratti specifici.
Ora, ripeto, per quanto riguarda il deliberato della mozione, io lo accetto come deliberato, come punto di vista, ecco però informo subito il Consiglio che non verrà presa ancora la decisione, almeno per qualche tempo, di procedere con mezzi autoritari e coercitivi, a meno che in una zona particolare vi sia la fine di quei lavori, qui sia Salvadori che Cout hanno accennato...e che effettivamente vi siano contrasti fra i due tipi di trasmissione, allora in questo caso però, dato che non sono lo Spirito Santo, per fortuna mia, la segnalazione del caso specifico deve venire dall'Ente preposto e per ora non è pervenuta, anche il Comitato dovrebbe...e ha tutti i mezzi, perché le cartine con le varie interferenze sono state distribuite da tutte le parti.
Ecco, con questi limiti, e direi con una certa moderazione, proprio per impedire che in Valle d'Aosta con questo sistema si venga a ristabilire il monopolio della RAI - monopolio al quale noi, per esempio, non siamo favorevoli -, si è stabilito a priori una volta per tutte il discorso della divisione delle bande, anche se questa divisione delle bande dovesse costare a qualche radiotelevisione privata un supplemento di spese per spostarsi da un canale all'altro, ebbene in questo caso possiamo intervenire. Ecco, questi sono i limiti precisi dei quali la Giunta regionale, o se preferite come Prefetto in questo caso...accettiamo il deliberato della mozione senza entrare nel merito della discussione: se la colpa sia dei Comuni, dell'ENEL, o in certi casi specifici ritardi dovuti direttamente alla RAI.
Dolchi (P.C.I.) - Altri? Dopo le conclusioni del Presidente della Giunta, la parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Direi che il Presidente della Giunta personalmente qui viene a trovarsi come vittima di una decisione creatasi altrove, che ha rifiutato il monopolio dell'informazione per scegliere la liberalizzazione dell'informazione. Naturalmente il problema diventa complesso, perché, da una parte, è necessario garantire l'informazione pubblica; dall'altra parte, si trovano naturalmente come contendenti una serie di installazioni che si sono realizzate a seguito di questa liberalizzazione, che è conseguenza di una decisione politica presa altrove; ecco io credo sia una situazione da cui è estremamente difficile uscire. Io non so se non sia opportuno integrare la delibera nel senso di, prima di prendere qualunque decisione, voler vedere di trovare un incontro con i titolari delle reti televisive e con il Comitato televisivo regionale a cui il Consiglio mi pare abbia accennato. Salvadori aveva affidato alcuni compiti nel passato, tra l'altro, quello del controllo televisivo che esiste in Valle d'Aosta. Qui uno studio organico e completo di tutte queste interferenze che avvengono mi pare che non ci sia, o perlomeno che ci sia uno studio in parte, non c'è ancora uno studio credo fatto dall'Amministrazione pubblica, ecco direi qui, per concludere e non allungare la discussione, non so se sia il caso di aggiungere alla mozione, oltre alle precisazioni fatte dal Presidente della Giunta, che tutto questo avvenga: "sentiti i titolari delle reti televisive esistenti ed il Comitato televisivo regionale".
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Ho sentito alcune delle precisazioni, ma sono d'accordo se i presentatori sono d'accordo di mettere...finora il rito si è svolto in questa maniera, il discorso "ma voi occupate il canale...", "ci sposteremmo...", strette di mano, e per adesso non si sono spostati, quindi dunque va bene, magari sentire anche il Comitato e magari fare una pressione un po' più forte annunciando interventi...
Dolchi (P.C.I.) - Siamo giunti alla fase finale del dibattito...
Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda l'idea di Dujany, direi di mettere: "di impegnare il Presidente della Giunta, sentiti il Comitato per la RAI e... - le stazioni come si chiamano? - ...le emittenti private, ad intervenire affinché...".
Dujany (D.P.) - ...le zone che sono più depresse sono quelle che non ricevono niente...
Andrione (U.V.) - Magari una zona particolarmente depressa non riceve ed a cinque metri più in là si riceve...
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Molto brevemente solo per dire che molte volte su queste cose non si sa bene chi deve intervenire, non si sa bene come mai qualcuno non vuole intervenire. Meno male che il Consigliere Salvadori non era molto d'accordo...il Presidente si è assunto questo gravoso impegno. Perché effettivamente il problema non è che non esiste: ad Issogne, ad Arnad e nella zona di Verrès, quella in modo particolare, non si riceve neanche sul primo e sul secondo. Non si faceva cenno al programma francese o allo svizzero, perché? Perché ci sono ancora altri problemi prima da risolvere, gli altri verranno risolti non appena verrà messo in funzione quel ripetitore che ha delle interferenze ad opera - e si sa anche benissimo di chi - di TELE 2000, che ha un ripetitore ad Issogne, così come per tutti gli altri, la...di Arnad è disturbata dalla RTA del Col di Courtil, a Perloz idem, Verthuy dalla RTA di Salirod, la...sempre di Verthuy e la TVA di Sarre, a Champleval il secondo programma dalla RTA di Peroulaz, c'è tutta una piantina in cui sono indicati anche i vari responsabili. Volendo, perciò, questi responsabili possono essere chiamati, si possono sentire e si devono convincere che loro devono trasmettere su certe frequenze, anche se poi magari...e mi sembra che potrebbe anche essere un problema, trasmettendo su frequenze più basse forse costa di meno, costa di più trasmettere su quelle più alte, può essere anche quello il motivo. Io non so, sta di fatto che loro hanno occupato proprio le frequenze più basse, dove invece dovrebbe trasmettere la TV nazionale, o i canali che potevano benissimo scegliere la RAI in Valle d'Aosta per trasmettere il francese o lo svizzero, comunque è una questione che va risolta, qui nel piano nazionale di ripartizione delle frequenze ci sono delle indicazioni ben precise, basta fare applicare questo e, se non lo fa nessun altro, purtroppo deve farlo il Prefetto, non c'è altra soluzione. Naturalmente siamo d'accordo per l'aggiunto...
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? Dichiarazioni di voto? La parte aggiunta dopo "delibera di impegnare il Presidente della Giunta regionale" allora sarebbe questa: "sentiti il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi e i rappresentanti delle emittenti private", eccetera. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto? Concordiamo.
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: trentuno
Favorevoli: trentuno
Il Consiglio approva all'unanimità.
Mozione
Considerati i ritardi rispetto ai termini fissati dalla convenzione tra la Regione e la RAI per quanto riguarda l'installazione dei ripetitori della Valle;
considerate le "zona d'ombra" che ancora esistono in molti Comuni della Regione anche per quanto concerne i programmi dei canali primo e secondo;
constatato che esiste tutta una serie di interferenze sui canali della rete nazionale ad opera di emittenti locali private;
informati dell'avvio delle sperimentazioni della terza rete TV;
Il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare il Presidente della Giunta regionale, sentiti il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi e i rappresentanti delle emittenti private, ad intervenire affinché venga posto termine a questo stato di disagio e vengano chiarite e definite le incompatibilità di trasmissione sulle stesse frequenze, facendo inoltre cessare l'immissione di contemporanei segnali da parte di emittenti diverse su una stessa frequenza.
