Oggetto del Consiglio n. 50 del 28 febbraio 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 50/72 - Lavori di ricerca e valorizzazione del Ponte romano di Pondel. (Interpellanza)
Savioz (P.C.I.) - Io vorrei solo brevemente riepilogare. Dunque, in Consiglio, penso che abbiamo già parlato altre volte di questo famoso monumento che risale a 33 o 40 anni prima di Cristo, che è l'unico esemplare in tutto il mondo - non ne esiste un altro - che delle importanti ricerche sono state fatte nel '54, nel '56 e nel '58 ed è venuto alla luce un qualche cosa che ha finalmente determinato la ragione d'essere di questo ponte, ma che c'è ancora un qualche cosa da scoprire, in quanto che il manufatto esiste, sappiamo che era una acquedotto: abbiamo ritrovato il canale originale lungo più di 50 metri - in perfette condizioni. Abbiamo scavato e trovato, nella roccia d'Aberio, il canale tagliato completamente nella pietra viva per la profondità di cinque metri a scalpello. Abbiamo fatto dei ritrovamenti anche sulla montagna che c'è sulla sinistra orografica della Grand Eyvia, a Chevril, dove c'era un canale fatto in tavole, in legno e quindi sappiamo con certezza che il Ponte di Pondel era adibito ad acquedotto. Per quello che ancora rimane da sapere, siccome non poteva essere un acquedotto a carattere irriguo, in quanto che si trova a una livelletta inferiore ai pascoli e ai prati di Pondel, non poteva essere trasportata l'acqua da Aymavilles, perché c'è un profondo vallone dove, per poterlo attraversare, bisognava fare altre opere nella roccia viva e lì non si è riscontrato niente. Quindi, ancora rimane da vedere se il Ponte di Pondel non è stato costruito a suo tempo per lo sfruttamento della miniera di Cogne, cosa che è in forse, ma che specialisti in materia mi hanno detto che una volta il trasporto del minerale macinato avveniva anche mediante corsi d'acqua, in quanto che la pirite o il minerale di ferro, a un certo punto, galleggia. Questo è un problema molto delicato, dove io non mi addentro, dico soltanto così, en passant... Specialisti in materia mi hanno assicurato che questo è possibile e che quindi potrebbe darsi che le vasche di decantazione che ci sono nel ponte stesso e che abbiamo scoperto nel ponte, le altre vasche di decantazione che ci sono prima e dopo il ponte possono anche dare un'affermazione del genere. Negli scavi fatti nel 1956, negli ultimi scavi fatti nel 1956, si è trovato una specie di volta che potrebbe essere la struttura di un vecchio forno, potrebbe, non è detto che sia, potrebbe, però dal 1956 sono stati interrotti questi lavori bruscamente, non si è fatto più niente, si è lasciato, abbandonando i lavori senza neanche nessuna paratia per impedire alla gente di precipitare nel burrone, poi dopo solleciti, finalmente l'Assessorato al Turismo si è poi degnato di mettere delle ringhiere per gli eventuali inconvenienti sia al bestiame che alla gente.
Ora io dico: se questo ponte fosse in mano a qualche altra nazione, ne avrebbe fatto non un monumento, ma ne avrebbe fatta una speculazione fino in fondo, perché ripeto, è l'unico esemplare che abbiamo in tutto il mondo.
È triste dover constatare che nel 1956 questi lavori sono stati abbandonati e non sono più stati ripresi.
Quindi... (voce) ...1966, grazie, quindi io dico, vogliamo riprendere questi lavori? Vogliamo comperare quelle piccole parcelle di terreno che ci interessano per poter fare gli scavi? Ancora, aggiungo, che negli scavi fatti a suo tempo abbiamo reperito degli scheletri, scheletri che risalgono a millenni, addirittura, quindi tutte cose che devono essere studiate per poter determinare quale era la vita in quella località e poter avere un indizio per sapere cosa facevano i nostri antenati.
Io prego l'Assessore competente in materia di voler prendere di petto questa situazione. Per quanto mi concerne, per l'ennesima volta, dico di essere a disposizione per le eventuali possibilità... non dico di aiuto, perché non avete bisogno del mio aiuto, ma posso esservi utile, in qualche modo, tenuto conto che Pondel è la mia patria d'origine, dove io conosco il ponte, pietra per pietra, e dove, non da oggi, ma da decenni, prima mio padre, poi il sottoscritto, ci stiamo battendo per questo ponte.
E l'unico che mi è venuto incontro - io lo devo qui riconoscere - è stato l'Assessore Deffeyes, poi, dopo, le cose sono precipitate e non c'è stato più verso di avere nessun aiuto.
Milanesio (P.S.I.) - Io ringrazio il Consigliere Savioz per avere fatto una appassionata esposizione sul problema che si riferisce al Ponte romano di Pondel, che è un notevolissimo monumento della romanità della Valle d'Aosta e devo dire che quanto ha detto Savioz è vero, almeno nella misura del 90%.
Quindi, devo dare atto che questa sua interpellanza giunge opportuna e che i suoi suggerimenti ci trovano consenzienti.
Io darò una risposta breve al Consigliere Savioz, gli farò pervenire alla fine della risposta una documentazione, abbastanza esauriente su quanto è stato fatto in questi ultimi anni e su quello, soprattutto, che resta da fare, data l'importanza eccezionale di questo monumento.
Devo dire, a giustificazione dell'operato della Sovrintendenza, e quindi non solo di questa Giunta, ma anche di Giunte precedenti, che, purtroppo, dal 1966 ad oggi, sono venuti alla luce, qui in Valle d'Aosta, e accidentalmente, numerose testimonianza dell'antichità, a cominciare dalla necropoli di Vollein, al giacimento di cultura celtica di St. Martin de Corléans, alla villa tardo-repubblicana della zona della Consolata, ad altri resti e reperimenti che si sono trovati nella città di Aosta, durante l'attività di scavo e di edificazione di imprese.
Ora, tutto questo, ha bloccato, ha paralizzato praticamente l'attività della Sovraintendenza. Sovraintendenza che, come voi sapete, ha un certo numero di tecnici e di operai, però questo personale, seppure qualificato, non può certamente fare dei miracoli e, quindi, la ragione di certi ritardi, di certe apparenti trascuratezze, è dovuto semplicemente alla impossibilità di fare tutto e tutto nello stesso tempo.
Ora, io voglio dare delle assicurazioni al Consigliere Savioz ed è stato già predisposto - è in via di ultimazione - proprio un piano di interventi preciso per il Ponte di Pondel, che si riferisce intanto 1) all'arretramento del punto di osservazione del ponte, con conseguente ampia visuale da ottenersi con l'abbattimento delle case ex-sorelle Abram e adiacenti; 2) ripristino del percorso antico, anche all'esterno del ponte, in modo da rendere agevole e sicuro il suggestivo attraversamento interno; 3) scavo completo del condotto interrato alla spalla sinistra del ponte; 4) adeguata illuminazione notturna del monumento; 5) sistemazione dei tratti intagliati nella roccia del canale di Chevril e conseguente creazione di una passeggiata con partenza da Pondel per la visita di tali resti.
Questo è quello che è nelle nostre intenzioni, così, sommariamente. Devo anche dire che, finalmente, abbiamo concluso l'acquisto dalle sorelle Abram, solo che le aree non sono ancora disponibili, in quanto i comproprietari devono ancora procedere ad alcune divisioni ereditarie con la presenza di minori. L'atto di acquisto è già stato fatto, vi sono ancora degli impedimenti, diciamo, materiali, a prendere possesso di questi beni.
Quindi io do ampia assicurazione al Consigliere Savioz che questo problema verrà ripreso con la maggiore sollecitudine possibile, tenuto conto della grande importanza. E, per sua maggiore conoscenza, gli allego questa relazione della Sovrintendenza, di cui faccio grazia al Consiglio, perché bisogna cercare di essere sintetici nelle risposte.
Savioz (P.C.I.) - ...per dichiararmi soddisfatto e ringraziare l'Assessore se mi passa quella questione lì. Vorrei aggiungere che la questione Abram è molto più complicata in quanto ché quel fabbricato è stato costruito assieme a un altro fabbricato che dovrà essere demolito anche quello, ma quello lo vediamo in seguito.
Fosson (U.V.) - Allora passiamo al punto 8.
