Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 84 del 7 aprile 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 84/72 - Programma di lavori pubblici e di interventi finanziari per l'esecuzione di lavori pubblici per l'anno 1972. Delega alla Giunta. (Discussione)

Rollandoz (D.P.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, il presente piano dei lavori rappresenta, per i suoi contenuti, una positiva evoluzione rispetto al passato in quanto, in aderenza alle conclusioni e agli approfondimenti conoscitivi sin qui attuati dalla programmazione ed in coerenza con le scelte politiche enunciato dal Presidente della Giunta in occasione della presentazione del Consiglio regionale del bilancio preventivo per l'anno 1972, tende a finalizzare gli interventi, nel campo dei servizi, all'attuazione delle linee di sviluppo futuro sin qui ipotizzate per la Valle d'Aosta.

Si tratta, evidentemente, di un ulteriore passo in avanti dell'operatore pubblico verso la trasformazione della domanda spontanea, che tradizionalmente viene avanzata in materia degli organismi politico-amministrativi periferici, in domanda programmata, che già nella fase di formulazione tiene conto della coerenza che deve intercorrere tra politica settoriale dei servizi e sviluppo socio-economico.

L'attuale assetto politico istituzionale regionale rappresenta oggettivamente un freno al realizzarsi di questa operazione. Infatti, la presenza di realtà locali, in genere, notevolmente sotto dimensionate, sia demograficamente che territorialmente, per poter essere in grado di esprimere istanze valide nei confronti dell'organo regionale, tende a caratterizzare sempre più quest'ultimo come unico centro decisionale della vita politica-amministrativa valdostana. Questa remora può essere, a nostro avviso, superata soltanto attraverso l'individualizzazione, prima, e la progressiva realizzazione, poi, di centri decisionali intermedi suscettibile di assumere un determinante ruolo politico-amministrativo nell'ambito regionale e che dovrebbe risultare dall'alleanza di più entità comunali, caratterizzate, a diversi livelli funzionali da una identità di scopi.

Evidentemente, ci troviamo alla formulazione di una scelta politica di democrazia e di partecipazione, che non può essere attuata immediatamente, ma che richiede, nel tempo, la progressiva responsabilizzazione di tutta la comunità per la sua definizione. Tuttavia, s'in d'ora, proprio in coerenza con questa scelta, si sono individuati sul territorio, a semplice titolo propositivo, i comprensori regionali e si è impostato il presente piano lavori partendo da questa ipotesi che permea tutta l'articolazione del lavoro.

La relazione, per quanto sopra esposto, è stata articolata nel seguente modo: 1) definizione della politica dei servizi, intesa come momento della strategia globale di sviluppo regionale cui rendere coerenti gli interventi in questo settore; 2) analisi critica della situazione attuale non circoscritta soltanto nell'ambito dei servizi, ma ampliata alle condizioni socio-economiche comprensoriali; 3) individuazione delle proposte operative quale risultanti dal confronto tra linee strategie di sviluppo globale e situazione attuale.

- Limiti del lavoro: il presente lavoro trova il suo limite principalmente nel non ancora definitivo disegno generale di sviluppo che gli organi della programmazione stanno ancora elaborando nelle sue componenti specifiche, pur in presenza di questo limite, che trova le sue motivazioni principali, da un lato, nel fatto che soltanto da un anno è stato affrontato il problema della programmazione con l'istituzione dell'ufficio e, dall'altro, per la non ancora completa attuata partecipazione di tutte le forze sociali alla soluzione dei nodi principali della problematica generale. È possibile, s'in d'ora, estrinsecare tutta una serie di interventi collegati alle linee fondamentali di sviluppo.

Per quanto riguarda, in particolare, i servizi, nell'ambito della programmazione si sono individuati come settori prioritari di intervento nel campo sociale, oltre a quello dei servizi, anche quelli scolastici e sanitari, tuttavia, mentre per i primi due sono già in fase avanzata gli studi sulla dinamica della situazione attuale, per quest'ultimo, l'analisi è ancora in fase di elaborazione. Si spiega così perché, nel quadro degli interventi proposti, i servizi primari scolastici trovano più ampio spazio rispetto agli altri.

- Il ruolo dei servizi nella politica di sviluppo regionale: i servizi primari e secondari, oltre a costituire di per sé stessi un servizio sociale estendibile, quindi, di diritto, a tutti i cittadini, rappresentano, con il settore economico, uno degli strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi che la comunità valdostana si prefigge attraverso il processo di programmazione.

I tre grandi obiettivi di sviluppo che si intende perseguire sono i seguenti:

1) un equilibrio demografico fondato su una distribuzione degli insediamenti umani sul territorio tale da favorire la realizzazione di nuclei né eccessivamente concentrati, né estremamente rarefatti. Questa ipotesi generale di evoluzione insediativa, oltre ad essere la più armonica ed aderente alle caratteristiche fisico-geografiche e storiche della Regione, è anche quella che maggiormente risponde alle esigenze dell'uomo.

Il perseguimento di questo modello evolutivo nel campo degli insediamenti postula, nel breve periodo, quanto meno il mantenimento dell'attuale rapporto tra popolazione concentrata e popolazione diffusa, incentivando gli insediamenti periferici in modo tale da evitare in presenza degli attuali regimi, complessi movimenti migratori interni ed esterni, l'innescarsi dei fenomeni di iperconcentrazione urbana dannosi non solo allo stato attuale, ma, soprattutto, per il futuro.

2) Uno sviluppo socio-economico equilibrato a livello di settori ed equamente distribuito sul territorio, che consenta di superare gli attuali equilibri.

La Valle d'Aosta presenta, infatti, le tipiche contrapposizioni delle aree di montagna unite alle contraddizioni caratteristiche del nostro tipo di regime economico. Da un lato, si assiste all'abbandono progressivo di intere zone giudicate non sufficientemente produttive, dall'altro, all'accentramento in poche ristrette aree della maggior parte delle attività. Tale fenomeno provoca il depauperamento umano delle zone di abbandono, con evidenti conseguenze sul piano sociale e culturale. Viene infatti ad accentuare la "statura" tra chi risiede in zone di espansione e chi, per diversi motivi, continua a sopravvivere nelle aree cosiddette depresse, in attività lavorative scarsamente redditizie ed obbligato a vivere in un tessuto sociale e culturale che sembra aver perduto la capacità di ricrearsi e che risente di una condizione di soggezione culturale e psicologica nei confronti dei modelli di vita urbana.

Il superamento di questi squilibri presuppone: a livello economico, uno sviluppo integrato dei settori che tenga conto della potenzialità del territorio e che sia il più possibile equamente distribuito nelle zone della Regione.

A livello sociale, la riduzione delle occasioni di disparità, sia accentuando le offerte di servizi pubblici nei confronti dei consumi privati, sia offrendo pressoché identiche possibilità di fruizione dei servizi a tutti i componenti delle comunità, non solo nelle aree in netto sviluppo, ma, soprattutto, ed in via prioritaria, a quelle attualmente depresse.

3) Un ordinato sviluppo urbanistico di tutto il territorio, che comporta la presa in considerazione non solo delle aree non ancora attrezzate, ma anche di quelle già attrezzate in modo adeguato e che, per la loro importante funzione trainante nello sviluppo generale, necessitano di servizi che rispondano in modo più efficiente ed adeguato alle sempre nuove e di più alto livello tecnologico esigenze di servizi della società. In effetti, i servizi contribuiscono in modo notevole al perseguimento degli obiettivi sopra sommariamente esposti per i seguenti motivi: 1) rappresentano lo strumento propulsore dello sviluppo, in quanto, a livello economico, attraverso le aree e gli assi attrezzati, richiamano l'insediamento di attività produttive nei vari settori, mentre, a livello sociale, rappresentano la garanzia di condizioni elevate di vita per gli abitanti; 2) per i motivi di cui al punto precedente, costituiscono anche un incentivo a ... addirittura l'affluire della popolazione nelle zone che sono dotate. È sintomatico, infatti, come le aree della Regione che si caratterizzano come centri di servizi si distinguano, nel contempo, per una sensibile evoluzione delle attività produttive e per un altrettanto sensibile incremento demografico; 3) sono lo strumento tecnico razionalizzatore della tipologia e dell'entità dello sviluppo urbano.

- I limiti - Nel momento antecedente la fase operativa di una politica è indispensabile avere in mente quali sono i suoi limiti, in modo da eleminare subito l'insorgere di possibili equivoci sui risultati finali, nell'eventualità che non siano congruenti con gli obbiettivi precisati e dare all'operatore o agli operatori la possibilità di misurare già a priori i margini di tolleranza entro i quali collocare gli interventi. Per quanto riguarda la politica dei servizi concernenti le aree in generale - politica che è finalizzata allo sviluppo socio-economico urbanistico globale delle stesse e la cui validità la si misura nel grado di sviluppo raggiunto - bisogna dire che essa, pur se necessaria, non è di per se stessa sufficiente al conseguimento degli obiettivi generali, in quanto, alla luce della critica, dell'esperienza in campo, della programmazione economica e pianificazione territoriale si conviene che lo sviluppo socio-economico corretto del territorio è condizionato alla programmazione di interventi globali e dalla contemporaneità della realizzazione degli stessi. Non è possibile, quindi, distinguere la politica dei servizi da quella occupazionale e della residenza. La tipologia della struttura insediativa valdostana è particolarmente complessa per cui comporta, nel momento di intraprendere l'interpretazione globale degli interventi, notevoli difficoltà. Basti pensare, in proposito, alla coesistenza di tre tipi notevolmente differenziati di insediamento: urbano, rurale accentrato, rurale diffuso e dall'impossibilità tecnico-funzionale di dotare di servizi le 1.500 frazioni esistenti nella Regione. Tuttavia, se finora non si è riusciti ad ottenere risultati apprezzabili in questo senso, non è per impossibilità di natura operativa e strumentale, ma perché ci si è mossi in questa direzione soltanto saltuariamente ed in maniera embrionale, senza adottare una politica programmata di interventi globali.

Sotto il profilo tecnico-economico, i servizi e le relative infrastrutture devono rispondere al principio del minimo costo e della massima efficienza. Sotto l'aspetto politico, in particolare, per la Valle d'Aosta, i servizi devono essere articolati in modo tale da permettere una pressoché equivalente possibilità di fruizione da parte degli abitanti a qualsiasi zona essi appartengono.

Queste due differenze si pongono in antitesi fra loro, in quanto, mentre la prima tende naturalmente ad un accentramento dei servizi, la seconda, porta ad un loro inevitabile decentramento. È sintomatico come, in Valle d'Aosta, siano stati finora seguiti separatamente i due principi prima esposti. Per i servizi primari si è seguito prevalentemente il principio politico, per cui si è giunti ad attuare interventi in alcuni casi inefficienti, perché relazionati a entità troppo sottodimensionate. Per i servizi secondari, di più alto livello, ci si è riferiti in particolare al principio prettamente tecnico economico che ha comportato come conseguenza un accentramento pressoché esclusivo delle infrastrutture nel capoluogo e nelle principali conurbazioni di fondo valle.

Il superamento di questa situazione postula un nuovo modo di operare della comunità valdostana e l'adozione di nuovi strumenti operativi, in linea con le esigenze socio-economiche inclimaturate. Il nuovo modo di operare consiste nell'attuazione di un processo democratico di programmazione.

Fra i nuovi strumenti operativi fondamentali, vi è quello di comprensorio, inteso come strumento che stimola i Comuni a coordinarsi in unità maggiori per realizzare concretamente quei programmi di sviluppo, di decentramento dei servizi e di attività pubbliche, che garantiscano organicità e equilibrio all'espansione delle attività del territorio.

Il comprensorio non va quindi inteso soltanto come strumento tecnico, ma soprattutto, come strumento politico-amministrativo di saldatura tra realtà notevolmente differenziate e per le quali diventa sempre più difficile una collaborazione costruttiva sul piano dello sviluppo - i Comuni e la Regione - tuttavia, la realizzazione di queste nuove entità, mediante mediane, è subordinata all'esistenza di integrazione dei Comuni fra loro. Nel contempo, ciò si può verificare soltanto se esistono o possono determinarsi fra i Comuni punti di convergenza delle rispettive attività che siano abbastanza caldi da poter essere considerati unitariamente.

Il comprensorio non costituisce, quindi, un punto di partenza, ma una meta cui bisogna tendere. La problematica dei servizi diventa sollo questo profilo un'occasione di ricerca e di attuazione dei punti di convergenza tra i Comuni e quindi affronta in modo nuovo un primo passo verso l'attuazione dei comprensori.

In questo senso sono stati individuati, per i servizi nell'ambito della Regione, tre livelli funzionali. Il livello comunale, cui corrispondono i servizi primari: strade comunali e frazionali, acquedotti comunali, fognature, scuole materne ed elementari, cimiteri. Il livello sub comprensoriale, cui vanno riferiti i servizi secondari di livello intermedio: strade di interesse sovracomunale e regionale, acquedotti consorziali, scuole medie, ecc. Il livello comprensoriale, che in questa fase, ad eccezione di alcuni servizi, per esempio, scuole superiori, si identifica con quello regionale.

Per ciascun livello funzionale si sono quindi ipotizzate le corrispondenti dimensioni e delimitazioni territoriale valutando, a grandi linee, i seguenti parametri: le caratteristiche demografiche nella loro dinamica, le caratteristiche territoriali e delle comunicazioni, le possibilità, le possibili convergenze di carattere culturale e sociale. Si sono così individuate, a titolo propositivo, tre comprensori: l'alta valle, la media valle e la bassa valle. In coerenza con la nuova impostazione data al Piano lavori, che tende a finalizzare la realizzazione delle opere pubbliche quale strumento fondamentale a disposizione esclusiva della comunità ed in particolare dell'operatore pubblico per guidare il futuro sviluppo regionale all'attuazione di una politica di interventi globali, è necessario analizzare, oltre alla situazione delle singole tipologie di servizi, anche a grandi linee, le condizioni socio-economiche dei comprensori e sub-comprensori. Pertanto, abbiamo distribuito le cartine che comprendono un'analisi dell'evoluzione demografica dal '51 al '71, evoluzione della popolazione distinta per classi di età, evoluzione degli occupati nei diversi settori produttivi, popolazione residente nei capoluoghi e nelle frazioni, popolazione residente e saltuaria del '71, popolazione servita da strade, popolazione servita da acquedotti, popolazione servita da impianti di fognature, posti/alunni e popolazione in età scolare nelle scuole materne, posti/alunni ed alunni nelle scuole elementari, posti/alunni ed alunni nelle scuole medie secondarie, post /alunne ed alunni nelle scuole medie superiori, posti/alunno ed alunni negli Istituti Professionali Regionali.

Sulla situazione, comprensorio per comprensorio, ritengo che tutti i Consiglieri avranno letto i documenti distribuiti dall'Ufficio programmazione. Questo è soltanto un breve sunto che io, in questo momento, tralascerei. È stato un breve sunto a giustificazione dei successivi interventi.

- Considerazioni sulla situazione attuale dei servizi e proposte programmatiche: la viabilità. - All'interno della Regione si possono individuare in questo settore due grandi tipologie di infrastrutture che corrispondono a due diversi livelli funzionali: le strade di interesse comprensoriale e regionale, le strade di interesse comunale.

Per quanto riguarda le strade di interesse comprensoriale e regionale, sono quelle infrastrutture che, per le loro caratteristiche costruttive e per le località che collegano, costituiscono il tessuto connettivo della rete viaria valdostana. Si considerano incluse in questo gruppo le strade classificate regionali e nazionali, nonché quelle che, pur essendo classificate comunali, rivestono un interesse comprensoriale. Esse rappresentano, nel settore delle comunicazioni, le strutture fondamentali condizionanti per lo sviluppo globale della Regione nel suo insieme per i seguenti motivi:

1) concorrono ad aggregare le micro realtà comunali in quanto materializzartici di processi di integrazione sempre più ... tra le zone che collegano;

2) costituiscono il supporto fondamentale su cui fondare i servizi di livello comprensoriale e regionale, nonché le diverse attività economiche.

Attualmente, la rete viaria valdostana è caratterizzata da una struttura modellata sull'orografia del territorio: una strada lungo la Valle centrale, grosso modo, parallela al corso della Dora Baltea e sui cui due lati tante vie perpendicolari, a fondo cieco, parallelo agli affluenti di quest'ultimo. Questo tessuto connettivo va tuttavia riconsiderato attraverso un'analisi critica della sua validità e del suo ruolo nel quale lo sviluppo attuale e soprattutto di quello futuro.

È sintomatico a questo proposito il caso dei sub-comprensori n. 3 e n. 5 per i quali l'attuale configurazione della rete stradale che collega le micro realtà montane, una volta integrati attraverso minuti canali unicamente con quelle più solide ed integrate del fondo valle, tende ad accentuare sempre più l'isolamento delle loro singole componenti e contribuisce così ad aggravare l'attuale problematica regionale, che si caratterizza per l'esistenza di profondi squilibri fra montagna e valle e valle centrale, nonché tra le diverse zone di montagna. D'altro canto le strade esistenti e classificate regionali e statali, se sono largamente sufficienti a smaltire il flusso veicolare originato da movimenti pendolari e dalle attività produttive in genere, e se risultano soltanto parzialmente adeguate per far fronte al traffico turistico di fine settimana durante la bassa stagione, si dimostrano assolutamente incapaci ad assorbire i flussi turistici di alta stagione.

Se si considera, poi, che uno dei principali obbiettivi che si intende perseguire in campo turistico è quello di estendere progressivamente per l'intero arco annuale nell'attività del settore, ci si rende conto come l'attuale inadeguatezza, originata dalle ormai superate caratteristiche strutturali e viarie, tenderà sempre di più ad aggravarsi e come si profili, con estrema urgenza, la necessità di provvedere a una loro ristrutturazione.

- Strade di interesse comunale - Sono quelle che collegano le frazioni fra di loro e con i capoluoghi comunali. Ad esse la politica regionale ha, fino a poco tempo fa, destinato con particolare attenzione i propri sforzi e le cifre a riguardo sono estremamente eloquenti. Su 44.363 abitanti residenti nelle frazioni, soltanto 1.382 - pari al 3,10% della popolazione residente nelle frazioni e all'1,27% della popolazione complessiva della Regione - non sono servite da strade e soltanto 662 abitanti pari all'1,49% della popolazione residente e allo 0,6 dell'intera popolazione - sono dotate di strade giudicate inadeguate. D'altronde vi è da rilevare come in passato dalla particolare e, forse, eccessiva attenzione accentrata dall'Amministrazione regionale per questo settore, abbia comportato il procrastinarsi di soluzioni a problemi che si collocavano a monte sia del campo della viabilità fondamentale, che in altri servizi e che oggi si manifestano sempre più insistentemente.

Le considerazioni suesposte indirizzano di per sé stesse verso precise scelte programmatiche cui adeguare le azioni specifiche di interventi. In linea generale è necessario riscoprire un equilibrio tra i servizi viari e gli altri servizi primari e secondari, forse per troppo a lungo trascurati. All'interno poi del settore, in coerenza con le linee generali di sviluppo socio economico, devono assumere carattere di priorità agli interventi destinati alle infrastrutture viarie di livello comprensoriale e regionale rispetto a quelle prettamente comunali, anche perché sono le prime a condizionare l'efficienza e la viabilità delle seconde.

Per le strade comprensoriali regionali si sono individuati, per il medio termine, i seguenti interventi in ordine di gradualità temporale:

1°) ristrutturazione e adeguamento delle strade regionali e possibilmente statali, sia per renderle più scorrevoli ed ampie, sia in particolare per assicurare la fruibilità anche durante il periodo invernale, mediante la realizzazione di opere paravalanghe. L'importo complessivo per la realizzazione di queste opere è stato valutato intorno ai 16 miliardi di lire, di cui 8 solo per opere paravalanghe.

In questo caso, si sono assunti per la definizione delle priorità operative sul territorio essenzialmente due criteri:

a) intervenire, in via prioritaria, nei sub-comprensori per i quali si intende incentivare in modo particolare nel breve e medio periodo lo sviluppo socio-economico;

b) nel loro ambito, iniziare da quelli le cui infrastrutture viarie risultano maggiormente inadeguate.

2°) realizzazione di assi attrezzati o di altri collegamenti permanenti durante tutto l'anno, laddove questi risultano pregiudiziali per la ripresa socio-economica di sub-comprensori in crisi. Tra quelli rientrano: il sub-comprensorio C/3 (la Valle del G.S. Bernardo) con l'asse attrezzato Etroubles-Bionaz, il sub-comprensorio C/2, C/4 e C/6 comprendente l'asse attrezzato della strada dell'Envers Villeneuve-Pontey e il sub-comprensorio C, collegamenti trasversali ancora da definire tra le due valli.

Conversione di strade attualmente classificate comunali, ma di interesse regionale, in strade regionali mediante una loro completa ristrutturazione. È già stato in proposito predisposto un apposito elenco in base al quale secondo i calcoli di massima, l'ammontare complessivo di spesa si aggirerebbe intorno ai 7 miliardi di lire.

Per le strade comunali è necessario contenere e ridimensionare gli interventi finalizzandoli essenzialmente alla rapida e definitiva ultimazione di quelle già iniziate da alcuni anni e non ancora terminate.

Questo postula naturalmente l'abbandono della politica di eccessivo frazionamento dei fondi, mediante una massiccia concentrazione degli stanziamenti sulle strade che si devono ultimare, perché già iniziate e su quelle che necessitano di essere sistemate nelle pavimentazioni.

La spesa complessiva da sostenere, per le prime, è stata valutata in 2.500.000.000, mentre, per le seconde pavimentazioni, in 900.000.000. In questo settore riveste, poi, particolare rilevanza il problema della manutenzione ordinaria, sia estiva che invernale, delle strade comunali. Infatti, fino ad oggi, l'Amministrazione regionale si è assunta direttamente questo onere anche sul piano operativo, privando gradualmente i comuni di una loro prerogativa decisionale resa impossibile dalle indisponibilità di bilancio ed attuando interventi necessariamente sporadici e non coordinati ed imprevisti, anche a livello finanziario. Per superare tali remore verrà presentato in Consiglio quanto prima un disegno di legge regionale che, in sintesi, prevede la concessione ai Comuni di un contributo annuo e demanda loro l'onere di provvedere ai servizi di manutenzione ordinaria. Oltre a responsabilizzare maggiormente le entità comunali, questo disegno di legge ha il pregio di stimolare i Comuni stessi a cooperare tra loro per rendere gli interventi più efficienti ed in proporzione più onerosi.

- Opere igieniche. - Sono state comprese in questo settore le seguenti infrastrutture: acquedotti, impianti di fognatura, opere cimiteriali, impianto di incenerimento dei rifiuti solidi urbani.

Acquedotti: al pari delle infrastrutture viarie, la popolazione valdostana è quantitativamente dotata di impianti idrici nella sua quasi globalità, infatti, su tutto il territorio regionale soltanto 3.079 abitanti, pari al 2,84% e tutti residenti in frazioni di media e alta montagna, non sono serviti di acquedotti; tuttavia, questa constatazione costante che rispecchia lo sforzo finanziario attuato nel passato in questo settore, per un ammontare complessivo di circa 5 miliardi e mezzo di lire, va notevolmente ridimensionata se si considera che il 43,06 per la popolazione, della popolazione servita fruisce di impianti idrici inefficienti sia sul piano della ... che su quello igienico sanitario. Vi è da specificare, inoltre, a questo proposito che l'alta percentuale di popolazione mal servita è da imputarsi in prevalenza al capoluogo regionale che con 35.515 abitanti residenti rappresenta, da solo, l'85,06 del carico demografico dotato di acquedotti insufficienti.

A nostro avviso, questa situazione, per certi versi preoccupante, è da imputarsi alla prevalente realizzazione di acquedotti frazionali che, oltre a risultare particolarmente onerosi a livello economico, in proporzione alla loro scarsa efficienza, costituiscono un serio handicap sotto l'aspetto sanitario perché, sovente, sfruttano falde superficiali non sicuramente potabili.

Pochi sono i Comuni la cui rete di distribuzione idrica serve l'intero territorio ed ancora più rari sono i casi già attuati di realizzazione di acquedotti intercomunali.

- Scelte programmatiche. - In questo settore è necessario mutare politica onde superare le remore suesposte ed ottenere i seguenti vantaggi:

1) utilizzazione di sorgenti con ampia portata e sicuramente potabili, anche mediante l'adozione di opere costose, ma che si giustificano soltanto per acquedotti destinati a servire consistenti entità demografiche;

2) garanzia di una rete idrica razionale su tutto il territorio nazionale;

3) garanzia di erogazione dell'acqua alla popolazione durante l'intero arco annuale;

4) raggiungimento di un equilibrio ottimale tra costi ed efficacia delle opere.

Quanto sopra postula l'adozione delle seguenti linee operative: in primo luogo, limitare l'erogazione dei contributi ai Comuni per la costruzione di acquedotti frazionali nei soli casi in cui è dimostrata tecnicamente l'impossibilità di agire diversamente; in secondo luogo, incentivare, attraverso l'istituto contributivo, il potenziamento, il rifacimento, l'ammodernamento degli acquedotti destinati a servire l'intero territorio comunale ed ancora più alla realizzazione, ove possibile, di nuovi acquedotti intercomunali o addirittura sopra comprensoriali.

Il programma specifico formulato in questo senso dall'Amministrazione regionale, su istanza delle entità comunali, riportato nel seguente prospetto e visualizzato nella tavola 29, dimostra chiaramente la coerenza con le linee operative sopraindicate.

- Impianti di fognature. - Al contrario delle strade, pardon, delle strade e degli acquedotti, la dotazione di impianti di fognatura per la popolazione è ancora notevolmente carente, infatti, il 18,27% degli abitanti regionali non è assolutamente servito, il 12,22% è servito in maniera inadeguata e il 69,51% è dotato per ora di impianti giudicati efficienti. Diciamo "per ora", perché gli stessi impianti attualmente valutati positivamente, sono potenzialmente suscettibili di portare alla luce remore ora nascoste, grazie al periodo di costruzione relativamente recente.

La sensibile percentuale di popolazione non servita è imputabile al fatto che in questo settore, nel passato, non sono stati impegnati fondi in misura proporzionale a quella, per esempio, degli acquedotti o delle strade. L'inadeguatezza attuale e potenziale degli impianti è da imputarsi essenzialmente ai criteri di gretto risparmio che hanno fermato la realizzazione di queste opere negli anni precedenti, facendo adottare materiali inadeguati per la loro relativamente breve durata e omettendo, soprattutto nei primi periodi di intervento, di dotare le opere stesse di idonei impianti di depurazione.

Nel settore delle fognature i condizionamenti di carattere geofisico e territoriale rendono difficoltosa la realizzazione in Valle d'Aosta di opere con dimensioni comunali o addirittura comprensoriali. È evidente tuttavia che, nei casi in cui ciò risulta tecnicamente fattibile, bisogna adottare questo criterio incentivandolo mediante un opportuno dosaggio dei contributi, in modo da ottenere i massimi benefici con costi contenuti.

L'aspetto che tuttavia riteniamo fondamentale sottolineare, consiste nel continuare a realizzare per il futuro - come d'altronde è già stato fatto nel recente passato - impianti che si distinguano per la loro funzionalità sia per quanto attiene ai materiali impiegati, sia per quanto riguarda la costruzione di impianti di depurazione capaci di salvaguardare i corsi d'acqua dell'inquinamento.

- Opere cimiteriali. - Pur in assenza di una specifica analisi sulla situazione delle opere cimiteriali, è possibile affermare che questa non presenta in Valle d'Aosta carenze particolari. È sintomatico il fatto che soltanto 20 comuni abbiano avanzato istanze relative essenzialmente ai lavori di ampliamento delle aree cimiteriali di costruzione loculi. Per la realizzazione di opere cimiteriali, laddove esse sono realmente necessarie a seguito dell'incremento della popolazione e dei suoi spostamenti di residenza nell'ambito della Regione, verrà assegnata la priorità assoluta all'ampliamento dei cimiteri nei quali la rotazione delle inumazioni è vicina al limite minimo di dieci anni stabiliti dalle leggi sanitarie. L'ordine degli interventi discende da questo concetto di base, per il quale si interverrà prima ove tale disagiata situazione, per essere più prossima al limite minimo decennale, impone soluzioni indeperibili. Tutto ciò, naturalmente, previ accertamenti sul piano tecnico della corretta utilizzazione delle aree cimiteriali da parte dell'Amministrazioni Comunali interessate, onde pervenire alla formazione di graduatorie di urgenza stabilite correttamente.

- Impianti di incenerimento rifiuti solidi. - La problematica dello smaltimento dei rifiuti solidi in Valle è in via di progressivo e costante aggravamento, causato dal miglioramento del tenore della vita, dall'incremento della presenza turistica e dall'immutata tipologia di rifiuti sempre meno biodegradabili, di fronte ad una produzione media annua regionale di rifiuti solidi valutabili attorno alle 40 mila tonnellate. Si constata che, circa la metà, viene smaltita in modo sufficiente, anche se non ottimale, dalla discarica controllata di Aosta e dall'inceneritore consorziale di Châtillon, mentre il resto dei rifiuti viene depositato in discariche non controllate lungo l'alveo dei torrenti o comunque in zone dove esiste una presenza umana, creando così non solo notevoli danni al paesaggio, ma soprattutto, seri pericoli ed inconvenienti sotto l'aspetto sanitario.

- Scelte programmatiche. - La crescente gravità di questa problematica ha portato l'Amministrazione regionale ad affrontare il problema nel modo più razionale e concreto. Sono state infatti approfondite, sotto l'aspetto, diverse soluzioni adottabili pervenendo, infine, alla conclusione che il sistema di smaltimento ottimale per la nostra Regione è costituito da opportuni impianti di incenerimento che dovranno venire realizzati entro il prossimo quinquennio.

Attualmente gli studi per la scelta della migliore dislocazione degli impianti sotto il profilo della economicità di gestione, onde ridurre al minimo gli oneri a carico delle popolazioni servite.

- Edilizia scolastica. - Come abbiamo già avuto occasione di accennare nelle pagine precedenti, si sono individuati per questo servizio tre livelli funzionali, cui corrispondono diverse tipologie scolastiche e più precisamente: un livello comunale, per le scuole materne ed elementari; un livello sub-comprensoriale, per le scuole medie inferiori, un livello comprensoriale, per la scuola media superiore e per gli istituti professionali.

- Le infrastrutture scolastiche a livello comunale. - Queste infrastrutture vengono classificate nel livello comunale, perché si rivolgono alla popolazione scolastica più giovane, per la quale è necessario prevedere spostamenti il più possibile ridotti, sia per la giovane età degli scolari, sia per la necessità di evitare un loro allontanamento dall'ambiente naturale in cui risiedono.

- Scuola materna. - Nella Regione, 11 Comuni sono sprovvisti di scuole materne, nei restanti 63 comuni le infrastrutture risultano in genere sottodimensionate rispetto alla popolazione in età scolare, che dovrebbe fruirne. Tuttavia, mentre la maggior parte dei Comuni relativi ai Sub-Comprensori C/1, C/2 e C/3, la capacità ricettiva è sufficiente ad assorbire gli alunni che attualmente frequentano la scuola, nei principali Comuni dei restanti sub comprensori, la dotazione di aule è addirittura insufficiente per servire adeguatamente la popolazione scolastica che già frequenta. I casi più macroscopici di questa situazione si notano nel capoluogo e nelle principali conurbazioni della bassa valle. A livello qualitativo, poi, in genere, le infrastrutture non appaiono adeguate allo scopo, quando addirittura non sono ricavate in locali di fortuna, vani destinati a negozio, stanze in affitto, ecc. Ci sembra superfluo, a questo punto, mettere in evidenza le negative conseguenze che una tale situazione comporta sullo sviluppo psico-fisico del bambino ed evidenziare come l'interessamento della Regione per questo problema, non sia stato ancora sufficientemente approfondito.

Il progressivo aggravamento della situazione, oltre ad essere imputabile ad una fase di stallo dell'Amministrazione regionale nei periodi precedenti, trova le sue motivazioni principali nei seguenti argomenti: per il capoluogo e le conurbazioni di fondo valle, l'incisivo incremento demografico accompagnato a nuovi modelli di vita rende più sentite le esigenze in questo settore e, quindi, più insistenti le istanze della comunità per la soluzione del problema.

Per le zone di alta montagna, la scarsa popolazione scolare non consente interventi di tipo tradizionale validi sul piano dell'efficienza e richiede l'invenzione di nuovi strumenti operativi non ancora individuati. Le stesse infrastrutture scolastiche già esistenti non rispondono alle esigenze di insegnamento educative, poiché questo tipo di scuola comporta e ciò soprattutto, a nostro avviso, per carenza di carattere progettuale.

Per le zone urbane verranno istituite nuove sezioni di scuola materna, ponendo particolare attenzione già in fase di progetto e di localizzazione, dove le strutture rispondano a moderni criteri di edilizia scolastica. Naturalmente, priorità e intervento saranno valutati in base alle esigenze più macroscopiche ed urgenti.

Nelle località a popolazione estremamente rarefatte si pensa, per contingenti motivi tecnici e logistici, di reperire, d'intesa con i vari sindaci, locali sufficientemente idonei per ospitare i bambini, in modo da poter offrire subito anche a loro questo servizio.

- Scuole elementari. - Al contrario della scuola materna, essa è dotata, in genere, su tutto il territorio regionale, di infrastrutture edilizie adeguate - quanto meno sotto il profilo della ricettività - e distribuite in maniera talmente capillare da caratterizzare, in alcuni casi, le strutture edilizie come eccessivamente sovradimensionate rispetto alla domanda.

All'interno di questa situazione abbastanza soddisfacente, il Comune di Aosta rappresenta una singolare eccezione, perché non dispone di infrastrutture ricettive capaci di assorbire la domanda.

Sul piano quantitativo, invece, tranne rari casi, anche le scuole elementari, sebbene in misura inferiore rispetto alle materne, non rispondono pienamente a moderni criteri di edilizia scolastica e difettano di adeguati standard di servizi complementari quali: le aree verdi attrezzate, gli impianti sportivi base, ecc.

La situazione sopra delineata postula, come è già indicato per le scuole materne, innanzitutto, la costituzione di nuovi edifici laddove la capacità ricettiva è insufficiente, poi, la progressiva sostituzione o riconversione dei vecchi edifici scolastici, non idonei, in altri più rispondenti alle attuali necessità didattiche.

Riteniamo opportuno sin d'ora prevedere la realizzazione, soprattutto dove la popolazione è dispersa sul territorio, di strutture polivalenti svolgenti il triplice ruolo di scuola materna, di scuola elementare e centro culturale periferico.

Per un maggior approfondimento sulla situazione attuale della scuola materna in Valle d'Aosta e della scuola elementare del Comune di Aosta, si rimanda ai prospetti dimostrativi.

- Le infrastrutture scolastiche di livello sub-comprensoriale. - Queste infrastrutture servono una popolazione scolastica che è già suscettibile di essere interessata a ridotti movimenti pendolari, tuttavia, a nostro avviso, non devono superare il limite territoriale del sub-comprensorio.

- Scuola media. - Gli insediamenti attuali delle Scuole medie sono localizzati, per la maggior parte, nel Capoluogo regionale e nelle principali conurbazioni di fondo Valle. Fanno eccezione alcune scuole medie concentrate nelle zone di alta montagna che, tuttavia, per la ridotta popolazione scolastica che servono, risultano carenti sul piano dell'efficienza.

Questa situazione comporta, da un lato, l'obbligo per gli alunni di sottoporsi a movimenti pendolari notevolmente stressanti, dall'altro, una inevitabile congestione nelle infrastrutture esistenti nelle zone urbane. È sintomatico il caso di Aosta, su cui gravitano interamente - i comprensori sono a Morgex - congestionando le già precarie e non funzionali infrastrutture esistenti.

La scelta prioritaria che si intende perseguire in questo settore è di decongestionare le attuali scuole medie del capoluogo regionale, non costruendo all'uopo nuovi edifici nel suo ambito, ma operando una radicale riduzione dall'esterno, mediante la realizzazione di infrastrutture nei sub-comprensori nelle zone di Villeneuve e di Valpelline. Tuttavia, mentre per il primo l'intervento può essere immediato, per il secondo è pregiudiziale la realizzazione a supporto dell'asse attrezzato.

- Scuola media superiore. - Tutte le infrastrutture relative a questo grado di insegnamento sono concentrate nel Comune di Aosta, provocando come conseguenza negativa:

1) un elevato indice di pendolarità;

2) uno squilibrio tra centri di periferia;

3) un'eccessiva congestione nel Capoluogo regionale;

4) una massiccia gravitazione scolastica nella zona orientale su Ivrea.

Evidentemente le strutture attuali sono insufficienti allo scopo, oltre che sul piano qualitativo, anche su quello della ricettività e lo diventeranno sempre più se si tiene conto che la scuola media superiore sarà, in futuro, sempre più interessata dalla partecipazione anche degli strati sociali meno abbienti.

Per quanto suesposto è ipotizzabile la realizzazione nel medio periodo di centri scolastici decentrati nei tre comprensori regionali, che si caratterizzano a livello qualitativo con la presenza di complessi edificati rispondenti alle esigenze di una organizzazione di scuola superiore con il diritto unitario. Evidentemente, è pregiudiziale per la formazione di questi tre comprensori l'individuazione e l'attuazione di un sistema efficiente di trasporti, nonché la creazione di eventuali convitti, destinati a ricevere la popolazione scolastica più periferica. In via prioritaria si prevede di localizzare gli interventi sul comprensorio della Bassa Valle al fine di ridurre sensibilmente il fenomeno gravitazionale di popolazione scolastica su Ivrea e consentire così agli studenti di approfondire la loro cultura nel proprio ambiente naturale. Tuttavia, nel brevissimo periodo, pure alla luce delle scelte suesposte, è necessario provvedere all'ultimazione degli edifici scolastici già in fare di costruzione nel Comune di Aosta.

La situazione delle infrastrutture socio-sanitarie in Valle d'Aosta è a un livello di carenze preoccupanti. Purtroppo, allo stato attuale, manca in proposito la definizione delle politiche settoriali e quindi delle linee operative che si intende perseguire in settori specifici, perché sono ancora allo studio sia degli organi politici che degli organi tecnici della programmazione. Pertanto, in assenza di un preciso indirizzo programmatico, si sono individuati come prioritari quegli interventi suscettibili, per la loro natura, di contenere i disagi nel breve periodo, senza peraltro compromettere le linee sostanziali della politica futura.

Riteniamo in questa logica: i lavori di ultimazione dell'Ospedale Geriatrico Regionale, l'acquisizione degli immobili di proprietà dell'Ospizio di Carità di Aosta onde consentire a tale Ente di realizzare un pensionato per anziani in zona Pallin nella collina del Capoluogo, la riqualificazione dell'Istituto per anziani di Plan de Brun, in Comune di Perloz.

Circa l'edilizia pubblica, l'azione dell'Amministrazione si estrinsecherà nella sollecita ultimazione degli edifici comunali in corso di realizzazione e nell'individuazione e nella risoluzione di quei pochi casi ancora carenti.

Particolare attenzione verrà posta, in seguito, nell'individuazione delle località necessitanti di servizi ricreativi e sale di riunione, che potranno ultimamente essere collegate alle infrastrutture scolastiche con opportuni accorgimenti in sede di utilizzazione.

Entro queste linee direttrici si colloca il programma dei lavori che viene presentato in questo Consiglio per l'approvazione.

- Interventi nel settore della viabilità. - L'intervento nel campo della viabilità comunale è prevista in Lire 1.444.000.000 di cui 200.000.000 per bitumature, 159.000.000 per costruzione di piazzali, 43.000.000 per l'acquisizione di aree per la costruzione successivamente di piazzali, 182.000.000 per la costruzione di nuove strade comunali, 150 milioni ad integrazione di finanziamenti statali, 810.000.000 per proseguimento ed ultimazione di strade comunali in corso di esecuzione. L'intervento nel campo della viabilità regionale è previsto in Lire 682.000.000.

- Interventi nel settore delle opere igienico-sanitarie. -

Acquedotti: per quanto concerne l'intervento regionale nel campo degli acquedotti, l'importo complessivo è di Lire 1.033.000.000 così suddivisi:

- contributi della Regione ai Comuni: 415.000.000;

- contributi integrativi ai Comuni che (legge Tupini): 221.000.000;

- contributi integrativi ai Comuni che usufruiscono di finanziamenti ai sensi della legge 1090: 56.000.000;

- contributi ai Consorzi di Comuni per la costruzione di acquedotti intercomunali ai sensi della legge regionale del 2 marzo 1970 n. 10: 90.000.000;

- contributi integrativi ai Consorzi di Comuni che usufruiscono di finanziamenti statali: 249.000.000.

Fognature: Per quanto concerne l'intervento regionale nel campo delle fognature, l'importo complessivo è di 710.000.000 così suddivisi:

- costruzione diretta da parte della Regione: 240.000.000;

- contributi Comuni: 105.000.000;

- contributi integrativi ai Comuni che usufruiscono dei finanziamenti della legge Tupini: 35.000.000;

- contributi integrativi ai Comuni che usufruiscono dei finanziamenti della legge 10690: 306.000.000.

Cimiteri: per quanto concerne l'intervento per l'ampliamento di cimiteri, l'importo è di Lire 121.000.000 di cui:

- per la costruzione diretta da parte della Regione: 82.000.000;

- per contributi a Comuni: 39.000.000.

Nell'anno 1972 si prevede di sottoporre all'esame del Consiglio regionale un disegno di legge relativo agli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi domestici. Il testo del disegno di legge è attualmente in via di riesame e verifica, al fine di ottenere il minor costo di gestione con i criteri accennati precedentemente.

- Interventi nel settore dell'edilizia scolastica. -

Scuole materne: per quanto riguarda l'intervento regionale nel campo delle scuole materne, l'ammontare è di Lire 276.000.000 così suddivisi: fabbricati eseguiti direttamente dalla Regione: 130.000.000; contributi ai Comuni: 146.000.000.

Scuole elementari: l'intervento è di 147.000.000, di cui 102.000.000 per opere eseguite direttamente dalla Regione e 45.000.000 di contributo ai Comuni.

Scuole medie: l'intervento è di Lire 500.000.000 così suddiviso: per opere eseguite dalla Regione 122.000.000; contributi ai Comuni 378.000.000.

Scuole secondarie di 2° grado: l'intervento della Regione è di Lire 256.000.000; opere eseguite direttamente dalla Regione.

Per la costruzione diretta di palestre, l'intervento diretto della Regione è previsto in Lire 50.000.000. Occorre inoltre tener presente che un intervento di Lire 100.000.000 è previsto per edifici comunali comprendenti aule per le scuole elementari o materne. L'intervento complessivo, pertanto, per l'edilizia scolastica ammonta, complessivamente, a 1.365.000.000. Per gli edifici comunali, oltre ai 136.000.000 previsti per edifici misti, l'intervento della Regione per edifici comunali è di Lire 168.000.000 così suddiviso: edifici da costruire direttamente dalla Regione 60.000.000, contributi ai Comuni 108.000.000.

- Opere nel campo sociale. - L'intervento nella Regione per l'edilizia ospedaliera è di 683.000.000, per caserme Vigili del fuoco Lire 140.000.000.

Chiedo scusa ai Signori Consiglieri se l'esposizione può essere stata eccessivamente dilatata... (Voce) ...Certo che il contributo al programma lavori è molto fattivo, Avvocato Caveri. Avvocato Caveri, abbiamo letto le sue relazioni, in Valle d'Aosta i suoi pareri, i suoi giudizi per quanto riguarda le opere pubbliche sono conosciuti da tutti quanto lei valga come tecnico... (Caveri: ...alle elementari a imparare a leggere) ...Avvocato Caveri...

Montesano (P.S.D.I.) - Avvocato Caveri, non interrompa... (Caveri: ...quello è ... regionale) ...Per favore, Avvocato Caveri!

Rollandoz (D.P.) - Per fortuna non sono venuto a scuola da lei.

Caveri (U.V.) - Ma cosa crede che io... e tanto meno da lei, ha capito? ... non sa neanche leggere.

Rollandoz (D.P.) - Avvocato Caveri è molto bene educato ...

Montesano (P.S.D.I.) - Finisca il suo intervento, così non facciamo polemiche.

Rollandoz (D.P.) - C'è una cosa che è certa: l'Avvocato Caveri non riesce a complessarmi, sia ben chiaro, può urlare, può fare quello che vuole, non riesce a complessarmi. Io non ho questi complessi, sono un valdostano, Avvocato Caveri, non ho problemi, non ho preoccupazioni, non provengo dall'élite dalla quale proviene, mio padre fa il contadino e non me ne vergogno, non ... lasciamo perdere.

Caveri (U.V.) - ... solo a sentire come lei legge.

Personnettaz (D.P.) - Come tutti i valdostani. Abbiamo tutti la stessa voce, la stessa pronuncia ...

Rollandoz (D.P.) - Come tutti i valdostani, Avvocato Caveri ... C'è una cosa che della mia "erre" che mi dà anche difficoltà, non me ne vergogno.

Montesano (P.S.D.I.) - Finisca, finisca Rollandoz.

Personnettaz (D.P.) - Certo, i valdostani di Ivrea ... se lei ascolta il suo Fosson, altro che quello il modo di parlare... (Rollandoz: ...e non ce ne vergogniamo) ...fa paura, quando ... chiudano le orecchie.

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, Signorina Personnettaz!

Personnettaz (D.P.) - Ma sì, è sempre lì a insultare, nessuno insulta lui e lui deve insultare gli altri. Non è neanche valdostano!

Montesano (P.S.D.I.) - Concluda, concluda.

Rollandoz (D.P.) - Sono a disposizione per eventuali domande.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chiusa questa parentesi. Si passa agli interventi. Io voglio preavvisare i Signori Consiglieri che, per questi interventi si fa deroga dell'art. 53, che limita gli interventi, visto e considerato che c'è un oggetto su cui i Consiglieri hanno modi di intervenire varie volte per ciascun capitolo, quindi, perciò, si usa la prassi che si è usata per il bilancio, cioè si deroga dall'art. 53 per i due interventi. La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Non so perché la Signorina Personnettaz, Vice Presidente del Consiglio, abbia tirato in causa il sottoscritto in una questione che non interessava proprio niente, non so se nel clima elettorale, in questo momento, ci sia una super tensione e ci sia una, così, come dire, una idiosincrasia di sentire certe cose, ma dico la Signorina Personnettaz poteva benissimo tacere o se voleva rispondere al Consigliere Caveri, poteva rispondere, senza tirare in ballo il sottoscritto. Questo solo perché, a un certo momento, se uno è isterico, vada a portare il suo isterismo fuori da questa Aula... (Voce)

Caveri (U.V) - Ma le isteriche sono dalla vostra parte.

Fosson (U.V.) - ...io non ho detto questo, solo per precisare. Io sono brevissimo, sarò brevissimo, perché certe osservazioni le abbiamo già fatte in seno alla Commissione dei Lavori Pubblici e certamente, senza fare nessun appunto all'Assessore Rollandoz per la sua lettura, perché ognuno legge come può, quindi c'è mica niente, però dico... (voce di Caveri).

Montesano (P.S.D.I.) - Avv. Caveri, non provochi un'altra parentesi di polemica.

Fosson (U.V.) - Ho cercato di seguito quello che lei ha detto e, visto che aveva preparato una relazione, probabilmente, sarebbe stato preferibile che lei avesse fatto un riassunto di questa relazione e darlo anche in allegato, in maniera che avremmo potuto fare una discussione su quella relazione. Certamente che fare una discussione adesso su quella relazione, che ha durato un'ora e che l'abbiamo sentita così, è un po' difficile, tanto più che si adopera ... e vedo che, da quel lato lì, lei non è un valdostano, perché lei si è aggiornato moto bene ai termini, a tutti quei termini astrusi che si adoperano oggi per dire un sacco di questioni, che poi è difficile capire e io me li sono presi qui: centri decisionali, problematica generale, depauperamento, funzione trainante, ordinato sviluppo urbanistico, strumento tecnico della tipologia, interventi globali, strutture polivalenti e via dicendo. Ad ogni modo, tutto questo può essere benissimo riassunto, ma tutto questo non fa parte della ... Io avrei voluto poter fare una discussione approfondita su quella che è la relazione che è stata fatta, ma praticamente questo non è possibile, perché non era possibile prendere i diversi punti. Quindi, mi limiterò proprio a dire alcune cose. Prima di tutto, questo l'ho preavvertito in seno alla Commissione dei Lavori Pubblici, tengo di nuovo a precisarlo in seno al Consiglio, in seno all'Aula consiliare e dire che le raccomandazioni che sono state fatte l'anno scorso, perché questo programma di lavori pubblici fosse sottomesso alla Commissione Lavori Pubblici, in tempo, quest'anno non ha potuto essere mantenuto, anche con tutte le assicurazioni dateci, a suo tempo, dall'Assessore e praticamente nell'altra riunione del Consiglio, il Consigliere Manganoni, quando ha ricevuto la convocazione, se l'è presa con il Presidente della Commissione perché era già messa all'ordine del giorno della seduta consiliare, ma praticamente noi non potevamo fare a meno, perché se oggi si doveva discutere il piano dei Lavori Pubblici, dovevamo fare la riunione della Commissione due giorni prima e non potevamo vederlo subito.

Quindi, fatto questo rilievo, tanto perché si abbiamo le assicurazioni che, col prossimo anno, non succeda la stessa cosa, quindi solo per questo. In tutto quello che è stato detto dall'Assessore Rollandoz come affermazioni di principio, sono state fatte molte affermazioni, che possiamo condividere dal punto di vista programmatico. Però, queste affermazioni fatte dal punto di vista programmatico, non sono rispecchiate poi nel programma dei lavori, perché quando si parla di limitare l'eccessivo frazionamento degli interventi per concentrare in opere di una certa importanza, noi vediamo che per tutto, per tutti gli interventi che sono stati fatti per i diversi Comuni, si è proprio fatto un frazionamento minutissimo, perché si arriva a delle cifre di 2.500.000, 5.000.000 e via dicendo, per tutto, quella fetta importante di 1 miliardo e rotti che vanno per le strade comunali. Quindi, una cosa è quella che è la affermazione programmatica, un'altra cosa è quella che è rispecchiata nel piano dei lavori pubblici.

Ora noi ci rendiamo perfettamente conto delle richieste dei vari Comuni che bisogna soddisfare e via dicendo, però, a un certo momento, o si dice: "Noi vorremmo seguire questa linea, però continuiamo in quest'altra linea", altrimenti, non c'è niente di cambiato, anzi, io sto vedendo che, per i lavori stradali, le quote riportate per i vari comuni sono più spezzettate di quelle che erano nel passato, questo è un primo rilievo.

Siamo perfettamente d'accordo - e questo lo abbiamo sottolineato in altri occasioni - quando si fa l'affermazione "minimo costo e massima efficienza". Ora, anche per questo l'affermazione di principio è esatta. Io non so se attraverso le varie opere questo dettato, che viene condiviso da tutti e dovrebbe essere condiviso da tutti, viene effettivamente messo in pratica. Ho già avuto occasione di dirlo in altri casi che, praticamente, ci sono delle località che noi ci affrettiamo a servire con due strade e sono spese di centinaia di milioni non di pochi ... perché quando noi ... basterebbe citare la questione di By: noi vediamo che si fa una strada che va su da Ollomont, io non discuto, perché By gravita su Ollomont e, probabilmente, deve avere questa strada che va su da Ollomont e quindi cominciamo a mettere una fetta per questa strada che su da Ollomont, ma prima che da Glassier arrivi a By, questa strada, il costo di questa strada è di circa 450.000.000 o 400 milioni, al minimo, per andare da Glassier a Ollomont, ma, dall'altra parte, non ci aggiungeremo in altro campo di fare una strada che da Doues vada lo stesso a By, spendendo altre centinaia di milioni. Ora questo, a un certo momento, bisogna fare una scelta, perché non ... By è una bellissima località, ma non so se dobbiamo servirla con due strade, spendendo centinaia di milioni da una parte, centinaia di milioni dall'altra. Bisogna, a un certo momento, fare una scelta e se si fa una strada da una parte, non si farà più quella dall'altra prima di By. Perché lì, poi, ci sono altre ragioni, perché quella che dovrebbe andare da Doues, non dovrebbe passare a By, ma dovrebbe passare più in alto e andare a fare un giro enorme, a cinque chilometri per poi venire in un valloncello che va su al Col Fenêtre. Ma lasciamo perdere, è solo una questione di scelte programmatiche.

Abbiamo sentito la questione degli impianti di incenerimento; programma di un quinquennio. Io voglio solo ricordare, anche qui, siamo perfettamente d'accordio, è una questione urgente, voglio solo ricordare all'Assessore che, come Commissione dei Lavori Pubblici, desidereremo poi essere messi al corrente di queste cose. Avevamo avuto, anche qui, assicurazioni che avremmo visto ... per il momento, noi non abbiamo ancora visto niente, in questo campo.

Abbiamo visto qui e io ritorno a dire alcune cose che ho detto nella Commissione: opere di interesse regionale, avevamo parlato e presentato noi dell'Union Valdôtaine una mozione sulla strada dell'Envers, tutto il Consiglio si è pronunciato, si è detto di dare una priorità all'esecuzione, almeno dei primi tratti, per arrivare alla graduale sistemazione di questa strada; in quello che è stato detto dall'Assessore un momento fa, nella ristrutturazione della viabilità, si è parlato anche, o almeno, ho sentito della strada dell'Envers da Aymavilles sino a Pontey, però qui nell'elenco delle opere regionali non c'è niente.

L'Assessore l'altro giorno, in seno alla Commissione, su mia richiesta, ha detto che avrebbe messo allo studio, eventualmente, alcuni tratti di sistemazione di alcuni tratti di questa strada. Abbiamo anche individuato quali sono i punti che sono più critici, che la zona di Neyran ... ma io non ne discuto, per quello non voglio indicare quali sono i tratti da prendere in esame per primi, lasciando ampia libertà all'Amministrazione regionale, all'Assessorato, in questo campo, ma c'è la zona di Neyran, la zona di Pontey, c'è l'altra più in su, quindi, abbiamo avuto in seno alla Commissione queste assicurazioni da parte dell'Assessore. Io desidererei che queste assicurazioni venissero date anche in seno al Consiglio, in modo da avere la tranquillità che questo problema venga affrontato e non trovarci qui, fra un anno, di nuovo a parlare della strada dell'Envers e dire, di nuovo, che si prenderanno dei provvedimenti, si faranno dei programmi, però non vedendo niente di realizzato.

Mi ero permesso di indicare l'urgenza cioè la tragica situazione di un Comune nelle vicinanze di Aosta in fatto di acqua potabile ed è il Comune di St. Christophe, che aveva fatto una richiesta per la potabilizzazione dell'acqua, perché ha diverse sorgenti inquinate, anche di questo l'Assessore, in seno alla Commissione, ha detto, m'ha dato assicurazione che, eventualmente, se il Comune di St. Christophe che avrebbe almeno, almeno la necessità di mettere un potabilizzatore per il pozzo che si trova nella piana e che, eventualmente, il Comune poteva fare una richiesta e che l'Assessorato avrebbe provveduto a dare contributo. Anche di questo ... e desidererei che queste stesse assicurazioni venissero date in seno al Consiglio regionale.

Vedendo, io non voglio entrare attualmente nei particolari, perché, in caso quando vedremo i vari elenchi, se sarà necessario, vedremo di entrare ancora in altri particolari, ma la questione generale, vorrei ancora dire una cosa: in fondo, quando parliamo di lavori straordinari di interesse generale, noi vediamo che nelle zone, in certe zone turistiche si è previsto e praticamente ne parleremo anche oggi - Gressan delle infrastrutture turistiche di Pila, per St. Vincent e anche qui è logico perché abbiamo un Casinò - e abbiamo preso dei provvedimenti per fare questo e vedo però che le infrastrutture turistiche di Courmayeur, che è un altro centro turistico di una certa importanza, praticamente, almeno su questo elenco, di infrastrutture turistiche per Courmayeur non ne vedo, quindi chiedo spiegazioni anche per questo, perché dovremmo, nelle varie necessità, distribuite nella Valle, dovremmo vedere ... e so che Courmayeur ha diverse esigenze che sono state fatte presenti ed è un altro centro che noi non dobbiamo dimenticare dal punto di vista delle infrastrutture turistiche.

Ci sono altre questioni che abbiamo, che in tutti gli anni noi dell'Union Valdôtaine abbiamo sottolineato alla Giunta - qualunque Giunta fosse a quel posto - e che ogni anno abbiamo avuto delle assicurazioni che sarebbero state prese in considerazione queste raccomandazioni, però, ogni anno, queste raccomandazioni sono state disattese, parola di moda anche questa, e ... (Rollandoz: ...una parola potabile) ...disattese e praticamente mi riferisco a un orfanotrofio e al convitto femminile, perché, praticamente, noi continuiamo a mandare un sacco di giovani orfani fuori della Valle, sparsi in diversi Istituti, praticamente questa gente è sradicata dalla propria casa e dalla propria Regione e praticamente c'è un costo abbastanza cospicuo a carico dell'Amministrazione regionale.

Sappiamo quello che succede in tanti Istituti, perché, purtroppo, vari giornali ne hanno parlato e ogni anno noi ci permettiamo di sottolineare questo argomento, di richiedere di poter arrivare alla costruzione di un orfanotrofio ad Aosta, e ogni anno ci vengo date delle assicurazioni in merito, ma ogni anno si fa niente in questo campo. Quindi, siccome anche noi siamo valdostani e abbiamo la testa dura, continuiamo a insistere e penso che la Giunta non solo si militerà a voler darci un'assicurazione in merito, ma voglia, a un certo momento, fare un passo avanti e mettere allo studio questo problema, specialmente in questo momento, che non è un problema secondario, è un problema che quando si vuol parlare di andare verso, di tenere presenti quelle che sono le necessità della nostra popolazione, sono delle esigenze primarie che dobbiamo tener conto.

C'è la questione di un Convitto femminile e, anche qui, c'è un'esigenza di trovare la possibilità a diverse, perché diverse famiglie si trovano a disagio per far continuare i loro studi, si parla di pendolarità: una volta, quando Aosta aveva 7.000 o 10.000 abitanti, c'era un Convitto femminile che funzionava egregiamente, non solo egregiamente, che funzionava benissimo; da allora, da quando ha cessato il funzionamento di questo Convitto, praticamente non abbiamo più avuto un Convitto e c'è una necessità di avere un Convitto femminile. Certa gente manda ... non vuole mandare in quello attuale che, d'altra parte, ha una capienza che non permette di soddisfare tutte le necessità e molte studentesse devono andare in pensione, oppure continuare a viaggiare.

Quindi, anche questa è una esigenza fondamentale. Quindi, mi sono limitato in generale a fare queste osservazioni. Ho detto prima che non sarei stato lungo, avrei desiderato poter entrare maggiormente nei particolari di quella che è stata la relazione fatta dall'Assessore Rollandoz, vi ho già spiegato i motivi per cui non posso addentrarmi e prendere in esame i vari punti. Desidererei solo che quelle affermazioni di principio, che possono essere condivise, siano effettivamente messe in pratica, in modo che possano dare dei frutti reali in questo senso.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parla, sempre per interventi di carattere generale? Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - Io ho ascoltato la relazione assai lunga dell'Assessore Rollandoz e ho tratto alcune considerazioni. C'è stata una parte critica spietata verso alcune cose che sono state fatte in passato, ci sono state date delle direttive per il futuro, ma io vorrei ricordare all'Assessore Rollandoz che di questi principi, di queste ... per il futuro che lui ha dato, non sono state messe in atto, vale a dire, non sono state completate nel piano dei lavori, perché sulle 400 e più voci elencate in questo piano, noi vediamo che abbiamo un 78% di opere che sono completamente ampliamenti e sistemazioni, abbiamo un 12% di opere che erano già state elencate nei precedenti piani di lavoro e abbiamo circa un 8% di opere nuove. Quindi i principi elencati nella lunga relazione dell'Assessore non sono state attuate in questo programma dei lavori. Volevo sono fare questa considerazione, che penso sia utile a vedere come si dicono molte cose, ma, in pratica, non si fa niente, se non continuare su uno schema ormai vecchio.

Bancod (U.V.) - Io sono costretto a reclamare, insomma, non sono completamente soddisfatto del sistema che è stato adottato. Principalmente, le richieste prioritarie dei Comuni non ci sono state, generalmente i Comuni mettono, in primo luogo, i lavori più necessari, qui non sono state rispettate queste richieste qui.

Per esempio, adesso, sulle questioni di addentrarsi nei particolari, ma faccio un esempio: il Comune di Chambave ha richiesto bitumature, in primo luogo - perché effettivamente ha bisogno delle bitumature - e bitumature non ce ne sono per niente, come non c'è l'edificio comunale, che l'Assessore aveva promesso, l'edificio comunale, aveva detto che c'erano già i fondi dello Stato, invece, niente.

Tanti lavori sono già riportati dallo scorso anno, comunque, in ultimo, vorrei ritornare, come ha già detto il Consigliere Fosson, sulla questione della strada dell'Envers.

Ho visto, da un allegato distribuito adesso, che c'è un piccolo accenno su richiesta del Presidente della Commissione Lavori Pubblici, c'è un piccolo accenno.

Credo che sarebbe stato meglio mettere già subito, prendere questo problema più seriamente, comunque, questo non s'è verificato.

Io insisto che questo problema andrebbe inserito nell'elenco M), cioè dei lavori straordinari di interesse generale, perché si vede che: piazzali e parcheggi ad Aosta 100.000.000; Gressan, infrastrutture turistiche Pila 200 milioni, St. Vincent, infrastrutture turistiche, strade e parcheggi: 100.000.000. Direi che qui bisognerebbe includere anche la strada dell'Envers.

Io insisto ancora su questo problema e prenderò la parola, eventualmente, su qualche altra piccola questione.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola sempre su interventi di carattere generale?

Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Ha detto l'Assessore Rollandoz che il piano lavori pubblici è impostato secondo le direttive della programmazione.

Ora, io gli do atto che, in grandi linee, questo corrisponde al vero, no? E non ripeto quanto è già stato detto, nel senso che ci sono stati degli orientamenti diversi, tra questo Piano dei lavori pubblici e i precedenti, dovuto anche al fatto che, per esempio, mentre la viabilità era il problema n. 1, perché era impossibile costruire una scuola o una fognatura su un villaggio, se non c'era la strada per portargli il materiale, oggi, questo problema è, non dico totalmente superato, ma, in buona parte, risolto e quindi si possono dedicare i mezzi e l'attenzione ad altre opere.

Quindi, in linea di massima, questo è esatto, però, nei dettagli - almeno, in alcuni dettagli - è un po' meno esatto, cioè di qui vi è una sperequazione, in certi casi, notevole, fra i fondi che si stanziano e pertanto le opere che si eseguono, in certi Comuni, nei confronti di altri Comuni, in certi villaggi, nei confronti di altri villaggi.

Non voglio affliggere con dei lunghi dati, vi faccio solo qualche esempio. Mentre in certi villaggi, con pochi abitanti, dico questo, per esempio, le fognature: noi abbiamo dei Comuni interi che non hanno fognature; ora bisognerebbe tener presenti questi fattori, perché, oltre al fatto igienico, al fatto delle comodità delle popolazioni, ecc., vi è un altro problema, vi è il problema turistico. Noi sappiamo che il turismo si sviluppa se vi sono le infrastrutture, se vi è la strada, e in genere la strada c'è, se vi è l'acquedotto, se vi è la fognatura.

Ora, tutta la Valle, potenzialmente, è una zona turistica, se no, il turismo si sviluppa dove? In certi poli ben definiti, nelle altre zone della Valle, il turismo, purtroppo, non si sviluppa, perché? Le ragioni sono diverse: un po', in parte, entrano anche le ragioni che ho esposte, nel senso che se noi certe zone non le dotiamo di tali infrastrutture, non si può sviluppare, tenuto poi conto di un fattore, che per me è grave, cioè, che gli stanziamenti del turismo - e questo abbiamo avuto occasione di ripeterlo non so quante volte in questo Consiglio - sono per lo più destinati ai grandi centri, dove già il turismo è sviluppato e neanche le briciole - o delle briciole insignificanti - vengono destinati a quelle zone, che sono sviluppate turisticamente, ma che potrebbero esserlo, se noi ci mettiamo della buona volontà e dei mezzi. Quindi, dicevo, anche in questo senso, si sta commettendo un po' l'errore che io ho avuto in molte occasioni di lamentare in questa sede, sia per la destinazione dei fondi del turismo, sia per lo sviluppo delle aree turistiche.

Vi faccio un esempio pratico: ho avuto l'occasione di segnalare l'anno scorso, che in un piccolo villaggio che si chiama Frayé, a Verrayes, hanno aperto un bar, un modesto bar, beh, anche questo contribuisce a creare un'attività - no? - per quella gente che della terra, non può più vivere solamente della terra, ebbene, gli è stato imposto di chiudere, perché non c'era la fognatura. Ora quelli hanno ricorso, sono riusciti a mantenere questo bar aperto, comunque, avrebbero dovuto chiudere, perché la fognatura non c'era.

Ora, mentre noi favoriamo - ed è giusto che favoriamo - la costruzione dei grandi alberghi, dei grandi insediamenti al Breuil, Courmayeur, ecc., perché lì c'è acquedotto, c'è fognatura, c'è tutto, ebbene, in questo piccolo villaggio, non c'è la fognatura, noi mettevamo in condizioni una famiglia di doverlo chiudere.

Ora, sia molto chiaro, non è con questo che io voglio condannare il Piano dei lavori pubblici - no? - io osservavo solamente che dato, almeno, così deduco dalle affermazioni dell'Assessore, che è stato compilato, in base alle direttive della programmazione, io penso che la programmazione queste cose dovrebbe saperle e, se non le sa, se ne vada fuori, a agire un po', a vedere cosa succede in queste nostre frazioni alte, in modo che possa dare delle direttive più reali, più confacenti, alle realtà, alla situazione dei fatti, anche ai relativi assessori.

Sul fatto delle bitumature, io avevo già detto prima, volevo solo accennare a un fatto.

Forse, qui, nel tentativo di dare un indirizzo al Piano dei Lavori Pubblici, specialmente a edifici scolastici, opere igienico-sanitarie, di cui io ne dò atto, forse si è trascurato un pochino questo capitolo, perché si sono verificati in molte zone, molti villaggi, dove sono state costruite, non so, tratti di strada, piazzali, che non sono stati bitumati, appena costruiti, è naturale, perché ci vuole un periodo e i 200.000.000 che vi sono in questa voce, nelle bitumature, forse non sono state sufficienti per tener conto anche di questi piccoli lavori.

Comunque, in sede di Commissione, su cui io ho avuto occasione di fare le mie osservazioni, da parte dell'Assessore abbiamo avuto l'assicurazione di questi piccoli lavori, no?

Alle volte si tratta poi di un piccolo piazzale di 200 mq., o di una stradicciola, lunga, non so, 500 metri, o meno, che però se noi non la bitumiamo, noi sappiamo gli inconvenienti, il fango, quando piove, ecc.. L'Assessore ha assicurato che ne avrebbe tenuto conto di questi piccoli lavori.

Ora gli dò atto di questa affermazione, vero, comunque io non la faccio più lunga, ribadisco quanto ho detto. Mi auguro, però, che queste mie osservazioni vengano tenute in considerazione nell'elaborazione del prossimo piano del 1973, se queste che io ho giudicato alcune deficienze di questo Piano, si veda di correggerle, di rettificarle, nell'elaborazione del prossimo Piano, in modo che noi cerchiamo di mettere un po' sullo stesso piano tutte le popolazioni, anche quelle dei villaggi più sperduti, più dimenticati, magari, anche dei villaggi dove la gente non parte, non fa le petizioni, non viene qui alla Regione, con l'Assessore, perché chiede, perché domanda, giustamente, l'esecuzione della data opera pubblica.

Bisogna tener conto anche di queste popolazioni, le più modeste, ma che sono forse quelle che hanno più bisogno, più necessità di averle.

Savioz (P.C.I.) - Io volevo chiedere un'informazione all'Assessore ai Lavori Pubblici: ho visto uno stanziamento per la costruzione della strada d'accesso al cimitero di Villeneuve, è il vecchio cimitero, oppure si tratta di un cimitero nuovo? Il vecchio...

Allora, io vi pregherei di fare attenzione un momento e badate che lì, sapete che la strada è completamente in roccia, se non completamente, per un buon terzo, per una buona metà, in roccia, pensare di fare un allargamento, una sistemazione di quella strada lì, andate a toccare un problema di carattere ecologico che certamente ci lascerà delle amarissime soluzioni.

In secondo luogo, quella zona è vincolata, per fortuna, perché se no l'avrebbero già distrutta.

Allora, non so se sia più interessante spendere diversi milioni per fare una strada che sarà sempre una mulattiera ripidissima e non potrà mai essere una strada carrozzabile in nessun modo, se non sia molto meglio vedere di comperare il terreno e di fare un cimitero nuovo, a mio modesto avviso, seguire questa strada significa spendere decine di milioni e non risolvere il problema, tanto più che il Cimitero di Villeneuve era già insufficiente quanto il sottoscritto era Assessore al Turismo - quindi è per questo che ne parlo, perché ho avuto occasione di vedere quella pratica non so per quanto tempo -. È vero che la popolazione di Villeneuve ha un sentimentalismo nei confronti del Cimitero vecchio, ma è altrettanto vero che non possiamo mica spendere il denaro soltanto per dei sentimentalismi, il denaro è pubblico e poi dobbiamo risolvere i problemi. Risolvere il problema in quella zona è impossibile, perché non si può allargare il Cimitero, per nessuna ragione e allora, Signori, mi sembra che sia molto più logico vedere di impostare il problema, di comperare il terreno, di far un cimitero nuovo, come deve essere fatto, con tutte le regole e risolvere definitamente questo problema e non andare a deturpare un angolo che è veramente bello. Questa è la mia osservazione.

Volevo sollevare anche un'altra cosa: premetto che sono arrivato ieri sera tardi e non ho avuto il tempo di vedere le documentazioni, quindi, se dirò una cosa non giusta, la prego sin d'ora di scusarmi. Mi sembra che da questo Piano di lavori non sia stato affrontato il problema della sistemazione delle strade costruite quando eravamo in Giunta e che, purtroppo, i nostri mezzi non avevano permesso di sistemarli definitivamente. Non so, è un'impressione che ho avuto leggendo rapidamente tra le pagine, comunque mi limito a dire questo; se non fosse, allora, pregherei di tenere presente questa eventualità per un futuro, perché le strade o si fanno definitivamente con una soluzione definitiva ed è un'opera veramente encomiabile, oppure, il continuare a lasciare delle strade che sono Assolutamente impossibilitate a essere mantenute per il fatto che non ci sono le opere volute, anche qui, si finisce per sperperare del denaro, senza averne dei risultati.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?

Io prego i Signori Consiglieri di limitarsi, per il momento, a fare gli interventi di carattere generale, perché, dopo, passeremo all'esame particolareggiato di tutti gli elenchi, in occasione della cui lettura si potranno fare poi le dovute osservazioni.

La parla al Consigliere Quaizier.

Quaizier (D.C.) - Sono perfettamente d'accordo a quanto ha accennato il Consigliere Fosson per il comune di villeggiatura e mi permetto di pregare la Giunta di riesaminare la pratica del palazzo del ghiaccio di Courmayeur, che aspettiamo da tanti anni.

Manganoni (P.C.I.) - Ed allora io mi permetto di sollecitare alla Giunta di afferrare l'attenzione della Giunta su tutto l'alto Verrayes in su, che non ha né acquedotto né fognature. Verrayes richiede le fognature e l'acquedotto. Va bene che nell'alta zona di Verrayes i Consiglieri che non la conoscono, io li pregherei di andarla a vedere: è una zona stupenda, dove il turismo si può sviluppare. E qui mi riallaccio a quello che dicevo prima: allora, quei disgraziati, quei cittadini di categoria B o di categoria C che abitano in quelle zone, non hanno la fognatura, non hanno l'acquedotto.

Ecco perché io, prima, avevo detto all'Assessore: "Insomma, cerchiamo di perequare meglio gli stanziamenti delle costruzioni, delle infrastrutture, e osservi". Mi fermo a Verrayes, perché se continuo, ce ne sono di Comuni da elencare. Ora, sia molto chiaro, non mi si dica: "io sono contro qui, perché ..." - la solita antifona è quella: "Manganoni è contro il turismo" - Eh, no, Manganoni è contro il sistema di spendere i soldi, perché il turismo in Valle d'Aosta è concepito solo come Breuil, Courmayeur e St. Vincent, ma queste povere popolazioni non hanno il diritto di vivere? Si tratta di acquedotto, di acqua da bere, e si tratta di fognature.

Montesano (P.S.D.I.) - ... il Consigliere si voglia riferire anche a un programma che rientri nella programmazione regionale ...

Manganoni (P.C.I.) - Se la programmazione regionale non sa che lassù non c'è nè acquedotto né fognatura, vada a vedere.

Fosson (U.V.) - ...solo a un certo momento fare una precisazione su quanto io ho parlato di Courmayeur, anche perché, da quanto dice Manganoni, può sembrare che il sottoscritto sia contro l'acquedotto, le fognature di Verrayes, per spingere la questione di Courmayeur. Ma, allora, io sono perfettamente d'accordo su quanto dice Manganoni e mi sembra che quando ho parlato di programmazione, prima, e di quelli che sono gli interventi che, così, della sua relazione, sono stati indicati dall'Assessore, ho detto: "Benissimo, condividiamo quello che è un programma in quel senso, però non lo vediamo realizzato in questo Piano dei lavori".

Ora, quando ho parlato di Courmayeur, mi sono riferito agli interventi per le infrastrutture turistiche. Siccome per le infrastrutture turistiche sono previsti interventi che sono necessari, di una certa entità, per la questione di Pila, ci sono degli interventi per infrastrutture turistiche per St. Vincent, che noi riteniamo che siano necessari, ho detto: "Teniamo conto che per le infrastrutture turistiche c'è anche la questione Courmayeur".

Quindi, se si fa un programma di infrastrutture turistiche, si mettano sullo stesso piano questi centri turistici, per vedere quelle che c'è da fare, questo non per dare una priorità a queste cose qui, perché riteniamo che la priorità vada data a quelle altre necessità urgenti, d'altra parte, quelle che sono state date sempre in passato.

Montesano (P.S.D.I.) - Senta, Consigliere Manganoni...

Manganoni (P.C.I.) - ...nella frazione Pléod, Comune di Aosta, non c'è la fognatura, va bene. A 500 metri, ma queste cose, non le sa il Consiglio Regionale. Scusi Presidente questo sfogo, ma io quando sento certe enormità...

Montesano (P.S.D.I.) - ...Sì, ma d'altra parte c'è una...

Manganoni (P.C.I.) - ...i cittadini, noi diciamo, facciamoli stare in montagna e poi a quei disgraziati non facciamo né acquedotto né fognatura, li dimentichiamo, allora cosa stiamo...

Montesano (P.S.D.I.) - ...Lo vedremo negli elenchi particolareggiati...

Manganoni (P.C.I.) - ...perché non facciamo niente, li discriminiamo, perché li trattiamo da cittadini di ultima categoria, questa è la verità.

Montesano (P.S.D.I.) - Lo vedremo negli elenchi particolareggiati.

L'Assessore darà le risposte a ciascuna domanda rivolta dai Consiglieri.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Ho ascoltato anch'io la lunga esposizione fatta dall'Assessore ai Lavori Pubblici sul Piano regionale e sulle future intenzioni.

Non entro nel merito su queste future iniziative da prendere per lo sviluppo generale di tutto il territorio della Valle d'Aosta, in quanto ritengo che tale discussione dovrà essere oggetto di un'ampia discussione generale allorquando conosceremo tutto lo studio fatto dall'ufficio tecnico della programmazione.

Comunque ritengo che l'esposizione fatta dall'Assessore ai Lavori Pubblici, che vuole collegare il Piano generale dei Lavori Pubblici stesso con alcuni dati della programmazione regionale. a me pare che sia abbastanza ovvia, se non altro ci permette di capire il perché si fanno alcune scelte anziché altre e ci permette anche di notare alcune contraddizioni che saranno oggetto di discussione al momento in cui si verificheranno gli agganci fra impostazione provvisoria e programmazione generale. Comunque, non voglio entrare nel merito, perché, ripeto, sarà un discorso futuro che dovrà essere affrontato.

Sul piano dei lavori di quest'anno, non ho eccessive riserve da fare. Quello che ritengo che non vada bene, che non vada nel suo giusto senso, sono il ripetersi di opere già previste sul Piano del 1971. Io mi sono preso la soddisfazione di fare qui un elenco di tutte le opere che erano stato previste nell'anno 1971 e ne faccio grazia di leggerle perché, se dovessi leggerle tutte, sono 75 che ammontano ad una somma molto impressionante, che si aggira attorno, addirittura, al miliardo o una cifra di 888 milioni, opere che erano elencate nel Piano dei lavori del 1971 e che sono riportate integralmente, di nuovo, quest'anno.

Ora, io vorrei sapere quali sono le cause che provocano questo incidente, se sono i Comuni che non danno diciamo l'istruttoria completa delle loro domande - cioè progetti, disposizione di terreni - oppure se il breve tempo che hanno a disposizione i Comuni per elaborare i loro piani di lavoro, oppure se il gravame, che grava sul Comune, sul costo dei progetti. Se fosse questo, bisognerà provvedere in qualche modo a che i progetti non siano sempre a carico dei Comuni, perché un Comune che vuol sottoporre un Piano dei lavori di 50-60 milioni, si trova già a dover pagare sette o otto milioni solo di spesa di progettazione, naturalmente non trova i fondi per farlo.

Sono le domande che io voglio fare all'Assessore, il motivo per cui si manifesta questa anomalia sulle opere già impostate l'anno scorso, perché, se no, le riportiamo sempre, di anno in anno, per la rimanenza. Mi permetto di dire di essere abbastanza soddisfatto del Piani dei lavori.

Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Rollandoz, lei vuole intervenire prima di incominciare l'esame particolareggiato?

Rollandoz (D.P.) - Gli interventi dei vari Consiglieri, in linea di massima, sono stati benigni. Le critiche che hanno mosso, erano critiche che io davo già per scontate. È chiaro che l'Ufficio programmazione dà delle indicazioni programmatiche, a cui tendere.

Noi, come Giunta, nel limite del possibile, abbiamo tentato di avvicinarci a questi indirizzi programmatici della programmazione.

Io riconosco che non in tutto siamo riusciti a seguire questi indirizzi programmatici. D'altronde, stiamo partendo da zero, lentamente; la nostra tendenza è di arrivare a seguire gli indirizzi completi della programmazione.

Quest'anno abbiamo fatto un primo sforzo per avvicinarci a seguire, per quanto era possibile, queste tendenze della programmazione.

Per esempio, sulle strade, questa piccola osservazione: 182 milioni di nuove strade, mentre 810 milioni solo per l'ultimazione di strade già iniziate, cerchiamo di seguire questa tendenza.

Nell'edilizia scolastica, faccio l'esempio della scuola media, c'è la tendenza di dire: "La scuola media va suddivisa nei comprensori"; abbiamo incominciato prevedendo un comprensorio, diciamo, nel futuro, dovremo prevederne ancora un altro. È una tendenza che cerchiamo di seguire nel limite del possibile, tenendo presente sia la mentalità che hanno le amministrazioni comunali, l'abitudine di richiedere, le graduatorie delle richieste fatte dalle amministrazioni comunali.

Faccio presente che alcuni Comuni hanno richiesto un elenco di 40 strade. Un Comune ha un elenco di 40 strade e niente.

Quindi, anche, l'esclusivamente fare la cresta alle richieste dei Comuni non so se sia molto più giusto che questo sistema di cercare di intervenire in rapporto alle necessità effettive della popolazione.

Io capisco che il Consigliere Manganoni, quando parla del Comune di Verrayes - uno dei tanti - è un Comune che ha 65 frazioni, mi pare, è chiaro che fino ad oggi, il grosso sforzo che ho dovuto fare nel campo della viabilità e non l'ho ancora ultimato, però esiste il problema della fognatura, esiste il problema dell'acquedotto. L'anno scorso quando la Giunta regionale ha predisposto il programma dei lavori, da inserire nella legge 1090 dello Stato, ha inserito Verrayes e St. Denis, con un importo di 250 milioni, ed è giunto ieri, il programma quinquennale che era stato approvato dal Ministero dei Lavori pubblici e trasmesso, e ieri ci è pervenuta la comunicazione della fetta del 1972, che prevede già un primo lotto, per Verrayes e St. Denis, per queste fognature.

Il Consigliere Fosson ci parla della strada di By. Io sono d'accordo con il Consigliere Fosson, quando mi parla di questa doppia strada, circa tutte le riserve che lui avanza circa l'opportunità di costruire questa strada, grosse riserve che avevo anch'io, d'altronde, questa è una strada finanziata della legge Tupini, il nostro contributo di 18 milioni è ad integrazione ai 60 milioni del finanziamento statale.

Quando noi abbiamo resistito all'Amministrazione Comunale dicendo: "Per la zona di By, è già prevista una strada interpoderale che corre in quota, partendo da Doues lungo il canale e va fino alla zona di By", "Ecco, l'Amministrazione Regionale vuol fare perdere al Comune di By, i 60 milioni dello Stato" e allora, per non far perdere i 60 milioni dello Stato, abbiamo dovuto prevedere l'integrazione di questi 18 milioni, ovvero sia, queste scelte l'Amministrazione regionale non può più farle al momento in cui il finanziamento è assicurato, deve farlo in sede di approvazione di progetti.

Quando si vedono richieste pazzesche presentate dalle Amministrazioni comunali, anche inoltrate allo Stato, l'Amministrazione regionale deve avere il coraggio - come stiamo tentando, non dico che lo facciamo - di dire alle Amministrazioni comunali: "Ci pare un'opera spropositata".

Quando, invece, c'è già il finanziamento promesso, garantito, non abbiamo ritenuto di inserire l'integrazione dei 18 milioni, per non lasciar perdere quel finanziamento.

Per gli impianti di incenerimento, la Giunta regionale ha predisposto una legge, è stata approvata; la Presidenza del Consiglio l'ha trasmessa alla Commissione Sanità, che mi pare sia stata approvata; la Commissione Affari Generali e Finanze ha ritenuto di rivedere un momento questa legge, per chiedere ulteriori chiarimenti alla Commissione Tecnica.

La Commissione tecnica, in questo momento, sta riesaminando la legge, per fare una relazione comparativa tra la soluzione proposta di cinque impianti di incenerimento comprensoriali e due o tre impianti centralizzati, per vedere quale soluzione è più economica.

Ritengo che, nel giro di una quindicina di giorni, possa darci questa soluzione.

Per la strada de l'Envers non siamo convinti della necessità della costruzione di questo asse attrezzato. L'abbiamo ammesso in Consiglio quando abbiamo parlato espressamente della strada dell'Envers, lo abbiamo riaffermato questa mattina nella relazione generale, nei prossimi Consigli, nel prossimo Consiglio se è possibile - non quello del 17, il primo successivo - porteremo in Consiglio una delibera in cui si dichiara quella strada comunale di interesse regionale, è il solo modo affinché l'Amministrazione regionale possa provvedere a dare l'incarico di progettazione, perché finché rimane strada comunale dovrebbero essere le Amministrazioni comunali per legge a provvedere alla progettazione.

Nei prossimi Consigli porteremo una delibera in cui il Consiglio, se è d'accordo, delibererà di dichiarare la strada dell'Envers di interesse regionale, pertanto, l'Amministrazione regionale potrà provvedere a far redigere i progetti per i tratti riguardanti quanto affermato dal Presidente Fosson.

Io affermo quanto già emerso in Commissione che, appena il Comune di St. Christophe invierà la delibera per quell'impianto di potabilizzazione della pianura, la Giunta provvederà con apposita delibera. D'altronde si tratta di un contributo di un milione e mezzo che rientra nelle competenze della Giunta.

Per quanto riguarda le infrastrutture turistiche previste nell'ultimo allegato, faccio presente che sono state inserite Pila e St. Vincent, perché sono infrastrutture turistiche previste da convenzioni che l'Amministrazione regionale dovrebbe approvare nel corrente anno, in linea di massima; difatti, oggi c'è all'ordine del giorno per la zona di Pila e anche prossimamente si dovrà portare la convenzione di St. Vincent, pertanto sono stati messi in programma queste due opere.

Al Consigliere Manganone vorrei dire che non è che io abbia voluto fare una critica a quelli che mi hanno preceduto, faccio una critica anche al nostro operare fino ad oggi, quindi, anche al mio operare. Dico "fino ad oggi" critichiamo il modo con cui si sono fatte le cose, quindi anche il mio operare critico. Riteniamo che, secondo questi nuovi indirizzi, dovremmo agire diversamente, quindi, non è una critica a chi mi ha preceduto, è una critica anche a me stesso per come ci siamo comportati finora negli interventi. Dobbiamo cercare di migliorare nel futuro questo modo di intervenire.

Quindi, al Consigliere Bancod mi pare che per la strada dell'Envers ho già accennato; per l'edificio comunale, l'edificio comunale di Chambave è stata presentata da parte dell'Amministrazione comunale domanda di finanziamento allo Stato. Quando ci siamo recati presso il Ministero dei Lavori Pubblici abbiamo appoggiato detta richiesta che era l'unica richiesta di costruzione di municipi per la Valle d'Aosta e che era stato promesso che sarebbe stato inserito nel programma 1972. Appena arriverà la promessa di finanziamento da parte dello Stato, noi provvederemo a prevedere l'integrazione del contributo.

Per le fognature, il Consigliere Manganoni, credo, che la risposta era stata un po' quella generale. È chiaro, tanto sono le critiche che possono essere portate in questo programma lavori, non so, se io fossi lì, sono convinto che ne potrei muovere ancora di più, avendo collaborato alla relazione. È chiaro, noi cerchiamo di seguire le tendenze che ci sono consigliate dall'Ufficio programmazione, per quanto possibile, la programmazione dà degli indirizzi, noi facciamo il possibile di seguirli. Non li abbiamo seguiti per alcune cose, vi è ancora un eccessivo frazionamento di interventi. Siamo convinti che bisognerà tendere ad ovviare sempre di più a questo eccessivo frazionamento.

Il Consigliere Savioz, problema del Comune di Villeneuve, vedo che il Consigliere Savioz lo conosce bene. A Villeneuve la rotazione del Cimitero è sottodecennale, ecco, dico solo questo, quindi, conosciamo cosa può implicare anche penalmente questo fatto. Anni fa era stata fatta una petizione fra la popolazione, il 97% della popolazione aveva richiesto la sistemazione e l'ampliamento dell'attuale cimitero, solo il 3% aveva accettato la soluzione di un cimitero nuovo, ecco, quindi, bisogna anche mettersi un po' nei panni dell'Amministrazione comunale. È chiaro che l'Amministrazione regionale non può intervenire d'autorità ad imporre un cimitero nuovo a una Amministrazione comunale che segue il volere della popolazione al 97%.

Per quanto riguarda la strada, è esatto, il progetto appena sarà redatto verrà sottoposto, dato che è una zona vincolata, al parere della Sovraintendenza, Antichità e Belle Arti.

Brevemente, può darsi che si abbia ancora l'impressione che rimangono ancora alcune strade non ultimate bene nella Valle d'Aosta, ve ne sono parecchie, difatti, la nostra tendenza è stata quella di fare uno sforzo notevole in sistemazione e ultimazione di queste strade. Ricito le cifre: 180 milioni solamente per nuove strade, 810 milioni per ultimazioni e sistemazione di strade già esistenti; uno sforzo è stato fatto.

È chiaro che, per la soluzione globale, soltanto per la sistemazione e l'ultimazione delle strade iniziate - strade comunali - occorre un importo di 2 miliardi e mezzo.

Credo che al Consigliere Quaizier forse risponderà meglio di me l'Assessore al Turismo.

Consigliere Tonino, parte generale, per quanto riguarda il ripetersi di opere, dal 1971, in parte è dovuto alla mancanza di progetti, parte alla mancanza di disponibilità di terreni, ecco, non credo, non mi risulta che sia mancato per la mancanza di progetti per indisponibilità finanziaria dell'Amministrazione comunale a pagare i progetti. Non mi risulta questo, mi risulta che una parte delle opere non realizzate è dovuto alla mancanza di progetti e una parte all'indisponibilità di opere pubbliche e l'anno scorso, devo ammetterlo, una parte alla mancanza di fondi dell'Amministrazione regionale da un certo punto.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora passiamo all'esame particolareggiato dei diversi elenchi. Io prego, prego...

Rollandoz (D.P.) - Potremmo chiedere alla Presidenza del Consiglio che trasmetta anche la legge alla Commissione Lavori Pubblici.

Montesano (P.S.D.I.) - Per gli inceneritori è arrivata la legge, cioè è stata nominata una Commissione ristretta dei Lavori Pubblici e, semmai, dopo che abbiamo avuto quella relazione, può essere inviata anche ai Lavori Pubblici.

Allora, io prego il Consigliere Segretario di leggere soltanto i titoli degli elenchi. Per ciascun elenco, chi vuol prendere la parola, per fare delle osservazioni, così possiamo andare avanti.

Programma lavori pubblici 1972 - Elenco A - Opere di interesse regionale - Opere stradali per un totale di Lire 270 milioni.

Elenco B - Lavori Stradali finanziati ai sensi delle leggi 21.4.1972, n. 181 e 9.4.1971 n. 167 - Spese a carico dello Stato nella misura del 50% - Spese a carico della Regione Lire 152.100.000.

Andrione (U.V.) - Io vorrei chiedere quand'è che sarà ultimato il ponte sulla Dora Baltea per Champorcher.

Manganone (D.C.) - Devo fare le medesime domande che ha fatto il Consigliere Andrione: vorrei chiedere quand'è che l'Assessore pensa di dare inizio alle opere del ponte e qual è il tronco che va all'appalto all'incirca sulla strada di Champorcher, dove inizia e dove termina il secondo tronco all'incirca. Grazie.

Rollandoz (D.P.) - Mi fa piacere, è giunta la settimana scorsa dal Ministero dei Lavoro Pubblici l'approvazione del ponte sulla Dora Baltea, per il collegamento della strada regionale di Champorcher.

Riteniamo, entro la fine di questo mese, di mettere all'appalto il ponte.

Adesso bisogna vedere la qualità d'acqua e sarà possibile iniziare i lavori; questo diventa un altro problema, comunque, entro la fine del mese, il ponte sulla Dora di Champorcher verrà messo all'appalto. Il secondo tronco, di circa 90 milioni, dovrebbe prevedere all'incirca un tratto di un chilometro, all'incirca... (Voce)

Lavori stradali finanziati ai sensi della legge 20.10.1971 n. 912, per un totale di lire 260 milioni.

Chabod (D.C.) - ...strada del Nivolet, sono 100 milioni che sono già stati appaltati o devono essere appaltati adesso? Che cosa si prevede per la strada del Nivolet?

Rollandoz (D.P.) - Per l'ultimazione della strada del Nivolet...

Montesano (P.S.D.I.) - Aspetti un momentino che c'è un'altra domanda.

Savioz (P.C.I.) - Io sono molto preoccupato di un rapporto che ho seguito sui giornali ultimamente, perché, da questo rapporto sembrerebbe che questa strada viene costruita senza tenere nessun conto di quello che può essere la salvaguardia paesaggistica, flora, ecc.

Io capisco che fare le strade, bisogna farle, bisogna buttare in aria la roba, d'accordo, però sembra che lì, a un certo punto, abbiano fatto degli sbancamenti in roccia e abbiano fracassato letteralmente tutte le piante che sono a valle.

Ora capisco che... (voce) ...dare le mine non è una cosa semplice, lo so, per esperienza, però, a un certo punto, si può anche escogitare, trovare dei sistemi di dare le mine senza fracassare tutta la pineta! Per fare una pineta ci vogliono cinquant'anni, come minimo.

Adesso, la pineta rovinata in quel modo, passeranno dei secoli e, forse, tenuto conto dell'altitudine, è facile anche che non si riproduca più.

Quindi io dico, a un certo punto, cerchiamo di prendere dei provvedimenti in questo senso.

Non è detto che non si possono, si possono prendere dei provvedimenti.

Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Rollandoz ...Ancora Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Vorrei porre, non so se l'Assessore può rispondermi, c'è l'autorizzazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso per costruire questa strada?

Questo è un punto che io mi chiedo, perché, mentre il Parco del Gran Paradiso voleva far succedere il finimondo per una stradicciola, dove non si è sparato una mina, poderale, in mezzo al bosco, che non rovinava niente, non si è fatto un muro, niente, lì bisognava ripristinare - no? - il Consorzio doveva andare per via legale, pagarsi gli avvocati, perché quelli denunciavano questo che ha massacrato il paesaggio di ... E Savioz ha ragione, c'erano quei pochi larici, in quelle pareti, oggi sono o distrutti o molti stroncati a metà e non so guardare quella zona, non la si riconosce da quello che era prima.

Ma qui il Parco non dice niente, su questo, il Parco, no? Però quando lei deve fare un sentierino in mezzo ad un bosco, dove non rovina niente, non lo si vede neanche, lì si pianta un quarantotto.

Ora, io mi direi, sarebbe anche tempo, e non so, io sono per la tutela del parco, sia molto chiaro, però non ci devono essere due pesi e due misure, non ci devono essere neanche gli eccessi, ma c'è di più, per questa stradicciola si era accettata la proposta dell'Assessore all'Agricoltura di mettere una sbarra alla partenza con le chiavi ai consorzisti, in modo che non sarebbe diventata una strada di afflusso dei turisti, ecc.

Ora qui io penso che anche da parte della Regione, bisogna che qui si prenda una posizione. Di là si può massacrare tutto, di qua son si può fare niente.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora risponde Assessore.

Rollandoz (D.P.) - Per l'ultimazione della strada del Nivolet, occorrono ancora circa 400 milioni, quindi, 100 milioni sono lavori che verranno appaltati quest'anno, opere da fare.

La strada del Nivolet rovina il paesaggio, siamo tutti d'accordo, però, io dico, non so come la Giunta possa mettersi a discutere su un'opera realizzata per cinque settimi, opera realizzata per cinque settimi e iniziata quanto l'attuale Presidente del Parco, Avv. Oberto, era Presidente della Provincia di Torino e Presidente del Parco.

È chiaro che, per quella strada, l'autorizzazione c'è stata subito.

Può rovinare tutto quello che si vuole, ma l'autorizzazione c'è stata subito.

La Giunta regionale ha preso posizione contro quelle lettere inviate dal Parco per queste opere che il Parco riteneva abusive, con una presa d'atto, che è stata trasmessa regolarmente all'Ente Parco. Parte del Consiglio di amministrazione del Parco si è riunita presso l'Amministrazione regionale, nel quale si è parlato chiaramente che non accettavamo il discorso dei due pesi e delle due misure, che queste strade interpoderali - come bene dice Manganoni - i proprietari si sono impegnati a mettere la sbarra e, pertanto, hanno promesso ufficialmente che queste concessioni verranno rilasciate.

Per la strada del Nivolet, non so, ecco, io non mi sento e la Giunta non si sente di mettere in discussione quest'opera, a questo momento. Da parte del Nivolet è giunta, in fondo al piano del Nivolet, da parte dell'Amministrazione Provinciale e da parte della Valle d'Aosta si sta facendo veramente il tratto più brutto, è chiaro che ha massacrato quei quattro pini che vi sono lì, sull'Aroley, nella zona, li hanno massacrati completamente, però bisogna dire non si vede come si possa eseguire una strada, sbancamento in roccia, con una pendenza dell'80-90%, anche di più, senza far precipitare i massi a valle. Non è che si tratti di sparare alcune mine, è completamente in roccia.

Non bisognava iniziarla. Questo siamo d'accordo.

Opere di edilizia scolastica, per un totale di 619 milioni 850 mila Lire.

Fosson (U.V.) -Volevo sapere: la scuola secondaria di Via Torino, il progetto è stato approvato dalla Sovraintendenza? ...la scuola di Via Torino, il progetto è stato approvato dalla Sovraintendenza?

Milanesio (P.S.I.) - Fa parte della Commissione in cui si approvano questi progetti.

Noi non l'abbiamo vista, non è zona vincolata, però il Sovrintendente fa parte della Commissione che abitualmente esamina questi progetti.

Fosson (U.V.) - Siccome edilizie scolastiche se ne faranno ancora, abbiamo detto più volte, qui, che in genere i fabbricati che vengono finanziati dalla Regione sono i più brutti, ma quello di Via Torino, con quelle garitte che sembrano - dicevo l'altro giorno alla Commissione e lo ripeto qui, tanto perché ... come raccomandazione - quelle garitte che sembrano di guardia su cinta, intorno alle nuove, o a qualunque prigione, tipo Civitavecchia o via dicendo, si eliminano, non si moltiplichino, perché è veramente un orrore.

Poi, m'hanno parlato che si sono sbizzarriti anche a fare un condotto ovale per l'accesso alla palestra, quello non è ancora costruito, quindi, eventualmente, solo una raccomandazione: che se il Sovrintendente deve interessarsi di queste cose qui, cerchi di richiamare all'ordine certi progettisti.

Rollandoz (D.P.) - La sopraelevazione della palestra della Scuola Media è per due motivi: il primo, perché l'attuale copertura ha delle infiltrazioni, quindi, occorrerebbe provvedere a una ulteriore copertura; nel contempo, dato che servono quattro aule o più, si realizzano queste aule in più.

Milanesio (P.S.I.) - In materia di gusto, come voi sapete, è tutto opinabile.

Ora è chiaro che noi non possiamo neanche comprimere troppo la fantasia dei progettisti, degli architetti, io personalmente, su quel progetto, posso dire che volumetricamente, si inserisce bene in quel cotesto, non è elevato, insomma, non dà fastidio. Ora, se lo si va a esaminare nel singolo particolare, va beh, ci sono queste protuberanze, questi bow-windows che hanno un po' la forma del fortino di Sidi Bel Abbès, però, va beh, però, dico, fa parte di un modo di esprimersi in cemento armato, non sta neanche male. È opinabile tutto, però, ripeto, sotto il profilo volumetrico, dell'inserimento di una sagoma, in quel contesto, non ritengo stia male. Era importante fare una costruzione abbastanza bassa, che si defilasse e che non desse fastidio all'Arco d'Augusto che è lì vicino, che è visibile.

Certo che si tratta di un accostamento di architetture un po' composite: abbiamo il Palazzo delle Fontine, con quel tetto, così, abbiamo quest'altro con queste forme, però, non è un pugno in un occhio. Discutibile, sotto il profilo estetico, come tante altre cose. Io, poi, sul condotto ovale, non ne so niente, ripeto, non è una questione che ... non è capitata alla Sovrintendenza come tale, però, c'è una Commissione di cui fa parte il Sovrintendente.

Ora, "de gustibus". Sapete, questo è un problema, tra l'altro, la legge del '39 dà al Sovrintendente una competenza in materia di gusto, esclusiva, cioè in poche parole, costui dovrebbe essere una specie di super-esteta, che vede una cosa e giudica dall'alto della sua sapienza. Ora, noi sappiamo che queste cose non esistono, anche se le persone possono avere un valore individuale, anche culturale, molto elevato, però quando si scende a discutere di gusto, il gusto, ripeto, è molto vario.

Montesano (P.S.D.I.) - Avanti.

Andrione (U.V.) - Non è una domanda, è semplicemente un'affermazione alla polemica che dura da circa cinque anni. Io affermo che la sistemazione del Collegio Gervasone di Châtillon, con questi ultimi 25 milioni, non so esattamente la cifra, ma che viene a costare largamente oltre mezzo miliardo, costava meno bombardare la vecchia costruzione, raderla e costruirla nuova.

Opere nel campo sociale, per un totale di Lire 440 milioni.

Freppaz (U.V.) - Volevo semplicemente chiederle, siamo rallegrati per il finanziamento di 80 milioni, però sono destinate le spese di progetto, di bando di concorso?

Rollandoz (D.P.) - Primo lotto della costruzione del fabbricato. Adesso, per quanto riguarda la progettazione, l'Assessore Benzo, nel pomeriggio che abbiamo discusso il bilancio, ne aveva accennato.

Per quanto riguarda la progettazione di Plan de Brun, che avrebbe esaminato con il progettista e con il Comune l'eventuale possibilità per la progettazione.

Però questi 80 milioni sono esclusivamente per la costruzione di un primo lotto.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io volevo sapere la spesa per la progettazione di questo ricovero, a carico di chi va: al Comune di Perloz, oppure all'Amministrazione regionale?

Benzo (D.P.) - Non mi ero informato per quella domanda che era stata fatta, circa la prima progettazione, non quella che verrà fatta in base al bando predisposto dalla Giunta.

Mi era stato detto che erano stati già previsti, sì, due milioni e mezzo, ma nel BIM, parlo per la progettazione. Non è possibile nove e mezzo, perché sarebbe stata un'opera mastodontica. Due e mezzo, a carico del BIM, niente da parte della Regione.

L'ho saputo così, non riguarda il mio assessorato, ma comunque... non risulta all'Assessorato ai Lavori Pubblici. C'erano due milioni e mezzo previsti al BIM.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Su alcune opere di interesse regionale, io credo che questo rientri nell'interesse inter-comunale o regionale, le spese di progettazione sono a carico della Regione.

Benzo (D.P.) - ... non ritenuta idonea, ecc. ecc.: ora mi sono informato che c'era stato un certo stanziamento: il BIM aveva stanziato due milioni e mezzo, adesso non so se il Comune ha provveduto o meno a pagare quella prima progettazione di un anno fa, certamente che l'opera sarà pagata dalla Regione.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, si passa all'elenco B). A proposito di questo elenco, io credo che i Signori Consiglieri hanno ricevuto il parere della Commissione ai Lavori Pubblici, la quale propone le modifiche che sono elencate, quindi, non so se queste modifiche sono poi accogliibili da parte della Giunta. Sono elencate nel parere espresso, all'unanimità, dalla Commissione.

Prego, Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Siamo all'elenco B).

Le modifiche che sono portate qui, una parte di queste modifiche sono state proposte direttamente anche alla Commissione, direttamente dall'Assessore, nel senso che, in seguito a dei contatti, con dei Comuni, ci sono stati certi spostamenti di impegni, senza variare le cifre, praticamente da un lavoro a un altro, intervenuto dopo che era già stato pubblicato, fatto il Piano dei lavori.

Quindi, altre sono venute fuori dalla Commissione, qualche piccola variazione, ma praticamente sono state riportate tutte qui per rettificare sull'altro...

Quindi, certe spiegazioni le abbiamo già chieste in seno di Commissione, qualcun'altra, ritengo, ad esempio, per conto mio, vorrei ripeterla qui in Consiglio o chiedere qualche supplemento di informazione su certe cose che non ho chiesto alla Commissione.

Elenco B) Lavori stradali, per un totale di un miliardo 344.350.000, di cui, per costruzione piazzali: 159 milioni e, per acquisizione aree destinate a piazzali: 43 milioni 400.000.

Fosson (U.V.) - Mi limiterò... molti chiarimenti - come ho detto prima - che ho già avuto in Commissione, non li ripeterò. Ci sono alcune cose già fatte presente in Commissione, invece, che ritengo di farle presente anche in sede di Consiglio, perché praticamente può interessare anche altri Assessorati.

Mi riferisco, particolarmente, ai lavori di Aosta e sistemazione del piazzale Narbonne, va bene, costruzione del passaggio pedonale collegante Piazza Chanoux al piazzale Narbonne. Ora, questo che è stato detto, che si prevede eventualmente di fare un portico, una cosa e l'altra, dal passaggio da Piazza Chanoux al piazzale Narbonne.

Ora, lì bisognerà vedere se conviene fare un portico o se non conviene addirittura tagliare una fetta della casa, se si fa quello, perché ... quindi bisognerà vedere molto bene secondo me, perché la questione del portico lascia sempre la parte molto stretta della viabilità. E poi c'è la questione che avevamo già detto, che ci sono alcune difficoltà, ma per i tecnici possono benissimo essere superate ed è la parallela alle Porte Pretoriane, cioè il collegamento del piazzale Narbonne con il nuovo piazzale, parking, delle Porte Pretorie, perché praticamente quel passaggio lì bisogna assolutamente che sia fatto, se vogliamo dare una funzionalità maggiore al parking delle Porte Pretorie, e, nello stesso tempo, dare uno sfogo a piazza Narbonne.

Quindi, sono queste cose qui la questione di Aosta, eventualmente, ne avrei altre, non so se conviene far subito le altre osservazioni, su questa o oltre richieste di chiarimento, sull'elenco B). Quindi salto ... ecco, vorrei chiedere per Sarre, perché per le altre questioni avevo già avuto le spiegazioni in seno di Commissione.

Per Sarre, qui vorrei sapere bene "costruzione del secondo tronco della strada fra Sarre-Chesallet, nel tratto stazione ferroviaria e Arensod", questa parte non ... correggetemi se dico una cosa che sia esatta, ma dovrebbe interessare l'allargamento della zona vicino alla Chiesa, quella strettoia vicino alla Chiesa e l'eliminazione del passaggio a livello, mi sembra anche.

Perché praticamente, c'era quel problema, perché esiste quel problema se si vuole fare quello, probabilmente, bisognerà fare attenzione, perché l'anno scorso c'erano 10 milioni, sui lavori del 1971, e sono stati poi stanziati invece cinque milioni e praticamente, se è quel lavoro lì, l'importo globale si aggirerà poi sugli 80 milioni, se si va avanti con cinque milioni, 10 milioni all'anno, si metterà sette o otto anni per fare quel lavoro.

Quindi, volevo solo sapere per quello.

Rollandoz (D.P.) - Il tratto di strada dal sottopassaggio ferroviario che vi è a levante della stazione della ferrovia, che viene verso Chesallet, a monte della ferrovia, parallela. Ecco, non so se mi sono spiegato: a monte della ferrovia, a levante della stazione, vi è un sottopassaggio, parte da questo passaggio a livello parallelo alla ferrovia e viene verso Chesallet.

Fosson (U.V.) - ... di eliminarlo.

Rollandoz (D.P.) - No, il progetto prevede una strada parallela alla ferrovia dal passaggio a livello in poi. Ho fatto il sopralluogo l'altro giorno.

Bancod (U.V.) - Volevo chiedere all'Assessore: il Comune di Antey, costruzione della strada di Herin, contributo: 43 milioni.

Vorrei sapere se questo, se l'inizio dei lavori è già stato appaltato o meno, insomma, questa strada qui, perché ormai è già da anni, che se ne parla, ma vorrei sapere, insomma.

Poi voglio chiedere altre cose.

Comune di Chambave: sistemazione della strada de La Poya, va bene, insomma, quello lì era ora che si sistemasse, quel tratto, lì. Sistemazione della strada di Verthuy, qui manca la strada di Thuy, perché lì sono due strade e sono due strade che io ho sempre insistito, e insisto ancora, perché, effettivamente, il Comune ha sempre tante di quelle spese, che ogni anni deve spendere quelle 3-4-500.000 Lire per sistemare, per poter dare un transito che non è un transito, sono strade già fatte ormai da sei-sette anni e bisogna cercare di completarle. E questo, insisto, perché effettivamente sono delle spese che si susseguono tutti gli anni e quindi bisogna intervenire.

Poi, a Fénis, sistemazione della strada Clavalité dal sottopassaggio ferroviario: 55 milioni. Questa è la parte integrante della Regione e gli altri 180.000.000 verranno pure spesi là? Volevo solo sapere questo.

Il Comune di Verrayes ha effettivamente un'estensione di strade e frazioni che sono formidabili, io insisto che lì, per quel Comune, bisogna effettivamente intervenire e fare tutto il possibile, in modo da eliminare tutte le spese...

Montesano (P.S.D.I.) - Assessore, io la prego di attendere tutte le domande e poi risponde dopo.

Chantel (P.S.I.) - Dopo aver discusso delle difficoltà per creare la strada parallela, in Commissione, parallela a Via Porte Pretorie, cioè che parte dalla Piazza e dovrebbe raggiungere il parcheggio, è stato fatto ieri pomeriggio un sopralluogo con l'Assessore ai Lavori Pubblici e i tecnici e, probabilmente, si è già trovato il mezzo di poter superare, una soluzione per superare quel metro e tanti che c'era tra il piazzale che hanno diritto ... Sotto c'è uno scantinato, che a giudizio dello stesso condomino, ecc., potrebbe essere abbassato di una data quantità e siccome è prevista la strada, una rampa erbosa e un marciapiede, basterà che la rampa erbosa, a un dato momento, dia la possibilità di passaggio. Abbiamo guardato ieri, la possibilità di mettere in opera, esiste, perciò io, nella prossima settimana, piglierò contatto con il proprietario, che è Ferretti, dove c'è il vecchio mulino abbondonato e quell'altra catapecchia (l'altra è già nostra) e, nello stesso tempo, sentiremo un po' anche, mentre si tratta queste questioni, per l'ennesima parte, se una parte dei proprietari del Palazzo Ansermin vuole trattare o meno, di modo che viene un'unica trattativa amministrativa, partendo da Villettaz, arrivando fin su al parcheggio.

Perciò la soluzione è possibile. Appunto, dopo quella discussione in Commissione, siamo andarti a veder di persona, si è interpellato, diciamo così, l'Amministrazione del Condominio, lì c'è una cantina sotto, la cui volta può essere abbassata, tra un leggero abbassamento della cantina e la scarpata erbosa che si può lasciare all'ingresso, c'è la possibilità di soluzione.

Manganone (D.C.) - A Bard, sono stati stanziati 15 milioni per la sistemazione del Ponte sulla Dora Baltea; 5 sono stati già impegnati precedentemente. Vorrei sapere quand'è che si può attuare quest'opera.

A Champdepraz, costruzione del settimo tronco della strada di Chevrère, vorrei sapere se è un tratto nuovo, oppure se è il completamento di quella vecchia pista.

Pont St. Martin: costruzione di muri di contenimento sulla strada dei boschi. È un contributo che certamente la Regione darà al Comune. Io vorrei far presente questo: che oltre ai muri di contenimento, lì ci vorrebbero un abbellimento a quella grande muraglia di neve, e chiederei all'Assessore, se è possibile avere un ulteriore aumento della somma stanziata.

Chabod (D.C.) - Avrei un po' di chiarimenti da chiedere: per esempio, a Aymavilles, Sylvenoire, è l'ultimo tronco questo o è solo ancora...

Charvensod: 5 milioni strada di St. Pantaléon, se va fino in fondo, o meno?

Introd. Vorrei sapere dall'Assessore dove fanno questo piazzale a Introd, se c'è già il progetto.

Rhêmes St. Georges, non ho visto nessun programma di lavori sulle strade, ad esempio, c'è la frazione del Courthoud, non so se è già allacciata o no, a che punto è e come mai non è stato previsto niente.

Poi c'è la Rhêmes Notre Dame: 34.500.000. Volevo sapere se si arriva a Pellaud con questo contributo che date o se c'è già il progetto.

Comune di St. Pierre: la strada dei Salassi di St. Nicolas, St. Pierre, Leverogne, è l'ultimo tronco? Perché se non è l'ultimo tronco, bisognerebbe finire quella strada, perché ...

Valsavaranche: 5 milioni strada di Toulaplanaz-Créton; ma con 5 milioni penso che si faccia poca roba o niente, lì, non so a che consistono questi cinque milioni.

Poi, l'ultima, quella di Villeneuve, dove passa la strada per andare al cimitero di Villeneuve.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre domande? Consigliere Tonino.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io chiederei che è ora che ci mandate a mangiare, perché qui delle domande ce ne sono ancora tante da fare sull'elenco B).

Montesano (P.S.D.I.) - Cosa vogliamo fare? Vogliamo sospendere e riprendere nel pomeriggio? Presidente, cosa dice?

Mi dicono che l'elenco B) comporta... Va bene. Allora, Tonino, faccia lei le domande.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Comune di Bard: completamento della strada Albard-Croux, io vorrei sapere se si tratta di proseguimento della strada, oppure rifiniture della strada.

Poi, per quanto riguarda Donnas, vorrei sapere cosa c'è, se c'è qualcosa di nuovo su questo famoso marciapiede che è da tempo che aspettiamo.

Seconda cosa, sempre per Donnas, chiedo di sapere quella progettazione di quel ponte che collega, che dovrebbe collegare Vert con il capoluogo, a che punto si trova.

E, terza domanda, a pag. 9 - Comune di Quart - io voglio chiedere come mai non è stata inclusa nel Piano dei lavori una richiesta della strada, delle sistemazioni delle strade interne dei villaggi di Eclou, che la delibera è stata inviata a tempo debito all'Assessorato ai Lavori Pubblici e non è contemplato nel Piano dei lavori.

Fosson (U.V.) - Pont St. Martin: volevo solo sapere se la costruzione del piazzale alla frazione Ivéry, è possibile, finalmente, perché tutti gli anni ce lo troviamo sul Piano dei Lavori Pubblici e poi...

Andrione (U.V.) - Io vorrei solo avere garanzia che il piazzale del Chardonney - e questo interessa anche l'Assessore all'Agricoltura e Foreste - non sia ricavato tagliando i larici di quella foresta, che sono l'unica bellezza di Chardonney e di Champorcher, perché lì ci sono dei progetti, come al solito, di fare piazza pulita della foresta per metterci le macchine, mentre i terreni privati che sono accanto, allora quelli sono sacrosanti e non possono servire per fare parcheggio.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre domande?

Allora io credo che ci sia il tempo perché l'Assessore risponda e così chiudiamo questo elenco.

Rollandoz (D.P.) - La strada di Hérin, complessivamente, consta 160 milioni, è già stata appaltata dal Genio Civile, l'ha preso un'impresa locale. Questi 43 milioni rappresentano l'integrazione, credo che i lavori siano stati iniziati in questi giorni.

Chambave: lo so, le strade sono sempre tante, le richieste sono tante e come dicevo, solo per ultimare le strade comunali, che sono state iniziate, occorrono due miliardi e mezzo.

Abbiamo a disposizione 800.000.000 è chiaro che non si realizza tutto in una volta. Comunque sono previsti 5 milioni per la strada di Verthuy e 5 milioni per la strada de La Poya, per ultimare queste due.

Strada della Clavalité, altro finanziamento della legge Tupini, prevede una nostra integrazione sui 55-56 milioni, è stata prevista d'accordo con la Giunta comunale di Fénis; questo finanziamento verrà portato per l'ampliamento della strada regionale. Per la strada della Clavalité provvederanno in altro modo, dato che questa strada, per essere finanziata dallo Stato, doveva avere certe caratteristiche (sette metri di larghezza, tornanti con 15 metri di raggio) quindi ci è sembrato a noi e all'Amministrazione Comunale di Fénis - pazzesco realizzare una strada del genere per giungere alla località La Clavalité, pertanto questi 180 milioni, di cui 125 dello Stato e 55 nostri, dovrebbero essere utilizzati per l'ampliamento della strada regionale dal sottopasso ferroviario fino a ponente del castello.

Verrayes: necessità di strade a Verrayes, lo dicevo prima, e lo ripeto, sono tante, 85 frazioni che debbono essere tutte collegate. Con quello che costano le strade, fino ad oggi, l'Amministrazione Comunale di Verrayes ha fatto uno sforzo sulla viabilità, non è ancora ultimato.

Comunque, abbiamo cercato di intervenire, per quanto possibile, per aiutare il Comune di Verrayes, aiutandolo anche prevedendo nel programma quinquennale quei 250 milioni per le fognature che sono stati completamente approvati dallo Stato.

Il Ponte di Bard, di 15 milioni per la sistemazione del vecchio ponte di Bard potranno essere realizzati, soltanto quando sarà ultimato il ponte nuovo.

È impossibile prevedere, interrompere il transito su quel ponte fin quando non è costruito il nuovo.

Quindi, noi speravamo di riuscire ad appaltare il ponte nuovo e realizzarlo in primavera, ma quest'anno la stagione è abbastanza avanzata, l'acqua si sta innalzando, non riteniamo che si possa realizzare in questa primavera il ponte nuovo, quindi riteniamo che, quest'anno, probabilmente, neanche, non riusciremo a sistemare il vecchio ponte di Bard.

La strada Champdepraz: la strada di Chevrère rappresenta la sistemazione del settimo lotto, quindi vedete che gli interventi per la sistemazione delle piste è abbastanza notevole.

Pont St. Martin: per la strada dei boschi, abbiamo già predisposto una delibera di Giunta per dare un primo contributo al Comune, credo che sia per il pagamento della parcella al professionista...

Questo ulteriore contributo che è previsto in programma con l'Amministrazione Comunale, si è visto, dovrebbe prevedere la sistemazione e successivamente avevamo già interessato la forestale, perché è un orribile muraglione, ne diamo atto, d'altronde, non dipende dalla nostra volontà. Ecco.

Consigliere Chabod: strada di Sylvenoire, non è ancora l'ultimo tronco, con questo non si riesce ancora a finire.

La strada di St. Pantaléon: questi cinque milioni servono per portare la strada ultimata, fino al villaggio, non oltre.

Introd: il piazzale di Introd è previsto all'incirca nel tornante dove vi è attualmente il garage in legno. L'Amministrazione comunale ha già provveduto all'acquisto delle proprietà, ci risulta che stanno redigendo in questo momento il progetto.

A Rhêmes St. Georges, non mi risulta che la frazione Courthoud sia sprovvista di strada, è provvista. A Rhêmes St. Georges l'unica frazione che necessiterebbe ancora di una strada è la frazione Sarral, ma sarebbe soltanto una strada di penetrazione; quest'anno l'Amministrazione comunale ha ritenuto prioritario l'acquedotto e quindi ci ha detto, ha ritenuto che era sufficiente che inserissimo un notevole intervento sull'acquedotto e quest'opera di strada non l'hanno ritenuta urgente.

La strada del Pellaud è un altro finanziamento sulla legge Tupini, il nostro è un contributo integrativo, esiste il progetto, è stato approvato dal Genio Civile, dal Provveditorato alle Opere Pubbliche. Complessivamente questo primo lotto mi risulta che sia sui 120 milioni, non dovrebbe ancora essere sufficiente, devono mancare alcune centinaia di metri per giungere alla frazione Pellaud.

La strada dei Salassi speriamo, con questo ulteriore finanziamento, di dare il collegamento fino a St. Nicolas. Dovrebbe essere sufficiente. Non esisteva il progetto ancora, perché quando si trattano di opere di interesse generale, le Amministrazioni comunali sono tutte convinte che debba essere sempre la Regione a pensarci, quindi, manca anche il progetto. Abbiamo già dato incarico per fare un tracciato al nostro ufficio tecnico. Riteniamo questi venti milioni sufficienti per ultimare il collegamento.

Valsavaranche: per la strada di Toulaplanaz, è stato richiesto cinque milioni e sono stati concessi.

La strada del Cimitero di Villeneuve: questo è un problema già affrontato prima dal Consigliere Savioz, non è un problema facile; in linea di massima, l'Amministrazione comunale ha dato l'incarico di un progetto che prevede l'allargamento dell'attuale strada di accesso da Villeneuve verso il Cimitero. Comunque, i problemi saranno ancora notevoli, perché le difficoltà tecniche e, come diceva il Consigliere Savioz, è chiaro che l'ecologia viene abbastanza compromessa in quella zona.

Tonino, la strada di Albard è per rifinirla e ultimare, vi è un piano di tornanti da ampliare, un paio di tratti da sistemare e per rifinirla. Il marciapiede: ancora ultimamente abbiamo scritto la lettera di sollecito all'ANAS, perché vi era l'impegno formale da parte del ministro per l'esecuzione di quest'opera.

La strada di Eclou del Comune di Quart, chiedo scusa, mi riservo poi di informarmi presso l'Assessorato e darò poi la risposta al Consigliere Tonino; non so per quale motivo non sia inserito in programma ... Il programma di lavori del Comune di Quart, è stato concordato con l'Amministrazione comunale e l'Amministrazione comunale non l'ha messo, non è che non l'abbia richiesto, le richieste vi sono, senz'altro, però l'Amministrazione comunale ha ritenuto prioritario le opere inserite quest'anno, principalmente. L'Amministrazione comunale di Quart ha ritenuto urgentemente prioritario il problema dell'acquedotto ed infatti siamo intervenuti per il problema dell'acquedotto con un congruo finanziamento.

Il Consigliere Fosson: il piazzale di Ivery è una cosa vecchia, lo sappiamo. Con l'Amministrazione comunale, il Sindaco ha richiesto il sopralluogo di un nostro tecnico, hanno fatto un sopralluogo e, adesso, rinviato il progetto, poiché quello presentato era irrealizzabile.

Comunque, tra l'Amministrazione comunale che ha preso i contatti con i nostri tecnici, hanno fatto un sopralluogo e avrebbero concordato un'altra soluzione che stanno studiando: quello di Ivery, quello presentato che avevamo presso l'Assessorato era irrealizzabile tecnicamente.

Il Consigliere Andrione: il piazzale di Chardonney è anche questa un'opera ricorrente, diciamo, nei programmi lavori. Ci risulta che è stato rinviato all'Amministrazione comunale, perché non approvato dalla Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti per i motivi esposti.

Andrione (U.V.) - Allora, io lì vorrei dire solo questo: c'è la possibilità di fare un piazzale in una cava, e un bel piazzale, comodissimo.

Rollandoz (D.P.) - L'abbiamo portato quest'anno in programma per quella soluzione.

Montesano (P.S.D.I.) - Finito? Allora la continuazione dell'esame del programma si fa nel pomeriggio.

La seduta è chiusa e il Consiglio è convocato per le ore 16.

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La seduta ha termine alle ore 12,55.