Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 83 del 7 aprile 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 83/72 - Comunicazioni del Presidente della Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Comunicazione del Presidente della Giunta, la parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Intendevo brevemente informare il Consiglio sul problema occupazionale della Bassa Valle ed in modo particolare sulla situazione dei rapporti fra Amministrazione regionale e la Sirca-Davit di Arnaz.

Della Sirca-Davit conoscete naturalmente tutti i precedenti, poiché il Consiglio regionale ha avuto occasione in precedenza di interessarsi a questo problema. Sono intervenute trattative varie attraverso il Ministero della Partecipazioni, il proprietario, gli azionisti della Sirca-Davit e altri gruppi finanziari per studiare la possibilità della costituzione di un nuovo gruppo per creare e per ristabilire la quantità dei posti di lavoro precedentemente esistenti. Queste trattative, purtroppo, non sono arrivate a buon fine e alludo soprattutto alla trattativa con quel signore di Genova, il quale ci ha fatto sapere, ultimamente, che non era più interessato al problema della Sirca-Davit, in quanto aveva scelto altre strade ed esattamente una combinazione con la Talmone di Torino. Per cui ho ritenuto opportuno di riprendere i contatti con l'Italmobiliare, con l'Amministratore delegato dell'azionista, che è l'Ing. Pesenti, per esaminare la possibilità dell'acquisto dello stabilimento da parte dell'Amministrazione regionale, in modo da poterne successivamente studiare e destinarne l'utilizzazione.

Il proprietario si è dichiarato disponibile per la vendita. Il prezzo, che all'inizio ammontava, era stato richiesto nell'ordine del miliardo e, in un secondo contatto, nell'ordine di 720.000.000, oggi, è stato di 450 milioni, macchinari destinati alla lavorazione esclusi. Mi pare che possa essere, così, una base di trattativa possibile e volevo chiedere al Consiglio, dopo averlo informato attraverso questa brevissima comunicazione, se riteneva opportuno autorizzare la Giunta, in collaborazione con la Commissione Industria e Commercio, ad iniziare le trattative per l'acquisto dello stabilimento, nei modi e nel prezzo che, successivamente, porteremo all'approvazione del Consiglio regionale.

Manganone (D.C.) - A me pare che il prezzo di 450.000.000 sia equo. Perché dico questo? Perché ho lavorato alla costruzione di questo stabilimento, ho seguito la costruzione e ho seguito anche la contabilità definitiva. Nel 1962, data di termine dei lavori, lo stabilimento era costato 385.000.000, quindi io penso che la cifra con la quale il Presidente intende fare le trattative con l'Italmobiliae sia equo.

Manganoni (P.C.I.) - Sull'equità del prezzo, noi però dobbiamo fare una considerazione: i capannoni sono stati costruiti per una industria dolciaria di quel tipo, se noi domani dovessimo installare un altro tipo di industria, un'industria, non so, tessile, meccanica o che so io, quei capannoni servono? Questo è l'importante: il terreno, no, io parlo del capannone. Ora, io penso che, forse, per un'industria meccanica non serve, per il semplice fatto che per un'industria meccanica ci vuole perlomeno una gru a ponte, ciò lì non credo che ci sia. Quindi il fatto dell'equo, dipende a quale destinazione, quale destinazione noi vorremmo dare a questi capannoni, perché noi non possiamo stabilire oggi, non sapendo ancora quale industria verrà installata. Comunque, io sono della tesi che, tenuto conto della situazione che ormai si trascina da più di un anno e che praticamente non abbiamo risolto niente e che bisogna risolvere, se questo possa essere un passo verso la soluzione, perché se non altro avremo il terreno e un capannone che, anche se necessiterà di modifiche, di rifacimento ecc., è vero che saranno delle spese, comunque io lo vedo come un primo passo per la soluzione, un primo passo concreto, dato che di terreno non ne disponiamo nella Bassa Valle, perché non so a che punto sono le trattative per l'acquisto famoso dei 30.000 metri ecc.. Sembra che sarebbe bene che, anche qui, non so, abbiamo le idee un po' chiare, ci venga, il Consiglio venga informato, perché ho l'impressione che le cose non siano così ottimistiche come ci avevano, come ci erano state descritte tempo fa in Consiglio, data l'opposizione che si trova, non per la cattiva volontà dell'amministrazione, per la difficoltà sollevate dai proprietari. Quindi, per questa considerazione, qui dobbiamo trarre una lezione per il futuro, cioè: quando noi paghiamo i terreni, diamo i soldi per i macchinari, insomma, tutti gli incentivi che diamo alle industrie, bene dovremmo avere delle garanzie, almeno, le garanzie sui terreni e potrebbe essere una forma di garanzia quella dell'affitto - che qui bisognerà trovare la forma ecc. - ma che perlomeno la Regione o il Comune o l'Ente Pubblico, ma quasi sempre la Regione, rimanga proprietaria dei terreni, anche in caso che l'impresa vada in malora o fallisca e chiuda i battenti ecc., che almeno i terreni e la questione dei capannoni, bisogna vederla, rimangono di proprietà della Regione, che non succede come adesso, che praticamente noi paghiamo due volte: abbiamo pagato i terreni, la Regione ha pagato il capannone e gli impianti, il B.I.M. e poi adesso noi paghiamo di nuovo tutto quest'anno, un'altra volta. Ora, è una situazione di fronte alla quale noi veniamo a trovarci e qui non è che io voglia fare delle colpe a nessuno, perché l'esperienza, purtroppo, si fa col tempo, ma dopo questa esperienza, io direi: apriamo gli occhi, stabiliamo e qui dovrebbero essere gli uffici regionali, no, che stabiliscono quelle forme di contratto, in modo di avere delle forme accettabili anche dalle industrie, perché se noi esageriamo, naturalmente, le industrie non vengono. Ma, per esempio, in piccolo, a St. Christophe ci sono di questi esempi, sono gli esempi di una impresa non delle dimensioni della Sirca-Davit che affitta dal Comune l'area e il capannone ....di qui all'anno, e l'area ed il capannone nel caso ... Allora, innanzitutto, abbiamo il vantaggio che il Comune percepisce l'affitto e l'impresa non ha bisogno di cacciar fuori del capitale rilevante per l'acquisto dei terreni, dei capannoni ecc.; in secondo luogo, domani questa, se dovesse chiudere i battenti, bene, il Comune dice: "il proprietario sono io. Tu chiudi e te ne vai? Benissimo, però noi disponiamo di un capannone e del terreno possiamo trovare molto più facilmente un'altra azienda che sostituisca". Quindi, io direi, questa esperienza che ci costa abbastanza salata, bene, ci costa un prezzo salato, io direi ci serva e vediamo in avvenire di non, pur agevolando, incentivando le imprese... perché dobbiamo farlo, purtroppo, tenuto conto della situazione in cui ci troviamo, però, vediamo di cautelarci, di avere delle garanzie sufficienti per non capitare, che non capiti come succede in questo caso, che noi paghiamo due volte terreni e capannoni.

Fosson (U.V.) - Ma, Manganoni mi ha preceduto su alcune osservazioni che volevo fare, quindi non ho da dilungarmi. Penso che siamo d'accordo che la Giunta tratti l'acquisto del terreno e anche dei capannoni, perché ormai ci sono i capannoni sopra. Sulla questione del prezzo equo che è stato detto da Manganone, lì, effettivamente, i rilievi che sono stati fatti da Manganoni sono esatti, perché, purtroppo, è secondo a quale industria si vorrà adibire questi capannoni: può darsi che questi capannoni servano, come può darsi che questi capannoni non servano, secondo il tipo di industria. Quindi, questo, è una questione che deve essere tenuta presente nel momento della trattativa con il gruppo che vuol vendere, perché, a un certo momento, non possiamo tener conto del costo dei capannoni, il costo reale che hanno al momento della costruzione, se poi, quando si deve installare un'altra industria, si deve fare delle opere o smantellarli completamente, oppure fare di quelle opere di adattamento che costano di più che non fare un capannone nuovo. Quindi queste cose qui, nella trattativa, devono essere tenute presenti e quindi sono indicazioni che la Giunta deve avere e eventualmente quella Commissione che dovrà trattare ...

Sulla questione della garanzia sui terreni, siccome sarà abbastanza difficile per delle industrie di una certa importanza di arrivare alla soluzione che diceva Manganoni di affittare o di permettere la costruzione su terreni dell'Amministrazione Regionale, però certe garanzie mi sembra, se non erro e bisognerebbe accertarsene - che erano già state avanzate al momento in cui sono stati dati i finanziamenti anche alla Sirca-Davit. Non so se c'è, se le garanzie erano solo garanzie di prelazione, in caso di vendita, per l'Amministrazione regionale o se non c'erano delle garanzie, in questo momento non ricordo bene, se non c'erano delle garanzie più sostanziose, anche in caso appunto di cessazione di attività. Questo bisognerebbe vederlo, perché mi ricordo certe cose, certe linee in questo senso che erano state già prospettate nel passato, non solo per quanto concerneva i finanziamenti dell'Amministrazione regionale, ma si erano messe anche certe clausole, se non sbaglio, nelle convenzioni che il BIM doveva fare con queste industrie. Quindi sarebbe bene di accertarsi anche di questo, se c'è una possibilità di far valere queste clausole, in modo che si possa tentare di ridurre al massimo il prezzo da pagare per questo terreno.

Ora, lì, la questione del terreno, indubbiamente, può interessare. La questione dei capannoni resta chiaro quello che è stato detto anche da Manganoni e, quindi, bisognerà tenerne conto.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Ma, io sono d'accordo con le cose che sono state dette da chi mi ha preceduto. Direi che questo investimento che la Regione fa, con l'acquisto di questo capannone e terreno, è un investimento ben fatto e sarà tanto più ben fatto se si procederà, dopo l'acquisto di questi terreni, a provvedere ad una installazione di una industria in quella fabbrica. C'era a sua volta, mi pare che l'Assessore Albaney aveva parlato che quel biscottificio di Mortara l'avrebbe anche preso quello stabilimento, lo avrebbe gestito in qualche modo, quindi, bisogna vedere, tramite questo biscottificio, il quale dava la possibilità di manodopera a 200 persone, bisognerà vedere con questo biscottificio, con altri o, comunque, che questo investimento fatto, prosegua, però, nella ricerca, di mettere nello stabilimento un'industria che possa dare lavoro ai disoccupati della Bassa Valle. Comunque, per me l'operazione è ben fatta, in quanto il prezzo è anche, lo trovo anch'io...

Dujany (D.P.) - Ringrazio i Consiglieri che sono intervenuti. Mi premeva avere un indirizzo da parte del Consiglio, per sapere se c'era la volontà dell'acquisto di quei terreni o di quello stabilimento e mi pare che il Consiglio abbia manifestato chiaramente il suo accordo. Per quanto riguarda i prezzi, anch'io sono d'accordo di andare avanti con una certa prudenza. Io ho offerto molto meno, io ho offerto 350.000.000 e loro hanno chiesto 450.000.000, ecco, questi sono i termini della trattativa, così, sul piano concreto. Quindi vediamo di arrivare un po' a tutto, però c'è un dato fondamentale: che la società, in questo momento, ha dichiarato la sua disponibilità a vendere all'Amministrazione regionale. Volevo chiedere al Consiglio se si dichiarava disponibile alla trattativa per l'acquisto e mi pare che l'indirizzo del Consiglio sia orientato in questo modo, quindi adesso potremmo scendere nel dettaglio, tenendo conto delle osservazioni fatte dal Consigliere Fosson circa i problemi dell'opzione e circa i contributi che già abbiamo dato e circa i dettagli, naturalmente, delle cose da acquistare per poi, successivamente, iniziare la trattativa e portare la proposta concreta in Consiglio regionale dell'acquisto definitivo di quell'area. Successivamente, analizzeremo insieme, con molta cautela e con molta prudenza, la sua utilizzazione, perché qui, Signori miei, siamo carichi di avvoltoi. Quindi stiamo attenti, naturalmente, di non dare corda agli avvoltoi che rischiano, ancora una volta, di venirci a chiedere denaro e di volere creare posti di lavoro sulle spalle dell'Amministrazione regionale.

Manganone (D.C.) - Vorrei solo precisare questo: se nel prezzo si comprendono tutti i terreni di proprietà della Sirca-Davit, perché sono terreni che vanno giù dalla statale fino alla Dora... (voce) ...esatto.

Montesano (P.S.D.I.) - Oh, Presidente, lei desidera una delibera formale, oppure basta, credo... (Voci) ...Presidente, allora io credo che sia sufficiente questa espressione di opinione da parte del Consiglio, senza prendere una deliberazione ad hoc... (Dujany: una presa d'atto) ...Ecco, benissimo, una presa d'atto, va bene.

Allora, si passa al punto 3 dell'ordine del giorno.