Oggetto del Consiglio n. 182 del 27 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 182/79 - Utilizzazione dei beni e del personale del soppresso ENAL. (Interpellanza dei Consiglieri Tonino e Pollicini)
Interpellanza
I sottoscritti Consiglieri regionali
Visto l'art. 1 della legge 21 ottobre 1978, n. 641 che norma la soppressione e la liquidazione di alcuni enti pubblici fra i quali l'Ente Nazionale di Assistenza Lavoratori (ENAL);
Ricordato che entro il 31 marzo 1979 si deve provvedere, ai sensi e con le procedure di cui agli articoli 113 e seguenti del D.P.R. 616, al trasferimento alle Regioni dei beni e del personale dei predetti enti, nonché l'attribuzione alle Regioni e agli Enti Locali delle relative entrate;
Preoccupati per i tentativi in atto da parte di alcuni organismi di rimettere in gioco, sotto altre sigle, il vecchio associazionismo di Stato a danno della massima pluralità di presenze ed esperienze associative quale è garantita dalle organizzazioni democratiche, culturali, ricreative e sportive;
Interpellano
il Presidente della Giunta regionale per conoscere le azioni finora svolte dalla Regione e quale è l'orientamento della Giunta in merito all'utilizzazione dei beni e del personale dell'ENAL.
Aosta, 15 marzo 1979
F.ti: Tonino Alder - A. Pollicini
Dolchi (P.C.I.) - Ecco se devono parlare due persone, è meglio che parlino nell'illustrazione, di modo che non creiamo poi il problema della doppia risposta, che come prima costringe un'eventuale anche... per l'interesse del Consigliere...una risposta dell'Assessore che non è prevista.
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Il D.P.R. n. 616 ha previsto la soppressione di alcuni Enti che venivano considerati inutili, ne ha attribuito le funzioni alle Regioni ed ai Comuni e ha poi normato anche il trasferimento di beni e di personale eventualmente esistenti ai Comuni ed alle Regioni. Successivamente una legge, la n. 641 dell'ottobre 1978, ha elencato quali sono questi Enti per i quali è normata la liquidazione e la sospensione; fra tali Enti c'è l'ENAL, che è oggetto della nostra interpellanza, e ce ne sono altri, tipo...l'ONIG, l'UMA, tanto per citare quelli che interessano di più la nostra Regione, oltre a molti altri che non hanno sede significativa nella nostra Regione. Ora, entro il 31 marzo 1979, cioè fra pochi giorni, venendo a cessare le fonti di finanziamento per tali Enti, questi ultimi devono chiudere e devono essere messi in liquidazione. Noi stiamo aspettando, da una parte, dalla nostra Regione il decreto, previsto dalle norme di attuazione, che permette di applicare in Valle d'Aosta il D.P.R. n. 616; dall'altra, tutte le Regioni stanno aspettando i decreti, previsti da tale decreto, che stabiliscono le norme di trasferimento di questo personale alle Regioni. Su questi Enti le altre Regioni hanno fatto delle analisi significative e interessanti, che hanno dato degli elementi conoscitivi sia sulla funzione da loro svolta, sia sul patrimonio a loro disposizione; analisi che, tra l'altro, sono poi servite, in quanto sono state alla base della redazione della legge n. 641. A noi risulta che nella nostra Regione non sia stata fatta tale analisi e questo è un fatto negativo.
Torniamo all'ENAL, che è...a parte che interessa questa interpellanza, con la sua soppressione viene finalmente chiuso, sancita la fine del cosiddetto "associazionismo di Stato", che era stata soprattutto una grossa struttura di carattere clientelare, rendendo così possibile e favorita la massima pluralità delle presenze associative democratiche, così come si sono sviluppate nel nostro Paese e anche nella nostra Regione in tutti questi anni. Il D.P.R. n. 616 trasferisce poi, se andiamo a vedere, le competenze e le funzioni che l'ENAL svolgeva nel nostro Paese; in Valle d'Aosta trasferisce le funzioni di tale Ente come competenze in parte ai Comuni e in parte anche alla Regione stessa, per cui successivamente credo sia necessario che la Regione su questo tema faccia una legge o, meglio, legiferi complessivamente il trasferimento di tali funzioni ai Comuni e il ruolo che questi ultimi hanno in tale senso.
Oggi quali sono, secondo noi, gli aspetti che sono maggiormente urgenti e più interessanti? Il primo è che con la soppressione dell'ENAL non si venga a ricreare, sotto altre forme, sotto altre etichette, una forma di associazionismo di Stato: ci sono tentativi proprio di ricostituire sotto altre sigle Enti che hanno la stessa funzione dell'ENAL, o di congelare la situazione...sono d'accordo.
Altro problema: i beni e il personale. Ho saputo che l'ENAL ha una sede in affitto, non ha dei beni, però ha due persone a carico, si tratta - e questa è la nostra opinione - di fare in modo che tali due persone vengano trasferite alla Regione, o non so dove, ma che soprattutto esse non vadano a lavorare o fare funzionare un'altra associazione che si sostituisce all'ENAL e che svolge la sua stessa funzione. Mi spiego meglio: noi siamo convinti che tali forme democratiche veramente nate dal basso, dai circoli aziendali e dalle forze associative che si sono formate in questi ultimi tempi sia veramente l'associazionismo vero, quello che nasce dalle esigenze reali. Ora si tratta di fare in modo che la Regione, sulla base di iniziative concrete di programma, di iniziative, dia il suo contributo, il suo aiuto allo sviluppo di queste forme associative, ma siamo estremamente contrari ad uffici regionali, o Enti regionali che sostituiscano a livello regionale le funzioni che svolgeva prima l'ENAL. Ecco queste sono le preoccupazioni che stanno dietro all'interpellanza che abbiamo presentato e vorremmo appunto chiedere quali sono gli orientamenti della Giunta in merito a tali problemi.
Dolchi (P.C.I.) - Il Consigliere Pollicini intende aggiungere qualche cosa? Risponde l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin, che ha la parola.
Rollandin (U.V.) - Quanto è stato detto a proposito del pericolo, che è effettivo...praticamente, nonostante ci sia la legge n. 641, che naturalmente prevede tutta una serie di smembramenti di quello che era un vecchio tipo di associazione, il pericolo è effettivo ed è di questi giorni, ad esempio, la notizia che diamo: l'ENPA, la Protezione Animali, è stata trasformata in semplice associazione. Quindi quel pericolo è effettivo e naturalmente non è...supera quello che è il potere legislativo regionale per diventare materialmente in campo nazionale...sancito naturalmente con regolare permesso, perché naturalmente si fa cadere di nuovo negli stessi errori di quelle...erano precedenti... Ora, per quanto riguarda il problema degli Enti, che naturalmente devono essere soppressi e che noi abbiamo già analizzato, sono tutti stati informati, ad esempio l'ONIG, l'ENAL...e naturalmente l'ENAL per fare che cosa? Innanzitutto abbiamo fatto una distinzione di quelle che erano le funzioni, perché naturalmente in parte esse dovranno essere svolte.
Ora, delle funzioni abbiamo tenuto presente quel principio che prima ricordavo, vale a dire tutto quanto è stato possibile decentrare ai Comuni...ad esempio, è di questi giorni - ne abbiamo analizzato ad esempio la situazione - un Ente nazionale d'assistenza all'infanzia, che aveva una persona che lavorava nel centro sociale; ora, cosa abbiamo fatto? Naturalmente con la soppressione gli abbiamo detto: "visto che decentriamo questo servizio ai Comuni, abbiamo proposto al Comune di Aosta che svolgesse naturalmente il compito nel Comune di Aosta, che aveva richiesto questo personale". Quindi quello spirito, e quando si tratta di portar avanti a livello regionale questo...nello spirito che ha già animato la precedente legge sull'Unità Sanitaria Locale, che faceva la distinzione che a nostro avviso...tra materia sanitaria e materia assistenziale, per cui naturalmente questo ci farebbe ricadere nello stesso errore: di tenere di nuovo fuori lo spirito associativo per quello che riguarda determinati campi sociali, quale può essere questo, invece per noi ci deve essere un'integrazione a livello...quando una parte verrà rivista con i distretti, tutte le funzioni che vengono decentrate ai Comuni verranno viste lì, cioè gestite a livello di tale campo non più con uffici specifici per questo...le funzioni di determinati Enti logicamente rimangano...e allora queste funzioni verranno...tutto quello che è possibile verrà decentrato, il personale verrà naturalmente assorbito, perché questo è previsto per legge, a meno naturalmente che ci sia la volontà per alcuni di passare, di optare per il lavoro in altre Regioni, cosa che è possibile, perché ovviamente vi è la possibilità di richiedere di entrare nel ruolo nazionale, quindi potrebbero domandare di essere trasferiti a lavorare in altri campi.
Ora, alcuni problemi che sorgono sono questi: molti...proprio perché si erano incancrenite determinate posizioni...si erano stabilizzate su determinate posizioni verticistiche, per cui assorbirle adesso ci crea dei problemi, perché non possiamo, da una parte, togliere dei diritti acquisiti con gli anni, ma dobbiamo rispettare quella che è la posizione, cioè se è personale di concetto, naturalmente dovremmo inserirlo a livello di lavoro in un posto...naturalmente quello che crea alcuni disguidi...ecco, perché, ad esempio, in merito al decentramento ai Comuni, questo personale di cui avremmo magari bisogno a livello operativo però di concetto non possiamo mandarlo come supporto operativo e non come personale effettivamente operante. Ecco questi sono i disguidi, comunque non è che la Regione non si sia mossa in merito: abbiamo valutato per...per tutti gli Enti che ci sono, abbiamo già tenuto presente anche per i finanziamenti si pone una parte di tali funzioni...è compresa quella che è una piccola parte di questo, non la parte assistenziale vera, in quello che è il fondo assistenziale nazionale e per gli altri ci sono già dei fondi, ad esempio, in Piemonte, in alcune Regioni hanno già questi Enti...appunto che rimane di nuovo un controsenso che abbiano ricevuto già dei fondi per l'anno in corso nonostante debbano sparire. Vi è quindi tutta una serie di problemi abbastanza complessi, stiamo vedendo di analizzare per fare questo trapasso il più dolcemente possibile, per evitare i contrasti sia a livello di personale, sia a livello di assegnazione di fondi; questo è quello che stiamo facendo.
Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno dei presentatori dell'interpellanza intende prendere la parola? La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Volevo fare due constatazioni di carattere generale, ma lascio dire a Tonino prima...
La questione degli Enti detti così inutili - che sovente, almeno per quanto riguarda la Valle d'Aosta, sono anche degli enti inesistenti - si sta spostando dal piano giuridico al piano mistico-religioso, perchè si assiste a delle strane "risurrezioni". Qual è l'orientamento della Giunta? È evidentemente quello di obbedire alla legge che ha dichiarato inutili questi enti, quindi di sopprimerli e secondo le disposizioni di legge...che non sono sempre felici di attribuire le differenti competenze...è anche il nostro orientamento quello di assumere il personale laddove è necessario, così è stato fatto per altri Enti, che vanno dalla Motorizzazione civile a l'OMNI, e di non caricarci inutilmente, anche se fosse pro tempore, di personale.
La situazione è diventata estremamente complicata, perché, direi, che c'è più che un tentativo, c'è una precisa volontà a livello burocratico, ma soprattutto evidentemente con qualche ventilata politica, di fare sopravvivere così o risorgere certi Enti, vorrei darne un esempio clamoroso al Consiglio, che è quello dell'A.A.I. - si può anche pronunciare A.I.I. -, che, per quanto ci riguarda, finalmente è un problema dove c'è anche una certa sostanza, perché è quello della Lanterna. Quadrimestralmente ricevo la visita di un alto funzionario romano, il quale mi annuncia che per il prossimo quadrimestre può anche darsi che la Commissione - che non è prevista dalla legge, per la miseria! - si riunisca per stabilire il passaggio della Lanterna alla Regione e così come è previsto per i beni immobili...probabilmente questa legislatura scadrà che saremo ancora in questa situazione, quindi qui è un problema che deve essere sollevato intero per tutti questi enti e deve essere portato al Parlamento di maniera che gli Enti inutili dichiarati sciolti... Avremo di qui a poco, molto più grave della questione dell'ENAL, quella dell'ENPI, che, ad esempio, si è "svegliato" come protezione dagli infortuni, ma si è "svegliato" in un momento in cui si...è stato dichiarato inutile per la miseria! Perché prima non si conosceva e adesso ci è costato 261 milioni di lire per il corrazzamento dei cavi elettrici della fabbrica della MAXEL. Questi sono i problemi reali! Perché c'è un ordinato disegno di mantenere quelle posizioni, di rimanere impiegati di quegli enti, anche se, in realtà, sovente erano non solo inutili, ma inesistenti, insomma, in altre parole brutali, non facevano niente: questa è la situazione di fatto!
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Sono soddisfatto dell'orientamento della Giunta, non molto invece per quello che riguarda l'informazione su queste cose, perché su queste indagini...
Andrione (fuori microfono) - ...due scrivanie, un armadio, sei sedie e una macchina da scrivere vecchio modello...
Tonino (P.C.I.) - ...ecco, dicevo, il problema che, secondo me, è importante anche oltre all'indagine conoscitiva...sarebbe bene vedere, anche capire, rispetto alle funzioni, qual è l'orientamento che viene avanti, fermo restando - e su questo condivido quello che hanno detto sia il Presidente della Giunta, sia l'Assessore - che di finanziamenti pubblici nella nostra Regione, rispetto a questi Enti, non ce ne devono essere. Io so, ad esempio, che un'altra associazione, l'ANMIL (Associazione Nazionale per Mutilati, Invalidi del Lavoro), che ha anche qui dipendenti nella nostra Regione - due dipendenti -, si trasforma credo in ente morale, però contano - l'ho saputo poco fa - che i due dipendenti siano poi pagati dalla Regione, ecco per fare un esempio. Evidentemente sono dei problemi che vanno affrontati con la decisione che ho visto con piacere che esiste, così come rispetto al problema dell'ENAL e di altri Enti, di fronte al tentativo che c'è a livello nazionale di farli stare in piedi, tra l'altro, viene avanti anche la richiesta di un ufficio stralcio per questi Enti nazionali, per il fatto che la Regione a statuto speciale non ha ancora la possibilità di applicare il D.P.R. n. 616. Ecco, rispetto a questo fatto, bisogna anche che la Regione si presenti con la propria posizione dicendo: "noi siamo pronti a sopprimere e a trasferire queste funzioni ad altri enti territoriali".
Dolchi (P.C.I.) - Passiamo quindi alla trattazione del punto n. 37 dell'ordine del giorno.
