Oggetto del Consiglio n. 177 del 27 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 177/79 - Problemi concernenti il funzionamento dei servizi telefonici in Valle d'Aosta. (Interpellanza del Consigliere Riccarand)
Interpellanza
Il sottoscritto Consigliere regionale di Democrazia Proletaria-Nuova Sinistra
Considerato che, in data 25 ottobre 1978, il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegnava il Presidente della Giunta regionale ad intervenire presso gli organi competenti dello Stato per modificare il piano regolatore telefonico, realizzando anche in quel settore l'unità territoriale valdostana;
Appreso che, in data 7/3/1979 il Capo Ufficio Legale e Sindacale della SIP di Aosta ha comunicato ai delegati del reparto commutazione dell'agenzia di Aosta che, a partire dal 1° maggio 1979, l'orario di funzionamento del reparto sarà limitato alle ore 9-12,30 e 14,30-18 e che per le restanti ore della giornata il servizio sarà riversato sulla centrale di Torino;
Rilevato che la decisione della SIP:
a) è in contrasto con quanto richiesto dal Consiglio regionale;
b) è tale da creare dei disagi agli utenti valdostani e soprattutto ai parlanti francoprovenzale;
c) determina una contrazione dei posti di lavoro della telefonia in Valle d'Aosta;
Rilevato infine che la riduzione dell'attività del reparto commutazione rientra nel piano di ristrutturazione globale della SIP e prelude alla soppressione di tutti i servizi di commutazione prestati dall'agenzia di Aosta;
Interpella
il Presidente della Giunta regionale per conoscere le iniziative che ha assunto o intende assumere per evitare che i piani di ristrutturazione della SIP, in assenza di un controllo regionale, si traducano in un peggioramento dei servizi telefonici per gli utenti valdostani e in un'ulteriore perdita di posti di lavoro in Valle d'Aosta.
Aosta 9 marzo 1979
F.to: Elio Riccarand
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Il 25 ottobre 1978 il Consiglio ha approvato una mozione presentata dal Consigliere Salvadori in cui si chiedeva di realizzare l'unità territoriale valdostana nel settore telefonico. Ho assoluta conoscenza che la SIP sta prendendo delle decisioni - anzi le ha già prese in parte -, che sono diametralmente opposte rispetto a quanto era stato indicato dal Consiglio regionale in quella mozione. Il Capo Ufficio legale ha comunicato, ad esempio, che, a partire dal 1° maggio 1979, l'orario di commutazione - attualmente il reparto commutazione di Aosta funziona dalle 7,00 della mattina fino alle 22,00 - sarà ridotto e funzionerà dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00. Dalle 7,00 alle 9,00, dalle 12,30 alle 14,30 e dalle 18,00 alle 22,00 quindi tutte le richieste verranno riversate...ad esempio, per informazioni sull'elenco degli abbonati al telefono, per la prenotazione per interurbane, per il servizio sveglia, per il servizio di segreteria telefonica...tutta una serie di servizi saranno riversati su Torino. La decisione di ridurre questo orario del reparto di commutazione rientra in un processo di ristrutturazione globale che la SIP sta portando avanti da alcuni anni e praticamente questa riduzione di orario prelude alla chiusura completa di tale reparto, alla soppressione di tutti i servizi di commutazione prestati dall'Agenzia di Aosta. Prima di giungere a tale riduzione di orario, che prelude alla soppressione di tutti i servizi di commutazione, c'era già stata negli anni passati prima la chiusura del reparto di commutazione ad Ivrea su cui si riversava tutta la Bassa Valle - che è stato interamente riversato su Torino -, poi successivamente c'è stata la chiusura del reparto di commutazione di Saint-Vincent, anche questo riversato su Aosta; prima si è chiuso il notturno qui ad Aosta, poi adesso si riduce ulteriormente l'orario, infine si arriverà alla completa soppressione di tale servizio.
Ora, l'eliminazione di questo servizio ha delle conseguenze negative, anzitutto la linea che era emersa da tale mozione, che mi pare era anche conforme alla caratteristica della Regione autonoma Valle d'Aosta, la quale deve avere una sua unità territoriale telefonica, anche in considerazione di problemi....del fatto di essere una zona a forte flusso turistico, di essere una zona in cui sono presenti problemi linguistici significativi e questa decisione, cioè della mozione del Consiglio regionale, doveva essere sostenuta, ad esempio, attraverso una modifica della rete telefonica per riversare su Aosta quelle parti che attualmente sono riversate già su Ivrea o su Torino, come tutta la Bassa Valle. Queste decisioni della SIP invece vanno in direzione diametralmente opposta: non solo non si crea l'unità territoriale telefonica valdostana, ma si eliminano anche dei servizi che prima erano prestati in loco e si riversano su Torino. Quindi, diciamo così, una linea che è completamente opposta a quella dichiarata dal Consiglio regionale, una linea che creerà del disservizio, perché tutta una serie di servizi che prima erano prestati in loco dovranno essere chiesti a Torino. È chiaro che, ad esempio, anche tenendo presente il fatto che in Valle d'Aosta c'è una serie di nomi di località, di persone che evidentemente non sono in lingua italiana e che con questi reparti di commutazione si usa tutto il sistema elettronico, ci saranno dei grossi inconvenienti anche per riuscire ad avere un nominativo di un elenco telefonico, una prenotazione, per farsi capire proprio nei termini. Ebbene, è un problema che le telefoniste attualmente del reparto commutazione hanno ben presente e che non so come potrà essere affrontato e risolto se non senza inconvenienti concentrando tutto a Torino. Oltretutto la concentrazione di tutti questi servizi speciali su Torino determinerà un sovraffollamento proprio nelle ore di punta, nelle ore dove c'è maggiore bisogno di tali servizi, quindi con i disguidi che si verificano frequentemente.
Infine l'ultima conseguenza di tale fenomeno è la perdita di ulteriori posti di lavoro, soprattutto sono posti di lavoro importanti, perché si tratta di occupazione femminile, almeno correntemente erano posti ricoperti da donne e solo ad Aosta sono una ventina di posti; è chiaro che non licenzieranno queste 20 persone, però sono 20 posti che andranno perduti. Oggi sono sotto organico, quindi lavorano con del personale straordinario, perché hanno l'intenzione di smantellare completamente questo servizio e quindi stanno riducendo poco alla volta il funzionamento come avevano fatto prima a Saint-Vincent.
Ecco quindi nell'interpellanza si chiede quali iniziative il Presidente della Giunta ha assunto per arrivare a quella unità territoriale valdostana nel campo telefonico, che era stata auspicata nella mozione approvata dal Consiglio regionale, e quali iniziative intende assumere per bloccare questo processo di smantellamento del reparto di commutazione, che invece deve essere potenziato per esservi una revisione di tutto il settore telefonico in Valle d'Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Mi sembra che le due cose siano differenti e cioè la creazione del distretto telefonico valdostano, per la quale ho scritto al Ministero, ho insistito con la SIP non ottenendo per adesso nessuna risposta, nessuna soddisfazione. È un problema che deve essere risolto quale che sia il tipo di servizio che viene poi dato: commutazione manuale, o teleselezione, cioè i due problemi non sono direttamente collegati.
Per quanto riguarda invece la questione degli orari, sono stato informato che è intenzione della SIP...vi è l'esigenza organizzativa operativa di uniformare l'orario giornaliero delle telefoniste di Aosta all'orario tipo di ufficio stabilito con contratto nazionale recentemente rinnovato, portato dalle 8,30 alle 12,00 e dalle 14,30 alle 18,00, senza però ricorrere a trasferimenti e riduzioni di orari individuali, né a risoluzioni di rapporto di lavoro, cioè la situazione rimane uguale, perché nel contratto di lavoro è stato previsto che le operatrici di commutazione abbiano un arricchimento di mansioni, con contenuti specialistici anche in materia commerciale, cioè vengono ad avere un mansionario e fanno anche altre cose. La motivazione della soppressione del servizio - a parte il fatto, e in questo Riccarand ha ragione, che rientra in un piano nazionale d'automatizzazione generale del servizio telefonico, con la conseguenza di una futura diminuzione del personale - è data da queste cifre: il traffico interurbano tramite operatrice attualmente è inferiore al 2% dell'intero traffico interurbano e continua a ridursi, per cui è prevista un'ulteriore riduzione nel prossimo futuro.
Ai fini della qualità dei servizi, la SIP mette molta importanza sia all'arricchimento professionale delle operatrici, sia allo svolgimento da parte sua dei servizi speciali tramite una batteria di visori collegati all'elaboratore. Tali visori con tastiera scorporata attualmente vengono già utilizzati da operatrici in input - penso che i Consiglieri li conoscano - per aggiornamento in tempo reale dell'archivio utenze, per tutte le variazioni anagrafiche contrattuali. Le categorie interessate che sono state informate di tali variazioni hanno espresso il parere favorevole limitatamente a questa trasformazione, esso è dovuto all'adeguamento all'orario recentemente applicato in tutte le altre centrali del Piemonte. Per il punto fondamentale di questa interpellanza - almeno così come l'ho interpretato io -, e cioè il distretto unico regionale, posso garantire che continuerò ad insistere, perché su questo concordo perfettamente con l'interpellante: non è giusto, non è concepibile che via sia...0165, 0167 e 0125...con l'annessione a tutta Ivrea di tutta la Bassa Valle. La giustificazione portata allora - credo che anche Dujany se ne fosse interessato a suo tempo - era che il traffico telefonico era superiore nella Bassa Valle verso Ivrea che non verso Aosta. Dalle ultime statistiche risulta che questo dopo...o era falso allora, ma insomma è difficile...comunque è completamente rovesciato e quindi, anche sotto tale profilo, anche sotto il profilo tecnico, sarebbe giusto che la Bassa Valle fosse con la Valle centrale, insomma la zona di Châtillon venisse unificata ad Aosta. Come ripeto, per ora il Ministero, perché della SIP non mi fido, non ha dato nessuna risposta alla prima richiesta, mi riservo d'informare personalmente il Consigliere non appena formato il nuovo Governo e spedita la sollecitazione per ottenere risposta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Non sono soddisfatto della risposta, perché, in realtà, non è vero che tutti e due i problemi sono scollegati: sono strettamente legati, anche se evidentemente le due cose possono procedere diversamente. È chiaro però che, nel momento in cui venisse realizzata l'unità territoriale valdostana, anche l'attività del reparto commutazione di Aosta verrebbe potenziata, quindi verrebbero a mancare quelle motivazioni per cui oggi si dice che c'è una riduzione del lavoro, perciò si chiude un certo servizio. Vi è poi una riduzione relativa di attività in questo settore, che continua a mantenere, nonostante la selezione, una sua funzione; può darsi quindi che sia vero, ma quello che è inconcepibile è che tale servizio ormai sia quasi per i 2/3 della giornata completamente eliminato. In Valle d'Aosta può essere fatto anche con meno personale, ma deve essere svolto; se la SIP sta procedendo ad una ristrutturazione, ad una razionalizzazione dei servizi, che risponde evidentemente alle sue esigenze di efficienza, di profitto...poi la SIP investe i suoi profitti in altri settori, che non sono servizio telefonico, ma trasmissione di dati, eccetera - e questa è tutta un'altra storia -, ma non tiene assolutamente conto della realtà della Valle d'Aosta. Ecco io penso che, come Consiglio regionale, come Giunta regionale, in cui spesso si usa il discorso dell'autonomia, eccetera...ora qui abbiamo di fronte una SIP per la quale la Valle d'Aosta è come qualsiasi provincia; se non si tiene assolutamente conto del fatto che qui esistono i problemi particolari di una Regione autonoma, che devono essere affrontati non semplicemente con una logica, ad esempio x, come quella che ha la SIP...ecco, per cui la difesa del reparto di commutazione si lega ad un discorso di difesa, di ricreazione complessiva dell'unità territoriale valdostana, queste due cose non sono scollegate.
Un altro punto. La SIP dice: "noi abbiamo di mira...noi rispettiamo il contratto, l'arricchimento delle mansioni delle telefoniste...", eccetera, queste sono tutte balle della SIP! È chiaro che loro, nel momento in cui non devono più far fare le centraliniste a queste 20 persone, le devono spostare in un altro reparto, quindi faranno fare loro le impiegate d'ufficio, ma questo perché conviene alla SIP, non è certo quello che vogliono le telefoniste. Che le telefoniste siano d'accordo per non fare più i turni serali, che siano d'accordo nell'inquadramento dell'orario questo è vero, è chiaro, ma questo non significa affatto che non possa sempre essere mantenuto tale servizio, che possa essere anche potenziato, è chiaro creando una rete telefonica completamente diversa in Valle d'Aosta, mentre qui si sta procedendo diversamente ed è inaccettabile che da parte della Giunta regionale si accetti questa logica.
