Oggetto del Consiglio n. 89 del 3 ottobre 1952 - Verbale

OGGETTO N. 89/52 - COSTRUZIONE DI UNA CENTRALE DEL LATTE AD AOSTA - RICHIESTA DI INFORMAZIONI. (INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIG. ARMAND BENIAMINO)

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Sig. Armand Beniamino, concernente l'oggetto: "Costituzione di una centrale del latte ad Aosta - Richiesta di informazioni", interpellanza di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Signor PRESIDENTE del CONSIGLIO REGIONALE

AOSTA

e p.c.

Signor ASSESSORE ALL'INDUSTRIA e COMMERCIO

AOSTA

La prego volere inserire nella prossima riunione la seguente interpellanza:

Nella seduta del 6 aprile 1951, in sede di discussione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1951, l'Assessore Signor Fosson precisava che i 50 milioni previsti alla voce "Spese e contributi per il potenziamento delle attività economiche in Valle" erano destinati alla costruzione di una centrale del latte ad Aosta.

Chiedo all'Assessore interessato:

1) a quale punto sono gli studi e i progetti per la costruzione della centrale del latte;

2) per quale data si prevede l'inizio dei lavori.

Ringrazio ed ossequio.

Aosta, li 21 agosto 1952.

F.to: Armand Beniamino

Consigliere regionale

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Il Consigliere Sig. ARMAND dichiara di non aver nulla da riferire al Consiglio ad illustrazione della interpellanza surriportata, in quanto la stessa è stata formulata in termini chiari e precisi.

L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. ind. FOSSON, premette che intende fare una precisazione in relazione all'interpellanza presentata dal Consigliere Sig. Armand, interpellanza che è stata stilata, nella sua prima parte, con riferimento alla seguente dichiarazione che, secondo quanto risulta dal verbale dell'adunanza consiliare delli 6 aprile 1951 (oggetto n. 15: "Esame e discussione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1951") -, l'Assessore all'Industria e Commercio avrebbe fatto nella citata adunanza: "...la somma di lire 50 milioni, prevista alla voce "Spese e contributi per il potenziamento delle attività economiche in Valle"... è destinata, invece, al finanziamento delle spese occorrenti per la costruzione di una centrale del latte in Aosta...".

Osserva di non avere fatto rilevare, a suo tempo, che la suddetta dichiarazione non corrispondeva a quanto aveva allora comunicato al Consiglio e di ritenere, pertanto, opportuno di fare oggi tale rilievo. Precisa di avere, nella citata adunanza, dichiarato che la somma di lire 50 milioni doveva servire per il potenziamento di varie attività e, fra altro, che da tale stanziamento si sarebbero potuti attingere eventualmente fondi per il finanziamento delle spese occorrenti per la costruzione di una centrale del latte in Aosta, di cui allora pareva prossima la attuazione.

Quanto sopra premesso, l'Assessore Per. ind. Fosson, in relazione all'interpellanza del Consigliere Sig. Armand, riferisce quanto segue:

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"Rispondendo all'interpellanza vera e propria non sarà male fare brevemente la storia di quanto è stato fatto sin qui.

Sentendo i produttori la necessità di organizzarsi per la vendita del latte alimentare, l'Associazione Agricoltori, verso la fine dell'estate del 1950, si faceva promotrice di una riunione degli interessati alla quale partecipavano pure l'Assessore all'Agricoltura, il Sindaco di Aosta e il sottoscritto.

I presenti nominavano una Commissione per studiare la possibilità di attuare in Aosta una Centrale del Latte; detta Commissione, dopo una riunione tenuta con i tecnici Prof. Dott. Masoero, dell'Università di Torino, Dott. Primatesta, Ing. Scappaticcio, mi incaricava di rispondere ad una serie di quesiti posti dai tecnici sopra nominati, ai quali era stato demandato il compito di redigere il progetto della Centrale.

Verso la fine dell'anno, gli stessi ci trasmettevano una relazione tecnico-organizzativa completa ed il progetto della Centrale del Latte con annesso caseificio per lavorare i superi e da servire come scuola per casari.

La relazione, divisa in quattro parti, contempla:

nella prima:

1) Notizie generali sulla Valle d'Aosta;

2) Cenni sull'approvvigionamento del latte alimentare;

3) Notizie particolari circa le quantità di latte prodotto annualmente e destinato tanto alla nutrizione umana quanto alla lavorazione in caseificio;

4) Schemi relativi al latte alimentare ed allo sfruttamento dei sottoprodotti di latteria e del caseificio.

nella seconda:

1) I costi di impianto;

2) I costi di esercizio ed i ricavi;

3) Le spese generali sul ciclo annuale di funzionamento dello stabilimento;

4) Risultanze.

nella terza:

Il progetto edile.

nella quarta:

Le considerazioni conclusive

Su gran parte di questi punti si può concordare completamente, alcuni vanno invece riveduti alla luce di dati attinti ad altra fonte, vedi i costi di esercizio relativi al latte alimentare tenuti troppo bassi, 6 Lire al litro per il solo trattamento igienico (filtrazione, pastorizzazione, imbottigliamento e calo) mentre il costo economico dello stesso trattamento in una piccola Centrale si aggira intorno alle 12,50 e per le grandi Centrali può subire delle variazioni in meno sino a 10 /11 Lire (fa eccezione Torino con una punta di 18 Lire).

Così dicasi del preventivo che portava una spesa di 62 milioni, escluso il terreno già di proprietà dell'Associazione Agricoltori e che va aggiornata in aumento di un buon 30%.

I tecnici erano gli stessi che avevano studiato la Centrale del Latte di Torino, entrata in funzione in questi giorni. Essi ci suggerirono di avanzare domanda all'Amministrazione Aiuti Internazionali per ottenere le facilitazioni concesse ad alcune Centrali Italiane, fra le quali quella di Torino, facilitazioni che consistevano nella fornitura di tutto il macchinario occorrente per il trattamento del latte alimentare ed il cui valore corrispettivo sarebbe stato pagato solamente in parte mediante la fornitura gratuita o parzialmente gratuita di latte ai bambini più poveri nelle scuole o negli asili da precisarsi in una apposita convenzione.

È con l'intendimento di poter usufruire di questa agevolazione, ammontante a circa il 30 per cento della spesa totale, che fu intavolata la pratica con la Amministrazione Aiuti Internazionali.

Nel gennaio venivano interessati gli Uffici di Aosta e Torino, nel marzo direttamente l'U.N.I.C.E.F. a Roma, nell'aprile gli Uffici Centrali dell'Amministrazione Aiuti Internazionali di Roma, dopo un colloquio avuto con l'Ing. DARBY - Direttore dell'Ufficio Alta Italia della stessa Amministrazione -; purtroppo la risposta del 19 maggio 1951 era per il momento negativa: " - Omissis - In proposito devesi comunicare che, per il momento, la somma messa a disposizione dall'U.N.I.C.E.F. per l'Italia è interamente impegnata con gli stanziamenti destinati ad impianti già stabiliti. La domanda di codesta Regione verrà tenuta presente in occasione delle destinazioni da fissare, qualora si perfezionassero nuove possibilità".

Nell'agosto successivo, una comunicazione dell'Ing. DARBY all'Ufficio Aiuti Internazionali di Aosta ridava speranza: "ho parlato oggi con Roma circa la Centrale del Latte. Fra settembre ed ottobre dovrebbe avvenire l'assegnazione di dollari e mi promettono che Aosta sarà senz'altro inclusa. Avverta il Sig. Assessore e speriamo in bene".

Il 29 agosto ci veniva infatti richiesto con tutta urgenza una relazione completa da far pervenire a Roma, a mezzo espresso raccomandato, prima del 3 settembre, cosa a cui adempivamo tempestivamente.

Mi recai personalmente dal Direttore Generale dell'Amministrazione a Roma verso la fine del 1951, e ai primi del 1952, ed ebbi verbalmente comunicazione che, pur essendo fortemente appoggiata, la nostra domanda aveva pochissime possibilità di essere accettata perché l'orientamento della Commissione Internazionale, in seguito alla limitazione dei fondi, era quello di dare la preferenza alle Città dell'Italia Centro-Meridionale escludendo così tutte le richieste dell'Italia Settentrionale.

La conferma scritta veniva con la seguente lettera del 25 marzo 1952:

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"PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Amministrazione Aiuti Internazionali

Roma, 25 Marzo 1952

Prot. 10352

ALLA REGIONE AUTONOMA VALLE DI AOSTA - Divisione Industria e Commercio

AOSTA

e p.c.

ALL'UFFICIO PROVINCIALE AIUTI INTERNAZIONALI - AOSTA

OGGETTO: Centrali del Latte.

Nel marzo 1951 codesta Divisione si rivolse alla scrivente Amministrazione per informarsi sulla possibilità di ottenere l'intervento dell'U.N.I.C.E.F. per la fornitura di macchinario alla istituenda Centrale del Latte di Aosta.

Nel maggio dello stesso anno questa Amministrazione scriveva informando della non disponibilità di fondi sul programma Centrali del Latte dell'U.N.I.C.E.F. ed assicurando che sarebbe stata tenuta presente la richiesta nel caso che l'U.N.I.C.E.F. avesse destinato nuovi fondi al programma Centrali.

Tale assicurazione venne anche verbalmente ripetuta in seguito, pur osservandosi che l'U.N.I.C.E.F. dava la preferenza alle città dell'Italia meridionale, e che quindi si presentava alquanto improbabile la accettazione della richiesta di Aosta.

In effetti, nell'Ottobre 1951, furono presentate ufficialmente all'U.N.I.C.E.F. alcune richieste, tra le quali anche quella della città di Aosta. Ma l'U.N I.C.E.F. ritenne di dover dare la preferenza alle città dell'Italia meridionale, escludendo così tutte le richieste dell'Italia settentrionale.

Di tale esclusione venne data comunicazione all'Assessore per l'Industria e Commercio in occasione di una sua visita a Roma.

Questa Amministrazione desidera tuttavia assicurare che rimane interessata alla soluzione del problema, soprattutto se la costituzione della Centrale comportasse lo stabilimento di un programma di assistenza all'infanzia bisognosa sotto forma di distribuzione di latte ed è disposta a dare tutta la propria collaborazione per la realizzazione dell'iniziativa.

In particolare, qualora l'iniziativa per la costituzione della Centrale fosse presa da una cooperativa di produttori, l'Amministrazione sarebbe disposta a studiare un parziale finanziamento con l'ammortamento in 5-6 anni al tasso di interesse del 5,50%.

IL DIRETTORE GENERALE

(dr. Ettore Cambi)"

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Con riferimento a quest'ultima proposta, allo scopo di esaminare l'aspetto finanziario del problema, su basi pratiche, chiedevamo all'Amministrazione di volerci comunicare su quale importo massimo si sarebbe potuto fare affidamento a titolo di anticipazione e se non era possibile prolungare il periodo di ammortamento.

Verso la fine di giugno ricevevamo la seguente risposta:

"In merito alle questioni prospettate da codesta Divisione con la lettera 1995/5 del 10 maggio 1952, si ha il pregio di far presente quanto segue:

1) Il periodo di rateizzazione per un eventuale prestito ad una Cooperativa Produttori che si facesse iniziatrice della Centrale del Latte in Aosta era già stato indicato nella precedente lettera 25 marzo in 5-6 anni. Impossibile è indicare l'importo massimo del finanziamento stesso, essendo esso ovviamente proporzionato da un lato alla spesa complessiva e dall'altro alle garanzie offerte. A titolo puramente indicativo si può pensare che il finanziamento stesso possa coprire per intero le spese relative a tutta la così detta linea principale di lavorazione (pastorizzatore, imbottigliatrice, tappatrice, lava-bottiglie) - Omissis -".

Il problema non è stato ripreso in considerazione durante il periodo estivo per varie ragioni:

1) La difficoltà di riunire in questo periodo i produttori di latte, dato che molti sono all'alpeggio o nei mayen.

2) Nella riunione di produttori di latte e fontina tenutasi in questa sala in primavera era stato deciso di affrontare per primo il problema del Consorzio dei produttori di fontina, la costituzione del quale è cosa fatta ed al quale auguriamo un prospero avvenire.

Non tutto il male viene però per nuocere e forse è bene in questo campo andare un po' con i piedi di piombo.

Le polemiche interminabili che hanno preceduto l'entrata in funzione della Centrale del Latte di Torino - e che ognuno di voi ha potuto seguire sulla stampa quotidiana - devono farci riflettere e servire come esperienza; il malcontento generale per un disservizio quasi inevitabile nei primi giorni, e quello più giustificato per il forte aumento di prezzo del latte pastorizzato rispetto a quello naturale sono pure fattori da tener presenti.

Con tutto ciò personalmente sono del parere che la Centrale del Latte si debba fare.

È ormai una necessità igienico-sanitaria che la impone, si tratta di orientarsi verso i più moderni impianti di pastorizzazione atti a mantenere al latte le sue prerogative senza mutarne né il sapore né il colore né le proprietà fisiche e chimiche onde sia bene accetto al consumatore, ciò che allo stato attuale della tecnica è possibile ottenere con il tipo di pastorizzazione rapida a temperatura più elevata presentante anche il vantaggio di una maggiore semplicità di impianto, di costare meno e di eliminare anche i microrganismi patogeni termoresistenti.

La costituzione della Centrale del Latte dovrebbe interessare in modo particolare l'Amministrazione Comunale.

Non è consigliabile però la gestione diretta, municipalizzazione, di stabilimenti di questo genere, come avviene in alcune città.

Non ritengo ugualmente consigliabile la formula adottata per Torino e cioè una Società Anonima pura e semplice, prima causa, a mio parere, del forte costo di centrale.

Il mio punto di vista in materia, condiviso dall'Assessore all'Agricoltura e suffragato dal parere di tecnici del ramo, con cui abbiamo potuto intrattenerci in occasione del recente congresso nazionale lattiero-caseario, tenutosi a Lodi, è che la Centrale dovrebbe essere l'emanazione di un consorzio formato da agricoltori produttori di latte, da lattivendoli, dall'Amministrazione Comunale e, nel caso nostro, aiutato dall'Amministrazione regionale.

In questo senso ritengo possiamo continuare a lavorare, riunire gli interessati e cercare di arrivare ad una conclusione che permetta al più presto la realizzazione dell'opera nell'interesse dei produttori e dei consumatori".

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L'Assessore Per. ind. FOSSON comunica al Consiglio che, prima di entrare in aula, gli è pervenuta una lettera dell'Associazione Agricoltori nella quale si comunica che l'Associazione stessa ha inoltrato, in questi giorni, una domanda di sussidio agli organi ministeriali in base alla legge 25 luglio 1952 n. 991 (Legge a favore dei territori montani). Rinnova, quindi, l'augurio che, sotto l'una o l'altra forma, sia possibile ottenere l'aiuto richiesto, facilitante la felice soluzione del problema.

Il Consigliere Sig. ARMAND prende atto dei chiarimenti forniti, in relazione alla sua interpellanza, dall'Assessore Per. ind. Fosson, al quale esprime il proprio ringraziamento.

IL CONSIGLIO

prende atto.

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