Oggetto del Consiglio n. 165 del 19 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 165/79 - Richiesta di dimissioni dell'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato. (Reiezione di mozione)

Mozione

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta;

considerato che, ad oltre otto mesi dall'inizio della cassa integrazione, dopo un lungo periodo di trattative riservate condotte dalla Giunta con il gruppo Orlando, ci si trova di fronte ad un nulla di fatto per quanto riguarda l'IMVA, con la prospettiva di una nuova affannosa ricerca di imprenditori disposti a rilevare l'azienda;

vista l'assenza di ogni minima volontà di dare inizio ad una politica industriale, capace di garantire i livelli di occupazione nel settore industriale valdostano, ormai ridotto ad uno spazio del solo 37% degli occupati;

rilevato che lo stesso accentramento di tutte le questioni relative all'industria nelle mani del Presidente della Giunta è indice di sfiducia nelle capacità dell'Assessore incaricato;

riconfermata la necessità di investire con continuità e completezza di dati la Commissione consiliare all'Industria, Commercio ed Artigianato, in merito a tutti i principali problemi delle aziende valdostane;

ribadita l'opportunità di uno stretto collegamento con le organizzazioni sindacali per tutte le questioni che riguardano i lavoratori

esprime

la propria sfiducia e richiede le DIMISSIONI dell'Assessore Guido Chabod dalla carica ricoperta per la palese incompetenza e per il manifesto disinteresse dimostrati nell'espletamento dell'incarico attribuitogli.

F.ti: Tonino Alder - Mafrica - Igino Bajocco - E. Cout - Franco Carral - Sergio Péaquin

Faval (U.V.) - Do la parola al Presidente della Giunta, Andrione, che l'ha richiesta per mozione d'ordine.

Andrione (U.V.) - Mi permetto di segnalare alla Presidenza del Consiglio che la mozione, formulata in questa maniera, è inammissibile, in quanto non è possibile una mozione di sfiducia nei confronti di uno dei membri della Giunta. Considerato che una mozione di sfiducia dovrebbe chiedere le dimissioni dell'intera Giunta o del Presidente, noi riteniamo che essa, così come è stata formulata, non sia ammissibile e, di conseguenza, discutibile; per cui la riteniamo, sotto il profilo politico, come una mozione di sfiducia nei confronti della Giunta. Evitiamo, non sembrandoci motivata in questa maniera, di entrare nella discussione se Chabod sia cattivo, buono, perché evidentemente questo domani si può ripetere per qualsiasi altro Assessore, o per motivazioni direi che possono addirittura intingere nell'ambito delle simpatie o antipatie, o cose di questo genere. Di conseguenza, illustrata la mozione per quanto riguarda la maggioranza, chiediamo che venga chiusa la discussione generale e che si passi alla votazione.

Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Non sulla mozione, ma per fare alcune obiezioni: non si tratta di una mozione di sfiducia, intanto questo è un atto del Consiglio che ha un valore politico e che termina con una deliberazione del Consiglio; mi sembra che la mozione abbia la possibilità di esprimere come deliberato...come il deliberato che noi abbiamo proposto. Noi qui ci troviamo di fronte ad un fatto, che è questo: gli Assessori sono designati dal Presidente della Giunta, però poi sono votati dal Consiglio e, pur non facendone una questione personale - e lo illustreremo meglio dopo con i nostri interventi -, non ci sembra tuttavia sbagliato che il Consiglio si esprima anche sul funzionamento di un Assessorato, di un Assessore, per cui credo che, anche da un punto di vista formale, la deliberazione sia accettabile e che non ci siano nel Regolamento parti che dicano il contrario. Non siamo d'accordo nel trasformarla in mozione di sfiducia alla Giunta, perché aveva un carattere diverso.

Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola sulla questione posta dal Presidente della Giunta? Se nessuno chiede la parola... Se l'intenzione di qualcuno era quella di mettermi in imbarazzo, devo affermare che ci è riuscito, perché chiaramente, di fronte a disposizioni di ordine giuridico o legale come quelle che sono state poste, non mi ritengo assolutamente in grado di potere disquisire sulla validità dell'una o dell'altra. La proposta che faccio è che sia il Consiglio a decidere come procedere nei confronti della mozione presentata dal P.C.I.: molto più esplicitamente dica se intende o meno affrontare comunque la discussione e, in caso affermativo, anche in quale modo la stessa deve avvenire.

La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Anch'io non discuterò con Tonino, perché penso siano anche delle questioni di opinione. Mi sembra che la proposta fatta permetta di trovare un quadro per lo meno sotto il profilo politico, affinché i proponenti possano doverosamente illustrare la loro mozione e anche nell'illustrazione riprendere le motivazioni appena svolte da Tonino sulla legittimità di una delibera con la quale si inviterebbe la Giunta, organo che non è competente alla designazione...comunque lasciamo perdere le questioni giuridiche...preferisco lasciare perdere per primo Tonino, non entriamo nel merito... Vi è questa illustrazione, dopo la quale chiediamo di passare alla votazione; mi sembra che l'imbarazzo del Presidente del Consiglio sia abbastanza superabile, perché non c'è nulla che imponga nell'esame di una mozione di fare la discussione...di non chiedere la messa in votazione.

Faval (U.V.) - D'accordo. Ci sono obiezioni a questa proposta del Presidente della Giunta? Do la parola al Consigliere Cout, che l'aveva chiesta per illustrare la mozione.

Cout (P.C.I.) - Per illustrare allora la mozione. Si tende da parte della D.C., almeno dal comunicato del 5 marzo 1979, a volere qualificare la nostra richiesta di dimissione come una posizione di linciaggio morale nei confronti di una determinata persona, ossia l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato: il Consigliere Chabod della D.C.. Questo è un tentativo di svuotare la nostra iniziativa presentando la questione come un attacco personale, che non è quello che realmente la nostra richiesta vuole essere; per questo ci teniamo a chiarire fin dall'inizio che a noi non interessa tanto che Chabod rimanga o se ne vada, la cosa è abbastanza relativa, ma piuttosto che si risolvano i problemi dell'industria in Valle d'Aosta, o, più in generale, i problemi dell'industria e commercio, dell'occupazione, quindi dello sviluppo economico e sociale della nostra Regione. A questo punto resta il fatto che l'Assessore Chabod in tutto questo centra perché proprio lì è capitato: è l'Assessore all'Industria, quindi è il principale responsabile dello sviluppo - o, meglio, delle grosse carenze in questo settore - assieme alla Giunta regionale, che ha come Capo il Presidente Andrione. Per questo è giusto che l'Assessore, la Giunta, il Presidente rispondano per quello che fanno...quello che fanno male o non hanno fatto.

Va subito detto, per entrare nel merito, come questa Giunta non abbia mai avuto un suo programma preciso sin dall'inizio, esisteva è vero un programma dell'U.V....l'aveva preparato nel periodo di formazione della Giunta, ove brevemente...almeno precedente...si accennava al problema dell'occupazione e dell'industria in Valle d'Aosta. È da rilevare come in quei pochi cenni esista un concetto basilare, ma sempre disatteso e lo cito: la programmazione gioca in questo settore un ruolo determinante sia perché con le scelte sul tipo di società che s'intende realizzare deve dare chiare indicazioni sullo spazio che l'industria terziaria ed agricoltura devono avere, sia perché, di conseguenza, dovrà determinare gli strumenti d'intervento dell'Ente pubblico. La Giunta non ha mai cercato di realizzare questo e ancora meno l'Assessore all'Industria, che ha sempre delegato al Presidente, quasi esistesse tra loro un tacito accordo... "L'Assessore è lì solo per figura, in realtà fa tutto il Presidente": questa è l'idea che uno può essersi fatto dalle dichiarazioni che l'Assessore ha effettuato in diverse occasioni sia in Commissione Industria e Commercio, sia in questa stessa aula consiliare, ad esempio, in sede di discussione di bilancio, quando ha detto: "anche nel caso in cui non me ne intendessi di industria, me ne intendo di turismo", insieme a tutta una serie di dichiarazioni che lasciano abbastanza allibiti i Consiglieri regionali. A questo proposito, si potrebbero aggiungere fatti clamorosi che poi la sua assoluta assenza in diverse...direi troppe occasioni...tanto che da diversi parti si è visto affibbiato l'appellativo di "Assessore fantasma", che non c'è o è inesistente. Mai si è visto l'Assessore, ad esempio, all'IMVA in mezzo agli operai...la fabbrica che tutti conoscono per le sue ultime tragiche traversie, mai ha trattato di questo problema...neanche assieme al Presidente. La delega è stata la più assoluta, ha sempre...ad esempio, anche in Consiglio regionale in sede di discussione di nostre interpellanze sull'IMVA... La scusa era che stava sopra a trattare coi petrolieri o su altre questioni, per le quali già tante altre volte aveva delegato funzionari di fiducia dell'Assessorato.

Noi pensiamo che ci sia da nessuna parte un Assessorato così carente di iniziative sui vari problemi industriali, del commercio e dell'artigianato; non pensiamo ci sia mai stato un Assessore così sempre oscurato dal Presidente della Giunta, se non in caso appunto di Assessorato ad interim, riteniamo che una cosa del genere sia inconcepibile, anche se poi le critiche vanno allargate all'intera Giunta. A prima vista un Presidente che riesce a farsi carico di tirare da solo un carretto sgangherato potrebbe apparire positivo, ma non lo è in effetto per i danni che derivano quando si è lasciato...preferisce decidere da solo, abbiamo visto il risultato nella trattativa sull'ex IMVA con il gruppo Orlando e noi da tempo continuavamo, come Gruppo Comunista, a sottolineare la pericolosità di questo metodo e la necessità di coinvolgere di più tutte le forze interessate al problema. Avevamo chiesto la Commissione d'inchiesta sull'IMVA, avevamo visto la necessità di dotare la Regione di un apposito ufficio per studiare situazioni del genere, di affiancare la Giunta nelle decisioni. Siamo intervenuti con nostre iniziative, laddove mancava appunto la Giunta, o, meglio, l'Assessorato dell'Industria e Commercio; ad esempio, in questi ultimi tempi sull'IMVA, sulla Cogne, sull'ENEL, sulla DOLFRA, sull'ILSSA VIOLA abbiamo richiesto il coinvolgimento, o comunque l'informazione più ampia dei lavoratori, delle forze sindacali, degli enti locali, del Consiglio, o perlomeno della Commissione Industria e Commercio. A parte la risposta evasiva alle nostre interpellanze, quello che siamo riusciti a strappare è ancora una volta niente, l'Assessore e il Presidente continuano come sempre l'uno a rispondere niente o ben poco, l'altro a rispondere in modo interlocutorio.

Ultimamente il Presidente si è rifiutato di scendere dal suo...chiamiamolo suo piano nobile, per riferire al piano di sotto in merito alle trattative con il gruppo Orlando alla Commissione Industria e Commercio, pur essendo stato espressamente invitato dal Presidente della Commissione. In quella occasione, prima di scappare ancora una volta dai petrolieri, l'Assessore in meno di 3 minuti, ha saputo purtroppo...ha potuto dire ben poco. Noi non pretendiamo di partecipare alle trattative con il gruppo Orlando, o con gli altri industriali, è giusto...riconosciamo al Presidente Andrione, e già lo diceva in occasione dell'ultima interpellanza sull'IMVA...la Giunta deve avere il suo ruolo ed assumersi le sue responsabilità, ma non vogliamo, e non vogliono gli operai, continuare a vedersi presentare le soluzioni dietro l'angolo che poi non giungono mai in porto. Non basta dire: "è tutto a posto", vogliamo conoscere e sapere quando verrà risolto, assieme agli altri problemi, quello dei 200 dipendenti dell'IMVA. Già abbiamo illustrato altre volte la situazione in cui si trovano e che diventa sempre più precaria man mano che si va avanti; vogliamo sapere, vista la situazione fallimentare dell'IMVA, come faranno gli operai a ricevere i soldi che sono loro dovuti. Vogliamo vedere assicurato il lavoro per il futuro...una soluzione che coinvolga tutti, non è passato sinora il tentativo di sfaldamento, nella sua interpellanza Riccarand ha ricordato la forza degli operai dell'IMVA sino a quando saranno insieme, per questo hanno rifiutato anche di trasferirsi in altre aziende, o avrebbero potuto essere assunti...ma non possiamo delegare tutto il...al Presidente in attesa che altri gruppi insieme agli Orlando, una volta fallita l'IMVA, per le condizioni più favorevoli si facciano avanti per rilevare l'azienda! Mi chiedo come mai allora non si sia lasciata fallire 8 mesi fa o anche prima.

Non si gestisce comunque una politica industriale solo con l'attesismo e mi chiedo quali saranno i gruppi con vera capacità tecnica e finanziaria, come diceva il Presidente nel corso dell'interpellanza sull'IMVA, che si offriranno. A quali condizioni? E in che modo se non saremo noi appunto a prospettare, o a concordare comunque con loro...per questo non possiamo e non vogliamo delegare tutto al Presidente. Non citiamo per ovvi motivi l'Assessore, perché è inconcepibile che tutto passi al di sopra di una minima struttura che sappia dare indicazioni su questo: ecco il perché della nostra richiesta, non ascoltata, fatta a suo tempo di un ufficio-studio da affiancare alla Giunta, che passi al di sopra dell'Assessorato dell'Industria, Commercio e Artigianato, al di sopra del Consiglio, al di sopra del lavoratore e delle Organizzazioni sindacali.

Dopo 9 mesi di crisi dell'IMVA non c'è stata...non dico la richiesta di partecipazione alla discussione da parte del Presidente, ma neanche si è degnato di fare avere una documentazione...con qualsiasi Consigliere e non solo, ma neppure a funzionari competenti dell'Assessorato, tanto che già abbiamo avuto altre volte occasione di dire che l'unica cosa che si sa, o che si riesce in qualche modo a sapere, si sa o da parte delle Organizzazioni sindacali, o da parte dei lavoratori; mai che si riesca a sapere dall'Assessore, sempre che lo sappia almeno lui....mai che si riesca a sapere dal Presidente, neanche quando lo si chiede espressamente con delle interpellanze...e l'abbiamo visto appunto con nostre interpellanze, l'abbiamo visto ancora con l'ultima del Consigliere Riccarand... Non si conoscono ancora i termini reali della trattativa con il gruppo Broggi, non si sa se ci sono altre trattative con nuovi gruppi interessati, in quali termini comunque stanno queste trattative, non si conoscono le iniziative che la Giunta vuole prendere, o se almeno ne ha l'intenzione per evitare questo ricorrente presentarsi, direi, di situazioni fallimentari a catena...non si sa come, cosa si vuole fare per dare le opportune strutture, per studiare la realtà industriale in Valle d'Aosta e la prospettiva che si vuole dare allo sviluppo dell'industria e dell'economia in genere. Non mi sembra che lo si possa definire un modo corretto di impostare le cose, non mi pare di potere affermare dopo questo che esiste un Assessorato dell'Industria funzionante, un Assessorato che abbia in mano la questione, che sia in piedi un corretto modo di operare in tale campo e che sia impostata una corretta politica industriale al Governo regionale della Valle d'Aosta.

È questa l'amara realtà in un periodo in cui la Valle d'Aosta come non mai sta attraversando una crisi nel settore industriale, citiamo Cogne Miniere, Montefibre, IMVA, più tutte le varie ex della Bassa Valle, per cui la piena occupazione è sempre più meno "piena". Vi sono 2.500 persone in attesa di lavoro, di cui 1.100 occupazioni...700, 800 in attesa di occupazione nel settore siderurgico metalmeccanico: questa è la situazione, col pericolo che tende a peggiorare se non si interviene. Intanto non si può fare a meno di rilevare nello stato di crisi generale come la Valle d'Aosta non sia comunque un'isola felice e diceva anche il Presidente Andrione al di fuori dell'Italia...e, pur parlando in patois, francese e italiano, i problemi degli operai, dell'occupazione sono uguali a tutti gli altri operai, ma una differenza c'è, direi, ed è grossa: mentre in tutta Italia si cercano soluzioni nuove e anche alternative ponendo il problema della riconversione e della ristrutturazione come base, assieme ad un nuovo discorso di un ruolo della piccola e media industria, dell'artigianato con soluzioni diverse dei soliti finanziamenti assistenziali che vanno a parare le varie falde, in Valle d'Aosta si continua a rincorrere gli industriali offrendo loro magari maggiore possibilità di credito rispetto ad altre Regioni, senza però poi poterne controllare l'impiego, buttando quindi milioni dalle finestre, senza risolvere il problema se non provocando una reazione a catena di situazioni fallimentari. Si continua a disperdere i finanziamenti per l'artigianato in interventi piccoli sempre senza realizzazione, o riferimento...ai piani d'investimento, mentre molte altre Regioni cercano di superare con il senso del credito agevolato...con unico sistema...andando ad altre strutture che tendono ad avere sempre più rilievo, come un complesso d'iniziative per la fornitura di servizi all'impresa, per qualificare e promuovere l'attività, come, ad esempio, un'opportuna e adeguata struttura di assistenza amministrativa finanziaria di ricerca, di mercato nazionale ed anche internazionale di evoluzione della tecnologia in Valle d'Aosta...non si fa niente!

Sulla nostra espressa richiesta anche solo di un ufficio da affiancare alla Giunta si sono fatte a suo tempo orecchie da mercante; manca anche un'iniziativa verso l'ente locale per un necessario collegamento al lungo discorso sulle aree attrezzate con gli organi competenti per eventuali forme di "leasing"; manca in fondo la considerazione che, dopo tutti i tentativi miseramente falliti di risolvere in modo assistenziale le industrie valdostane, è necessario andare a nuove forme d'intervento che siano veramente tese a sviluppare, non solo ad assistere, per garantire soprattutto che rimangano di proprietà dell'Ente pubblico, anche dopo l'eventuale fallimento, non solo le aree e i fabbricati, ma tutta una serie di strutture per lo sviluppo industriale. Manca in fondo anche una valutazione reale del peso che hanno le industrie in Valle d'Aosta e viene da chiedersi se la Giunta pensa di poter favorire una concezione anche storica dell'economia senza industria, magari di agricoltura nella Valle centrale...o il turismo è carente o quasi inesistente in quasi tutti Comuni? Direi che manca proprio una seria politica industriale, una programmazione in tale senso e non vediamo neanche prendere un minimo di iniziative che vadano verso questo: ecco il perché quindi di questa non tanto poi strana richiesta di dimissione dell'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, non per lo spessore superficiale della linea politica di linciaggio morale come è detto nel comunicato della D.C., ma direi per fondate motivazioni, proprio perché non troviamo serio aspettare sempre il momento tardivo per intervenire, quando l'Assessore delega tacitamente il Presidente della Giunta alla ricerca affannosa e tanto meno seria di industriali che abbiano voglia, bontà loro, di rilevare le aziende in crisi. Ecco, direi, un motivo della richiesta di dimissioni dell'Assessore Chabod: per la palese incompetenza e per i manifesti disinteressi dimostrati nell'espletamento dell'incarico attribuitogli. Potremmo solo aggiungere, se tutto va bene, se questa è la politica industriale della Giunta, se questo è il tipo di Assessore che il Presidente Andrione vuole, che noi non siamo per niente d'accordo e vogliamo sapere cosa ne pensano gli altri gruppi.

Faval (U.V.) - A questo punto, prima di dare la parola al Consigliere Tonino, vorrei ricordare al Consiglio di avere accettato, su richiesta del Presidente della Giunta che ci sia soltanto l'illustrazione della mozione da parte dei presentatori, che quindi non si passi alla discussione successiva della stessa, ma immediatamente alla votazione.

La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Credo sia necessario, anche alla luce di queste ultime cose, chiarire il significato, il carattere di questa iniziativa del nostro gruppo, che è quello di chiedere le dimissioni dell'Assessore all'Industria e Commercio, Chabod; prima di tutto - è forse superfluo sottolinearlo, ma credo sia necessario - è un'iniziativa che si colloca all'interno di quella che noi abbiamo definito un'opposizione tenace che facciamo a questa Giunta regionale, un'opposizione tanto più netta e decisa - e questo è il significato - laddove si individuano dei ritardi clamorosi, degli errori che si ripetono laddove si continua ad agire, a nostro avviso, con troppa superficialità, senza il necessario coraggio, senza il necessario impegno. Dunque gli interessi che noi vogliamo difendere anche con tale opera puntuale di denuncia delle inadempienze dell'Assessore non sono interessi greti di partiti o interessi egoistici di una parte, ma sono, se si va a vedere in fondo, quelli della nostra Regione, in modo particolare di quella parte della nostra Regione che vive del proprio lavoro. Noi vogliamo fare un'opposizione seria e costruttiva, penso che in questi primi mesi di lavoro del nuovo Consiglio eletto nel giugno 1978 lo abbiamo abbondantemente dimostrato: opposizione seria sui problemi, questo compito lo vogliamo svolgere con volontà e fermezza sempre puntando soprattutto sui problemi della nostra Regione. Anche in questo caso noi partiamo e prendiamo lo spunto da un problema reale e vogliamo subito sbarazzare il campo da chi ha cercato di fare vedere, di fare passare la nostra iniziativa come una manovra con degli scopi personali, o come un atto che addirittura è pregiudiziale nei confronti di alcuni settori della Giunta. Noi non vogliamo assolutamente - già l'ha detto Cout - fare un processo all'Assessore Chabod: vogliamo partire dall'esperienza negativa di quell'Assessorato per evidenziare i ritardi ed i pericoli che corrono quando un settore importante della Giunta regionale non funziona, pericoli che corre la nostra Regione nel suo complesso, senza mai dimenticare neppure un istante - questo va sottolineato - che le responsabilità sono complessivamente della Giunta. Siamo proprio noi del resto a continuare ad insistere sulla necessità che la Giunta abbia un lavoro collegiale, che lavori collegialmente per superare il settorialismo degli Assessorati, che è un fatto negativo; sarebbe davvero singolare che questa volta dimenticassimo tutto ciò per addossare tutte le responsabilità della politica in un settore così difficile come è quello industriale sulle spalle dell'Assessore Chabod, sulle spalle di un solo Assessore.

Dunque le grosse responsabilità ricadono evidentemente sulla Giunta regionale sul complesso, che non vogliamo trascurare, ma vorrei anche successivamente meglio puntualizzare. Nasce dunque spontanea la domanda: perché allora chiediamo le dimissioni ad un solo Assessore? A questa domanda credo si debba rispondere con la necessaria franchezza che contraddistingue, a mio avviso, la nostra politica, il nostro modo di fare politica e cioè il parlare sempre molto chiaramente. Noi diciamo che, quando si assumono per conto della collettività degli impegni di tale importanza, come quello di dirigere, ora l'Assessore Chabod - noi lo diciamo qui con molta franchezza - avrà delle indubbie qualità umane, è una persona con competenza...non crediamo abbia purtroppo delle competenze nel settore industriale in particolare, questo è un fatto...noi siamo in un Consiglio regionale che deve valutare con estrema serietà i riflessi che si hanno sulle istituzioni che...del modo di essere dell'opinione pubblica nei confronti degli amministratori, questi fatti noi li dobbiamo valutare con attenzione. Ebbene noi crediamo di essere più tollerabili, che si accetti ridendo, scherzando magari con delle battute tra di noi, il modo con cui grossa parte ormai dell'opinione pubblica si prende burla dell'atteggiamento che l'Assessore Chabod ha in particolare nei confronti dell'industria. Ritengo che questo atteggiamento sia negativo, ne patiscono in ultima analisi le...ne patisce l'immagine, la credibilità che il Consiglio regionale ha fra i lavoratori, fra l'opinione pubblica, fra la gente della nostra Regione e tutto ci preoccupa evidentemente in modo rilevante, così come ci preoccupa il mancato rapporto - e qui ripeto alcune cose che ha detto Cout - che l'Assessorato e l'Assessore hanno con i lavoratori nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, soprattutto con quelli che si trovano in situazioni difficili per le difficoltà dell'azienda, mentre non è un mistero che Chabod cura con particolare attenzione invece il rapporto con altre categorie di lavoro e questo è normale, è giusto però...non è giusto e ci preoccupa questo snobbare il rapporto con i lavoratori delle nostre fabbriche, tutto ciò è per noi insostenibile. Può darsi che questo nostro giudizio sia deformato dalla concezione che noi abbiamo del modo di fare l'amministratore pubblico, fatto come servizio, fatto con l'obiettivo principale di fare crescere effettivamente la democrazia nella nostra Regione, perciò puntare sulla partecipazione, sul coinvolgimento dei lavoratori, per cui appunto il rapporto con i lavoratori, con le loro organizzazioni, con le categorie, con in generale la gente è per noi un elemento prioritario. Può darsi che ai democristiani tutto ciò non piaccia o che preferiscano privilegiare altri tipi di rapporti, è indubbiamente nel loro diritto, così come è nostro dovere criticarlo apertamente e pubblicamente anche in quest'aula.

Nella nostra richiesta dunque nessun gioco particolare, vogliamo parlare molto francamente, nessun tacitismo, soltanto la richiesta di prendere atto - lo chiediamo al Consiglio - di una situazione che si sta facendo insostenibile e pericolosa complessivamente per l'immagine della Regione, situazione che va affrontata con il necessario coraggio e con il necessario rigore. Con lo stesso rigore dovrebbero essere affrontate anche altre questioni importanti che investono la vita regionale. Voglio ancora una volta sottolineare anche in questa occasione che la nostra Regione sta vivendo un periodo...è un momento, a nostro avviso, estremamente difficile, si affacciano dei problemi nuovi e sono problemi che sono di grossa portata, problemi ai quali oggi occorre rispondere non con il vecchio modo di amministrare la nostra Regione, ritorniamo al piano dei lavori pubblici, a strumenti vecchi, oggi bisogna sostituire con strumenti nuovi, anche con modi di fare politica nuovi. C'è invece troppa apatia, uno scarso entusiasmo, c'è un inesistente respiro culturale che paralizza i lavori di questo Consiglio di fronte alle questioni più grosse, alle questioni principali e direi proprio che un esempio può essere quello del ruolo stesso che ha la nostra Regione - una Regione a statuto speciale - nella società italiana. È indubbio che, di fronte a quel grosso processo che c'è stato negli ultimi anni di democratizzazione dello Stato, chi ha visto nascere le Regioni...che ha visto il processo di delega alle Regioni, ai Comuni e alle Comunità montane...le Regioni a statuto speciale, e tra queste la nostra...hanno segnato il passo, hanno perso dei punti, hanno accorciato le loro distanze. La nostra Regione è nata in un momento in cui c'era uno Stato molto accentratore, si è formata sul modello stesso dello Stato accentratore ed è oggi in grossa parte simile ad esso. Si è dotata di un grosso apparato burocratico ed organizzativo e si è rivolta essenzialmente all'amministrazione, alla gestione dell'esistente: ecco questo è il dato politico di fondo.

Oggi è necessario, anche rispetto a questo problema grossissimo, proprio un grande sforzo, come Regione proprio a statuto speciale...e bisogna fare uno sforzo affinché la nostra Regione sia di nuovo presa ad esempio come Regione ispirata a principi di democraticità, di programmazione e di collegialità nelle scelte di decentramento, tutto questo non avviene ed è uno sforzo che andrebbe fatto! Così lo stesso discorso si potrebbe fare...e non lo faccio per non allungare troppo la mia illustrazione in altri campi, l'esempio recente della discussione sul Piano dei lavori pubblici ne è stata, a mio avviso, un'esauriente dimostrazione...siccome è stato significativo il dibattito svoltosi sul bilancio regionale da questo punto di vista, così come è significativo il disordine che regna in alcuni settori: cito per tutti il settore dell'edilizia. Il problema dunque si fa evidentemente politico ed è sulla portata politica complessiva che vogliamo anche attirare l'attenzione dei colleghi Consiglieri regionali. La situazione è tale per cui, se non c'è una coraggiosa e necessaria politica di rinnovamento, non hanno più efficacia le misure moderate, la politica moderata così come è stata portata avanti e porta avanti questa Giunta pur con alcuni tentativi che sempre vanno...perché non è che tutto vada a catafascio, come alcuni tentativi dicevo di alcuni Assessorati di una gestione perlomeno più ordinata e più efficiente. La palla al piede è, a nostro modesto avviso, l'assenza della D.C., che non solo è assente e lo ripetiamo sul piano politico e programmatico delle proposte, ma, tra l'altro, svolge anche qui nella nostra Regione quella funzione tradizionale di freno che svolge nelle altre Regioni, più complessivamente nel Paese come espressione di una politica moderata. La questione investe dunque la stessa politica dell'U.V. che quella degli altri partiti che sostengono tale maggioranza. Rispetto a tutto questo, noi lavoriamo per un'alternativa, lo ripetiamo in questa sede: lavoriamo per un'alternativa costruendo giorno per giorno sui fatti alleanze e intese unitarie con le altre forze politiche, non giocando sulle mozioni di sfiducia, per venire alla discussione di oggi, quando ci saranno le condizioni per presentare una mozione di sfiducia alla Giunta, lo faremo, può darsi anche che questo possa avvenire molto presto. Tuttavia - e questo è il problema di fondo di oggi -, noi non possiamo nel modo più assoluto restare indifferenti di fronte all'atteggiamento di apatia, di indifferenza e di scarso impegno di singoli Assessori...questo è un dato che è incontestabile, a nostro avviso, che è oggi sulla bocca di tutti, per questo noi chiediamo che il Consiglio si esprima non con sfiducia, ma che richieda espressamente - ed è quello il valore politico del deliberato della nostra mozione - le dimissioni dell'Assessore Chabod.

Faval (U.V.) - Si è iscritto a parlare il Consigliere Riccarand. A questo punto, però, corre l'obbligo all'Ufficio di Presidenza di ricordare al Consiglio che lo stesso non ha sollevato obiezioni alla proposta del Presidente della Giunta, che, ripeto, è quella di consentire l'illustrazione da parte dei presentatori della mozione - che, per conoscenza del Consiglio, sono: Tonino, Mafrica, Bajocco, Cout, Carral e Péaquin - e quindi di passare immediatamente alla votazione della stessa. Ripeto che il Consiglio in precedenza, quando è stata fatta l'esplicita richiesta da parte del sottoscritto se vi erano delle obiezioni, non ne ha sollevate. Se il Consigliere Riccarand insiste nel richiedere la parola in sede di discussione generale, ai sensi dell'articolo 51, metto in votazione la richiesta di chiusura di discussione; quindi a questo punto egli ci deve dire se insiste o no nella richiesta di domandare la parola, se chiede 1a parola in sede di discussione generale, salvo il fatto ovviamente che, per quanto riguarda le dichiarazioni di voto, tutti i gruppi e i rappresentanti di gruppo avranno il diritto di prendere la parola.

La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - In sede di discussione generale...e spiego anche perché ritengo non sia valida l'interpretazione che dà il Vice Presidente del Consiglio: perché quest'ultimo ha presentato la proposta del Presidente della Giunta, ma non c'è stata nessuna posizione del Consiglio su tale proposta, quindi non si può venire a dire adesso che l'Assemblea ha accettato che non vi fosse discussione generale, non è assolutamente vero, questa è stata la proposta, dopodiché è cominciata la discussione, non c'è stata alcuna presa di posizione da parte del Consiglio, ecco quindi questo non esiste...

Faval (U.V.) - ...in effetti, nei confronti del Consigliere Riccarand, che è "sottile linguista", vorrei precisare che io non ho detto che il Consiglio ha approvato la richiesta del Presidente della Giunta: ho detto invece che il Consiglio non ha sollevato obiezioni alla richiesta e proposta del Presidente della Giunta. A questo punto il Consigliere Riccarand, che - ripeto - è "conoscitore" della lingua italiana, che usa esclusivamente, esclusivamente usa quella...è un perfetto conoscitore della stessa...non deve dire al sottoscritto che ha posto le cose in termini non corretti! Prego Consigliere...

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - ...in termini non corretti...è falsato che il Vice Presidente dica che c'è una certa proposta e chiede...e il fatto che il Consiglio ratifichi...mi pare che ci sia una bella differenza! Non c'è stato tempo per il Consiglio per pronunciarsi su queste cose...

Faval (U.V.) - Allora a questo punto, come ho detto in precedenza, dal momento che penso che il Presidente della Giunta formalizzi la sua richiesta, metto in votazione la richiesta di chiusura della discussione presentata dalla Giunta. Allora chi è favorevole alla chiusura della discussione? Scusatemi, questa non è una mozione d'ordine...è il Regolamento che è stato votato, al momento attuale esiste un Regolamento e lo dobbiamo rispettare, io sono qui per farlo rispettare, quindi c'è stata una richiesta esplicita formalizzata da parte del Presidente della Giunta, che chiede la votazione.

La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Penso che ci sia la possibilità da parte dei Consiglieri, uno a favore, uno contro...

Faval (U.V.) - D'accordo, uno a favore, uno contro, chi chiede la parola? Scusate per un minimo di ordine, e non credo che la cosa sia risibile, mi pare che ci dovrebbe essere almeno un po' di serietà, chi chiede la parola a favore, chi chiede la parola contro...anche Riccarand mi pare, mettetevi d'accordo...

La parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (P.C.I.) - Molto brevemente, io capisco che per l'U.V.P., per l'U.V., per il P.R.I. e per il P.S.D.I. possa essere anche antipatico dover esprimere un giudizio su un Assessore di una Giunta da loro sostenuta, però non credo che si possa risolvere in modo così elegante il dibattito così come ha proposto il Presidente della Giunta, sarebbe comodo...il Presidente della Giunta dice: "i comunisti hanno presentato la mozione, la illustrano, poi noi la respingiamo senza neanche spiegare il perché", voi ci dovete dire - lo chiediamo a tutti i gruppi che hanno domandato all'Assessore all'Industria e Commercio di rassegnare le dimissioni - se è una richiesta politica, siete d'accordo o no? Quindi questa è la nostra opinione, dunque vi chiediamo di non strangolare il dibattito, vi chiediamo di non pronunciarvi solo alzando la mano, ma esprimendo delle valutazioni e la mia proposta è pertanto che si respinga la proposta del Presidente della Giunta per dare modo a tutti i gruppi di entrare nel merito di questa valutazione politica contenuta nella mozione.

Faval (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione, che è a favore.

Andrione (U.V.) - Semplicemente perché mi sembrava averlo già detto prima: non riteniamo sia il metodo corretto di proporre una discussione sulla politica industriale della Regione quello di chiedere le dimissioni di un membro della Giunta, il che - lo ripeto - potrebbe far pensare...non sarà vero..., ma potrebbe far pensare ad un fatto personale. Ci rifiutiamo di discutere di fatti personali, Chabod può avere il naso lungo o essere troppo grosso, o altre cose di questo genere, non fa parte di una discussione politica, non fa parte della politica regionale in materia di IMVA, di Cogne o di industria, di conseguenza non scendiamo su questo terreno, non discutiamo questa mozione in tale maniera, c'è altro modo di presentare nella sostanza le stesse cose senza fare delle questioni personali, per questo noi ci rifiutiamo di intervenire in questo modo e in questa occasione.

Faval (U.V.) - Allora a questo punto, nel pieno rispetto del Regolamento, dato che abbiamo seguito l'intervento a favore della richiesta di chiusura di discussione, e uno contrario, pongo in votazione la richiesta di chiusura della discussione. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: trentatré

Votanti: trentatré

Favorevoli: diciannove

Contrari: quattordici

Il Consiglio approva.

A questo punto dichiaro chiusa la discussione generale e si passa alla dichiarazione di voto.

La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Evidentemente la dichiarazione di voto è semplice: io voto a favore della mozione presentata dai comunisti, perché questa mozione ha un chiaro significato politico, contrariamente a quanto dice il Presidente della Giunta, qui non si tratta affatto di decidere, o di discutere, o di giudicare se Guido Chabod è buono, o cattivo, o simpatico, o antipatico, questo è evidente, o se è bello o brutto, il problema è di dare un giudizio politico sull'attività dell'Assessorato dell'Industria, Commercio e artigianato della Valle d'Aosta per quanto riguarda l'industria e sull'operato del principale dirigente, del principale responsabile di questo Assessorato. Da parte nostra - vorrei essere esplicito - la sfiducia nei confronti dell'Assessore all'Industria è non a Chabod come persona, ma all'Assessore all'Industria per quello che non fa, è la sfiducia nei confronti della Giunta nel suo complesso, perché noi riteniamo che le responsabilità dell'Assessore all'Industria sono anche le responsabilità della Giunta. Ci sono delle grosse carenze da parte dell'Assessore nell'individuare una politica industriale e queste sono responsabilità anche di riequilibrio di tutta l'impostazione della Giunta in campo industriale. Ecco quindi il mio voto sarà favorevole alla mozione, perchè si tratta di decidere e penso che questo sia fondamentale se si vuole finalmente in Valle d'Aosta avere un Assessore all'Industria, oppure se si vuole continuare per questa strada che si è imbroccata da tempo.

Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - L'andamento della discussione, se c'è stata, oltre ad avere messo in difficoltà il Vice Presidente Faval, ha messo in difficoltà anche il sottoscritto. Perché mi pare che su un argomento di questo tipo la maggioranza forse non avrebbe dovuto ricorrere a degli strumenti coercitivi della discussione, ma accettarla, perché forse non era di tipo tale quale la stessa maggioranza immaginava. Mi spiego meglio e qui chiedo scusa - non so quanti minuti avrò a disposizione per Regolamento, visto che il Vice Presidente è così ligio al Regolamento -, però è opportuno dire alcune cose che avrei voluto dire in sede di discussione generale e che invece dovrò dire in questa sede. La mozione come è stata presentata ha lasciato il mio partito piuttosto perplesso per diversi motivi: primo, perché, da quanto riporta l'illustrazione nella prima parte, poteva sembrare che le conclusioni del deliberato sarebbero state diverse, cioè sarebbe stata richiesta all'intera Giunta, o per l'intera Giunta allo stesso Presidente della Giunta, invece il testo del deliberato improvvisamente fa comparire la persona dell'Assessore all'Industria.

Ora, questa mozione ci ha lasciato perplessi, perché noi riteniamo che le eccessive personalizzazioni nella politica, se vogliamo fare un discorso politico globale, che interessi i fatti, le idee di partiti e movimenti, non possa prescindere dalle singole persone che tali elementi portano avanti; se vogliamo fare un discorso di questo tipo, dobbiamo uscire dall'eccessiva personalizzazione che può snaturare la serietà delle proposte e questo lo diciamo perché già in altre sedi, in altri momenti il nostro stesso partito è stato oggetto di discriminazione di questo tipo che abbiamo rifiutato e che pertanto rifiutiamo anche in tale sede. Quindi la valutazione che noi vorremmo dare...e per la quale avremmo gradito un'ampia discussione...perché credo che i problemi siano molto seri e non ci si possa rifugiare dietro al dito di un passaggio diretto al voto; dicevo, la discussione dovrebbe riguardare i problemi più generali della politica industriale in Valle d'Aosta.

Ricordiamo che la Giunta non ha presentato a suo tempo, né ancora oggi, un programma generale, né tanto meno un programma nel settore industriale e manca una politica complessiva del settore industriale come nel settore dell'economia nel suo complesso. Ora, noi aspettiamo che...penso - questa è una mia opinione personale - che aspetteremo per molto l'illustrazione di questo programma e per tale motivo riteniamo che la valutazione debba essere complessiva ed estesa a tutta la Giunta, come espressione di una determinata linea politica, come uscita dalle votazioni di quasi un anno fa e come espressione delle forze politiche che la compongono, rifiutando a priori qualsiasi personalizzazione che, volenti o nolenti, con la migliore volontà di evitarlo, una mozione di questo tipo può comportare. Quindi si potrebbe dire che avremmo visto volentieri una mozione di sfiducia alla Giunta nel suo complesso, ma siamo piuttosto perplessi su un testo formulato in questo modo ed è questo il motivo della difficoltà a cui accennava in precedenza, che comporterà la nostra presa di posizione un po' a seconda delle dichiarazioni che faranno gli altri gruppi, gli altri movimenti. Mi spiace veramente che questa discussione sia stata strozzata, sia stata rinviata in sede di dichiarazione di voto, perché una dichiarazione onesta e una discussione onesta e corretta su questi argomenti poteva forse portare al superamento, se non altro a livello di Consigliere, di singoli Consiglieri, di singole persone, di fatti che purtroppo a volte con la politica non hanno niente o poco a che fare. Grazie.

Faval (U.V.) - Altri Consiglieri chiedono la parola per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Non vi è dubbio che lo spirito di questa mozione è l'esame del fallimento della politica industriale della Giunta. Non si tratta evidentemente di un discorso che possa riguardare l'unica persona della Giunta stessa, perché, se dovessimo dare retta a quello che è stato detto, c'è proprio in quelle parole la conferma di ciò che sto dicendo in questo momento. Diceva prima l'illustratore della mozione, il Consigliere Cout, che chi fa tutto per quanto concerne la politica industriale in Valle è il Presidente della Giunta regionale. Quindi si dice che tutto è in mano al Presidente della Giunta e pertanto, poiché i problemi non si risolvono sul piano industriale, è chiaro che questa mozione è un atto di sfiducia al Presidente della Giunta prima e alla Giunta nel suo complesso dopo, non c'è dubbio! Le stesse tesi, le dimostrazioni dell'inefficienza sul problema della crisi industriale stanno a dimostrare che il discorso non investe solo una persona, ma investe tutta quanta la Giunta: ecco perché, secondo me, è stato un cattivo suggerimento quello del Presidente della Giunta di volere strozzare la discussione e limitarla soltanto all'illustrazione e quindi alle dichiarazioni di voto, sarebbe stato molto più opportuno per tutto il Consiglio un dibattito aperto, perché in effetti questo è vero: è la messa in discussione di tutta la politica industriale che questa Giunta sta conducendo. Quindi era opportuno, per avere dei giudizi validi, che tutte le forze politiche del Consiglio si pronunciassero in ordine a tali problemi, in particolare a quelle che sono le inefficienze dimostrate in questo settore da parte di questa Giunta.

È chiaro che noi siamo convinti che manca una volontà politica da parte di questa Giunta di risolvere i problemi dell'industria, è chiaro che, quando vi è crisi del settore, i problemi sono molto maggiori, sono molto più difficili, ma, proprio per questo, occorre maggiore impegno, maggiori incentivi, maggiore capacità operativa e propositiva da parte della Giunta stessa, non si può gestire una politica industriale in un momento di grave crisi nel settore come quando la si può gestire in un momento in cui tutto il settore marcia regolarmente. In questo caso forse non c'è...bisogno del supporto industriale...non del supporto della Regione.

Colleghi del Partito Comunista, allora perché stupirsi di queste inefficienze? Questa Giunta - voi l'avete rilevato, l'ha rilevato anche il Consigliere socialista - è nata senza un programma, ossia non si è data nessun obiettivo, è la dimostrazione che si è proposto l'obiettivo di marciare alla giornata, di accettare quello che dal cielo pioveva, e voi vi stupite del fallimento della politica industriale! E voi vi stupite che non ci siano possibilità di soluzione del problema dell'IMVA! E che non sia presente il problema della chiusura della miniera e non...per gli altri, io mi stupisco che voi vi stupiate...questo è lo stupore che io provo, certo! Non avete il diritto di stupirvi, perché questi Signori ve l'hanno detto quando si sono presentati che non avevano un programma e voi continuate a parlare come se avessero un programma e di quale programma di politica industriale parlate? Se non esiste, se vi hanno detto chiaramente che non ce l'hanno e non intendono portarlo! Questo è il mio stupore, scusate, ma mi pare mi sia consentito, senza offesa puerile, questa impostazione della discussione che voi date...sì puerile, purtroppo magari in linea con certi giudizi della Magistratura e qui leggo da un volantino della Nuova Sinistra che la Magistratura bolognese nel processo per lo scandalo SITAV-Regione ha assolto i Consiglieri, perché non possono essere chiamati a rispondere dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni, in sostanza non possono essere chiamati a rispondere di quello che fanno qui dentro.

Certo noi non condividiamo questo giudizio che ha la Magistratura sul nostro Consiglio, in particolare sui Consiglieri chiamati a quel tipo di confronto con la giustizia, ma quello che ci lascia sorpresi è proprio questa mancanza di dibattito in tale sede, si vuole chiudere un discorso con la forza dei numeri, quasi che questo facesse diventare efficiente una Giunta che almeno in tale settore - e io sostengo anche in altri settori - ha dimostrato chiaramente la sua inefficienza...ecco quindi mi pare importante... Invece qui chiedo scusa al Vice Presidente, che ha l'onore e anche l'onere di dirigere questo dibattito, certamente non simpatico, anche per la posizione politica che lo riguarda...se questa dichiarazione di voto è una dichiarazione di voto del tutto particolare, vorremmo impostare un dibattito, vorremmo sfuggire così alle manette che ci pone il Regolamento e impostare il discorso di confronto, perché questa è l'occasione e la sede per dimostrare se i fatti sono veri o questa possibilità non esiste, una Giunta che rifiuta il confronto è una Giunta lì per sé, indegna di sedere a quei banchi!

Faval (U.V.) - Altri Consiglieri che chiedono la parola? Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson.

Fosson (D.C.) - In effetti, mi pare che Pollicini avesse ragione quando ha detto che questa è una mozione di sfiducia nei confronti della Giunta, mi pare che il Presidente del Consiglio come tale l'abbia accettata, perché altrimenti al Presidente - che è così attento alle forme e ai riti della democrazia al punto di inviare lettere di biasimo sul ritardo dei Consiglieri, e dico inviare giustamente, perché la democrazia ha le sue forme e i suoi riti - non gli sarebbe sicuramente sfuggito che una mozione di sfiducia nei confronti di un Assessore è palesemente improponibile.

Quindi direi che è una mozione di sfiducia alla Giunta mascherata con l'aiuto di una tecnica sottile, di una tecnica collaudata e sperimentata: è la tecnica di colpire l'uomo singolo per colpire le idee che porta, per colpire il movimento o il partito che gli stanno intorno o che rappresenta. È una tecnica collaudata, dicevo, perché ha dimostrato di suscitare tra quelli che non vengono colpiti come un senso di liberazione, il capo espiatorio è un altro, quindi su di lui possono essere riversati tutti gli effetti negativi della situazione, quindi questa persona può diventare il capro espiatorio che libera anche da certi sensi di colpa chi lo accompagna o può accompagnarlo. È una tecnica raffinata dicevo, una tecnica già usata da Robespierre, ad esempio durante la Convenzione...il terrore della Rivoluzione francese, puntare il dito sul condannato: "alla ghigliottina", ed ottenere l'assenza di tutti gli altri, tutti gli altri che si sentivano liberati perlomeno per il momento dal patibolo. La storia ci dice anche che l'unica volta, la prima volta anzi che Robespierre non usò questa tecnica e non puntò il dito su nessuno, ma lanciò un'accusa generica andò a finire lui alla ghigliottina. È la tecnica usata ultimamente contro uomini...con Gui...si è colpito Gui per colpire la D.C., si è distrutta forse la carriera politica, un uomo per due o tre anni è stato sottoposto a pesanti accuse, ma si era alla vigilia di una campagna elettorale, oggi che Gui è stato assolto non c'è più quel clamore, non c'è più ...non fa più notizia, non serve più, quindi si dimentica la sua assoluzione e si dimentica che è stato riportato all'onore di potere camminare a fronte alta, assolto a tutti gli effetti, dicevo questa è una tecnica che noi rifiutiamo e che noi denunciamo con forza.

Qual è la colpa, il torto di Chabod, o di questa Giunta? È quello di avere ereditato una situazione scottante nel campo industriale, o nel campo direi in generale, noi portiamo è vero i frutti di un cambiamento di mentalità, portiamo il frutto di un lungo periodo di demagogia, un lungo periodo in cui si è teorizzato il salario come variabile indipendente, si è teorizzato che l'industria comunque andava assistita, che il posto di lavoro è, era in primo luogo...un periodo in cui si è dimenticato che ci sono delle leggi economiche che non si possono eludere impunemente - questo è stato detto anche da uno degli ultimi Nobel per l'economia -, uno Stato che diventa assistenziale, uno Stato che dimentica le regole più elementari dell'economia è uno Stato che prima o poi diventa totalitario e soffoca 1a libertà dei cittadini. Dicevo, è una mentalità che pesa su tutti quanti e pesa in particolare su questa Giunta, su chi ha in mano il potere pubblico, chi deve gestire. Dujany diceva ieri mattina, non giovedì mattina, facendo un esame onesto e spassionato, dei fondi di rotazione per i finanziamenti dati dalla Regione alle industrie in generale; diceva, ma...in fondo, a che cosa sono servite queste cose? Non sappiamo nemmeno quanti posti di lavoro abbiamo garantito! In più c'è il rischio che questi siano posti di lavoro assistiti e niente di più; io direi che, se continuiamo su questa strada, noi siamo in un tipo di economia che non è sana e non può che portarci, come ci porta, all'inflazione e quindi al pagare, da parte di tutti, questa situazione. Quanto poi alla D.C., D.C. moderata, queste sono cose che abbiamo sentito dire e ripetere più di una volta dal P.C.I., allora ci chiediamo: perché? E ancora ieri mi pare ancora in TV vi fosse un qualcosa a questo riguardo, allora perché continuamente si chiede l'alleanza alla D.C., si rincorre la D.C..

E ancora: sì, può darsi che Chabod non abbia quella comunicativa, non si presenti alle assemblee, ma ecco noi chiediamo se risolvere i problemi vuole soltanto dire farsi vedere, farsi pubblicità, c'è indubbiamente una certa abilità da parte dei comunisti, soprattutto nelle amministrazioni in cui sono...questo di riuscire a fare pubblicità...ovviamente tutta una serie di convergenze, di convinzioni nei loro confronti...la strategia del consenso. Bologna - splendida città tra l'altro - è diventata un esempio di architettura e il centro di Bologna è indubbiamente un esempio da portare in tutto il mondo, sennonché poi si scopre in qualche congresso di architettura o di urbanistica che vi sono degli urbanisti ai quali vengono presentati a Bologna...che dicono: "ma in fondo è stato ristrutturato un palazzo...", quindi c'è, diciamo, una certa abilità per fare apparire le cose...è una notevole abilità che noi non abbiamo: a fare apparire le cose più grandi e più importanti di quello che sono. Ecco noi non accettiamo nemmeno e forse qui il Presidente della Giunta ha avuto ragione ad interrompere la discussione, perché, quando si dice: "palese incompetenza e totale disinteresse da parte dell'Assessore", permettetemi, si scende alla rissa personale, noi non l'accettiamo e né entriamo, né intendiamo entrare nel merito, quindi il nostro voto a questa mozione è "no".

Faval (U.V.) - Prima di dare la parola ad altri Consiglieri, se la chiederanno, una brevissima precisazione a proposito del Consigliere Fosson, non certo per difendere il Presidente del Consiglio, che chiaramente non ha bisogno di essere difeso. Intanto la mozione che stiamo discutendo non è una mozione di sfiducia, ma è una richiesta di dimissioni presentata da alcuni Consiglieri nei confronti dell'Assessore Chabod; inoltre il Presidente del Consiglio, quando ha ricevuto questa mozione, ha riunito l'Ufficio di Presidenza e ha esaminato la questione, come polemizza il Consigliere Fosson, circa l'accoglibilità o meno della stessa. Ora, senza citare i pareri che ci sono stati dati dai tecnici, vorrei soltanto ricordare al Consigliere Fosson che analoga mozione è stata discussa...cito l'ultima mozione soltanto nell'attuale legislatura e precisamente quella del 25 ottobre 1978, che così recitava: "invita il Presidente della Giunta e il Consigliere Pedrini a rassegnare le dimissioni dal Consiglio", quindi mi pare a questo punto che non vi siano problemi circa la correttezza da parte del Presidente del Consiglio ad avere messo all'ordine del giorno la mozione che stiamo discutendo.

La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (D.C.) - Non metto ovviamente in discussione l'operato del Presidente del Consiglio, ma intendo dire appunto che è stata accettata, perché era una mozione di sfiducia, anche se si precisa che non lo è...d'accordo, in ogni caso comunque non è in discussione la persona del Presidente...

Faval (U.V.) - Altri Consiglieri per dichiarazione di voto? Se non vi sono altri Consiglieri che chiedono la parola per dichiarazione di voto...la parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (P.C.I.) - Anch'io ritengo molto negativo che ci sia stato uno strangolamento del dibattito, per cui solo con le dichiarazioni di voto in sostanza si riesce a conoscere la posizione dei diversi gruppi, neanche in modo chiaro a volte. Voglio ribadire quanto già è stato detto: non crediamo di avere fatto una mozione di tipo personalistico, perché non crediamo sia un fatto personale dare un giudizio politico sull'attività di un pubblico amministratore, noi non abbiamo preso in esame le attività particolari personali e private dell'Assessore, ma il suo modo di lavorare rispetto al settore dell'industria. Abbiamo scelto un fatto emblematico, abbiamo individuato delle responsabilità specifiche per un settore di lavoro della pubblica amministrazione, molto spesso si viene a dire: "si fa l'opposizione di schieramento, fate delle critiche generiche, siete contrari a questa Giunta per motivi generali", no, in questo caso abbiamo rilevato in un settore specifico delle responsabilità specifiche, le abbiamo denunciate.

Quindi non crediamo sia il caso, ogni volta che si denunciano fatti politici di questo genere, che si faccia quadrato, si ritenga toccata non so che cosa...l'intangibilità della D.C.; non crediamo neanche sia giusto fare come si è fatto nel comunicato della D.C., il richiamo alle Brigate Rosse o alla guerra tra Cina e Vietnam non centra proprio niente: qui il discorso è relativo all'attività della Giunta nel suo complesso, ma in particolare dell'Assessore all'Industria nel settore di sua competenza specifica. È vero che la Giunta non ha programma, è vero che è assente una politica industriale di tutta la Giunta, ma è anche vero in modo particolare che noi riteniamo inadeguata l'attività svolta dall'Assessore in questo settore per quanto riguarda l'IMVA, la questione della Cogne, la questione della miniera di Cogne e tutte le altre vicende che abbiamo discusso in questi mesi. Riteniamo quindi che, se si vuole con artefici dialettici rifiutare la discussione, ciò sia possibile, se si vuole coprire con responsabilità collettiva, cioè la Giunta...seppure ci sono responsabilità specifiche dell'Assessore, questo è anche vero, ma, a nostro avviso, questa mozione continua a conservare il significato, che è quello di invitare l'Assessore Chabod a rassegnare le dimissioni se in seguito...dipende anche da come andranno le cose, se sarà necessaria una mozione di sfiducia complessiva nei confronti della Giunta, la faremo ovviamente, ma oggi volevamo "sfornare" in modo veramente preciso delle responsabilità specifiche.

Si dà atto che dalle ore 17,53 presiede il Presidente Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altre persone che intendono prendere la parola? Io ringrazio il Vice Presidente Faval, che mi ha sostituito durante questo periodo di assenza, il motivo è inerente alla carica del Presidente del Consiglio di delegato regionale del CONI, ci hanno fatto partecipare ad una cerimonia ufficiale.

La parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Molto brevemente una dichiarazione di voto per dire che voterò contro la mozione presentata dal P.C.I. per un semplice fatto: in quanto la ritengo una mozione quanto mai di carattere personale, soprattutto in seguito anche all'intervento fatto dal Gruppo Comunista, infatti si è potuto cogliere in tale intervento una grossissima contraddizione: prima dicono che non è un fatto personale, per cui si potrebbe capire che tutta la Giunta non funziona, però si chiedono le dimissioni solo all'Assessore Chabod, poi si dice che è la Giunta che non funziona, però si continua a chiedere le dimissioni di Chabod, cioè o qui ci mettiamo d'accordo...o è l'Assessore che non funziona - e allora si ha il coraggio di dirlo e si dice all'Assessore: "ti dimetti, perché non sei capace", però non lo si scrive solo sulla mozione, lo si scrive anche negli interventi -, o diversamente si dice che la Giunta non funziona, per cui si chiedono le dimissioni della Giunta, non si può accusare quest'ultima di essere priva di un programma, di non averlo ancora presentato e per questo chiedere le dimissioni all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, cioè come se un programma dovesse solo basarsi su quel settore. È uscito qualche giorno fa...almeno ho potuto leggerlo sui giornali...visto che il Gruppo Comunista dice che sono un attento lettore della Gazzetta del Popolo, ho letto su tale giornale che il Comitato d'intesa fra i lavoratori autonomi ha emesso un comunicato a favore dell'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato; a detta di questo comunicato, l'Assessore ha fatto parecchio per questo settore...possono essere anche giudizi abbastanza suggestivi. Per contro giovedì il Consigliere Dujany, quando ha fatto l'analisi del conto consuntivo del 1977, ha detto che l'industria nei fondi di rotazione è stata premiata negli interventi della Regione, che poi questi fondi di rotazione non hanno continuato altro che essere per il 1978 e questo inizio del 1979 forse sempre sulla stessa linea del 1977 a venire ad oggi...per cui avrà fatto...Dujany dice che è stata premiata l'industria, il Gruppo Comunista sostiene che per l'industria l'Assessore non ha fatto niente, per contro gli artigiani, commercianti e agricoltori dicono che l'Assessore ha fatto, chiaramente a questo punto emerge la necessità forse di un programma per metterci tutti quanti d'accordo.

Vorrei concludere un momentino dicendo al Partito Comunista che quando il Partito Social-Democratico fa delle...chiaramente queste sono scelte diciamo così...conservatrici, "non fa, non sa scegliere, ha sempre quella sudditanza nei confronti della D.C.", per contro, quando il P.S.D.I. fa delle coalizioni o delle Giunte con il P.C.I., chiaramente il P.S.D.I. fa delle scelte politiche giuste ed era ora che si staccasse e avesse una certa autonomia dalla D.C.. Però quando il P.C.I. fa delle Giunte o degli accordi con la D.C., chiaramente a quel punto sono scelte dovute per necessità: sono scelte per il bene di tutta la popolazione. Ecco non riesco a capire quale differenza ci possa essere tra una scelta del P.S.D.I. ad una collaborazione con la D.C. e quale sia una differenza di una collaborazione della D.C. con il P.C.I., quindi ribadisco il mio "no" alla mozione del Gruppo Comunista per il semplice fatto che, a mio avviso, è una mozione alla persona e non alla Giunta.

Dolchi (P.C.I.) - Non ci sono altri Consiglieri che hanno chiesto la parola per dichiarazione di voto, quindi chiamando il mio collaboratore, il Segretario...io metto in approvazione il punto n. 62 dell'ordine del giorno.

La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Restando per dichiarazione...no non faccio dichiarazione di voto...

Dolchi (P.C.I.) - Per che cosa chiede la parola?

Tonino (P.C.I.) - Siccome si tratta pur sempre di una questione che riguarda la persona, chiedo la votazione segreta...noi tutti: Mafrica, Cout, Carral, Tonino e Bajocco.

Dolchi (P.C.I.) - Mafrica, Tonino, Cout, Carral e Bajocco fanno richiesta di votazione segreta.

La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Faccio ancora in tempo a fare la dichiarazione di voto?

Dolchi (P.C.I.) - Abbiamo già chiuso la tornata delle dichiarazioni di voto, il Consiglio ha un'obiezione particolare? Allora un'ultima dichiarazione di voto e poi la votazione segreta.

La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Non intendevo intervenire su tale questione, ma visto che il voto non è palese...ovviamente non intendo nascondermi e quindi faccio la mia brava dichiarazione di voto. Quando è stata eletta questa Giunta, io ho votato a favore del Presidente e mi sono astenuto sulla votazione relativa ai singoli Assessori. Questa posizione assunta allora potrebbe essere una comoda premessa per astenermi sulla mozione che oggi si discute, ma questo sarebbe un modo pilatesco di lavarsi le mani di fronte alle responsabilità e questo non intendo farlo. Il voto palese mi avrebbe consentito di votare al cospetto di tutti e senza l'ombra di tutti, la votazione segreta mi porta invece a fare una brevissima dichiarazione. Io sono già dubbioso sull'opportunità e sulla legittimità di presentare una mozione di sfiducia nei confronti di un singolo Assessore e ritengo che sarebbe stato più corretto presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta e dell'intera Giunta, perché si tratta di un organo collegiale e non di una sommatoria di singoli Assessori; questo se si riteneva che l'Esecutivo non fosse all'altezza del suo compito.

In questo modo in tale mozione diretta a chiedere le dimissioni di un singolo Assessore, secondo me, si tende a colpire la persona, a valutarne la cultura e la competenza, mi pare che la mozione parli espressamente di manifesta incompetenza e disinteresse palese, incompetenza e manifesto disinteresse, e qui mi viene un grosso dubbio: che significa incompetenza? Che l'Assessore Chabod non è un tecnico? Io ritengo che in quest'aula si debba privilegiare la politica rispetto alla tecnica, rispetto alla scienza. Mettiamo in dubbio le capacità politiche dell'Assessore Chabod? E chi ci autorizza? Io non credo che nessuno di noi sia legittimato a mettere in dubbio le capacità politiche di ciascuno dei 35 Consiglieri che siedono in quest'aula, perché ognuno di noi siede qui per voto popolare, quindi cosa vogliamo? Contestare la volontà popolare che ha messo su questi...in quest'aula i singoli Assessori, i singoli Consiglieri...non credo che questo sia opportuno e sia nemmeno lecito. A me non spetta certo assumere la difesa d'ufficio dell'Assessore Chabod, però un senso di responsabilità mi costringe a prendere atto che l'Assessorato dell'Industria, Commercio e Artigianato è quello che ha le strutture più carenti di tutti gli Assessorati della Regione. Questo è stato detto in tutte le legislature, è stato ampiamento detto nella precedente, evidentemente siamo in netto ritardo nel provvedere a ristrutturare questo Assessorato. È altrettanto vero che io devo prendere atto che la situazione del settore industriale in Valle d'Aosta in questo momento è particolarmente difficile e travagliata, quindi richiede un impegno che va molto al di là, secondo me, dell'Assessore e dell'intera Giunta, ma deve coinvolgere responsabilmente l'intero Consiglio, tutti i Consiglieri sono chiamati, in un momento così drammatico per la Bassa Valle, per l'industria della nostra Valle, a dare il loro contributo in senso positivo più che in senso negativo. Non è certamente questo il momento di fare il gioco delle parti, in altri momenti si può anche accettare, ma in momenti come questo è sulla pelle dei lavoratori, credo che non si possa accettare, è invece molto più importante assumerci personalmente, singolarmente come Consigliere, come movimento o partito politico la responsabilità di dare un contributo concreto con proposte precise per la soluzione di questi problemi.

Per questi motivi voterò contro la mozione presentata dai comunisti.

Dolchi (P.C.I.) - Con ciò hanno termine le dichiarazioni di voto; il Consiglio è chiamato alla votazione segreta.

Per la chiarezza del voto, la votazione segreta ha questo significato: pallina bianca, approvazione della mozione; pallina nera, votazione contro la mozione...si capisce nell'urna dei voti. Per favore, gli scrutatori...

PRIMA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Gli scrutatori hanno rilevato che il numero delle palline non era uguale fra l'urna dei voti e l'urna dei resti, pertanto la votazione deve considerarsi nulla e deve essere immediatamente ripetuta. Faccio presente che, se ancora si verificasse questo incidente, la Presidenza proporrà di votare per "sì" e per "no", in modo che non ci possano essere disguidi ed equivoci.

In questa seconda votazione si richiede ancora che il Consiglio esprima il suo voto con la pallina bianca e con la pallina nera. Ripeto: ogni Consigliere ha due palline; il voto favorevole avviene immettendo la pallina bianca nell'urna dei voti, la pallina nera nell'urna con scritto: "resti", e viceversa in caso di voto contrario. Le due palline devono essere messe nelle due urne differenti. Si effettua, per la seconda volta, la votazione per l'approvazione del punto n. 62 dell'ordine del giorno.

SECONDA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: trentatré

Votanti: trentatré

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: sedici

Contrari: diciassette

Il Consiglio non approva la soprariportata mozione.

Colleghi Consiglieri, abbiamo terminato l'ordine del giorno. Il Consiglio è già convocato, ci ritroveremo nei giorni 27, 28 e 29 di questo mese.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 18,23.