Oggetto del Consiglio n. 166 del 27 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 166/79 - Commemorazione dell'Onorevole Ugo La Malfa.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, prima di iniziare la trattazione dell'ordine del giorno, anche se spetta per consuetudine e per doveroso atto di partecipazione al collega Consigliere De Grandis di ricordare la figura di Ugo La Malfa, permettetemi, proprio in virtù di questa consuetudine instaurata nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta, come Presidente del Consiglio, di rinnovare alla famiglia e al Partito Repubblicano i sensi del più profondo e sincero cordoglio.
Sono sicuro di interpretare l'unanime e commosso pensiero non solo del Consiglio regionale, ma anche di tutta la Valle d'Aosta nell'esprimere il dolore per la perdita di un uomo che ha caratterizzato la storia recente e la vita politica del nostro Paese quale protagonista e uomo di primo piano dal fascismo...nella lotta antifascista e quale protagonista della battaglia per la Repubblica, per la Costituzione repubblicana e per la sua applicazione. Non è tempo, né luogo in questo momento di analisi della sua azione politica e delle sue iniziative... Penso che rievocandone la figura...del momento della repentina scomparsa...il Consiglio regionale della Valle d'Aosta possa considerare...e mi permetto di sottolineare come emblematico l'atteggiamento che in questi ultimi tempi egli ha tenuto e su cui si è fortemente battuto e che io riassumo come afferma il quotidiano italiano che...e cito le frasi di questo quotidiano: "solo una solidarietà nazionale garantita dai sindacati può farci uscire dalla crisi e risolvere i problemi politici, sociali ed economici che affliggono il nostro Paese". Lo ricordiamo quindi commossi con l'augurio che questa sua visione tenacemente sostenuta nella sua azione politica sia valida testamento e la strada per la rinascita del nostro Paese.
La parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (P.R.I.) - Signor Presidente, colleghi Consiglieri, scusate innanzitutto per le parole che il Presidente ha espresso nei confronti del mio partito... In queste circostanze si rischia sovente di cadere nella retorica, io voglio solo dire che per noi repubblicani la morte di Ugo La Malfa è una grossa perdita per le sue doti di statista illuminato, per il suo pragmatismo disincantato, che gli consentiva un'analisi lucida ed una sintesi precisa della realtà per il suo cumulo politico, che lo rendeva lungimirante; non sarà facile sostituirlo, una perdita c'è stata e grave non solo per il P.R.I., ma anche il Paese. Poco inclino alle dispute sulle compatibilità ideologiche, affrontava i problemi concreti e suggeriva le soluzioni senza preoccuparsi mai di rendere popolare sé stesso e il suo partito, ma teso sempre e soltanto alla difesa degli interessi del suo Paese. Si è ironizzato parecchio in questi tempi sui padri della Patria, ma io credo che, di fronte a certe virtù, non si possa ironizzare, ma si debba invece meditare, poiché certi valori non possono essere gettati alle ortiche. La sua coerenza e il suo coraggio politico rappresentano un sicuro punto di riferimento per noi repubblicani, ma anche per tutti gli italiani.
Vi voglio leggere le conclusioni del discorso pronunciato da La Malfa al 33° Congresso nazionale del partito: "Repubblicani, nella lunga storia del pensiero repubblicano, c'è tutto il senso della nostra battaglia. Io passerò, ma il partito dell'unità e dell'indipendenza del Paese, il partito dell'europeismo di Mazzini e del federalismo di Cattaneo, continuerà. Non vedo ancora l'Italia che sognavo e questo rimane un compito che attende i giovani, ma sono convinto che sapremo ricondurre l'Italia fra le società più avanzate dell'Occidente: esiste ancora un grande avvenire per il nostro Paese". Vi ho letto queste parole non solo perché anche in questa occasione La Malfa sembra preconizzare il futuro e la sua fine imminente, ma anche perché questo messaggio, che assume la veste di testamento morale, termina con un atto di fede e di speranza e ci rivela che Ugo La Malfa, anche se guidato sempre dal pessimismo della ragione, ha portato nel cuore per tutta la vita la fede dei suoi concittadini nella speranza del grande avvenire per il nostro Paese.
Signor Presidente, io le chiedo di voler sospendere in segno di lutto per 5 minuti. La ringrazio.
Dolchi (P.C.I.) - La Presidenza ritiene di accogliere l'invito del Consigliere De Grandis tenuto conto che i funerali avranno luogo domani. Il Consiglio è sospeso; si sospendono i lavori per alcuni minuti in segno di cordoglio, di lutto e di partecipazione.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 9,46 alle ore 9,58.
