Oggetto del Consiglio n. 65 del 30 luglio 1952 - Verbale
OGGETTO N. 65/52 - ATTIVITÀ SVOLTA DAI RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA' NAZ. "COGNE". (INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIG. MANGANONI CLAUDIO)
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Sig. Manganoni Claudio, concernente l'oggetto: "Attività svolta dai rappresentanti della Regione nel Consiglio di Amministrazione della Società naz. "Cogne", interpellanza di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Al Presidente del Consiglio regionale
AOSTA
Prego la S.V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta la seguente interpellanza:
1) Prego l'Ing. Pasquali, Consigliere regionale e rappresentante della Valle in seno al Consiglio di Amministrazione della "Cogne", di voler fare una relazione in Consiglio sulle cause del licenziamento dell'Ing. Parvis dalla "Cogne" e del minacciato licenziamento di 100 minatori di Morgex-La-Thuile, precisando l'azione da lui svolta in tutela degli interessi della Valle, cioè contro tali licenziamenti.
2) Nella seduta. del Consiglio in data 13-4-1950, veniva nominato un secondo rappresentante della Valle in seno al Consiglio di Amministrazione della "Cogne".
I Consiglieri della maggioranza eleggevano l'Assessore Fosson.
Prego l'Assessore interessato di voler precisare l'esito di questa nomina e quale attività ha svolto in seno al Consiglio di Amministrazione della "Cogne".
Aosta, li 6-7-52.
F.to Claudio Manganoni
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Il Consigliere Sig. MANGANONI illustra brevemente l'interpellanza surriportata e pone in rilievo che la notizia dell'avvenuto licenziamento, da parte della Società naz. "Cogne", dell'Ing. Parvis e del minacciato licenziamento di cento lavoratori, addetti al centro minerario di Morgex e di La-Thuile, ha causato una certa quale apprensione nella popolazione della Valle d'Aosta.
Comunica che ritiene superfluo di illustrare, nella seduta odierna, le gravi ripercussioni che deriverebbero dall'attuazione del minacciato licenziamento, in quanto è certo che ogni Consigliere si rende conto di cosa significhi mettere sul lastrico cento famiglie di lavoratori.
Osserva che, se il Consiglio regionale non prende posizione contro i minacciati licenziamenti, qualora dovessero effettuarsi, oltre ai riflessi dannosi che ne deriverebbero per l'economia delle zone di Morgex e di La-Thuile, ne conseguirebbe che la Società naz. "Cogne", potrebbe, in avvenire, più facilmente procedere a licenziamenti anche in altri settori di produzione.
Lamenta il comportamento della Direzione della Soc. naz. "Cogne", la quale è venuta meno agli impegni assunti dai suoi rappresentanti in una riunione tenuta alla presenza del Presidente della Regione, riunione in cui si era addivenuto ad un accordo con le organizzazioni sindacali con impegno di rivedere la questione dei licenziamenti in modo favorevole per gli interessati.
Dichiara di essere convinto che il rappresentante dell'Amministrazione regionale, in seno al Consiglio di Amministrazione della Società naz. "Cogne", sia intervenuto nella questione e si sia interessato nell'intento di evitare i minacciati licenziamenti e ciò anche in relazione al mandato affidatogli dal Consiglio regionale in una riunione dello scorso anno.
Esprime, peraltro, il desiderio che detto rappresentante riferisca al Consiglio regionale sul suo operato, facendo, nel contempo, conoscere l'esito dei suoi interventi.
Richiamandosi, quindi, alla seconda parte della sua interpellanza, ricorda che, nell'adunanza consiliare del 13 aprile 1950, è stato designato un secondo rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della "Cogne". Chiede che il Consiglio regionale sia informato sull'accettazione, o meno, di tale nomina da parte della Società naz. "Cogne" e, nel caso affermativo, sulla attività svolta dal secondo rappresentante regionale.
Prega l'Assessore all'Industria e Commercio di voler rispondere al riguardo.
Su richiesta del Presidente della Giunta, Avv. Caveri, il Consigliere Sig. Manganoni precisa che la sua interpellanza comprende due richieste: la prima è rivolta all'Ing. Pasquali, Vice Presidente del Consiglio, quale primo rappresentante eletto; la seconda è rivolta, invece, all'Assessore all'Industria e Commercio, Per. ind. Fosson, quale secondo rappresentante regionale designato presso il Consiglio di Amministrazione della Soc. Cogne, affinché informi il Consiglio sull'accettazione o meno della sua nomina ed, in caso affermativo, sulla attività svolta, oppure precisi, in caso negativo, i motivi della non avvenuta sua nomina.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, rileva che, ai sensi del Regolamento interno del Consiglio regionale, le interpellanze possono essere rivolte soltanto al Presidente del Consiglio o al Presidente della Giunta o agli Assessori.
Osserva che l'interpellanza in discussione non è, quindi, stata stilata nei termini prescritti.
Il Consigliere Sig. MANGANONI fa presente che la propria interpellanza è stata indirizzata al Presidente del Consiglio regionale con invito al Vice Presidente del Consiglio, Ing. Pasquali, quale rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della Società naz. "Cogne" a rispondere alla prima parte dell'interpellanza stessa.
Ammette che l'interpellanza possa non essere stata stilata secondo la forma prescritta dal Regolamento interno del Consiglio e ne chiede venia.
Il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, dichiara che, - a prescindere da quanto sopra circa la forma dell'interpellanza, - non frappone personalmente difficoltà alcuna a rispondere al Consigliere Sig. Manganoni.
Il Presidente Avv. Dr. BONDAZ, dopo breve discussione alla quale partecipano, altresì, il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, ed il Consigliere Sig. MANGANONI, dà la parola al Vice Presidente del Consiglio, Ing. Pasquali.
Il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, rileva, anzitutto, che la prima parte dell'interpellanza, alla quale è invitato a rispondere, concerne due questioni: licenziamento da parte della Società naz. "Cogne" dell'Ing. Parvis e minacciato licenziamento di cento operai di Morgex e La Thuile.
Per quanto riguarda il primo punto, informa che è stata sempre sua norma di suggerire e di consigliare all'Amministrazione della Società naz. "Cogne" il potenziamento dei quadri del personale tecnico, in quanto ritiene che gli stessi siano inadeguati.
Precisa che, seguendo tale sua norma, egli ha insistito affinché i quadri del personale tecnico fossero rafforzati.
Fa presente che uno dei risultati di tale sua azione è stato che la Società naz. "Cogne" ha bandito, lo scorso anno, un concorso riservato al personale tecnico laureato ed ha assunto i primi nove classificati nella graduatoria. Comunica che l'Amministrazione. della Società naz. "Cogne" continua in tale direttiva e che, prossimamente, sarà indetto un altro analogo concorso.
Ritiene di non aver alcun mandato particolare in base al quale rispondere in merito alla richiesta di comunicazione delle ragioni che possono determinare il trattenimento, alle dipendenze della Società naz. "Cogne", di un certo determinato elemento tecnico. Ribadisce che egli si è preoccupato del potenziamento del personale tecnico e fa presente di non aver ritenuto di dover intervenire presso la Direzione della Società "Cogne" per il trattenimento o meno in servizio di un determinato singolo elemento tecnico, in quanto ciò esula completamente dal mandato conferitogli dal Consiglio.
Rileva che, a prescindere da tale fatto, la questione di cui alla prima richiesta del Consigliere Sig. Manganoni è stata già risolta con accordi diretti fra l'interessato e la Società Cogne.
Per quanto concerne la seconda questione, rileva che la dizione "minacciato licenziamento" di cento operai di Morgex e La-Thuile non è esatta perché l'intendimento della Società naz. "Cogne" è di sostituire personale non idoneo con altro personale idoneo.
Ritiene che i Consiglieri, unanimi, riconoscano che una Società industriale non possa essere considerata alla stregua di un Istituto di ricovero o di un Ente di beneficenza, ma debba, quale Società industriale, produrre al massimo con il minor costo possibile ed assicurare al complesso dei lavoratori ed alla Regione la massima attività economica.
Rileva che, nel caso in esame, è notorio che nella miniera di La Thuile c'è un forte sfasamento fra personale direttamente produttivo e personale indirettamente produttivo, cioè fra il personale che lavora nell'interno delle miniere e quello che lavora all'esterno. Precisa, infatti, che nell'interno della miniera lavorano trecento operai ed all'esterno quattrocento.
Osserva che, anche da un esame superficiale della situazione, appariva evidente che il rapporto era sproporzionato; infatti, mentre il personale addetto alle miniere era insufficiente, quello addetto ai lavori esterni era, invece, esuberante. In conseguenza, per potenziare la produzione pur mantenendo immutato il numero dei dipendenti e, per riflesso, l'ammontare delle retribuzioni, era necessario che si addivenisse ad uno spostamento di parte del personale.
Fa presente che, in relazione a tale necessità, l'Amministrazione della Società "Cogne" ha deliberato di sostituire cento elementi non idonei con altri cento nuovi elementi idonei.
Rileva che è, quindi, improprio parlare di licenziamenti, in quanto la situazione è la seguente:
a) dei cento elementi licenziabili otto sono donne, che hanno i rispettivi mariti che lavorano alle dipendenze della "Cogne" e, pertanto, il danno economico che deriva alle dette famiglie non è tanto grave ed, anzi, si dà una nuova fonte di guadagno ad altre otto famiglie;
b) un determinato numero di licenziamenti sono dipendenti da cause contrattuali: trattasi, quindi, di persone che dovrebbero, comunque, essere licenziate egualmente e sostituite con altri lavoratori;
c) nove elementi licenziandi, essendo risultati idonei in seguito ad accertamenti, sono stati trattenuti in servizio;
d) vi sono circa venti operai che, di fatto, lavorano già negli stabilimenti Cogne di Aosta e la cui posizione è all'esame per stabilire se debbano essere lasciati definitivamente in servizio ad Aosta.
A prescindere dal fatto che trattasi di sostituzione di personale non idoneo con altro idoneo, allo scopo di potenziare e di incrementare la produzione delle miniere, dichiara che, per le ragioni di cui sopra, il numero dei licenziandi viene ad essere assai limitato.
Pone in rilievo che la parola "sostituzione" di personale va interpretata nel senso di nuove assunzioni.
Pone, altresì, in rilievo che la sostituzione - equivalente a nuove assunzioni di lavoratori - non è da considerarsi una promessa vaga, ma bensì una realtà già in atto, come risulta dal fatto che la Direzione della Società "Cogne" ha richiesto agli organi competenti i nominativi di cinquanta nuovi lavoratori, di cui venti saranno sottoposti a visita di controllo fra qualche giorno. Ribadisce che, quindi, le nuove assunzioni sono già in corso.
L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. FOSSON, dichiara di non avere da fare alcuna comunicazione per quanto concerne la seconda parte della interpellanza del Consigliere Sig. Manganoni, in quanto non è a conoscenza se la Società naz. "Cogne" abbia o non accettato la proposta di nomina del secondo rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della Società stessa. Aggiunge che, di conseguenza, non ha partecipato ad alcuna riunione del suddetto Consiglio di Amministrazione, per cui non, ha nulla da riferire al Consiglio regionale in relazione alla richiesta del Consigliere Sig. Manganoni.
Il Consigliere Sig. MANGANONI, preso atto della relazione fatta dall'Ing. Pasquali, rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della Società "Cogne", rileva che l'Ing. Pasquali ha precisato che il Consiglio di Amministrazione della "Cogne" ha inteso di addivenire non già al licenziamento di dipendenti, ma alla sostituzione di elementi non idonei con elementi idonei, allo scopo di potenziare e di incrementare maggiormente la produzione dell'azienda industriale.
Rileva che trattasi di tesi e di interpretazione molto sottile, ma che di fatto, però, pur ammettendosi che avvenga la sostituzione, non si può non parlare di vero e proprio licenziamento per quegli elementi che vengono allontanati per comprovate inabilità fisica o per malattia.
Ritiene che, a prescindere dalle considerazioni di carattere tecnico, non sia umano licenziare e mettere sul lastrico dei lavoratori che sono diventati inabili per malattie contratte sul lavoro e che hanno lavorato lungo tempo alle dipendenze della Società.
Dichiara di dover deplorare che la Direzione della Società naz. "Cogne" sia venuta meno agli accordi stipulati tra i suoi rappresentanti e quelli delle organizzazioni sindacali alla presenza del Presidente della Giunta regionale.
Rileva che la mancata osservanza degli accordi da parte della Direzione della Società "Cogne" è comprovata dal fatto che tutte le organizzazioni sindacali sono state unanimi nel proclamare l'ultima sospensione del lavoro in segno di protesta contro la violazione degli accordi stipulati.
Precisa che, per tale ragione, non può dichiararsi soddisfatto dei chiarimenti avuti.
Richiamandosi, quindi, alla dichiarazione fatta dall'Assessore Per. ind. Fosson, in relazione alla seconda parte della interpellanza, rileva che trattasi di risposta non soddisfacente.
Ritiene che l'Assessore Per. ind. Fosson avrebbe dovuto dichiarare che, non essendo mai stato convocato, supponeva che la proposta per la sua nomina non fosse stata accettata.
Ritiene che sia stata almeno sollecitata una risposta dalla Società naz. "Cogne" e che il Consiglio debba essere informato al riguardo.
Chiede, quindi, se sia pervenuta o non una comunicazione ufficiale all'Amministrazione regionale circa l'accettazione, o meno, da parte della Società naz. "Cogne" della proposta di nomina dell'Assessore Per. ind. Fosson, quale secondo rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della Società stessa.
L'Assessore Per. ind. FOSSON, su richiesta del Vice Presidente Ing. Pasquali, precisa di non avere avuto personalmente alcuna comunicazione e di non sapere che cosa abbia risposto la Società "Cogne" all'Amministrazione regionale.
Il Consigliere Sig. MANGANONI rileva che si sarebbe dovuto dare comunicazione all'Assessore Per. ind. Fosson della risposta pervenuta dalla Direzione della Società naz. "Cogne".
Il Consiglio prende atto.
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