Oggetto del Consiglio n. 12 del 14 marzo 1952 - Verbale

OGGETTO N. 12/52 - PROPOSTA DI NOMINA DI UNA COMMISSIONE REGIONALE PER LO STUDIO E L'ELABORAZIONE DI UNA LEGGE REGIONALE RECANTE PROVVEDIMENTI ATTI AD ASSICURARE UNA PENSIONE AI VECCHI LAVORATORI CHE NON GODONO DI ALTRE PROVVIDENZE. (Mozione dei Consiglieri del gruppo social-comunista)

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali del Gruppo social-comunista concernente l'oggetto: "Proposta di nomina di una Commissione consiliare per lo studio e l'elaborazione di una legge regionale recante provvedimenti atti ad assicurare una pensione ai vecchi lavoratori che non godano di altre provvidenze", mozione di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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"AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

VALLE D'AOSTA

Preghiamo la S.V. di portare sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:

Una vasta categoria di vecchi lavoratori: contadini, lavoratori stagionali, ecc. che non hanno avuto la possibilità di essere iscritti all'Istituto della Previdenza Sociale, non gode di nessuna pensione e molti di loro si trovano in tragiche situazioni.

I vecchi lavoratori hanno dato il loro contributo allo sviluppo ed al progresso economico della Valle e, per l'ingiustizia dell'attuale struttura sociale, trascorrono gli ultimi anni della loro vita dibattendosi nella miseria.

In attesa che lo Stato intervenga provvedendo con adeguati provvedimenti ad assegnare loro una pensione, - sia come nostro dovere morale, sia per dimostrare in modo concreto che la nostra Autonomia, conquistata dal popolo Valdostano, intende essere uno strumento democratico di elevazione morale e materiale dei lavoratori, - chiediamo al Consiglio regionale:

di provvedere, in questa stessa seduta, alla nomina di una Commissione consiliare per lo studio, avvalendosi dell'art. 3 dello Statuto, di una legge regionale per assegnare una pensione fissa mensile ai vecchi lavoratori che, raggiunto il 65° anno di età, non godono di pensione o di assegni di invalidità e vecchiaia e non abbiano mezzi propri di sussistenza.

Aosta, lì 29 ottobre 1951.

p. I CONSIGLIERI DEL

GRUPPO SOCIAL-COMUNISTA

F.to: Claudio Manganoni, Ronc-Désaymonet Anaide"

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Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET illustra le ragioni che hanno indotto i Consiglieri del Gruppo social-comunista a sottoporre all'esame ed all'approvazione del Consiglio la mozione soprariportata.

Accenna, in primo luogo, a due casi di miseria e di abbandono da lei stessa constatati e, precisamente, a un vecchio contadino e ad una vecchia contadina, i quali erano stati ottimi lavoratori e che, giunti alla vecchiaia, ebbero i loro sudatissimi risparmi in parte perduti in seguito al fallimento di banche locali e in parte polverizzati dalla svalutazione della moneta.

Rileva che nei paesi di montagna della Valle di Aosta vi sono altri vecchi contadini che si trovano in analoghe condizioni di miseria e di abbandono, gente che invoca spesso la morte quale liberatrice delle proprie sofferenze.

Lamenta la noncuranza del Governo, che nulla fa per venire incontro ai poveri vecchi lavoratori che non godono di nessuna forma di assistenza sociale, sia perché appartengono a Comuni poveri, dove l'Ente Comunale di Assistenza non dispone di fondi sufficienti per lenire la loro miseria, sia per il fatto che, non essendo stati iscritti a suo tempo agli Istituti di Previdenza sociale, non godono di alcuna pensione.

Ritiene che l'Amministrazione regionale, la quale dispone di fondi abbastanza considerevoli e che molto generosamente sovviene alle necessità dell'Istituto Materno ed Infantile di Aosta, degli Istituti di Assistenza dei Poveri Vecchi, dell'Istituto delle Orfanelle, dei ciechi, dei sordo-muti, dei tubercolotici e dei dementi, possa e debba venire incontro a tale infelicissima categoria di lavoratori.

Rileva, altresì, che trattasi di un preciso dovere sociale per l'Amministrazione regionale, dovere che è stato sentito dalla Regione siciliana la quale, pur avendo un territorio molto più vasto della Valle d'Aosta, con una popolazione più densa, disponendo, forse, di minori risorse economiche, ha già studiato ed elaborato un progetto di legge regionale recante provvedimenti atti ad assicurare una pensione ai contadini vecchi e poveri ed alle altre categorie di lavoratori che non godono di nessuna assistenza né di alcuna pensione.

Aggiunge che detto progetto di legge sarà quanto prima sottoposto all'esame ed all'approvazione dell'Assemblea siciliana.

Ritiene che anche la Regione della Valle d'Aosta possa e debba, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, elaborare analogo provvedimento legislativo regionale, che assicuri ai vecchi lavoratori, - i quali non godano di una pensione o di un assegno di invalidità e di vecchiaia, e non abbiano mezzi propri di sussistenza, - una pensione o un sussidio fisso mensile che permetta loro di comperarsi i generi di prima necessità e di conforto di cui abbisognano.

Conclude, raccomandando ai signori Consiglieri di volere approvare, per le ragioni suesposte, la mozione presentata dai Consiglieri del Gruppo social-comunista e procedere, conseguentemente, alla nomina di una Commissione consiliare incaricata dello studio di un progetto di legge regionale recante provvedimenti atti ad assicurare una pensione o un sussidio fisso mensile ai vecchi lavoratori che abbiano raggiunto il 65° anno di età e non godano di pensione o di assegni di invalidità e vecchiaia e non abbiano mezzi propri di sussistenza.

Mr. le Colonel FERREIN, Conseiller, se déclare favorable à la nomination d'une Commission, ainsi qu'il a été proposé par le groupe social-communiste, Commission qui devrait, à son avis, fournir au Conseil des données précises sur le nombre des personnes devant être assistées et sur le montant de la somme qui devrait être allouée à cet effet.

En même temps, il estime qu'une œuvre de persuasion profonde et continuelle devrait être faite par toutes les organisations dans le but de convaincre les gens à s'assurer, en leur représentant l'intérêt qu'il y a à verser des contributions dès la jeunesse, car ce sont ces contributions qui donneront droit à la pension dans leur vieil âge.

Monsieur le Conseiller PERRON se déclare également favorable à la proposition avancée par Madame Désaymonet, Conseiller. La question la plus importante, à son avis, est d'étudier la possibilité d'instituer une Caisse Mutuelle régionale agricole, comme il existe déjà pour l'Industrie.

Il estime que des dispositions doivent être prises par le Conseil, dans ce sens.

Il déplore que maints paysans, lorsqu'une grave maladie vient affecter un membre de leur famille et qu'une intervention de chirurgie se rend indispensable, soient obligés de vendre une, deux ou même trois bêtes, toute leur richesse en somme, pour payer les frais de la maladie. Il fait ressortir que, d'autre part, par le fait que ces paysans possèdent quelques têtes de bétail, les Communes se refusent de les inscrire dans leur liste des pauvres et, par conséquent, de les aider, de sorte qu'une maladie grave entraîne bien souvent la ruine de toute la famille. Pour ces motifs, M. le Conseiller Perron déclare d'insister sur sa proposition.

Il Consigliere signor MANGANONI fa presente che i Consiglieri del Gruppo social-comunista sono pienamente favorevoli alla proposta formulata dal Consigliere signor Perron, il quale ha toccato una questione di grande importanza alla quale è necessario di trovare una soluzione.

Fa, peraltro, osservare che la sua proposta non ha attinenza con la mozione in discussione e non può, quindi, essere discussa nell'adunanza odierna. Prega, quindi, il Consigliere signor Perron di volere sottoporre all'approvazione del Consiglio, in una prossima adunanza, altra mozione tendente a proporre la nomina di una Commissione incaricata dello studio e della elaborazione di un progetto di legge regionale per l'istituzione di una Cassa Mutua regionale agricola in Valle d'Aosta.

L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. FOSSON, dichiara che la mozione presentata non è né completa né precisa nel suo testo; rileva che la mozione tende ad assicurare una pensione a tutte le persone che abbiano raggiunto l'età di 65 anni e non godano di alcuna forma di previdenza, in quanto non abbiano versato né versino i prescritti contributi assicurativi, condizione indispensabile per avere diritto ad una pensione.

Per quanto concerne il riferimento all'articolo 3 dello Statuto Speciale per la Valle d'Aosta, fa presente che tale articolo conferisce alla Regione soltanto la facoltà di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, per adattarle alle condizioni regionali.

Ritiene, pertanto, che si potrebbe, al massimo, addivenire ad una regolamentazione delle disposizioni legislative dello Stato in materia di previdenza e di assicurazione sociale entro il territorio della Valle d'Aosta.

Ritiene che potrebbe essere, invece, più utilmente studiato ed elaborato, da apposita Commissione consiliare, un progetto di legge regionale per la istituzione di una Cassa Mutua fra i lavoratori della Valle d'Aosta.

Osserva che, qualora, per ipotesi, fosse possibile l'attuazione di un provvedimento legislativo nel senso proposto dai Consiglieri del Gruppo social-comunista, si arriverebbe all'assurdo di dovere concedere una pensione a tutti coloro che, solo per il fatto di aver raggiunto il 65° anno di età, avrebbero maturato il diritto alla pensione stessa, senza alcun corrispondente contributo assicurativo.

Esprime parere che il Consiglio regionale, qualora si orienti verso la nomina di una Commissione consiliare, dovrebbe fissare alla Commissione stessa direttive precise di studio e compiti ben definiti, che potrebbero consistere in questo: per quanto concerne gli agricoltori ed i piccoli proprietari, l'istituzione di una Cassa Mutua regionale e, per quanto concerne le altre categorie di lavoratori, un parziale decentramento regionale dei servizi degli Istituti Nazionali di previdenza e di assicurazione.

Ritiene, peraltro, molto difficile che si possa giungere a quest'ultima soluzione, in quanto sarebbe in contrasto con gli interessi e con l'organizzazione degli Istituti nazionali previdenziali ed assicurativi, fortemente centralizzati.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. ARBANEY, rileva che il problema sollevato dai Consiglieri del Gruppo social-comunista non è stato studiato a fondo, in quanto, sia dal contesto della mozione, sia dall'esposizione fatta dalla signora Ronc-Désaymonet, non appare alcuno specifico riferimento a determinate categorie di lavoratori; la mozione si riferirebbe, cioè, a tutte le categorie di lavoratori.

Per quanto concerne la categoria degli agricoltori, contesta l'affermazione secondo la quale gli stessi non abbiano assistenza, poiché tutti i lavoratori agricoli godono dell'assistenza prevista dalle disposizioni legislative vigenti, nei casi di malattia, di invalidità e di vecchiaia, ma debbono, per averne diritto, versare i prescritti contributi previdenziali e di malattia.

Purtroppo, aggiunge, si verifica il fatto che i lavoratori agricoli non si preoccupano di versare detti contributi previdenziali e assicurativi.

Lamenta l'esiguità delle indennità mensili liquidate dagli Istituti di previdenza; comunica che risultano allo studio provvedimenti legislativi tendenti ad adeguare la misura delle indennità suddette.

Dichiara che la mentalità restia degli agricoltori piccoli proprietari, contraria al versamento dei contributi assicurativi e di previdenza sociale, deriva dal fatto che essi ritengono che nella loro vecchiaia potranno sempre disporre dei redditi della loro proprietà; il che, in realtà, non sempre avviene, in quanto spesso essi vengono spogliati dei loro beni da figli ingrati. Osserva, in proposito, che l'Amministrazione regionale non può, d'altronde, sostituirsi ai figli nell'assistenza dovuta ai vecchi genitori.

Osserva ancora che non corrisponde al vero l'asserzione secondo la quale i contadini poveri, nella loro vecchiaia, siano abbandonati completamente a loro stessi, senza alcuna assistenza, poiché, a prescindere dall'assistenza che viene loro data tramite gli E.C.A., essi ricevono aiuto dai parenti e dai vicini, con beni in natura (caffè, zucchero, legna ed anche petrolio); rileva che nei Comuni di montagna la carità è abbastanza praticata.

Aggiunge che, nei casi più pietosi, i vecchi poveri possono trovare asilo nei Rifugi e negli Ospizi. Precisa, peraltro, che bisogna anche tener conto che, all'età di sessantacinque anni, i contadini, generalmente, sono ancora in condizioni fisiche tali da poter provvedere al proprio sostentamento lavorando in proprio e presso terzi.

Conclude dichiarando di non ritenere giuridicamente possibile l'approvazione di una legge regionale nei termini proposti dai Consiglieri del gruppo social-comunista, atta, cioè, ad assicurare una pensione ai vecchi lavoratori senza che gli stessi abbiano mai versato i prescritti contributi assicurativi; rileva che, nella materia in esame, ai sensi dell'art. 3 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, la Regione non può che adattare alle esigenze locali le disposizioni legislative dello Stato senza, peraltro, poter variare i principi generali e le norme delle leggi medesime.

Il Consigliere signora DESAYMONET-RONC, ribadendo quanto esposto in precedenza sulle misere condizioni ambientali ed economiche dei vecchi lavoratori abbandonati a sé stessi, assicura di avere personalmente constatato che alcuni contadini ignorano l'esistenza degli E.C.A.

Per quanto concerne la possibilità di ricovero dei vecchi lavoratori abbandonati in Rifugi e Ospizi per vecchi, rileva che tale possibilità si riduce a pochi casi, poiché sia il Rifugio dei Poveri che i vari Ospizi di Carità esistenti in Valle d'Aosta sono attualmente al completo di assistiti e non sono più in grado di accogliere nuovi ospiti. Osserva, in proposito, che è augurabile l'istituzione di nuovi Rifugi ed Ospizi per i poveri vecchi.

Fa presente che, nell'illustrare la sua mozione, pur avendo accennato alla necessità di assicurare una pensione a tutti i vecchi lavoratori poveri che abbiano raggiunto il sessantacinquesimo anno di età, ha insistito affinché l'Amministrazione regionale aiuti soprattutto la categoria dei vecchi contadini poveri.

Monsieur le Conseiller CHEILLON demande de connaître quelle serait la somme à allouer pour l'assistance proposée par Messieurs les Conseillers du groupe social-communiste.

Monsieur l'Ingénieur FRESIA, Assesseur aux Finances, répond à la question posée par Monsieur le Conseiller Cheillon et déclare que, en supposant que la population des vieilles gens, ayant dépassé les 65 ans, atteigne le pourcentage du cinq pour cent de la population totale de la Vallée d'Aoste, le nombre des personnes devant être assistées serait d'environ cinq mille, ce qui ferait une dépense de presque un milliard et cinq cents millions en raison d'une allocation mensuelle de vingt-cinq mille lires par personne. Ce chiffre dépasserait les possibilités du bilan de l'Administration régionale.

Il ajoute qu'il ne faut pas oublier que la Région n'a pas encore perçu, à ce jour, les contributions de l'Etat pour les années 1950 et 1951.

Il remarque que le problème qui vient d'être soulevé au Conseil dépasse les possibilités de la Région, que ce problème est très important et très sérieux et qu'à son point de vue il ne pourra être résolu que sur un plan national et non pas, comme il a été proposé, sur un plan régional.

II Consigliere Signora RONC-DESAYMONET, in relazione all'eccezione di non competenza dell'Amministrazione regionale a dettare norme legislative regionali per la soluzione del problema nel campo regionale, osserva che la Regione Siciliana ha già studiato ed elaborato un progetto di legge recante provvedimenti atti ad assicurare una pensione a favore dei vecchi lavoratori della Sicilia.

L'Assessore Ing. FRESIA obietta che la situazione della Regione Siciliana è ben diversa da quella della Regione Valle d'Aosta in quanto la Sicilia ha maggiori potestà normative in materia e maggiori possibilità finanziarie; rileva che la Sicilia riscuote direttamente le entrate erariali, versandone allo Stato soltanto una quota per le spese dei servizi pubblici che sono tuttora gestiti dallo Stato in quella Regione.

Ribadisce che, per le ragioni già precisate, il problema prospettato dai Consiglieri social-comunisti non può essere risolto che sul piano nazionale, e con leggi statali, in analogia a quanto è stato fatto in Inghilterra in materia di assistenza sanitaria.

Le Conseiller Mr. CUAZ remarque que tous les Conseillers sont d'accord sur la nécessité de l'adoption de providences en faveur des vieux travailleurs qui ne sont plus à même de pourvoir à leurs besoins.

Le moyen le plus efficace d'y parvenir ne peut être, à son avis, que celui de développer davantage l'assistance communale (ECA) moyennant l'augmentation des subsides régionaux. Il ajoute que l'Administration régionale pourrait envoyer un Inspecteur dans toutes les Communes dans le but de mieux organiser l'assistance communale.

Il Consigliere Sig. MANGANONI riconosce che, normalmente, i lavoratori, per avere diritto alla pensione, debbono provvedere al versamento presso gli Istituti previdenziali dei contributi stabiliti con legge.

Rileva, peraltro, che vi sono molti vecchi lavoratori che, non avendo a suo tempo versato i suddetti contributi, non hanno diritto alla pensione. Cita il caso di una vecchia operaia, già occupata presso la Società "Soie" per vent'anni, allorché non era obbligatorio il versamento dei contributi, la quale non percepisce attualmente alcuna pensione per non avere a suo tempo versato i contributi. Aggiunge che tale vecchia lavoratrice ha chiesto, successivamente, di poter versare l'importo totale dei contributi previsto per avere diritto alla pensione, ma si è vista respingere la domanda perché non in possesso della tessera assicurativa.

Fa presente che i vecchi lavoratori, nella maggior parte dei casi, non sarebbero in grado di versare agli Istituti previdenziali l'importo, assai considerevole, dei contributi occorrenti per maturare il diritto alla pensione. Ritiene, a questo proposito, che potrebbe essere studiata la possibilità dell'istituzione di una Cassa Mutua fra lavoratori, come proposto dal Consigliere Sig. Perron.

Fa presente che la Commissione consiliare, di cui i Consiglieri del gruppo social-comunista propongono la nomina, dovrebbe appunto esaminare i casi di quei vecchi lavoratori che non possono usufruire di alcuna pensione per non avere versato i contributi previdenziali e assicurativi.

Per quanto concerne il prospettato pericolo che l'approvazione della legge regionale proposta farebbe affluire in Valle d'Aosta molti vecchi lavoratori che hanno raggiunto il 65° anno di età, ritiene che tale pericolo potrebbe essere eliminato stabilendo un periodo minimo di residenza in Valle d'Aosta di 15 o 20 anni. Rileva poi che, per la maggior parte, i vecchi lavoratori che non godono di pensione sono lavoratori agricoli, in quanto i lavoratori della industria, a prescindere da qualche caso isolato, hanno maturato il diritto alla pensione avendo versato a suo tempo i contributi previdenziali e assicurativi.

Richiamandosi quindi alla proposta del Consigliere Sig. Cuaz, secondo la quale i vecchi lavoratori dovrebbero essere assistiti tramite gli Enti Comunali di Assistenza, rileva che alcuni E.C.A. non dispongono dei fondi occorrenti per prestare l'assistenza necessaria ai poveri residenti nel Comune.

Richiama l'attenzione dei Consiglieri sulla diversità dei criteri con cui i fondi vengono erogati dai singoli E.C.A., per cui si verifica il fatto che persone, trovantisi in determinate eguali condizioni, sono considerate povere ed assistite da alcuni E.C.A. mentre non lo sono da parte di altri E.C.A.

Rileva che i sussidi corrisposti dagli E.C.A. ai loro assistiti hanno carattere caritativo, il che può essere umiliante per i vecchi lavoratori, ai quali, pertanto, dovrebbe essere assicurata una somma fissa mensile a titolo di pensione.

Per quanto concerne l'importo totale annuo della spesa che comporterebbe la concessione di una piccola pensione ai vecchi lavoratori, ritiene che tale importo non sarebbe molto elevato, in quanto dovrebbero essere esclusi dalla concessione della pensione tutti i lavoratori non in condizioni di accertato bisogno.

Ritiene che, essendo stato già elaborato nella Regione siciliana un progetto di legge regionale recante provvedimenti atti ad assicurare una pensione fissa mensile ai vecchi lavoratori, la Regione Valle d'Aosta non possa esimersi dall'adottare analogo provvedimento a favore dei suoi vecchi lavoratori poveri e non pensionati.

Conclude, insistendo sull'opportunità che il Consiglio nomini una Commissione consiliare alla quale dovrebbe essere demandato il compito di studiare e di elaborare un provvedimento legislativo in materia.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, rileva che, allorquando il Consiglio viene posto di fronte ad una proposta che non ha riscontro con la realtà pratica delle cose e che non ha possibilità di attuazione, come nel presente caso, anche se i sentimenti che hanno ispirato la mozione in discussione sono condivisi da tutti i Consiglieri, le tattiche da seguire possono essere due: o la tattica ipocrita, che consiste nel nominare una Commissione consiliare demandandole l'incarico di studiare e di elaborare un progetto di legge regionale per l'assegnazione di una pensione fissa mensile ai vecchi lavoratori, sapendosi a priori che la Commissione verrebbe a trovarsi di fronte a difficoltà tali per cui i lavori della stessa non raggiungerebbero alcun risultato pratico; oppure la tattica sincera, che consiste nel rendersi conto della realtà delle cose e, pertanto, nel non avventurarsi in una via senza possibilità di uscita.

Riconosce che è pietosissimo il caso di uomini e di donne che, dopo aver dedicato tutta la loro vita ad un lavoro faticoso, si trovano in misere condizioni economiche nella loro vecchiaia.

Ricorda che l'Amministrazione regionale ha un Ufficio di assistenza e beneficenza che interviene silenziosamente in parecchi casi, tanto è vero che ultimamente, avendo la Giunta concesso numerosi sussidi, si sono viste ingrossare le file dei postulanti, che ad un certo punto hanno raggiunto la frequenza di cinquanta al giorno.

Fa presente che il servizio assistenziale è assai delicato e che, se non si è molto cauti nell'esame dei vari casi, si corre il rischio di essere avari verso coloro che hanno veramente bisogno e di abbondare nell'assistenza di persone che non si trovano, invece, in condizioni di assoluto bisogno.

Ritornando alla mozione in discussione, sottolinea la necessità che il Consiglio rifletta attentamente prima di nominare la Commissione consiliare.

Rileva che da parte dei Consiglieri del gruppo social-comunista si è accennato, in appoggio alla proposta, ad un progetto di legge elaborato dalla Regione siciliana. Osserva che sarebbe molto utile che il testo del citato progetto di legge venisse portato a conoscenza del Consiglio regionale della Valle d'Aosta prima dell'adozione di provvedimenti in materia.

Constata che nelle singole Regioni autonome a statuto speciale è invalsa nella popolazione la mentalità che gli abitanti delle altre Regioni autonome si trovino in condizioni migliori rispetto alle loro.

Rileva, quindi, che, nel corso della discussione, si è pure fatto accenno alle provvidenze approvate in Inghilterra a favore di lavoratori e osserva che tali provvidenze comportano l'obbligo, da parte dei lavoratori, del versamento di contributi assicurativi e previdenziali.

Ritiene che non si possa, allo stato attuale della legislazione, dare mandato ad una Commissione di studiare una legge regionale per assicurare una pensione a tutti i lavoratori che abbiano superato il 65° anno di età, senza subordinare l'erogazione delle pensioni all'avvenuto versamento dei contributi previdenziali di legge.

Se così non fosse, egli aggiunge, l'assegnazione di una pensione a tutti i vecchi lavoratori che si trovano in misere condizioni economiche comporterebbe una troppo rilevante e non finanziabile spesa a carico del bilancio della Regione, come è stato fatto presente dall'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia.

Riferendosi anche a quanto è stato dichiarato dalla Signora Ronc-Désaymonet, rileva che l'affermazione secondo la quale la Regione Valle d'Aosta avrebbe "mezzi finanziari considerevoli" è una leggenda che va sfatata, in quanto la realtà è ben diversa, come i Signori Consiglieri potranno ben constatare in sede di esame e di approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio finanziario in corso.

Fa presente che, a prescindere dalle ragioni e dalle difficoltà di carattere finanziario sopra esposte, sussiste una ragione di natura prettamente giuridica e di carattere pregiudiziale, in quanto, ai sensi dell'articolo 3 lettera h (Previdenza e assicurazioni sociali) dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, la Regione ha soltanto potestà di esaminare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, entro limiti determinati.

Ritiene che l'approvazione di una legge regionale che assicuri una pensione a tutti coloro che hanno superato il 65° anno di età, indipendentemente dal versamento dei contributi previdenziali previsti dalle leggi, esuli dalla competenza normativa della Amministrazione regionale, per cui tale legge verrebbe senz'altro impugnata, essendo, infatti, già state impugnate leggi regionali concernenti provvedimenti di portata molto più ristretta e rientranti nella competenza normativa regionale.

Conclude, pregando i Signori Consiglieri di riflettere e di ponderare attentamente sulle difficoltà sopra esposte, prima di procedere alla nomina della Commissione consiliare per lo studio e l'elaborazione del provvedimento legislativo proposto con la mozione.

Aggiunge che, tutt'al più, il Consiglio potrebbe demandare alla Commissione consiliare, qualora venisse nominata, l'incarico dello studio di norme di integrazione delle leggi dello Stato in materia di previdenza e di assicurazioni sociali.

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, fa presente che è sua intenzione di esporre una considerazione di carattere strettamente giuridico in ordine all'argomento in discussione.

Rileva, quindi, che la materia oggetto di esame non è compresa in quelle materie nelle quali la Regione ha potestà normativa primaria ai sensi dell'art. 2 dello Statuto regionale.

Precisa che, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto stesso, l'Amministrazione regionale ha soltanto la potestà di elaborare e di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica italiana in materia di previdenza e di assistenza sociale, per adattare le norme nazionali alle particolari necessità della Regione.

Ritiene, pertanto, che alla Commissione consiliare, qualora venisse nominata, non possa essere affidato un mandato per lo studio di una legge che ecceda i poteri normativi regionali previsti dallo Statuto.

Il Consigliere Sig. MANGANONI informa che sul testo del progetto di legge regionale elaborato dalla Regione siciliana, testo che egli è disposto a mettere a disposizione della Giunta regionale, si legge che è stata prevista e calcolata in Lire 800 milioni la spesa annua necessaria per l'assegnazione di una pensione mensile ai vecchi lavoratori non pensionati della Sicilia. Osserva che la Valle d'Aosta ha soltanto 100 mila abitanti circa, rispetto ai 4 milioni di abitanti della Sicilia, per cui, suddividendo la somma di Lire 800 milioni per 40, si ha la somma di Lire 20 milioni, corrispondente approssimativamente alla spesa annua che dovrebbe essere finanziata in bilancio per l'assegnazione di una pensione mensile ai vecchi lavoratori della Valle d'Aosta.

Ritiene, quindi, alquanto esagerata la preoccupazione dell'Assessore alle Finanze Ing. Fresia, anche per il fatto che la popolazione siciliana si trova in condizioni di maggior bisogno nei confronti della popolazione della Valle d'Aosta.

Osserva che, qualora il testo di progetto di legge elaborato dalla Regione siciliana non potesse essere adottato integralmente dalla Regione Valle d'Aosta, il Consiglio potrebbe elaborare ed approvare una legge regionale analoga che in qualche modo assicuri una pensione o un sussidio fisso mensile ai vecchi lavoratori poveri della Valle d'Aosta.

Per quanto concerne l'accennata possibilità che una legge regionale in materia previdenziale sia impugnata, rileva che tale possibilità non lo sorprenderebbe in quanto, da parte degli Organi ministeriali, sono state già impugnate persino leggi regionali approvate dal Consiglio della Valle d'Aosta su materie comprese nella potestà legislativa primaria spettantele ai sensi dell'articolo 2 dello Statuto speciale, quale, ad esempio, la legge approvante le norme del Regolamento organico per i servizi e per il personale dell'Amministrazione regionale.

Propone che il dispositivo della mozione sia completato con l'aggiunta delle seguenti parole: "esaminando la possibilità di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica secondo la lettera h) dell'articolo 3 dello Statuto".

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, rileva che l'aggiunta proposta sarebbe in aperto contrasto con il dispositivo della mozione che, fra altro, dice testualmente: "non godano di pensione o di assegni di invalidità e vecchiaia".

Il Consigliere Dott. DUJANY propone che il dispositivo della mozione sia modificato in questi termini: "di provvedere alla nomina di una Commissione per lo studio di norme legislative di attuazione delle norme vigenti nelle materie di cui all'articolo 3, lettera h), dello Statuto speciale della Valle d'Aosta".

L'Assessore Per. Ind. FOSSON osserva che, nella materia in esame, la Regione ha soltanto potestà di emanare norme di integrazione delle leggi della Repubblica per il territorio della Valle d'Aosta e fa presente che è in contrasto con la legislazione vigente la proposta, formulata dai Consiglieri social-comunisti, di fare assegnare ai vecchi lavoratori una pensione fissa mensile anche se gli stessi non abbiano versato i contributi previdenziali previsti dalla legge.

Precisa che i vecchi lavoratori possono essere assistiti tramite gli Enti Comunali di Assistenza e che, a tal uopo, i fondi E.C.A. dovrebbero essere integrati e potenziati.

Aggiunge che l'unica iniziativa, che può essere presa, riguarda i lavoratori agricoli della Valle d'Aosta, per i quali il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi unificati agricoli, contributi che dovrebbero essere integrati nel campo regionale onde dare la possibilità ai lavoratori agricoli della Valle d'Aosta di avere diritto nella loro vecchiaia ad una pensione.

Il Consigliere Sig. MANGANONI fa presente che i Consiglieri del gruppo social-comunista non intendono irrigidirsi sul testo del dispositivo della mozione da essi presentata e che, in considerazione del fatto che alla lettera i) dell'articolo 3 dello Statuto speciale è data facoltà alla Regione di emanare norme legislative di integrazione delle leggi della Repubblica in materia di assistenza e di beneficenza pubblica, chiedono che sia assicurato ai vecchi lavoratori un sussidio o aiuto fisso mensile, dell'importo di 4 o 5 mila lire, anche tramite gli E.C.A., qualora non sia possibile assegnare loro una pensione.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, rileva che la nuova proposta formulata dal Consigliere Sig. Manganoni rientra nel campo assistenziale e non più nel campo previdenziale che ha per fine l'assegnazione di una pensione ai vecchi lavoratori. Fa presente che il concetto dell'assistenza è ben diverso dal concetto della previdenza, anche perché l'assistenza si presta non sempre in via continuativa e, comunque, soltanto dopo accurati accertamenti delle condizioni di bisogno dei richiedenti.

Precisa che non dovrebbe essere data l'assistenza a quelle persone che hanno familiari tenuti per legge alla prestazione degli alimenti e che siano in grado di potervi provvedere.

Su richiesta del Consigliere Sig. Manganoni, precisa che non si possono stabilire a priori norme generali rigide nel campo dell'assistenza e beneficenza.

L'Assessore Geom. BIONAZ, premesso che il Consiglio è unanime nel riconoscere la necessità di venire incontro alle esigenze dei vecchi lavoratori che si trovano in condizioni di bisogno, esprime parere che gli stessi possano essere assistiti soltanto tramite gli E.C.A., previa assegnazione dei fondi occorrenti, in quanto soltanto gli E.C.A. sono in grado di conoscere quali siano, in realtà, le necessità dei singoli richiedenti l'assistenza, residenti nei rispettivi Comuni.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, comunica che, nel periodo invernale decorso, la Giunta regionale, per dare modo ai Comuni di poter erogare tempestivamente i sussidi ai disoccupati, ha deliberato di anticipare ai Comuni la somma di Lire 1.800.000 sui fondi che sarebbero stati successivamente raccolti pro disoccupati.

Informa che tale somma è stata ripartita fra tutti i Comuni previo invio, da parte dei Comuni stessi, dell'elenco dei disoccupati particolarmente bisognosi e ciò in quanto l'Amministrazione regionale non sarebbe stata in grado di conoscere bene le reali condizioni di bisogno dei singoli disoccupati residenti in tutti i Comuni della Regione.

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, chiede ai Consiglieri social-comunisti se, in relazione ai rilievi e alle obiezioni formulate, intendano ritirare la mozione in discussione e ripresentarla modificata per la prossima adunanza del Consiglio regionale.

Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara che i Consiglieri del gruppo social-comunista sono disposti ad accettare un emendamento in ordine alla mozione da essi presentata nell'adunanza odierna, fermo restando che essi insistono sulla necessità che venga presa in considerazione ed esaminata la proposta di assegnazione ai vecchi lavoratori di una pensione o assegno o sussidio fisso mensile.

Ritiene che a tale scopo sia necessario che il Consiglio nomini una Commissione consiliare la quale, con l'aiuto di tecnici particolarmente competenti in materia di previdenza e di assicurazione, elabori un progetto di legge che assicuri l'erogazione di una pensione o di un sussidio fisso mensile ai vecchi lavoratori. Precisa che i Consiglieri del suo gruppo formulano tale proposta non già per scaricare ipocritamente ogni responsabilità sulla Commissione nominanda, ma perché il Consiglio regionale non può, in sede di normale riunione, esaminare a fondo il problema né elaborare il provvedimento legislativo proposto nella mozione.

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, rileva che, non potendo la mozione, nel suo testo attuale, essere presa in esame dal Consiglio, i suoi presentatori dovrebbero ripresentarla, opportunamente modificata, per la prossima adunanza del Consiglio.

L'Assessore Prof. DEFFEYES, concordando con quanto esposto dal Presidente Avv. Dott. Bondaz, rileva che i Consiglieri del gruppo social-comunista potrebbero ritirare la mozione e ripresentarla modificata in base agli elementi emersi dalla discussione odierna, per la trattazione nella prossima adunanza del Consiglio, adunanza che avrà luogo nei primi giorni di aprile.

Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara che i Consiglieri del gruppo social-comunista ritirano la mozione presentata nell'adunanza odierna e si riservano di ripresentarla, opportunamente modificata, per la discussione nella prossima seduta consiliare.

IL CONSIGLIO

prende atto.

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