Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 298 del 31 ottobre 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 298/72 - Diagnostica per i lavoratori malati di silicosi. - Visite ai silicotici. (Interpellanza e Ritiro di mozioni)

Montesano (P.S.D.I.) - Queste due mozioni vanno altresì abbinate all'interpellanza n. 8 dei Consiglieri Savioz e Macheda: "Visita ai silicotici".

Pollicini (D.P.) - Innanzitutto dò atto ai Consiglieri Savioz e Macheda d'aver sollevato per primi questo problema delle visite silicotigene, con la loro interpellanza.

Ricordo però che è stata un po' disattesa l'applicazione di una legge che porta il n. 4 del 14 maggio del 1964 concernente appunto, all'articolo 3, l'autorizzazione alla Regione di approvare e di stipulare delle convenzioni con idoneo istituto locale per la visita in loco delle malattie silicotigene.

Ai fini di dare ai Colleghi Consiglieri l'esatta dimensione del problema sollevato con la mozione presentata unitamente ai Consiglieri Personnettaz, Balestri e Chamonin, ritengo opportuno fare, sia pure brevemente, un quadro della situazione esistente in Valle, riferita ai lavoratori colpiti da silicosi.

Il fenomeno è molto ampio, direi che, senza dubbio, è il fenomeno più ampio esistente in Italia. D'altra parte, il nostro Presidente del Consiglio, essendo esperto nel campo, conosce il problema e potrà sicuramente portare il suo contributo alla discussione.

Il numero delle rendite per silicosi, in Valle d'Aosta, ammonta a 6.000. Ci sono seimila che hanno diritto alla rendita per silicosi. Le visite che vengono effettuate annualmente, sia di primo accertamento che di revisione per aggravamento, sono di circa 5.200 persone visitate all'anno, di cui in loco circa 400-500 persone e 4.800 persone vengono visitate fuori Valle.

In maggior parte, queste visite, vengono effettuate al CTO, cioè al Centro Traumatologico Ortopedico di Torino, ex Istituto INAIL, ora Ospedale regionale piemontese.

A questo punto va notato che l'INAIL di Aosta dipende dalla Direzione Compartimentale di Torino ed è un fatto molto importante, la quale Direzione compartimentale di Torino preferiva appoggiarsi - e preferisce ancora - al CTO che sino a poco tempo fa faceva parte, come dicevo, dell'INAIL.

In altri termini, la stessa struttura organizzativa, gli stessi uomini a livello sanitario e amministrativo che vi erano quando il CTO era una componente della famiglia INAIL, e quindi le stesse amicizie, gli stessi rapporti personali di prima: è solo cambiata l'etichetta. Prima il CTO apparteneva all'INAIL, oggi appartiene all'Ente Ospedaliero Piemontese.

E si può ancora meglio capire questa preferenza accordata al CTO se si pensa che il costo di una visita, completa di tutti gli esami, si aggira - da informazioni assunte - sulle venti mila lire. Il che equivale ad una entrata annua del CTO di 80-90-100 milioni.

Non ritengo che l'INAIL abbia un interesse economico o di valutazione fiscale dei casi quando affida queste visite al CTO, anzi l'INAIL, oltre all'onere delle visite, deve anche sopportare le spese di viaggio e le giornate perdute dai lavoratori.

L'interesse, quindi, è esclusivamente del CTO che riesce ad incassare una somma rilevante - e sarei anche curioso sapere in virtù di quale Santo. Può essere utile sapere che già in passato gli Enti di Patronato Valdostani, di concerto con l'AMNIL cioè l'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, promossero un'azione intesa a risolvere il problema.

In un secondo tempo, anche in sede di Comitato INAIL valdostano, si cercò di individuare e rimuovere le ragioni ed i motivi che impedivano di risolvere la questione in sede locale.

Allora - a quanto mi risulta - si disse che l'Ospedale di Aosta non era in grado di disporre delle strutture indispensabili per l'effettuazione del servizio. Si tratta di esaminare mediamente 20 soggetti al giorno per i quali l'INAIL pretende anche la relazione clinica.

Senza dimenticare che allora non si è valutata la possibilità del Consorzio Antitubercolare di Aosta il quale, tra i compiti di Istituto, è proprio la ricerca sistematica e la diagnosi delle malattie sociali a localizzazione toracica, articolo 6, comma h) della legge relativa ai Consorzi Antitubercolari.

Comunque, ora, la situazione, valutata obiettivamente, è tale da garantire in modo soddisfacente l'effettuazione di tutte le visite per la silicosi, di tutti i valdostani, fatta eccezione per alcuni casi particolarissimi, che indubbiamente, come ha già detto, possono essere inviate alle cliniche universitarie di Pavia e di Milano.

Esaminiamo un momento, quindi, la situazione degli Istituti regionali.

Consorzio antitubercolare - il quale, come già ricordato poc'anzi, ha, fra i compiti, proprio la diagnosi delle malattie sociali, Il Consorzio è perfettamente attrezzato per svolgere tutte le indagini routinarie concernenti le malattie toraciche disponendo fra l'altro di un servizio di radiologia, di un laboratorio di fisio-patologia respiratoria, di un laboratorio di analisi e di un servizio di broncologia. Un dato solo, a significare il grado di efficienza del nostro Consorzio Antitubercolare, è questo: nel 1971 ha visitato 20.791 persone, circa cioè un quinto della popolazione valdostana, oltre ad effettuare una serie di altri sevizi: vaccinazioni, ecc. ecc. Manca, e va detto, il servizio di cardiologia in questo Istituto.

L'Ente ospedaliero, cioè l'Ospedale regionale dispone dell'attrezzatura idonea sufficiente per l'intera ricettività dei casi citati prima.

Sembra sia sufficiente, dalle informazioni assunte, l'assunzione di un cardiologo per soddisfare tutte le visite INAIL per silicotici, oltre a questi Enti, dobbiamo tener presente che è disponibile, in città, anche il laboratorio regionale di analisi.

Assodato quindi che esiste in Aosta la totale capacità ricettiva per i casi in questione, riteniamo necessario pianificare e organizzare la distribuzione dei diversi servizi ripartendoli fra il Consorzio Antitubercolare e l'Ospedale regionale.

Così coordinata, l'attività si ridurrebbe ad un minimo dispendio di tempo per gli ammalati, procurando inoltre un vantaggio economico di circa 80-100 milioni annui ai due Enti valdostani.

Questo vantaggio economico, a parer nostro, dovrebbe essere destinato, in modo vincolante al rinnovo e all'aggiornamento dell'attrezzatura dei due Enti e, in prospettiva, al potenziamento del servizio in questione, magari organizzato come dipartimento di medicina del lavoro.

L'obiettivo, quindi, di rendere più agevoli ai lavoratori gli accertamenti medici per la silicosi, noi riteniamo sia irrinunciabile.

Personalmente ritengo che la questione sia politica e più precisamente si tratta della politica sanitaria regionale.

In Valle prende corpo la sensazione che l'Ospedale regionale abbia imboccato la strada dell'autolimitazione. Andare in Svizzera a curarsi a taluni pare una moda, ma Signori Consiglieri, spesso non lo è!

Savioz (P.C.I.) - Beh, io dovrei ringraziare, anzi ringrazio senz'altro il collega Pollicini che ha fatto una relazione di carattere tecnico che mi esime dal farla e quindi mi limiterò soltanto a citare alcune cose che riguardano, in particolare, l'attività del Consiglio regionale, e cioè questo: questo problema dei silicotici era stato sollevato da noi già nell'oggetto n. 14 del 28 febbraio e dove l'Assessore Benzo - mi sono scritto quanto aveva detto in quel momento - l'Assessore Benzo risponde che si interesserà, a nome della Giunta, presso l'Ente ospedaliero regionale e presso l'INAIL al fine di risolvere il problema.

Sono passati molti mesi e non abbiamo più saputo niente. Ci siamo permessi di presentare una interpellanza, ma non è stato possibile portarla in discussione perché l'Assessore era assente per ragioni di professione.

Però, mi sia concesso di mettere l'accento nel senso che è deludente l'attività, a meno che ci sia qualcosa di cui non conosciamo e che poi ce lo farà conoscere, ma Signori, si tratta di povera gente che ogni mattina deve partire da Aosta per andare a Torino e là "à piétiné sur place", sino alle 2 del pomeriggio, alle 3 del pomeriggio, con degli inconvenienti gravissimi.

Badate che la silicosi non è una cosa da prendere sotto gamba, è una malattia abbastanza grave, che comporta una serie di rischi e di inconvenienti. C'è gente che parte dai Comuni, che addirittura deve scendere le valli il giorno prima, pernottare ad Aosta. Prendere il treno, andare a Torino, ritornare ad Aosta, pernottare di nuovo, per avere i servizi di corrispondenza con le corriere.

E tenente ben conto che l'INAIL poi non li rimborsa nemmeno di queste spese perché paga soltanto il treno da Aosta a Torino, punto e basta. Nient'altro. E per noi che siamo già pensionati - entre parenthèses - ci dà soltanto quello che è il trasporto. Nient'altro.

Quindi dobbiamo andare a nostre spese, anche per il vitto e anche per quello che concerne la giornata lavorativa perché nessuno ci rimborsa niente. Quindi c'è veramente una serie di disagi ed io, francamente, ad un certo punto, non volevo più presentare una mozione perché speravo che l'Assessore risolvesse questo problema, tenuto conto anche, e l'ha detto bene Pollicini, e non lo voglio ripetere, delle possibilità che ci sono in Valle. Ci sono gli Enti ospedalieri che dipendono dalla Regione e che hanno l'attrezzatura necessaria per far sì che questa gente non debba più andare a Torino.

Quindi io non voglio andare oltre, non voglio dilungarmi in materia, spero che l'Assessore qualche cosa abbia fatto, ma se eventualmente non è stato fatto, è veramente riprovevole il fatto di obbligare questi 6 mila lavoratori, che hanno degli inconvenienti chi più o meno gravi, ma che comunque tutti ne soffrono, a dover sempre andare a Torino a passare delle visite con quell'odioso sistema che hanno messo in marcia da 2 o 3 anni a questa parte.

Perché prima ci facevano andar giù a scaglioni di 10/12 per volta e, in una mezza giornata le cose erano risolte, verso l'una ci lasciavano uscire.

Adesso, se si va giù a Torino, vi ripeto, bisogna star lì sino alle due, alle tre del pomeriggio e vedere in che modo vengono trattati questi poveri vecchi è una cosa veramente riprovevole.

Io ci sono andato una volta, ho rinunciato a chiedere il peggioramento della silicosi, non ci sono più andato perché era una cosa veramente da mettersi le mani nei capelli e di cominciare a spingere fuori dai laboratori medici con tutti gli assistenti insieme, perché neanche le bestie sono trattate dai veterinari in quel modo. Questa è la verità! Ho visto con i miei occhi, ho sentito con le mie orecchie. Insomma, si insiste presso dei poveri vecchi, che non riescono più a respirare, a voler fare degli sforzi, lì, di fronte a delle macchine per dimostrare che la silicosi non è avanzata o qualcosa del genere quando non c'è bisogno di essere medici per capire che purtroppo quella bestia nera avanza regolarmente senza bisogno di avere nessun inconveniente. Santo Dio.

E quindi, ecco la cosa che più stupisce, che più rattrista è il fatto che questi 6 mila devono aspettare ancora per avere la soluzione del loro problema, mentre qui si dormono sonni pacifici.

Chantel (P.S.I.) - Io voglio portare il mio contributo, e il contributo lo porto in questo senso: noi dimentichiamo che se dobbiamo risolvere il problema, lo dobbiamo risolvere in modo completo, e cioè, noi non solo dobbiamo risolvere il problema della visita di aggravamento, di accertamento, ma mi sembra che qui in Valle d'Aosta - che purtroppo è la Regione che detiene il record dei silicotici - noi dovremo preoccuparci di risolvere il problema nei due sensi.

Va bene le visite di accertamento, ma guardate che assieme alle visite di accertamento bisognerebbe che ci fossero delle attrezzature sufficienti per curare i silicotici quando ne hanno bisogno.

Il problema, a mio giudizio, è altrettanto importante dell'accertamento. E allora bisognerebbe avere il coraggio di richiedere una sezione di pneumologia completamente attrezzata all'ospedale che si occupasse esclusivamente di questo.

Perché guardate che, a forza di trovare le soluzioni a pezzi, facciamo lavorare di più l'antitubercolare - naturalmente, ad un certo momento, ci vorranno gli assistenti, altri medici, ecc. per far lavorare di più l'antitubercolare.

Accettiamo la parte frammentaria che c'è all'ospedale e continueremo a dividere, ad avere degli elementi con dei giudizi diversi, secondo se uno si presenti ad un posto più che ad un altro.

Io credo che la soluzione tecnica sarebbe proprio quella di pretendere un reparto di pneumologia completamente attrezzato che sarebbe certamente in grado di far fronte alle necessità richieste e nello stesso tempo avremmo finalmente, come nella vicina Francia, in Savoia, un Istituto di pneumologia che oltre ad occuparsi esclusivamente dei silicotici che hanno bisogno di essere curati in certe occasioni, avrebbe la possibilità di far tutta quella parte che riguarda tutti gli altri lavoratori ecc. ecc., pur non avendo la silicosi, hanno però delle bronchiti e sono stati anche indennizzati e hanno anche delle pensioni - perché la malattia professionale dell'apparato respiratorio non è solo la silicosi - ci sono delle bronchiti, come è avvenuto nella lavorazione, allora, alla Brambilla, di acidi, ci sono le bronchiti irritative, ecc. Perché, se noi riuscissimo, visto che in Valle d'Aosta ci sono 6.000 silicotici, a creare definitivamente un reparto di pneumologia, forse avremmo risolto il problema in tutti i sensi; tanto, i soldi, pagarli a destra o pagarli a sinistra, moltiplicare i medici dell'antitubercolare, moltiplicarli all'ospedale con dei "tacconi" peggiori del "buso" è perfettamente inutile farlo.

Io ritengo che il problema va affrontato in tutta la sua essenza. Chiediamolo, facciamolo, attrezziamolo, insistiamo; nel prossimo bilancio metteteci i quattrini necessari, ma noi dobbiamo pretendere questo: che in una zona dove ci sono 6.000 silicotici, dove ci sono delle asme, delle bronchiti croniche, dove ci sono dei lavoratori che oltre alla silicosi, lavorando alla Cogne hanno assorbito gas, o negli altri reparti, ecc. - e perciò hanno delle bronchiti, degli enfisemi, ecc. - noi dobbiamo avere questo coraggio e allora avremo fatto una cosa completa e ben fatta. Altrimenti saran tutti buchi, uno sull'altro. Non solo, ma avremo finalmente un Istituto che oltre a fare gli accertamenti potrà, in certi casi, intervenire anche sulle cure.

E questa è una cosa che io credo sia altrettanto utile di quella di fare gli accertamenti. Ritengo.

Perché che un silicotico debba morire qualche anno prima quando, curato opportunamente può morire qualche anno dopo, lo trovo un assurdo.

Siggia (P.C.I.) - Sono felicemente stupita di questo intervento dell'Assessore Chantel che ha fatto in tono arrabbiato, ma estremamente importante per le affermazioni che ha rivolto al Consiglio.

Mi stupisce solo che, con tutte le affermazioni di oggi dell'Assessore Chantel, beh, direi che ci siano volute tre mozioni perché questo problema così importante oggi abbia avuto l'adesione dell'Assessore alle Finanze, di cui desidero che sia sottolineato e messo a verbale, che si assume l'impegno di mettere in bilancio una cifra stanziata per questo problema.

Ho un'unica preoccupazione che, siccome le nostre richieste erano piuttosto modeste, direi, visto il complesso problema, visto che in tanti mesi non si era fatto niente e ci eravamo limitati a dire che i silicotici fossero visitati in Valle, Chantel oggi dice: non solo gli accertamenti, ma anche le cure sono indispensabili in Valle per i silicotici.

Chantel, parole sacrosante. Da sottolineare che il Consiglio deve approvare in pieno. Problema però grosso e complesso. Beh, non aspettiamo altri due anni per risolvere il problema nel suo insieme.

Il Consigliere Pollicini vi ha dato dei dati. A me risulta che l'Ente ospedaliero regionale abbia fatto pervenire una lettera in cui si dichiara disposto, entro il mese di novembre, a fare le visite nei locali dell'ospedale perché hanno acquistato un apparecchio nuovo di funzionalità respiratoria perché hanno sufficiente, oggi, personale medico. Quindi, direi, sottolineando gli impegni dell'Assessore Chantel che mi auguro siano anche quelli dell'Assessore alla Sanità, d'accordo su tutto quello che la Giunta intenderà fare, troverà il Consiglio sempre disponibile ad un voto favorevole. Cominciamo però a far visitare i silicotici qui.

Se questo non è un problema così grosso, le convenzioni con l'INAIL fatele in fretta. Non voglio ripetere che la mozione è del febbraio e non voglio ripetere che l'affermazione di Chantel oggi viene fuori dopo tre mozioni e che è un problema che la Giunta, forse, poteva affrontare indipendentemente dalle richieste dei Consiglieri.

Desidero però sottolineare un aspetto: io non conosco e non so - dico onestamente - quali sono le capacità dell'anti tubercolosario. Ho sentito da Pollicini che avrebbero modo di fare alcune cose, salvo reparto cardiologia, per cui si devono limitare a fare gli schemini e farli leggere ad altri medici, chiederei però che nel momento in cui si fa una convenzione, proprio, in una previsione futura, che mi trova d'accordo, Pollicini - all'ospedale tentiamo di fare un reparto, non so come si chiama quello di Chantel perché è troppo difficile, ma un reparto che sia di medicina del lavoro, ecc.

Quindi potenziamo, dove possiamo, un reparto all'Ente ospedaliero regionale. Vediamo allora di distribuire già con una certa previsione, dei servizi. Allora direi che con un incontro che la Giunta può avere sia con il Consiglio di Amministrazione dell'Ente ospedaliero, sia col Consorzio Antitubercolare, si vede, eventualmente che il Consorzio Antitubercolare per esempio, faccia le radiografie, mentre tutta l'altra parte si lascia all'Ente ospedaliero.

Ecco, nel far sorgere un servizio di questo genere, si cerchino di vedere le esigenze e le possibilità che i due Istituti e i due Enti hanno già maturato in loro. Teniamo conto - e non so se anche questa è una notizia che a me è giunta vera, ma direi, economicamente, il complesso delle visite vorrebbe dire 110 milioni all'anno.

Sottolineo che questi soldi siano reimpiegati per delle attrezzature valide per i nostri malati, per i nostri silicotici.

Tanto più se la prospettiva è quella che l'Ente ospedaliero abbia un reparto adatto e quindi questi soldi siano impegnati in una attività che sia dedicata sia all'accertamento ed anche alla cura, Chantel, ma dei malati di silicosi.

Balestri (P.S.I.) - Io sarò brevissimo perché ho imparato che negli argomenti in cui si fanno tante parole non si conclude niente.

Quindi mi rivolgo alla Giunta e, per essa, all'Assessore alla Sanità per una proposta: che questo argomento, per due aspetti che poi spiegherò, sia demandato alla Commissione Sanità, la quale entro la fine dell'anno, faccia delle proposte concrete alla Giunta sulle possibilità sia diagnostiche, sia di servizio, sia di tutto e di attrezzature dei due Istituti che è possibile fare qualche cosa, combinare qualche cosa. Mi riferisco all'Ente ospedaliero e mi riferisco al Consorzio antitubercolare.

Poi, il secondo problema che ha accennato Chantel, sarà affrontato nella stessa maniera e si parlerà con l'Ente ospedaliero per vedere, o che. Ma non abbiamo modo nello stesso tempo perché se no le cose non si combina più niente.

Quindi io prego la Giunta di affidare e la Commissione Sanità entro, visiterà sia l'Ente ospedaliero, sia il Consorzio antitubercolare, si renderà conto degli apparecchi esistenti, delle necessità che ci sono ancora per un servizio, ecc. e farà delle proposte, entro la fine dell'anno, concrete, alla Giunta, per le decisioni. A me sembra la soluzione più pratica, con dei termini, perché, altrimenti, su questo problema continueremo a parlarne senza risolvere niente.

Tubère (D.C.) - In attesa io direi di istituire un altro Istituto - come bene dice il Dr. Chantel - io sono d'accordo evidentemente, ma per questo ci vorranno degli anni, nell'attesa noi possiamo vedere di usufruire degli Istituti che abbiamo.

Io sono stata, sino a pochi giorni fa, al Consorzio Antitubercolare e vi posso dare dei dati.

Io direi, non so, il Consorzio Antitubercolare può fare tutto quello che è la radiologia e nello stesso tempo anche, in accordo, in collaborazione con il laboratorio di igiene, anche tutti gli esami del sangue. All'Ospedale rimarrebbe che l'elettrocardiogramma e la funzionalità respiratoria. E per far questo, il Consorzio Antitubercolare ha le attrezzature necessarie e il personale necessario e può visitare, almeno, venti persone al giorno, in più di quello che fa oggigiorno, senza aumentare per questo, né attrezzature, né personale.

Savioz (P.C.I.) - Sentito l'intervento di Balestri e quello della Consigliera Tubère e quindi han superato, con questo intervento, quanto volevo dire. L'unica cosa che ancora mi rimane da dire è questa: facciamo in modo che questa gente non abbia più da dover constatare che si è fatto un mucchio di parole e non si è fatto niente.

Io sono d'accordo con Chantel, e lo ringrazio per quanto ha detto. Bisogna arrivare a quel punto. D'accordo, io non avevo neanche quella intenzione di arrivare fin lì perché ho visto una lettera che mi è arrivata da parte dell'INAIL e precisamente dal Comitato consultivo provinciale dove addirittura dicono, nel terzo comma "per mandato ricevuto dal Comitato, mi permetto di sollecitare l'interessamento della S.V. perché i lavori di costruzione dell'ospedale geriatrico possano essere condotti a termine con la massima sollecitudine. L'entrata in funzione dell'ospedale predetto verrà infatti a eliminare le gravi carenze lamentate nel campo diagnostico e curativo nei confronti dei tecnopatici".

Allora io, leggendo questa lettera, ho detto: se devo aspettare che prima si faccia l'ospedale geriatrico per risolvere questo problema, il 50% dei silicotici intanto sono morti! O anche di più.

Poi ci sono le miniere che ce ne danno degli altri e quindi il numero si mantiene. Ma, a parte queste piccole cose, mi sembra che la gravità del problema sia condivisa da tutti i gruppi, che la cosa sia a conoscenza di tutti e non soltanto di pochi, quindi le parole di Chantel, dette prima, speriamo che siano realizzate, ma soprattutto si faccia in modo di impedire che adesso che andiamo verso il freddo e agli inconvenienti delle temperature, la povera gente che deve venire giù dai paesi lontani da Aosta debba ancora fare quel calvario di andare a Torino per farsi visitare. Almeno questo. Cominciamo almeno a risolvere questo problema visto che in lontananza c'è tutto il necessario. Si tratta solo di buona volontà da parte della Giunta per risolverlo. Almeno questo è stato chiarito sin qui.

E poi verranno le istituzioni di cui parla Chantel e speriamo che anche quelle vengano risolte al più presto possibile.

Manganoni (P.C.I.) - A quanto han detto i Colleghi che mi hanno preceduto voglio aggiungere questo: anni fa, la visita per l'aggravamento della silicosi - io sono di quelli - la passavano all'ospedale di Aosta. Chissà come mai, da alcuni anni, dobbiamo andare a Torino.

Se l'ospedale di Aosta, sino a 3/4 anni fa o 2/3 anni fa passava la visita per l'aggravamento della silicosi, perché non lo può più fare oggi?

Scusa, Chantel, io capisco niente di attrezzatture e di medici, però io - uomo della strada, io uno fra i seimila - che ragionano con il buon senso, ti dico: se allora si poteva fare all'ospedale di Aosta, perché oggi non si può fare più? Ecco, la domanda che noi facciamo è questa.

Qui mi si è risposto una volta: perché all'ospedale manchiamo di radiologo. Questa mattina, mi sembra, o ieri, nei tuoi interventi, Chantel hai detto che l'ospedale ha assunto un radiologo, mi pare, no?... (Voce: no, non è un radiologo) ...insomma, il problema che io pongo è questo, mi pongo la domanda: perché sino a 3 anni fa si poteva e oggi non si può più? Perché?

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di chiudere questa discussione generale.

Chantel (P.S.I.) - Posso dare una risposta?

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo, vorrei parlare anch'io, caro Chantel, anche perché io sento il dovere di intervenire in questa discussione che ha una importanza notevole per la qualità degli ammalati e per il numero degli ammalati e soprattutto per il fatto che noi medici ascoltiamo e sentiamo le lamentele quotidiane.

Le lamentele sono generali. Naturalmente non c'è bisogno di spiegare a tutti voi Consiglieri quali sono le ragioni perché ve le ha spiegate già il Consigliere Savioz, ve le ha spiegate il Consigliere Pollicini ecc.

Un disagio notevole per questi malati, che sono malati che soprattutto in certe stagioni invernali hanno la necessità, sono costretti a sobbarcarsi a disagi notevoli.

Naturalmente io non entro in merito al fatto che ci sia un interesse preminente per mandare gli ammalati a Torino invece che ad Aosta.

A noi interessa che gli ammalati vengano visitati ad Aosta. Gli accertamenti per la silicosi sono fatti di tre ordini di indagini: una visita clinica - bisogna che ci sia la persona che visiti questi ammalati -, una visita radiologica, quindi una lastra più la visita di laboratorio e di funzionalità respiratoria.

Io non mi voglio dilungare perché è così numerosa la schiera dei silicotici, qui in Valle d'Aosta, che sono tutti al corrente di questa cosa qui. Quello che è affermo è il disagio.

Il disagio. Ha fatto bene, Savioz, a dire. Ci sono poi anche quelli che per venire da Valgrisanche o dalla Val di Rhêmes debbono venire la sera prima e ritornano il terzo giorno. Ci sono anche questi disagi qui, a parte l'età, a parte l'infermità in sé stessa, ecc. Cioè disagio notevole.

Ci sono due problemi: uno immediato, cioè l'obiettivo di risolvere questo disagio e l'altro futuro che è quello che è stato indicato da Chantel.

Io sono d'accordo per tutti e due i problemi, ma quello che penso, quello che è pressante è il primo problema. L'altro è un impegno che la Giunta si deve prendere per la costituzione in seno all'ente regionale ospedaliero di un reparto di broncologia, di pneumologia o di medicina del lavoro. Io sono d'accordo anche con il collega Balestri, il quale ha proposto, e giustamente ha proposto, - adesso sentiremo quello che dice l'Assessore perché ha il dovere poi di concludere questi interventi - di demandare alla Commissione Sanità l'esame di questi problemi.

Ma le due prospettive, la prospettiva immediata per cercare di portare le visite di accertamento e di revisione in Aosta e l'altra prospettiva futura nel creare una divisione idonea nell'ospedale regionale.

Ora, io, aggiungerei solo una cosa. Balestri ha chiesto: noi convochiamo i responsabili dell'ospedale, convochiamo i responsabili del Consorzio antitubercolare. Io andrei oltre, convocherei anche l'INAIL, perché è l'INAIL che, in definitiva, deve convenire con le richieste e deve dare disposizioni perché gli ammalati vengano avviati in un dato modo.

Detto questo, che sembra che il discorso possa essere concluso con una certa convergenza di proposte, di intenti, io ripeto che sono d'accordo con Balestri - Presidente, fra l'altro della Commissione Sanità - per attuare subito, nell'ambito temporale di un mese, due mesi, tutti questi contatti e arrivare, d'accordo con l'Assessore, ad una soluzione effettivamente completa e sufficiente del problema che, effettivamente, grava su tutta la popolazione malata e tecnopatica della Valle d'Aosta.

Balestri (P.S.I.) - Una parola. L'INAIL, è logico. Dopo fatti gli accertamenti di possibilità, quella di convocare è l'INAIL perché gli accordi vanno fatti con l'INAIL poi in questo senso.

Volevo dire solo questo, l'ha già accennato il Presidente, che ha fatto bene Chantel a prospettare quello che ha detto, ma per me, la soluzione futura, cioè della cura o che, che è la parte principale, poi, è una conseguenza della prima parte.

In questo senso qui: che quando un ospedale, un ente regionale ospedaliero si renderà conto della massa di materiale umano che ha a disposizione, ecc., viene una conseguenza, come certe branche che prendano un po' la voga o che, che viene la conseguenza che si farà anche il reparto poi per la cura, ecc. e quindi si completerà, poi in un secondo tempo, tutta quella che è la gamma per l'assistenza ai silicotici.

Benzo (D.P.) - Vorrei solo, visto che tutto il problema, sotto l'aspetto tecnico è già stato ampiamente presentato e dibattuto dai Consiglieri, dire che noi ci siamo preoccupati, a seguito di quella discussione in Consiglio regionale presso i vari organismi, di questo problema.

La questione, in fondo, è stata questa: che c'è stata una risposta di impossibilità di effettuare tutte le visite necessarie.

Ho sentito parlare, dalla dottoressa Siggia, di una lettera in arrivo. E solo sentirla così, guardi, in questo momento, sono sceso in Assessorato verso le 3 e mezza e quindi se la posta non è arrivata alle 6 di questa sera; guardi che io sarei felice di sapere che è arrivata una risposta positiva, nonostante il parere di certi tecnici che hanno detto che ciò era possibile da parte dell'Ente ospedaliero.

Quindi vorrà dire che i nostri interventi, i nostri contatti avrebbero avuto un esito positivo.

Per l'INAIL era già stata detta la stessa cosa antecedentemente in quanto non ha, in questo momento, il personale nel suo laboratorio.

Ciò premesso, dicendo che onestamente, modestamente, non ho la bacchetta magica per risolvere così, come sembra sia possibile alla mente e alla parola di alcuni Consiglieri tutti questi enormi problemi che sono sorti, o per lo meno sono sorti all'attenzione molto più evidente in quest'ultimo anno e mezzo - vuoi perché in campo nazionale c'è stata, finalmente forse, anche nel campo della sanità e dell'assistenza sociale una attenta considerazione da parte dei politici, e quindi stiamo cercando con le nostre forze di risolvere questa massa di problemi che finora erano stati - come bene ha ricordato forse Dolchi stamattina - lasciati a bagnomaria, direi questo: quali sono i presidi sanitari che in Valle d'Aosta, eccetto oggi la visita di revisione.

Oggi, in mancanza di quest'unico centro, sono tre cioè la sede INAIL di Aosta, l'Ente ospedaliero regionale e il Consorzio antitubercolare.

Presso l'INAIL si effettua la raccolta dei dati anamnestici e la visita clinica propriamente detta. Presso l'Ente ospedaliero si effettuano parte degli esami di laboratorio. L'indagine radiologica del torace, le prove di funzionalità respiratoria, l'elettrocardiogramma. Presso il consorzio antitubercolare l'esame dell'espettorato e il VE - che sono quella serie di esami clinici che poc'anzi ricordava il Presidente del Consiglio.

Sarò breve in questo. Di fronte a questo grosso problema sociale, quindi, la Giunta ritiene di trovare, nel quadro dei presidi esistenti una organicità di servizi sia pure articolata per le differenti visite e cioè vedi: Ente ospedaliero regionale e Consorzio antitubercolare, tale da eliminare gli inconvenienti del passato e consentire la completa ricettività in loco di tutti i lavoratori bisognosi di queste visite.

Pertanto ci si impegna, a nome della Giunta, con la Commissione Sanità - e siamo pienamente d'accordo col Prof. Balestri per questo impegno - a trovare la soluzione più razionale del problema nel senso desiderato dai lavoratori ed espresso anche in questo Consiglio dai Consiglieri regionali.

È opportuno tener presente, tra l'altro, che con tale soluzione - e con i fondi che rimarrebbero in Valle, come già prima ha accennato il Consigliere Pollicini e successivamente la Dott.ssa Siggia, si potrebbe provvedere, giustamente, ad un continuo rinnovo delle varie attrezzature medico-specialistiche e, qualora necessitasse, in un secondo tempo per la parte curativa, ma io penso che le cose debbono essere fatte almeno una alla volta per risolverle veramente e concretamente - a questa, diciamo, istituto-divisione chiamiamola di pneumologia per la quale certamente noi, come regione, non potremmo che sollecitare l'Ente ospedaliero regionale che, torno a ripeterlo, è un ente del tutto autonomo che può ricevere sollecitazioni e noi abbiamo la tutela ed il controllo di questo Ente, ma è autonoma nelle sue deliberazioni.

Quindi sarà mia premura - ne dò affermazione ai colleghi Consiglieri - tenere al corrente il Consiglio dell'andamento di questi lavori che l'Assessorato, personalmente l'Assessore e la Commissione Sanità faranno per portare ad una rapida conclusione questo problema, nel senso che tutti desideriamo e cioè che queste visite ai silicotici vengano effettuate nella nostra città in modo da consentire a questi nostri cittadini, più bisognosi forse degli altri, proprio perché più malati, di avere il necessario e dovuto servizio sociale nella loro stessa Regione, nella loro città.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, sentiti i diversi interventi, sentite le assicurazioni dell'Assessore a nome della Giunta, e sentita anche la proposta fatta dal Presidente della Commissione Sanità e l'assicurazione che il problema deve essere immediatamente affrontato attraverso la Commissione stessa e attraverso i contatti che devono essere espletati con i rappresentanti dell'ospedale e del Consorzio antitubercolosi e con l'Inail, io credo che le mozioni possano essere anche superate e i proponenti prendessero atto di queste assicurazioni le quali sono state fatte qui in quest'aula e che avranno seguito, appunto, da parte della Commissione, del problema che è stato da voi proposto.

Non so se siete d'accordo, altrimenti dovremmo riunire le due mozioni, per farne una e dare, diciamo così, le conclusioni che sono state espresse questa sera dal Consiglio.

Sentiamo il Consigliere Savioz il quale è uno dei proponenti.

Savioz (P.C.I.) - Io ritengo che è inutile mandare avanti le mozioni visto che lo scopo che ci eravamo prefissi è stato non soltanto raggiunto, ma largamente superato dalle proposte fatte dai rappresentanti della Giunta, quindi ci dichiariamo soddisfatti e ritiriamo la mozione.

Pollicini (D.P.) - Per un attimo ho avuto paura quando ho sentito la proposta dell'Assessore Chantel, sulla quale concordo, sia ben chiaro, però un momento ho avuto paura che il tutto finisse in un grosso problema, in un ambizioso progetto, però di là da venire.

Adesso però che si è riproporzionato nei tempi, ed è giusto che si faccia nei tempi, la soluzione del problema, prima esaminiamo il fatto di fare le visite in loco, dopodiché curare la malattia, mi sono tranquillizzato. Francamente, prima, mi ero preoccupato.

Comunque concordo con la prospettiva avanzata dal Dott. Chantel. Penso però che abbia bisogno di maggior tempo di quello invece che la Giunta, attraverso l'Assessore alla Sanità, può portare avanti.

D'accordo nel ritirare la mozione perché mi pare evidente.

Io faccio anche parte della Commissione Sanità, però questo è un impegno che prendiamo tutti davanti al Consiglio e lo dico io... (Montesano: responsabili poi siete voi, eh! Responsabili i componenti della Commissione Sanità) ...ed anche il Presidente del Consiglio... (Montesano: sì, anzi io non mi sottraggo a nessuna responsabilità) ...Molto bene.

Montesano (P.S.D.I.) - Se credete di invitarmi, poi, per questo problema io sarò ben felice di essere con voi.

Allora si passa all'ultimo oggetto che è il 34.

Così arriviamo alla conclusione completa del nostro lavoro di due giorni e possiamo riprendere poi il discorso nel prossimo Consiglio del 6.