Oggetto del Consiglio n. 299 del 31 ottobre 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 299/72 - Costituenda cooperativa di legatoria per invalidi civili. (Approvazione di Mozione)
Montesano (P.S.D.I.) - Chi vuol illustrare la mozione?
Ma mi sembra che ci sia stata una delibera di Giunta a proposito, se voi l'avete, se vogliamo controllare.
Ma lasciamo illustrare. Chi è? Ramera che vuol parlare.
Benzo (D.P.) - Volevo solo dire questo: una brevissima cronistoria.
Voi sapete che è stata fatta una prima deliberazione da parte della Giunta regionale nel settembre del 1971 a favore di questo corso di qualificazione professionale per questi invalidi civili e veniva particolarmente seguito il lavoro di legatoria.
Avevamo stanziato 4 milioni per appunto questo corso, più 500 mila lire per acquisto materiali, cancelleria e due milioni e mezzo per l'acquisto di arredamenti ed attrezzature.
Il corso è andato avanti con grande soddisfazione e diciamo anche grande merito di coloro che lo frequentavano. In fondo è stato un primo esempio di centro di lavoro protetto che si è creato qui nella Regione.
Successivamente, proprio al fine di consentire, di finalizzare questo tipo di lavoro protetto, ci siamo preoccupati di dare continuità, avendo ultimato il corso e avendo studiato - unitamente all'ufficio del lavoro e ai tecnici - la possibilità di una trasformazione in cooperativa di questi che partecipavano al corso.
Per poter ultimare il corso, farlo proseguire ancora, c'è stato un successivo stanziamento di 4 milioni in data 5 maggio 1972. Ultimamente si è costituita la cooperativa che ha un suo Consiglio di Amministrazione, nel quale c'è un rappresentante della Regione in questo Consiglio e abbiamo, in data 18 ottobre deliberato un ulteriore stanziamento di 5 milioni proprio perché io informavo che il corso terminava il 30 settembre 1972 e di conseguenza l'ente gestore che, chiudendo la contabilità del centro, verserà questa somma residua agli organi amministrativi della Cooperativa per affrontare le prime spese di gestione.
E cioè ci siamo subito preoccupati di mettere in condizione questi lavoratori che si sono costituiti in Cooperativa, di avere una possibilità finanziaria per l'inizio della loro gestione amministrativa. Quindi abbiamo stanziato questa cifra di 5 milioni. Quindi questo riguarderebbe il primo punto richiesto della mozione, quindi è già stato fatto.
Per quanto riguarda la garanzia del continuo lavoro, per impegnare i servizi regionali di servirsi di questo Centro per tutti i lavori di rilegatura e quindi favorire questi nostri associati della Cooperativa è stata presa una presa d'atto già, nel mese di luglio. Il 28 luglio del 1972 io ho fatto prendere, la Giunta ha già deliberato anche in questo senso di invitare l'economo regionale, i Comuni, i vari enti assistenziali esistenti in Valle a convogliare all'istituendo centro di lavoro protetto per gli invalidi civili legatori tutto il lavoro necessario che si inquadra nella gamma della legatoria: riparazioni libri, legatura riviste, giornali, pubblicazioni varie, cartelle, cartellini, pieghevoli, ecc. e di proporre che nel Consiglio ci fosse un rappresentante della Giunta e di disporre perché questo servizio di segreteria e ragioneria della costituenda Cooperativa sia tenuto inizialmente da funzionari dell'Assessorato proprio per garantire loro una certa sicurezza anche in campo amministrativo.
Mi pare, con questo, di aver risposto ai presentatori che giustamente richiedevano quali erano gli interventi che la Regione aveva fatto in questo senso.
Ramera (D.C.) - Ringrazio l'Assessore per taluni dati che mi ha dato e mi fa piacere che successivamente alla presentazione della mozione siano stati presi dei provvedimenti di carattere finanziario.
Perché avevo presentato questa mozione? Perché, praticamente, un anno fa, a cura dell'Assessorato e dell'Ufficio di collocamento - mi sembra - ...(Voce di Benzo)... - sì, sì, va bene, per carità.
Quindi si era iniziato questo corso con 28 elementi, otto eliminati subito, di persone che debbono essere reinserite o addirittura inserite per la prima volta, se si tratta di minorati dalla nascita.
Sono stati spesi parecchi quattrini. Iniziativa lodevolissima. Dopo di ché, praticamente, io temevo, e con me i miei amici, che queste 20 persone che così diligentemente avevano partecipato al corso facendo anche dei notevoli sacrifici perché percepivano 1.000 lire al giorno venendo anche da paesi lontani e dimostrando perciò una volontà di inserirsi nuovamente come persone abili nella vita normale, pensavo che meritassero un'attenzione particolare, soprattutto perché il Consiglio regionale ha preso sempre delle iniziative buone a favore delle Cooperative. Questa, poi, che era una cooperativa del tutto particolare, a carattere sociale, ritenevo appunto che ci volesse una particolare attenzione da parte della Giunta.
E allora appunto io chiedevo che ci fosse una delibera di impegnare la Giunta per sostenere, con adeguato impegno finanziario la fase operativa iniziale della costituenda Cooperativa, perché è chiaro che queste venti persone minorate e talune minorate veramente forte dovevano essere aiutate in modo particolare e soprattutto fossero dirette per svolgere lo scopo che si è prefisso chi ha organizzato questo corso. Quindi l'aiuto finanziario.
L'Assessore dice 5 milioni. Io non lo so come verranno spesi, quindi non so se sono sufficienti o meno. Questo non lo so minimamente. Comunque, poi, quello che mi interessava era la seconda parte: a garantire. L'Assessore dice: c'è stata una presa d'atto e infatti la presa d'atto io ce l'ho. È proprio per la presa d'atto che io ho fatto la mozione perché la presa d'atto dice "invita tutti i suoi servizi" - quell'invito non mi piace, Assessore Benzo. Io, Regione, se voglio veramente aiutare concretamente, non invito, impegno i miei servizi, perché "invitare", io posso invitare, come bene è detto nella presa d'atto, gli altri Comuni della Valle, ma i nostri uffici: archivi, biblioteche, economato e Assessorati, se vogliono veramente aiutare questa Cooperativa debbono impegnarsi.
Dopodiché c'era appunto, nella stessa presa d'atto "per agevolare maggiormente la formazione di questa Cooperativa, la Regione cede temporaneamente a questa legatoria un segretario, una dattilografa per svolgere i lavori di segreteria, la Regione, inoltre, entrerà con un proprio membro in qualità di quinto Consigliere, gli altri quattro saranno scelti tra gli stessi soci della Cooperativa.
Ora, è chiaro che io mi preoccupassi quando alcune persone che hanno partecipato a questo corso sono venute a raccomandarsi, tanto è vero che io la prima cosa che ho fatto ho telefonato al direttore dell'Ufficio del lavoro perché era partecipe, almeno come spese, di questo corso.
Io non faccio le interpellanze e le mozioni, se posso farle al telefono certe cose le faccio perché sono un pigro e quindi non ho voglia di mettermi a scrivere. Però non ho visto sortire alcun risultato perché dall'altra parte del telefono mi si è detto: bene, ha fatto bene, ci vuole l'interessamento dei Consiglieri, ecc. ecc.
Però queste venti persone menomate, minorate, che noi abbiamo illuso, in un certo senso - non illuso in senso cattivo eh, Assessore, non vogliamo fare qui nessuna polemica - debbono essere aiutate concretamente. Quindi i 5 milioni, se io li do al primo poveretto che incontro per la strada, non ho risolto niente se non gli ho dato una guida.
Questa Cooperativa ha bisogno di una guida in questo senso ed io voglio sapere che ci sia una guida in questo senso.
E, secondo, deve esserci l'impegno, da parte della Regione, di garantire il lavoro a questa gente, perché altrimenti avremmo fatto una Cooperativa, avremmo speso una decina ed oltre di milioni per preparare questa gente, illudendoli nel reinserirsi nella vita operativa di ogni giorno, abbiamo adesso stanziato altri cinque milioni, come apprendo in questo momento, però abbiamo la sicurezza che questi quattrini, ma soprattutto qui c'è una questione morale, che questi elementi che hanno concluso, che hanno lavorato così bene, come ha detto l'Assessore, per quest'anno, possano veramente sperare o essere certi che la loro Cooperativa non è poi un castello di carta che si sfascia così, ai primi venti.
Quindi, per me, sono due le cose: uno che l'Assessorato intervenga a vedere se c'è una guida sicura, perché il segretario e la dattilografa non so cosa potranno fare per aiutare questi 20 poveretti che non è che possano avere le gambe come me o le braccia come me per andarsene in giro, o il cervello addirittura qualcuno, come il mio, per andare a contrattare eventuali lavori.
E, d'altro canto, oltre alla guida, l'impegno di garantire questo lavoro. Ora, la Regione, come lo dà ad altri, privati, tutta una serie di lavori di legatoria, cartoncini, cartelline, ecc. può assicurare a questa Cooperativa, per i prezzi soprattutto che fornisce, senza pensare che potrei anche dire di più per certe cose che sono già state fatte sapere a questa Cooperativa per lavorare per conto terzi.
Ora, queste cose a me non piacciono, che questa Cooperativa debba avere il lavoro per conto terzi. Lo dia la Regione direttamente a costoro e così avrà completato l'opera iniziata così bene un anno fa.
Questo è il motivo della mozione. Quindi non ha né scopo polemico, né scopo di critica per nessuno. Vuole semplicemente dare assicurazione a costoro che quanto è stato fatto continuerà e continuerà soprattutto bene.
Bordon (D.C.) - Mi sembra che l'amico Ramera abbia detto tutto e non si possa dire niente di più. Siccome però io sono un po' più lento, è anche l'età, l'ora tarda, non capisco molto bene, vorrei che l'amico Benzo mi tranquillizzasse su alcune cose.
La sua esposizione, precisa, delibera, ecc. ecc. io chiederei una cosa, vorrei sapere se questa Cooperativa è formata - e questo mi fa piacere - in seno a questa Cooperativa abbiamo dei nostri rappresentanti e quindi questo dà forza.
Io chiederei alcune cosettine che penso di facile risposta perché si risponde o sì o no.
Ma, questa Cooperativa ha un locale dove può lavorare? Prima domanda.
Seconda domanda: ma, 5 milioni di macchinari sono serviti? No? Non ci sono, cioè la mia paura, allora riprendo il discorso perché dalla mezza risposta avuta dall'Assessore Benzo mi fa aumentare quel mio timore, quella mia perplessità...(voci)...Allora ritorno indietro perché mi è bastato questo per convincermi che forse il mio timore è fondato.
Allora, 20 ragazzi hanno formato una Cooperativa e hanno avuto un certo contributo, o di 5 o di 3 o di 2, ma io chiedo: questi 20 ragazzi che sono lì che stanno per lavorare, dopo un tirocinio che è stato duro, che è stato fatto con diligenza - come avete detto voi - questi 20 ragazzi dove lavorano adesso? Hanno un locale? Hanno un qualche cosa? Hanno dei macchinari per poter tirare avanti?
È questo che io chiedo perché se no il resto non mi interessa niente. Io ho bisogno di sapere che questi 20 ragazzi abbiano le macchine necessarie se no non possono andare avanti, abbiano un locale, abbiano un istruttore che porti avanti sto discorso e, naturalmente, che abbiano il lavoro, perché se no sarebbe stato tutto sprecato.
Benzo (D.P.) - Volevo dire solo, ma Ramera ama le battute, come ha telefonato al direttore dell'Ufficio del lavoro, poteva anche telefonare a me. Avrebbe saputo sia degli stanziamenti e sia di quanto abbiamo deliberato... (voce in lontananza di Ramera)...Ah, t'avevan detto che era stato fatto. No, no, sì, sono fondi che sono nell'ambito del bilancio regionale e della Regione.
Secondo punto, per quanto riguarda la questione di come è stata stilata questa delibera devo dire anche questo, Ramera, che siccome si parlava di tutti i Comuni, dei vari Enti, ecc. logicamente non potevamo che rivolgere questo invito, mentre invece per quanto ci concerne, nell'interno dell'Amministrazione e per quanto mi concerne perché io sono stato più volte e sono andato a rendermi garante, dissi loro che per quel breve periodo in cui noi uomini politici di passaggio possiamo sovraintendere ad un determinato Assessorato della Regione, che la Regione era disposta a far gravitare tutto quello che nell'ambito dell'Amministrazione regionale poteva essere utile per questi servizi di legatoria.
Quindi questo è stato un impegno preso da me a nome della Giunta, direttamente a loro. Quindi può darsi che qualcuno, avevano dei dubbi, sono persone che, logicamente, hanno più timore perché, guardate che - non toccherebbe a me a dirlo, me lo tirate, - è la prima esperienza di questo genere che avviene in Italia, eh! Allora, ecco.
Quindi, logicamente, siamo molto preoccupati di questa situazione, vogliamo trovare il migliore dei modi. Lo stesso direttore dell'Ufficio del lavoro, di fronte a questo nostro tipo di azione, prima con il corso, poi intravedere quali erano le possibilità per dare loro una garanzia a venire, perché è lì il punto! È facile continuare a dare dei contributi a mantenere così, li facciamo invecchiare dando dei contributi? No, vogliamo renderli autosufficienti, che loro stessi godano del beneficio del loro lavoro, si sentano partecipi di una vita sociale.
Questo è quanto abbiamo cercato, in coscienza, di fare. Ora, per quanto concerne, quindi, due tipi di interventi, Ramera, che sono quelli: e all'interno della Regione, di far gravitare tutti i lavori di legatori, dargli una garanzia di continuità di servizio perché loro non potrebbero averla, dare una garanzia; loro hanno i locali, hanno anche le attrezzature. Non sono ancora sufficienti, dovranno prevedere altri tipi di attrezzature e noi saremo a fianco, vedremo anche in questo senso quali.
Come abbiamo dato contributi e siamo intervenuti in altri settori, interverremo maggiormente in questo che ritengo molto, molto delicato ed importante specie per le particolari menomazioni che hanno questi giovani.
Questi giovani che, ripeto, fanno delle cose meravigliose. Anzi, se ogni consigliere regionale avesse nella sua casa dei volumi da far rilegare, li porti, li porti, perché merita.
Io, finora, non li ho portati proprio per il motivo che facevano un corso di preparazione, ma dopo, per dar loro anche una possibilità di guadagno, economica, potremo farlo.
Secondo punto, le dico di più, ci sono delle tipografie già pronte a destinare loro milioni e milioni di lavoro di legatoria, solo aspettavano che fosse fatto. Erano molto timorosi nel farla questa Cooperativa. Adesso è stata fatta. C'è la rappresentanza della Regione, c'è un Consiglio di Patronato dove sono presenti tutti i rappresentanti dei Sindacati, dall'Ufficio del Lavoro, ecc., che danno una certa garanzia. C'è un collegio di probiviri, di persone serie che possono... sono fatti così gli statuti delle Cooperative. Quindi abbiamo cercato di metterli in queste condizioni.
Io, personalmente, posso dire che fa piacere che oggi il Consiglio ne dibatta. Che dal silenzio in cui abbiamo operato, grazie ad una mozione - diciamola così - i cui tempi e i cui atti richiesti erano già stati compiuti, possa dal silenzio passare un fatto come questo, e potrà essere allargato ad altri settori anche alla luce di tutti, perché vengono seguiti un po' di più questi particolari settori di nostri concittadini più bisognosi forse di tanti altri di avere vicino qualcuno che pensa a loro.
Quindi ritengo che ognuno di noi, il Consiglio stesso, può confortare in questo senso. E io mi farò portavoce di questa volontà del Consiglio presso questi invalidi della garanzia che non è più solo di una persona che passa, di una Giunta che passa, ma di un Consiglio regionale e quindi è diverso, è molto più prolungata nel tempo.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora i proponenti cosa vogliono fare della mozione? ... (voce in lontananza)...
Ramera (D.C.) - ...di impegnare la Giunta regionale a voler sostenere, con adeguato impegno finanziario la fase operativa iniziale... (voce: ma la fase operativa non c'è ancora)...5 milioni - vogliamo continuare a dare 1000 lire al giorno a questa gente? No, dico, perché, altrimenti, se occorrono dei nuovi macchinari, questa gente avrà pure delle spese generali di affitto, telefono, ecc. Insomma dovrà andare a cercarsi questo lavoro. Non so. In più c'è questo impegno che io ritengo, desidero, proprio perché garantisca, almeno da parte nostra, il lavoro a questa Cooperativa.
Terzo - ho chiesto - chi è che attualmente dirige queste venti persone? Perché ho già detto prima che sono 20 persone menomate e minorate che non possono, da sole, sobbarcarsi l'onere di andare a cercarsi il lavoro, di formulare contratti o cose di questo genere, chiedo chi è che dirige. Vorrei sapere se si è pensato a mettere una guida, perché la Cooperativa, gli organi, diciamo, previsti da uno Statuto, io sono in un Consiglio di Amministrazione e qualche volta mi sono sentito criticare, ma insomma, chiunque è in un Consiglio di Amministrazione sa benissimo che poi, chi dirige uno stabilimento o qualche cosa del genere, è un direttore generale.
Il Consiglio di Amministrazione sta bene per controllare tutte queste cose previste dallo Statuto che ho qui e quindi lo Statuto non ha fatto che ricalcare altri Statuti. Però, tutto questo, i componenti, il rappresentante stesso della Regione non potrà certo andare quotidianamente là. Quindi occorre che questa gente abbia una guida.
Io questo ho chiesto e voglio sapere questo.
Benzo (D.C.) - C'è l'istruttore. C'era già prima e quindi continua il suo lavoro. Non c'è nulla di particolare... (Ramera: entrato? Anche lui nella Cooperativa? Non so, chiedo) ...Ah, non lo so questo. Adesso continua a fare l'istruttore, proprio in questa fase iniziale. Sono rapporti interni. Se li decideranno democraticamente. Hanno voluto eleggersi loro i rappresentanti. Abbiamo voluto che ci fossero. Saranno loro a scegliersi una certa guida, se non andrà bene quel tipo di istruttore.
Ramera (D.C.) - Per carità, dato che appunto io non vedo niente di, non so, di critico, nei confronti dell'operato della Giunta, in questa mia mozione, mi sembra, e il mio intervento non è stato, non credo, il Presidente della Giunta mi darà atto che questa volta non sono stato maligno per niente, come è mio solito forse esserlo. Ora, perché, si tratta di un argomento che poteva discuterlo io, poteva discuterlo Dolchi, lo potevan discutere da qualunque parte, perché ritengo che qui non si tratta di andare alla ricerca né di gloria, né di voti, io ritengo che non ha niente di offensivo se io chiedo un voto per essere più tranquillo sulle garanzie della continuità di questa iniziativa che lodevolmente è stata presa e che deve continuare. Io, quindi, la mantengo.
Dujany (D.P.) - Sì, si mantiene, per la precisione bisognerebbe variare, così, formalmente, di impegnare la Giunta a voler non "sostenere" con un adeguato, ecc. - a voler "continuare a sostenere", perché la situazione esiste... (voce) ...ma sentite, per cortesia, se la Giunta ha fatto lo sforzo, attraverso le organizzazioni a favore di queste persone e, in questo momento, sta trasformando queste persone - preparate, in un certo qual modo, ad un certo tipo di attività - a lavorare in proprio per utilizzare un mestiere che hanno imparato in un corso mi pare di sei mesi, 8 mesi o 10 mesi, naturalmente ha interesse a dare, a finalizzare questa iniziativa.
Ora, non deve essere solo la Regione a procurare lavoro a questa legatoria. Mi auguro che sia anche l'INA, che sia anche la RAI, che siano anche tutte le altre attività economiche esistenti nella città. Perché qui si è sempre abituati - ed anche la Cogne, per esempio - eh, insomma! Qui si è sempre abituati a dire: la Valle, la Regione. Ma mi pare che, attorno alla Regione, esistono anche una serie di altre attività. Quindi diamoci da fare tutti affinché questi possano lavorare nel miglior modo possibile. Più lavoreranno e più guadagneranno.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora viene messa ai voti la mozione così emendata, con l'aggiunta di una parola, mi pare, detta dal Presidente della Giunta.
Chi vota a favore? Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.
Esaurito l'ordine del giorno la seduta è chiusa e ci rivedremo il giorno 6.
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La seduta termina alle ore 20,26.
