Oggetto del Consiglio n. 122 del 14 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 122/79 - Problemi concernenti l'Ambulatorio "Analisi Mediche di Laboratorio" di Aosta. (Interpellanza del Consigliere Riccarand)
Interpellanza
Il sottoscritto Consigliere regionale di Democrazia Proletaria-Nuova Sinistra
Premesso che la legge regionale 22 giugno 1977, n. 47, all'art. 2, al fine di non pregiudicare la programmazione ospedaliera, stabiliva per anni due il divieto al "rilascio di autorizzazioni ad aprire, porre in esercizio od ampliare ambulatori, gabinetti di analisi per il pubblico a scopo di accertamento diagnostico, stabilimenti di cure fisiche di ogni genere, case di cura private..." e affermava chiaramente che qualsiasi deroga al divieto stabilito dalla legge doveva essere approvato dal Consiglio regionale "previo accertamento in linea tecnica delle esigenze della zona interessata a parere favorevole dei singoli Comuni di detta zona";
Constatato che nel corso del 1978 sono stati posti in esercizio o ampliati, senza l'autorizzazione del Consiglio regionale, due fra ambulatori e laboratori di analisi gestiti privatamente e precisamente: il Laboratorio di analisi chimico-cliniche Fons Salutis, sito a Saint-Vincent, e l'ambulatorio "Analisi mediche di laboratorio" sito ad Aosta in Viale della Pace n. 46;
Rilevato che i citati ambulatorio e laboratorio, come del resto altre strutture analoghe, vengono gestiti in concorrenza con le strutture sanitarie pubbliche dal Prof. Pierangelo Bonini, primario a tempo definito del Laboratorio di Analisi dell'Ente Ospedaliero Regionale e direttore del "Laboratorio di analisi cliniche - Analysis", sito a Vercelli, Via Garibaldi n. 11;
Rilevato inoltre che l'azione del Prof. Bonini per scoraggiare gli utenti a servirsi delle strutture sanitarie pubbliche a vantaggio dei suoi laboratori privati si traduce in un aggravio di costi di vari milioni per gli Enti mutualistici che già versano in grave crisi. Infatti il convenzionamento degli Enti mutualistici con i laboratori privati comporta, per i medesimi esami, un aggravio del 13% (+ 10% di ENPAM, + 3% di indennità di rischio) rispetto al Laboratorio dell'E.O.R. e del 27% rispetto al Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi (+ 10% ENPAM, + 3% di indennità di rischio, + 14% di IVA);
Sottolineata l'assurdità e l'illegalità del fatto che un primario di reparto ospedaliero con quasi 60 dipendenti e che effettua annualmente circa 130.000 esami esterni e 500.000 esami interni, possa praticare orari lavorativi del tutto irregolari e inferiori a quelli previsti dallo stesso contratto a tempo definito, il tutto allo scopo di potersi dedicare alla gestione dell'ambulatorio di Viale della Pace, del Laboratorio di "Fons Salutis", del Laboratorio "Analysis" di Vercelli, della consulenza specialistica al poliambulatorio INAM di Aosta;
Rilevato oltre tutto che il Prof. Bonini ha assunto per i propri laboratori personale tecnico e laureato proveniente da altre Regioni in presenza di una disponibilità locale;
Interpella
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:
a) quali iniziative intende prendere per imporre la chiusura di ambulatori e laboratori privati aperti o ampliati senza l'autorizzazione prevista dalla legge;
b) per quali motivi l'autorizzazione ad aprire o ampliare i citati laboratori non è stata discussa e deliberata in sede di Consiglio regionale e perché inoltre non è stato richiesto il parere dei Comuni della zona interessata, come previsto dalla legge regionale;
c) quali misure intende assumere nei confronti dell'attuale primario del laboratorio di analisi dell'E.O.R. per porre termine ad una lunga e reiterata serie di illegalità e per ridare al Laboratorio dell'Ospedale una direzione efficiente e responsabile;
d) quali criteri intende seguire per verificare la qualità ed i costi delle convenzioni mutualistiche stipulate con le strutture sanitarie private.
Aosta, 1° marzo 1979
F.to: Elio Riccarand
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Allora, su questa interpellanza vorrei anzitutto chiarire che non si tratta, qui, di una battaglia rivolta contro una persona, ed in particolare contro il Professor Bonini: si tratta di un impegno per il potenziamento e l'efficienza delle strutture sanitarie pubbliche, in modo che ogni cittadino vi possa trovare assistenza, senza dover ricorrere a delle strutture sanitarie private che operano fondamentalmente - perché questa è la loro logica - per il profitto di chi le dirige.
La vicenda di laboratorio di Bonini, anzi dei laboratori gestiti da Bonini, non è unica in Valle d'Aosta perché ci sono altri laboratori gestiti privatamente, però è esemplificativa di un andazzo generale che deve, a mio avviso - e spero non solo a mio avviso -, essere denunciato e bloccato. Allora qual è la sostanza del problema? Esiste una legge regionale, la legge 22 giugno 1977, n. 47, che stabilisce chiaramente il divieto all'apertura o all'ampliamento degli ambulatori, laboratori, eccetera, per due anni, o almeno fino all'ingresso, oppure fino all'ingresso in vigore della riforma sanitaria, ogni deroga a questa decisione del...questa legge regionale di divieto di apertura di ambulatori, deve essere approvata dal Consiglio regionale previo parere favorevole dei Comuni della zona, questo è quanto recita la legge regionale 22 giugno 1978. Ora, in contrasto con quanto dice la legge del 1978, c'è stata la riapertura e l'ampliamento del Laboratorio presso le Terme di Saint-Vincent, laboratorio di analisi chimico-cliniche presso il Laboratorio Terme di Saint-Vincent. La Giunta comunale di Saint-Vincent, dopo che aveva fatto - mi pare nel 1976 - alcuni tentativi per gestire il Laboratorio delle Terme, ha deciso, all'inizio del 1978, di affidarne la gestione al Professor Bonini, Primario a tempo definito presso l'Ente Ospedaliero Regionale. L'articolo 2, lettera L, della convenzione, così come del resto l'ultimo comma dell'articolo 3° della convenzione tra il Comune di Saint-Vincent ed il Professor Bonini, prevedono esplicitamente l'ampliamento del laboratorio. E ampliamento effettivo del laboratorio c'è stato, perché se l'elenco "Prestazioni turistiche" per le terme, prima di Bonini, prevedeva 58 tipi di esami, cioè se nel 1976 si prevedevano 58 tipi di esami, effettuati in laboratorio, attualmente presso il Laboratorio esami di Saint-Vincent si effettuano 181 tipi di esami; quindi c'è stato un grosso ampliamento di attività del laboratorio.
La convenzione approvata dal Consiglio comunale di Saint-Vincent, il 23 gennaio del 1978, è stata vistata ed approvata il 13 marzo 1978 dalla Giunta regionale nella persona dell'ex Assessore alla Sanità Giorgio Jorrioz. Questa concessione, questa autorizzazione è illegale perché, trattandosi di ampliamento di laboratorio, non era sufficiente l'autorizzazione della Giunta regionale, ma doveva esserci, come scritto chiaramente nella legge, doveva esserci il parere non solo del Comune di Saint-Vincent, ma anche degli altri Comuni della zona interessati, e soprattutto doveva esserci l'autorizzazione del Consiglio regionale, cosa che invece non è avvenuta! Ora, pochi mesi dopo l'apertura del Laboratorio delle Terme di Saint-Vincent, il Professor Bonini ha aperto ad Aosta, in viale della Pace un altro ambulatorio denominato nei biglietti da visita "Analisi Mediche di Laboratorio". Ora questo come si spiega? Il fatto che il Professor Bonini aveva accettato di prendere in gestione il Laboratorio di Saint-Vincent solo se poteva appoggiare in quel laboratorio la sua attività, anche, diciamo così, al di là di Saint-Vincent o delle zone...quindi anche la sua attività di Aosta. Ora, nell'affermare queste cose, bisogna tenere presente che il Professor Bonini avrebbe potuto appoggiare una sua attività esterna dell'ospedale ad Aosta anche su altri laboratori, un altro laboratorio di cui lui è Direttore, il Laboratorio Analisi di Vercelli, di cui lui è Direttore, e che ha anche altre succursali in altre città del Piemonte, però evidentemente la cosa risultava abbastanza scomoda, anche per la distanza fra Aosta e Vercelli e quindi...il Professor Bonini ha scelto di usare il Laboratorio di Saint-Vincent venendo incontro ad un'esigenza - se vogliamo - giusta del Comune, ma ha praticamente usato ed utilizzato il Laboratorio di Saint-Vincent per convogliarvi tutta l'attività di prelievi che va facendo ad Aosta nell'ambulatorio situato in viale della Pace.
Nel secondo semestre del 1978, quindi, anche qui senza l'autorizzazione del Consiglio regionale, è entrato in funzione questo secondo laboratorio privato in viale della Pace; c'è a proposito una lettera - che penso che l'Assessore alla Sanità ed anche altri Consiglieri abbiano visto - del Dottor De Marchi che chiarisce qual è la caratteristica di questo ambulatorio che è situato in viale della Pace, come opera e quali sono le sue finalità...esprimere perplessità rispetto a questa struttura. Ora, va tenuto presente che questa attività, questi laboratori privati gestiti dal Professor Bonini si affiancano ad altri laboratori privati che sono già operanti in Valle d'Aosta da anni e che non hanno potuto essere, diciamo così, toccati dalla legge regionale del 1977 perché in funzione già precedentemente - mi riferisco in particolare ai laboratori di Artaz e di Viglierchio - e quindi, diciamo così, è una tendenza che era già presente e che tende a svilupparsi, di sviluppo della medicina privata dei laboratori privati a danno della medicina pubblica dei laboratori pubblici. Quali sono le conseguenze negative di questa situazione? Allora: vengono trascurate, fondamentalmente il fatto più grave è che vengono trascurate le strutture sanitarie pubbliche per potenziare quelle private, questa è una tendenza che si può facilmente verificare e di cui darò alcuni dati. Ora ad esempio è un dato, se vogliamo banale, però va detto perché è un elemento da tener presente...ad esempio, il Professor Bonini, che è il Primario di un laboratorio importante come quello dell'Ospedale con 60 dipendenti - e sono citate nell'interpellanza il numero di analisi che vengono fatte ogni anno, quindi ha una grossa importanza questo Laboratorio dell'Ospedale - non fa il suo orario, neppure il suo orario a tempo definito previsto dal contratto! Se l'Assessore crede, ho qui copia del cartellino degli ingressi del mese di febbraio del Professor Bonini, può verificare quante ore ha fatto il Professor Bonini a febbraio e vedrà che sono decisamente inferiori a quelle previste dall'orario contrattuale, tali da non permettere...che non dovrebbero permettere neanche di avere la partecipazione agli utili dell'attività prestata al Laboratorio dell'Ospedale. Secondo: il Professor Bonini non accetta di esaminare al Laboratorio dell'Ente Ospedaliero Regionale campioni prelevati altrove; c'è un suo comunicato, un suo ordine di servizio che è stato dato all'Assessore alla sanità in cui si precisa chiaramente che non vengono accettate al Laboratorio dell'Ente Ospedaliero Regionale dei campioni prelevati altrove. Contemporaneamente, però, il Professor Bonini ha diramato un suo foglietto pubblicitario in cui si dichiara disposto, lui e la sua équipe dell'ambulatorio di viale della Pace, ad andare a fare dei prelievi anche a carattere domiciliare (anche questo è documentato e visibile nel biglietto da visita); inoltre il Professor Bonini utilizza, come risulta dalla lettera firmata dai dipendenti del Laboratorio dell'Ente Ospedaliero Regionale, utilizza i tecnici laureati dell'Ente Ospedaliero Regionale per esami su campioni che lui porta dall'esterno, mentre quindi non permette al laboratorio di acquisire dei campioni prelevati altrove, però lui personalmente fa fare degli esami su campioni che lui...tratti dal suo ambulatorio privato presso l'Ente Ospedaliero Regionale. Il Professor Bonini, quindi, utilizza la sua attività e le strutture ospedaliere per potenziare...fondamentalmente per potenziare la sua attività professionale extra ospedaliera: questo lo si può dedurre anche dal fatto che il biglietto da visita con cui il Professor Bonini pubblicizza il suo laboratorio di viale della Pace porta, come numero telefonico, come recapito - quello per rivolgersi al Professor Bonini - il numero dell'Ospedale; chi volesse rivolgersi per l'attività privata al Professor Bonini si rivolge al Bonini mentre è all'Ospedale e mentre costui dovrebbe fare la sua attività pubblica.
Un'ultima conseguenza è che questo anomalo rapporto fra il Professor Bonini e le strutture pubbliche, la concorrenza che esercita...si risolve poi anche in un'ulteriore difficoltà di coordinamento fra le diverse strutture pubbliche che operano in questo settore e mi riferisco, in particolare, al Laboratorio dell'Ente Ospedaliero Regionale ed al Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi che devono evidentemente coordinare la loro attività, ma un tale coordinamento diventa evidentemente difficile nel momento in cui, da parte di altri medici, da parte di altri operatori si ha, diciamo così, il sospetto, il dubbio fondato che il Professor Bonini abbia tutto l'interesse a non sviluppare il Laboratorio dell'Ospedale o la medicina pubblica in generale a favore, invece, dell'attività privata. Queste come prime considerazioni sui fatti negativi della presenza di queste strutture private.
Un'altra serie di fatti negativi è costituita dal danno economico diretto che ne deriva, un danno economico all'Ente Ospedaliero Regionale. Io voglio solo citare un dato: ad esempio, l'Ente Ospedaliero Regionale, soltanto dalla Cassa Mutua Commercianti ha incassato, nel primo semestre del 1978, 10.351.000 per analisi di laboratorio; nel secondo semestre, cioè quando è entrato in funzione il Laboratorio di viale della Pace, gli incassi del Laboratorio dell'Ente Ospedaliero Regionale si sono ridotti di 2.000.000 e sono scesi a 8.462. 000. Contemporaneamente, se andiamo a vedere gli incassi sempre soltanto relativamente ad una Mutua, quella dei Commercianti, gli incassi del Laboratorio di Bonini di viale della Pace, quindi solo secondo semestre 1978, dal luglio 1978 alla fine del 1978, sono stati di 5.500.000, 5.559.655 a cui devono poi aggiungersi i due milioni e mezzo, 2.499.000 del Laboratorio di Saint-Vincent; però, ripeto, il Professor Bonini utilizza il Laboratorio di Saint-Vincent...semplicemente come, diciamo così, un laboratorio su cui appoggiare la sua attività dell'ambulatorio di Aosta. Oltre tutto gli enti mutualistici devono pagare di più per le analisi fatte in questi laboratori privati piuttosto che nei laboratori pubblici, è un 13 percento in più - come è documentato nell'interpellanza - che gli enti mutualistici devono pagare...e poi adesso mi pare che, a partire dal 1° gennaio, sia direttamente la Regione che paga queste somme qui e quindi il danno si ripercuote direttamente sulla Regione.
In conclusione vorrei quindi ribadire quali sono le richieste che sono contenute nell'interpellanza, cioè noi vogliamo sapere quali iniziative l'Assessore regionale intende assumere per imporre la chiusura di ambulatori e laboratori privati aperti ed ampliati senza...previsti dalla legge, mi riferisco in particolare all'ambulatorio di Aosta; il discorso di Saint-Vincent evidentemente va visto, possiamo vederlo in un modo diverso, va valutato rispetto alla realtà, però il discorso di Aosta è completamente illegale e deve essere bloccato immediatamente, eventualmente anche facendo, chiedendo un rimborso dei danni che la Regione, che l'Ente Ospedaliero Regionale ha avuto dalla presenza di questa struttura. Secondo punto: per quali motivi, diciamo così, la Giunta regionale, la precedente Giunta regionale, ha autorizzato l'apertura o l'ampliamento - nel caso di Saint-Vincent - di un laboratorio senza la prevista autorizzazione che è obbligatoria da parte della legge, da parte del Consiglio regionale, da parte dei Comuni interessati. Quali misure infine, l'Assessore intende assumere nei confronti direttamente del Professor Bonini, del Primario del Laboratorio di Analisi dell'Ente Ospedaliero Regionale, perché evidentemente è inaccettabile che una struttura pubblica di questa importanza venga gestita semplicemente per favorire un'attività esterna all'Ospedale, cioè è chiaro che bisogna...deve essere riportata all'interno del Laboratorio dell'Ospedale una situazione in cui, a partire dai vertici...un'attività efficiente, regolare, in cui non ci siano delle deroghe rispetto a quelle che sono le norme di legge.
Dolchi (P.C.I.) - Risponde l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.
Rollandin (U.V.) - Il problema che è stato toccato portando, e così focalizzando, il problema sulla gestione portata avanti da una persona, e quindi facendone naturalmente in questo caso...puntando sull'operato di un Primario che lavora all'Ospedale, ha diversi punti che devono essere chiariti. Del problema dei laboratori già alcuni mesi fa ce ne eravamo occupati nel momento in cui era stata chiesta per i laboratori di Igiene e Profilassi un aumento, cioè una variazione di bilancio di 100 milioni che erano stati giustificati per necessità di ampliamento delle strutture pubbliche e questo sta già a significare che quanto affermato da lei precedentemente, in cui si dice che tutto questo va a scapito di quelle che sono le strutture pubbliche non ha senso, perché già in questo momento però quando si trattava della votazione, cosa era stato detto? Ci sarà un coordinamento delle attività in modo da evitare che si passi a rinforzare o comunque ad agevolare una struttura rispetto ad un'altra senza che ci sia un coordinamento. Ora questo è stato fatto, è stata fatta una Commissione dei primari dei laboratori, si sono già riuniti 4 volte e quindi, indipendentemente da quanto qui detto in Commissione, per esaminare i problemi di coordinamento e le fasce di interferenza legate agli esami dei laboratori. E mi spiego. Essendo alcuni esami legati soprattutto alla medicina preventiva e che potevano essere fatti sia dal Laboratorio di Analisi che dal Laboratorio dell'Ospedale - quindi solo strutture pubbliche e non strutture private - quando si era detto questo, si era detto: alcuni esami, ad interpretazione della legge, non lasciano o non danno comunque un chiarimento su chi li debba fare e chi no; siccome si tratta sia in un caso che nell'altro di strutture pubbliche, è inutile arrivare a potenziare contemporaneamente le due se non c'è una precisa disposizione. Ora, su questo si sta discutendo e prossimamente verrà portato all'approvazione del Consiglio il modo con cui si porteranno avanti le strutture pubbliche e quindi un rafforzamento generale su tutto il territorio, non solo Aosta, per tutta quanta è l'esigenza di analisi su tutto il territorio, quindi questo per chiarire qual è la presa di posizione della Giunta su questo problema, indipendentemente dal caso sollevato in questo...
Venendo all'esame dei punti che sono stati sollevati, per quanto riguarda le iniziative "per imporre la chiusura" vorrei precisare alcune cose. Quando qui ci si richiama...per imporre e quindi per richiedere la chiusura...al modo scorretto - secondo quanto è stato affermato - con cui è stata data l'autorizzazione ad aprire questo...si dice "aprire", però vorrei fare presente che l'apertura del Laboratorio di Analisi non era legato al fatto contingente ed alla convenzione che è stata stipulata per il periodo 12 giugno 1978 fino...3 anni, fino al 1983, tra il Comune di Saint-Vincent ed il Professor Bonini...l'apertura non è legata a questo, ma per motivi che qui non sto ad elencare, quanto prima era stato fatto dalla "gestione Casinò" che aveva anche le Terme e che quindi usava il laboratorio; poi questo fu sottoutilizzato e passò al Comune. Quindi il laboratorio c'era già, non si trattava di apertura, e pertanto non va in contrasto con quanto affermato dalla legge che è stata citata; tra l'altro, dall'applicazione...la legge regionale, la n. 47 che lei cita, la 22 giugno 1977 è l'applicazione della 19 febbraio 1975 n. 2, è un'integrazione della n. 386...la legge n. 386 cosa diceva? Diceva che per le strutture pubbliche ospedaliere bisogna prendere dei provvedimenti a livello regionale e, proprio per non andare in contrasto, si diceva: "benissimo, per un certo periodo - che qui era stato stabilito - non si danno aperture", ma qui non si tratta di apertura, si tratta di un laboratorio che è sempre esistito! Per motivi particolari era passato un periodo in cui naturalmente la funzionalità non era più giustificata a livello tecnico, non c'era la possibilità di reperire del personale che fosse in grado di portarlo avanti con una certa correttezza, per cui c'erano state delle difficoltà e naturalmente si era provveduto, temporaneamente, a non effettuare più analisi. Quando si è prospettata questa soluzione il Comune, con propria delibera...perché in questo senso il Comune era autorizzato a fare questo, in quanto si trattava di una struttura...in questo momento, fintanto che non si va ancora in ottica di riforma sanitaria, questa è una struttura che, se appartiene al Comune, è sua, è una struttura pubblica che poi rientra naturalmente in quelle che sono le convenzioni e che adesso faremo rientrare naturalmente nel vaglio delle possibilità per l'applicazione della riforma, su questo sono pienamente d'accordo; però, nel momento in cui è stata presa una delibera del Consiglio comunale sulla quale, tra l'altro (faccio presente), già allora erano stati sollevati dei dubbi sul come e sui vincoli da mettere, questo è vero...però, nel momento in cui è stata approvata, il Consiglio...che cosa ci ha detto? cioè la passata Giunta ha approvato ed ha dato il placet a prendere ed a portare avanti questa iniziativa che non contrasta assolutamente con quanto previsto dalla "47" che...apertura, e si dice "ampliamento".
Ora, l'ampliamento che è previsto nella convenzione, che però non vuol dire, che è previsto in tempo successivo...sono andato a vederlo, lì non c'è stato nessun ampliamento. Il fatto che tu mi dici che le analisi erano 58 e poi sono passate a 178, perché naturalmente invece di metterci un tecnico solo...sono 3...questo non vuol dire "ampliamento", l'ampliamento è un ampliamento di struttura, non di funzionalità. L'ampliamento di struttura, invece, adesso giace sui tavoli; è stata fatta una richiesta ed abbiamo detto "no" all'ampliamento, difatti questa è una richiesta che è stata portata avanti dal Comune a cui naturalmente noi abbiamo già detto: "guardate, non possiamo fintanto che queste strutture non sono pubbliche al 100 percento" ed abbiamo già avvisato a questo livello tutti gli enti che sono convenzionati, e solo negli ultimi tempi gli enti che sono convenzionati, perché nella convenzione che è stata stipulata tra il Comune ed il Professor Bonini si dice anche che, nel caso di enti che vengano ad usufruire di questo servizio, naturalmente ci sarà il placet delle due parti; ora, a noi è stato richiesto che questo...un avallo a questa proposta, noi abbiamo detto "no", cioè le convenzioni non verranno rinnovate con questa struttura perché abbiamo già avvisato che quando noi vareremo il piano delle strutture sanitarie per quanto riguarda i prelievi diremo che questa è una struttura pubblica a tutti gli effetti, con tutte le altre, quindi daremo e verremo ad esaminare la convenzione che naturalmente verrà a venir meno come effetti; le parti poi valuteranno i danni relativi, questo non ci interessa, però noi come...in quanto struttura pubblica, noi diremo: "La gestione passerà secondo struttura pubblica. Punto e basta". Questo è il discorso, e quindi non va assolutamente contro, perché ampliamento non c'è stato e non c'è stata apertura, c'è stato un periodo in cui naturalmente non ha funzionato, il che è dovuto a motivi contingenti; pertanto non è in contrasto quello e quindi non si intende prendere nessun provvedimento di chiusura attuale, ho detto: il provvedimento è questo, quando questa struttura sarà a tutti gli effetti pubblica - nel senso che la riforma sanitaria prevede - allora interverremo. E questi sono i primi due punti.
Per quanto riguarda poi le affermazioni che sono state fatte precedentemente che qui si dice...naturalmente in questa interpellanza si fa cenno al poliambulatorio esistente in cui lavorano non solo il Professor Bonini, ma altri liberi professionisti o convenzionati con l'Ospedale...vorrei fare presente anche la lettera del De Marchi, in cui fa le sue considerazioni personali su quello che è un giudizio puro e semplice che non interferisce con quello che è il suo lavoro di condotto dove ha semplicemente il compito di andare a visitare il locale e dire se sono idonei o meno...tutte le sue considerazioni personali non ci interessano, quelle sono considerazioni che esulano dal suo compito professionale, però tengo a precisare che quello non è un laboratorio, quindi non rientra in quanto previsto dalla legge n. 47, quello è semplicemente un locale di prelievo come ce ne sono tanti, come possono essere considerati locali di prelievo quelli dell'AVIS, il normale ambulatorio dove si fa un prelievo di sangue, è un locale che naturalmente non è un laboratorio e, naturalmente, non è soggetto ai vincoli della legge che lei richiama nella mozione...quindi questo non c'entra assolutamente nulla con il discorso che si fa.
E per quanto riguarda...ho già detto nei punti che lei citava...trascurato il settore pubblico, questo non solo non è vero, ma c'è la prova esattamente al contrario perché, come ho detto, c'è tutto un piano da ristrutturare. Solo ultimamente abbiamo fatto - ripeto - delle riunioni ad hoc proprio per stabilire quali sono le necessità di ampliamento e anche su tutta la struttura futura, tenendo presente che la prevenzione fino adesso è stata fatta in un modo scoordinato e naturalmente collegando il discorso della...quanto si fa adesso con le scuole, abbiamo già tenuto contatti naturalmente tra Assessorati per vedere di mediare questa proposta e di arrivare ad un programma che sia sull'arco dell'anno e non venga affollato in modo tale che i laboratori non siano in grado di assolvere tutto il compito; quindi questo è assolutamente falso.
Per quanto riguarda gli altri problemi ho già detto. Invece, per quanto riguarda le misure che si intendono prendere, ripeto, siccome questa situazione è venuta ad aggravarsi e comporta, dalle lettere che io ho ricevuto e che non ho ricevuto solo io, ma hanno ricevuto tutti gli organi...vi sono delle accuse ben precise e vengono, così, denunciati dei fatti che naturalmente io in questo momento non sono in grado di dire né sì, né no...naturalmente verrà accertato, verranno sentite le parti e se ci sarà un dubbio sulla fondatezza di questo verrà fatta una Commissione; tra l'altro, a livello procedurale, siccome qui ci sono anche dei provvedimenti severi, se quanto affermato qui è vero, naturalmente chi le ha firmate, chi le ha fatte ne risponderà, perché chiaramente il Professor Bonini non starà con le mani in mano ad aspettare che continuino con i volantini come hanno già fatto oggi! Ripeto: tutto questo non penso che vada poi ad incentivare o comunque ad agevolare la struttura pubblica, questo semmai è un tentativo di portare del discredito sulla struttura pubblica e non credo che questo sia lo stimolo...quello che si debba fare qui, in Consiglio. Questo a titolo personale.
E naturalmente una considerazione su quello che vale...mi sta bene quando si sollecita, come era già stato sollevato quando avevamo parlato dei laboratori, un'integrazione ed una programmazione sulle strutture, questo mi sta bene, ma quando invece si scende a livello personale e si scende su un piano che non so se sia il caso di dibattere su questo, in quanto come Primario non risponde direttamente a me...c'è un ente che ha la direzione, c'è un organo di controllo che non è soggetto naturalmente al Consiglio; in seconda istanza, naturalmente si possono prendere in esame determinati provvedimenti, però dall'altro punto di vista è chiaro che se ha tutti questi incarichi... Io vorrei solo dire questo: magari dal punto di vista professionale, io non so...fino adesso, che lo abbia sentito, non vi è nulla da eccepire dal punto di vista professionale; se, invece, quanto detto qui ha una fondatezza è chiaro che naturalmente, sentite le parti, si vedrà se nominare una Commissione di inchiesta per valutare attentamente i fatti, che naturalmente comportino delle denunce ben precise, dei fatti circostanziali. Di più, naturalmente...non vi è intenzione di procedere, altro che questo non si può fare.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io non sono soddisfatto della risposta dell'Assessore Rollandin, perché l'Assessore sorvola su tutta una serie di punti che sono invece molto importanti e, così, parte da una premessa che non è esatta; il fatto cioè che noi avremmo fatto una battaglia nei confronti del Professor Bonini in quanto persona, tende poi, diciamo così, a riassumere tutto quanto il discorso... allora, io l'ho detto fin dall'inizio, fin dall'inizio, che questo intervento non era diretto contro il Professor Bonini in quanto Professor Bonini, ma in quanto il Professor Bonini è...diffusa di utilizzo, di potenziamento di strutture private a danno delle strutture pubbliche, questo...non dico che è intenzione della Regione...dico che ci sono degli operatori in questo settore della sanità, dei professionisti, dei medici, eccetera, che stanno facendo questa operazione che hanno fatto anche in passato, ci sono alcuni che non possono essere toccati perché anche la legge li protegge, ci sono altri come il Professor Bonini che sono al di fuori della legge, tanto è vero che io, prima di presentare l'interpellanza, ho avuto un colloquio con il Professor Bonini e ci siamo chiariti su quali erano...io ho chiarito perfettamente al Professor Bonini che la nostra battaglia non era nei suoi confronti, anche se ci sono delle sue responsabilità personali ben precise in questa...situazione qua, ma era una battaglia rispetto al contenuto politico. La risposta del Professor Bonini è stata: "voi volete impedire a me di fare delle cose che fanno tutti quanti gli altri. O lo impedite a tutti quanti o non vedo perché dovete impedirlo a me". Questa è stata la sostanza, quindi nei termini politici del problema il Professor Bonini ha detto che avevamo perfettamente ragione, era il fatto che lui diceva che questo non è un problema mio personale, ma un problema generale; questo non toglie che se anche è un problema generale non si incominci anche a vedere le responsabilità personali in questa situazione qua.
Allora, anzi tutto sul discorso del Laboratorio delle Terme di Saint-Vincent: l'Assessore dice che qui non è un'apertura di laboratorio e quindi non rientra nella legge regionale. È un ampliamento, la legge regionale dice chiaramente e leggo il testo della legge...il testo della legge dice che non sono concessi degli ampliamenti "divieto di rilascio di autorizzazione ad aprire....in esercizio o ad ampliare ambulatori" nel caso del Laboratorio di Saint-Vincent...sì che è stato ampliato, lei stesso dice che sono più operatori che si fanno più...ho detto prima e che si fanno più esami. È chiaro che qui è un ampliamento, se qui vogliamo sottilizzare sui termini, ma è chiaro che questo è un ampliamento; non solo, ma il fatto grave non è che qui sia in azione questo Laboratorio di Saint-Vincent - fra l'altro bisognerebbe poi anche vedere se il coordinamento esisteva già, mi sembra che esisteva un punto prelievi del Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi di Châtillon, quindi bisogna vedere in che modo sono coordinate queste due cose qui -, ma questo ampliamento viene utilizzato dal Professor Bonini in minima parte rispetto alle esigenze delle Terme rispetto alle esigenze di Saint-Vincent! Citavo prima i dati soltanto di una Cassa Mutua in cui i due terzi dell'attività svolta da questo laboratorio non vengono svolti rispetto all'ambulatorio di Saint-Vincent, ma vengono svolti rispetto all'ambulatorio che il Professor Bonini gestisce ad Aosta, è questo... Quindi, secondo me, qui era un ampliamento e quindi ci doveva essere...non bastava la firma di Jorrioz della Giunta regionale, ci doveva essere un pronunciamento dei Comuni interessati e del Consiglio regionale.
Poi il discorso di Aosta...lei dice: questo qui non rientra nella legge...ma la legge parla esplicitamente di ambulatori, oltre tutto questo è un ambulatorio che funziona come un laboratorio di analisi perché, come spiega la lettera del Dottor De Marchi, in questo laboratorio vengono fatti dei prelievi che poi vengono convogliati al Laboratorio di Saint-Vincent...e quindi funziona di fatto come un laboratorio questo qui...anche qui, evidentemente, possiamo sottilizzare. Oltre tutto le convenzioni con gli enti mutualistici il Professor Bonini le ha fatte rispetto al Laboratorio di Aosta, "al Laboratorio di Aosta", quindi queste convenzioni sono illegali perché lì non esiste l'ambulatorio, allora lui fa passare di fronte alle mutue, fa passare di fronte alle mutue che ad Aosta c'è un laboratorio, però poi, di fronte alla Regione, fa passare che non c'è un laboratorio ad Aosta, ma che c'è solo uno studio e che poi gli esami si fanno a Saint-Vincent...questa è una truffa, questa qui è una grossa truffa!
Io credo che non si può, come Regione, avallare, quindi ci sono delle responsabilità come Consiglio regionale sul fatto che l'ambulatorio di Aosta è illegale, non può funzionare, ed è discutibile anche il discorso dell'ampliamento secondo me del discorso di Saint-Vincent, ci sono delle responsabilità a livello di Consiglio di amministrazione dell'Ente Ospedaliero Regionale e difatti ci saranno delle iniziative anche in quel senso lì rispetto a tutto quel discorso che riguarda l'Ente Ospedaliero Regionale.
Ora, quando l'Assessore diceva: "non è vero che noi abbiamo trascurato le strutture pubbliche a danno di quelle private"...io non ho detto questo, l'interpellanza non dice questo, l'interpellanza dice che l'operato del Professor Bonini va in quella...come? No, non ho detto la Regione, io non mi riferivo all'Assessore, ci mancherebbe altro che l'Assessore, l'Assessorato regionale avesse come finalità quella di potenziare le strutture private...io questo non l'ho detto, dico che l'operato del Professor Bonini va in questa direzione qua, e qui ci sono tutta una serie di dati che lei non può far finta che non ci siano, non può un medico pubblicizzare la sua attività privata, la sua attività professionale privata dando come recapito il numero telefonico dell'Ente Ospedaliero Regionale! Non può far fare ai tecnici ed ai laureati dell'Ente Ospedaliero Regionale degli esami di laboratorio su campioni che lui preleva nei suoi ambulatori privati! Ora, il Professor Bonini non può, inoltre, non fare neppure il suo orario di servizio, il suo orario a tempo determinato! Ripeto: darò il testo del cartellino del Professor Bonini all'Assessore alla Sanità del mese di febbraio...non fa neanche il suo orario a tempo definito all'Ospedale per dedicarsi ad un'attività esterna. Non so se...finisco subito...non so come si possa da parte del Consiglio di amministrazione dell'Ospedale...ma questo è un problema...ma anche da parte dell'Assessore alla Sanità che penso abbia una funzione di controllo su queste cose qui, non so come si possa tollerare che il Primario di un reparto come quello dell'Ospedale, che, ripeto, prima...ha una grossa importanza...sia nello stesso tempo Direttore di questo ambulatorio di Aosta, abbia in gestione il Laboratorio di Saint-Vincent, sia Direttore del Laboratorio di Analisi di Vercelli che ha, a sua volta, altre due succursali...ecco, io non penso che...come si può pensare che le strutture pubbliche possano funzionare, possano progredire lasciandole in mano a questo tipo di gestione qui? È questo che è inaccettabile...la Regione deve fare un'azione di controllo ed imporre una...quindi non è che...secondo me subito bisogna fare una Commissione, fare qualcosa che controlli queste cose...
Dolchi (P.C.I.) - Al punto n. 21 dell'ordine del giorno abbiamo un'interpellanza del Consigliere Nebbia che riguarda i problemi concernenti l'accesso alla sala da gioco del Casinò di Saint-Vincent; analogo oggetto è iscritto come mozione al punto n. 58. Ora io chiedo al Consiglio, in applicazione dell'articolo 102 del Regolamento, se il Consigliere Nebbia non ha obiezioni, di unificare l'interpellanza alla mozione e faccio richiamo all'articolo 102, proprio per precisare che le mozioni hanno la precedenza sulle interpellanze, per cui l'argomento sarà illustrato dal presentatore della mozione e dal Consigliere Nebbia nel momento in cui discuteremo la mozione. Il Consiglio non ha obiezioni particolari?
Allora punto n. 23 dell'ordine del giorno. Interpellanza dei Consiglieri Mafrica, Cout e Bajocco: "Sede dell'Istituto Tecnico per Geometri di Aosta". Chi illustra l'interpellanza? La parola al Consigliere Mafrica.
Ecco, io raccomanderei, già che molte volte siamo stati al limite ed abbiamo anche recuperato i tempi dell'illustrazione dell'interpellanza e delle accettazioni o meno delle risposte...
Mafrica (P.C.I.) - Io ancora non avevo cominciato a parlare...rilevo che il Presidente rivolge le raccomandazioni solo al nostro gruppo...
Dolchi (P.C.I.) - ...era una raccomandazione legata ai tempi...
Mafrica (P.C.I.) - ...comunque terrò conto delle sue raccomandazioni...
Già alcuni mesi or sono, ed esattamente il 31 ottobre, il Consiglio di istituto dell'Istituto Tecnico per Geometri aveva fatto pervenire a tutti i Consiglieri un documento sulle condizioni di tale scuola. Come è noto, si tratta di una struttura che è ricavata da un Convento medioevale, che è stata utilizzata per decenni come struttura scolastica...chiedo scusa...
(il Consigliere Mafrica è colto da un malore)
Dolchi (P.C.I.) - Proporrei al Consiglio di discutere l'interpellanza di cui al punto n. 24 dell'ordine del giorno. Il Consiglio è d'accordo? Soprassediamo alla discussione dell'interpellanza iscritta al n. 23.
