Oggetto del Consiglio n. 121 del 14 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 121/79 - Problemi concernenti la società IMVA di Verrès. (Interpellanza del Consigliere Riccarand)

Interpellanza

Il sottoscritto, Consigliere regionale di Democrazia Proletaria-Nuova Sinistra,

Considerato che nella seduta dell'11 gennaio 1979 il Presidente della Giunta, rispondendo ad una interpellanza del Consigliere Cout, aveva dichiarato che avrebbe quanto prima portato a conoscenza di tutti i Consiglieri e delle forze sociali interessate il piano di ristrutturazione predisposto dalla Broggi Izar per la IMVA;

Considerato che a tutt'oggi né i Consiglieri né l'apposita Commissione consiliare permanente all'Industria, Commercio e Artigianato né probabilmente i funzionari dell'Assessorato interessato hanno ricevuto copia né dello studio della Broggi Izar con relativa lettera di accompagnamento pervenuta al Presidente della Giunta con data 15 gennaio 1979, né della successiva nota della Broggi Izar, né altra documentazione relativa a ipotetiche trattative in corso fra Presidente della Giunta e altre ditte;

Rilevato che tutta la trattativa relativa all'IMVA, gestita personalmente dal Presidente della Giunta, ha evidenziato ancora una volta l'assenza, da parte delle forze di maggioranza, di una volontà di salvaguardare l'occupazione industriale e la totale mancanza di strutture dell'Amministrazione regionale in grado di seguire, prevedere e guidare l'evoluzione industriale della Valle d'Aosta;

Rilevato che, stante alle scarne notizie filtrate fino ai Consiglieri la Broggi Izar avrebbe escluso la possibilità di rilevare l'IMVA;

Constatato quindi che la situazione dell'IMVA invece di avviarsi a soluzione si è ulteriormente aggravata ed appare, al momento, priva di sbocchi positivi;

Essendo infine venuto a conoscenza che il consulente nominato dalla Regione ha depositato la perizia sulla situazione debitoria dell'IMVA;

Interpella

il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) quale è il contenuto delle trattative che ci sono state o ci sono fra il Presidente della Giunta regionale e la Broggi Izar;

2) se vi sono trattative in corso con altri gruppi interessati a rilevare l'IMVA e il contenuto di tali trattative;

3) quale è la precisa situazione patrimoniale e debitoria dell'IMVA accertata dal consulente della Regione;

4) se risponde al vero l'affermazione che, nel caso di dichiarazione di fallimento dell'IMVA, la Regione presenterebbe immediatamente un fittizio piano di ristrutturazione e riconversione al solo scopo di mantenere la cassa integrazione per i dipendenti. Nel caso di risposta affermativa si chiede di sapere quale struttura della Regione sta concretamente lavorando alla stesura di tale piano;

5) quale iniziativa la Giunta regionale intende assumere per evitare il ripetersi sistematico e ricorrente dei tracolli di industrie in cui la Regione ha investito centinaia di milioni e per dotare l'Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato di una adeguata struttura in grado di prevedere, guidare, controllare l'evoluzione industriale della Valle d'Aosta.

Aosta, 1° marzo 1979

F.to: Elio Riccarand

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Se ci fosse in Valle d'Aosta un Governo regionale in cui esiste un'organizzazione del lavoro, in cui esiste un'efficace divisione di compiti, questa interpellanza avrebbe potuto, anzi, avrebbe dovuto, direi, essere rivolta evidentemente all'Assessore all'Industria. Ora penso che sia inutile spiegare - l'abbiamo fatto tante altre volte in questo Consiglio, nelle sedi di Commissioni, eccetera - perché non si possono rivolgere domande di questo genere all'Assessore all'Industria; del resto all'interno di questo Consiglio avremo modo, più avanti, di verificare il perché non esiste attualmente un Assessore all'Industria in Valle d'Aosta e quali siano i possibili rimedi che si devono trovare a questa situazione.

L'interpellanza è stata motivata da due diverse esigenze e richieste. La prima, che è la fondamentale, è l'esigenza da parte di circa 200 operai-operaie che sono senza lavoro ed in cassa integrazione da ormai 8 mesi e che chiedono di sapere - ma non per voci di corridoio, non per voci ufficiose -, sapere con precisione, in una sede ufficiale come quella del Consiglio regionale, per quali motivi non è andata in porto la trattativa con la Broggi Izar, che cosa ha bloccato ed impedito una soluzione in questo senso. Chiedono di sapere quali risultati ha dato la perizia sulla situazione debitoria dell'IMVA, perizia che sembra sia stata completata, ma di cui ufficialmente, ufficiosamente non si sanno i risultati; di sapere quali iniziative la Giunta regionale intende assumere per far sì che i lavoratori ricevano i soldi che l'IMVA deve ancora loro dare, soldi arretrati che risalgono al mese di luglio, di agosto, di settembre; di sapere se, in che modo e quando si potranno riprendere il lavoro, ed all'interno di quale struttura produttiva. Il secondo motivo, che evidentemente è secondario rispetto agli interessi dei lavoratori dell'IMVA, ma che comunque ha una sua rilevanza grossa a livello politico, è l'esigenza da parte dei Consiglieri regionali, in particolare da parte dei Consiglieri regionali dell'opposizione - non so se quelli della maggioranza hanno altri canali per sapere delle cose -, di sapere che cosa il Governo regionale intende fare non solo dei lavoratori dell'IMVA, ma di tutti gli operai di tutte le industrie in Valle d'Aosta.

Io vorrei ricordare alcune cose che sono state dette, ma che è necessario ripetere. Prima: la Giunta Andrione - ed ogni tanto questo bisogna ricordarlo - non ha mai spiegato in Consiglio da quando sono state fatte le elezioni qual è il suo programma, che cosa vuole fare, dove vuole rifare; non so io se ci sono precedenti da altri parti o anche in Valle d'Aosta di una Giunta che viene eletta e che fa delle scelte, che va avanti senza mai dir che cosa vuole, qual è il suo programma! Seconda: nel mese di settembre del 1978, quindi pochi mesi fa, la maggioranza del Consiglio ha respinto una mozione presentata dai Consiglieri del P.C.I. che chiedeva la creazione di un ufficio per lo sviluppo industriale. Ecco, da settembre ad oggi c'è stata la bocciatura di quel disegno, ma non mi risulta che nient'altro sia venuto in avanti e vediamo anche le conseguenze! Terza: la Commissione consiliare permanente dell'Industria, Commercio e Artigianato, da quando io sono presente in questo Consiglio, non si è mai riunita per affrontare il problema della situazione industriale in Valle d'Aosta o, meglio, - qui devo fare una correzione - si è riunita una volta, ed esattamente il 19 febbraio scorso, per una richiesta ben precisa, nel senso che io, dopo che avevo saputo attraverso le Organizzazioni sindacali, attraverso i lavoratori dell'IMVA che la risposta della Broggi Izar era negativa, in quanto la Broggi Izar con una lettera del 15 gennaio diceva che non avrebbe rilevato l'IMVA perché non lo riteneva conveniente, ho fatto una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Industria e Commercio ed indirizzata al Presidente della Giunta regionale in cui chiedevo la convocazione della Commissione Industria e Commercio, per una volta tanto sui problemi dell'industria in particolare dell'IMVA, e chiedevo la presenza del Presidente della Giunta affinché illustrasse che cosa di preciso pensava e diceva la Broggi Izar, che illustrasse quali erano diciamo le intenzioni della Giunta regionale nei confronti di questo problema e lo illustrasse in quello che è mi sembra l'organismo, un organismo importante del Consiglio che è la Commissione permanente del Consiglio regionale sull'Industria, Commercio e Artigianato. Ebbene, il Presidente della Giunta ha risposto che lui non era tenuto e non riteneva opportuno partecipare alla riunione della Commissione Industria e Commercio su questi problemi, che se i Consiglieri volevano sapere qualcosa avevano solo da presentare un'interpellanza, perché lui non si riteneva in dovere di partecipare alla riunione della Commissione Industria e Commercio. Quindi la riunione, l'unica riunione da giugno ad adesso che c'è stata della Commissione Industria sui problemi dell'industria è stata una riunione che si è sciolta, è finita in mezz'ora perché il Presidente della Giunta non ha voluto partecipare, perché l'Assessore all'Industria non aveva niente da dire!

Infine, voglio ancora ricordare che - ed è un fatto secondo me scandaloso - che in otto mesi di crisi dell'IMVA mai un solo documento riguardante la questione di questa fabbrica è stato comunicato dal Presidente della Giunta ai Consiglieri regionali o alla Commissione Industria e Commercio, non abbiamo mai visto una documentazione, mai un documento, mai una lettera, mai visto lo studio della Broggi Izar, nessuna relazione, niente! Non solo, ma mi risulta che neppure i funzionari dell'Assessorato Industria e Commercio hanno mai ricevuto la documentazione riguardante l'IMVA, le trattative che erano in corso fra la Regione e l'IMVA, fra il Presidente della Giunta regionale e l'IMVA. Tutto quello che i Consiglieri possono sapere sull'IMVA proviene dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori stessi o da informazioni giornalistiche che, anche queste...di cui si sa benissimo qual è la precisione e l'attendibilità.

Ora, anche il rapporto fra il Presidente della Giunta, i lavoratori dell'IMVA e le Organizzazioni sindacali è, a mio avviso, completamente criticabile. Incontri di questo livello ce ne sono stati fra i lavoratori, le Organizzazioni sindacali ed il Presidente della Giunta; però, sempre, le Organizzazioni sindacali ed i lavoratori sono stati convocati semplicemente come degli uditori e non come i protagonisti, i diretti principali e diretti interessati della difficile situazione, quelli che dovevano dare, fare delle proposte, con cui si dovevano discutere le iniziative che...le proposte e le possibilità che man mano si presentavano, quelli che dovevano conoscere tutto sulla situazione. Continuamente si è andati avanti dicendo il meno possibile, nascondendo le cose come stavano, rinviando, continuamente, di momento in momento. Il comportamento del Presidente della Giunta è stato sempre quello di presentare la soluzione pronta dietro l'angolo, un invito costante ad aspettare tranquillamente e serenamente che le cose fossero in via di soluzione, un affermare che la trattativa a due, la trattativa a livello di vertice, Presidente della Giunta-Dirigenti IMVA, Presidente della Giunta-Dirigenti della Broggi Izar, eccetera, era il metodo più semplice per giungere alla soluzione; sembrava quasi che se non li si disturbava, li si lasciava fare da soli, loro avrebbero trovato magicamente e rapidamente tutta quanta la soluzione. Ora, questo era semplicemente tutto facile, era semplicemente un modo di andare avanti a trattative di vertice per nascondere che dietro non c'era niente, che non c'era nessuna sostanza in queste trattative, che non c'era nessuna prospettiva seria e valida di trovare una soluzione, un dire prima da parte del Presidente della Giunta che bisognava accettare la cassa integrazione a zero ore fino ad andarsene fuori dalla fabbrica, un affermare poi che, anche se si stava fuori dalla fabbrica e non si produceva, non c'era nessun problema, mentre la Broggi Izar, mi pare già nel mese di settembre, in una lettera faceva presente che era quanto mai opportuno che invece si mantenesse l'attività lavorativa per non deteriorare l'immagine commerciale e, diciamo così, il rapporto che l'IMVA aveva con i committenti. Un'impostazione che in definitiva mirava...non so se era un disegno esplicito oppure se è di fatto la conseguenza...comunque il risultato è questo, un'impostazione che mirava ad un logoramento e ad uno sfaldamento della classe operaia dell'IMVA; la speranza era evidentemente che, passando i mesi e non giungendo alla soluzione, molti operai IMVA cercassero altre soluzioni lavorative, anche se sapeva che questa roba non è affatto facile e tranquilla, e che quindi comunque in questo modo il problema si risolvesse almeno nei suoi aspetti più grossi, e venissero accertate anche delle soluzioni di smembramento del gruppo operaio e soluzioni di ripiego.

Adesso, al punto in cui sono giunte le cose, è chiaro che evidentemente tutto questo discorso sull'informazione, sul modo con cui sono state gestite le trattative a livello di vertice, privilegiando un solo gruppo per mesi e mesi, ecco, possono sembrare - e sono, di fatto - delle cose che non contribuiscono molto a denunciare queste cose...ribadirle, queste cose, per l'ennesima volta in Consiglio regionale...sono delle cose che non aiutano molto a risolvere la situazione, a fare un passo in avanti. È chiaro che parlare di informazione e di programmazione di fronte ad una situazione di emergenza come quella che, adesso, non permette di andare avanti...non è che permette, diciamo così, di trovare immediatamente una soluzione, e diventa anche, diciamo così, un recriminare che può essere anche visto come una cosa inutile, però è comunque un dato di fatto, questo, che va ribadito. Ora, in questo momento, è chiaro che noi non possiamo neanche dire al Presidente della Giunta che, dopo che ha venduto del fumo...perché secondo me ha venduto del fumo per mesi...dire che deve mettersi da parte, perché la situazione tragica in questa Amministrazione regionale ed in questa Giunta che Andrione presiede è che non esiste, all'interno dell'Amministrazione regionale, con i suoi 1.500...non so quanti sono i dipendenti...non esiste nessuna persona, non esiste nessuna struttura in grado di affrontare seriamente in modo concreto, in modo preciso, in modo che vi siano dei risultati sul problema dell'industria, è questa la cosa tragica: il Presidente della Giunta non si trova ad affrontare questo problema non per scelta sua o, diciamo così, per volontà di società, ma perché l'Amministrazione regionale, così come la Giunta l'ha organizzata e così come la fa funzionare adesso ed in precedenza non è...non ha saputo dotarsi di strutture per affrontare e per risolvere questi problemi. E questo evidentemente, ripeto, non è un problema di incapacità, è un problema di scelta politica da parte del Governo regionale che, appunto, non ha mai fatto una scelta ben precisa, e che era stata del resto sollecitata, ricordata in precedenza, più volte all'interno di questo Consiglio.

Ci sono ad esempio dei recenti provvedimenti sull'industria, recenti di quest'ultimo anno, di questi ultimi mesi da parte della Giunta regionale e da parte...approvati dalla maggioranza del Consiglio, che sono indicativi del modo con cui si fa la politica industriale qui dentro. Io voglio ricordare soltanto due recenti provvedimenti: la legge regionale del 15 giugno 1978, n. 16, la legge con cui la Regione dà la garanzia fideiussoria alle banche sui mutui concessi all'industria in base alla legge sui fondi di rotazione; l'altra è quella dell'ipoteca sul fabbricato di proprietà regionale dell'INTEVA, cioè sono due provvedimenti con cui la Regione va a garantire dei mutui dati con soldi propri, a garantire i soldi propri ipotecando dei propri beni, o garantendo, con dei propri soldi, i soldi che sono suoi e che dà ad altra gente. È un giro vizioso che evidentemente...sono state tra l'altro presentate dal Presidente della Giunta come operazioni furbesche ed abili per aggirare le banche, ma in realtà sono semplicemente una regalia continua data alle banche ed alle ditte che vengono a richiedere questi fondi.

Ora, basterebbe analizzare in dettaglio - come io evidentemente non ho il tempo di fare qui - il significato di questi due provvedimenti, per capire quanto è disastrosa la situazione dell'industria in Valle d'Aosta e per capire come mai si verificano continuamente casi come l'IMVA; sappiamo tutti che non è il primo caso, sappiamo tutti che l'IMVA ha preso un miliardo circa dalla Regione, sappiamo che questi soldi, praticamente una volta presi i Dirigenti dell'IMVA, poi non si sono tradotti in posti di lavoro, non si sono tradotti in occupazione, sappiamo che questa roba è destinata a ripetersi, proprio perché non esiste una capacità della Regione di operare in questo senso.

Ora, per concludere, visto che il tempo è anche limitato, vorrei tornare quindi alle domande precise che ci sono nell'interpellanza. Prima: "quale è il contenuto delle trattative che ci sono state o ci sono - ancora attualmente - fra il Presidente della Giunta regionale e la Broggi Izar"; su che cosa si è bloccata la trattativa con gli Orlando, con la Broggi Izar (ripeto: a livello ufficiale, a livello di Consiglieri, non si sa ancora se sia finita la trattativa con la Broggi Izar, nessuno sa a che punto sono queste cose; sappiamo, attraverso delle riunioni, che la cosa è finita, è chiusa, è bloccata). Seconda: "se vi sono trattative in corso con altri gruppi interessati a rilevare l'IMVA ed il contenuto di tali trattative"...si è parlato dell'Enrietti, si è parlato dell'Alluver, si è parlato di gruppi giapponesi, sono tutte ipotesi che a mio avviso sono fantasiose, perché fino adesso non abbiamo avuto nessuna prova concreta, delle proposte precise. Terza: "quale è la precisa situazione patrimoniale debitoria dell'IMVA accertata dal consulente della Regione", è stata nominata una persona che ha fatto una perizia, questa persona sarà stata anche pagata dalla Regione, penso che sia diritto di tutti i Consiglieri regionali, delle Organizzazioni sindacali e dei lavoratori dell'IMVA sapere qual è il risultato di questa perizia. Quarta: "se risponde al vero l'affermazione che, nel caso di dichiarazione del fallimento dell'IMVA, la Regione presenterebbe immediatamente un fittizio piano di ristrutturazione e riconversione", non evidentemente per rilevare l'azienda, ma soltanto per mantenere la cassa integrazione per i dipendenti, se esiste questa prospettiva, chi all'interno della Regione sta lavorando per elaborare questo piano, quale struttura, quali funzionari, quali dipendenti stanno facendo questo lavoro. L'ultima domanda si ricollega al discorso che facevo prima: "quale iniziativa la Giunta intende..." prendere per dotarsi delle strutture con cui prevedere, anticipare situazioni come questa dell'IMVA, evitare che non si ripetano ogni sei mesi.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Brevemente, i compiti dei differenti organi regionali sono stabiliti in maniera tale che le Commissioni debbano discutere e preparare gli argomenti del Consiglio e non può il Consiglio discutere su proposte che sono in corso di perfezionamento, il Consiglio non può discutere di "forse", di "magari", di risposte incerte, sospensive o cose di questo genere, perché evidentemente a grande ragione i Consiglieri chiederebbero, di fronte ad un argomento di questo genere, che l'Esecutivo precisasse di quali proposte si tratta e di quale decisione sta trattando ed è chiamato a prendere; di conseguenza, le trattative non saranno mai di competenza delle Commissioni, né del Consiglio, e mi dispiace per certi Consiglieri. Intendo che l'Esecutivo assuma le sue responsabilità e, di conseguenza, per quanto riguarda la trattativa con la Broggi, verrà continuata così come per il passato...perché è sempre stato in questi casi il Presidente della Giunta a trattare le grosse questioni industriali e verrà continuato da me personalmente qualora vi siano delle ulteriori prospettive.

Venendo a quelle che sono le domande, direi che prima bisogna fare un brevissimo quadro di quella che è la situazione dell'IMVA; sull'IMVA pesa, purtroppo da quasi due anni, una seria minaccia di fallimento e la situazione deve essere studiata e chiarita in funzione di questa procedura che sottrae la disponibilità dell'azienda agli antichi amministratori, ma la sottrae anche a dei gruppi che eventualmente volessero riprenderla per affidarla al Giudice fallimentare e, attraverso lui, ad un curatore; quindi ci siamo preoccupati innanzi tutto di vedere in quale misura era possibile evitare il fallimento o, se questo si fosse dichiarato inevitabile, in quale misura si sarebbe potuto pilotare. In questi due anni c'è stata, nel 1976, una perizia regionale (ma i valori di allora evidentemente adesso sono superati); questi due anni...nel mese di dicembre scorso avevamo potuto avere finalmente in mano un bilancio, perché doveva essere depositata...dell'IMVA, con la precisazione fondamentale che i bilanci di quel genere sono soggetti a violente variazioni quando vi sia una variazione di fallimento, perché normalmente, anzi direi regolarmente, avviene che quando si dichiara un fallimento i debiti aumentano ed i crediti diminuiscono. L'IMVA si trova oggi ad avere circa 4.700.000.000 di oneri già defalcati, quindi anche questi 4.700.000.000 possono aumentare, già defalcati delle penalità INPS, e ad avere un attivo difficilmente cifrabile, perché dipende dal valore che viene dato ai macchinari; i macchinari possono valere 1.000.000.000 o 1.500.000.000 a fattura di acquisto, ma se dovessero esser messi all'incanto possono valere meno di 200 milioni, perché è difficile immaginare che qualcuno si presenti a comprare una pressa per il suo valore di acquisto, e di conseguenza lo scarto e l'enorme discrepanza tra attivo e passivo può aumentare.

Oggi, 14 marzo, secondo i miei calcoli, scade il termine dei 45 giorni più i 15 nei quali i liquidatori avrebbero dovuto presentare al Giudice fallimentare - visto che esiste l'istanza di fallimento dell'INPS - il piano di liquidazione; non mi risulta, almeno ieri pomeriggio questo non era stato fatto, e di conseguenza la situazione dell'IMVA in quanto società si aggrava sotto il profilo delle procedure fallimentari, perché probabilmente non ci si fermerà ad una dichiarazione di fallimento, ma verrà iniziato un procedimento per bancarotta, perlomeno per bancarotta semplice. Cosa cerca di fare la Regione in questo campo? Primo: di evitare che il fallimento possa, così come per legge, bloccare bruscamente i rapporti e di conseguenza mettere le maestranze, non più neanche in cassa integrazione, ma decisamente fuori dall'Azienda, questo può essere possibile. Dopodomani alle 4 ho un appuntamento con il Dottor Pessina, Giudice fallimentare, con l'Ufficio del Lavoro e con un gruppo che in misura molto più piccola può essere interessato per vedere come uscire da questa situazione, e se la Regione, direttamente o per interposta società, possa presentare un piano di ristrutturazione in modo da mantenere, con l'accordo del Giudice fallimentare, in cassa integrazione per un periodo "X" i dipendenti dell'IMVA, operazione questa che permetterebbe ad un gruppo che si è dichiarato disponibile a presentare un piano quinquennale, di avere il tempo di riassorbire lentamente i 200 dipendenti attuali dell'IMVA. Le trattative evidentemente continuano; è chiaro che certe resistenze, certe fughe, un certo sistema di non prendere posizione da parte di gruppi...evidentemente del gruppo Orlando...è anche dovuto al fatto che la "spada di Damocle" del fallimento fa sperare a questi gruppi industriali di poter succedere all'IMVA con un esborso decisamente minore.

Per quanto riguarda la posizione patrimoniale dei lavoratori...sono garantiti dai beni mobili esistenti (macchinari, scorte, e cose di questo genere); il primo come ordine di privilegio è il n. 1, di conseguenza fino a quando l'ultimo lavoratore non sarà stato interamente soddisfatto non vi è una lira disponibile per gli altri creditori privilegiati secondo l'ordine; il secondo è l'INPS, ma nella situazione attuale l'INPS rischia di prendere niente o pochissime lire, solo il di supero di quello che avviene. E di conseguenza l'IMVA, la situazione, verrebbe risolta se con il Giudice tutelare, Giudice fallimentare, troviamo questo accordo attraverso la presentazione di un piano ad abbastanza lunga scadenza, dove in primo luogo verrebbero...verrebbe ripresa la lavorazione dei bidoni, e più tardi altre lavorazioni si aggiungerebbero, lavorazioni sostitutive.

Per quanto riguarda le maestranze attuali, è in corso una difficile e lunga negoziazione per collocazioni differenti in differenti gruppi, vi sono...vi è un gruppo che vorrebbe riprendere direttamente ed artigianalmente le scale, vi sono delle possibilità di sistemare della manodopera femminile in un altro settore; vi è, forse, dico "forse" perché in tutta questa questione si è sempre parlato al condizionale, vi è forse una possibilità di riprendere la linea dei containers e di continuarla, ma in realtà il problema di fondo è che l'ex Guinzio Rossi e l'IMVA dopo sono state gestite in maniera tale - forse per inettitudine, direi anche molto per inettitudine, a gestire un'industria, ma anche per il tipo di lavorazione estremamente frammentario - che non potevano non arrivare ad una situazione debitoria di questo genere.

Non è escluso, non è impossibile però - così come dicevo la volta scorsa lo posso ribadire adesso -, non è escluso che, una volta chiarificata la situazione con un atto che però per noi doveva doverosamente essere evitato, e cioè quello del fallimento, ci sia una corsa di certi gruppi, in particolare l'Orlando, perché a quel momento lì sono garantiti di non avere un passato da riprendere, e anche per quanto riguarda le maestranze sono garantite, nel senso che quelle maestranze, in una maniera o nell'altra, dovranno essere liquidate prima di questo subentro.

Per quanto riguarda infine il 5° punto, che evidentemente mette sulla Giunta regionale delle questioni abbastanza difficili, credo che l'iniziativa fondamentale sia quella di non rivolgersi a dei gruppi che non abbiano le capacità tecniche industriali finanziarie tali da garantire che quando riprendono l'industria sanno anche portarla avanti.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Mah!...penso che sia anche inutile dirlo, non so...mi sembra che le parole stesse del Presidente della Giunta siano la testimonianza di quanto di più generico e di più insoddisfacente ci possa essere in una risposta su un problema che si trascina da 8 mesi!

Il Presidente della Giunta non ha detto né qual è la situazione delle trattative con la Broggi Izar, prima domanda, perché si è arenata, perché si è bloccata questa trattativa, non ha detto quali sono gli altri gruppi con cui si tratta, ha parlato vagamente di "altri gruppi" per cui ci sarebbe uno smembramento di operai, quindici, da una parte, quindici dall'altra, venti dall'altra...non ha detto chi sono questi qua, quali sono le prospettive, eccetera...ha parlato di un piano, la presentazione di un piano quinquennale e mantenere la cassa integrazione, non ci ha detto di chi è questo piano della Regione, di quale gruppo, chi è questo gruppo, come sta lavorando, riguarda tutti i lavoratori dell'IMVA, riguarda una parte?

Sulla situazione, sulla perizia ordinata dalla Regione non ci ha detto se è depositata, se farà avere alle Organizzazioni sindacali, ai lavoratori, ai Consiglieri una copia, in modo che tutti possano sapere queste cose. Sull'ultima domanda poi, addirittura invece di rispondere quale tipo di struttura, come pensa l'Amministrazione regionale di organizzare la cosa per affrontare i problemi dell'industria, dice che bisogna andare a cercare degli imprenditori seri! Ma penso che questa sia una cosa che tutti quanti sappiamo, il problema non è questo, il problema è che chi va a fare queste ricerche...quale struttura all'interno della Regione si occupa dei problemi dell'industria...questo io credo di sapere, e credo che sono tante, tante volte che noi le andiamo a chiedere.

Sulla prima cosa che ha detto il Presidente della Giunta, sul fatto che la Commissione permanente Industria e Commercio non ha il potere di affrontare i problemi di questo tipo non sono affatto d'accordo; io vorrei chiedere al Presidente della Giunta come mai la Commissione Industria, Commercio e Artigianato della Regione ha - si è riunita per tre volte ad affrontare il problema del prezzo dello zucchero - una questione che non è mai venuta in Consiglio...allora non riguardava la Commissione secondo il Presidente, eppure per tre volte la Commissione si è riunita su quello, ecco. Io invece ritengo che non le trattative evidentemente, non le trattative, perché è chiaro che le trattative non le deve fare la Commissione, ma i risultati di queste trattative, il modo in cui vanno queste trattative devono essere sistematicamente riportati in Commissione, così come in tutti gli altri ambiti in cui si può avere un'informazione da parte dei Consiglieri, da parte della cittadinanza, da parte dei lavoratori su come stanno andando le stesse. Comunque io sono completamente insoddisfatto della risposta.

Dolchi (P.C.I.) - Punto n. 20 dell'ordine del giorno.