Oggetto del Consiglio n. 120 del 14 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 120/79 - Adeguamento delle norme concernenti il divieto di circolazione su strade interpoderali alle esigenze turistiche della Regione. (Interpellanza del Consigliere Bajocco)

Interpellanza

Il sottoscritto Consigliere regionale,

Premesso che con legge regionale 1° aprile 1977, n. 18, la Regione ha stabilito "Norme di polizia per la circolazione dei veicoli a motore sul territorio della Regione" e che la sua applicazione ha determinato la chiusura al traffico veicolare della totalità delle strade interpoderali;

Preso atto delle numerose lamentele di abitanti della Valle d'Aosta nonché di turisti provenienti da altre regioni e nazioni in ordine alle difficoltà che l'applicazione della predetta legge ha frapposto per accedere alle nostre montagne e godere della loro bellezza;

Osservato che la Valle d'Aosta ha un rilevante interesse turistico e che da questo le proviene un reddito non indifferente per l'economia della Regione;

Osservato inoltre che le strade in oggetto sono state costruite con finanziamenti regionali e comunali;

Interpella

la Giunta regionale per sapere se essa non ritiene opportuno rivedere le norme fissate dalla legge 1° aprile 1977, n. 18, al fine di meglio salvaguardare gli interessi turistici della Valle d'Aosta.

Distinti saluti.

Aosta, 1° marzo 1979

F.to: Igino Bajocco

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Bajocco.

Bajocco (P.C.I.) - Non vorrei che questa interpellanza fosse presa, come il sottoscritto, così, "anti ecologia"...questa interpellanza è nata da questo aspetto perché si è creato un grande malumore intorno, attraverso l'opinione pubblica valdostana e attraverso tutti coloro che vengono in Valle d'Aosta per visitare le nostre bellezze, visitare le nostre montagne...venendo nella nostra Regione, molte volte arrivano fino ad un certo punto e poi non riescono più a percorrere quella strada perché vi sono i divieti poderali. Ecco, l'Amministrazione regionale spende ogni anno centinaia e centinaia di milioni per il turismo, spende centinaia di milioni per pubblicizzare quello che avviene in Valle d'Aosta, spende diversi soldi per cercare di portare più gente possibile nella nostra Regione e penso che con la legge, a mio avviso affrettata, con la legge del 1° aprile...non so se sia stata la legge del "pesce d'aprile" del 1977...così, ha creato veramente quanto così dicevo, un malumore attorno a tutta l'opinione della Valle d'Aosta.

Ecco, vi sono diverse persone che anni addietro, così, quando avevano un'età diversa, andavano nelle montagne; oggi gli anni corrono per tutti, diventa più vecchia questa gente, oggi non le diamo più la possibilità di arrivare al "mayèn" (traduzione letterale dal patois: "maggengo") tizio...al posto, o all'altro posto. Ecco, a mio avviso questa legge dovrebbe, così, essere rivista, rivista con dei criteri diversi, salvaguardando tutti quegli aspetti che riteniamo, ma ci deve così dare la possibilità, a tutti i cittadini aostani, ai turisti che vengono dall'Italia e che vengono dall'estero, a recarsi nelle nostre montagne.

Vi è anche in corso, da parte del Pretore di Donnas, un provvedimento che sembra che dichiari incostituzionale questa legge. Ecco, Signor Presidente, il fatto è questo: che una parte di queste strade, la gran parte di queste strade vengono costruite con i soldi dell'Ente pubblico, vengono costruite con i soldi di tutta l'opinione pubblica; non ritengo, personalmente non ritengo che a percorrere quelle strade possa essere solo chi è proprietario di quel suolo o chi è amico di quel proprietario, perché poi ci vediamo quando aprono la pesca...vediamo che i pescatori poveri diavoli devono recarsi al coso, al lago tizio...devono partire 6 ore prima e, quando arrivano su, si vedono già gli amici degli amici, perché sono proprietari di terreni, sono già là tranquillamente! Ecco, io chiedo alla Giunta che mi dia una risposta su tutti punti che ho richiesto.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz.

Marcoz (U.V.) - Innanzitutto comincio con il dire che non condivido assolutamente le opinioni espresse dal Consigliere Bajocco, e per certi motivi non condivido queste sue idee, perché l'interpellanza del Consigliere Bajocco non tiene conto assolutamente delle numerosissime lamentele provenienti dagli operatori agricoli che hanno preceduto...lamentele che hanno preceduto questa legge. La legge non è nata come un "pesce d'aprile", la legge è nata proprio su basi fondate, sulle lamentele fatte dai nostri operatori agricoli ed è bene ribadire allora, ancora una volta di più, che certe forme esasperate di turismo motorizzato di massa sono lungi dal giovare al turismo, sono di ostacolo al ruolo sociale e produttivo dell'agricoltura, nemmeno si possono ignorare le frequenti vessazioni di cui sono tutt'ora oggetto gli agricoltori della Valle da parte di certi turisti prepotenti che si approcciano alla montagna ed ai suoi abitanti per molestarli con i loro mezzi motorizzati. A me risulta che non corrisponde assolutamente al vero che le esigenze turistiche della Regione richiedano l'accesso motorizzato incondizionato a qualsiasi tipo di strada, è vero anzi il contrario per me, e ciò è dimostrato dall'esempio di certe Regioni, di certe nazioni turistiche più progredite di noi che del turismo pedestre hanno fatto un caposaldo per lo sviluppo delle loro zone montane. Guardiamo la vicina Svizzera...correlare ora il turismo all'uso in condizionato dell'automobile significa solamente per me - a mio modesto avviso - un salto all'indietro nei tempi, ricadere nell'associazione al culto dell'automobile in quanto simbolo di promozione sociale ed accettare supinamente una logica di sviluppo legata al consumismo ed allo spreco oggidì giustamente sempre più contestata. Il progresso va nel senso di un turismo naturalistico di massa avvalentesi di mezzi naturali, rispettoso della montagna, di chi ci vive, e di chi vive di montagna, il solo capace di assicurare un incremento continuo di flusso, non in antitesi con i valori ambientali.

La passata capillare penetrazione motorizzata in ogni angolo della Regione è stata responsabile ed è responsabile attualmente di devastazioni generalizzate della flora e della fauna ed i nostri contadini che vivono negli alpeggi ne sanno benissimo e ne sono al corrente. L'interpellanza dice ad un certo punto: "osservato inoltre che le strade...sono state costruite con finanziamenti regionali e comunali"...Consigliere Bajocco, tutti i contributi che la Regione eroga, dà, per la costruzione di mayèn, di...di fabbricati rurali, sono soldi di tutti quanti...lei si permette forse di andare in casa di questi signori? Non ci credo! Comunque la titolarità della sede viaria è irrilevante di fronte alla sua destinazione funzionale ed alla sua classificazione di legge.

Per quanto poi riguarda gli accessi, insomma, la legge è molto chiara. Non è vero nessuno possa accedere a certi fondi, la legge disciplina come si può accedere ai fondi, quindi veramente la legge del 1° aprile, non è un "pesce d'aprile", ma secondo me e secondo la Giunta va mantenuta, e semmai rafforzata ancora nei suoi contenuti.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Bajocco.

Bajocco (P.C.I.) - Ha preso la parola l'Assessore...è quello che difende tutto lui, fa tutto lui per l'interesse dei contadini! Guarda caso, nell'ultima parte, quando dice: "Vai a vedere, vai a vedere Bajocco come vive questa gente nei mayèn"...forse l'Assessore Marcoz non sa che il sottoscritto non è stato un anno solo a fare il "bitchoulì" (traduzione letterale dal patois: "colui che accudisce il bestiame"), ma è stato diversi anni a fare il bitchoulì nei mayèn ed il sottoscritto sa come vivevano allora e come vivono oggi...lo so molto bene, non c'è bisogno; forse l'Assessore Marcoz dovrebbe farlo anche lui un po' il berdzé (traduzione letterale dal patois: "pastore"), per poter capire un pò quella gente, anziché venire qui a fare delle affermazioni del genere! Ecco, io prima di tutto...il discorso delle lamentele, le lamentele che diceva l'Assessore degli operatori agricoli, ecco, io non riesco a capire questo, non riesco a capire proprio per nessuna ragione, a mille e trecento metri io faccio...così, a 1.300 metri c'è una pallina, fino a 1.300 metri dove il contadino ha tutta la sua agricoltura, dove semina le patate, il frumento, dove gli viene fuori l'insalata, fino a lì riescono ad arrivare le macchine, fino a lì la gente parcheggia, fino a lì può anche depositare certi cestini...guarda caso, in su, dove veramente non danneggerebbe maggiormente l'agricoltura, non si può andare! Io dico che dobbiamo creare delle norme diverse, prima di tutto bisogna educare, educare direttamente da parte della scuola i bambini, a scuola, gli insegnanti devono già partire da lì, insegnare ai bambini che i bambini a loro volta...i genitori di non abbandonare niente in giro, di non calpestare, di non distruggere, perché il bambino è molto sensibile su queste cose. Ecco, io non riesco a capire, così, questa perplessità e questa rigidezza da parte dell'Assessore Marcoz; la mia battuta del 1° aprile, guarda caso è una legge del 1° aprile...possono esserci tante altre leggi del 1° aprile che sono buone, non è una battuta...è stata una battuta scherzosa, questa, e il fatto è questo: che se noi vogliamo veramente fare l'interesse dei contadini...prima i nostri contadini potevano vendere il loro prodotto in loco, potevano venderlo direttamente al mayèn e nelle loro baite, oggi non lo possono più vendere... Io non penso che abbiamo fatto con questa legge l'interesse di questa categoria, non lo penso per nessuna ragione, perché molta gente allora si recava nei veri mayèn ed andava a comperare il burro, la fontina, il "séras" (traduzione letterale dal patois: "ricotta tipica")...il formaggio lo comperava direttamente da questa gente, oggi non si può fare! Io, così, invito la Giunta a rivedere, già che l'Assessore Marcoz è stato così rigido, invito il Presidente a non avere quella rigidezza, perché si può rivedere il problema e demandarlo ai Comuni, alle Comunità Montane; ecco, attraverso questi organismi, se noi ci crediamo...dobbiamo far lavorare loro su queste cose e creare delle norme ben precise, se vogliamo salvaguardare veramente la tutela della nostra Regione.