Oggetto del Consiglio n. 117 del 14 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 117/79 - Interventi per favorire la pratica degli sports popolari valdostani. (Interpellanza del Consigliere Minuzzo) - Aree in Comune di Brissogne, da destinare alla pratica degli sports popolari valdostani. (Interpellanza dei Consiglieri Carral, Péaquin e Tonino)

Interpellanza

Il sottoscritto Consigliere regionale del PSDI, Piero Minuzzo,

Vista la Convenzione stipulata dalla Giunta regionale con il Comune di Brissogne che prevede di attrezzare delle aree da destinarsi alla pratica degli sports popolari valdostani

Interpella

l'Assessore competente per conoscere:

1) detto Assessorato cosa intende fare per gli sports popolari valdostani;

2) se intende dare avvio ai lavori per attuare il progetto di un impianto sportivo per gli sports popolari valdostani.

Aosta, 23 febbraio 1979

F.to: Piero Minuzzo

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Interpellanza

I sottoscritti Consiglieri regionali,

Vista la presa di posizione della "Fédéraxon Sports de Notra Tera", inviata per conoscenza ai Consiglieri regionali in data 16 febbraio 1979;

Ricordato che due anni sono trascorsi dalla stipula di una convenzione fra Regione e Comune di Brissogne con la quale sono ceduti in affitto alla Regione mq. 126.630 di aree da determinarsi alla pratica degli sports popolari valdostani;

Rilevato che a tutt'oggi la Regione non ha ancora provveduto ad una idonea sistemazione delle aree;

Interpellano

il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti per conoscere le ragioni dei ritardi della Regione e quali sono i programmi della Giunta regionale in merito alla gestione di tali aree sportive.

Aosta, 1° marzo 1979

F.ti: Franco Carral - Sergio Péaquin - Tonino Alder

Dolchi (P.C.I.) - Al punto n. 15 dell'ordine del giorno abbiamo l'interpellanza del Consigliere Segretario Minuzzo, ed abbiamo analogo oggetto con l'interpellanza n. 22 dei Consiglieri Carral, Péaquin e Tonino. Tutti gli interpellanti fanno infatti riferimento ad una convenzione della Giunta con il Comune di Brissogne e ravvisano la necessità di conoscere i progetti relativi agli impianti sportivi per gli sports popolari valdostani. Chiedo quindi agli interpellanti ed al Consiglio se nulla osta che le due interpellanze vengano abbinate e quindi illustrate contemporaneamente con un'unica risposta e con due repliche. Ci sono obiezioni?

Allora la parola al Consigliere Segretario Minuzzo per l'illustrazione dell'interpellanza di cui al punto n. 15, abbinata all'interpellanza di cui al punto n. 22 dell'ordine del giorno.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Evidentemente per il problema della convenzione lascerò intervenire il collega Carral, che probabilmente ne sa un pochino più di me. Io ero a conoscenza di questa convenzione per cui il Comune di Brissogne aveva ceduto del terreno alla Regione per poter fare dei terreni di gioco per gli sports valdostani, e quindi avevo posto questa interpellanza; è chiaro che a questo punto sul problema della convenzione lascerò parlare il collega Carral.

Il perché di questa interpellanza: perché negli sports valdostani ci sono circa 2.500-3.000 associati, iscritti alla Federazione degli sports valdostani; ritengo che la Regione al momento sia abbastanza assente per quanto riguarda le agevolazioni che comunemente si danno agli altri sports per quanto riguarda l'Associazione Valdostana degli Sports Tradizionali; oltre tutto nel 1975 l'Associazione dello tzan, del fiolet e della rebatta e del palet aveva addirittura presentato un progetto per la costruzione, diciamo così, di uno stadio per gli sports tradizionali. Al momento non è ancora stato fatto niente, ritengo, se non quello di diserbare e spianare quel terreno che è stato ceduto dal Comune di Brissogne, che però adesso risulta essere in totale abbandono; collegato sempre a questo discorso degli sports tradizionali si potrebbe benissimo, a mio avviso, costruire un qualcosa che possa anche servire per la Bataille des Reines, che è infatti collegata a questa interpellanza. Volevo anche, sebbene non sia qui, e chiedo scusa...se l'Assessore è in grado di rispondermi, bene, sennò non ne farò nessuna questione, volevo conoscere la situazione del terreno che c'è dietro l'Hôtel Valle d'Aosta, dove generalmente si svolge la manifestazione della Bataille des Reines, come si intende utilizzare anche quel terreno, al limite, e se pure quello è destinato prettamente per la Bataille des Reines oppure se si può utilizzare diversamente...se l'Assessore può rispondermi, sennò non c'è nessun problema. Quello che mi interessa effettivamente è sentire l'Assessore o la Giunta, quali intenzioni ha per mantenere...e dare una mano alla Federazione degli Sports Valdostani.

Dolchi (P.C.I.) - Allora, chi illustra l'interpellanza iscritta al punto n. 22 dell'ordine del giorno? La parola al Consigliere Carral.

Carral (P.C.I.) - Io vorrei solo ricordare, come ha chiesto il Consigliere Minuzzo, la convenzione stipulata con il Comune di Brissogne, visto che ne ero stato direttamente interessato in quei tempi, cioè c'è un piccolo problema: quella zona adiacente all'Autoporto destinata dalla convenzione alla pratica degli sports valdôtains, sul piano regolatore di Brissogne - che spero poi qualcuno della Regione voglia approvare presto, o almeno darci una occhiata - è prevista come zona industriale, e quindi sarà ben difficile al momento che si possano attuare stabilmente delle zone per gli sports tradizionali. Per quanto riguarda il Comune di Brissogne dall'altra parte della Dora è prevista dal piano regolatore, vicino alle Carceri, ad ovest delle Carceri, una zona a "F" per gli sports valdôtains, visto e considerato che il Comune di Brissogne ha già per gli altri sports un campo sportivo in consorzio con il Comune di Quart che è benissimo attrezzato, è finito ed è una cosa magnifica, cioè quindi il Comune di Brissogne ha quella zona destinata prettamente agli sports valdôtains. Per questa zona qua ci sono dei problemi, sul piano regolatore è zona industriale, ci sarà comunque il passaggio della tangenziale, dell'uscita dell'autostrada e poi il Presidente della Giunta si ricorderà bene le richieste della Società Autoporto per l'allargamento di quella zona che serve per i servizi dell'uscita dell'autostrada; quindi io non so, cioè la convenzione, se mi ricordo bene, era stata fatta a condizione che non vi fossero stati insediamenti industriali...ecco, lascerei la parola al Consigliere Péaquin, per illustrare meglio.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Sovente si dice che il Consiglio regionale manca di programmazione nelle varie attività che interessano la Valle d'Aosta. Io penso che sia proprio il caso, anche in questa occasione, di dire che manca la programmazione in questo campo. E voglio approfittare di questa occasione di discussione per invitare proprio la Giunta regionale, l'Assessorato competente, a tenere nella giusta considerazione...almeno che l'Assessore o la Giunta mi dicano che lo stanno facendo, o l'abbiano già fatto, e che mi illustrino quali sono i piani. Questi sports tradizionali, questi sports della nostra terra...aveva già ricordato il Consigliere Minuzzo che circa 3.000 sportivi di tutte le età, vale a dire dai giovanissimi alle persone più anziane praticano gli sports tradizionali valdostani e questi praticanti sono tranquillamente per il 90 percento operai, contadini, lavoratori, gente proprio che vive di questo tipo, che pratica questo sport perché profondamente legato al tipo di vita e natura della nostra Valle.

Ecco, io credo che troppe volte si è pensato a questo tipo di sport come ad uno sport di seconda categoria, forse perché non sempre le pressioni venute da queste categorie di persone, di sportivi, proprio anche per la loro caratteristica contadina ed operaia, non hanno fatto pressioni nei confronti delle varie Amministrazioni, sia stato un pochettino messo in secondo piano.

Vediamo come l'intera Valle d'Aosta sia divisa in aree di influenza di questi sports, come un'area che ritengo sia la più grossa: quella che parte dalla Valle d'Ayas, da Brusson, Challant-Saint-Anselme e Challant-Saint-Victor, vi è tutto il centro Valle per arrivare fino ad Aosta, fino a Roisan, Pollein, dove si pratica lo sport dello tzan, e dove siano necessari per poter svolgere queste attività un certo numero di campi che, così, abbastanza facilmente, seppure non andando ad individuare delle aree eccessive per degli sprechi...a grosso modo potrebbero essere necessari circa una quattordicina di campi dislocati in queste aree.

Un'altra area di influenza è quella dello sport della rebatta, che comprende tutta l'area intorno ad Aosta, da Jovençan, Aymavilles, Gressan, Ollomont, Doues, dove si pratica lo sport della rebatta e dove si può, da semplicissimi studi, vedere che sarebbero necessari, per svolgere un'attività appena appena sufficiente, quattro campi, circa quattro campi.

Un'altra area: quella del fiolet, che prende tutta la Coumba Freida, l'Alta Valle fino a Courmayeur, dove, anche qui, per svolgere questa attività, sarebbero necessari dicevo un cinque campi; in totale si potrebbe dire che dovremmo andare ad individuare delle aree grossissime per un totale di 23 campi. Sappiamo quali sono le superfici, almeno si può facilmente sapere le necessarie; ecco, noi riteniamo che non è necessario che si facciano tutti qua, perché vedremo che per la medesima attività, per gli stessi sports: fiolet, rebatta e tzan possono essere utilizzate delle medesime aree, e come non sia sempre necessario...si potrebbe dire che una quindicina di campi potrebbero già soddisfare per il momento la necessità minima, direi...non sia necessario sempre andare ad acquisire, acquistare le aree che potrebbe portare a dei costi enormi, ma sia possibile agire attraverso il metodo della convenzione con i Comuni che hanno delle aree a disposizione. Il solo Comune di Pollein ha oggi un campo a disposizione per questi sports; infatti sul medesimo campo si pratica lo tzan, la rebatta ed il fiolet. Il Comune di Brissogne sta lavorando ed è a buon punto; il Comune di Châtillon è anche ad un buon punto. Altri Comuni della Valle hanno nei loro programmi l'indicazione di aree, stanno trattando i terreni per mettere a disposizione di questi...e, bisogna dire, anche qui, per avere chiara quale è l'influenza di questo tipo di sport, che di difficoltà vere e proprie nell'acquisire i terreni o nel convenzionare non esistono, proprio perché i praticanti di questo sport sono sovente i proprietari dei terreni, e proprio perché vi è un legame stretto fra il proprietario del fondo ed il praticante.

Ecco, io credo...volevo chiedere all'Assessore se esiste appunto un piano regionale dei tempi, un programma dei tempi per realizzare, mettere a disposizione di questi sports queste attrezzature, ed invitare a prendere contatti con le Amministrazioni comunali che già stanno lavorando in questo campo, per cercare di facilitare così la soluzione di questo problema che...poiché praticato da una massa così grande di gente, in modo particolare attaccata alla vera cultura, perché anche questa è cultura della propria terra...possa trovare risoluzione il problema.

Dolchi (P.C.I.) - Allora, chi è che risponde? La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.

Ramera (D.C.) - Risponderò solo in parte, perché credo che voglia rispondere anche il Presidente della Giunta.

Che cosa si è fatto per gli sports popolari...innanzi tutto vediamo i contributi: nel 1977, 32 milioni; nel 1978, 32 più 4, se verrà rifinanziata la legge; quindi credo che dopo il calcio e gli sports invernali siano il settore che ha ottenuto il maggior finanziamento possibile. Queste due...poi darei subito una risposta a Minuzzo per quello che concerne il terreno dove si svolge la tradizionale Bataille des Reines...il terreno è di proprietà regionale, si attende l'acquisto di un'ultima parte, per cui poi lì sarà destinato a Foro Boario.

Le due interpellanze per me si riallacciano ad un'interpellanza precedente sulle infrastrutture ricreativo-sportive per cui, già in quella sede, dissi chiaramente che quel magnifico piano che rimane è, anche quello, un "libro dei sogni"...non ha ancora ricevuto riscontro da nessuna delle Comunità Montane, no? ed il prossimo anno scade la legge...questo tanto per essere molto chiari. Quindi se nulla è stato ancora fatto, è proprio perché la legge 11 agosto 1976, n. 33, all'articolo 7 dice che gli impianti debbono prima essere riconosciuti dal Consiglio di particolare interesse regionale, ma debbono rientrare in quel piano famoso delle varie Comunità.

Io ho ricevuto, tramite i dirigenti della Federazione di sports "de noutra tèra" (traduzione letterale dal patois: "della nostra terra"), credo che fosse presente anche il Consigliere Voyat...abbiamo esaminato quella che è la possibilità di utilizzazione del terreno oggetto della convenzione tra il Comune di Brissogne e la Regione ed ho qui tutta una serie naturalmente di lavori che dovrebbero essere fatti; però, come dicevo prima, rientra in quella legge, quindi solo il Consiglio può superare queste cose.

Il fatto detto da Péaquin...ma io mi ritengo veramente stupito, perché non sapevo che la Valle d'Aosta fosse una regione di grandi latifondi...per cui, se dovessimo dar luogo alle ambizioni dei 74 Comuni che intendono avere 74 campi di calcio la cui media è di 10.000 metri quadri per campo, se poi si dovessero fare anche i 23 campi per gli sports popolari, io vorrei sapere la nostra agricoltura quanto terreno si vedrebbe alienato, come minimo...che quanto dice Péaquin sia però una cosa che la Regione avrebbe dovuto seguire fin da lungo tempo...e io mi ricordo che l'ho suggerito, anche quando eravamo in Consiglio comunale di Aosta, di stipulare convenzioni particolari tra le squadre ed i proprietari di terreni di un dato Comune...mi sta anche bene, però allora come si fa a coinvolgere tutta la Regione in una serie di convenzioni di questo genere se noi non le conosciamo, se i dirigenti stessi della Federazione degli sports popolari non lo hanno fino a questo momento precisato? A loro interessava, almeno io le ho ricevute 10 giorni fa...interessava semplicemente dar corpo a questa convenzione, perché essendo in un luogo strategico abbastanza accessibile per tutti, ed essendo il terreno così ampio, poteva soddisfare le esigenze di moltissime squadre e degli sports tradizionali, cioè la rebatta, il fiolet, lo tzan, eccetera, quindi io ritengo, per quanto riguarda i contributi, di avervelo l'ho detto; per quanto riguarda invece la convenzione, devo dirvi anche quelle che sono state le difficoltà dovute alla legge in corso, e per il resto lascio la parola al Presidente della Giunta, in quanto la convenzione è stata fatta praticamente dalla Presidenza della Giunta ed il Comune stesso di Brissogne.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Per quello che so - io ho giocato solo a fiolet in vita mia -, gli sports valdôtains sono degli sports primaverili, che normalmente si spostano con il ritiro della neve...no, si gioca in fondovalle ad una certa stagione, si gioca a...e poi a Ville-sur-Nus e si sale man mano, cioè non sono degli sports, per quanto so io, che richiedano delle attrezzature stabili importanti, devono rimanere, a mio avviso - può darsi che sbagli -, degli sports popolari, nel senso che con l'arrivo della primavera si svolgono questi tornei, questi giochi, e poi normalmente si sviluppa l'attività agricola.

Ho seguito proprio i casi citati da Péaquin, di Châtillon e di altre località dove abbiamo anche fatto un esproprio, con i proprietari consenzienti per favorire una località nella quale si potessero incontrare invece squadre provenienti da diversi punti della Valle d'Aosta; sarei però dell'opinione che questi sports mantenessero il loro carattere spontaneo e la caratteristica di occupare una certa stagione, molto limitata, e non trasformarsi invece in qualche cosa di più stabile. A questo proposito eravamo intervenuti con il Comune di Brissogne per una convenzione in cui però quel terreno, se ricordo bene...era stato detto fin dall'inizio che era la soluzione provvisoria, in quanto quel terreno doveva essere scelto per questo tipo di attività, abbiamo...a dare un minimo di possibilità di gioco, in attesa che si facessero invece delle convenzioni, ma questo tra squadre e proprietari nelle varie zone ed ai vari livelli, perché evidentemente a Vertosan non si gioca nel momento in cui si gioca ad Aosta, e questa convenzione con il Comune di Brissogne - l'ha ricordato bene Carral - si è fermata a questo tipo di intervento, proprio per la discussione del piano regolatore. Inizieremo dei contatti diretti con il Comune di Brissogne per fare una serie di scelte che si impongono, e cioè manteniamo la disponibilità del terreno per il futuro prolungamento; adesso non parliamo di tronchetto, ma per il futuro prolungamento di un certo tipo di infrastrutture viabili, c'è il problema delle Carceri, c'è il problema dell'Autoporto...ora, queste sono scelte comuni fra Comune di Brissogne e la Regione, e su questo punto di dovrà discutere.

Io farei anche qui una proposta pratica: se potessimo incontrarci con gli interpellanti ed i responsabili degli sports valdôtains, io sono a disposizione...perché? Perché vorrei che fosse precisato che tipo di sport si vuole praticare. Noi siamo disponibilissimi a finanziare uno sport tradizionale che mantenga i suoi caratteri tradizionali e, in questa ottica, direi che uno sbancamento, un inerbimento di un certo tipo di terreno è largamente sufficiente, perché insomma l'attrezzatura del fiolet ognuno se la porta dietro, poi si contano le...secondo i pali messi, a che distanza arriva, la rebatta e lo tzan non richiedono delle attrezzature...se fosse quel piano che credo Minuzzo avesse in mano e che aveva ad un certo momento aperto, non prevedeva niente di straordinario, come intervento, cioè i terreni rimangono disponibili per l'agricoltura, dopo che si sono svolti questi giochi. Quindi, se gli interroganti sono d'accordo, potremmo vederci in questo senso; c'è ancora da aggiungere - a quanto diceva Péaquin - se le associazioni sono d'accordo per queste convenzioni...c'è ancora da aggiungere forse il palet e qualche altro tipo di sport che si pratica soltanto in Bassa Valle.

Noi avevamo fatto la legge che legava questo tipo di infrastrutture alle Comunità Montane ed a delle scelte fatte a quel livello. Purtroppo, probabilmente anche per difficoltà di accordi attraverso i Comuni, per adesso le Comunità Montane non hanno fatto queste scelte. Vi è un piano generale delle infrastrutture turistiche che dovrà essere discusso dal Consiglio e quindi se prepariamo prima, per lo meno la parte che riguarda gli sports valdôtains, anche quel piano potrà essere discusso, tenendo presente quelle che sono le esigenze delle varie associazioni; insomma, per usare un termine inadatto, della categoria degli sports valdôtains e, per quanto riguarda il Comune di Brissogne, se il Comune decide di mantenere quel terreno a destinazione industriale, per concludere la questione, è una scelta che può essere validissima e possiamo metterci d'accordo in quel senso.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Segretario Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Io mi dichiaro in parte soddisfatto. Concordo con il Presidente quando fa notare la particolarità degli sports tradizionali, però io dicevo - e ribadisco - che, lasciando così lo svolgimento di questi sports, cioè che seguano lo scioglimento della neve come ha detto il Presidente, crearne un impianto fisso affinché si possano fare delle manifestazioni anche estive per i turisti...insomma, sono sports tradizionali, per cui un impianto fisso...che si possano fare delle manifestazioni in tutto l'arco dell'anno, perché seguendo il concetto che giustamente ha detto il Presidente, certamente queste manifestazioni non si potranno fare nel mese di giugno, o agosto, non si gioca più. Però, siccome la federazione, l'associazione almeno, alcuni esponenti, a me hanno detto che questo impianto lo volevano per questo motivo, per poter svolgere delle competizioni in tutto l'arco dell'anno, escluso naturalmente il periodo invernale, ritengo che attrezzare un impianto...che poi non ci vuole molto, per carità, basta mettere una rete di cinta, e qui c'è tutto il progetto, l'avrà visto anche il Presidente, per cui non è una grossa spesa, cioè, intesa in questo senso, lasciare praticare lo sport come è sempre stato fatto finora...però un impianto attrezzato per cui la gente, i turisti, chi vuol vedere queste competizioni possa andare in un terreno attrezzato adeguatamente per questi tipi di manifestazioni...nello stesso terreno poi, al limite, si potrebbe fare la Bataille des Reines...ci sia un campo attrezzato, dove la gente abbia la possibilità di sedersi.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Io sono sicuramente d'accordo su quanto dice il Presidente, per un incontro tra gli interpellanti e comunque chi vuole interessarsi del problema, con le associazioni degli sports tradizionali, per verificare cos'è necessario veramente e non andare a fare dei progetti faraonici.

Ecco, non sono...penso anch'io che non sia necessario che si facciano dei grandi impianti, delle grandi strutture, perché per praticare questi sports è necessario, salvo proprio uno da tenere...non lo so, ma non credo neanche sia proprio necessario...questi campi, basta che abbiano una certa dimensione, certo, se l'andamento del terreno non è molto livellato, meglio ancora...ecco, non sono d'accordo con l'Assessore Ramera nel dire che nella Regione non ci siano dei grandi latifondisti, perché per praticare questi sports non c'è bisogno di grossi latifondi. Oggi, solo per lo tzan, ci saranno 60 squadre che giocano contemporaneamente, e giocano su terreni dove si fa agricoltura, ma giocano molto, adesso, nei terreni dove non si fa agricoltura. Queste aree, infatti...non si è parlato di 60 campi solo per lo tzan, ma sono arrivato a parlare di 15-18-20 campi per tutti gli sports, e possono essere secondo me tranquillamente recuperati in zone dove non portano alcun danno per l'agricoltura, nessun danno, di nessun tipo; per il fatto che è discutibile, si può discutere su quanto dice il Presidente Andrione: che è uno sport che si fa in primavera; poi, mano mano che la stagione avanza, ci si innalza verso le montagne.

Certo, questa è la tradizione, questo è vero, ma è vero anche perché diventa impossibile stare in basso e diventa anche molto..."tradizione" può essere interpretata valida in questo senso: che vadano in montagna anche i giocatori può essere una tradizione, però questa è una necessità, perché non è più possibile praticare i campi in Bassa Valle. Ecco, uno studio attento può far individuare delle aree a metà altezza nel fondovalle, nell'alta montagna, dove si possa disputare tutto l'anno. Ecco, sapremo che oggi si gioca in primavera però si fa anche il trofeo di autunno e sappiamo come in pieno ferragosto vengano svolti già dei tornei di questo tipo. È uno sport destinato ad essere praticato turante tutto il periodo dell'anno.

Per quanto riguarda...ecco, è una questione da approfondire, avevo dimenticato prima proprio l'area del palet, l'area della quinta Comunità Montana...mi pare adesso si giochi anche ad Aymavilles e ad Issogne...necessità di poche strutture, 4 o 5 campi che possono, campi...qui bisogna parlare di strutture coperte, perché campi all'aperto...il gioco del palet si gioca un po' dappertutto, basta un leggero minimo spiazzo...esiste un campo a Châtillon, ma io penso che forse possano essere recuperati. Qui il compito è dei Comuni, delle Comunità Montane, penso che possano sopperire, senza che sia la Regione a dover intervenire...tanto vale dei campi coperti per il palet. Che le Comunità Montane non abbiano ancora mandato i loro programmi, è vero, ci stanno lavorando sopra, lo sappiamo tutti, arriveranno senz'altro, però bisogna che la Regione si trovi preparata ad affrontare il problema.

Dolchi (P.C.I.) - Allora io farei la proposta al Consiglio di invertire il punto n. 17 con il punto n. 16 dell'ordine del giorno, se i Consiglieri Tripodi e Nebbia me lo consentono, in modo da esaurire le interpellanze del Consigliere Minuzzo, e riconquistare quindi il Consigliere Segretario al tavolo della presidenza.

Ci sono obiezioni da parte dei colleghi Tripodi e Nebbia?