Oggetto del Consiglio n. 116 del 14 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 116/79 - Problemi concernenti i prelievi di sangue umano nella Bassa Valle e l'utilizzazione del sangue raccolto in Valle d'Aosta. (Interpellanza del Consigliere Minuzzo)

Interpellanza

Il sottoscritto Consigliere regionale del PSDI, Piero Minuzzo, venuto a conoscenza che a tutt'oggi è ancora irrisolto il problema dei prelievi di sangue nella Bassa Valle, tenuto conto che i prelievi del Centro Trasfusionale proseguono con regolarità, anzi in questi primi mesi vi è stato un incremento di prelievi e a tutto questo si deve considerare che nel 1978 sono stati letteralmente buttati via circa 2.200 flaconi di sangue, che oltre al danno morale hanno provocato anche un danno di circa 50 milioni

Interpella

l'Assessore alla Sanità per conoscere quali azioni intenda intraprendere per far sì che si possa risolvere il problema e non si verifichino questi fatti inqualificabili.

Distinti saluti.

Aosta, li 22 febbraio 1979

F.to: Piero Minuzzo

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Segretario Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - ...perché penso che, così, con l'incontro avuto come Commissione Sanità e con il Direttore del Centro Trasfusionale, si era arrivati in linea di massima a trovare un accordo. Era stato ritardato probabilmente questo accordo, però si era equivocato su una parola, sulla questione del centro mobile per i prelievi del sangue.

Ecco, questa mia interpellanza era stata fatta dopo che uscì un comunicato dell'AVIS in cui si diceva che le sezioni di Pont-Saint-Martin - mi sembra - e di Verrès, non aderivano più all'AVIS valdostana, ma aderivano...andavano a fare le donazioni fuori Valle. Ecco, preoccupato di questo fatto, ho posto questa interpellanza all'Assessore perché, sebbene ne riconosca tutte le sue capacità, tutta la sua buona volontà di mediazione, di cercare di risolvere i problemi, ritengo che in certi casi debba anche imporsi per la risoluzione di certi problemi.

Abbiamo visto che per questo problema specifico sembrava che qualcuno non volesse e non avesse alcuna volontà a cercare di risolvere questo problema. Dopo di questo è saltato fuori un altro problema che ritengo quanto mai importante e grave, e cioè che il Consiglio dei delegati del Centro Trasfusionale si rifiutavano addirittura di lavorare il sangue che in eccedenza. C'è un esubero di sangue per cui i donatori vanno al Centro Trasfusionale e si fanno salassare poi questo sangue, al limite non viene lavorato quando...qui non so se risponde a verità...quando addirittura viene buttato.

Ecco, io chiedo all'Assessore se dopo l'incontro avuto con il Dottor Artaz c'è un qualcosa di più concreto, oppure le cose sono ancora ferme a quel momento, e quali intendimenti, quali prese di posizione intende assumere presso il Centro Trasfusionale per cercare di risolvere questa cosa che si sta trascinando ormai da sette-otto mesi.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Non sto a raccontare tutti gli...della questione dell'AVIS, credo che siano noti a tutti, anche perché è la seconda interpellanza che riguarda l'AVIS.

Nell'incontro che si è fatto nei laboratori, cioè al Centro Trasfusionale, con il Dottor Artaz ed il Presidente della Commissione Sanità, si era precisato, in quella riunione, quale era a nostro avviso la linea d'azione, cioè come ci si doveva muovere per cercare di risolvere quella che era la situazione transitoria. Si era detto che un modo per risolverla era quello di addivenire ad una razionalizzazione delle donazioni, cosa su cui i donatori e le varie sezioni...cosa che è stata confermata proprio ieri, in una riunione che si è fatta appositamente, in cui sono stati convocati il Dottor Artaz, il Presidente dell'AVIS regionale, il Presidente dell'Ente Ospedaliero, ed il medico regionale, naturalmente per chiarire quali erano le posizioni e cosa si poteva fare.

Dicevo, in quella riunione si era detto che la deliberazione era quella di giungere ad una donazione...diciamo che si doveva scendere dalle quattro donazioni possibili alle due donazioni, le quali naturalmente avrebbero dovuto limitare l'afflusso di sangue, e quindi, essendoci l'impossibilità o almeno la non disponibilità totale di portare il sangue in esubero in altre zone in cui ve ne fosse necessità, naturalmente questo avrebbe evitato che il sangue dovesse poi essere buttato, come è stato detto. Ora, il problema era quello, ed era essenzialmente il problema della raccolta nei centri periferici; nella riunione di ieri, in cui è stato ribadito al Dottor Artaz quella che era l'impostazione portata avanti in quella stessa riunione, era stato detto della necessità di convocare la Commissione di cui alla legge n. 592, la quale Commissione in quella sezione sembrava che avesse anche il compito di giudicare l'idoneità o meno dei medici al prelievo. La legge non prevede questo; la legge prevede solo che tale Commissione, che ha valore consultivo, debba essere sentita per l'apertura di nuovi centri di raccolta, vale a dire per valutare l'idoneità dei locali, cosa che in ultimo atto spetta al Medico Regionale e deve essere sentita, a titolo preventivo, questa Commissione. Tale Commissione, che tra l'altro non era stata più rinnovata, e il numero dei membri, il quale ha una parte politica e poi ha il Presidente dell'Ente, e diversi così, diverse persone le quali cambiano naturalmente col cambiare delle cariche politiche...la nomina su designazione, che è già avvenuta dal Consiglio, avviene però a livello ministeriale, a livello di Roma, quindi noi naturalmente abbiamo già trasmesso il nome...aspettiamo che sia convocata; però problema fondamentale non è tanto quello, il problema fondamentale è e rimane la difficoltà che crea l'interpretazione letterale, quella che è la legge. Finora si era data un'interpretazione abbastanza elastica, vale a dire i centri periferici, anche se non avevano un responsabile designato, avevano un medico ed un infermiere fino a otto mesi fa, poi c'era stata la carenza di infermieri - cosa che era stata sollevata, che avevo detto nella passata interpellanza - e, siccome era stato chiesto di avere tre infermieri, avevamo provveduto a designare questi tre infermieri, quindi la disponibilità medico-infermiere, vale a dire del personale che deve provvedere all'azione manuale, cioè al fatto del prelievo in sé c'è, però il problema è questo: siccome i flaconi devono essere numerati, oltre a questo deve essere fatta una carta di accompagnamento di carico e scarico in cui naturalmente il medico si assume la responsabilità. Ora, affinché il medico si assuma la responsabilità, questo deve essere naturalmente collegato con quella che è la figura del Primario del Centro Trasfusionale.

Cosa succede? Che se il Primario del Centro Trasfusionale non si assume in prima persona questa responsabilità il medico periferico che può fare questo...praticamente salta un anello, diventa scollegato - questa è una difficoltà che è stata sollevata ancora ieri -, cioè si dice: è necessario, vogliamo che siano i medici del Centro Trasfusionale ad andare, e non viceversa. Ora, quindi, rimane questa difficoltà, si è cercato di chiarirlo, il Medico Regionale può dare questa direttiva, però rimane sempre il fatto di scollegamento effettivo. Ripeto: se non c'è questa volontà di appianare, ripeto, non c'è ancora, non c'è, cioè questa responsabilità del Primario praticamente, indipendentemente da chi raccoglie, c'è un medico e, in quanto medico, è idoneo a fare une salasso a non importa chi, e può portare poi questi flaconi di sangue; quando sono stati prelevati possono essere naturalmente trasportati al Centro che lo deve poi utilizzare, vagliare, e naturalmente classificare secondo i gruppi e secondo tutte le necessità dell'Ospedale. Se non avviene questo, se il Primario non si assume questo, naturalmente si salta un anello, cioè potrebbero esserci dei casi in cui...chi è che ne risponde di questi flaconi?

Siccome la legge prevede che il tutto debba essere collegato, e questo naturalmente deve anche essere superato, infatti lo stiamo studiando con la riforma sanitaria in cui parla chiaramente di presidi sul territorio di raccolta, cosa che invece attualmente non c'è, perché la legge che è ancora in vigore, che vale per il Centro Trasfusionale con cui l'AVIS ha una convenzione...quindi non è un organo regionale l'AVIS, è una libera associazione di donatori, i quali si sono convenzionati con il Centro Trasfusionale per dare un tot numero di sangue...naturalmente che è venuto ad aumentare, quindi questo è un primo problema che, ripeto, è molto delicato, però fintanto che non è sanato non è così semplice, non è come un ordine scritto che si sana questo...ecco, tanto per chiarire.

Mentre per il resto, cioè per il fatto di limitare questo, invece...è una conclusione che, nonostante non ci sia stata l'unanimità, cioè il fatto di accettare questo che verrà imposto, vale a dire che si dirà "non si accettano più", si farà ad un certo punto un ordine scritto con cui le donazioni avverranno secondo questo calendario, su tutto il territorio; però, il punto più delicato da chiarire è questo, non so ancora dire come andrà a finire perché, ripeto, è un punto molto delicato, poiché si tratta di responsabilità oggettive che uno deve prendersi per questo flacone che, dal momento che parte dal paziente deve arrivare all'utilizzo, all'altro paziente in ultima analisi, quindi questo è l'anello che, ripeto, non è ancora stato chiarito. Per il resto questi punti, secondo quanto era stato detto in quella visita, cioè secondo quella Commissione, devono essere limitati su tutto il territorio, per cui se mettiamo come ipotesi la necessità di utilizzo a 7.000 flaconi, anche se poi utilizzati naturalmente sono solo la metà, ma se si valuta che rispetto al numero degenti, rispetto all'utilizzo, cosa che è tutta da verificare, le necessità sono 7.000 flaconi, benissimo, 7.000 su un tot di donatori fa che su tutta la Valle, tenendo presente che tutte le sezioni AVIS sono d'accordo a giungere a questo, cioè da non andare più al Centro se non come chiamata, mentre fino adesso cosa succedeva? che quelli di Aosta che avevano maggiori possibilità andavano, anche perché purtroppo c'era l'altro fatto che chi andava a donare il sangue ha la giornata pagata, quindi andava lì e poi sapeva che se andava lì e non lo riceveva diceva: qui chi è che mi paga la giornata? Il piccolo particolare che si era inserito in questo contesto, per cui - ripeto - la situazione è questa.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Segretario Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Evidentemente posso dichiararmi soddisfatto per la risposta, certamente non della non risposta, perché, ancora una volta, ci troviamo fermi e dobbiamo sottostare ai ricatti di chi vuole per forza il centro mobile; fintanto che il centro mobile non ha i prelievi per la Bassa Valle non verranno assolutamente fatti, anche per l'interpretazione della legge, per cui confido che al più presto venga attuata questa riforma sanitaria di modo che possiamo toglierci questa spina dal fianco. Ripeto: sono soddisfatto per la risposta datami dall'Assessore, certamente non per i risultati che può dare la stessa.