Oggetto del Consiglio n. 159 del 20 dicembre 1950 - Verbale
OGGETTO N. 159/50 - CONCESSIONE E LIQUIDAZIONE DI UNA SOVVENZIONE STRAORDINARIA ALL'ENTE PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO A TITOLO DI CONTRIBUTO REGIONALE NELLE SPESE PER L'IMPIANTO DI UN GIARDINO BOTANICO ALPINO. - APPROVAZIONE E FINANZIAMENTO DI SPESA.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. ARBANEY, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione della Divisione Agricoltura e Foreste, concernente la proposta di concessione e di liquidazione di una sovvenzione straordinaria a favore dell'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, a titolo di contributo regionale nelle spese per l'impianto di un giardino alpino, relazione di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Nel corso dell'ultimo conflitto il giardino alpino "Chanousia", sito nei pressi del Colle del Piccolo S. Bernardo, veniva pressoché distrutto. Successivamente, per effetto delle modifiche della linea di frontiera, il territorio in cui sorgeva detto giardino veniva trasferito sotto la sovranità francese. Non possibile, attualmente, conoscere se il cennato giardino alpino verrà ripristinato.
L'Ente Parco nazionale Gran Paradiso, in considerazione del fatto che un giardino alpino assomma in sé molteplici finalità (scientifiche, educative e turistiche) che sono proprie dell'Ente Parco stesso, ha stabilito di impiantarne uno in zona compresa entro il perimetro del Parco, allo scopo di sopperire alla perdita della "Chanousia". Il giardino di cui si tratta sarà impiantato, secondo i criteri esposti nell'allegata relazione, probabilmente in Valnontey (Cogne).
Le spese all'uopo occorrenti sono valutate, in via presuntiva, in circa Lire 12.000.000.
Le principali voci di spesa da sostenersi per la realizzazione del giardino di cui si tratta sono le seguenti:
- acquisto terreno;
- sistemazione terreno;
- installazione impianto irriguo;
- costruzione fabbricato da adibirsi a laboratorio,
- residenza del direttore e magazzino;
- acquisto attrezzi per la lavorazione del terreno;
- acquisto apparecchiatura scientifica;
- approvvigionamento piantine e semi.
L'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso non potrebbe, da solo, fronteggiare le spese di cui sopra ed ha richiesto che l'Amministrazione regionale contribuisca nelle spese stesse mediante una congrua elargizione.
Quanto sopra premesso:
Ritenuta l'opportunità di concorrere, per motivi di interesse scientifico, educativo e turistico, nelle spese per l'impianto di Un giardino alpino entro il perimetro del Parco Nazionale Gran Paradiso;
Considerato che nel bilancio corrente esercizio risulta all'uopo disponibile la somma di Lire 3.500.000;
Si propone che il Consiglio deliberi:
1) di approvare la concessione e la liquidazione a favore dell'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso della somma di Lire 3.500.000 (tre milioni cinquecento mila), a titolo di contributo straordinario nelle spese per l'impianto di un giardino alpino, in zona compresa entro il perimetro del Parco stesso.
2) di ordinare l'emissione del relativo mandato di pagamento, con quietanza del tesoriere dell'Ente medesimo (Cassa di Risparmio di Torino - Succursale di Aosta), con imputazione della corrispondente spesa all'art. 89 del bilancio corrente esercizio "Contributo al Parco Nazionale Gran Paradiso", che presenta la necessaria disponibilità.
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ALLEGATO:
CARATTERISTICHE di un GIARDINO ALPINO particolarmente in relazione al Giardino Alpino da impiantarsi nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.
UBICAZIONE: - Un giardino alpino del tipo di quello da impiantare nel Parco Nazionale del Gran Paradiso non deve limitarsi ad essere semplicemente una collezione di piante alpine destinate esclusivamente ai botanici; ma deve più ancora assolvere un altro compito: ossia quello di diffondere, con la conoscenza, non solo delle piante più rare, ma anche di quelle più comuni dei nostri monti, l'amore ed il rispetto per tanti tesori vegetali che passano il più delle volte inosservati, ma che spesso vengono anche barbaramente distrutti o per incoscienza, o, per vero e proprio spirito vandalico.
Per rispondere a questi scopi, giardino deve dunque essere facilmente accessibile non solo agli alpinisti od agli escursionisti, ma anche a coloro che in montagna si limitano a semplici passeggiate entro un raggio limitato dal luogo di residenza. L'ideale sarebbe perciò una sistemazione analoga a quella di "Chanousia", su una strada di grande transito, e possibilmente in zona non troppo soggetta a distruzioni in caso di conflitto. In mancanza di ciò, basterà che il giardino sorga a distanza non grande da una stazione di villeggiatura molto frequentata, in modo da poter essere a portata non soltanto di quelli che vi si recano apposta, ma anche di visitatori casuali; poiché proprio questi hanno maggior bisogno di essere educati nel senso anzidetto.
A queste condizioni risponde bene la località proposta in occasione della visita al Parco effettuata, al principio di ottobre, ossia il pianoro situato sulla sinistra orografica al termine della, carrettabile che da Cogne conduce in Valnontey.
ALTITUDINE. - La località accennata si presta ottimamente, dal punto di vista dell'altitudine, all'impianto di un giardino alpino. Infatti a quella altezza (circa m. 1.600), salvo casi eccezionali, possono attecchire sia le piante di alta montagna che quelle di media montagna (p. es. rose).
ESPOSIZIONE. - Il giardino non deve trovarsi in luogo troppo chiuso, in modo da avere una buona insolazione durante l'estate; occorre però che, durante la stagione invernale, rimanga permanentemente coperto dalla neve, in modo da non lasciare le piante esposte al gelo. Non deve, inoltre, essere battuto da venti troppo forti. La località proposta in Valnontey risponde probabilmente a queste esigenze, perché ivi la valle si apre, ma non eccessivamente. Occorrerebbe, durante l'inverno 1950-1951, controllare se effettivamente queste condizioni si verificano nel pianoro dove dovrebbe sorgere il giardino.
PENDIO. - I1 giardino dev'essere situato su un pendio, il quale però non dev'essere troppo accentuato; occorre anche qualche tratto pianeggiante.
Anche da questo punto di vista il pianoro di Valnontey è in ottime condizioni: situato ai piedi di un pendio piuttosto accentuato (il fianco sinistro della Valle), permette di avere tutte le inclinazioni desiderabili.
ACQUA. - E' questo uno dei punti più importanti per un giardino alpino: mentre per quanto riguarda le altre caratteristiche di cui già si è detto sono possibili adattamenti entro limiti abbastanza elastici, è assolutamente indispensabile che l'acqua sia disponibile in grande quantità entro il giardino stesso. Occorre che il giardino sia attraversato da un ruscello, e se questo non vi esiste già, occorre portarcelo. In tal caso occorrerà porre gran cura nel tracciarne il percorso entro il giardino, onde sfruttarlo il meglio possibile. Esso dovrebbe avere un tracciato a zig-zag, in modo che l'acqua sia sempre facilmente raggiungibile in qualunque parte del giardino stesso. Almeno un tratto del ruscello, poi, dovrà essere pianeggiante, ed ivi bisognerà creare una specie di laghetto, profondo almeno m. 1,50 o 2; da un lato la riva scenderà piuttosto bruscamente in acqua; dall'altra sarà invece pianeggiante e paludosa. In questo laghetto, e sulle rive, dovranno trovar posto le piante acquatiche e quelle di luoghi umidi, paludi e torbiere alte.
Se sarà possibile, almeno in un secondo tempo, si potranno sistemare nel giardino (come già a "Chanousia") condutture con rubinetti e raccordi per innaffiare mediante una sistola; diversamente occorrerà provvedere a scavare piccole vasche le quali, riempite dal ruscello, possano servire ad attingere acqua con l'innaffiatoio.
Il pianoro di Valnontey ha un tracciato di ruscelli artificiali destinati all'irrigazione, una parte dei quali potranno servire tal quali, mentre di altri si dovrà modificare il tracciato; comunque non dovrebbe essere difficile condurre nel giardino dal vicino torrente una buona quantità d'acqua, mediante un canale da tracciare piuttosto alto, in modo che l'acqua sia disponibile anche sulla parte inferiore del fianco della valle.
SISTEMAZIONE. - Nel giardino devono essere riprodotti i diversi ambienti in cui vivono le piante alpine: acqua e ambienti di torbiera e palude, come già si è detto sopra; ghiaioni piuttosto umidi; roccia; sassi; pascolo, ecc. Le piante andranno disposte, evidentemente, secondo il loro ambiente naturale; inoltre, andranno tenuti presenti criteri di estetica. Non si ritiene utile, invece, una distribuzione basata sulla sistematica, perché, tranne due o tre eccezioni, le varie famiglie sono rappresentate da scarso numero di specie, e la distribuzione riuscirebbe quindi troppo frammentaria. Adottando invece criteri ecologici ed estetici, si ottiene nello stesso tempo una buona riproduzione della realtà ed un migliore aspetto del giardino.
I singoli esemplari dovrebbero essere disposti a conveniente distanza (non troppo grande) gli uni dagli altri, ma non separati assolutamente da divisioni in pietra od altro, le quali danno al giardino un brutto aspetto di cimitero, falsano la riproduzione della natura e non hanno, in definitiva, nessuna vera utilità pratica. E' molto meglio avere i ciuffi di piante gli uni accanto agli altri e tenerli separati sfoltendoli periodicamente ai margini.
I vialetti potranno in un primo tempo essere di semplice terra battuta, ma dovranno poi venire ricoperti di ghiaia (da riunire in mucchi in autunno per evitare dispersione eccessiva per opera della neve); meglio ancora, si potranno, anche un po' per volta, lastricare con pietre piatte in modo che negli interstizi del lastricato possano spuntare erbe spontanee ovvero opportunamente scelte. I viali in terra battuta sarebbero impraticabili durante le piogge: i viali lastricati avrebbero su quelli ghiaiati, oltreché vantaggi estetici, anche quello di non richiedere praticamente alcuna manutenzione.
Per l'indicazione dei nomi delle piante sarà bene ricorrere ad etichette rettangolari di zinco, appuntite ad una estremità, da conficcare direttamente nel terreno, e scritte con comune inchiostro zincografico. Etichette di questo tipo hanno fatto ottima prova alla "Chanousia", dove se ne trovano ancora attualmente: esse sono rimaste perfettamente leggibili nonostante oltre dieci anni di abbandono.
A parità di durata queste etichette sono indubbiamente le più economiche, poiché si possono tagliare con facilità da lastre di lamiera di zinco da pochi decimi. Dal punto di vista estetico, invece, e per ottenere una facile leggibilità anche da una certa distanza, si può pensare ad altri tipi di cartellini, per esempio, in zinco, di circa cm. 9x12, in modo da consentire l'impiego di caratteri più grandi, e montate su un gambo in tondino di ferro protetto con vernice antiruggine. Oppure in smalto o ferro smaltato con le indicazioni a fuoco. Oppure ancora (ma queste sono di minore durata) in lamiera di ferro verniciata di bianco (con vernice a smalto) e con le indicazioni in vernice nera.
Poiché questi ultimi tipi di etichette vengono ad essere notevolmente più costosi, si potrebbe limitarne l'impiego alle piante più importanti ed interessanti per la maggioranza del pubblico (ne basterebbero probabilmente un migliaio, ed in un primo tempo anche solo 500 circa), riservando le altre per l'uso corrente. (Nel giardino alpino di Champex Lac, in Svizzera, tutte le piante, indistintamente, sono munite di etichette di zinco confitte nel terreno; le più importanti recano, inoltre, un cartellino di maggiori dimensioni con l'indicazione stampigliata per incisione con uno dei comuni alfabeti a punzone).
Sulle etichette grandi deve trovar posto, oltre all'indicazione del genere, specie e varietà, anche quello della famiglia e della provenienza della pianta, o meglio della sua origine e distribuzione geografica. Sulle etichette piccole basterà indicare genere, specie e varietà. Infine, per le etichette da impiegare nel vivaio, o per altre etichette "di servizio", potrà bastare un numero di riferimento ad elenchi o registri appositi; così queste etichette potranno essere impiegate indefinitamente anche per piante diverse.
ANNESSI E ACCESSORI. - E' assolutamente indispensabile che sul luogo stesso del giardino vi sia l'edificio comprendente i locali della Direzione, della sistemazione dei semi raccolti, della custodia degli attrezzi, nonché l'abitazione del Direttore e del personale addetto alla custodia ed alla manutenzione del giardino, e specialmente l'abitazione del Direttore. Mentre infatti il personale addetto alla manutenzione osserverà l'orario determinato, il Direttore non avrà praticamente orario e gli capiterà spesso di lavorare sino a tarda sera, oppure la mattina presto e di aver bisogno di consultare libri, o di raccogliere materiale che si trova sul luogo. Inoltre l'aver l'abitazione sul luogo gli eviterà la perdita di tempo dovuta alla necessità di recarsi a prendere i pasti ed a pernottare altrove, e lo metterà in grado di dedicarsi interamente al giardino.
Per quanto riguarda l'attrezzatura, non occorrerà che quella normale per la coltivazione, manutenzione e raccolta degli esemplari (innaffiatoi, vanghe, zappe, rastrelli, vanghette, picozzine).
Saranno, invece, necessari in gran numero bustine di carta oleata per la raccolta e lo scambio semi.
RACCOLTA DEGLI ESEMPLARI E FORMAZIONE DELLE COLLEZIONI. - Il primo nucleo verrà costituito raccogliendo direttamente le piante sui monti circostanti e trapiantandole nel giardino, in modo da popolare rapidamente una parte delle aiuole e poter aprire il giardino ai visitatori. La raccolta potrà estendersi ad altri monti, nei limiti consentiti dalla trasportabilità delle piante col loro apparato radicale e possibilmente la zolla. Sarebbe bene ottenere, se possibile, l'autorizzazione a prelevare (con criterio!) una parte degli esemplari sopravvissuti alla "Chanousia", sebbene questi non siano più molto numerosi né comprendano piante molto pregevoli.
Si amplieranno poi le collezioni mediante scambio di semi con altri giardini alpini e con orti botanici delle regioni nordiche. A questo scopo sarà bene sin dal primo anno raccogliere quanti più semi sarà possibile anche dalle piante spontanee, non solo dei dintorni del giardino, ma anche di altre località alpine, siano tali piante rappresentate già nel giardino o meno; si avrà così modo di preparare un buon catalogo dei semi offerti per il cambio, da far stampare in congruo numero di copie (100-150) per avviare le relazioni.
Oltre alle piante strettamente alpine potranno trovar posto nel giardino anche piante semplicemente montane: saranno tuttavia da, scartare le piante arboree e gli arbusti di mole notevole, a meno che non si voglia creare per queste piante un reparto apposito.
COLLEZIONI SPECIALI. - Nel giardino si potranno allestire anche collezioni speciali: per esempio, riunire in un apposito reparto le principali piante alpine medicinali, quelle usate per la preparazione dei liquori, ecc. Quando il numero degli esemplari lo consentirà, sarà utile anche riunire in aiuole separate le piante aventi una medesima origine: per esempio quelle dei Pirenei, dell'Islanda, delli Himalaya, del Gran Sasso, ecc.
Sarà molto utile mettere in evidenza, illustrandole con apposite diciture, quelle piante che siano particolarmente rare sui nostri monti e che abbiano, quindi, particolarmente bisogno di essere protette contro il vandalismo dei raccoglitori, sia professionisti (erboristi) che occasionali. Per esempio: Aethionema Thomasianum, Narcissus poeticus, Gnaphallium Leontopodium, ecc.
EVENTUALE SVILUPPO DEL GIARDINO ED ALTRE INIZIATIVE CONNESSE. - Il giardino alpino, se situato in località adatta, potrà in breve tempo svilupparsi sino a divenire sede di collezioni scientifiche veramente importanti. Accanto alla parte dell'alpineto propriamente detta, si potranno, ove lo spazio lo consenta (e sarebbe questo il caso del pianoro proposto in Valnontey), effettuare prove di coltivazione delle piante alpine medicinali e da liquore, in modo da diffondere, quando ciò è possibile, la nozione che queste piante possono coltivarsi e raccogliersi a moderata altitudine, risparmiando tempo e fatica e soprattutto evitando di distruggere entità floristiche preziose, spesso in viti di scomparsa.
Per quanto riguarda il lato più strettamente scientifico, al giardino dovrebbe essere annesso un laboratorio, sia pur modesto, dove poter determinare e studiare le piante; e si potranno compiere importanti ricerche non solo sulla flora e vegetazione dei dintorni, ma anche sulla biologia delle piante alpine. Si potrà, gradatamente, creare un piccolo museo (del tipo di quello esistente un tempo alla "Chanousia"), ove illustrare al pubblico le curiosità naturalistiche (botaniche, zoologiche e mineralogiche) della zona. Una cosa interessante sarà la creazione di un erbario, il più possibile completo, di piante alpine e montane.
Il pianoro di Valnontey si presterebbe bene, data la sua estensione, anche a ricerche di tipo agrario (miglioramento del pascolo, colture alpine, fertirrigazione, ecc.).
EVENTUALI SORGENTI DI FONDI PER IL GIARDINO. - Mentre l'ingresso al giardino dovrà essere assolutamente libero e gratuito, l'esperienza insegna che i visitatori sono solitamente assai desiderosi di comprare cartoline illustranti il giardino e le piante più belle, ovvero di poter portare seco piantine o mazzetti di fiori. Se quindi venisse ritenuto opportuno, si potrebbero porre in vendita cartoline e riproduzioni fotografiche, ed anche coltivare, in apposito reparto, un certo numero di specie destinate alla vendita. Siccome si dovrà giungere alla proibizione assoluta di raccogliere piante nell'interno del Parco, i compratori dovranno venir muniti di una ricevuta attestante la qualità, la quantità e la provenienza lecita dei fiori.
PERSONALE. - Per quanto riguarda il personale addetto alla manutenzione del giardino, finché questo non diverrà molto esteso, basterà un solo giardiniere, al quale potrà pure essere affidata la custodia. Potrà essere necessario assumere temporaneamente mano d'opera per i grossi lavori di impianto, o in altri casi eccezionali.
Istituto Botanico dell'Università di Ferrara
26 Ottobre 1950.
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L'Assessore Geom. ARBANEY ricorda che il giardino botanico alpino "Chanousia", sito nei pressi del Piccolo San Bernardo, è stato pressoché distrutto nell'ultimo conflitto ed illustra brevemente la relazione surriportata.
Informa che è intendimento dell'Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso di procedere alla costruzione di un nuovo giardino botanico alpino entro il perimetro del Parco stesso e, precisamente, nell'alta Valnontey (Cogne).
Ritiene che, essendo tutta la zona del Parco Nazionale destinata a favorire gli studi stilla flora e sulla fauna alpine, la località scelta sia la più adatta per la costruzione di un giardino alpino che, oltre a richiamare in Valle d'Aosta gli studiosi, incrementerà anche l'afflusso di turisti.
Il Consigliere Dr. NORAT esprime parere favorevole alla concessione del sussidio proposto; ritiene che la zona prescelta sia più adatta della zona del Piccolo San Bernardo.
Aggiunge che la Regione non deve lesinare il suo contributo per studi il cui scopo è la conoscenza, la protezione e la conservazione della flora e della fauna alpine, studi che interessano anche la Regione per i vantaggi che ne deriveranno alla Valle d'Aosta.
Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET esprime, a nome dei Consiglieri del gruppo social-comunista, vivi sensi di compiacimento per la proposta della Giunta di sussidiare la creazione di un giardino botanico alpino in Valle d'Aosta.
Elogia l'iniziativa dell'Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso; che tende a continuare una bella e gloriosa tradizione valdostana.
Ricorda le nobili figure dell'abate Chanoux e dell'abate Henry, i quali, oltre ad adempiere alla loro alta missione di sacerdoti, hanno dedicato la loro vita allo studio della flora alpina valdostana.
Cita pure il Prof. Lino Vaccari, il quale, sebbene non valdostano di nascita, può ritenersi valdostano per l'amore che portò alla Valle d'Aosta e per i suoi studi che hanno contribuito a valorizzare la nostra flora alpina.
Ritiene che il nuovo giardino alpino costituirà un'attrattiva non solo per gli studiosi della flora ma anche per i turisti.
Ritiene ottima la scelta della località che è riparata dai venti, ha un clima mite ed è di incomparabile bellezza. Fa presente che nel territorio di Cogne fioriscono rarissimi esemplari di piante medicinali.
Prospetta l'opportunità che la direzione e l'amministrazione del nuovo giardino siano affidate a persona che, oltre ad avere la necessaria competenza, sia appassionata negli studi di botanica alpina.
Aggiunge che a detta persona dovrebbero essere affidate anche altre mansioni; fra altro, ad esempio, l'incarico dell'insegnamento della botanica nella nuova Scuola di Agricoltura di Aosta, nonché l'incarico di tenere conferenze in materia di botanica alpina e di erbe e piante officinali affinché la popolazione possa conoscere e coltivare piante medicinali. Rileva la necessità di insegnare tale materia anche nelle scuole.
Conclude, rilevando che la conoscenza delle erbe e delle piante medicinali può apportare anche un vantaggio economico alla popolazione ed, in particolare, ai raccoglitori delle piante alpine medicinali.
Il Consigliere Sig. CUAZ dichiara di approvare la proposta di sussidio a favore dell'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso per il finanziamento delle spese per l'impianto di un giardino botanico alpino e sottolinea l'opportunità e l'utilità della conoscenza e della raccolta delle erbe e delle piante medicinali e della produzione di semi delle erbe e piante stesse.
Rileva che vicino alla località in cui dovrebbe sorgere il nuovo giardino alpino vi è una estensione di parecchi ettari di terreno di torbiera che potrebbero essere bonificati.
L'Assessore Geom. ARBANEY precisa che compete al Consiglio di amministrazione dell'Ente Parco Nazionale de1 Gran Paradiso stabilire i criteri per l'impianto e la gestione del nuovo giardino alpino. che non può sorgere in terreno acquitrinoso ad evitare il pericolo e i danni del gelo.
Su richiesta del Consigliere Geom. G. NICCO, precisa che la località Valnontey è facilmente accessibile e che non è stata scelta la zona del Lauzon perché non è facilmente accessibile.
Osserva che in Valle d'Aosta, ogni anno, si tengono corsi, molto frequentati, in materia di piante e di erbe alpine medicinali; precisa che lo scorso anno è stato tenuto un corso a La-Thuile.
Ritiene, a tal uopo, che sia indispensabile che nelle scuole si istruiscano bene gli alunni sulle varie specie di erbe e piante medicinali alpine e sulle loro proprietà terapeutiche; a tal fine ritiene che, per poter istruire bene gli alunni, gli insegnanti dovrebbero frequentare appositi corsi speciali da istituirsi.
Fa presente che per la raccolta delle erbe e delle piante medicinali occorre avere una licenza speciale.
Il Consigliere Geom. G. NICCO fa presente che i raccoglitori di erbe medicinali ben poco ricavano dalla vendita delle erbe stesse: l'utile maggiore va, purtroppo, agli intermediari rivenditori; per tale ragione prospetta l'opportunità che da parte della amministrazione regionale o di altro Ente sia promossa la istituzione di un apposito centro di raccolta per evitare le speculazioni degli intermediari.
Il Consigliere Col. FERREIN dichiara di essere pienamente favorevole alla concessione del sussidio proposto a favore dell'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso per la costruzione di un nuovo giardino botanico alpino, in sostituzione del giardino alpino "Chanousia", semidistrutto nell'ultima guerra; raccomanda che tale encomiabile iniziativa sia realizzata al più presto.
Ritiene necessario che la direzione e l'amministrazione del nuovo giardino siano affidate a persona particolarmente competente ed appassionata in materia di studi botanici, quali erano l'Abate Chanoux e l'Abate Henry e quale è il Prof. Lino Vaccari.
Riferisce che, avendo assunto informazioni per sapere a quale persona avrebbe potuto essere eventualmente affidata la direzione del nuovo giardino alpino, gli furono segnalati il già nominato Prof. Lino Vaccari, i Peyronnel (padre e figlio) ed alcuni altri valenti studiosi appartenenti alle Università di Milano, Pavia e Bologna.
Per quanto concerne la località dove sorgerà il nuovo giardino, ritiene che sia molto adatta, essendo stata prescelta da persone competenti.
Osserva che determinate qualità di erbe vivono all'altitudine di circa duemila metri e forse non attecchiranno a Valnontey.
Si augura che l'Ente del Parco del Gran Paradiso possa, in seguito, costruire un altro piccolo giardino botanico alpino ad una altitudine superiore a quella del giardino di Valnontey.
Ritiene che l'istituenda Scuola di Agricoltura di Aosta possa fare studi ed esperimenti sulla coltivazione delle erbe da foraggio per il miglioramento dei pascoli alpini.
Conclude, rilevando la necessità che il nuovo giardino botanico alpino sia dotato degli strumenti ed apparecchi scientifici occorrenti per gli studi, seguendo l'orientamento e i criteri adottati dall'Abate Chanoux e dal Prof. Lino Vaccari.
L'Assessore alla Pubblica Istruzione, Dott. BERTHET, informa che nei programmi di insegnamento delle scuole elementari é previsto l'insegnamento di nozioni di erboristeria in genere, con particolare riguardo alle erbe e ai fiori alpini.
Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET prospetta l'opportunità che ogni scuola elementare sia dotata di un erbario con quadri murali a colori e che gli alunni siano poi condotti in gita a visitare, a scopo istruttivo, il nuovo giardino botanico alpino.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni e chiedere chiarimenti, invita il Consiglio a procedere alla votazione, per alzata di mano, per l'approvazione della proposta di concessione del sussidio di Lire 3.500.000 di cui si tratta.
IL CONSIGLIO
ritenuta l'opportunità che la Regione concorra nelle spese per l'impianto di un giardino alpino entro il perimetro del Parco Nazionale del Gran Paradiso;
considerato che nel bilancio corrente esercizio finanziario all'articolo 89 "Contributo al Parco Nazionale Gran Paradiso" risulta stanziata e disponibile la somma di Lire 3.500.000;
ad unanimità di voti;
Delibera
1) di approvare la concessione e la liquidazione a favore dell'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso della somma di L. 3.500.000 (tremilioni cinquecentomila), a titolo di contributo straordinario nelle spese per l'impianto di un giardino alpino, in zona compresa entro il perimetro del Parco stesso.
2) di ordinare l'emissione del relativo mandato di pagamento, con quietanza del Tesoriere dell'Ente medesimo (Cassa di Risparmio di Torino - Succursale di Aosta), con imputazione della corrispondente spesa all'art. 89 del bilancio corrente esercizio "Contributo al Parco Nazionale Gran Paradiso", che presenta la necessaria disponibilità.
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