Oggetto del Consiglio n. 146 del 20 dicembre 1950 - Verbale

OGGETTO N. 146/50 - SOCIETA' "COGNE" - PROGRAMMA DI LICENZIAMENTI DI PERSONALE - SITUAZIONE F1NANZIARIA - (MOZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI SIGNORI PERRON MAURIZIO, MANGANONI CLAUDIO, BOTTEL GIOVANNI, VACHER CANDIDO E ARMAND BENIAMINO).

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri Signori Perron Maurizio, Manganoni Claudio, Bottel Giovanni, Vacher Candido e Armand Beniamino, concernente l'oggetto: "Società Nazionale ''Cogne" - Programma di licenziamenti di personale - Situazione finanziaria ", mozione di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Monsieur le Président du Conseil régional

Nous vous prions de bien vouloir porter la motion suivante dans l'ordre du jour de la prochaine réunion du Conseil régional.

Les Conseillers soussignés

ayant appris que le comité directeur de la "Cogne" a exprimé l'intention de procéder au licenciement d'environ 1500 personnes, et considérant que cette solution facile et expéditive, loin de résoudre les difficultés actuelles de la "Cogne", ne pourrait en réalité que jeter dans la misère 1500 familles de travailleurs et léser profondément par ses répercussions les intérêts économiques de la Vallée d'Aoste, désirent

que le Conseil de la Vallée se prononce sur ce programme de licenciement,

prennent

acte de la position favorable assumée par l'ing. Pasquali à l'égard de ces licenciements

rappellent

que, dans le Conseil d'administration de la "Cogne'', l'ing. Pasquali n'est pas seulement membre de ce Conseil, mais y est aussi en qualité de représentant du Conseil régional et par conséquent

demandent

de savoir d'après quel mandat l'ingénieur Pasquali a agi en donnant son avis favorable au programme de licenciement en question, et que soit faite une ample relation au Conseil régional afin de connaître la véritable situation de la "Cogne".

Aoste, le 7 décembre 1950

Signés:

Perron Maurice

Manganoni Claudio

Bottel Jean

Vacher Candido

Armand Beniamino

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M. le Conseiller PERRON illustre brièvement la motion reportée ci-dessus et expose ce qui suit:

"L'intention manifestée par le comité directeur de la "Cogne" de recourir à des licenciements pour remédier aux difficultés actuelles de cette société a produit une assez grande inquiétude dans la Vallée et particulièrement dans les centres directement intéressés à la prospérité de la "Cogne", comme Aoste, La Thuile, Morgex.

Il est évident que si ces mesures de licenciements venaient à être adoptées, non seulement de nombreuses familles se trouveraient soudainement plongées dans la misère, mais les intérêts économiques de la Vallée se trouveraient eux aussi gravement endommagés par l'accroissement du chômage dans notre région.

D'après les affirmations faites par l'administrateur délégué de la "Cogne", Mr. Bordin, il appert que le Comité directeur de la "Cogne" a approuvé à l' unanimité ce projet de licenciements.

Or, si ces affirmations correspondaient à la vérité, ce serait grave, car dans le comité directeur il y a aussi Mr. l'ingénieur Pasquali, qui est aussi représentant du Conseil régional dans le Conseil d'administration.

On me répondra peut-être que le Conseil d'administration n'est pas le Comité directeur, mais je pense qu'il serait bien difficile de pouvoir assumer une attitude dans le comité directeur pour en prendre une différente dans le Conseil d'administration.

Voilà pourquoi j'ai présenté avec d'autres collègues cette motion qui reflète l'anxiété des travailleurs de la "Cogne" et je désire savoir quelle a été et quelle est la position de l'ingénieur Pasquali à l'égard de ces licenciements et dans l'éventualité que cette position ait été favorable, je désire également savoir d'après quel mandat ces licenciements ont été approuvés, tout en sachant qu'ils auraient lésé les intérêts de la Vallée."

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Il Consigliere Sig. MANGANONI rileva che i presentatori della mozione "demandent de savoir d'après quel mandat l'ingénieur Pasquali a agi en donnant son avis favorable au programme de licenciements en question, et que soit faite une ample relation au Conseil régional afin de connaître la véritable situation de la Cogne".

Precisa che i presentatori della mozione intendono, quindi, che l'Ing. Pasquali risponda alla succitata domanda.

Il Vice-Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, riferisce quanto segue:

Il quesito che oggi ci è posto è sostanzialmente di conoscere la situazione attuale della Naz. "Cogne" e quanto si può temere o sperare per il futuro, pur premettendo che non è mai stato questione di chiudere alcuno stabilimento o reparto della Società.

Cominciamo col parlare di quanto è avvenuto nell'anno in corso.

La situazione dei primi mesi di quest'anno è nota. Contro una situazione patrimoniale che era ed è ottima, e su questo nessuno ha mai espresso dubbi, vi era una situazione di tesoreria che destava gravi preoccupazioni.

La situazione di Tesoreria era in buona parte conseguenza delle difficoltà di collocamento come quantità e come prezzi di prodotti siderurgici e delle condizioni di pagamento a lunga scadenza che era necessario concedere ai clienti.

La conseguenza della mancanza di circolante si era andata aggravando, e per alcune quindicine si sono avute gravi difficoltà per effettuare i pagamenti delle retribuzioni.

A più forte ragione i pagamenti dei fornitori erano dilazionati più di quanto non fosse possibile, e presso le banche si erano raggiunti i limiti estremi dei crediti concessi alla COGNE.

E' superfluo ricordare l'azione svolta per ottenere un concreto interessamento dell'azionista. Era evidente che nessuna possibilità di risanamento era ammissibile sino a quando allo sbilancio dell'esercizio industriale si aggiungevano le spese che salivano a centinaia di milioni per interessi alle banche e gli oneri conseguenti al mancato pagamento dei contributi agli Istituti di Previdenza, Assicurazione e Mutue. A questi si aggiungevano tutti gli oneri indiretti che sempre si accompagnano alla mancanza di denaro liquido. L'aumento di capitale è stato concesso in due miliardi; questo aumento è però la metà di quanto sarebbe stato necessario, dato che un capitale adeguato alle necessità e alla importanza della Società COGNE avrebbe dovuto arrivare ai dieci miliardi, ossia due in più degli otto miliardi che si raggiungevano con l'ultimo aumento.

L'aumento di capitale ha permesso di ridurre per pari ammontare il debito verso le banche, e quindi di ridurre fortemente le spese per finanziamento.

La Società COGNE ha pure richiesto da molto tempo un finanziamento di due miliardi all'IMI. Per questo finanziamento lo Stato ha concesso una speciale garanzia, ma purtroppo non si è ancora arrivati a un risultato concreto; e così non si è ancora riusciti a portare a buon fine il piano di consolidamento dei debiti presso gli Istituti di Assicurazione e di Previdenza e le Casse Mutue.

Dal punto di vista finanziario si può quindi affermare che l'apporto di capitale da parte dell'azionista è stato insufficiente, e che il ritardato realizzo del prestito IMI non permette di realizzare il consolidamento dei debiti che sarebbe urgente effettuare.

Evidentemente il problema finanziario non è che un lato del problema. Per ottenere un esercizio economico occorre produrre molto; produrre a buon costo, e vendere a buon prezzo.

Produrre molto: lo sforzo concorde di tutti ha fatto si che la produzione commerciale di acciai degli Stabilimenti passasse, per gli acciai da Tonn. 5.100 mensili del 1949 e primi mesi del 1950 alle Tonn. 6.800 di questi ultimi mesi. Non si sono avute variazioni notevoli nella produzione di ghisa.

E' possibile ancora incrementare queste produzioni?

Per la ghisa è prevista la rimessa in efficienza di un secondo alto forno. Per gli acciai si potrà ancora ottenere con le nuove installazioni in corso di montaggio un aumento non molto forte, e si può prevedere di giungere e leggermente superare le Tonn. 7.000 mensili di prodotto commerciale.

Ogni qualvolta è stato possibile prevedere l'assorbimento del mercato, le lavorazioni sono state spinte al massimo compatibile degli impianti, anche se incerto il risultato economico.

Naturalmente per ottenere un aumento della produzione ed una riduzione dei costi occorre anche perfezionare gli impianti: in questo campo posso dirVi che nei primi dieci mesi di quest'anno sono stati spesi oltre 850.000.000, e che i lavori in corso, solo negli stabilimenti siderurgici, ammontano ad altri 800 milioni. Questi lavori in corso saranno pronti nel primo semestre 1951, con una spesa che in un anno e mezzo supererà certamente i 1.700 milioni.

Naturalmente sono pronti altri studi per miglioramenti di impianti per importi notevolissimi, ma, mentre questi impianti permetterebbero di incrementare la produzione, non è egualmente certo che le riduzioni dei costi che si otterrebbero sarebbero tali da compensare le quote di ammortamento, ed oltre tutto per questi nuovi impianti occorrerebbero finanziamenti adeguati.

Per la parte commerciale sono continuati gli sforzi per incrementare le vendite diffondendo su un più largo strato di consumatori la conoscenza degli acciai COGNE; è stata fatta una concentrazione delle Filiali: ed è stata incrementata la creazione di rappresentanze a provvigione.

Riduzione spese generali ed economie in genere.

Quanto è stato fatto in questo campo non è appariscente, e ciò è naturale in quanto, ad esempio, le persone direttamente o indirettamente interessate non hanno moralmente interesse a divulgarlo; però Vi posso assicurare che un buon taglio è stato fatto, e che anche dal punto vista "pubblicità", partecipazioni a mostre, sovvenzioni varie, è stato eliminato gran parte di quanto costituiva spese che non portano un discreto vantaggio per la Società. Credo che andare più oltre porterebbe a danni dal punto di vista commerciale.

Quali sono stati i risultati?

Lo sbilancio economico, che era arrivato nei primi mesi di quest'anno a deficit mensili che non è esagerato definire paurosi, è andato gradatamente migliorando: i costi hanno manifestato una costante tendenza alla diminuzione. E, tenuti presenti tutti i fattori che sono già entrati in gioco, anche se tutti i risultati saranno realizzati fra qualche mese, si può ritenere acquisito che buona parte del deficit mensile sia sanato. Naturalmente questo non vuol dire che di fatto già nel mese in corso sia tutto acquisito: significa invece che quanto è stato fatto ed è in corso di esecuzione porterà, e ci auguriamo in breve tempo, al risanamento parziale sopra indicato.

Ho esposto dei fatti e indicato delle cifre. Ora ci si deve chiedere se si può completare il risanamento continuando per le sole strade fino ad oggi seguite. Gli studi fatti hanno escluso che, allo stato attuale delle cose, questa possibilità esista, e ciò per varie ragioni; sono in corso maggiorazioni dei costi delle materie prime; dalle leghe pregiate al coke; i prezzi di vendita degli acciai speciali hanno subito aumenti assai ridotti, tanto che per le acciaierie di acciai speciali che usano rottami non è stato assorbito nemmeno il maggior costo del rottame. Analogamente per gli acciai da utensili non si è ricuperato che minima parte del maggior prezzo dei leganti contenuti. La concorrenza estera è attivissima, e sono di questi giorni: il trattato commerciale con la Svezia, che prevede l'importazione di Tonn. 3.500 di acciaio inossidabile e Tonn. 5.000 di altri acciai speciali, ed il trattato commerciale con la Francia che prevede importazioni per Tonn. 9.000 di acciai speciali.

Per concretare le idee, solo le importazioni di acciai speciali dalla Svezia e dalla Francia corrispondono in totale ad oltre due mesi e mezzo di produzione finita della COGNE. Per ragioni evidenti questi acciai costano meno dei nostri.

In aggiunta ed a complemento di quanto fatto nei settori finanziari commerciali e tecnici, restavano i settori che interessano più direttamente i lavoratori. La cifra di deficit che restava da sistemare portava con un calcolo puramente economico ad una riduzione di personale di numero molto forte di unità e anche tenuto presente che in queste cifre sono compresi gli anziani ancora a libro paga, ma già sospesi, e gli anziani ed ammalati che si sono aggiunti in questi ultimi anni, si tratta di un totale che non può non essere impressionante. Né il Consiglio di Amministrazione, né il Comitato Direttivo hanno preso nessuna deliberazione concernente i licenziamenti ed ogni affermazione in merito a posizioni più o meno favorevoli prese da Consiglieri o da Membri del Comitato in merito a deliberazioni, non avvenute, è falsa.

Questo non vuol dire che non esistano necessità improrogabili di sanare lo sbilancio che, per quanto ridotto, è tale da portare al dissanguamento della Società, e che sia necessario richiedere ai lavoratori della COGNE di sopportare la loro parte di sacrifici: su quali voci? E sino a che punto?

Il Comitato Direttivo ha esaminato molte di queste voci e l' Amministratore Delegato della COGNE è stato incaricato di esaminare e trattare il problema con i rappresentanti dei lavoratori e la questione è tuttora aperta; occorre augurarsi che un accordo possa essere ottenuto al più presto e che i sacrifici oggi necessari diventino almeno in parte non più necessari nel futuro.

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Il Consigliere Sig. VACHER riferisce quanto segue:

La situazione odierna della "Cogne", come si è potuto facilmente rilevare da qualche mese a questa parte, è in netta ripresa economica, tale da rendere assolutamente inspiegabile, direi addirittura, inconcepibile, tutta la fretta, il desiderio dimostrato dagli organismi responsabili della "Cogne" di tentare il licenziamento di forti aliquote di dipendenti, a tutti note.

Si tratta di oltre 1500 persone.

Perché tutto questo, se non per il gusto di scompaginare, di recare grave danno e molestia a lavoratori che si guadagnano duramente il loro pane?

Si trova veramente la "Cogne" in questa dura necessità?

No, assolutamente no!

Lo dimostrano le cifre delle ordinazioni in continuo aumento, della sua clientela, molta della quale, purtroppo, è costretta a rivolgersi altrove per le proprie necessità in fatto di acciai speciali.

La situazione ordini potrebbe indubbiamente risultare migliore e più efficace se una ottima e più presente organizzazione commerciale sapesse immedesimarsi del problema fondamentale dei siderurgici, dell'equa ripartizione del carico sui suoi diversi impianti, di laminazione, fucinatura, lavorazione a freddo.

Lo dimostrano le cifre dei costi di produzione in continuo, rapido miglioramento, rispetto ai prezzi del fatturato, ritornato in netto attivo per la ghisa e per le leghe, mentre per gli acciai i dati contabili del mese di novembre, e cosi sarà di dicembre e seguenti, risulteranno sicuramente favorevoli.

Lo dimostra il fatto che la "Cogne" a breve scadenza potrà ulteriormente migliorare la sua attuale già, ottima produzione, che ha raggiunto cifre mai toccate con l'approntamento di vari impianti in corso di realizzo presso i servizi produzione ghisa, acciaieria, laminatoi.

Le maggiori cifre di produzione e quelle conseguenti di spedizioni acciai che per gradi potranno toccare 8.000 tonnellate, permetteranno di ottenere rapidamente, successivo, sicuro e notevole miglioramento dei costi di esercizio a tutto beneficio del rapporto prezzo delle vendite e costo dell'esercizio come anzidetto.

In quali ottime condizioni potrebbe oggi trovarsi la "Cogne" se i suoi organismi responsabili avessero avvedutamente e con prontezza disposta l'ultimazione dell'impianto Balteo, almeno per la parte che si riferisce alla centrale di Signayes?

Se oggi potessimo disporre di cento milioni di kwh. invernali previsti per detta centrale è facile dedurre quale beneficio avrebbe la Società dall'esercizio invernale dei forni elettrici per ghisa, cioè possibilità di spedire per certo oltre 7.500 tonnellate di acciaio al mese, di poter produrre anche durante i mesi di magra un adeguato quantitativo di ghisa solida, di realizzare forti economie di nafta disponendo di gas ad elevato potere calorifero.

Tutto questo in quadro lusinghiero e molto incoraggiante di miglioramento dei costi dell'esercizio in generale.

Non si può certo far carico ai lavoratori della ''Cogne" se gli organi responsabili della Società sono stati poco avveduti, né si può concepire che i lavoratori stessi devono scontare le conseguenze di tanta deprecabile imprevidenza.

Vi è solo da augurarsi, anzi, si deve pretendere che oggi si brucino le tappe.

Si è cercato particolarmente di mettere in rilievo le precarie condizioni dello stabilimento meccanico di Imola e delle Miniere di La Thuile. Anche qui nulla vi è di più inesatto e tendenzioso.

Per Imola è fuor di dubbio come sia sufficiente una onesta e saggia volontà di condurre avanti il lavoro attraverso una adeguata organizzazione commerciale, proprio come hanno saputo fare ditte concorrenti, ben note e che nel campo della produzione delle macchine tessili risultano stracariche di lavoro; basta citare la ditta Sant' Andrea che dispone di un carico di oltre 2 miliardi di lavoro.

Anche qui non si può fare carico alle maestranze della Cogne se gli organismi responsabili commerciali della stessa hanno dormito.

Per quanto si riferisce al recente passato, vi sarebbe molto da dire anche sulla Direzione tecnica inconsideratamente cambiata, demolendo il lavoro pazientemente costruito da ottimi e volenterosi elementi.

Egualmente per La Thuile si dorme, si rifiuta ordini, si tenta di usare il coke nei gasogeni, al posto dell' antracite di La Thuile, si finge di ignorare che, portando le miniere alle loro massime possibilità produttive, il costo del nostro carbone scenderebbe ad un prezzo più che commerciale per cui troverebbe sicuro, facile collocamento.

Senza contare, inoltre, che importanti miglioramenti tecnici previsti per la coltivazione della miniera, ma purtroppo rallentati se non tenuti sospesi, potrebbero recare notevoli benefici sui costi.

Voglio rimarcare la responsabilità, degli organi direttivi della Cogne di fronte ai fatti accertati di recente, di rifiuto di importanti ordinazioni di carbone.

E' dunque ora di vedere chiaramente cosa, si sta combinando fra coloro che detengono le redini della "Cogne" e la si finisca finalmente di tormentare senza significato la vita stessa dei lavoratori che nulla altro chiedono se non di lavorare e di collaborare, qualora vedano nei propri capi guide intelligenti, onesti e preoccupati dell'avvenire, anzi della vita di tante famiglie, oltre che dell'economia e del benessere della nostra Valle.

Il Consigliere Sig. VACHER informa che lo scorso anno una Commissione delle maestranze della Società Naz. "Cogne" si è recata a Roma per chiedere che il Governo intervenisse, con l'erogazione di capitali, per il rimodernamento degli impianti degli stabilimenti "Cogne" di Aosta.

Informa che la Commissione suddetta fu ricevuta dal Sottosegretario al Ministero dell'Interno, il quale, dopo aver udito la esposizione e le richieste della Commissione, fece osservare che la Società "Cogne", come quasi tutte le altre grandi Società ed Aziende industriali d'Italia, doveva provvedere al licenziamento di parte del personale e chiese quanti dipendenti avrebbero potuto essere licenziati.

Precisa che uno dei membri componenti della Commissione succitata rispose che, al massimo, avrebbero potuto essere licenziati trecento dipendenti, fra vecchi lavoratori ed invalidi di guerra e del lavoro, e che il Sottosegretario all'Interno obiettò che la Società "Cogne" avrebbe dovuto licenziare almeno più di mille dipendenti.

Il Consigliere Sig. Vacher si chiede se il Comitato direttivo della Società Nazionale "Cogne" non intenda oggi applicare le direttive del Governo e della Confindustria e, cioè, procedere al licenziamento di 1.500 lavoratori.

Conclude, rilevando che, nel momento attuale, cui la situazione della "Cogne" può definirsi in netta ripresa, non é ammissibile che si proceda a licenziamenti.

Il Consigliere Sig. MANGANONI rileva che l'Ing. Pasquali nella sua relazione ha asserito, fra altro, che ogni affermazione su decisioni prese in merito ai licenziamenti é falsa.

Ritiene di dover precisare, al riguardo, che o non risponde al vero quanto affermato dall'Ing. Pasquali o non risponde al vero quanto affermato dall'amministratore delegato della "Cogne", Prof. Bordin, il quale, conferendo che i rappresentanti (in numero di dieci) dei diecimila dipendenti della Società Naz. "Cogne", ha accennato ai licenziamenti che si sarebbero dovuti disporre. Fra altro, il Prof. Bordin ebbe a dichiarare: "Parlo a nome del Comitato direttivo". Ora sappiamo che il Comitato direttivo assume le sue decisioni all'unanimità, od a maggioranza e, in quest'ultimo caso, il terzo membro o condivide pienamente le responsabilità del Comitato direttivo o si dimette.

Il Consigliere Sig. Manganoni dà, quindi, lettura di alcuni stralci dei verbali delle riunioni nelle quali il Prof. Bordin ha trattato la questione dei licenziamenti.

Precisa che, alla richiesta della Commissione se egli si impegnava a non disporre alcun licenziamento, egli rispose negativamente.

Aggiunge che il Prof. Bordin ripeteva spesso che egli parlava a nome del Comitato direttivo, che composto dal Senatore Guglielmone, dall'Ing. Pasquali e dal Prof. Bordin.

Precisa che, quindi, il Prof. Bordin parlava anche a nome dell'Ing. Pasquali.

Informa che, alcuni giorni dopo che il Prof. Bordin ebbe a parlare della questione dei licenziamenti, fu tenuta in Aosta una riunione nella quale un membro del Comitato direttivo smentì la possibilità di licenziamenti.

A seguito di tale affermazione fu chiesto al Prof. Bordin che giustificasse le affermazioni contrarie fatte da altro componente del Comitato direttivo: il Prof. Bordin ribadì che egli aveva parlato e parlava ufficialmente a nome del Comitato direttivo e che, quindi, non si doveva dare peso a dichiarazioni fatte da chi non parlava ufficialmente a nome del Comitato direttivo.

Rileva che le dichiarazioni contrastanti avevano ed hanno, evidentemente, lo scopo di disorientare i dipendenti della Società Naz. "Cogne"; afferma, però, che i lavoratori della Società "Cogne" non sono tanto ingenui da lasciarsi disorientare.

Osserva che l'Ing. Pasquali, nella sua relazione, non ha accennato agli stabilimenti di La Thuile (miniere), di Castellamonte, di Imola, ecc., che fanno pure parte del complesso industriale "Cogne" e le cui maestranze hanno dimostrato che non a loro si deve far carico se i rispettivi stabilimenti non sono efficienti.

Il Consigliere Sig. Manganoni rileva che è stato dimostrato, con dati di fatto, che non è necessario ricorrere a licenziamenti per sanare il deficit della "Cogne".

Osserva poi che, a prescindere da tale questione, la mozione in discussione verte sul fatto che l'Ing. Pasquali, quale rappresentante del Consiglio regionale in seno al Consiglio di Amministrazione e quale componente del Comitato direttivo della "Cogne", secondo quanto riferito dal Prof. Bordin (il quale ha parlato a nome del Comitato direttivo, avrebbe approvato, nonostante egli lo contesti, il programma di licenziamenti.

Aggiunge che egli vorrebbe poter credere a quanto dichiarato dall'Ing. Pasquali; comunque: o rispondono a verità le affermazioni del Prof. Bordin, ed in tal caso sono false le affermazioni dell'Ing. Pasquali, o viceversa.

Dopo aver dichiarato che pur non essendo troppo ottimista, vorrebbe credere che le affermazioni dell'Ing. Pasquali corrispondessero al vero, rileva che, se così non rosse, le Commissioni interne della "Cogne" si vedrebbero obbligate a denunciare non solo ai lavoratori ma all'opinione pubblica le gravi responsabilità del rappresentante del Consiglio della Valle in seno al Consiglio di Amministrazione della Società "Cogne", unitamente al Sen. Guglielmone ed al Prof. Bordin.

Osserva che egli può convenire che i licenziamenti alla "Cogne" non avverranno, ma non perché i membri del Consiglio di Amministrazione della "Cogne" non li vogliono, bensì perché i diecimila dipendenti della "Cogne" sapranno resistere a tutti i colpi, da qualunque parte provengano, e perché i diecimila dipendenti della "Cogne" e, con essi, le loro madri, le loro spose, i loro figli, le loro famiglie, sapranno opporsi ad ogni sopruso ed arbitrio, decisi a difendere il loro pane.

Chiede se il successo dei lavoratori dell'Ansaldo, di Genova, non abbia insegnato niente.

In considerazione della possibilità che il rappresentante del Consiglio della Valle in seno al Consiglio d'Amministrazione della "Cogne" comprometta anche la responsabilità del Consiglio regionale, il Consigliere Sig. Manganoni chiede che il rappresentante del Consiglio regionale segua, in seno al Comitato direttivo della "Cogne", una linea diametralmente opposta a quella seguita sinora, tutelando effettivamente gli interessi della Valle e quindi dei lavoratori della Valle.

Mr. le Conseiller PERRON déclare qu'il n'a pas en mains les éléments que possèdent les Commissions internes, pour juger du bien fondé de l'affirmation que Mr. l'Ingénieur Pasquali vient de faire au Conseil, c'est-à-dire que les voix qui circulent sur le débauchage de travailleurs de la "Cogne" sont fausses.

Il pose, néanmoins, la question suivante à Mr. l'Ingénieur Pasquali: Si un programme de débauchage de personnel de la "Cogne" était demain soumis à Mr. l'Ingénieur Pasquali, approuverait-il ou repousserait-il ce programme?

Il insiste pour que l'Ingénieur Pasquali veuille répondre à cette question, afin de connaître quelle position il prendrait, le cas échéant.

Il ajoute qu'une attitude favorable à un programme de débauchage, de la part de Mr. l'Ingénieur Pasquali (qui représente la Région au sein du Conseil d'Administration de la "Cogne"), serait absolument en contraste avec les intérêts de la Région.

Il pose, ensuite, cette question: dans le cas que Mr. l'Ingénieur Pasquali fut appelé à se prononcer sur la question des débauchages, serait-ce en tant que membre du Comité directif ou en sa qualité de représentant de la Région qu'il donnerait son vote?

Il ne faudrait pas, remarque-t-il, que Mr. l'Ing. Pasquali prenne une position en tant que membre du Comité directif et une autre position comme représentant de la Région dans le Conseil d'Administration de la "Cogne", car il y aurait contradiction entre les deux façons d'agir.

Il Consigliere Sig. MANGANONI riferisce che l'Amministratore delegato, Prof. Bordin, ha altresì accennato alla possibilità di limitare il numero dei licenziamenti, a condizione che i lavoratori della "Cogne" accettino una riduzione sui salari effettivi (cioè salari e cottimi) del 30-35%.

Esprime il parere che il Comitato direttivo, tenuto presente che nel campo nazionale la Confindustria ed il Governo ammettono il principio della rivalutazione salariale, non sia coerente con le direttive della Confindustria - dalla quale riceve ordini - e del Governo - che é azionista - nel proporre la riduzione delle retribuzioni.

Chiede che l'Ing. Pasquali precisi la posizione che assumerebbe quale rappresentante della Regione, qualora gli venisse proposta la riduzione degli stipendi e dei salari ai dipendenti della Società "Cogne".

Il Vice-Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, in risposta ai quesiti rivoltigli ed ai rilievi formulati, ribadisce due dichiarazioni che aveva già fatte nel corso della sua esposizione:

1) "Né il Consiglio di Amministrazione, né il Comitato direttivo, hanno preso alcuna deliberazione concernente licenziamenti".

Rileva che è, pertanto, fuori luogo chiedere all'Ing. Pasquali quale posizione ha assunto in merito ad una deliberazione di licenziamenti che non è stata adottata.

2) "E' necessario richiedere' ai lavoratori della "Cogne" di sopportare la loro parte di sacrificio: su quali voci? e sino a che punto?".

Riferisce, a tale proposito, che sono in corso trattative con i rappresentanti dei lavoratori e con le Commissioni interne per la soluzione del problema, soluzione che non è possibile conoscere sino a che non siano concluse le trattative.

Aggiunge che qualsiasi previsione, è prematura.

I Consiglieri Signori MANGANONI e Signor PERRON insistono affinché l'Ing. Pasquali risponda ai quesiti da loro posti.

Il Vice-Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, chiede se il Consiglio debba pronunciarsi sul programma di licenziamenti, come richiesto dai presentatori della mozione.

Il Consigliere Sig. MANGANONI obietta che l'Ing. Pasquali dovrebbe, in primo luogo, rispondere ai quesiti postigli, dopo di che il Consiglio potrà pronunciarsi in merito al programma dei licenziamenti.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, osserva che la mozione in discussione, nella forma in cui è redatta, appare una interpellanza e non una mozione, in quanto con la stessa si pongono delle domande alle quali l'Ing. Pasquali ha già risposto.

Aggiunge che la mozione di cui si tratta, per ragioni di opportunità, è stata iscritta all'ordine del giorno come mozione (con la denominazione, cioè, data dai presentatori) pur avendo la mozione stessa la forma e la sostanza dell'interpellanza. Rileva che, pertanto, non è possibile passare a votazione sulla mozione stessa.

Mr. le Conseiller PERRON précise que si les Conseillers, au lieu d'une motion, avaient présenté une interpellation, ils n'auraient pu que déclarer qu'ils étaient ou qu'ils n'étaient pas satisfaits des réponses obtenues et la question des débauchages n'aurait pu, en conséquence, être discutée par les Conseillers. Il ajoute que c'est pour cette raison qu'ils ont présenté une motion.

Mr. l'Avt. BONDAZ, Président du Conseil, répète qu'il ne s'agit pas d'une motion mais d'une interpellation, en tant que la motion dont on discute a été rédigée sous forme d' interpellation et non selon la forme requise pour une motion; en effet, aucune proposition ne s'y trouve formulée, mais on y pose seulement deux questions, auxquelles Mr. l'Ingénieur Pasquali a déjà répondu.

Mr. le Conseiller PERRON demande que le Conseil veuille se prononcer - ainsi qu'il est requis dans la motion - sur le programme des débauchages des travailleurs de la Société "Cogne"; i1 affirme que dans le cas que ce programme ne dût pas être approuvé, l'Ingénieur Pasquali devrait se tenir aux décisions du Conseil comme à un mandat.

Mr. le Président BONDAZ fait remarquer que le Conseil régional ne peut être appelé à se prononcer sur une délibération qui, d'après ce que vient de dire Mr. l'Ingénieur Pasquali, n'a jamais été prise ni par le Comite directif ni par le Conseil d'Administration de la Société "Cogne".

Il Consigliere Sig. VACHER ritiene che il Consiglio debba pronunciarsi su quanto richiesto con la mozione che è stata inserita come tale dal Presidente del Consiglio nell'ordine del giorno.

Il Presidente Avv. Dr. BONDAZ, ribadisce, ancora una volta che la mozione è stata redatta sotto forma di interpellanza, in quanto in essa si pongono soltanto domande, alle quali è stato già risposto. Perché il Consiglio si pronunci è quindi necessario che, da parte dei presentatori della mozione-interpellanza, vengano presentate proposte concrete anche subito; il Consiglio deciderà, poi, sul da farsi.

Segue breve discussione fra il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, l'Assessore Geom. BIONAZ ed i Consiglieri Signori VACHER, MANGANONI e PERRON, al termine della quale il Consigliere Sig. MANGANONI prega il Presidente del Consiglio di voler sospendere per alcuni minuti la seduta per dare modo ai presentatori della mozione-interpellanza di formulare proposte concrete sotto forma di mozione.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti cinque e riaperta alle ore dodici e minuti venti.

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I1 Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dà lettura al Consiglio della seguente proposta concretata e presentata dai sottoscrittori della mozione-interpellanza:

"I presentatori della mozione Signori Perron Maurizio, Manganoni Claudio, Bottel Giovanni, Vacher Candido e Armand Beniamino chiedono che venga messo in votazione quanto segue: il Consiglio dà mandato all'Ing. Pasquali, nella sua qualità di rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della Società Naz. "Cogne" di opporsi a qualsiasi tentativo di smantellamento del complesso "COGNE" ed a qualsiasi tentativo di licenziamento, di riduzione di salari, stipendi, cottimi od a qualsiasi altro provvedimento che possa, comunque, portare ad una riduzione del tenore di vita dei lavoratori della "Cogne"".

L'Assessore Ing. FRESIA ritiene che non convenga, nell'interesse stesso della Regione, porre preventivamente e pubblicamente l'Ing. Pasquali di fronte ad un mandato specifico, che lo metterebbe in difficoltà presso il Comitato direttivo della "Cogne".

Il Consigliere Sig. CIAMPORCERO ritiene opportuno, data la delicatezza della questione, che la nuova proposta formulata e presentata, seduta stante, dai sottoscrittori della mozione debba essere discussa e posta in votazione nella prossima adunanza. Propone, quindi, che ogni decisione in merito alla nuova proposta stessa sia rinviata alla prossima adunanza consiliare.

Il Consigliere Sig. BREAN ritiene che, pur avendo l'Ing. Pasquali, vice-Presidente del Consiglio, ed il Consigliere Sig. Vacher fornito esaurienti chiarimenti in ordine alla mozione in discussione, il Consiglio non abbia i necessari elementi per deliberare in merito alla nuova proposta presentata seduta stante dai sottoscrittori della mozione stessa. Dichiara, pertanto, che si asterrà dall'esprimere il proprio voto qualora il Consiglio proceda alla votazione su tale nuova proposta.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, rileva che il Consigliere Sig. Ciamporcero, nel proporre il rinvio ad altra adunanza di ogni decisione in merito alla proposta, ha posto una questione pregiudiziale.

I1 Consigliere Sig. MANGANONI comunica che i Consiglieri del gruppo social-comunista si oppongono all'accoglimento della proposta formulata dal Consigliere Sig. Ciamporcero, perché ritengono che non sia più necessaria una ulteriore ponderata riflessione per tutelare gli interessi dei lavoratori e per difendere gli interessi dell'intera popolazione valdostana.

Il Consigliere Sig. MARCHESE dichiara che tutto il Consiglio è concorde nel riconoscere la necessità di tutelare gli interessi dei lavoratori della Società "Cogne"; dichiara, però, di non ritenere opportuno, anche per le considerazioni espresse dall'Assessore Ing. Fresia, che il Consiglio proceda alla votazione, nell'adunanza odierna, sulla nuova proposta formulata dai sottoscrittori della mozione, sia perché non è possibile prevedere i futuri sviluppi della questione "Cogne", sia perché l'Ing. Pasquali verrebbe a trovarsi, con l'approvazione del mandato consiliare di cui si tratta, in una posizione insostenibile presso la Società Cogne.

Mr. le Conseiller PERRON est d'avis que le Conseil devrait, à l'unanimité, reconnaître que tout débauchage de travailleurs à la Société "Cogne" porterait dommage aux intêréts de la Région; que, pourtant, il devrait donner mandat à Mr. l'Ingénieur Pasquali - qui représente le Conseil régional dans le Conseil d'Administration de la "Cogne" - pour qu'il s'oppose aux dits débauchages. Il estime qu'il est convenable même pour Mr. l'Ingénieur Pasquali que celui-ci ait en main un mandat qui reflète la volonté du Conseil régional.

Il Consigliere Sig. BREAN fa presente che il Consiglio potrebbe, eventualmente, approvare un ordine del giorno analogo a quello approvato nella adunanza consiliare del 29 dicembre 1949 (oggetto n. 152).

Mr. le Conseiller PERRON remarque que, entre autre, il est dit dans l'ordre du jour approuvé par le Conseil régional dans la séance du 29 décembre 1949: "Ritenuto che il Consiglio regionale non possa assistere indifferente alla crisi attuale della Società "Cogne" ".

Il représente qu'à plus forte raison le Conseil régional ne pourrait, aujourd'hui, rester indifférent en face à des débauchages qui ne sont pas encore en acte mais dont on discute néanmoins la possibilité et qui nuiraient à l'économie de la Région valdôtaine.

Il Consigliere Sig. MARCHESE fa richiamo all'articolo 40 del Regolamento interno del Consiglio regionale, di cui dà lettura dei seguenti due commi:

"Qualora l'interpellante si dichiari non soddisfatto ed intenda promuovere una discussione sulle spiegazioni avute, deve presentare una mozione di cui il Segretario del Consiglio, previo benestare del Presidente, dà lettura all'assemblea.

La mozione viene iscritta all'ordine del giorno della successiva adunanza ".

Il Consigliere Sig. MARCHESE rileva che l'Ing. Pasquali ha risposto esaurientemente in merito alle richieste fattegli con la mozione-interpellanza di cui si tratta e ha dichiarato che nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato direttivo della Società "Cogne" non si è deliberato su licenziamenti; rileva, inoltre, che, trattandosi di una questione di una certa delicatezza, il Consiglio non potrebbe procedere, seduta stante, alla votazione sulla nuova proposta presentata dai sottoscrittori della mozione-interpellanza.

Mr. le Conseiller PERRON est d'avis qu'il y a lieu, en l'espèce, d'appliquer, non pas l'article 40, invoqué par Mr. le Conseiller Marchese, mais plutôt l'article 46, premier alinéa, qui établit: "Se l'emendamento è aggiuntivo, si pone ai voti prima della mozione principale, ecc.".

ll fait remarquer que cette disposition ne dit pas que l'amendement doit être inséré dans l'ordre du jour de la séance suivante.

Il Consigliere Sig. MANGANONI, in relazione alla disposizione di cui all'art. 46 citata dal Consigliere Sig. Perron, dichiara che la proposta formulata dai sottoscrittori della mozione viene presentata come emendamento.

L'Assessore Geom. ARBANEY dichiara che, nel caso in esame, trattandosi di interpellanza e non di mozione, non è ammissibile un emendamento.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, rileva che, infatti, gli emendamenti possono essere presentati soltanto in ordine ad una mozione o proposta concreta in votazione e precisa che, nel caso attuale, la presentazione di emendamenti non è possibile in quanto non si tratta di mozione o di proposta concreta ma bensì di domande sotto forma di interpellanza.

Ribadisce, quindi, che solo per ragioni di opportunità ha inserito nell'ordine del giorno la mozione-interpellanza come mozione, (con la denominazione data dai presentatori) pur non contenendo la stessa alcuna proposta su cui si possa passare alla votazione. Tanto é vero che, ad un dato momento, non potendo il Consiglio procedere alla votazione sulla stessa, ed avendo l'Ing. Pasquali risposto alle domande postegli, i presentatori della mozione hanno dovuto formulare e presentare una nuova proposta concreta.

Precisa che la questione sta in questi termini: un Consigliere ha chiesto che ogni discussione e decisione in merito alla nuova proposta sia rinviata alla prossima adunanza, a' sensi dell'art. 40 del Regolamento interno, il che costituisce una pregiudiziale; pertanto, occorre che il Consiglio si pronunci su tale pregiudiziale.

Segue discussione fra i Consiglieri Sigg. CIAMPORCERO, il quale insiste nella sua proposta, ed i Consiglieri Signori MARCHESE, VACHER e MANGANONI, il quale ultimo insiste affinché la proposta di cui si tratta sia discussa ed il Consiglio proceda alla votazione sulla stessa. Chiede, inoltre, che la votazione sia fatta per appello nominale.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, precisa che, ai sensi del primo comma dell'articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale, la votazione per appello nominale può aver luogo soltanto se richiesta da almeno cinque Consiglieri.

I Consiglieri presentatori della mozione e della successiva nuova proposta ne prendono atto e chiedono che la votazione sia fatta per appello nominale.

Il Consigliere Sig. DUJANY rileva ancora che la mozione presentata ha la forma e la sostanza di interpellanza e che, pertanto, non è possibile presentare emendamenti in ordine alla mozione-interpellanza stessa. Precisa, quindi, che il Consiglio deve seguire la procedura prescritta dagli articoli 17 e 40 del Regolamento interno del Consiglio regionale, articoli di cui dà lettura e di cui chiede l'applicazione.

Segue discussione fra il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ ed i Consiglieri Signori MANGANONI, MARCHESE, DUJANY e PERRON, il quale chiede l'applicazione degli articoli 45 46 del Regolamento interno, relativi alle mozioni e agli emendamenti.

Il Consigliere Sig. DUJANY dichiara che, nel merito, il Consiglio è unanime nel riconoscere la necessità di tutelare gli interessi dei lavoratori della Società "Cogne"; dichiara di insistere sulla questione pregiudiziale di procedura di cui all'art. 40 del Regolamento interno.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dopo aver dato lettura dei tre primi commi dell'articolo 64 del Regolamento interno, chiede ai presentatori della mozione-interpellanza e della successiva nuova proposta se insistano nella loro richiesta.

Il Consigliere Sig. MANGANONI risponde affermativamente, a nome dei presentatori della mozione,

I Consiglieri Signori CIAMPORCERO e DUJANY insistono, invece, affinché siano accolte le loro proposte pregiudiziali, per l'applicazione dell'art. 40 del Regolamento interno.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, presone atto, precisa che il Consiglio deve stabilire se la nuova proposta formulata dai Consiglieri presentatori della mozione possa essere posta in votazione seduta stante o se la votazione debba essere, invece, rinviata per regolamento ad una successiva adunanza del Consiglio.

Segue discussione in ordine alla applicabilità, nel caso di cui si tratta, delle disposizioni di cui all'articolo 64 o delle disposizioni di cui all'articolo 40 del Regolamento interno; alla discussione partecipano il Presidente del Consiglio, Avv. Dr. BONDAZ, il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, l'Assessore Geom. BIONAZ ed i Consiglieri Signori CHEILLON, MANGANONI, Geom. G. NICCO e PERRON.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, propone che il Consiglio decida se - in applicazione di quanto prescritto dall'art. 40 del Regolamento interno e a prescindere da ogni considerazione di merito sulla questione - la nuova proposta formulata e presentata nella adunanza odierna dai sottoscrittori della mozione-interpellanza debba essere iscritta all'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare.

Segue discussione alla quale partecipano il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, gli Assessori Geom. BIONAZ e Per. Ind. FOSSON ed i Consiglieri Signora DESAYMONET in RONC, Sig. BREAN, Sig. MANGANONI e Geom. G. NICCO.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, a maggior chiarezza, rettifica come segue il quesito posto in votazione: "Il Consiglio decide di applicare l'articolo 40 del Regolamento interno del Consiglio regionale".

Il Consigliere Geom. G. NICCO dichiara che le disposizioni di cui all'articolo 40 non sono riferibili al caso in discussione, per cui non possono essere applicate. Precisa di dover fare tale dichiarazione affinché non si possa dire che i Consiglieri del gruppo social-comunista sono contrari all'applicazione del Regolamento interno del Consiglio. Aggiunge, quindi, come dichiarazione di voto a nome dei Consiglieri del suo gruppo, che, in effetti, la discussione della mozione verrà rinviata ad altra adunanza consiliare proprio perché non viene applicato altro articolo del Regolamento interno del Consiglio (l'art. 64).

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, pone ai voti, per appello nominale, la seguente proposta: "Il Consiglio decide di applicare l'articolo 40 del Regolamento interno del Consiglio regionale".

Si dà atto che, procedutosi alla votazione per appello nominale, si accerta il seguente risultato:

- Rispondono affermativamente (voto favorevole) i Consiglieri Signori: Arbaney, Bareux, Berthet, Berthod, Bionaz, Bondaz, Bréan, Caveri, Cheillon, Ciamporcero, Cuaz, Deffeyes, Dujany, Fresia, Fosseret, Fosson, Marchese, Norat, Page, Sapegno, Valleise.

- Rispondono negativamente (voto contrario) i Consiglieri Signori: Bottel, Désaymonet-Ronc, Manganoni, Nicco Anselmo, Nicco Geom. Giulio, Perron, Vacher, Vuillermoz.

- Si astengono dalla votazione i Consiglieri Signori: Dayné ed Ing. Pasquali, Vice-Presidente del Consiglio.

Il Presidente Avv. Dr. BONDAZ, accertato l'esito della votazione, dichiara che il Consiglio, a maggioranza di voti, (21 favorevoli, 8 contrari, 2 astensioni), ha approvato, in ordine alla nuova proposta concernente l'oggetto in discussione, l'applicazione dell'art. 40 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

Dichiara, infine, che, in applicazione dell'art. 40 del Regolamento interno, la nuova proposta di cui si tratta sarà iscritta all'ordine del giorno della prossima adunanza.

Il CONSIGLIO prende atto.

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