Oggetto del Consiglio n. 130 del 27 ottobre 1949 - Verbale

OGGETTO N. 130/49 - PROVVEDIMENTI ATTI A LENIRE LA DISOCCUPAZIONE DELLA MANO D'OPERA LOCALE IN VALLE D'AOSTA DURANTE IL PERIODO INVERNALE - INTERPELLANZA DEL CON­SIGLIERE SIG. MANGANONI CLAUDIO.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara aperta la discussione e dà la parola all'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. FOSSON, sulla interpellanza presentata, in via d'urgenza, dal Consigliere Sig. Man­ganoni in data 19 ottobre 1949 e trasmessa ai Signori Consiglieri con lettera n. 107 in data 21 ottobre 1949, interpellanza che è del seguente tenore:

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"Al Presidente del Consiglio regionale - AOSTA

Al Presidente della Giunta regionale - AOSTA

Data l'urgenza della presente interpellanza, prego la S.V. di voler aggiungere all'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio quanto segue:

Visto l'approssimarsi della stagione autunnale e la conseguente riduzione di personale nelle imprese a carattere stagionale (edilizia, costruzioni, lavori in ce­mento armato, ecc.), chiedo al Presidente della Giun­ta ed all'Assessore interessato quali provvedimenti hanno preso od intendono prendere per tutelare la mano d'opera locale.

Credo superfluo sottolineare l'urgenza di tali provvedimenti che se non tempestivi risulterebbero vani, permettendo il ripetersi degli inconvenienti verificatisi l'anno scorso.

Aosta, lì 19 ottobre 1949.

Firmato: Manganoni".

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L'Assessore Per. Ind. FOSSON rileva, per que­stione di principio, il fatto che l'interpellanza surri­portata non è stata presentata e distribuita ai Signori Consiglieri nel termine stabilito dal Regolamento in­terno del Consiglio; ritiene che l'interpellanza stessa non rivesta carattere di urgenza, in quanto il proble­ma della disoccupazione è sempre oggetto di continuo esame da parte di tutti gli amministratori. Dichiara, comunque, di non opporsi alla discussione della inter­pellanza, trattandosi di problemi per i quali tutti gli Amministratori hanno le stesse preoccupazioni del Consigliere Sig. Manganoni.

Informa che, in seguito ad una protesta in data 6 ottobre 1949 del Consiglio comunale di Issogne, per il licenziamento arbitrario di elementi locali da parte della Ditta Freydoz, di Verrès, appaltatrice dei lavori di costruzione del nuovo edificio scolastico di Issogne, finanziati dall'Amministrazione regionale, l'Assessora­to all'Industria e Commercio denunciò il fatto all'Uf­ficio provinciale del lavoro di Aosta con lettera in data 13 ottobre 1949, n. 3789/5 di Prot., trasmessa, al­tresì, per conoscenza, alla Divisione Lavori Pubblici della Regione, al Comune di Issogne e alla Ditta Frey­doz, di Verrès, lettera che è del tenore seguente e di cui dà lettura:

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"Si trasmette a codesto Ufficio Provinciale del La­voro e della massima occupazione l'allegato atto di protesta del Consiglio comunale di Issogne contro il licenziamento arbitrario di operai locali da parte della Ditta Freydoz, con preghiera di procedere tempestiva­mente ai dovuti accertamenti e, se il caso lo richiede, alla denuncia della Ditta stessa all'Ispettorato del La­voro di Torino, per i provvedimenti di competenza.

Siccome molte Ditte, oltre a quella in oggetto, con­tinuano ad ignorare le precise disposizioni che rego­lano il collocamento, specie per quanto si riferisce alla occupazione della mano d'opera locale e in considera­zione anche dell'effettivo aggravarsi della disoccupa­zione in Valle, questa Divisione invita codesto Ufficio ad intraprendere una azione a fondo contro tutte quel­le Ditte che volontariamente o per ignoranza trasgre­discono a dette disposizioni.

Si resta in attesa di assicurazione in merito.

L'ASSESSORE: F.to Per. Ind. P. Fosson".

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Fa presente che l'Ufficio provinciale del Lavoro ha comunicato di aver denunciato all'Ispettorato del La­voro di Torino la Ditta Freydoz, a carico della quale sono in corso i provvedimenti del caso.

Nessuna comunicazione, invece, è ancora pervenuta alla Divisione Industria e Commercio circa provvedi­menti a carico di altre Ditte inadempienti. Assicura che il problema della disoccupazione è e sarà sempre oggetto di attento esame da parte dell'Amministra­zione regionale la quale sarà inflessibile contro i tra­sgressori. Rileva però che, per il conseguimento dello scopo prefisso, è necessario che tutti cooperino, segnalando all'Amministrazione regionale le eventuali infrazioni di cui venissero a conoscenza, per i provvedi­menti del caso.

L'Assessore Perito Ind. Fosson informa che l'Asses­sore ai Lavori Pubblici ha diramato una circolare a tutte le Ditte appaltatrici di lavori finanziati dall'Amministrazione regionale, richiamandole alla scrupolo­sa osservanza delle precise disposizioni vigenti con­cernenti il collocamento della mano d'opera locale di­soccupata, a tutela della quale sarà inserita apposita clausola nei capitolati d'oneri per gli appalti di lavori pubblici.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, richia­mandosi alla discussione avvenuta nell'adunanza con­siliare dell'8-10-1949 in merito al controllo delle resi­denze e alle assunzioni al lavoro (oggetto n. 110), ri­corda che per la tutela della mano d'opera locale occor­re pretendere l'applicazione della legge 6 luglio 1939, n. 1092, concernente provvedimenti contro l'urbanesimo, nonché disposizioni relative alle iscrizioni anagrafiche nei Comuni. Ricorda che una disposizione di tale legge fa obbligo ai Sindaci di procedere alla cancel­lazione dai registri anagrafici delle residenze provvi­sorie, degli operai che non abbiano occupazione nel Comune e al loro rinvio al Comune di origine e di do­micilio mediante foglio di via obbligatorio.

Il Consigliere Sig. MANGANONI osserva che egli non intende ricordare oggi tutto quanto fu oggetto di discussione in materia di residenze e di disoccupazione in precedenti adunanze di Consiglio.

Precisa di aver inteso, con la sua interpellanza, ri­chiamare l'attenzione del Consiglio non soltanto sul problema della disoccupazione della mano d'opera lo­cale durante il periodo invernale; - in quanto la di­soccupazione in Valle d'Aosta non è stagionale ma permanente, - ma essenzialmente sul fatto che molte Ditte licenziano sistematicamente la mano d'opera lo­cale e mantengono al lavoro elementi provenienti da altre Regioni, che non sono in regola con l'iscrizione alla locale anagrafe e che per tale fatto accettano di percepire retribuzioni inferiori a quelle dovute con conseguente maggior guadagno da parte delle Ditte appaltatrici e con conseguente licenziamento o man­cata assunzione di mano d'opera locale.

Il fatto verificatosi ad Issogne, egli osserva, con­ferma la sua preoccupazione e deve servire di esempio per intervenire tempestivamente adottando i provve­dimenti del caso per ovviare al ripetersi di tali incon­venienti. Riconosce che durante la stagione invernale, per ragioni ovvie, le Ditte debbono ridurre il loro per­sonale; ritiene però che le stesse debbano innanzi tut­to licenziare gli elementi provenienti da altre Regioni non domiciliati in Valle d'Aosta e non in regola con la iscrizione in anagrafe. Ritiene necessario, per evitare il ripetersi degli inconvenienti lamentati, l'istituzione in Aosta di un Ispettorato del Lavoro, già richiesta in precedente adunanza da un altro Consigliere con appo­sita interpellanza. Ritiene, inoltre, che l'Amministra­zione regionale non dovrebbe in avvenire ammettere alle gare di appalto di lavori le Ditte che trasgredisco­no alle vigenti disposizioni e cioè che licenziano la ma­no d'opera locale anziché gli elementi provenienti da altre Regioni non aventi la residenza in Valle d'Aosta.

Il Consigliere Sig. Manganoni dà comunicazione di una lettera, in data 29 marzo 1949, che l'Associazione nazionale Partigiani, Sezione di Aosta, ha inviato al­l'Amministrazione regionale, concernente l'assunzio­ne ed il trattenimento al lavoro presso la Ditta Volpe, di Châtillon, di una quarantina di ex-fascisti repub­blichini non residenti in Valle e che manifestano in modi e con pressioni non tollerabili verso gli operai le loro idee fasciste.

Il Consigliere Sig. Manganoni osserva che la lettera di cui trattasi, concernente una questione essenzialmente politica, è, peraltro, strettamente legata al problema della disoccupazione locale in quanto la Ditta Volpe trattiene al lavoro gli elementi indesiderabili di cui sopra e licenzia la mano d'opera locale.

Fa presente che a tutt'oggi l'Associazione Partigiani non ha avuto notizia dell'esito delle citate segnalazio­ni e prega il Presidente della Giunta di voler interes­sarsi al riguardo. Cita, quindi, alcuni altri dati e nomi­nativi non segnalati precedentemente a sostegno e comprova delle sue affermazioni ed invita l'Assessore all'Industria e Commercio a rivolgersi al Comando Sta­zione dei Carabinieri di Châtillon per accertamenti in merito.

Il Consigliere Sig. Manganoni osserva che, se è vero che i Sindaci dovrebbero vigilare per la osservanza della legge 6 luglio 1939, n. 1092, e sono responsabili in ma­teria di iscrizioni anagrafiche, è altresì vero che gli stessi, molte volte, particolarmente nei Comuni di alta montagna, non sempre vengono a conoscenza delle assunzioni al lavoro effettuate nei locali cantieri, da parte di Imprese in contravvenzione alle vigenti dispo­sizioni e, pertanto, sono nella impossibilità di interve­nire.

Ritiene che, in tali casi, dovrebbe intervenire il Presidente della Giunta, nella sua qualità di Prefetto. disponendo per gli opportuni controlli e per l'adozione dei provvedimenti del caso da parte degli uffici compe­tenti.

Il Consigliere Sig. Manganoni ricorda che, a suo tempo, il Consiglio regionale aveva istituito un Uffi­cio per il controllo delle assunzioni della mano d'ope­ra e delle iscrizioni anagrafiche e chiede informazioni sul funzionamento di tale ufficio.

Insiste sulla necessità che sia promossa la istituzio­ne di un ufficio locale dell'Ispettorato del Lavoro e ri­leva che la Giunta dovrebbe avere la massima preoc­cupazione di tutelare i diritti della mano d'opera lo­cale. Riferendosi a quanto accennato dal Presidente della Giunta in merito al basso livello del tenore di vita delle popolazioni di alcuni Comuni della Valle d'Aosta (vedi oggetto n. 128) osserva che è compito delle Autorità costituite di tutelare il diritto al lavoro ed al pane di queste povere popolazioni. Rileva l'op­portunità che l'Assessore all'Industria e Commercio, - in relazione al fatto, verificatosi nel Comune di Is­sogne e alla prevedibile possibilità che altri fatti del genere abbiano a verificarsi in altre località, - inter­venga tempestivamente, adottando i provvedimenti preventivi del caso ed intervenendo presso le autorità e gli organi competenti.

Conclude, rilevando che la questione della disoccu­pazione locale e della tutela della mano d'opera locale è troppo importante perché possa ritenersi chiusa con la odierna discussione e comunica che, pertanto, in­tende volgere in mozione la propria interpellanza; prega l'Assessore all'Industria e Commercio di riferire, in seguito, in merito ai provvedimenti adottati a cari­co della Ditta Freydoz e a carico di altre Ditte.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, osserva che una interpellanza non dovrebbe formare oggetto di discus­sione; precisa che, a norma del Regolamento interno del Consiglio, l'interpellante deve unicamente dichia­rare se sia o non soddisfatto delle risposte e dei chia­rimenti avuti.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, chiesta ed ottenuta la parola, fa la seguente dichiarazione:

"Chiedo la parola perché voglio fare una dichiara­zione. Dobbiamo una buona volta metterci d'accordo sulla questione delle interpellanze. Come ha detto l'Assessore Fosson, questa interpellanza non è stata presentata nel termine prescritto. Anche perché ero assente da Aosta, solo ieri sera ho potuto prendere co­noscenza di questa interpellanza. Noi avremmo potuto dire che non rispondevamo e non eravamo tenuti a ri­spondere a questa interpellanza. Ma a parte questa questione ve n'è un'altra. Le interpellanze dovrebbero, secondo la Giunta, essere formulate in modo molto preciso, altrimenti succede che l'interpellante tratta, successivamente, in Consiglio di altri dati e di altre questioni non risultanti nell'interpellanza; si cita - ad esempio - il fatto dell'Impresa Volpe; si viene a parlare di una questione che è prettamente politica. Ora è evidente che su fatti nuovi e su questioni diver­se l'interpellato non può rispondere. Per questo pre­go i Consiglieri di essere più precisi nelle loro interpel­lanze. Il portare degli elementi che non abbiano nulla a che fare con l'interpellanza è cosa inammissi­bile.

Io non intendo, perciò, rispondere sulla questione della Impresa Volpe con questa interpellanza; mi si faccia un'altra interpellanza.

Per quanto riguarda la questione dell'Ispettorato al Lavoro, si sono citate le assunzioni al lavoro di per­sonale presso l'Impresa Volpe. Queste assunzioni so­no state proprio facilitate dall'Ispettorato al Lavoro di Torino; ho fatto un'inchiesta, mi sono rivolto al Direttore dell'Ufficio provinciale del Lavoro, il quale mi ha detto che, nel dubbio, aveva chiesto un parere all'Ispettorato del Lavoro; la risposta dell'Ispettorato di Torino è stata favorevole a tali assunzioni.

D'altra parte dico ancora un'altra cosa (e di que­sto ne discuteremo in una prossima seduta di Consi­glio): è ora che in materia di residenze e di avviamen­to al lavoro non si tengano due linguaggi e due modi di procedere, perché ci troviamo di fronte ad un lin­guaggio e ad una condotta quando si è al Consiglio della Valle e ad un altro linguaggio e ad un'altra con­dotta fuori dal Consiglio della Valle. Faccio appello ad una maggiore sincerità, perché è troppo comodo fare della demagogia a doppia faccia.

Mi sono interessato ad una questione di domande per la assunzione di 97 operai: tutte le domande sono fatte su moduli appositi e vi sono allegate le dichia­razioni firmate dai rappresentanti delle Imprese.

Ora dico: è ora di finirla. Io cerco sempre di frena­re il mio carattere che è un po' polemico e di essere il più obiettivo possibile, ma dico che ci vuole un po' di linearità quando si discutono certe questioni".

Il Consigliere Sig. MANGANONI, chiesta ed otte­nuta la parola per fatto personale, osserva che, da quanto dichiarato dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, deve ritenere di essere stato incolpato di tene­re in Consiglio un linguaggio diverso da quello tenuto fuori del Consiglio e chiede che il Presidente della Giunta, nella prossima adunanza in cui verrà discussa la mozione relativa all'oggetto, porti e citi, dei dati a comprova di quanto asserito.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, osser­va che egli ha inteso riferirsi non soltanto al Consi­gliere Signor Manganoni ma anche ad altre persone della sua corrente politica.

Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara di aver parlato a titolo personale.

Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara chiusa la discussione sull'interpellanza del Consigliere Sig. Manganoni.

IL CONSIGLIO

prende atto.

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