Oggetto del Consiglio n. 59 del 14 febbraio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 59/79 - Piano di ristrutturazione dell'Ilssa-Viola di Pont-Saint-Martin. (Interpellanza dei Consiglieri Mafrica, Cout, Tonino e Bajocco)

Interpellanza

Rilevato che nel suo intervento al dibattito sul "Ruolo del Comparto Pubblico degli Acciai Speciali" l'Assessore Chabod ha affermato: "D'altra parte constatiamo come i programmi di investimento del settore privato si muovano rapidamente e senza indugi in direzione di sostanziosi investimenti tendenti a conseguire una maggiore e più qualificata produzione. Alludiamo al piano di ristrutturazione della Teksid da realizzare nei prossimi tre anni e a quello dell'Ilssa-Viola da realizzare entro due anni. Oltre tutto i piani predetti non prevedono una riduzione di personale, ma anzi un moderato incremento dell'occupazione".

Constatato, al contrario, che l'Ilssa-Viola continua ad inviare a terzi (Teksid e Terni) il 50% ca della propria produzione per la trasformazione in coils grezzi, e che gli investimenti da tempo promessi per la eliminazione della strozzatura a livello non sono mai stati effettuati, che l'azienda si rifiuta addirittura di compiere i necessari investimenti indispensabili per rendere agibili i reparti e per migliorare gli ambienti di lavoro, che l'occupazione è diminuita dal 1970 ad oggi di ca 150 unità;

Considerato, altresì, che nel 1977 l'Ilssa ha denunciato utili netti ufficiali per 760 milioni di lire che sono andati ad alimentare i profitti del gruppo Orlando;

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore all'Industria e Commercio per conoscere:

a) a quale piano di ristrutturazione si riferisce l'Assessore, quali sostanziosi investimenti sono previsti, per quali impianti e loro relativa locazione;

b) quale aumento di occupazione il piano stesso prevede ed in funzione di quali fondamentali lavorazioni;

c) quali passi intende compiere la Giunta regionale affinché parte degli ingenti profitti assimilati dall'Ilssa-Viola vengano investiti in Valle d'Aosta.

Aosta, 1° febbraio 1979

F.ti: Demetrio Mafrica - E. Cout - Tonino Alder - Igino Bajocco

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino per l'illustrazione.

Tonino (P.C.I.) - Questa interpellanza trae origine da un'affermazione che ha fatto l'Assessore Chabod al dibattito sul ruolo del comparto pubblico degli acciai speciali. In quell'occasione l'Assessore Chabod disse: "D'altra parte constatiamo come i programmi di investimento del settore privato si muovano rapidamente e senza indugi in direzione di sostanziosi investimenti tendenti a conseguire una maggiore e più qualificata produzione. Alludiamo - dice Chabod - al piano di ristrutturazione della Teksid da realizzare nei prossimi tre anni e a quello dell'Ilssa-Viola da realizzare entro due anni. Oltre tutto i piani predetti non prevedono una riduzione di personale, ma anzi un moderato incremento dell'occupazione". Queste sono le affermazioni fatte.

In realtà noi abbiamo oggi un fenomeno nell'Ilssa-Viola che è il seguente: l'occupazione in realtà è diminuita dal 1970 ad oggi, l'Ilssa-Viola continua ad inviare all'esterno alcune produzioni di trasformazione della sua produzione, e non sono stati avviati piani di ristrutturazione, ma solo degli interventi di rattoppo e di tamponamento. Un ultimo esempio è quello della cosiddetta "centralina elettrica" che è stato spacciato verso il Consiglio di fabbrica come un grosso investimento, mentre in realtà è soltanto un'opera di ordinaria manutenzione. A questo dobbiamo aggiungere che tale stabilimento necessita di interventi per la ristrutturazione dell'ambiente, che è estremamente malsano. Nella proposta di piano siderurgico che il Ministro dell'Industria ha preparato, e che non è ancora passata al C.I.P.I., dove si parla degli investimenti delle imprese private, esattamente a pagina 205, si dice che nel periodo 1978-1982 l'Ilssa-Viola dovrebbe investire 13 miliardi nel reparto laminazione e questo è un tema di cui si parla da molto tempo, da anni infatti è fermo fuori dallo stabilimento Ilssa-Viola un laminatore blooming che dovrebbe essere utilizzato per questo reparto, due miliardi poi per interventi nel campo dell'ecologia, lì sono così definiti, e di fatto questo è un intervento estremamente necessario perché ci sono - e ho dietro la documentazione - denunce dello stesso Ispettorato del Lavoro sull'insufficienza delle condizioni di lavorazione all'interno dello stabilimento. Si tratta dunque di una semplice elencazione, quella prevista nel piano presentato dal Ministero dell'Industria, che non ha ulteriori specificazioni. Inoltre c'è un aspetto che è rilevante, e questo è un dato che ho visto su La Gazzetta del Popolo: si sa con precisione che dal bilancio del 1977 l'Ilssa ha denunciato un utile di 760 milioni di lire e nella società metallurgica italiana ben il 78% dei dividendi deriva dagli utili incassati da questa azienda di Pont-Saint-Martin, si tratta dunque di una azienda sana e che produce bene.

Le nostre domande sono queste: in primo luogo desidereremmo conoscere a quale piano di ristrutturazione si riferiva l'Assessore in quella sede; in secondo luogo quali interventi sono previsti in tale piano in ordine al problema dell'occupazione e ai livelli occupazionali, visto che negli ultimi anni c'è stata una stabilizzazione degli occupati dovuta al semplice turnover aziendale; ultimo punto: vorremmo conoscere quali passi intende compiere la Giunta in questo periodo affinché i profitti accumulati da questa azienda vengano investiti nella nostra Regione.

Chabod (D.C.) - Lo scorso anno la società Ilssa-Viola ha presentato al Comitato Interministeriale per il Coordinamento della Politica Industriale (C.I.P.I.), un programma di ristrutturazione dello stabilimento di Pont-Saint-Martin comportante una spesa di lire 14 miliardi e 800 milioni che noi abbiamo anche approvato come Regione e che dovrà essere redatto tra il 1979 e 1981. Questo consentirà di realizzare il ciclo completo di lavorazione dell'acciaio effettuando anche lavorazioni intermedie: per esempio la lavorazione a caldo della lamiere che attualmente non possono essere realizzate nell'interno dello stabilimento. Con la concentrazione di tutte le lavorazioni dello stabilimento di Pont-Saint-Martin l'impresa mira a conseguire la razionalizzazione del processo produttivo, nonché una maggiore competitività anche sui mercati esteri; la società intende inoltre introdurre anche la lavorazione di leghe ad alto contento di nichel.

La Ditta prevede che il programma di lavorazione garantirà non solo la difesa dei livelli occupazionali, ma anche la base per un loro eventuale incremento. Sono previsti inoltre investimenti per circa 1.500.000.000 lire, inerenti alla costruzione della nuova sottostazione elettrica, per passare dall'alimentazione di 70 Kw a 170 Kw, che entrerà in funzione nell'agosto del 1979, ed investimenti per l'ecologia - quelli a cui si riferiva prima il Consigliere Tonino - per 2 miliardi di lire, di cui 500 milioni di investimenti già effettuati e 1.500 da effettuarsi entro il mese di maggio del 1980.

Per la questione incassi facciamo presente inoltre che, relativamente agli utili che la società Ilssa-Viola avrebbe realizzato, il 1975 si è chiuso con una perdita di 192 milioni di lire; il 1976 con un modesto utile di lire 36 milioni. Inoltre gli utili del 1977 sono stati pari a 760.000.000, come da bilancio, di cui 550 milioni distribuiti agli azionisti e di questi il 51% al gruppo Orlando.

Inoltre, si fa presente che sui 760 milioni di utili sono state pagate imposte per circa 568 milioni di lire, e questa è un po' la storia della questione dell'Ilssa. Ho visitato l'azienda proprio in questi giorni, per rendermi conto di tutta la questione, e ho visto che veramente si stanno dando da fare: penso che sia veramente un'industria che non farà aspettare nessuno perché certamente andrà avanti.

Tonino (P.C.I.) - Sono soddisfatto della risposta data dall'Assessore.

Chiederei inoltre se è possibile avere questi elementi, questi dati, e se è possibile anche conoscere il piano di ristrutturazione dell'azienda. In secondo luogo la raccomandazione è quella di continuare ad avere rapporti con l'Azienda al fine di seguire la formazione del piano; un altro aspetto che mi preme di mettere particolarmente in rilievo è che questa è u' azienda sana, sana finanziariamente, ma non molto sana ecologicamente; dei 2 miliardi di investimenti per l'ecologia, il mezzo miliardo di investimenti fatti fino ad oggi non è servito a nulla, e dev'essere immediatamente fatto l'ulteriore stanziamento di 1.500.000.000, questo è un punto che è particolarmente importante che ci permettiamo di porre alla vostra attenzione.