Oggetto del Consiglio n. 52 del 14 febbraio 1979 - Verbale
OBJET N° 52/79 - Payement des contributions prévues par la loi régionale du "Vert Agricole", pour l'année 1976. (Interpellation des Conseillers Dujany et Maquignaz)
Interpellation
Attendu que beaucoup d'agriculteurs n'ont pas encore touché les contributions prévues par la loi du "Vert Agricole" concernant l'année 1976;
Les Conseillers soussignés
Demandent
à la Junte les raisons de ce retard et en sollicitent le payement le plus tôt possible.
Aoste, le 26 janvier 1979
Signés: Dujany - Maquignaz
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Dujany per l'illustrazione.
Dujany (D.P.) - Seulement pour préciser quelle est la raison de cette interpellation: c'est pour connaître les raisons pour lesquelles les contributions prévues per l'ancienne loi du 1972, qui prévoit une contribution en faveur des agriculteurs soi-disant "Vert Agricole", n'ont pas encore été liquidées en faveur des agriculteurs de certaines Communes. Ce sont des contributions concernant l'année 1976. Nous demandons quelle a été la raison de ce retard et on sollicite le paiement.
Dolchi (P.C.I.) - La réponse à l'Assesseur à l'Agriculture.
Marcoz (U.V.) - Non è la prima volta che i Consiglieri regionali fanno questa giusta richiesta per sapere e conoscere i motivi per cui certi nostri agricoltori non abbiano ancora ricevuto le loro contribuzioni. Infatti la legge del 1972, come modificata dalla legge del 1973, che recava delle norme per gli interventi nel settore agricolo, prevedeva fondi di 5.200.000.000 lire distribuiti su 5 anni (1972-1976); tuttavia, nel pagamento dell'aliquota dell'anno 1976, si è riscontrata un'insufficienza di fondi in quanto la legge superava il plafond previsto. Infatti l'anno scorso la Giunta regionale aveva predisposto un disegno di legge che prevedeva circa 600 milioni per ultimare il pagamento degli allevatori degli ultimi 13 Comuni, dalla lettera S in avanti, che giustamente dovevano ricevere, come tutti gli altri conduttori della Regione, questa contribuzione. Purtroppo la legge non fu vistata dal Coordinamento per il motivo che la C.E.E., con le ultime iniziative, la 268 in particolare, prevedeva diverse motivazioni e diversi contributi. Quindi la legge non fu vistata e allora la Regione rimase inadempiente verso gli ultimi 13 Comuni per un totale di circa 1.700 aziende che, al momento, restano senza contributi. Malgrado tutti gli interventi fatti a livello nazionale, al Ministero, e a livello internazionale, a Bruxelles, direttamente dal sottoscritto e dai funzionari della Regione, la legge fu considerata in contrasto con le direttive C.E.E.. Rimangono pertanto da liquidare circa 1.700 aziende, per un contributo totale di 394 milioni.
La Giunta giustamente ritiene che questo modo di amministrare abbia creato delle disparità tra le aziende che hanno già ricevuto questa indennità e quelle che ancora non l'hanno ricevuta, quindi ritiene, entro giugno di quest'anno, di addivenire ad una soluzione, sempre in rispetto alle vigenti leggi, al fine di dare a questi conduttori di azienda, a questi allevatori il loro giusto riconoscimento in base alla legge regionale dell'aprile del 1973, legge che abbiamo sempre ritenuto un'ottima legge, seppure abbiamo avuto in questi ultimi anni di applicazione l'inconveniente della mancanza di fondi. Quindi, in un modo o nell'altro, mi riservo di portare in Consiglio la soluzione a questo problema, ripeto, al massimo entro giugno, in modo che tutti gli allevatori di allora abbiano giustamente la loro sovvenzione. Sarà una delibera di Consiglio, penso, perché sarà il Consiglio a pronunciarsi, in quanto nessuno vuole andare contro le leggi comunitarie europee per tutte le conseguenze che se ne potrebbero avere. Entro giugno la Giunta s'impegna, m'impegno personalmente, a portare in Consiglio regionale il modo che attualmente abbiamo studiato per ovviare a tale inconveniente, anche perché tutti gli allevatori della Valle d'Aosta devono essere trattati nello stesso modo, e non può accadere che alcuni ricevano il contributo solo perché il loro Comune di appartenenza comincia con la lettera A e non con la S! Quindi, queste sono le motivazioni, la legge ci fu bocciata per i motivi che prima ho detto, ma come Giunta vogliamo sopperire a queste difficoltà portando una nuova delibera di Consiglio o trovando un altro sistema, sempre legale, affinché tutti quanti abbiano il loro giusto riconoscimento.
Dolchi (P.C.I.) - Se non ci sono repliche passiamo al punto n. 18 dell'ordine del giorno.
