Oggetto del Consiglio n. 51 del 14 febbraio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 51/79 - Interventi regionali conseguenti alla chiusura dello stabilimento DOLFRA di Arnad. (Interpellanza del Consigliere Minuzzo). Informazioni riguardanti la Società DOLFRA di Arnad. (Interpellanza dei Consiglieri Cout e Tonino)
Interpellanza
Il sottoscritto Consigliere regionale del PSDI Piero
Interpella
l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato per conoscere quali siano gli interventi che intende prendere in merito alla chiusura della DOLFRA di Arnad.
Se la Regione può rivalersi di quanto speso per l'apertura di detta Fabbrica.
Se è a conoscenza che vi sono delle industrie dolciarie interessate a incrementare la propria produzione con l'insediamento di aziende in Valle.
Distinti saluti.
F.to: Piero Minuzzo
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Interpellanza
I sottoscritti Consiglieri regionali
Rilevato che ingenti somme (400 milioni secondo la denuncia dei lavoratori) sono state spese dalla Regione per la ristrutturazione degli edifici nei quali ha sede l'attuale DOLFRA di Arnad e che la stessa ha ottenuto sempre dalla Regione finanziamenti per 274 milioni di lire;
Considerato che, ancora una volta, pare che non tutti i fondi concessi dalla Regione siano stati spesi in investimenti e che l'azienda stia perseguendo manovre volte non certo al consolidamento dell'impresa (2.000 quintali di panettoni acidi, mancanza di prospettive);
Considerato nuovamente lo stato assai precario dell'assetto produttivo ed occupazionale, specialmente in Bassa Valle;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore all'Industria e Commercio e Artigianato per conoscere:
1) qual è l'entità dei fondi spesi per la ristrutturazione dei locali sede della DOLFRA e con quali criteri (visto che la Regione, ad esempio, non si era assunta l'impegno di un minimo di ristrutturazione dei locali della vicina Valsider); quali sono stati i finanziamenti concessi alla DOLFRA da parte dell'Ente pubblico;
2) quali sono gli impegni qualificanti assunti dalla DOLFRA all'atto della convenzione e quali strumenti ha posto in essere la Giunta regionale, che dovrebbe ormai avere acquisito notevole esperienza in fatto di misure regionali, per il controllo dell'effettiva realizzazione;
3) quale è l'attuale situazione patrimoniale, finanziaria, produttiva e occupazionale dell'azienda; come intende muoversi la Giunta in merito al futuro dell'azienda e per il mantenimento di livelli occupazionali produttivi e non assistiti.
Aosta, 1° febbraio 1979
F.to: E. Cout - Tonino Alder
Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio non ha obiezioni sulla trattazione congiunta delle due interpellanze? Allora la parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Considerato quanto si è appreso dai giornali ultimamente, ovvero che la società DOLFRA ha dovuto sospendere la produzione di panettoni perché non rispettava le norme previste per la produzione stessa, e che ha continuato poi a vendere questi panettoni a Porta Palazzo a prezzi, diciamo così, di concorrenza...evidentemente aveva ragione Bocca, in un suo famoso articolo, quando affermava che un industriale del settore dolciario avrebbe preso i quattrini dalla Regione, dopodiché, passate le feste di Natale, se ne sarebbe andato...
Ecco, ho presentato questa interpellanza per conoscere effettivamente qual è la situazione della DOLFRA, anche perché sembra che la convenzione fatta con la Regione per l'apertura di questo stabilimento non sia stata rispettata: infatti la convenzione prevedeva che all'apertura ci fosse un'immediata occupazione di 35 unità, che sarebbero diventate una sessantina entro il 31 dicembre 1978, per finire alla fine del 1979 con circa 85 unità impiegate in questa industria. Da quanto si è appreso dai giornali, risulta invece che gli impiegati in questa industria siano circa 7. Volevo quindi sapere se effettivamente le cose stanno come dicono gli organi d'informazione, cosa intenda fare l'Assessore e, in particolare, se intenda prendere contatto con industrie già operanti nel settore in campo nazionale, visto che mi risulta ve ne siano parecchie che sarebbero disponibili ad incrementare la propria produzione con insediamenti in Valle d'Aosta. Mi riservo poi eventualmente di intervenire in un secondo momento.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout, per l'illustrazione della sua interpellanza.
Cout (P.C.I.) - Nella nostra interpellanza ci sono delle domande abbastanza specifiche; per il momento non avrei niente da aggiungere a quanto ha detto dal Consigliere Minuzzo.
Andrione (U.V.) - Con una di quelle convenzioni che sono abituali - del resto il Consigliere Minuzzo l'ha illustrato - la Regione ha affittato parte di uno stabilimento di sua proprietà, ad Arnad, a questa società DOLFRA, per 1 milione di lire per i primi 5 anni e 47.500.000 per i successivi 10 anni, il che darebbe un totale di 480.000.000 contro i 441 spesi per la ricostruzione e l'adattamento dei capannoni. In più questa società ha avuto 274 milioni al tasso del 7% sui fondi di rotazione, destinati all'acquisto dei macchinari, delle attrezzature che sono state acquistate e che sono in funzione.
La Regione, come risulta dalla convenzione, dovrebbe costruire ancora un capannone e la costruzione di questo capannone è vincolante per quanto riguarda i rapporti, il numero degli addetti, e la lavorazione. A dicembre scorso è avvenuto un grave incidente, ho parlato personalmente con i responsabili di questa società, anche alla luce delle varie voci sentite, e sembrerebbe che sia stata completamente sbagliata la preparazione del lievito che, a quanto pare, condiziona la produzione di panettoni. Da tenere presente che questa ditta non lavora con marchio proprio, ma lavora in un certo senso per marche altrui, per cui si è verificato che vi siano state delle partite di panettoni, per una quantità complessiva mi sembra di 1.500 quintali, in cui 7 panettoni erano normali e 3 guasti, oppure addirittura si arrivava a 9 panettoni guasti e uno che poteva essere teoricamente smerciato. Con un certo coraggio la ditta ha ritirato dal mercato questi panettoni che non avevano, ripeto, l'etichetta specifica, e terminerà il 28 febbraio per 150 milioni di lire. Sono in corso, dovrebbero essere concluse, le trattative per l'entrata...ovvero rimane la stessa ditta, ma viene leggermente potenziata, viene eliminata la gestione familiare, che è quella che ha provocato, a quanto pare, questo tipo di incidente e con aprile riprenderà la lavorazione e quindi riprenderanno a trascorrere quei termini e quelle questioni che sono state dette. Da una prima visita il macchinario è stato definito di ottima qualità, a quanto pare in questi tipi di lavorazione il genio del pasticciere ha una grossa importanza e qui, probabilmente anche per motivi di passaggio da una fase semi artigianale ad una fase industriale, non si è riusciti a controllare un certo tipo di produzione con la conseguenza che si è prodotto questo grave incidente.
Allora le intenzioni della Giunta regionale - visto che può capitare a tutti di avere vicende di questo genere - è di dare un periodo...diciamo fino alla fine di quest'anno, per vedere come si mettono le cose, qual è la capacità di ripresa dell'azienda, e in base a questo periodo di prova decideremo se continuare nella convenzione, e credo che questa sia l'ipotesi decisamente più probabile, evidentemente ponendo a carico della ditta la perdita, ovvero se rompere questa convenzione e seguire, come consigliato indirettamente dal Consigliere di Minuzzo, l'altra strada, che consiste nel vedere se vi siano possibili eventuali altri candidati a produzioni di questo genere.
Per quanto riguarda l'interpellanza dei Consiglieri Cout e Tonino, posso fare avere loro, in caso, copia della convenzione che specifica esattamente i punti ai quali ho accennato più rapidamente.
Dolchi (P.C.I.) - Allora per la replica la parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Mi va tutto bene quello che ha detto il Presidente, è giusto e umano sbagliare, per carità, però non ha risposto alla domanda circa la situazione attuale dell'occupazione nella fabbrica, anche perché all'apertura l'occupazione doveva essere di 35 unità, e al 31 dicembre di 60 unità. Questo fatto è successo nel mese di dicembre, per cui non penso che quest'azienda non potesse rispettare la convenzione.
Andrione (U.V.) - Effettivamente la previsione era una quella di una lavorazione con punte stagionali, prima la punta di dicembre, poi quella delle colombe pasquali. Con il tipo di ristrutturazione che verrà posto in essere, invece, la lavorazione sarà continua, quindi se adesso, credo, vi sono una decina di persone addette alla manutenzione della fabbrica finché rimane bloccata da questo incidente, in seguito quando riprenderà la produzione, si arriverà ad una sessantina di dipendenti.
Cout (P.C.I.) - Ancora una volta, e mi spiace doverlo rilevare, su un'interpellanza che riguarda l'Industria e il Commercio non solo non è l'Assessore competente a rispondere, ma non è neppure presente alla discussione in Consiglio!
Dalle risposte del Presidente Andrione non possiamo che avere una conferma di quanto noi intendevamo, cioè che a fronte di questi soldi dati alla DOLFRA, sia per quanto riguarda la ristrutturazione, sia per quanto riguarda il contributo in conto interessi, questa avrebbe dovuto mantenere i propri impegni, impegni che invece ci risulta non siano stati mantenuti! Forse sarà colpa di un meccanismo che va rivisto, che permette di dare i fondi di rotazione ma non di controllare, forse sarà la mancanza di strutture che effettivamente possano controllare...comunque sia, si arriva alla stipula di queste convenzioni, che per me sono convenzioni capestro perché effettivamente non danno la possibilità di controllare a posteriori che si ottemperi agli impegni presi. Diciamo quindi che manca tutta una struttura preposta a tale tipo di verifiche, ed è per questo che poi gli impegni possono anche non essere mantenuti; ad esempio, dalla denuncia dei lavoratori che è stata pubblicata su La Gazzetta e che non è stata smentita, sembra che attualmente alla DOLFRA siano arrivati 240 milioni, e che questi 240 milioni in conto interessi non siano ancora stati completamente utilizzati.
Per quanto riguarda il personale, inoltre, le garanzie date prevedevano l'assunzione di 35 unità nel 1977, 60 entro la fine del 1978, e 82 nel 1979, mentre attualmente ci sono 7 persone, tra operai e dipendenti in modo stabile, più alcuni altri operai che vengono assunti al mattino e pagati alla sera, e questo porta ad aprire altre questioni, ad esempio sugli orari notturni e sull'utilizzo di persone che non potrebbero lavorare nelle fasce notturne, che fanno sorgere molti dubbi sulla serietà di questa azienda. C'è la barzelletta dei 2.000 quintali dei panettoni, una cosa che non fa certamente onore né all'industria, né a chi finanzia questa industria al di fuori della Valle d'Aosta, e lo diceva anche il Consigliere Minuzzo, c'è chi ride di queste cose, per cui ripeto che effettivamente debbano essere fatti dei controlli. Sembra che questa ditta abbia un passivo di circa 200 milioni e che abbia bisogno di un nuovo capitale di 90 milioni per poter andare avanti, e questo è un problema che bisognerebbe a questo punto verificare. Comunque, io continuo a ripetere che bisogna trovare un modo per andare effettivamente a svolgere un controllo, e finora l'unico modo effettivo per controllare questa situazione può venire dai lavoratori.
Noi cosa ci limitiamo a fare? Ci limitiamo a dare questi fondi, e ci limitiamo a richiedere alle varie industrie degli incontri in cui queste ultime ci fanno avere il loro punto di vista, senza che ci sia la possibilità per noi di verificare che corrisponda al vero quanto dichiarato. Ecco, direi che in questo momento, con le strutture che abbiamo a disposizione, l'unico modo per controllare queste cose e per avere dei chiarimenti, sia quello di andare ad un incontro a tre, come è stato fatto per l'IMVA, cioè coinvolgendo anche il sindacato degli operai per capire cosa stia effettivamente succedendo in quella fabbrica, incontro che peraltro è stato specificatamente richiesto dai lavoratori stessi.
Per quanto riguarda le questioni del credito - e poi concludo - in tutta Italia sta andando avanti una discussione sul credito alle industrie e si sta cercando di superare il concetto di un credito di tipo "assistenziale", si sta aprendo una discussione su tutto un modo nuovo di vedere queste cose, a partire dal Piemonte alla Campania, che sta presentando una legge in questo settore, e a tutte le altre Regioni. In tutte le Regioni si parla di affiancare questi finanziamenti con un collegamento alla programmazione, ad un minimo di piano programmatico. Si parla di centri di studio che vadano a ricercare le innovazioni tecnologiche nei diversi settori, che vadano a condurre delle indagini di mercato, e noi, in Valle d'Aosta, effettivamente avremmo bisogno di questo, almeno in determinati settori, per vedere qual è il mercato italiano, ed anche il mercato estero. Direi quindi che nella nostra Regione, se veramente vogliamo e crediamo in uno sviluppo economico, dobbiamo porci il problema se questo debba avvenire soltanto andando incontro alla aziende in modo "assistenziale", o anche attraverso altri strumenti.
