Oggetto del Consiglio n. 48 del 14 febbraio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 48/79 - Ulteriori finanziamenti regionali per la concessione di mutui agevolati per l'edilizia economica popolare. (Interpellanza del Consigliere Berti)
Interpellanza
Il sottoscritto Consigliere regionale
Considerato che con la legge n. 24 del 30 novembre 1965 e successive proroghe e modificazioni, la Regione concede mutui tasso agevolato, per l'acquisto o la costruzione di alloggi, adibiti a edilizia economico-popolare;
Constatato che a tutt'oggi giacciono ancora inevase, per mancanza di fondi, 248 richieste di ammissione a tali provvidenze, relative all'anno 1978, e che, nel corso dell'anno 1979, ci saranno con ogni probabilità nuove richieste;
Interpella
l'Assessore alle Finanze per conoscere quali provvedimenti intende adottare per soddisfare le attese dei cittadini che, nel 1978, hanno presentato richiesta di ammissibilità a tali mutui.
Distinti saluti.
Aosta, li 19 gennaio 1979
Il Consigliere regionale
F.to: Vigilio Berti
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti per l'illustrazione.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - lo vorrei ricordare lo spirito di questa legge istituita nel 1965, con la quale la Regione concorre all'abbattimento di una parte degli interessi nel mutuo per l'acquisto di alloggi di edilizia popolare, al fine di soddisfare una certa fascia di cittadini aventi determinati requisiti. Questo fine è venuto via via deteriorandosi negli ultimi anni per l'accavallarsi di nuove domande a fronte di un finanziamento da parte della Regione non tendente a soddisfarle tutte, tanto che adesso ci siamo trovati con circa 300 richieste di finanziamento per le quali ovviamente mancano già i fondi.
Vorrei quindi conoscere come l'Assessore e la Giunta intendano alleviare le insoddisfazioni da parte di queste 303 famiglie, che stanno oltretutto subendo un certo danno economico perché vedono via via ridotti i propri risparmi per accedere alla casa, o alla ristrutturazione o alla costruzione di una modesta abitazione. Già le lungaggini burocratiche fra Regione e banche hanno portato dei disguidi di anni per potere poi accedere a quei soldi il cui valore, nella svalutazione di 2 o 3 anni, si è ridotto del 20% rispetto a quello che era l'obiettivo principale all'inizio dell'operazione mutuataria.
In secondo luogo il sistema previsto da questa legge non consente l'accesso di certi giovani a favore dei meno giovani perché il meccanismo, che porta a togliere punteggio dalla classifica da quadrimestre a quadrimestre, e di anno in anno, fa si che quello che ha presentato la domanda nel 1976 e 1977, quando l'alloggio poteva costare 26-27 milioni, si trova alla fine con un alloggio che è venuto a costare 40 milioni, e gli manca anche la differenza oltretutto. Peraltro non avendo ancora la conferma della risposta positiva da parte della Regione, e avendo già acceso un debito verso terzi o verso altri imprenditori, rischia anche di perdere quella parte per cui si era impegnato in previsione della legge regionale, dato che non era vincolata o condizionata da questo sistema di punteggio, anche perché lo si è venuto a sapere in secondo tempo che le cifre stanziate non erano sufficienti a soddisfare queste persone.
Io vorrei conoscere e sapere, come ho già avuto modo di ripetere in alcune riunioni precedenti, se c'è l'intenzione di rifinanziare questa legge e di fare qualcosa per poter permettere l'accesso ai mutui a tasso agevolato di queste persone, e per consentire convenzioni più celeri con gli Istituti di credito, perché attualmente il sistema lascia molto a desiderare e non è certamente soddisfacente! Ecco, io vorrei sentire su che posizioni è la Giunta in merito a questo problema.
Dolchi (P.C.I.) - Chi risponde?
Filliétroz (U.V.P.) - Questa legge del 1965 sull'edilizia popolare effettivamente ha avuto dei risultati assai positivi sia per risolvere i problemi dell'alloggio della casa per chi non ce l'ha, specialmente dei meno abbienti perché c'è il plafond del reddito, sia per risolvere in parte il problema delle costruzioni, per incrementarle o almeno mantenerle allo stesso livello. Però agli effetti, negli ultimi anni c'è stato un andamento molto diverso nelle domande: negli anni 1974-1975-1976 ce ne sono state pochissime, nel 1975 addirittura non si è dato corso a nessun mutuo, nel 1977 qualche domanda in più, mentre nel 1978 c'è stato quell'afflusso di 300 e più domande, compreso il terzo quadrimestre che è ancora adesso in istruttoria perché le domande si potevano inoltrare fino a dicembre del 1978. E perché questo? Probabilmente perché c'è stato l'aumento del mutuo fino a 16 milioni, per venire incontro alla svalutazione e all'aumento dei costi, e l'aumento del plafond del tetto dei redditi a 23 milioni. Per risolvere questo problema evidentemente noi avevamo sul bilancio 80 milioni che corrispondevano a 2 miliardi d'investimenti al 10% perché la Cassa di Risparmio aveva mantenuto questo tasso del 10%, l'abbattimento da parte della Regione era del 4% e l'interessato provvedeva al pagamento del 6%. Quindi erano mutui molto molto vantaggiosi.
Ora, per queste 320 domande, che corrispondono a circa 5.600.000.000 lire, noi abbiamo sul bilancio 1978 i 2 miliardi al 10%; la Cassa di Risparmio diceva che il secondo miliardo non poteva più erogarlo al 10%, allora abbiamo fatto un incontro, insieme all'Assessore al Turismo perché avevamo unito anche i fondi di rotazione, e ai dirigenti della Cassa di Risparmio, e la Cassa avrebbe accettato al 10% un ulteriore 1.250.000.000, quindi arriveremmo a 3.250.000.000 per il 1978, il che darebbe la possibilità di accogliere 210 domande. Ne rimarrebbero precisamente 33 nella zona A e 85 nella zona B, queste domande dovremmo soddisfarle ed accoglierle nel bilancio 1979, nel bilancio del corrente esercizio; naturalmente qui ci troveremmo di fronte a nuovi tassi, probabilmente al 13%, quindi questi 3 punti dovranno essere divisi, secondo quello che deciderà anche il Consiglio, tra Consiglio e richiedenti, tenendo conto che se anche i tassi arrivano all'8%, penso che siano sempre da considerarsi soddisfacenti.
Ecco, in definitiva con il disegno di legge n. 44, iscritto all'ordine del giorno di quest'adunanza consiliare, avremo già uno stanziamento di 1.250.000.000 in più che ci consentirà di accogliere 78 altre domande e quindi rimarrebbero 118 domande sul bilancio del corrente esercizio. Dobbiamo quindi definire l'importo del mutuo e poi stabilire con una nuova legge i provvedimenti necessari.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Ho apprezzato la sensibilità manifestata dall'Assessore alle Finanze nel voler risolvere questo problema che ovviamente interessa una grossa fascia sociale, quella dei ceti meno abbienti ed a basso reddito, però delle 320 domande, come mi diceva, ne rimangono 118 scoperte, che verrebbero quindi integrate nel bilancio 1979 ed entrerebbero nella classificazione del primo quadrimestre 1979. Questo è già un buon risultato, e le ripeto ho apprezzato la celerità di portare i finanziamenti a 3.250.000.000, però non credo che il problema sia principalmente quello di mantenere il tasso del 4, del 5 o del 6% a carico della parte mutuataria, perché è lo stesso un grosso risultato per colui che ne viene a beneficiare, purché siano accelerati i tempi e ci sia la garanzia di poter dare i 16 milioni.
Io vorrei quindi in questa sede impegnare il Consiglio e la Giunta affinché, nello snellire le pratiche del 1978, queste non vengano a mescolarsi, per questioni di punteggio, con quelle del 1979, perché altrimenti chi ha già presentato la domanda da uno o due anni, si vede sempre superare da chi l'ha presentata successivamente ed ha un punteggio superiore di un solo punto. È giusto fare una classificazione di punti nell'arco dell'anno solare, però di anno e anno cerchiamo di smaltire anche le domande precedentemente proposte, perché c'è anche il fattore delicato del compromesso fra il venditore e l'acquirente, per cui se poi quest'ultimo non riesce a soddisfare il venditore nei termini prescritti dal contratto si vede costretto a recedere perdendo la caparra versata. Rischiamo di portare un grosso danno economico al piccolo risparmiatore che si ritrova a perdere i pochi quattrini che aveva risparmiato!
Dolchi (P.C.I.) - Ricordando che è un argomento iscritto al punto n. 34 dell'ordine del giorno, con ampia possibilità quindi di intervenire in tale occasione, propongo al Consiglio di fare ancora l'interpellanza del Consigliere Manganone iscritta al punto n. 13 dell'ordine del giorno.
