Oggetto del Consiglio n. 47 del 14 febbraio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 47/79 - Problemi concernenti la ferrovia Chivasso/Pré-Saint-Didier. (Discussione di interpellanze e approvazione di mozione).

Interpellanza

A seguito di notizie apparse sulla stampa circa le intenzioni delle Ferrovie dello Stato di annullare il servizio ferroviario sulla linea Aosta-Pré-Saint-Didier, il sottoscritto Consigliere regionale interpella il Presidente della Giunta regionale onde conoscere:

- se tali notizie corrispondono alla realtà;

- quali azioni intende svolgere la Giunta regionale onde evitare che si crei un irrimediabile vuoto nel servizio dei trasporti pubblici della Regione;

- quali risultati hanno ottenuto, se ci sono stati, i contatti con le FF.SS. e con il Ministero della Difesa onde migliorare tutto il servizio ferroviario in Valle d'Aosta;

- se è allo studio un piano dei trasporti pubblici che assegni alla ferrovia il ruolo che le è proprio.

Cordiali saluti.

Aosta, 18 gennaio 1979

F.to: Giuseppe Nebbia

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Interpellanza

Il sottoscritto Consigliere regionale

Venuto a conoscenza attraverso gli Organi di informazione che le Ferrovie dello Stato sarebbero intenzionate ad eliminare il tratto ferroviario Aosta-Pré-Saint-Didier, il che creerebbe notevole disagio per le popolazioni dell'Alta Valle che usufruiscono di detto servizio;

Tenuto conto che il problema del mantenimento del tratto ferroviario in questione è indispensabile, soprattutto in considerazione del fatto che recentemente è stata avanzata da più parti l'opportunità del proseguimento della linea ferroviaria fino a Chamonix, attraverso la costruzione di una galleria sotto il Tunnel del Monte Bianco;

Interpella

il Signor Presidente della Giunta regionale per conoscere quali iniziative intenda assumere presso il competente Ministero per il mantenimento del tratto ferroviario Aosta-Pré-Saint-Didier di cui sarebbe ventilata la chiusura.

Distinti saluti.

Aosta, li 19 gennaio 1979

Il Consigliere regionale

F.to: Vigilio Berti

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Interpellanza

I sottoscritti Consiglieri del Gruppo consiliare comunista

Ricordato il dibattito in corso sul futuro del tratto ferroviario Aosta-Pré-Saint-Didier e sulla funzionalità della ferrovia Chivasso-Aosta;

Rilevata la necessità di un progetto complessivo della Regione che formuli proposte nuove di utilizzo della ferrovia all'interno di un piano regionale dei trasporti;

Interpellano

il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore all'Industria e Commercio per conoscere quali siano le proposte della Giunta regionale in merito all'utilizzo della ferrovia Chivasso-Aosta-Pré-Saint-Didier e quali sono le intenzioni della Giunta in merito alla necessità di avere al più presto un piano regionale dei trasporti.

Aosta, 24 gennaio 1979

F.ti: Tonino Alder - Igino Bajocco

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Mozione

Il Consiglio regionale

Preso atto della notizia che il Ministro dei Trasporti vorrebbe sopprimere il tratto di linea FF. SS. Aosta-Pré-Saint-Didier perché "ramo secco";

constatato l'insoddisfacente collegamento ferroviario fra Aosta-Chivasso-Torino;

convinto della necessità di mantenere la linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier quale mezzo di collegamento rapido e frequente fra Aosta e l'Alta Valle per trasporto popolazione, studenti e operai pendolari ivi residenti, e delle necessità di migliorare i tempi di percorso ed i mezzi di trasporto fra Aosta e Torino;

impegna la Giunta

a volere prendere contatti con il Ministero dei Trasporti per:

1) rivedere la sua proposta di soppressione del tratto ferroviario Aosta-Pré-Saint-Didier;

2) avviare trattative per ammodernare impianti e mezzi di trasporto e concordare tempi e modalità per l'attuazione di un trasporto ferroviario potenziato ed adeguato sulla linea ferroviaria Chivasso-Aosta-Pré-Saint-Didier.

Aosta, li 19 gennaio 1979

F.to: Dujany Cesare

Dolchi (P.C.I.) - Allora diamo la parola per l'illustrazione al Consigliere Nebbia.

Dujany (D.P.) - Non vale la pena trattare congiuntamente anche la mozione su questo argomento, in modo da permettere al Consiglio di fare una discussione un po' più completa ed un intervento più generalizzato?

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio è d'accordo sulla discussione della mozione? D'accordo. Adesso la parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Queste interpellanze e questa mozione riguardano tutte lo stesso argomento e ciò sta a significare il notevole interesse da parte del Consiglio su questo tema. Le notizie che erano state pubblicate su La Stampa di mercoledì 17 gennaio davano un elenco di linee ferroviarie, del Piemonte e della Valle d'Aosta, che avevano un bilancio notevolmente in deficit, cioè un rapporto tra spese e introiti che era circa di 20 a 1. A tale notizia si aggiungeva quella di una volontà da parte delle ferrovie, mi pare sollecitate dai Ministeri interessati, di chiudere queste linee in modo da diminuire il deficit, oppure di caricare questo deficit sul bilancio dello Stato e scaricarlo conseguentemente da quello dell'Azienda autonoma delle ferrovie.

La conoscenza che ho avuto di questi fatti viene da notizie di stampa ed è per tale motivo che ho chiesto se la Giunta avesse delle notizie più complete e definitive e quindi anche che cosa intendesse fare per poter ovviare a questa chiusura, nel quadro di un piano generale dei trasporti pubblici in Valle d'Aosta che sarebbe opportuno fosse approntato e discusso. Sull'importanza della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier, e direi forse ancor più della linea Chivasso/Ivrea/Aosta, penso che si sia tutti d'accordo; è forse opportuno richiamare alcuni dati, per esempio che sul tratto Aosta-Pré-Saint-Didier ci sono attualmente occupate circa 110 persone fra operatori viaggianti e operatori fissi addetti alla manutenzione, ai passaggi a livello, eccetera, e alle stazioni, quindi la chiusura di questa linea comporterebbe una diminuzione della forza lavoro in Valle d'Aosta di un equivalente numero di perone. Si era discusso anche tempo fa di trattative che la Giunta regionale aveva intrapreso, mi pare con il Ministero della Difesa, per poter fare in modo che la linea Chivasso/Ivrea/Aosta passasse dal controllo del Genio militare a un controllo civile, questo per aumentare il numero di posti lavoro, però non si è più saputo nulla a questo proposito.

È importante però che tutte queste azioni vengano inquadrate in un piano regionale dei trasporti pubblici che dia alla ferrovia il peso che questa deve avere, specie se la confrontiamo con le prospettive, che sinora sono ancora forse a lungo termine, della diminuzione di disponibilità del carburante per trazione stradale e dei costi di trasporto per strada, che sono circa 5 volte superiori a quelli su rotaia, alla luce delle quali la ferrovia è destinata per le proprie caratteristiche a riprendere lentamente il sopravvento, sia per quanto riguarda il trasporto passeggeri, sia per quanto riguarda il trasporto di merci. Oltretutto la ferrovia in Valle d'Aosta, per come è nata e per la conformazione naturale della Valle, è un servizio che serve abbastanza capillarmente il maggior numero dei centri abitati e quindi sarebbe opportuno e possibile utilizzare questa linea, naturalmente con un rafforzamento della sede e con un potenziamento degli impianti mobili, per i trasporti pendolari interni, specialmente dei giovani. Invece, risulta che proprio nel caso della ferrovia di Pré-Saint-Didier, i mezzi di trasporto che scendono da Pré-Saint-Didier, una volta arrivati a Saint-Pierre sono già pieni, specie di studenti, tanto che si è creato un nuovo servizio di autobus da Saint-Pierre fino ad Aosta al solo ed esclusivo servizio degli studenti.

Ci sono poi altre possibilità e prospettive che sinora non sono mai state sfruttate e utilizzate, se non in modo parziale con trasporti difficoltosi lenti, e sono i collegamenti con la pianura, con Torino, con Milano, che comportano un viaggio piuttosto lungo rispetto alle distanze da percorrere e sembra quindi opportuno che la Giunta regionale prenda i necessari contatti con l'Azienda delle ferrovie e con il Ministero della Difesa per un potenziamento complessivo della linea, potenziamento che è oggi indispensabile altrimenti fra 20 anni ci troveremo a non avere quasi possibilità di muoverci in Valle.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti per l'illustrazione dell'interpellanza.

Berti (Art. e Comm. Vald.) - Penso che siamo più meno tutti quanti sulla medesima linea e che sia il medesimo l'impegno chiesto al Consiglio sia dalla mozione del Consigliere Dujany, sia dall'interpellanza del Consigliere Nebbia, lo scopo e l'obiettivo principale è quello non di togliere la linea ma bensì di potenziarla perché è evidente che esiste un disservizio verso gli utenti e verso i cittadini, soprattutto da Aosta a Pré-Saint-Didier, oltre che da Aosta a Torino. A mio avviso direi di impegnare il Consiglio regionale e la Giunta affinché promuovano un miglioramento al servizio stesso tenendo presente anche il fattore non indifferente del trasporto merci su rotaia e creando anche un parco in un certo punto, non ad Aosta, ma in un paese dell'Alta Valle, per poter smistare le merci attraverso altre Regioni del nord Europa.

Vorrei sentire la replica del Presidente della Giunta o dell'Assessore interessato per ripromettermi di fare una controdeduzione.

Dolchi (P.C.I.) - Allora ancora un'illustrazione. La parola al Consigliere Bajocco.

Bajocco (P.C.I.) - La nostra interpellanza si rivolge al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore all'Industria e Commercio per conoscere quali siano le proposte della Giunta regionale in merito all'utilizzo della ferrovia Chivasso/Ivrea/Aosta/Pré-Saint-Didier e quali siano le intenzioni della Giunta in merito alle necessità di avere al più presto un piano regionale dei trasporti. Il problema non è di oggi, il problema è di anni, non ci si può muovere solo quando vi è il problema impellente ma occorre muoversi subito per poter questo grave problema. L'abolizione della linea Aosta/Pré-Saint-Didier creerebbe gravi disagi, grossi problemi per tutta la popolazione dell'Alta Valle, problemi per gli studenti, per gli operai e per il turismo.

Il piano nazionale per potenziare il trasporto ferroviario prevede un investimento di tremila miliardi, questo è un elemento positivo, era da una decina di anni che non si investiva denaro in questa direzione, miliardi su miliardi sono stati stanziati per autostrade, molte di queste anche inutilizzate, pur di fare l'interesse di pochi. Il piano nazionale prevede la soppressione di certi tronchi ferroviari nel Piemonte, in altre parti d'Italia perché giudicati improduttivi, la Giunta regionale della Valle d'Aosta cosa ha fatto per il nostro "ramo secco" come viene chiamato? A mio avviso si deve muovere perché il problema non è solo della linea Aosta/Pré-Saint-Didier, ma è bensì della linea Chivasso/Ivrea/Aosta. Parlare di autonomia vuol dire far l'interesse della Valle d'Aosta, qui si porta avanti un grande discorso con gli slogans, per il fatto in Valle d'Aosta la lingua francese è parificata alla lingua italiana, sul problema del patois e tutte queste cose, mi viene in mente che nel lontano fascismo dicevano che quelli che portavano la camicia nera erano quelli che avrebbero salvato l'Italia, non vorrei che oggi, con questi slogans, si pensi veramente di salvare l'Italia come quelli di allora!

Il piano nazionale prevede che le Regioni elaborino i loro piani e che questi siano discussi e contrattati a livello ministeriale; chiediamo alle forze di maggioranza cosa intendano fare a livello regionale per questo piano regionale dei trasporti, a mio avviso il problema impellente è che dobbiamo batterci per mantenere la linea attuale, potenziarla, rinforzarla, dobbiamo farla funzionare in un modo diverso, intervenire con i Ministeri competenti per coordinare gli orari di coincidenza. A mio avviso occorre che la ferrovia stessa e i vagoni vengano modernizzati, vengano attrezzati in un modo diverso se vogliamo veramente spingere la popolazione a prendere i treni valdostani. Dobbiamo intervenire per salvaguardare la sopravvivenza delle 250 famiglie che incidono anche sull'economia valdostana; costoro infatti, se queste linee chiudessero, sarebbero sbattuti in altre parti d'Italia e questo di sicuro non farebbe l'interesse di questa gente, né l'interesse della Valle d'Aosta e neppure l'interesse dell'occupazione che oggi nella nostra Regione è già carente.

Dujany (D.P.) - lo non ho molto da aggiungere, perché mi pare che coloro che mi hanno preceduto hanno svolto sufficientemente questo problema, mi riservo di prendere la parola dopo aver sentito i passi fatti dalla Giunta, non so da chi o dal Presidente o dall'Assessore, e quali sono naturalmente le proposte che sono emerse da questi contatti avvenuti presso il Ministero dei Trasporti.

Chabod (D.C.) - I rappresentanti della Regione Valle d'Aosta, durante un incontro avuto con i rappresentanti del Ministero dei Trasporti a Roma, preso atto dei provvedimenti previsti dalle Ferrovie dello Stato nel progetto di piano integrativo e nel sottolineare la stretta interdipendenza dei problemi ferroviari della Valle con quelli del Piemonte, hanno chiesto il raddoppio della linea Chivasso/Ivrea e hanno sottolineato l'esigenza di ridurre i tempi di trasporto fra Torino e Aosta che attualmente variano da un minimo di due ore a 3 ore e oltre, indicando l'opportunità sia di interventi di rettifica della sede, sia di elettrificazione della linea. Hanno inoltre respinto l'ipotesi di soppressione dell'Aosta/Pré-Saint-Didier, che rappresenta un collegamento alternativo nella stagione invernale e nella stagione estiva può alleggerire la strada ordinaria sovraccarica di traffico; esistono inoltre possibilità interessanti di integrazione fra le autolinee e la ferrovia. I rappresentanti della direzione generale delle Ferrovie dello Stato, fatti presenti i limiti in cui si muove il piano integrativo, hanno sottolineato che gli interventi di tecnologia previsti, perseguendo uno snellimento della circolazione, potranno contribuire a contenere i tempi di percorso.

Altri miglioramenti potranno ottenersi utilizzando parte del nuovo materiale rotabile in corso di realizzazione. Il Compartimento di Torino, anche attraverso l'intensificazione dei rapporti con la Regione, può avviare fin d'ora delle iniziative organizzative di orario per migliorare, già nelle condizioni attuali, la rete dei collegamenti diretti e di quelli a carattere pendolare. Di tutto questo ho già parlato con quelli che fanno trasporti con gli autobus, con i pullman, e presto avremo un incontro anche con le Ferrovie dello Stato, con il Ministero dei Trasporti e con i responsabili della Valle.

Dolchi (P.C.I.) - È pertanto aperta la discussione generale. La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Credo che ripeterò male quello che Dujany aveva detto bene in altri tempi, e cioè che il problema della ferrovia in Valle d'Aosta si pone essenzialmente in due termini. Il primo è che occorre battersi perché la ferrovia venga mantenuta, ed è una posizione debole in quanto i conti consuntivi economici di questo ramo evidenziano una serie di deficit rilevanti e di conseguenza conducono alla presa di posizione delle Ferrovie dello Stato e del Ministero dei Trasporti a favore della soppressione, quantomeno, della linea Aosta/Pré-Saint-Didier. Il secondo è che occorre battersi perché vengano fatti investimenti: l'investimento principale dovrebbe essere l'elettrificazione di tutta la linea, perché se questa linea non viene elettrificata e rimane con gli attuali tipi di binari, i tempi di trasporto possono essere sì migliorati, giocando sugli orari e cose di questo genere, ma rimarranno sempre lunghi e relativamente più costosi.

Il piano integrativo delle Ferrovie dello Stato per adesso prevede soltanto dei grossi investimenti sulle grandi linee e in particolare sul raddoppio della Roma/Firenze/Milano per treni TGV (Trains Grande Vitesse e cose di questo genere), non sono invece previsti investimenti per le nostre linee, però io credo, riprendendo anche quanto diceva il Consigliere Nebbia, che sia indispensabile, oltre al mantenimento in funzione, un ammodernamento della ferrovia, perché impiegare quasi un'ora e un quarto per arrivare da Aosta a Pré-Saint-Didier è evidentemente un invito a usare la macchina o a usare altri mezzi di trasporto, anche se gli orari fossero studiati in maniera un po' meno irrazionale! Il difetto che la nostra linea ha è quello di essere un "cul de sac", di partire da Torino e di bloccarsi a Pré-Saint-Didier; tutti sanno che avevamo fatto dei tentativi, forse anche un po' troppo grandiosi, di sbloccare la ferrovia della Valle d'Aosta con dei progetti di comunicazione ferroviaria con i paesi al di là delle Alpi, e che evidentemente questi sono stati esaminati ma non presi in considerazione. Di conseguenza la nostra proposta è quella di mantenere la ferrovia, ma di fare anche contemporaneamente un piano di investimenti ferroviari che porti questo ramo ad essere funzionale e di conseguenza a migliorare anche il rapporto fra ricavi e spese.

Per quanto riguarda la smilitarizzazione a cui accennava il Consigliere Nebbia, vi è stato un rifiuto netto da parte del Ministero della Difesa; non credo che questo rappresenterebbe un incremento notevole dell'occupazione in quanto il Genio ferrovieri, se le mie informazioni sono esatte, si aggiunge alla gestione civile della ferrovia, ma la smilitarizzazione sarebbe comunque una delle prove evidenti che questo ramo non è considerato come un ramo particolare di montagna, con particolari tipi di binari, e quindi unico ramo in Italia adatto per 1'addestramento del Genio ferrovieri.

Un'ultima considerazione è che sarebbe indispensabile, nel programmare a lunga scadenza la linea ferroviaria della Valle d'Aosta, riprendere il discorso del collegamento Ivrea/Biella/Milano che potrebbe dare un senso, in un futuro - ammesso che le previsioni piuttosto tristi del Consigliere Nebbia si verificassero - ad un'estensione della rete ferroviaria che porterebbe la Valle d'Aosta in una situazione del tutto differente. Riprenderò la parola in seguito.

Dolchi (P.C.I.) - Nella discussione hanno chiesto di intervenire i Consiglieri De Grandis e Dujany. La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Io volevo solo aggiungere alcune considerazioni che mi sembrano di notevole interesse. Innanzitutto dobbiamo tenere presente, e ormai credo non sfugga più a nessuno, che il costo del trasporto privato diventa sempre più elevato, quindi questo porterà in tempi abbastanza brevi alla necessità di collegamenti di carattere pubblico molto più efficaci. Se è vero che l'Aosta/Pré-Saint-Didier è un ramo secco, perché i costi sono quelli che sono rispetto agli introiti, è altrettanto vero che questo deriva in massima parte dal fatto che si tratta di un collegamento ferroviario del tutto inadeguato alle esigenze del trasporto. Il punto è questo: se la si lascia deteriorare in questo modo la ferrovia sarà sempre più un ramo secco e quindi sempre di più insisteranno per troncarla, invece noi abbiamo bisogno che la ferrovia diventi veramente uno strumento di trasporto efficace per collegarci non soltanto ad Ivrea, ma anche a Torino o a Milano, considerato che siamo una Regione turistica e abbiamo estrema necessità di avere dei collegamenti rapidi ed efficaci. L'elettrificazione è uno dei punti fondamentali per raggiungere questo scopo, anche perché all'elettrificazione si collega il problema dell'inquinamento che non è da poco, perché non possiamo prevedere trasporti pubblici effettuati con pullman che inquinano, che sono condizionati dalle strade, dalle avverse condizioni del tempo, come la nebbia e il ghiaccio che sappiamo per diretta esperienza che disastri provocano, quindi la ferrovia deve rappresentare un punto di sviluppo per la nostra Regione.

Volevo dire anche questo: un'altra necessità è quella di prevedere un collegamento efficiente della ferrovia con tutte le stazioni di turismo estivo e invernale, ma anche di pensare questo collegamento in funzione degli impianti di risalita di cui noi disponiamo. Facciamo un esempio rapidissimo: si è fermata la funivia Aosta/Pila con grave disagio per i cittadini di Aosta e per quelli che vengono da fuori Aosta che sono costretti a risalire fino lassù con i pullman o con le auto, se prevediamo quindi un nuovo impianto che colleghi Aosta con Pila è evidente che bisogna anche prevedere un collegamento diretto tra la stazione ferroviaria in arrivo da Torino e da Milano e la partenza del nuovo impianto che dovrà collegare Aosta con Pila. L'ideale sarebbe certamente avere una cremagliera e collegare la partenza della cremagliera con la stazione ferroviaria, così lo sciatore scende e risale sull'altra cabina che lo porta a Pila. Queste sono le modalità con le quali fare del trasporto pubblico un qualcosa di efficace, qualcosa di effettivamente fruibile non solo dal cittadino valdostano ma anche dal turista. È chiaro che per il turista che viene, ad esempio, da Milano in una giornata invernale, con il rischio della nebbia o del ghiaccio, il poter evitare tali rischi attraverso un trasporto pubblico rapido, efficace che lo conduce direttamente ai campi di sci, diventa un grande vantaggio, ed in tal modo non si potrebbe più parlare del tratto Aosta/Pré-Saint-Didier come di un ramo secco.

Anche la smilitarizzazione è importante, probabilmente ci saranno delle difficoltà nel chiedere allo Stato il potenziamento della linea, l'elettrificazione, alcune modifiche di tracciato indispensabili per renderlo rapido. Evidentemente dobbiamo pensare a far rientrare tale intervento in quel "pacchetto" che dovremmo presentare al Governo in sostituzione della chiusura della miniera di Cogne.

Dujany (D.P.) - Mi pare che il problema dei trasporti non sia oggetto di questa discussione, sebbene sarebbe opportuno, ci siamo limitati in questa serie di interpellanze e di mozioni ad incentrare la nostra attenzione su un aspetto del trasporto che è quello ferroviario. Questo non vuol dire naturalmente non interessarsi all'altro grosso problema del trasporto su strada, però in questo momento limitiamo il nostro problema al settore ferroviario. Credo che siamo tutti d'accordo nel sostenere che la ferrovia, anche se è "a cul de sac", non è un mezzo di trasporto che appartiene al passato, anzi, si nota quotidianamente un seppur lento ritorno a tale mezzo di trasporto comune a causa dei costi sempre più elevati e sempre più preoccupanti del petrolio. Il trasporto pubblico ferroviario diventa quindi sempre più importante ed anche lo Stato italiano in questo momento, dopo averlo abbandonato nell'arco di 15-20 anni ed aver preferito finanziare le autostrade e privilegiare lo sviluppo del trasporto privato, si sta preoccupando dei guai di questa iniziativa e sta di nuovo dando uno sguardo, seppur in un modo estremamente confuso e in un modo estremamente generico, al problema del trasporto pubblico e, in particolare, al problema del trasporto pubblico su rotaia.

Mi pare che la risposta data dall'Assessore, che è abbastanza precisa, non mi sembra però sufficientemente concreta sul piano informativo, cioè mi appare come una risposta piena di buoni propositi, ma non di proposte concrete. Ritengo che sia opportuno cercare ad inserirci in questo programma dei trasporti di carattere nazionale che tende, come ha detto il Presidente della Giunta, a rivolgersi essenzialmente sulle lunghe linee di percorso per far sì che non si concentri solo in quella direzione. Per poter però decidere qualcosa di concreto in una situazione generale di estrema confusione, di estrema lentezza burocratica, di estrema difficoltà di realizzazione quale naturalmente è la realtà nella quale ci troviamo, credo che dobbiamo farci attori noi di un progetto abbastanza preciso di quel che vogliamo fare sulla linea Chivasso/Aosta e sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier. Credo che sia superato il discorso della soppressione della tratta, in base all'incontro avuto, però non è sufficiente fermarsi a questa prima fase, bisogna far sì che questo non sia più un ramo secco e per far questo occorre che il servizio sia efficiente e che sia utilizzato dalla gente.

Ora sappiamo quali sono le caratteristiche negative di questo mezzo di trasporto, alla luce dell'attuale situazione della linea possiamo dire che la tratta Chivasso/Aosta/Pré-Saint-Didier ha delle costanti abbastanza comuni, ha una lunghezza di circa 150-160 chilometri, non è elettrificata, è a semplice binario, ha un'elevata pendenza - basti pensare che l'Aosta/Pré-Saint-Didier ha una pendenza del 30 per mille - ha un andamento estremamente sinuoso e quindi ha delle velocità commerciali estremamente basse, direi di circa 50-60 chilometri all'ora quando addirittura non arriviamo a 25- 30 chilometri. Di fronte a questa realtà chiaramente un trasporto del genere non può essere un trasporto gradito, a parte poi alcune difficoltà di carattere quotidiano di una gestione insufficiente del servizio. Quindi dinanzi a questi problemi di fondo il problema del trasporto è e rimane un problema molto grave, rendiamoci conto che è l'unico mezzo ferroviario di comunicazione che abbiamo! Se dovessimo poi discutere il problema più in generale, dovremmo tenere conto non solo della linea ferroviaria, ma del fatto che la Valle d'Aosta è, sì, situata ai confini d'Italia, ma è anche vicina alle grandi città del paese italiano, si trova nel cuore delle Alpi e le Alpi sono a loro volta nel cuore dell'Europa cui è collegata attraverso i due Trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Quindi questo può avere delle ripercussioni sul modo di organizzare i mezzi di trasporto, e allora non si tratta più del solo trasporto ferroviario, ma anche di quello stradale, in una visione di sviluppo culturale della nostra gente e di sviluppo anche del turismo, perché se non abbiamo trasporti è inutile parlare di turismo, è inutile fare grosse pubblicità, perché il trasporto privato rischia di raggiungere costi impossibili.

Comunque, per tornare al problema del tronco ferroviario, io direi di rivedere la proposta di soppressione del tratto Aosta/Pré-Saint-Didier, e piuttosto avviare delle trattative per ammodernare gli impianti che sono vecchissimi, perché dobbiamo essere in condizione di fare un progetto preciso, in collaborazione con la Regione Piemonte - visto che vi siamo collegati materialmente e non possiamo chiuderci in un provincialismo che non avrebbe senso - in cui si precisi quali sono le varie esigenze, che cosa vogliamo, e poi prendere contatti chiari con il Ministero dei Trasporti e vedere quali sono le tappe e i mezzi di finanziamento previsti da questo piano generale che è predisposto dal Ministero dei Trasporti.

Ancora una parola sulla smilitarizzazione. Andrione, se tu fossi un Prefetto romano, avresti potuto dire meglio quello che hai detto, mi dispiace, non è che il Genio ferrovieri è in Valle d'Aosta perché è la linea più idonea che i militari avessero potuto trovare in tutta Italia, ma è perché fa comodo! Questo non è un grosso mezzo - io non voglio essere un razzista - ma non è un grosso mezzo di inquinamento continuo e un'asportazione di posti di lavoro? Rendiamoci conto che su una linea ferroviaria del genere potrebbero essere occupate facilmente un centinaio di persone, 100-150 persone che potrebbero essere utilizzate e sparse naturalmente in tutti i Comuni. So che non è una battaglia facile, perché è una battaglia estremamente legata ad un concetto nazionalistico e ad un concetto militare, per me è un militarismo che non ha serietà e che non ha nessuna validità concreta, è piuttosto un problema di prestigio e siccome in Italia il prestigio vale più della sostanza è una battaglia molto difficile, però dobbiamo essere noi prima di tutto convinti di affrontarlo, non in un'ottica di antimilitarismo, ma in un'ottica di creazione di posti di lavoro per la nostra gente e di un servizio che sia meno scolastico e il più serio possibile.

Nebbia (P.S.I.) - Io vorrei aggiungere alcune cose a quanto già detto e precisare alcune informazioni che il Presidente della Giunta ha dato, particolarmente quella relativa alla smilitarizzazione: a me risulta che non è che i militari si aggiungano al personale civile, che comunque dovrebbe esistere in una certa misura, ma che è alternativo al personale civile e quindi la presenza dei militari, come diceva Dujany, comporta una riduzione del numero di posti lavoro che potrebbero essere disponibili. Un altro fatto: il Presidente della Giunta ha parlato di elettrificazione e su questo concordo pienamente, perché sarebbe opportuno che le due linee a monte e a valle di Aosta fossero elettrificate, anche se quella a monte di Aosta lo era ed è stato distrutto l'impianto, però mi pare, almeno dalle informazioni che ho io, che dal fatto che la linea Chivasso/Ivrea/Aosta sia militarizzata comporta praticamente la non volontà dell'elettrificazione, nel senso che i militari utilizzano macchine a combustione interna, e non macchine elettriche, perché sono sempre efficienti e non hanno bisogno di impianti esterni, quindi c'è questo grosso problema da risolvere, cioè che probabilmente fino a che la linea sarà militarizzata non potrà essere elettrificata.

Vorrei sollecitare la Giunta a prendere una certa posizione su altri due aspetti: quello dei trasporti interni alla Regione e quello dei collegamenti esterni. È vero che la Regione è un "cul de sac" e bisognerebbe rompere questo "cul de sac", però per farlo occorrerebbe avere contatti e fare pressioni anche con i Governi svizzero e francese perché queste cose si risolvono non solo con gite a Roma presso il Ministero dei Trasporti, ma con contatti a livello internazionale. Dopo la fase dei grandi Trafori alpini, la fase che sta ancora continuando con il Fréjus e con il San Bernardino, si dovrà di nuovo passare alla fase dei Trafori alpini di tipo ferroviario che avranno naturalmente in Valle d'Aosta una possibilità di localizzazione, soprattutto se teniamo presente che la linea ferroviaria del Fréjus, che è del 1860-1870, è una linea che deve essere completamente rifatta per la parte di accesso al Traforo e che è attualmente satura, e se pensiamo che dall'altra parte il Sempione, è saturo anch'esso per altri motivi. Le possibilità sono quindi o di un potenziamento di questi passaggi che esistono o la ricerca di un nuovo passaggio, e qui dovrebbe essere secondo me la Regione a farsi parte attiva presso i diversi Governi per sostenere un'ipotesi di passaggio attraverso la Valle d'Aosta, passaggio che potrà essere o sotto il Monte Bianco secondo alcuni progetti, o sotto il Gran San Bernardo secondo altri progetti, se il collegamento deve essere con la Valle del Rodano. Quindi qui la Regione deve essere presente, non sarà un processo rapido evidentemente, però ci sono anche da parte della Regione Piemonte delle ipotesi, che erano negli studi del piano di sviluppo piemontese, di un collegamento nell'area nord-occidentale, perché il Piemonte è abbastanza escluso, se non per la parte orientale, dal collegamento del Sempione e gravita tutto su quello del Fréjus. Questo è l'aspetto internazionale o interregionale.

C'è poi l'aspetto locale che forse è altrettanto importante, e che comunque dovrebbe essere attivato in ogni caso, e riguarda l'utilizzazione della linea di Fondo Valle come una linea metropolitana regionale con collegamenti rapidi a mezzo di materiale leggero. In questo caso l'ipotesi potrebbe anche essere quella di finanziare direttamente certe soluzioni, perché non è detto che se la linea a monte di Aosta rimane sotto il controllo delle ferrovie questa diventi per sé stessa efficiente, quindi la Regione dovrebbe forse intervenire finanziando l'acquisto di materiale rotabile e certe installazioni. Secondo me la Giunta dovrebbe impegnarsi in questi due settori costituendo un ufficio regionale di coordinamento di tutti i trasporti, che studi specificamente questi problemi e che prepari il piano regionale dei trasporti pubblici.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io penso che non sia sufficiente parlare di sostenere il mantenimento della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier, mentre di fatto la si lascia morire lentamente e si fanno dei progetti per la autostrada Aosta/Chamonix e per il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco! Nell'attuale situazione la soppressione della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier da parte della Ferrovie dello Stato e del Ministero dei Trasporti è evidentemente una decisione logica e coerente, una decisione seria perché, come diceva il Presidente della Giunta, il tratto Aosta/Pré-Saint-Didier è uno dei più deficitari di tutta la linea ferroviaria, di tutta la rete ferroviaria italiana.

Bisogna quindi muoversi e cercare di agire sulle cause che hanno determinato questa situazione e sulle responsabilità che ci sono, responsabilità che, a mio avviso, vanno individuate in strutture ben precise, come il Compartimento ferroviario di Torino, come la Regione Autonoma Valle d'Aosta, per quello che non ha fatto, come il Genio ferrovieri (vedremo in seguito per tutta una serie di responsabilità che gli competono). Ora, in questi ultimi dieci anni si parla di potenziare la linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier, ma si è fatto di tutto per farla morire lentamente e quindi dichiararne una soppressione di fatto. Posso citare una serie di decisioni che sono state prese e che hanno determinato di fatto l'inutilità di questa linea: nel 1968 è stata abolita la trazione elettrica, mentre l'elettrificazione già esistente sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier avrebbe potuto essere un incentivo per elettrificare poi il tratto da Aosta a Chivasso, si è fatto invece l'inverso, cioè si è abolita anche quella parte della linea che era elettrificata, oltretutto senza considerare il fatto che in un tratto come l'Aosta/Pré-Saint-Didier, con le pendenze e le curve che ci sono, l'elettrificazione era indispensabile per permettere ai treni di raggiungere una certa velocità.

Un secondo aspetto su cui ci si è mossi è l'abolizione di una serie di servizi diretti su Torino e su altre località. In questi ultimi anni si è assistito ad una costante eliminazione dei servizi diretti in partenza da Pré-Saint-Didier per Torino, per cui i viaggiatori sono costretti a trasbordare ad Aosta, spesso non ci sono le coincidenze con i treni che partono da Torino e questo chiaramente si traduce in una disincentivazione dell'uso della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier.

Un terzo aspetto è l'abolizione in questi ultimi anni del servizio merce a carro completo: attualmente su tutta l'Aosta/Pré-Saint-Didier c'è ormai soltanto la stazione di Morgex che è abilitata per il trasporto merce a carro completo e poche altre stazioni hanno inoltre l'abilitazione per il ricevimento della spedizione dei pacchi, quindi è chiaro che ciò non contribuisce a rendere vitale questo tronco.

Un quarto elemento: i mezzi di locomozione che sono impiegati sull'Aosta/Pré-Saint-Didier. Attualmente sono impiegate delle automotrici che sono totalmente inadatte per il servizio di questa linea, mentre quelle che erano adatte sono state spostate nel sud-Italia; è stato fatto un ricambio delle automotrici che non ha dato buoni risultati infatti, basta parlare con i ferrovieri che fanno il tratto Aosta/Pré-Saint-Didier, i quali dichiarano che quando arrivano a Pré-Saint-Didier queste automotrici rischiano tutte le volte di bloccarsi perché la pendenza è tale che richiede una macchina completamente diversa da quelle che si usa adesso.

Quinto elemento: la mancanza di un deposito locomotive ad Aosta. Anche questo esisteva, anche questo è stato abolito, quindi manca un Capo Deposito, un Coordinatore del personale di macchina e un Capo del personale viaggiante. Manca anche un carro di soccorso in caso di incidenti, per risolvere la situazione e sbloccare la linea, e manca persino la locomotiva di soccorso per cui se c'è un guasto alla locomotiva il treno non più partire.

Sesto punto, ed è un problema molto grosso: il rapporto fra Genio ferrovieri e il personale delle Ferrovie dello Stato. I rapporti fra i due tipi di personale sono difficili, anche perché il personale del Genio ferrovieri, che evidentemente risponde ad una certa logica, ad una certa impostazione, ha una certa difficoltà ad adattarsi ad un rapporto e ad una gestione della linea ferroviaria di tipo flessibile, cioè tendono a seguire molto rigidamente certe norme e inoltre, essendo il loro un addestramento, non appena il personale è minimamente preparato viene sostituito, con riflessi negativi sia sulla gestione della tratta, sia all'interno stesso della gestione della stazione. Questa grossissima incompatibilità fra il personale che appartiene al Genio ferrovieri e il personale delle Ferrovie dello Stato all'interno della direzione della stazione, determina elementi di contrasto e tutta una serie di problemi e quindi disorganizzazione del servizio.

Un altro elemento - se vogliamo limitato, però presente - è che su tutta la linea da Chivasso a Pré-Saint-Didier esiste un solo spartineve, per cui quando c'è una nevicata di una certa abbondanza, c'è la lite appunto fra il Genio ferrovieri e il personale delle Ferrovie dello Stato per chi deve usare lo spartineve, se disattivare prima il tratto di Aosta a Pré-Saint-Didier o se disattivare prima il tratto da Aosta a Chivasso. Un altro problema che si è presentato più volte in questi ultimi anni è il rischio, che è sempre incombente non solo nel tratto Aosta/Chivasso, ma anche nel tratto Aosta/Pré-Saint-Didier, di cadute di massi, di frane, eccetera; manca cioè anche, diciamo così, una sorveglianza sulle infrastrutture ferroviarie.

Infine, l'ultimo punto è il mancato coordinamento con il servizio autostradale, cioè non ci sono coincidenze alle stazioni, basta controllare l'arrivo e la partenza dei treni a Courmayeur e la partenza e l'arrivo dei pullman a Pré-Saint-Didier: se c'è un diretto che arriva da Torino a Pré-Saint-Didier - mi pare alle 11 e qualcosa - e non c'è nessun pullman che porta a Courmayeur è chiaro che questo si traduce in una totale mancanza di incentivazione ad usare il treno e invece in un'incentivazione al trasporto attraverso i pullman, trasporto quest'ultimo che, ricordiamo, costa alla Regione un sacco di soldi, ovvero gran parte del bilancio dell'Assessorato Industria, Commercio e Artigianato.

Un'ultima cosa da tenere in considerazione riguarda la smobilitazione del Genio ferroviario: tenete presente che esiste una tendenza presso il Ministero della Difesa, non solo a mantenere la gestione dell'Aosta/Chivasso, ma a farsi avanti per gestire direttamente l'Aosta/Pré-Saint-Didier. Tutta una serie di misure sono state fatte proprio in quella direzione, come ad esempio le dichiarazioni del tipo: "visto che quella linea è deficitaria, la prendiamo in gestione noi per l'addestramento". Questa è una cosa da tener ben presente, è chiaro che è totalmente diversa dalla prospettiva di rendere questo servizio efficiente. Quindi, in conclusione, non basta evidentemente dire "no" sulla questione della ferrovia, bisogna mettere in pratica delle iniziative concrete per potenziarla, per farne uno strumento utilizzabile dalla popolazione della Valle d'Aosta.

Pertanto io sono d'accordo con la mozione del Consigliere Dujany, però vorrei che non ci si limitasse poi alle parole, ma che si agisse in concreto con dei progetti. Esiste, ad esempio, la prospettiva del collegamento ferroviario Aosta/Chamonix, che potrebbe avere un grosso rilievo non solo nel trasporto viaggiatori, ma anche nel trasporto merci, risolvendo anche in parte il problema dei TIR, il problema della superstrada Aosta/Courmayeur. Ecco, questa è la possibilità di realizzazione di questi progetti, che vanno studiati fino in fondo e non vanno soltanto ipotizzati, ma definiti concretamente, coordinando il rapporto fra servizio ferroviario e servizio stradale, risolvendo i problemi di gestione quotidiana della ferrovia ed affrontando il problema della smilitarizzazione dell'Aosta/Chivasso.

Dolchi (P.C.I.) - Era iscritto a parlare il Consigliere Minuzzo...ha rinunciato. Ci sono altri che intendono prendere la parola?

Andrione (U.V.) - Solo qualche breve considerazione. A me risulta che un piano esista, credo che risalga al 1940 o al 1939, quando si era pensato alla ferrovia per il trasporto militare accelerato. E non credo che la difficoltà sia quella di presentare un piano, le difficoltà sono quelle che sono state sottolineate nella discussione, in quanto se vi fossero degli investimenti, tutto il ragionamento fatto dal Ministero della Difesa, che io ho riportato forse troppo succintamente, cadrebbe una volta che la Chivasso/Aosta non fosse più quella ferrovia di serie D, con i binari corti, con il percorso sinuoso, con quelle caratteristiche che sono le ragioni per le quali il Ministero delle Difesa si è rifiutato di accettare la nostra proposta di smilitarizzazione. I due problemi sono quindi strettamente legati, e per quanto riguardava l'ipotesi di un Traforo da Le Fayet, il tutto era legato al Tunnel sotto la Manica, per cui ci sarebbe stata la comunicazione diretta brevissima da Londra a Roma tutta per ferrovia. Attualmente, come credo il Consigliere Nebbia sappia, la Francia ha invece scelto il sistema autostradale e ha costruito tutte quelle autostrade Chambéry, Lyon, eccetera...spingendo addirittura per il raddoppio del Traforo del Monte Bianco, cosa che dall'altra parte non è stata presa in considerazione.

Per quanto riguarda la ferrovia, di cui parlava Riccarand, per collegare direttamente Pré-Saint-Didier e Chamonix, l'esperienza insegna che le navette non funzionano, tanto che gli svizzeri, pur avendo già la ferrovia ed il sistema delle navette, si sono costruiti l'autostrada sotto il Gottardo, perché le navette costano enormemente.

A noi sembra che la ristrutturazione della ferrovia Chivasso/Pré-Saint-Didier debba essere fatta con una visione futura e quindi tenendo presente fattori che certamente porteranno ad una maggiore economicità del trasporto ferroviario rispetto al trasporto su gomme, tenendo altresì presente i fattori del non inquinamento di un certo tipo di trasporto ferroviario, nonché la possibilità di un'utilizzazione, non dico per una metropolitana perché qui mancano i numeri, ma comunque di un'utilizzazione che sia differente e che sia più aderente alle reali necessità della popolazione, perché così com'è utilizzato adesso quel treno - ed è stato sottolineato diverse volte - non è assolutamente in grado di rispondere alle esigenze degli utenti.

Quindi anche noi accettiamo la mozione presentata dal Consigliere Dujany e direi che i rischi che questa mozione si traduca poi in un urto contro un muro, contro un cuscino di gomma, come sovente avviene nei rapporti con le Ferrovie dello Stato e con il Ministero, esiste; evidentemente noi insisteremo su questa strada e direi con un ordine di priorità, dato per scontato che chiediamo il mantenimento delle linee, che siamo contrari alla militarizzazione delle stesse, perché non se ne vede l'utilità, a parte forse quelle questioni di prestigio cui accennava giustamente il Consigliere Dujany. Siamo per una ristrutturazione della linea e, in relazione a quella che sarà la volontà dichiarata, potremmo anche pensare, però con molta prudenza, ad un intervento regionale in materia, perché per quanto so io gli investimenti in materia ferroviaria sono estremamente costosi, e sono degli investimenti a lunga scadenza. Ecco, direi che quello che immediatamente è possibile fare è un coordinamento migliore dei trasporti strada-ferrovia; inoltre quello che deve essere fatto obbligatoriamente è di mantenere la linea, e in prospettiva di ristrutturarla, perché lasciarla com'è significa renderla sempre meno efficiente, quindi aggravare quegli squilibri che vanno a pesare sul conto consuntivo e portano poi alla conclusione facile di sopprimere la linea. Questo mi sembra sia un impegno che possiamo prendere nei confronti del Consiglio.

Dolchi (P.C.I.) - Possiamo considerare chiusa la discussione generale, la parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Mi rendo conto che sia un problema che ha varie sfaccettature e complessità, però mi pare che l'impegno della Giunta sia abbastanza generico, anche perché nella mozione abbiamo detto "avviare trattative per ammodernare impianti e mezzi di trasporto e concordare tempi e modalità per l'attuazione di un trasporto ferroviario potenziato". I tempi quali sono? E le modalità? La Regione cosa intende con il termine generico di ammodernamento? Mi sembra interessante la proposta del Consigliere Nebbia per quanto riguarda l'Aosta/Pré-Saint-Didier, di valutare l'ipotesi di una sua trasformazione in metropolitana per esempio, questo è un tema su cui il Consiglio deve esprimersi perché è un'idea che, per quanto mi riguarda, è valida, anche se naturalmente occorre approfondirla un po' di più. D'altra parte se questa idea, se questa scelta non viene operata, che cosa c'è in alternativa? Rischiamo altrimenti di votare ancora una volta una mozione scaturita a seguito di un incidente causato da un Ministro, e che le cose passano, e tra due anni ci ritroviamo nella stessa situazione senza avere risolto niente!

Ecco, vorrei dire che rispetto alla situazione complessiva di questi 15-20 anni, oggi c'è una situazione generale migliore, cioè c'è una tendenza da parte della politica nazionale ad indirizzare le sue attenzioni verso il trasporto ferroviario e se fino a 2-3 anni fa non c'era nessuna possibilità di stanziamenti, perché la linea politica dei trasporti nazionali era indirizzata verso autostrade, trasporti su gomme, trasporti privati, oggi c'è invece una rinnovata attenzione in questa direzione. Quindi utilizziamo la nuova apertura nazionale, ma in un modo concreto, attraverso la presentazione di un progetto più serio, particolareggiato, che dovrà essere studiato dalla Giunta, o dall'organo che volete, in collaborazione con la Regione Piemonte, poiché anche il Piemonte naturalmente è interessato a questo discorso, in modo da presentare al Ministero un progetto concreto di cui anche il Consiglio sia informato.

Andrione (U.V.) - Per una cosa del genere ci vuole del tempo, non è che si possa fare così in quattro e quattr'otto! So personalmente che i costi delle linee metropolitane sono forti e che ci vuole un retroterra di qualche milione di persone per giustificare una metropolitana; quello che noi chiediamo è l'elettrificazione, per la quale sappiamo che esiste un progetto, e che potrebbe consentire, anche semplicemente sotto il profilo ferroviario, un'utilizzazione differente. Credo che questa sia la prima cosa, poi occorre la smilitarizzazione perché senza quella come presupposto di qualsiasi altro discorso evidentemente ci scontreremmo sempre con lo stesso problema.

L'altro aspetto tecnico fondamentale di cui si era parlato alcuni anni fa, e il Ministero dei Trasporti aveva fatto una mezza promessa, era credo quello del cambiamento di binari, perché così come sono obbligano ad un'andatura di una certa velocità; quindi su questi punti che mi sembrano estremamente concreti c'è una possibilità di presentare, di discutere tempi e modi: i modi sono chiari, i tempi sono quelli dei finanziamenti che devono essere distribuiti in maniera differente rispetto a quel piano dei trasporti che, come dicevamo prima, privilegia soprattutto e soltanto le grandi linee. Tra l'altro le grandi linee centrali riguardano l'asse Milano-sud perché per quanto riguarda la Regione Piemonte la linea Torino/Genova, anche quella è in uno stato di notevole arretratezza, e tutti quelli che sono stati bloccati da qualche sciopero a Roma, sanno che mentre i treni su Milano ci mettono un certo numero di ore, quelli su Torino ci mettono molto di più. Ecco, mi sembra che è attraverso questa linea che si può ottenere forse qualche cosa, per lo meno si può incominciare ad ottenere un interesse specifico per questa linea che, ripeto, deve essere considerata in una visione futura, in relazione alle possibilità che presenta il trasporto ferroviario par rapport à la route. Comunque direi, per essere più concreto, che una volta approvata la mozione potremmo, in maniera informale, prendere informazioni più specifiche da qualche consulente che ci possa fornire dei dati tecnici sulle possibilità d'intervento su quella linea ferroviaria.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Intervengo rapidamente per potere suggerire al Presidente della Giunta che si potrebbe anche, oltre a quanto lui proponeva, approfondire la conoscenza del problema con degli incontri tra le forze politiche del Consiglio, le forze sindacali e qualche rappresentate delle Ferrovie dello Stato.

Solo un'altra cosa molto rapidamente: la proposta di metropolitana non era una proposta di impianti tipo metropolitana urbana, ma la proposta di un servizio analogo a quello della metropolitana, cioè con rapide velocità di accelerazione, elevato numero di fermate ed elevata frequenza, quindi elevata velocità commerciale.

Dolchi (P.C.I.) - Altri ? Ci sono dichiarazioni di voto? Allora il Consiglio è chiamato ad esprimersi sulla mozione iscritta al punto n. 37 dell'ordine del giorno.

Non ci sono dichiarazioni di voto? Il Consiglio è chiamato a votare. Chi è d'accordo? Non d'accordo? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: trenta

Il Consiglio approva all'unanimità.

Il Consiglio prende atto.