Oggetto del Consiglio n. 37 del 26 gennaio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 37/79 - Presentazione di un progetto operativo per la realizzazione dei Musei archeologico, etnologico e naturalistico. Approvazione di mozione.

Mozione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Considerato che la Regione Valle d'Aosta è una realtà di particolare interesse sotto il profilo etnologico, archeologico e naturalistico;

Constatato che la nostra popolazione dimostra un vivo interesse per tutte le manifestazioni a carattere culturale e che tale interesse è assai vivo anche nei turisti;

Preso atto che esistono moltissimi reperti archeologici di grande interesse, attualmente chiusi in magazzini e depositi; che il patrimonio etnologico tende a scomparire e per l'abbandono da parte dei possessori e per la razzia che ne viene fatta dai turisti, che la Regione anche sotto l'aspetto naturalistico è di estremo interesse scientifico;

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a presentare entro tre mesi un progetto operativo per la realizzazione dei musei archeologico, etnologico e naturalistico.

Aosta, 11 gennaio 1979

F.ti: Franco De Grandis - Bruno Salvadori

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Ritengo che la necessità di creare in Valle d'Aosta una serie di Musei sia condivisa da tutto il Consiglio, ragione per cui l'illustrazione della mozione sarà breve; però, ritengo anche che sia utile richiamare l'attenzione su alcuni punti che mi sembrano particolarmente interessanti. L'iniziativa è partita perché siamo convinti che i Musei rappresentino un fatto culturale, ma dico culturale nella più lata accezione del termine, un fatto culturale soprattutto perché i Musei sono, possono e devono essere quei veicoli per fare conoscere all'esterno della Valle d'Aosta, oltre che agli stessi Valdostani, soprattutto quelli di adozione, la storia e la cultura di questa nostra etnia, che è una cultura e una storia del tutto originale in cui affondano le massime ragioni di essere di questa minoranza, e quindi le massime ragioni di essere anche della nostra autonomia.

Farci conoscere, dicevo...il Museo è senz'altro un veicolo di notevole importanza, perché quella di farci conoscere fuori della Valle è una necessità assoluta e lo dico non solo in senso turistico, ma anche in senso politico. Io vorrei ricordarvi due fatti che sono accaduti e che sostengono questa tesi, l'articolo di Giorgio Bocca su La Repubblica, avete sentito in quale chiave è stato impostato, quindi sta a dimostrare una profonda ignoranza all'esterno dei reali problemi che ci travagliano, cioè della Valle si conosce la facciata della medaglia più favorevole, quella che ci fa vedere come dei privilegiati dal buon Dio, dei privilegiati della natura di ogni cosa e anche di quattrini, così come vorrei ricordare al Consiglio l'altro fatto forse ancora più grave politicamente...la delegazione del Consiglio che è andata a Roma a discutere sulla legge per il Parlamento Europeo quando è stata ricevuta da Fanfani o da Ingrao, non ricordo più da chi dei due, e si parlava di alcuni problemi...

Andrione (fuori microfono) - ...c'è una certa...

De Grandis (P.R.I.) - ...è grave? Va bene, mi perdoneranno, siamo in tema di compromesso storico, può anche andare bene. Si parlava dei problemi gravi che ci travagliano e uno di questi due, mi sembra che sia stato l'Onorevole Ingrao, ha detto: "Ma come, se della Valle d'Aosta si dice che siete pieni di quattrini?". Ecco questo dà una dimostrazione di quanta necessità abbiamo di essere conosciuti nella nostra vera realtà.

C'è da dire un'altra cosa: abbiamo reperti archeologici numerosissimi, sono chiusi nei magazzini, sono inaccessibili non solo agli studiosi, ma sono inaccessibili alla popolazione, sono inaccessibili ai turisti, rischiano di cadere in abbandono, di deteriorarsi, quindi è una necessità assoluta presentarli, perché tra l'altro i turisti che vengono ad Aosta nei vari alberghi in cui soggiornano, continuano a chiedere dove sono i Musei e non riescono a capire come mai, in una città come la nostra che è ricca di vestigia romane che i turisti vedono, non abbia a latere un adeguato Museo. Altrettanto si può dire per quanto riguarda l'arte pastorale e l'artigianato; la Valle ha avuto un'iniziativa lodevole, pregevole: quella di acquistare i pezzi migliori prodotti dal nostro artigianato locale, prodotti di arte pastorale che sono veramente interessanti, sono direi quasi unici nel nostro paese, però questi vengono chiusi in magazzini per la mancanza di un Museo, per cui lo scopo lodevole che ha fatto nascere questa iniziativa finisce per essere frustrato e dare l'effetto opposto, perché anziché essere esposti al pubblico, vengono nascosti al pubblico.

I reperti etnologici: anche qui una parte di questi reperti, una gran parte, si sta perdendo perché cade in abbandono, in disuso, quindi bisogna fare un'opera di ricerca e di recupero; un'altra grande massa di questi reperti etnologi ci viene rapinata dai turisti per poche lire e portata fuori Valle per poi farne bella mostra nelle loro case di città o nelle ville. A questo proposito vorrei ricordarvi soltanto la "razzia", e non c'è un termine diverso da usare, che è stata fatta in Valle d'Aosta, in particolare dagli astuti Genovesi, dei peltri, sono stati letteralmente razziati ma con poche lire, addirittura io ho assistito a scambi di peltri con stoviglie dozzinali acquistate sulle bancarelle del mercato...questo in anni molto addietro, comunque adesso li pagano un po' più cari, ma non è ancora una situazione tollerabile.

Il Museo di storia naturale: questo non vorrei che sfuggisse all'attenzione dei Consiglieri, perché la Regione Valle d'Aosta non ha una flora e una fauna comune a tutte le altre Regioni dell'arco alpino, ha un suo particolarismo interessantissimo. È una delle rare zone dove si trovano a seconda della zona esposta a sud o della zona esposta a nord, l'Envers della Dora, un tipo di fauna e flora che per ritrovarne di uguali bisogna scendere, per la zona esposta a sud, fino in Toscana, per la zona esposta a nord fino al centro Europa, e qui invece convivono a 2-3 chilometri in linea d'aria. Questi sono fattori di estremo interesse che interessano gli studiosi e non interessano invece, a quanto sembra, gli organismi responsabili di questa nostra Amministrazione, mentre interessano al Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha dato degli incarichi a dei ragazzi che si occupano di questi problemi, pagandoli poco, d'accordo, proprio per avere degli studi sulla fauna della Valle d'Aosta.

Ora, io ovviamente dico che questa è una necessità che non dobbiamo assolutamente dimenticare, dobbiamo prendere il coraggio a quattro mani e progettare, fare un piano preciso per la realizzazione di questi Musei. A questo proposito io ho già consegnato a più di un Assessore una bozza fatta da due giovani studenti universitari (questi hanno già raccolto per conto loro tutta una serie di reperti che sono interessantissimi) e che sono disponibilissimi a darli al Museo, così come sono disponibili a dare la loro opera, a dare la loro competenza, a mettere a disposizione altri materiali e strumenti per realizzare il Museo.

Voglio ricordare anche che un Museo di storia naturale non è solo utile al turista e al cittadino, è utile alle scuole, al Corpo Forestale, alla Sezione Cacciatori, ed è utile anche ai commercianti. Se è vero, come mi risulta, che i commercianti si sono presi l'iniziativa di fare una petizione al Presidente della Giunta con 300, 400 o 500 sottoscrittori per chiedere l'istituzione dei Musei, evidentemente c'è anche un interesse economico; se è stato colto anche dai commercianti è bene che ci facciamo un pensierino, non penso che si siano improvvisamente votati alla cultura lasciando in un canto i loro interessi patrimoniali.

Voglio ancora aggiungere una cosa: che mi farò premura, sotto l'aspetto della collaborazione che intendo dare su questa tema, di presentare al Presidente della Giunta un programma operativo per la realizzazione di uno di questi tre Musei.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione. C'è qualcun altro che intende prendere la parola? La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.

Ramera (D.C.) - Su questo argomento non partirò dalla Genesi, perché credo che da sempre si sia parlato di questo problema, sia quando ero fuori da quest'aula e anche quando sono stato in quest'aula, per cui, se il Consigliere De Grandis vuole prendersi nota, gli aggiungo qualche fatto. Nel mio ufficio esiste un "Carrà" del valore di 40-50 milioni che, al momento in cui divenni Assessore, mi ricordo essere stato acquistato dalla Regione nell'immediato dopoguerra, quando...

Andrione (fuori microfono) - ...è stato donato.

Ramera (D.C.) - ...come donato? Quello non è donato, quello è del Premio Saint-Vincent di pittura e, fatte le opportune ricerche, stava appeso ad un chiodo nei sotterranei del Palazzo, per cui venne restaurato e oggi fa bella mostra nel mio ufficio e, naturalmente, di chi mi seguirà. Se poi vuole un'altra informazione, e questa l'ho appresa da quando sono Assessore al Turismo, da 15-16 anni attende sistemazione l'eredità, o almeno il lascito, che la Marchesa Mezzalama-Sperati voleva...patrimonio che si aggira da 1.500.000.000 a 2.000.000.000...vorrebbe, tenta da 15-16 anni inutilmente...quindi penso che tutti i Governi, di tutti i colori dell'arcobaleno che si sono susseguiti ne abbiano responsabilità, anche se io l'ho appreso solo qualche mese fa...attende di collocare purché, naturalmente, la Regione Valle d'Aosta assicuri l'intitolazione di una sala a questo scultore le cui statue stanno da Leningrado a Mosca, da Vienna a Parigi e di cui la Signora, la vecchia Signora mantiene ancora tuttora i bozzetti, di peso non indifferente, in bronzo, e diverse tele di pittura piemontese che vanno da Grosso a Delleani, e cose del genere; quindi ho dato alcuni altri argomenti per dire che, almeno per quanto mi ricordo, già almeno 23-24 anni fa si parlava di un Museo alla Tour de Bramafam, non si fece niente e da allora nelle varie Giunte che si sono succedute ho sentito che al momento dell'acquisto di qualche immobile di carattere storico, castelli o cose del genere, lo stesso si giustificava dicendo che sarebbe stato destinato a Museo. Quindi io ringrazio della mozione, perché se non altro si rinfresca la memoria, perché sarebbe ora, appunto, sotto i vari aspetti turistici, culturali, eccetera, di dar vita a questi Musei nei vari settori.

Al momento attuale dirò che la Giunta fin dal 1975 aveva destinato a nuova sede del Museo archeologico l'edificio denominato ex Caserma Challant, sito in Piazza Roncas, affidando all'Architetto Fausto Amodei l'incarico di redigere un progetto di ristrutturazione da presentare al Comune e che, con delibera di Consiglio n. 187 del 12 maggio 1977, veniva stanziata la cifra di 300 milioni per finanziare un primo lotto. Nel frattempo il Comune di Aosta rispondeva che, in assenza di un piano guida per l'intervento nel centro storico, non poteva prendere in considerazione il progetto e che rinviava quindi l'esame dello stesso ad avvenuta adozione della variante n. 10 del piano regolatore. Il Comune di Aosta ha recentemente adottato tale variante che prevede, appunto, la destinazione a Museo dell'ex Caserma Challant, si attende ora il riesame della pratica e si auspica quindi che entro l'anno si possa dare inizio ai lavori.

Per quanto riguarda il Museo etnologico, si fa presente che il materiale giacente presso i Magazzini Generali non è neppure del tutto inventariato e che necessita di operazione di manutenzione e restauro attualmente impossibili per l'assoluta mancanza di laboratori e di personale; poiché però il problema non può essere non affrontato, è in programma, a partire da quest'anno, la ricostituzione di piccoli laboratori e l'addestramento di personale e, collateralmente, l'inizio di uno studio per l'individuazione di spazi idonei alla costituzione del Museo. Una prima indicazione potrebbe essere il Castello di Quart, salvo alcune importanti verifiche di ordine tecnico sulla possibilità di adattamento a tale scopo, in ogni caso, e cito questo pezzo da una relazione dei miei uffici: "il tempo necessario al restauro dell'immobile e quello necessario al restauro...dei materiali svolti contemporaneamente sono valutabili in sei anni almeno", quindi, naturalmente, non aspetterei i sei anni del restauro del Castello di Quart, io direi che, a un certo momento, se va in porto la proposta della Caserma Challant, direi che anche nella primavera, nell'estate prossima, termineranno anche a Saint-Pierre i lavori di restauro del Castello Sarriod de la Tour, il quale dovrebbe divenire sede di qualche cosa, perché è inutile spendere centinaia di milioni per restaurare talune opere di interesse archeologico o di interesse storico e poi lasciarle vuote, per cui ad un certo momento, dopo qualche anno, si deve di nuovo porre mano ad essi per una ristrutturazione o cose del genere. Quindi il Castello Sarriod de la Tour potrebbe essere sede idonea a qualche iniziativa di questo genere, così come potrebbe esserlo, se non deve diventare sede di mostre permanenti, anche la stessa Tour Fromage. Questa naturalmente sarà l'occasione di discuterne, ma è occasione anche di meditazione per tutti perché, appunto, questo problema vada in porto e non se ne riparli poi nuovamente alla prossima legislatura o a quella successiva ancora, naturalmente quando molti di noi non ci saranno più in quest'aula, perché saranno pensionati...almeno io penso per me stesso, penso così...come? ...farò un pezzo da Museo.

Quindi queste sono le risposte all'interpellanza e ritengo che sia logico e direi che sarebbe doveroso da parte di una Regione come la nostra mettere a disposizione del turismo e della cultura tutti quei reperti, e anche quella parte di arte pastorale che per 33 anni siamo andati acquistando ad ogni Fiera di Sant'Orso; dovrebbero trovare sede idonea, perché sarebbero anche di richiamo turistico notevole. Quindi le sedi ormai pressappoco possiamo averle, tutto sta a voler destinare questi immobili a qualche cosa di pratico.

Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto la parola il Consigliere Salvadori.

Salvadori (U.V.) - On a fait un discours de ce genre quand on a approuvé le budget de l'Administration régionale pour cette année et ce qui nous a dit actuellement l'Assesseur Ramera confirme en définitive ce que nous avons demandé dans la partie finale de la motion, c'est-à-dire qu'il faudrait préparer ce plan d'intervention de façon qu'on sache très clairement là où on doit agir.

Justement on disait: vu que les restaurateurs manquent, les gens qui travaillent dans ce type de secteur manquent, étant donné que la Vallée d'Aoste est une mine, si on ferme la Mine de Cogne certainement la mine des "reperti archeologici" continuera pendant de longues années, et donc il y aura toujours du travail, il y aura toujours du travail même pour ces gens dans les différents centres culturels qu'on devra réaliser en Vallée d'Aoste. Pourquoi, par exemple, ne pas réaliser des cours pour ces types de travail qui manquent totalement en Vallée d'Aoste?

Alors on demande, avec cette motion, que la Junte, et dans ce cas l'Assesseur au Tourisme, présente un plan dans lequel il nous dise les choses qu'il nous a dit, sans oublier évidemment le Musée Walser de Gressoney, parce que de cela aussi on avait parlé au cours d'une discussion sur le budget. C'est un discours qu'on doit affronter, de façon qu'il y ait un plan détaillé, concret, sur lequel travailler et qu'on sache bien qu'est-ce qu'on va faire, même si on ne réalisera pas l'ensemble des Musées dans 2-3 mois, cela est bien évident, au moins, qu'on sache quelle est la ligne sur laquelle on marche. C'est pour cela qu'on demandait ce plan, on avait mis le terme de 3 mois, évidemment ce n'est pas un terme péremptoire surtout qu'on a passé des années à discuter qu'il n'y a pas de Musées, il peut être même modifié, mais l'important c'est qu'il y ait cette volonté de présenter ce plan d'intervention dans ce secteur.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Solo una battuta, se me la consente l'Assessore Ramera. In funzione dei ritardi gravissimi che ci sono nelle realizzazioni di queste cose, ha detto che si sono succedute Giunte di tutti i colori...se mi consenti, adesso è arrivato il Repubblicano! Ma a parte la battuta, volevo solo sottoporre ancora una cosa all'attenzione della Giunta e del Consiglio.

La Tour Fromage, che mi sembra si voglia destinare a sede di mostre...credo che come Amministrazione Pubblica sarebbe più corretto destinare quello stabile a Museo, perché? Perché la mostra bene o male ha sempre un risvolto di carattere commerciale, di carattere economico che non si addice, secondo me, molto bene ad una Pubblica Amministrazione, ecco! Benissimo il Castello di Quart in un Museo etnologico, benissimo il Castello di Saint-Pierre che è stato ben restaurato, ma vorrei ricordare ancora una cosa sotto il profilo economico: recentemente, la Société de la flore ha fatto una piccola mostra, un numero molto modesto e limitato di reperti, di carattere ornitologico nella saletta che c'è di fronte alla Chiesa di Sant'Orso, quel vecchio teatrino parrocchiale, quella mostra dove si accedeva a ingresso libero e c'era soltanto la richiesta di un obolo, di un'offerta ai visitatori, ha dato sotto il profilo economico dei risultati eccezionali. Quindi c'è anche la possibilità, una volta impiantato un Museo di questo tipo, di riuscire a coprirne pressoché interamente le spese, c'è anche questa possibilità che riesca a reggersi con le sue forze e, anche se non ci riesce, si deve fare, e questo è pacifico; però, se anche il problema economico viene sostenuto dal contributo che il visitatore dà entrando lasciando un biglietto anche modesto, evidentemente è un altro vantaggio.

Andrione (U.V.) - De Grandis li abbiamo trasportati noi quei reperti, ci sono costati! Erano alla Scuola Militare Alpina...il y a des horreurs...non è una battuta nei confronti di Ramera...

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. Colleghi Consiglieri, se l'Assessore Ramera non ha ancora qualcosa da aggiungere, possiamo mettere ai voti. Allora il Consiglio è chiamato ad esprimersi sul punto n. 20, la mozione dei Consiglieri De Grandis e Salvadori. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: 28

Maggioranza: 15

Votanti: 28

Voti favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità la soprariportata mozione.

Si affronta l'ultimo punto iscritto all'ordine del giorno, il n. 21.