Oggetto del Consiglio n. 35 del 26 gennaio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 35/79 - Obiettivi del predisponendo progetto di ristrutturazione della Cogne. Approvazione di mozione.
Mozione
Considerato che la giornata di dibattito sul ruolo del comparto pubblico degli acciai speciali ha messo in evidenza le gravi inadempienze della FINSIDER e del Governo rispetto agli obblighi derivanti dalla legge 15 giugno 1978, n. 279, che trasferisce definitivamente la Cogne all'IRI (Finsider);
Constatato l'ulteriore deterioramento finanziario e produttivo della Cogne, tale da generare serie ipoteche sul futuro della azienda stessa;
Rilevata la necessità che venga al più presto aggiornato e rivisto il progetto di ristrutturazione della Cogne nel quadro di un piano di comparto degli acciai speciali che va immediatamente definito;
Considerato inoltre che tale progetto dovrà essere sottoposto al parere della Regione;
Il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1. Promuovere un incontro fra Governo, Regione, FINSIDER e OO.SS. affinché nel progetto di ristrutturazione della Cogne siano contenuti i seguenti obiettivi:
a) mantenimento complessivo dei livelli occupazionali presso lo stabilimento Cogne di Aosta;
b) installazione presso lo stabilimento Cogne di Aosta degli impianti Tecnocogne con contemporaneo avvio dell'insediamento nel mezzogiorno di un investimento sostitutivo;
c) sospensione di qualsiasi trasferimento di altre lavorazioni presso lo stabilimento di Vittuone e potenziamento di dette lavorazioni presso lo stabilimento di Aosta;
d) predisposizione di un realistico piano finanziario che preveda la ricapitalizzazione della Società Nazionale Cogne, il consolidamento dei debiti pregressi, l'acquisizione dei fondi per gli investimenti necessari;
e) impegno del Governo per un intervento straordinario nel Comune di Cogne, sulla base di un progetto di investimenti alternativi alla miniera, per la creazione di un centinaio di posti di lavoro, subordinando la chiusura della miniera all'avvio di tali investimenti.
2. Riferire al Consiglio regionale entro 40 giorni.
Aosta, 29 dicembre 1978
F.ti: Demetrio Mafrica - Tonino Alder - Franco Carral - Igino Bajocco - E. Cout - Sergio Péaquin
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Per lo slittamento dei tempi, la mozione viene discussa quando già ci sono stati alcuni elementi di novità. A questo proposito, non so se la discussione delle mozioni in coda all'ordine del giorno sia necessaria e se non sia possibile, in sede di Regolamento, prevedere qualche altra possibilità. Questo sarà da esaminare, perché oggi pomeriggio siamo riuniti per discutere due mozioni, a volte invece si rinviano e ciò crea dei problemi.
Dicevo che sono state introdotte alcune novità, in modo particolare credo di dover ricordare l'incontro a Roma al Ministero dell'Industria, incontro che non ha avuto le caratteristiche che noi ci auguravamo per l'assenza delle Organizzazioni Sindacali, quindi non è stato un confronto tra Ministero, Finsider, Regione e Organizzazioni Sindacali, in quanto le Organizzazioni Sindacali hanno ritenuto di non dover partecipare, giudicando necessario un incontro di tipo diverso in cui affrontare complessivamente il problema dell'occupazione in Valle, per quel che riguarda il settore pubblico. Cioè le OO.SS. hanno detto che non intendevano discutere soltanto del "problema Cogne", ma mettere insieme il problema della Cogne, il problema dell'E.N.E.L., il problema della S.I.P., il problema delle Montefibre. Ecco, questa impostazione dei Sindacati credo che possa avere una sua validità; resta il fatto che l'incontro è risultato, in questo senso, interlocutorio, per l'assenza delle OO.SS..
La seconda novità è stata la consegna di una bozza del piano di settore per la siderurgia da parte del Ministero dell'Industria, al Presidente della Giunta regionale. Si tratta di una nuova stesura del piano in cui esistono alcuni elementi diversi per quel che riguarda la Valle d'Aosta; occorre dare un giudizio su questi elementi e, in questo senso, credo che sia opportuno che la Giunta regionale si faccia promotrice di un confronto tra Regione, forze politiche e Organizzazioni Sindacali in Valle d'Aosta prima di andare ad ulteriori incontri, perché ho l'impressione che nella decisione delle Organizzazioni Sindacali abbia anche pesato questa diversità di posizioni sul problema Cogne che poteva presentare al Governo, come interlocutore, un fronte diviso, mentre un fronte unito delle forze politiche sindacali della Valle d'Aosta sicuramente ha una maggiore capacità di contrattazione. Credo quindi che sul giudizio da dare sulla nuova stesura del piano di settore per la siderurgia sia opportuno un accordo preliminare, comunque un confronto preliminare a questo livello.
La nostra mozione con queste osservazioni, con queste novità rispetto al momento in cui è stata presentata, credo che conservi ancora la sua validità, perché mette in evidenza alcuni punti che sono i seguenti: innanzitutto il mantenimento dei livelli occupazionali, in quella riunione avvenuta a Roma si è parlato da parte della Direzione Cogne a volte di 4.500, a volte di 5.000 dipendenti, e si è detto che si sarebbero mantenuti i livelli di occupazione attuali; ecco, si tratta di definire bene, di accertare prima di tutto quanti sono questi lavoratori, quali sono le eventuali perdite di occupazione con il processo di ristrutturazione.
La seconda cosa è quella relativa all'insediamento sostitutivo ad Avellino; nella nuova versione del piano di settore si prevede, per Avellino, uno stabilimento per la produzione di tondini per monete. Ecco, si precisa che si tratta di un investimento di 15 miliardi, si tratta di verificare se è una cosa possibile, effettiva, che va avanti, oppure se è soltanto uno slogan che lascia la situazione nel Sud sempre allo stesso punto e che quindi pone dei problemi rispetto all'insediamento della Tecnocogne. Noi dovremmo fare il possibile perché questa alternativa alla Tecnocogne ad Avellino sia un'alternativa concreta, effettiva e praticabile, in modo da poter legittimamente, senza nessuna discussione, richiedere che gli impianti previsti per la Tecnocogne siano fatti ad Aosta.
Terza cosa da verificare (ed è in discussione, perché ci sono dei dubbi tra le Organizzazioni Sindacali) è quella della produzione di materiale specializzato, di lavorazioni particolari a Vittuone. La Direzione Cogne prevede di fare un terzo turno a Vittuone, le Organizzazioni Sindacali prevedono che le nuove lavorazioni non siano più portate a Vittuone ma vengano fatte in Valle d'Aosta. Ecco, si tratta di verificare anche questo elemento, io credo che dovremmo sostenere questa tesi.
C'è poi un quarto punto relativo ai debiti pregressi e agli investimenti. Anche nell'ultima versione del piano di settore per la siderurgia c'è l'impegno a sanare i debiti pregressi della Nazionale Cogne e a prevedere investimenti abbastanza rilevanti: 135 miliardi. Si tratta anche di verificare, credo, soprattutto per i debiti pregressi, l'esattezza dei calcoli, perché noi abbiamo l'impressione che nel frattempo, dalla prima versione all'ultima, i debiti della Cogne siano aumentati e la costanza della cifra non sia più sufficiente a portare la Nazionale Cogne in una situazione di parità di bilancio effettivo. Ecco, io credo quindi di chiedere al Consiglio e d'impegnare la Giunta in questo senso, di votare la mozione e di lavorare ancora per un ulteriore incontro in cui effettivamente siano presenti le diverse componenti della Valle d'Aosta e il Governo, e in cui si vada a dare un parere definitivo, su questa stesura nuova del piano di settore, il più possibile unitario tra forze politiche, Organizzazioni Sindacali e Giunta regionale. Credo che finora nel complesso si è riusciti a verificare una serie di risultati positivi in questa situazione difficile.
L'ultimo problema che rimane da esaminare è quello della miniera di Cogne. Ci sono state da parte della Nazionale Cogne delle assicurazioni vaghe su un possibile intervento della Nazionale Cogne su questo problema, sono state espresse da parte del Presidente della Giunta delle possibilità, ma non meglio verificate. Noi crediamo che si debba continuare a sostenere la non chiusura della miniera finché l'alternativa alla miniera non è definita. Ecco, crediamo che in questo senso si debba impegnare di più e più precisamente il Governo, e si debba impegnare la Giunta regionale per arrivare a soluzioni alternative definite.
Io ho terminato e credo che non sia necessaria altra illustrazione.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Concordiamo con le spiegazioni che sono state date dal Consigliere Mafrica sul significato della mozione e sull'aggiustamento necessario dopo l'incontro del 23 gennaio. Come altresì siamo d'accordo sul fatto di fare un esame congiunto, come forze politiche, del piano siderurgico di cui ho ricevuto una copia e che verrà distribuito a tutti i Consiglieri.
Su un punto, però, vorrei richiamare l'attenzione dei firmatari della mozione, e cioè sul fatto che ormai è dato per certo che si apre una crisi di Governo all'inizio della settimana prossima. Ecco, qui la difficoltà è nei tempi che sono previsti per una relazione al Consiglio, perché non è detto che in 40 giorni ci sia un nuovo Governo, soprattutto, non è detto che sia possibile avere immediatamente un contatto. Direi che, a questo punto della vicenda, il nostro sforzo deve essere quello di ottenere che il CIPE recepisca il piano di settore della siderurgia così com'è stato predisposto dal Ministero competente, il che probabilmente sarebbe già un enorme passo avanti e potrebbe in pratica rispondere, se non a tutto, ad alcuni dei punti che sono stati illustrati.
Per quanto riguarda il problema specifico della miniera di Cogne, ho avuto quell'incontro di cui avevo fatto cenno e ne avrò dei successivi; sia ben chiaro che non è una cosa facile, comunque siamo schierati sulla posizione che fino a quando non vi sarà un'alternativa reale non si deve chiudere la miniera. Rimane il fatto che, se avvenisse lo spostamento della Tecnocogne ad Aosta e all'interno della Nazionale Cogne, come accennato in quella riunione, dovremmo trovarci di fronte non a una chiusura dichiarata della miniera, ma ad una chiusura di fatto, come è stato anche lamentato dal Sindaco di Cogne, che cercheremo di evitare nella misura del possibile.
Ecco, con questa spiegazione, con questo quadro, e quindi lasciando nell'incertezza quel punto che dice: "riferire entro 40 giorni" che evidentemente in questi momenti mi sembra un periodo eccessivamente ristretto e probabilmente non realista, siamo favorevoli a votare la mozione.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intervengono nella discussione? Quindi mi sembra che la proposta del Presidente della Giunta sia quella di eliminare il termine dei 40 giorni e riferire al Consiglio regionale.
Andrione (U.V.) - Dopo quell'incontro preliminare tra le differenti forze politiche che organizzeremo insieme...
Dolchi (P.C.I.) - Cioè eliminare le parole "entro 40 giorni" e mantenere "riferire al Consiglio regionale".
Direi che il Consiglio regionale ha sempre la possibilità di richiedere con interpellanze e mozioni che il Presidente riferisca, quindi dico, l'impegno di riferire al Consiglio regionale non è una limitazione che si pone al Consiglio; il tempo, se fosse poi eccessivo, può essere sempre determinato da un intervento, da un'iniziativa di qualsiasi Consigliere.
Ci sono altri che intendono prendere la parola? Se nessuno prende la parola, neanche per dichiarazioni di voto, metterei in approvazione chiedendo prima ai presentatori se sono d'accordo sull'eliminazione delle parole "entro 40 giorni" dal testo della mozione.
La parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (P.C.I.) - ...invece di "entro 40 giorni" si potrebbe mettere "al più presto possibile".
(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)
Dolchi (P.C.I.) - Allora il Presidente accetta la dizione "al più presto possibile". Va bene, allora chi è d'accordo per l'approvazione della mozione con la sostituzione delle parole "al più presto possibile" a quelle scritte "entro 40 giorni" è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Mozione
Considerato che la giornata di dibattito sul ruolo del comparto pubblico degli acciai speciali ha messo in evidenza le gravi inadempienze della FINSIDER e del Governo rispetto agli obblighi derivanti dalla legge 15 giugno 1978, n. 279, che trasferisce definitivamente la Cogne all'IRI (Finsider);
Constatato l'ulteriore deterioramento finanziario e produttivo della Cogne, tale da generare serie ipoteche sul futuro della azienda stessa;
Rilevata la necessità che venga al più presto aggiornato e rivisto il progetto di ristrutturazione della Cogne nel quadro di un piano di comparto degli acciai speciali che va immediatamente definito;
Considerato inoltre che tale progetto dovrà essere sottoposto al parere della Regione;
Il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1°) Promuovere un incontro fra Governo, Regione, FINSIDER e OO.SS. affinché nel progetto di ristrutturazione della Cogne siano contenuti i seguenti obiettivi:
a) mantenimento complessivo dei livelli occupazionali presso lo stabilimento Cogne di Aosta;
b) installazione presso lo stabilimento Cogne di Aosta degli impianti Tecnocogne con contemporaneo avvio dell'insediamento nel mezzogiorno di un investimento sostitutivo;
c) sospensione di qualsiasi trasferimento di altre lavorazioni presso lo stabilimento di Vittuone e potenziamento di dette lavorazioni presso lo stabilimento di Aosta;
d) predisposizione di un realistico piano finanziario che preveda la ricapitalizzazione della Società Nazionale Cogne, il consolidamento dei debiti pregressi, l'acquisizione dei fondi per gli investimenti necessari;
e) impegno del Governo per un intervento straordinario nel Comune di Cogne, sulla base di un progetto di investimenti alternativi alla miniera, per la creazione di un centinaio di posti di lavoro, subordinando la chiusura della miniera all'avvio di tali investimenti.
2°) Riferire al Consiglio regionale al più presto possibile.
