Oggetto del Consiglio n. 34 del 26 gennaio 1979 - Verbale
OBJET N° 34/79 - Réforme de la loi électorale valdôtaine. Approbation de motion.
Motion
Considéré que le programme de l'U.V. prévoyait la réforme de la loi électorale valdôtaine;
Ayant constaté, après la première phase d'études sur les possibilités et les moyens législatifs nécessaires pour modifier la loi susdite, que le problème exige une action à niveau d'institutions car il s'agit de modifier le Statut Spécial de la Vallée d'Aoste, loi constitutionnelle;
Pris acte de l'urgence de donner une solution à ce problème.
Le Conseil régional
Délibère
de donner mandat au Gouvernement régional d'étudier la question dans tous les détails et d'en donner communication au Conseil dans le plus bref délai.
Aoste, le 29 décembre 1978
Signés: Bruno Salvadori - Renato Faval - Voyat Ugo
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - La réforme de la loi électorale valdôtaine représente un des engagements que l'Union Valdôtaine a pris au cours de la campagne électorale. Un engagement que l'évaluation des données évidentes devant lesquelles nous nous sommes trouvés au cours de cette campagne électorale rend très important, de sorte que le Comité exécutif du Mouvement, la Commission qui a été chargée de ce type de travail, a commencé à faire tout de suite les recherches nécessaires et a commencé le travail sur trois directions fondamentales pour lesquelles nous avons indiqué les lignes générales pour modifier le texte de la loi électorale.
La première est de rendre moins bureaucratique et plus moderne le système d'élection du Conseil régional valdôtain, par exemple le discours de voter une seule journée au lieu de deux (chose qui est déjà en vigueur dans le Sud-Tyrol), éviter le problème de la date des élections qui a soulevé pas mal de polémiques l'année passée même à l'intérieur du Conseil, le problème de l'inéligibilité des Conseillers et donc le problème des employés de l'Administration régionale; le problème, au contraire, de l'éligibilité et de la résidence de ceux qui votent et le problème de la présentations des listes, c'est-à-dire d'éviter ce qui arrive très souvent pour prendre la première place et la substituer avec le système du "sorteggio", comme on dit.
Le deuxième point est celui de trouver un système pour éviter la prolifération des listes, car l'année passée nous avons atteint un record négatif dans la présentation des listes: dix-sept, et nous avons évalué une hypothèse de fixer le seuil du 5 pour cent des voix pour obtenir un siège au Conseil régional.
Le troisième problème était celui de reconnaître la minorité Walser de la Vallée du Lys. Aujourd'hui sa présence n'est pas reconnue par le Statut et nous serions d'accord pour le trente-sixième siège à l'intérieur du Conseil régional, avec le même système qui a été adopté dans le Sud-Tyrol pour la présence de la minorité ladine.
Après avoir fait ce travail de recherches, nous avons évalué les possibilités législatives pour modifier la loi électorale valdôtaine, possibilités législatives qui se réduisent à deux: l'article 16 du Statut Spécial de la Vallée d'Aoste, loi constitutionnelle qui affirme: "Il Consiglio della Valle è composto di trentacinque Consiglieri eletti a suffragio universale uguale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge dello Stato, sentita la Regione", ou bien modifier l'article 2 de la loi constitutionnelle du 23 février 1972, n° 1, loi électorale là où on parle des dates d'élections. Cette dernière possibilité laisserait quand même ouverts tous les problèmes du reste du système électoral qui, aujourd'hui, est réglé par une dizaine de lois et de règlements, tandis que l'idéal serait d'arriver à une loi électorale pour le Conseil régional unique et claire dans tous ses détails.
Donc, nous avions décidé que la première hypothèse, celle de modifier l'article 16 du Statut Spécial de la Vallée d'Aoste en disant que c'était le Conseil régional qui faisait cette loi électorale, dépassait les possibilités d'une seule force politique, car elle engage des responsabilités qui ne sont pas seulement d'ordre politique et d'ordre général, mais aussi d'ordre institutionnel. À travers cette motion nous demandons que la Junte régionale et aussi la Présidence du Conseil se prennent en charge ce problème de rapport et de contact avec le Gouvernement, de façon à arriver très vite à résoudre un problème que nous considérons en tant que Union Valdôtaine très important pour le sérieux de ce Conseil régional.
Et donc nous demandons à toutes les forces politiques, avec lesquelles évidemment nous sommes d'accord pour évaluer les différentes hypothèses de travail, que nous avons souligné aujourd'hui de discuter ensemble et d'approuver cette motion qui donne ce mandat à la Présidence de la Junte, en accord avec la Présidence du Conseil.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - La mozione presentata dai Consiglieri dell'Union Valdôtaine suscita a mio avviso parecchi elementi di perplessità.
Anzitutto la motivazione iniziale con cui viene presentata questa mozione: "Considéré que le programme de l'Union Valdôtaine prévoyait la réforme de la loi électorale valdôtaine", mi sembra che come motivazione sia quanto meno strana! Penso che quando si presenta una mozione o un'interrogazione in Consiglio si debba partire dall'individuazione di problemi che sono presenti nella Comunità valdostana, di esigenze, di difficoltà che ci sono, non penso che si possa partire dal programma di una forza politica, di una forza partitica anche se è stata, diciamo così, la forza di maggioranza relativa alle elezioni. A questo punto ognuno potrà esimersi dal dire quali sono i problemi, quali sono le motivazioni e dire: nel mio programma era previsto questo e quindi io chiedo questa roba qua, cioè è una questione di forma, se vogliamo, però è una questione di forma che indica un pochino la mentalità.
Ieri il compagno Mafrica diceva che l'Union deve fare attenzione a non credersi il centro dell'universo...ecco, mi pare che il modo con cui è stata stesa questa mozione indichi invece proprio questo modo di concepire il proprio ruolo e il modo di collocarsi all'interno della situazione politica valdostana.
A parte questo che, diciamo così, è un problema di carattere formale, c'è proprio la sostanza della mozione che mantiene elementi di perplessità. Anzitutto mi pare di vedere che nella mozione ci sono due obiettivi: uno possiamo definirlo di carattere transitorio e uno, invece, di carattere finale. L'obiettivo di carattere transitorio è quello di modificare lo Statuto Speciale della Valle d'Aosta, l'articolo dello Statuto Speciale per dare potestà legislativa alla Regione Autonoma della Valle d'Aosta in materia di legge elettorale.
Allora io penso, cioè noi pensiamo, che questo obiettivo sia giusto nel senso che tutto quello che favorisce l'autonomia locale, l'autogoverno, sia un fatto positivo e che quindi vada sostenuto, anche se, evidentemente il modo con cui viene esercitato questo Governo locale, questa possibilità di autogoverno deve essere un modo profondamente democratico, quindi ancorarsi a principi di democrazia estremamente radicati e debba evitare qualsiasi misura discriminatoria fatta a colpi di maggioranza.
Non siamo invece d'accordo sull'obiettivo finale di questa mozione, almeno uno degli obiettivi finali, cioè quello sostanzialmente di arrivare ad una legge elettorale che precluda l'ingresso al Consiglio regionale e la partecipazione in Consiglio regionale di piccole forze politiche, ecco. Sono d'accordo sul problema dell'ingresso dei rappresentanti Walser, posso essere d'accordo sul principio del sorteggio nell'ordine delle liste che è una cosa comunque del tutto secondaria...no, ecco, non sono invece d'accordo sull'introduzione del 5 percento come quota minima perché una forza politica possa essere rappresentata in Consiglio. Ecco, oltretutto mi stupisce, e in modo estremamente grave, il fatto che questa proposta venga fatta proprio da una forza politica come l'Union Valdôtaine che si definisce espressione di una minoranza all'interno dello Stato italiano. Penso che se lo Stato italiano avesse dovuto porsi nei confronti della Valle d'Aosta con la stessa logica con cui l'Union Valdôtaine si pone nei confronti delle forze politiche minoritarie in Valle d'Aosta...non so, ecco, come oggi l'Union Valdôtaine potrebbe esistere e svilupparsi!
Ora c'è un problema reale che è il problema della presenza in Consiglio regionale di Consiglieri, di rappresentanti...non diciamo di forze politiche o sociali bene precise ma, diciamo così, di personalismi, di arrivismi, e del resto è una cosa che non è recente, c'è sempre stata, insomma, anche se spesso si è camuffata attraverso rappresentanti di Partiti anche grossi.
Io penso che questi personalismi, questi arrivismi e questi individualismi vadano evidentemente disincentivati, però questo non si fa precludendo, stabilendo il limite del 5 percento o robe di questo genere, si fa modificando il ruolo che ha il Consiglio regionale, il ruolo e l'attività e il potere che hanno i Consiglieri regionali. Secondo me ci sono delle iniziative, delle misure, delle proposte molto precise che possono essere portate avanti in questo senso, di limitazione del potere dei Consiglieri regionali e di maggiore partecipazione da parte di tutta la Comunità e tutta la popolazione al Consiglio regionale, eliminando certi privilegi che hanno, introducendo meccanismi che prevedono una rotazione, ad esempio dopo due legislature, per evitare che siano sempre gli stessi a governare la cosa pubblica, introducendo norme che permettono una maggiore trasparenza sul Governo regionale. C'è, secondo me, una serie di norme o di proposte che possono essere fatte per eliminare, appunto, diciamo così, la figura del Consigliere che usa la sua carica come trampolino di lancio personale, eccetera.
Infine, un'ultima cosa: non sono neppure d'accordo sulla deliberazione di dare mandato alla Giunta per studiare questo problema se il problema può esistere, quello di dare un potere legislativo in campo di materia elettorale; questo aspetto secondo me va studiato non dalla Giunta regionale, ma da un'apposita Commissione consiliare, non quindi da una maggioranza costituita dal Consiglio, ma dal Consiglio nel suo complesso attraverso tutte le forze che lo rappresentano.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Brevissime considerazioni. Anche noi, come ha già detto il Consigliere Riccarand, non condividiamo assolutamente questo metodo di stendere le mozioni. Dopo il sistema tolemaico in cui c'era un Partito al centro dell'universo è venuto Galileo e dovrebbe aver modificato anche in Valle d'Aosta questo modo di pensare; in ogni caso, noi siamo per l'eliminazione nella parte della premessa della mozione che fa questo riferimento.
Venendo alla questione più sostanziale, siamo d'accordo per rendere più efficiente e democratico il sistema elettorale valdostano, fin qui va tutto bene, si tratta di perfezionare alcuni meccanismi, discutiamone pure, va fatto; qui si tratterà di fare una scelta invece molto approfondita se è il caso di richiedere la modifica dell'articolo 16 della legge costituzionale o se, invece, si può agire sul resto della legge elettorale valdostana.
Sul problema del cosiddetto "5 percento", anche noi solleviamo le nostre perplessità, ci ricorda troppo un metodo che è usato in Germania e che non è certo un esempio di democrazia. Siccome i Comunisti là lo combattono, ci sembra opportuno combatterlo anche qui, ci devono essere delle misure - e su questo concordiamo - che rendano più serio il meccanismo per la presentazione delle liste, il numero delle firme. Si potrebbe poi anche discutere sul meccanismo dei resti, in modo da vedere meglio come possono essere distribuiti i resti in relazione al quorum minimo per l'elezione di un Consigliere regionale...ecco, su quegli aspetti lì noi siamo disponibili, il limite del 5 percento ci sembra che sia un metodo sbagliato.
Vorrei però puntare l'accento anch'io su un altro aspetto che è già stato ricordato, il problema delle 17 liste, delle 34 liste che saranno o non lo so, è molto collegato al tipo di gestione del potere che è tipico della Valle d'Aosta. La discussione che si è fatta ieri sul Consigliere Berti e sulla questione della Confidi artigiani...credo che sia proprio stato un momento in cui è venuta fuori l'esigenza di superare una visione del potere parcellizzata a livello di categoria, a livello di personaggi che guidano e gestiscono in proprio parte delle risorse regionali; ecco, il motivo politico di fondo sta proprio lì, sta proprio nel cercare di superare questo modo di amministrare in Valle d'Aosta una grossa fetta del bilancio in modo clientelare e particolare. Quelle sono le misure di carattere politico, altrimenti le altre misure rischiano di essere abbastanza senza efficacia.
Un'altra questione: la mozione parla di dare mandato alla Giunta e anche questa sarebbe una questione da discutere, nel senso che questo mi sembra soprattutto un problema che riguarda le forze politiche prima di tutto, il Consiglio come espressione di tutte le forze politiche, però noi ci impegneremo a dare il nostro contributo in materia, non ci preoccupa neanche il fatto che non lo faccia neanche la Giunta...che poi la Giunta "donne communication au Conseil", ci sembra un pochino riduttivo, nel senso che semmai la Giunta dovrebbe portare i risultati al dibattito del Consiglio, non darne comunicazione...ma anche questa, forse, è una questione di forma.
Per concludere, noi siamo d'accordo anche nel votare la mozione, ma chiederemmo queste brevissime modificazioni: quella di eliminare quel comma della premessa che fa riferimento al programma elettorale dell'U.V. e, nel deliberato se lo ritenete opportuno di modificare questo "donner communication" con "porter les résultats au débat du Conseil régional" che mi sembra una formulazione un pochino più corretta.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Tonino diceva che questa è una mozione "Salvadoriana" che è strana, perché dice: "io sento questa esigenza, do mandato al Governo che poi informa il Consiglio"...direi strana anche per il fatto che un Consigliere di maggioranza presenta una mozione, dà mandato al suo Governo di cui è espressione, mentre avrebbe potuto benissimo dare un contributo collaborativo facendo una proposta concreta su cui il Consiglio poteva già discutere. A parte queste battute, ecco, io ho molta perplessità su questo tipo di mozione. Pur riconoscendo valide parecchie delle motivazioni esposte da Salvadori sull'opportunità di modificare la legge elettorale, mi pare estremamente pericoloso il principio di chiedere la modifica dello Statuto, soprattutto in questo momento in cui il clima nazionale è permeato di una legislazione che non è certamente favorevole ai decentramenti, alle autonomie e al regionalismo, in cui abbiamo avuto l'esempio delle norme di attuazione che certamente non hanno tenuto conto della specialità della Valle d'Aosta. Direi che, se dovessimo chiedere modificazione di Statuto, credo che sul piano dell'autonomia ci sarebbero altri argomenti e altri problemi molto più importanti e molto più evidenti sul piano della specialità della Valle d'Aosta. D'altra parte l'esperienza ci dimostra che se c'è stata una sensibilità di rapporti tra Regione e Parlamento è proprio stato nel campo della legge elettorale.
Mi pare che sono state modificate due o tre volte le leggi elettorali dal 1965 o 1963 in cui è stata inaugurata la legge elettorale e proporzionale. Poi abbiamo avuto l'incidente del 1972 per cui è stata proposta un'immediata variazione accettata dal Parlamento a termini relativamente brevi, poi c'è stata un'ulteriore modificazione, mi pare, di queste ultime elezioni con una serie di problematiche. È vero però anche questo, che parecchie Regioni hanno competenza in questa materia, però secondo me converrebbe, se si vuole attribuire questo tipo di competenza alla Regione, trovare uno strumento diverso che non sia lo strumento della modificazione dello Statuto attraverso il metodo della prassi stabilita dalla Costituzione per modificare lo Statuto, che mi sembra estremamente pericoloso ed estremamente incauto per un argomento che ha il suo valore ma non mi pare essenziale. Piuttosto, se si vuol fare una battaglia di carattere statutario e di carattere generale, allora impostiamolo in un modo diverso, se vogliamo fare un tipo di battaglia per modificare lo Statuto, allora facciamo la battaglia che ha fatto l'Alto Adige nel 1958, ma allora diventa un problema globale, di nuova Costituente, allora diventa un problema essenzialmente politico e non un argomento così secondario.
Ecco, questo è il pensiero del nostro Gruppo, quindi direi che il pensiero è una preoccupazione soprattutto di modificare lo Statuto in un clima nazionale qual è l'attuale, dinanzi ad un comportamento del Parlamento e del Governo che in questo momento esprime una costante legislazione che va in una direzione che mi pare sia diversa da quella di qualche anno fa, soprattutto da quella degli anni...mi pare del 1970, 1973, 1974, dopo l'istituzione delle Regioni a Statuto ordinario, in cui c'era un certo clima, clima che sta cambiando.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Io condivido le proposte di modifica alla mozione fatte dal Consigliere Tonino. Abbiamo già parecchie volte discusso sulla necessità di rivedere, riesaminare la legge elettorale, però ritengo che non sia il caso di dare mandato alla Giunta, ma piuttosto sia il caso di dare mandato alla Presidenza del Consiglio, perché come in altri campi, per tre questioni è il Consiglio che deve valutare globalmente tutta la situazione.
Quindi, oltre agli emendamenti proposti dal Consigliere Tonino chiederei, nella parte deliberativa, di inserire: "donner mandat à la Présidence du Conseil" di studiare la questione, eccetera, eccetera.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta...anzi, al Consigliere Manganone e poi al Presidente della Giunta che poi concluderà.
Manganone (D.C.) - Sarò brevissimo e la mia è già una dichiarazione di voto, voto favorevole da parte del Gruppo della Democrazia Cristiana.
Mi pare che la mozione si possa votare così com'è, e vorrei soltanto dire che noi, per collaborare, per dare questo "contributo collaborativo" come lo chiama Dujany, alla Giunta, abbiamo presentato, già giorni fa, una legge regionale elettorale mandamentale. Non è previsto il 5 percento, sono previsti opportuni meccanismi che daranno la possibilità anche al rappresentante dei Walser di poter partecipare a quest'Assemblea, ci sono nuovi sistemi per la presentazione delle liste variando i numeri dei sottoscrittori.
Ecco, quindi per noi va bene la mozione così com'è e il Gruppo della Democrazia Cristiana è favorevole anche alla modifica dell'articolo 16 dello Statuto e a tutte quelle modificazioni che ci daranno più autonomia.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Il me semble que le problème est surtout de nature juridique. Or, personnellement, je serais favorable à accepter les modifications qui ont été proposées et il me semble qu'on pourrait procéder quel que ce soit l'organisme du Conseil qui s'en occupe. Comme, d'une façon ou de l'autre, la loi électorale actuelle doit être modifiée (les élections eurent lieu les 25 et 26 juin 1978), cela imposerait par loi constitutionnelle des élections qui tomberaient certainement au milieu de l'été, c'est-à-dire non plus de soixante jours après la fin du précédent Conseil. L'interprétation de loi qui a été faite pour ces dernières élections ne serait plus possible parce que nous avons voté très tard, même en reportant au jour des élections le départ de soixante jours on arriverait toujours au plein de l'été.
Alors, profitant de ce fait, c'est-à-dire que la loi électorale doit être modifiée par la force des choses, nous serions de l'avis de proposer, si vous me passez l'expression, le rapatriement de la compétence en matière électorale, qui soit le Conseil régional à décider. Et dans cette loi, qui serait un article unique, celui prévu maintenant par la loi électorale qui dit: "la compétence est de la Région", là on pourra discuter des différents aspects et on pourra discuter le jour des élections, du mécanisme à introduire sur la question des restes, et cetera. Un mécanisme qui soit naturellement le plus respectueux possible des minorités d'un côté, et également de la volonté populaire de l'autre, parce que le mécanisme maintenant est tordu par le fait que certains Partis ou certains Mouvements ne voient pas leur voix conter de la même façon que d'autres Partis ou d'autres Mouvements. Et donc, cela aussi pourrait être un attentat à la démocratie.
On pourrait également étudier d'autres modifications pour la loi électorale dans ce projet qui sera soumis au Conseil régional, qui décide. Évidemment la question des Walser resterait complètement exclue, parce que ce n'est pas par un truquage électoral qu'on peut donner une représentation de ce genre. Là il faudrait probablement étudier une autre initiative, bien que le problème se pose à mon sens plus dans une compétence spécifique des Communes qui emploient le Walser que dans la représentation dans un Conseil qui n'emploie jamais, que je sache...il n'a jamais employé le Walser dans son sein, mais celle-ci évidemment c'est une question à approfondir.
Ma proposition serait, à travers la Présidence du Conseil et l'entente de la Présidence du Conseil, de présenter un projet de loi de modification de la loi électorale existante, loi constitutionnelle qui consisterait dans un article unique portant: "la compétence électorale en matière d'élection régionale est donnée à la Région". Si cet article est approuvé, et nous exerçons une compétence du Conseil, évidemment il faudra en discuter, il semble que ce serait mieux d'en discuter ici que de traiter avec le Gouvernement une nouvelle loi électorale, parce que l'expérience fait prouve que les lois électorales ne sont jamais parfaites et posent un certain nombre de problèmes. Si cela passe nous reprenons le sujet dans notre sein et nous en discutons d'une façon plus approfondie; si, au contraire, cela devait rencontrer des obstacles insurmontables - nous l'avons déjà fait, au moins je l'ai déjà fait - nous pourrions représenter les mêmes choses en signalant au Gouvernement que nous ne sommes pas là pour attendre le 1983, la dernière minute, pour faire l'interprétation constitutionnelle de la loi qui nous permet de renvoyer les élections au mois d'octobre 1983, ou bien de les anticiper au mois de juin, ou bien à l'échéance de la législature que nous sommes en train de vivre. Voilà les propositions que je ferais si le Conseil est d'accord, avec les amendements présentés nous pourrions voter la motion dans ce sens avec une proposition qui pourrait trouver une réalisation dans quelques jours.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Io vorrei fare alcune considerazioni su questa mozione, che in parte anche condivido con l'Union Valdôtaine, anche se ci sono dei contrasti, in cui, a livello nazionale, l'Union Valdôtaine chiede di essere tutelata come minoranza per la salvaguardia di una certa fascia di elettorato e, a livello regionale, in campo locale, arriva alla discriminazione, senza la rappresentanza di certe minoranze elettorali, chiamiamole come vogliamo, tipo Walser e altre fasce di categorie (e qui si capisce benissimo che si fa riferimento a una mia questione come di qualche altro Consigliere).
Io condivido questa mozione purché sia una mozione libera, democratica, perché viviamo in una Repubblica libera e democratica, e quindi viva la libertà e le varie istituzioni democratiche che permettano una rappresentanza a certe minoranze, perché questo esercizio di democrazia non è stato voluto a colpi di fucile dal sottoscritto o da altri per ottenere un seggio o più seggi in questo Consiglio regionale. Questo è il risultato che, a torto o a ragione, è stato ottenuto dalle recenti elezioni regionali. Quindi io il 5 percento lo escludo a priori perché è una limitazione alle libertà e alla democrazia. Per il resto, mi sta bene purché ci sia una certa rappresentanza in qualche maniera.
Per la questione del Consigliere Tonino che accennava al Confidi di 15 milioni di ieri, eccetera, sembra che io usufruisca di 15 milioni quando io non usufruisco di una lira, in quanto non ho aderito al Confidi; per chiarezza, ho voluto assentarmi dall'aula nel corso della trattazione perché la mia presenza poteva forse creare dei dissidi e per permettere una libera discussione. Io non sono Presidente di quel Confidi anche se l'ho costituito su mia iniziativa e di altri. Questo era stato un intervento migliorativo per dare del denaro a minor costo ad alcuni artigiani che erano stati discriminati. Ecco, ho voluto fare una puntualizzazione e mi riservo di ritornare ancora in argomento.
Per quanto riguarda la mozione oggetto della discussione, io sono d'accordo in linea di massima con i principi, però vorrei che ci fosse una certa rappresentatività e non la limitazione del 5 percento. Quindi credo che anche Salvadori e i presentatori di questa mozione si contraddicono da loro stessi quando si battono in campo nazionale per avere la rappresentanza delle autonomie e poi, qui, in sede locale, dimostrano invece un'impostazione piuttosto dittatoriale e antidemocratica.
Dolchi (P.C.I.) - Ho interrotto prima il Consigliere Berti con uno squillo di campanello perché abbandonava il tema di questa discussione. Per quanto è avvenuto ieri, voglio precisare ai Consiglieri che abbandonano l'aula per particolari motivi riguardanti la loro presenza o meno nel corso della discussione che sono pregati di dichiararlo, perché così risulta a verbale che la loro assenza non è casuale, ma è voluta per il determinato oggetto che si sta discutendo. D'altra parte anche le disposizioni fanno riferimento all'assenza quando si è direttamente interessati in argomenti trattati dal Consiglio.
Sulla proposta del Presidente della Giunta, degli altri Consiglieri, vorrei sentire i presentatori della mozione. La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - C'è una battuta che circola ed è stata inventata dall'amico Faval a proposito del Consigliere Dujany, per cui il Consigliere Dujany è stato soprannominato in tutte le nostre discussioni, "Bartali", del quale, sapete, la frase tipica è "l'è tutto da rifare", e in effetti secondo l'intervento di Dujany non va mai bene niente, non modifichiamo lo Statuto, aspettiamo magari altri 30 o 40 anni per trovare delle modifiche e non facciamo proposte concrete.
Direi che nella spiegazione e nella premessa della mozione certe proposte concrete sono state fatte: dal trentaseiesimo Consigliere per i Walser, a tutta quella serie di modifiche che renderebbero più agile, più moderna la legge, al discorso del 5 percento, contestabilissimo. Infatti ho detto che era un'ipotesi di lavoro, ce ne sono altre, c'è il quorum, ci sono cifre più basse, c'è il metodo D'Hondt, che vale per il Comune di Aosta, per esempio, dal quale nelle ultime elezioni noi siamo stati discriminati, ma che potrebbe comunque andar bene anche per il Consiglio regionale. Quindi non si tratta di essere dittatori o roba di questo genere, c'è una disponibilità a discutere come diceva anche il Presidente della Giunta. È chiaro che le motivazioni tecniche, i termini tecnici della legge, della proposta di legge saranno discussi dal Consiglio, non sarà il Presidente della Giunta che viene a dire: "ho parlato con Andreotti" o con chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio, se ce ne sarà un altro, e dirà "abbiamo concordato queste cose", ma sarà il Consiglio regionale che, proprio nella sua autonomia, dirà e farà le proprie scelte.
Il discorso politico è di vedere quali sono le possibilità reali di fare una modifica dello Statuto e, come diceva giustamente il Presidente, comunque deve essere fatta, che sia sull'articolo 2 o sull'articolo 16, deve essere fatta, se non vogliamo andare a votare il 25 agosto del 1983, ed è chiaro che a questo punto è la Presidenza della Giunta in quanto organo che ha e deve avere dei contatti estremamente precisi con il Governo e deve valutare queste possibilità che evidentemente esulano dalle possibilità del Consiglio regionale.
Quanto al fatto che l'Union Valdôtaine tolemaicamente è al centro dell'universo...beh, noi non abbiamo mai detto, per esempio, che siamo un Partito da lontano e che va lontano; riteniamo di essere, in Valle d'Aosta, perlomeno al centro, e copiamo anche un po' dal P.C.I., dove le cose vanno bene bisogna ben farle, però non dovete poi rimproverarci se utilizziamo degli strumenti che voi stessi utilizzate! Quindi questa è una mozione che è stata presentata dall'Union Valdôtaine, che nel suo programma elettorale in effetti ha messo questo argomento perché è un fatto concreto, perché è un principio di democrazia e perché riteniamo che è un principio di antidemocrazia il discorso delle 17 liste.
Consiglierei allora a Berti, che vuole difendere le minoranze tipo gli artigiani e magari i commercianti, di fare una proposta di modifica: che accanto al Consiglio regionale ci sia il Consiglio delle Corporazioni nelle quali saremmo tutti rappresentati, anche noi poveri giornalisti bistrattati da Roma, e avremmo la possibilità di dire determinate cose. Potrebbe essere una proposta interessante da valutare, da portare in discussione nella Commissione che sarà costituita e che dovrà valutare le proposte di modifica alla legge elettorale.
Il chiarimento sul programma dell'Union Valdôtaine era solo per dire che per noi modificare questa legge elettorale è un principio democratico, di crescita democratica, e abbiamo voluto metterlo nel programma elettorale proprio perché ci fosse un impegno di fronte alla popolazione su questo tipo di discorso.
Credo che il Presidente abbia fatto una proposta estremamente costruttiva che andava nel senso che dicevamo noi. Ci sono due tipi di discorsi: il rapporto fra istituzioni, per vedere quello che deve essere, come si può modificare, e il rapporto all'interno del Consiglio che darà mandato al Presidente del Consiglio di presentare le proposte elaborate insieme e che dovrebbero diventare il nuovo corpus della legge elettorale valdostana.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri che intendono prendere ancora la parola? Io vorrei sapere dai presentatori se accettano le proposte che sono pervenute per iscritto da parte del Consigliere Tonino. La prima proposta è del seguente tenore:
Emendamento
Eliminare il primo comma della premessa.
Il Consigliere Tonino ha proposto di eliminare il 1° comma: "Consideré que le programme de l'Union Valdôtaine prévoyait la réforme de la loi électorale valdôtaine"...
Vorrei dire al Consigliere Nebbia che ieri ho annunciato la presentazione di una legge da parte degli altri Consiglieri e che la Commissione Affari Generali ne sarà investita, quindi a livello di Presidenza del Consiglio abbiamo già il tema in discussione, pertanto, automaticamente questo sarà esaminato a livello di Commissioni e di Consiglio, in modo che si possano aggiungere queste cose.
C'è poi anche una seconda proposta del Consigliere Tonino, una variazione: "de porter les résultats au débat du Conseil régional" per evitare che "communication" sia l'interpretazione di una comunicazione non seguita da discussione.
Emendamento
Nel deliberato, dopo la parola "détails" sostituire con "...et de porter les résultats au débat du Conseil régional...".
Ecco, se i presentatori della mozione concordano su queste cose, e se il Consigliere Nebbia ritira la sua proposta a seguito di queste mie precisazioni, io potrei mettere in votazione un testo che mi sembra possa raccogliere larghi consensi. D'accordo? Allora i presentatori concordano sull'eliminazione del 1° comma e sulla sostituzione della parola "donner communication" con "porter les résultats au débat du Conseil régional"?
C'è qualcuno che chiede ancora la parola per dichiarazione di voto? Il Consigliere Nebbia concorda sul testo che abbiamo così ricostruito? Allora io metterei in votazione la mozione che avete avuto come allegato, con l'eliminazione del 1° comma e la sostituzione, nel dispositivo, delle parole "porter les résultats au débat du Conseil régional". Chiamo quindi il Consiglio a pronunciarsi per alzata di mano. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 29
Favorevoli: 29
Astenuti: 1 (Riccarand)
Il Consiglio approva.
Motion
Ayant constaté, après la première phase d'études sur les possibilités et les moyens législatifs nécessaires pour modifier la loi susdite, que le problème exige une action à niveau d'institutions car il s'agit de modifier le Statut Spécial de la Vallée d'Aoste, loi constitutionnelle;
Pris acte de l'urgence de donner une solution à ce problème
Le Conseil régional
Délibère
de donner mandat au Gouvernement régional d'étudier la question dans tous les détails et d'en porter les résultats au débat du Conseil dans le plus bref délai.
Il Consiglio sospende i lavori e riprenderà oggi pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,48.
