Oggetto del Consiglio n. 18 del 25 gennaio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 18/79 - Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Dolchi (P.C.I.) - Pertanto passo alle comunicazioni concernenti l'attività consiliare dall'11 gennaio in poi:
Progetti di legge presentati:
- proposta di legge n. 40, presentata dal Consigliere Riccarand il 16 gennaio 1979, concernente: "Autorizzazione di spesa per la concessione di un contributo annuo all'Associazione "Augusta" di Issime";
- proposta di legge n. 41, presentata dal Consigliere Riccarand in data 16 gennaio 1979, concernente: "Istituzione del "Centro de promoxon de lo francoprovensal";
- disegno di legge n. 42, presentato dalla Giunta il 18 gennaio 1979, concernente: "Interpretazione autentica dell'art. 12, 3° comma, della legge regionale 11 novembre 1977, n. 66";
- proposta di legge statale n. 4, presentata dai Consiglieri Manganone, Fosson, Mappelli e Lanièce in data 24 gennaio 1979, concernente: "Norme per l'elezione del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta".
Disegni di legge vistati:
- disegno di legge n. 32 concernente: "Abrogazione della legge regionale 7 marzo 1973 n. 11: Norme per il servizio di incenerimento dei rifiuti solidi e delle leggi regionali di modificazione 7 maggio 1975, n. 20 e 3 gennaio 1977, n. 8";
- disegno di legge n. 29 concernente: "Approvazione del bilancio della Regione per l'anno 1979";
- disegno di legge n. 19 concernente: "Modifica della pianta organica dell'Assessorato Industria, Commercio e Artigianato";
- disegno di legge n. 34 concernente: "Modificazione alla legge regionale 11 novembre 1974 n. 43: Funzionamento dei gruppi consiliari";
- disegno di legge n. 38 concernente: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 21 giugno 1977, n. 45 e abrogazione della legge regionale 15 maggio 1978, n. 13". (Norme sulle scuole materne)
Deliberazioni vistate:
- n. 504 concernente: "Ratifica di deliberazioni della Giunta";
- n. 505 concernente: "Elezione di un membro in seno al Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Autonomo Case Popolari";
- n. 506 concernente: "Dipendente sig. Enrico Rigollet. - Nomina al posto di dirigente all'Assessorato alla Sanità a seguito di promozione";
- n. 507 concernente: "Dipendente Dr. Mario Marconi. - Nomina al posto di dirigente dell'Assessorato all'Industria e Commercio a seguito di promozione";
- n. 508 concernente: "Concorso interno per la nomina al posto di capufficio presso l'Ufficio Studi e Programmazione della Segreteria Generale";
- n. 509 concernente: "Concorso interno per la nomina al posto di Capo servizio presso il servizio Controllo Enti Locali";
- n. 510 concernente "Concorso interno per la nomina al posto di primo Segretario presso il Servizio Studi Economici dell'Assessorato Industria e Commercio";
- n. 511 concernente: "Concorso interno per la nomina al posto di capufficio presso l'ufficio Documentazione e Statistica della Segreteria Generale";
- n. 526 concernente: "Rinnovo della convenzione con la scuola di Agricoltura";
- n. 527 concernente: "Casa da gioco di Saint-Vincent: determinazione del contributo dovuto dalla Regione per il concorso nelle spese per manifestazioni extracontrattuali";
- n. 529 concernente: "Parere sulla richiesta di modificazione dello Statuto della "Società per l'educazione correttiva dei minorenni dell'Antico Regno Sardo";
- n. 530 concernente: "Contributo al Comune di La Thuile per infermeria Villaret";
- n. 531 concernente: "Concessione contributi incremento patrimonio alpinistico";
- n. 532 concernente: "Contributi gestione pista di bob di Breuil-Cervinia";
- n. 533 concernente: "Contributo maestri di sci";
- n. 537 concernente: "Ratifica di deliberazione";
- n. 538 concernente: "Contributo al Comune di Issogne per acquisto di un immobile da demolire";
- n. 539 concernente: "Designazione rappresentante Commissione Coordinamento";
- n. 540 concernente: "Contributo al CRER";
- n. 548 concernente: "Costituzione di ipoteca sugli immobili Società INTEVA";
- n. 549 concernente: "Subconcessione al consorzio Ru du Moulin";
- n. 551 concernente: "Subconcessione all'ENEL di derivazione per produzione di energia elettrica delle acque della Dora di Valgrisanche ed affluenti";
- n. 553 concernente: "Concessione di contributi a Comuni per infrastrutture sportive";
- n. 559 concernente: "Ratifica di deliberazioni";
- n. 560 concernente: "Concorso pubblico per viceragioniere capo Assessorato Finanze";
- n. 561 concernente: "Acquisto di un complesso in Comune di Brusson (Tana del Lupo)";
- n. 562 concernente: "Cessione di terreno al Dr. Beteind in località St. Martin de Corléans";
- n. 566 concernente: "Designazione di Consiglieri nella Commissione Edilizia";
- n. 567 concernente: "Subconcessione alla ditta Quinson Vitale per produzione energia elettrica località Prévillair-Morgex".
Incontri, convegni e congressi:
Una delegazione consiliare composta dal Presidente Dolchi e dai Consiglieri De Grandis, Dujany, Manganone, Nebbia, Salvadori e Tonino si è incontrata il giorno 15 gennaio con il Presidente della Camera ed il Presidente della I Commissione Affari Costituzionali per quanto concerne il disegno di legge statale sulle elezioni al Parlamento Europeo.
Riunioni di Commissioni:
- Ufficio di Presidenza e Conferenza Capi Gruppo: 1
- Commissioni Affari Generali e Turismo in seduta congiunta: 3
- Commissioni Industria e Commercio: 2
- Commissione Sanità: 1
- Commissione speciale per rapporti con l'E.N.E.L.: 3
- gruppo di lavoro per il Regolamento interno: 1.
Infine due notizie. Voi sapete che una delegazione composta da chi vi parla e dai Consiglieri De Grandis, Dujany, Manganone, Nebbia, Salvadori e Tonino si è incontrata il giorno 15 gennaio con il Presidente della I Commissione Affari Costituzionali e con il relatore del disegno di legge statale sulle elezioni al Parlamento Europeo, Onorevole Leonilde Iotti e, successivamente, ha effettuato una visita e un incontro con il Presidente della Camera, Ingrao, con il quale si è anche accennato all'eventuale iter di questa legge.
Tutti sapete che alla Camera - nonostante un certo accordo e consenso alla presentazione di emendamenti che avrebbero favorito la partecipazione e l'eventuale elezione di un rappresentante della Valle d'Aosta, soprattutto quello che abbassava il quorum per le minoranze - gli emendamenti non sono stati discussi. La Camera ha, infatti, ritenuto che fosse indispensabile approvare il provvedimento nel testo già votato dal Senato affinché non ci fossero un successivo ritorno al Senato e quindi un'ulteriore perdita di tempo nell'approvazione del provvedimento, che invece è urgente.
Mi è stato comunicato stamane che, invece, è stato approvato definitivamente dal Senato un provvedimento modificato dalla Camera per quanto attiene all'imputazione della spesa. Si tratta della legge riguardante i contingenti. Il Consiglio viene informato di questa comunicazione che mi è pervenuta dal Senato e dal Senatore Fosson stesso; il disegno di legge, dopo le modifiche alla Camera, è ritornato al Senato, che lo ha definitivamente approvato ieri ed è diventato legge.
Ecco queste le comunicazioni riguardanti l'attività consiliare della Presidenza del Consiglio su cui apro la discussione con l'eventuale richiesta di parola.
La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Il y a quelques minutes nous avons parlé du problème de la violence en Italie. C'était évident que l'U.V. était solidaire avec tout ce qui a été dit dans ce Conseil.
Il y a quinze jours on avait fait le même discours. On avait demandé aux institutions qui dirigent le Pays de travailler concrètement et sérieusement dans le sens de la démocratie et de la défense de la Constitution. Et bien, il y a quelques jours, comme le Président du Conseil l'a justement rappelé, le Parlement italien a, au contraire, approuvé une sorte de "legge truffa" qui exclut les minorités ethniques et linguistiques de la présence au Parlement européen.
La délégation qui est descendue à Rome, délégation unitaire, avait eu les plus grandes assurances de la part de tous les Partis politiques, de la part du rapporteur officiel de la loi, de la part du Président de la Chambre aussi, qui avait donné sa disponibilité à ce type de discours et, avait eu aussi de la part du Comitato ristretto dei nove qui avait préparé les amendements à la loi, les assurances que les propositions, les amendements que l'U.V. aussi au nom des autres avait proposés, auraient été accueillis et auraient permis ainsi à notre minorité ethnique et linguistique d'être présente au Parlement européen.
Après, avec un de ces systèmes typiquement à l'italienne, de la politique italienne, les choses se sont renversées complètement et la Chambre des Députés a décidé d'approuver le texte de la loi dans le même texte approuvé par le Sénat et qui, avec les formules ignobles qui ont été adoptées - soit l'apparentamento, soit les chiffres qui avaient été mises pour ce type d'apparentamento -, ont pratiquement exclu la Vallée d'Aoste du Parlement européen. C'est à la suite aussi de cette décision contraire à la Constitution italienne, contraire aux principes de l'article 6 de défense des minorités ethniques, que le Comité exécutif de l'Union Valdôtaine a proposé, au cours de sa dernière réunion, que notre Mouvement se présente à cette compétition électorale à la tête de toutes les minorités ethniques qui existent dans la République italienne.
Mais je veux souligner, à cette occasion, le comportement que le Député Communiste - et je ne dis pas le Député valdôtain - a tenu au cours de cette question au Parlement, car, non seulement il s'est refusé de consigner au Président de la Chambre, Ingrao, le texte et les signatures qui avaient été recueillies en Vallée d'Aoste, les six-mille signatures qui demandaient la constitution du Collège uninominal en Vallée d'Aoste, et, au cours du débat à la Chambre, non seulement a voté à faveur de cette "legge truffa" pour la Vallée d'Aoste, mais il n'a même pas eu la sensibilité morale et politique d'intervenir en dénonçant ce type de comportement de tous les Partis vis-à-vis de la Vallée d'Aoste. C'est évidemment avec ces systèmes que la confiance dans l'État et dans les Partis nationaux risque ou bien est complètement détruite.
Nous voulons encore, aujourd'hui, par le moyen du Conseil régional, dire et répéter que l'Union Valdôtaine doit défendre les intérêts de la Communauté ethnique avec des faits concrets et pas seulement avec des paroles. C'est dans ce sens que nous demandons de nous présenter dans toute l'Italie avec notre symbole et c'est dans ce sens que nous demandons au Mouvement autonomiste, aux autres Mouvements autonomistes et régionalistes qui travaillent en Vallée d'Aoste et, surtout, à tous les Valdôtains de bonne volonté, de suivre l'Union Valdôtaine dans cette bataille pour la défense de nos droits.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Credo che l'impostazione data oggi dal Consigliere Salvadori, che riprende sue osservazioni già note in precedenza in dichiarazioni apparse sulla Gazzetta del Popolo, sia fondamentalmente ipocrita e spiego che cosa intendo. Il Consigliere Salvadori, per mascherare quelle che sono le responsabilità effettive della mancata approvazione della modifica alla legge elettorale per il Parlamento Europeo, ancora una volta mette sullo stesso piano tutti i Partiti per nascondere la responsabilità principale che è proprio dell'alleato dell'Union Valdôtaine in questa Giunta. Questo è l'elemento che, a mio avviso, va messo in evidenza. Perché dico queste cose? Come si può affermare, come ha detto Salvadori, che la crisi di governo è una scusa? Ecco, a mio giudizio, o si è ipocriti - e io penso che questa sia la ragione - oppure non si comprendono a sufficienza quelli che sono i processi politici. Bastava sentire ieri le dichiarazioni del Segretario del Partito Comunista e del Segretario della Democrazia Cristiana per capire che siamo di fronte ad una crisi grave che probabilmente avrà importanza non soltanto a livello nazionale, ma a livello internazionale.
Voglio ricordare che la presenza dei Comunisti nella maggioranza di governo in un Paese capitalistico era un fatto di rilievo internazionale. Risulta chiaro che per il mutamento politico avvenuto nella Democrazia Cristiana si sta e si andrà, io credo, domani o nei prossimi giorni, ad una rottura di un'unità che aveva avuto la sua importanza, come dicevo, a livello nazionale e a livello internazionale, insomma...per uscire dalla crisi, per combattere il terrorismo. La crisi, quindi, non è una scusa, è anzi, purtroppo, una realtà grave che avrà la sua importanza ancora per gli anni a venire.
Ritengo che si debba ancora una volta affermare che la responsabilità principale per la mancata approvazione della legge elettorale è solo della Democrazia Cristiana, perché la D.C. al Senato si è opposta ad approvare questa modifica e lì non ci risulta che l'azione del Senatore Fosson, visto che si è voluto tirare in ballo il Deputato Millet, sia stata più efficace! A parte il pronunciamento formale in aula dell'azione del Deputato Millet, e cioè, se la cosa fosse già passata al Senato e se la Democrazia Cristiana non si fosse opposta, evidentemente alla Camera si trattava poi semplicemente di riapprovare la legge negli stessi termini.
L'impegno del nostro Partito poi, rispetto a quello della Democrazia Cristiana, non può essere assolutamente negato; già al Senato, ma alla stessa Camera, con l'impegno ufficiale della Segreteria nazionale del Partito, abbiamo sostenuto queste posizioni a favore delle minoranze. La stessa relatrice della Commissione Affari costituzionali, Nilde Iotti, nella relazione introduttiva aveva preso posizione chiara in questo senso. Se alla Camera non è passata la modifica per abbassare a trentamila il numero delle preferenze dalle cinquantamila previste nel testo del Senato, la responsabilità - credo che si debba dire anche questo - è della Democrazia Cristiana, perché non è arrivata dal Senato l'assicurazione di esito favorevole in caso di modifica della legge, perché al Senato, comunque, come atto dovuto, la legge sarebbe stata discussa. Cosa vuol dire questa cosa? Vuol dire che la Democrazia Cristiana, che già a Bolzano deve cedere, in sostanza, un posto alla minoranza di quella zona, ha lavorato in modo di non doverne cedere un altro in Valle d'Aosta e, probabilmente, un altro in Friuli. Se il Presidente del Senato avesse dato assicurazione alle Camere, che in caso di crisi di Governo, nonostante quello, la legge elettorale del Parlamento Europeo sarebbe stata discussa e rivista dal Senato, come atto dovuto la Camera l'avrebbe approvata nel senso richiesto dalla delegazione valdostana.
Questa assicurazione non è venuta, e non è venuta non a caso, ma proprio per le ragioni che ho detto in modo chiaro, perché alla Democrazia Cristiana non faceva comodo, perché sapeva che probabilmente l'Union Valdôtaine si sarebbe presentata con lei, sapeva che in Friuli sarebbero sorte delle liste analoghe. Quindi le responsabilità sono di questo genere, non serve a molto quando fa comodo criticare tutti i Partiti nazionali, però nella realtà continuare a governare con la Democrazia Cristiana, coprire le responsabilità della Democrazia Cristiana, nella Commissione inquirente; noi cerchiamo di fare nei confronti dell'Union Valdôtaine un discorso che sia il più possibile corretto, non possiamo però non denunciare quelle che, a nostro avviso, sono delle manovre.
Un'ultima osservazione...evidentemente è una scelta dell'Union Valdôtaine, ma ci sembra che la proposta che è passata nello stesso Comité central di presentare una lista che raccolga tutte le minoranze italiane, possa poi dare origine ad una di quelle cosiddette "ammucchiate" che tanto spesso vengono criticate. Si tratterebbe di vedere che segno avrà questo tipo di collegamento, quali programmi e che finalità; non crediamo che la scelta di mettere assieme tutto, in questo modo, abbia poi sempre un carattere progressista, si tratterà di verificarlo, abbiamo molti dubbi che questa strada sia quella giusta. Probabilmente le cose, oramai, sono state decise, sarebbe stato possibile fare qualcos'altro a livello di Valle d'Aosta.
Noi, come Partito, se, come sembra oramai probabile, non si riuscirà a fare qualche cosa di diverso, cioè qualche tipo di schieramento, ci impegneremo, come ci siamo impegnati - e vogliamo che ci si dimostri il contrario -, perché almeno nelle liste del Partito Comunista un rappresentante della Valle d'Aosta sia eletto al Parlamento.
Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Ho chiesto la parola per dire agli amici qui presenti che il periodo dei gonzi è finito. Mi spiego, mi dispiace polemizzare con l'amico Mafrica, non ne ho mai avuto occasione e spero proprio che questo non sia l'inizio, anche perché la polemica è sterile e non serve a nulla, però, quando si è in una maggioranza a livello nazionale allora è inutile nella formalità dare delle assicurazioni, se poi il Partito Comunista accetta quelle che sono le decisioni di una maggioranza e le sostiene con il proprio voto. Vorrei anche sapere il voto dell'Onorevole Millet, perché non dimentichiamo che se l'Onorevole Millet ha votato contro questa legge, rappresentava la Valle d'Aosta, ma se l'ha votata a favore, non ha tenuto conto della sua espressione unica in Valle d'Aosta, ma ha tenuto conto di quelle che erano le decisioni del Partito Comunista. E dunque è inutile che noi stiamo qui se, quando si tratta della soluzione di determinati problemi che vanno in un senso elettorale o per altri motivi che a noi sfuggono in un senso di logica del Partito Comunista, allora le cose vanno per il verso giusto e se, invece, vanno contrariamente, la responsabilità è della Democrazia Cristiana. Ma questo è un discorso di opposizione a torto o a ragione...io, adesso, pur non volendo dare dei giudizi...allora il Partito Comunista Italiano prenda le proprie responsabilità e prenda le proprie decisioni, anche in questo secondo aspetto. Noi seguiamo solo attraverso la stampa, perché non è che possiamo seguire direttamente l'evolversi di una situazione politica, ma qui, ancora oggi, in data odierna, si sta ricercando la continuità di questa maggioranza in campo nazionale, però a noi non sfugge, non può sfuggire, questa posizione di ambiguità del Partito Comunista nell'assumersi le proprie responsabilità, e queste non sono parole mie, ma lo vediamo un po' da parte di tutto l'arco costituzionale, Socialisti e forze di Sinistra compresi, si continua a scaricare delle decisioni che sono proprie.
Ora, io non son qui adesso per fare un'autocritica anche se ne avrei i motivi, non lo nascondo, però a un certo momento...ripeto che il periodo dei gonzi è finito, non venite qui a prenderci in giro! La maggioranza ha rigettato tutti gli emendamenti e dunque, il Partito Comunista in quanto tale, in quanto forza di maggioranza, ha votato a favore di questo tipo di legge che a noi, in Valle d'Aosta, non quadra, ed è inutile che si venga qui a cercare di giustificare perché, ripeto, vorrei intanto sapere se l'Onorevole Millet ha votato a favore di quella legge e in tal caso ha seguito la logica del Partito Comunista, punto e basta. Per il resto è evidente che da parte nostra ci saranno dei motivi, delle responsabilità, comunque quel poco che si è potuto fare si è fatto, se potevamo avere un nostro diretto rappresentante ne eravamo tutti felici.
Amico Mafrica, secondo il mio modesto punto di vista, sono i risultati che contano, perché se ci perdiamo nelle frange degli impegni, delle promesse e delle parole, noi di parole non sappiano proprio cosa farcene, e dunque, ad ognuno le proprie responsabilità, senza polemiche.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Credo che in questa sede, forse, si faccia più confusione e demagogia che costruire dei fatti concreti. Ha parlato Mappelli di un'autocritica e credo che forse l'autocritica dobbiamo farla tutti come Consiglieri, come Consiglio e come Partiti, e anche come Movimento, senza però, come ha fatto l'U.V., uscire con un comunicato che credo abbia la parola "demagogia" come primo elemento.
Bisogna ricordare che, circa due anni fa, c'era già stata una proposta di legge del Movimento dei Democratici Popolari che chiedeva il Collegio uninominale per la Valle d'Aosta. Tutte le forze politiche, da allora, praticamente hanno dormito, salvo svegliarsi all'ultimo momento, quando in Senato si doveva discutere di questo problema e la delegazione si è resa ben conto dell'inutilità delle azioni che erano state poste in opera per poter arrivare ad un risultato utile. Ritengo che la responsabilità di questo fatto sia dovuta a tutti, e forse (lo pongo in termini dubitativi), forse all'U.V. più che ad altri, perché ha cercato di recuperare all'ultimo momento una situazione ormai persa e, invece, nel suo proclama viene a dire che "condamne les Partis italiens qui à Aoste se disent favorables aux Autonomies et verbalement accepte les positions de l'Union Valdôtaine, mais agissent à Rome dans un sens nettement opposé".
Qui bisogna ricordare che, prima di tutto, tra i Partiti nazionali, il Partito Socialista forse per primo, non è un Partito gerarchicamente organizzato che non ha i "Gauleiter" nelle sedi periferiche e che ha nell'autonomia delle proprie azioni, delle proprie decisioni, un ideale fondamentale e che l'autonomia che il Partito Socialista ha in Valle d'Aosta l'afferma anche in sede nazionale, ma non è sempre detto che le azioni che si intraprendono abbiano buoni frutti.
Posso dire, credo di poterlo dire, che in Valle d'Aosta tutti i Partiti si siano comportati in modo corretto nei confronti delle azioni che si dovevano intraprendere, però bisogna anche dire, e qui collego il discorso al punto iniziale alle comunicazioni del Presidente che sono state fatte, che esiste un abisso nel clima, nella sensibilità, nei fatti che ci sono in Valle d'Aosta e quelli sentiti e capiti a Roma. Esiste un abisso perché diversa è la situazione. Qua non ci troviamo ancora, per fortuna, nel clima di terrorismo che a Roma, a Milano, a Torino, è palpabile; qua siamo ancora emarginati da una certa situazione ormai deteriorata, qua stiamo facendo a volte dei discorsi inutili perché ci troviamo in condizioni di poterli fare, mentre altrove le azioni concrete vengono fatte, vengono dimenticate a volte, come ha detto il Consigliere Riccarand. Però la sensazione - e questo bisogna dirlo - che la delegazione ha avuto, almeno io ho avuto prendendo i contatti a Roma, è che ci troviamo in una situazione talmente deteriorata che le richieste che la Valle d'Aosta ha fatto sono cadute nel vuoto, perché più pressanti erano altri problemi e la crisi di governo che sembra stia per giungere lo sta a dimostrare. Pertanto, l'invito che io faccio a tutto il Consiglio per combattere il terrorismo di cui si era parlato in precedenza, e anche per non iniziare, come il documento dell'Union Valdôtaine sembra ombreggiare, una campagna preelettorale e strumentale, è quello di lavorare seriamente e concretamente per ottenere i massimi risultati che questa situazione storica può oggi permettere, ricordandoci che non siamo soli a questo mondo, che c'è una realtà europea che ci circonda, che può anche darsi, al limite, che le elezioni europee non si facciano, perché se si fanno le elezioni nazionali, non si faranno quelle europee e quindi un invito ad essere realisti.
Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno che ha chiesto la parola? La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Poche considerazioni su questo argomento, per dire che questa è la sconfitta delle Autonomie. La proposta di legge, così com'è stata impostata sin dall'inizio, era una proposta che in un'Italia delle Regioni, in un'Italia delle Autonomie, tendeva a premiare le grandi capitali e gli interessi nazionalistici.
Quindi non è solo una sconfitta dell'Autonomia della Valle d'Aosta, è una sconfitta del regionalismo, ed è una sconfitta del decentramento. Noi, come Gruppo Democratico Popolare, fin dal 1977 avevamo portato all'attenzione del Consiglio questo problema nel momento in cui abbiamo ritenuto opportuno, con mozioni, con interpellanze e con una proposta di legge, porre all'attenzione di tutti i Gruppi appartenenti al Consiglio regionale questa scadenza della legge elettorale per l'elezione al Parlamento Europeo.
Questa proposta aveva lo scopo di sollecitare l'attenzione di tutti i Gruppi appartenenti a questo Consiglio su un problema che ci pareva importante, cioè la tutela dei diritti dell'Autonomia della Valle d'Aosta e i diritti dello Stato cui apparteniamo. La nostra proposta purtroppo è stata vittima dello schematismo, del compromesso storico sia nazionale sia regionale e, diciamolo francamente, di questo compromesso storico faceva parte anche l'Union Valdôtaine; in quel tipo di ambiente e in questo tipo di schema, purtroppo, l'unica preoccupazione era di umiliare i Democratici Popolari e di mettere in knock-out qualunque loro contributo collaborativo nell'interesse della Valle d'Aosta...io pensavo che ci fosse una Giunta almeno un po' attenta e rispettosa, almeno perché c'è un rispetto del Consiglio, c'è un rispetto del pubblico, mi pare che questa Giunta si diverta spesso a chiacchierare e a ridere e a scherzare in un modo poco decoroso, soprattutto alcuni elementi...non facciamo delle polemiche, perché se dovessimo intervenire ogni volta che la Giunta scherza quando il Consiglio parla, ci sarebbe veramente da prendere la porta e andarsene via da questo Consesso che si deprime ogni giorno di più! Vorrei a questo proposito invitare il Presidente del Consiglio a richiamare i membri del Consiglio, Giunta compresa, ad avere un comportamento un po' più corretto. Sta di fatto, per concludere, che l'Italia delle Autonomie è perdente, che l'Autonomia della Valle d'Aosta è umiliata.
Vorrei anche ricordare agli amici dell'Union Valdôtaine che certi populismi rischiano tante volte di non servire a sé stessi e di non servire la Valle d'Aosta. Credo che convenga lavorare con costanza, con serietà, con concretezza e soprattutto dobbiamo renderci conto che in questo periodo di estrema difficoltà la nostra minoranza etnica e la nostra minoranza numerica potrà diventare maggioranza se si distingue nella qualità di comportamento e nel modo onesto, corretto di comportarsi nel Consesso nazionale ed internazionale.
L'unica nostra grossa forza sta nel prestigio, poiché non abbiamo grosse forze economiche, non abbiano grosse forze numeriche, non abbiamo naturalmente altre forze, quindi l'unica forza è quella del prestigio. Direi, a proposito di terrorismo, che pur se la Valle d'Aosta non ha fenomeni evidenti, non ha fenomeni apparenti di terrorismo, non dimentichiamo che qualunque flessione da parte della nostra comunità in questa direzione vuol dire avere dei danni di gran lunga peggiori di certi fatti molto appariscenti che avvengono in campo nazionale.
Sulla posizione annunciata dall'Union Valdôtaine, da parte del Consigliere Salvadori, noi ci riserviamo di annunciare, di precisare qual è il nostro comportamento che non potrà che essere certamente un comportamento conseguente alle posizioni precedentemente prese negli anni 1977-1978, con atti concreti e che tendono a stimolare e a valorizzare l'Autonomia.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori, pregandolo di non riaprire...
Salvadori (U.V.) -Vorrei fare solo alcune precisazioni semplicemente su alcune cose dette, soprattutto dal Consigliere Mafrica, e le dico in italiano, in modo che siano comprese...forse la prima parte del mio intervento non è stata capita perché era in francese.
Mafrica ha parlato di crisi di governo...la crisi di governo, a meno che nell'incontro fra Marchais e Berlinguer non si sia studiata l'operazione per rinviare le elezioni politiche europee, non significa elezioni anticipate e quindi rinvio in autunno delle elezioni europee; la crisi di governo avrebbe permesso...se tutte le forze politiche erano d'accordo, e qui sentiremo anche la Democrazia Cristiana se è vero questo "no" venuto da Fanfani a riportare in Senato la legge con gli emendamenti...permetteva e permette, secondo tutte le disposizioni, di discutere una legge che si è dichiarata importante. D'altronde si sta elaborando la legge per il finanziamento di questa campagna elettorale, sulla quale penso che tutti i Partiti diranno di essere d'accordo.
Quanto a quella che Mafrica ha definito, avrebbe definito, una sorta di "ammucchiata fra le forze autonomiste", stia pure tranquillo che le forze autonomiste italiane, le forze autonomiste della Repubblica Italiana faranno un programma che si richiamerà a quelli che sono i principi del Federalismo, che non sono certamente né i principi di un'Europa Comunista, né i principi di un'Europa Euro-Comunista.
Quanto al comportamento del Senatore Fosson nei confronti di certi comportamenti dei Partiti, ripeto che il Senatore Fosson ha avuto il coraggio morale di intervenire in aula dichiarando la sua contrarietà a questo compromesso, a questo pasticcio all'italiana e ha votato "no". Il Deputato Millet non è intervenuto e ha votato "sì" a questa legge, dimostrando - come diceva giustamente Mappelli - di essere un Deputato del Partito Comunista e non il Deputato della Valle d'Aosta e, inoltre - lo sottolineo ancora una volta, in modo che sia chiaro per tutti - si è rifiutato di presentare al Presidente Ingrao le seimila firme che, con una lettera a firma del Presidente dell'Union Valdôtaine, gli era stato richiesto, proprio nella qualità di unico Parlamentare, di unico Deputato della Valle d'Aosta, di consegnare al suo Presidente. Se poi il Partito Comunista vorrà e altri Partiti vorranno inserire dei Valdostani nelle loro liste, è chiaro ed evidente che saranno semplicemente dei rappresentanti di questi Partiti e non rappresentanti della Comunità valdostana.
Tutti hanno parlato di lavorare seriamente, e credo che la proposta che ha fatto l'Union Valdôtaine sia un contributo serio che vuole rispondere a mesti tentativi di esclusione delle minoranze in genere. Quindi noi invitiamo ancora, senza nessuna umiliazione...perché caso mai, per i D.P., sono stati gli elettori ad umiliare il loro Movimento e non certo l'U.V....noi invitiamo tutti a seguire questa proposta che è concreta, che è seria e che, sulla base di un programma che verrà concordato, sarà presentata a tutti i Valdostani. Noi chiediamo che le forze politiche, e soprattutto tutti coloro che vogliono costruire un'Europa diversa, ci seguano su questo cammino.
Dolchi (P.C.I.) - Consigliere Mafrica, ricordandogli che sulle comunicazioni del Presidente sono concessi brevi interventi chiarificatori.
Mafrica (P.C.I.) - Per fatto personale. Io credo che il Consigliere Salvadori, oltre che in francese, può anche parlare in patois e sarà capito ugualmente dal sottoscritto; quindi quella battuta la respingo nel modo più assoluto, credo che abbiamo studiato il francese per lo stesso numero di anni. Ma, per passare a questioni più serie, non si può continuare a sostenere che le posizioni dell'Union Valdôtaine sono il centro dell'universo, questa è la sostanza delle tesi di Salvadori.
Come si fa a sottovalutare una crisi politica che è in atto, ed è di una gravità eccezionale, insomma, come si fa a dire: "sono tutte scuse per impedire alla Valle d'Aosta di avere il proprio rappresentante"? Sono iniziate da mesi, in tutti i Partiti a livello nazionale, delle discussioni importanti sull'adesione all'Europa, sul problema delle nomine, sulla lotta al terrorismo, sul piano triennale, e sembra che queste discussioni...che a mio avviso porteranno ad una rottura della maggioranza in tempi brevi, perché il Partito Comunista non sta in una maggioranza soltanto per stare alla finestra, ma sta in una maggioranza quando questa rispetta il programma concordato, non subisce ricatti, non rimane tanto per rimanere, quindi la mia opinione è che in questi giorni ci sarà un'uscita del Partito Comunista dalla maggioranza...dicevo, come si fa a sostenere che tutte queste discussioni sono fatte a scopo strumentale? Mi riferisco alla dichiarazione apparsa sulla Gazzetta del Popolo in modo particolare, non credo che si possa avere questa presunzione, si può aver avuto un successo elettorale, ma non per questo si è diventati il centro della vita politica nazionale e internazionale! Ogni Movimento ha il peso che ha, ecco non può pretendere di pesare a tutti i livelli, se non anche per il numero di consensi che ha. Questa è una riflessione. Sempre in quella dichiarazione il Consigliere Salvadori faceva un'altra affermazione: "...e noi vogliamo costituire assieme alle altre minoranze una lista per avere efficienza amministrativa a rigore...in questo Paese, che è diventato come una Repubblica del Sud-America...". Ecco, che in Italia ci siano delle grosse difficoltà, il terrorismo, molto malcostume, molto malgoverno (come dicevamo prima), è un fatto; non credo però che la Valle d'Aosta, per queste cose, in questa fase storica, con questo tipo di Governo regionale, sia un esempio di efficienza e di correttezza amministrativa. Questo è un ulteriore appunto.
Un ulteriore elemento e poi chiudo: la posizione del Deputato Millet. Io non lo capisco questo ragionamento, perché un soggetto, essendo del Partito Comunista o della Democrazia Cristiana o del Partito Socialista o del Partito Socialdemocratico o di non so quale Partito, non debba essere rappresentante della Comunità Valdostana allo stesso modo dell'iscritto all'Union Valdôtaine o dell'iscritto, se ne hanno, ai Democratici Popolari...questa è una deformazione politica su cui occorre riflettere. La Valle d'Aosta con le elezioni regionali elegge i propri rappresentanti in Consiglio regionale e con le elezioni politiche elegge i propri rappresentanti al Parlamento. Se questi hanno determinate caratterizzazioni politiche e sono eletti, significa che quel tipo di caratterizzazione politica ha, in una certa fase storica, un certo consenso. Questi rappresentano la popolazione valdostana altrettanto quanto ogni altra forza politica in Valle d'Aosta.
Quindi respingo questo discorso nel modo più assoluto sull'opportunità di votare in un modo o nell'altro, sono valutazioni di tipo politico; si può invece discutere sul concetto della rappresentanza. Il Deputato Millet, il Deputato della Valle d'Aosta è stato eletto dalla popolazione valdostana e rappresenta la popolazione valdostana; i Comunisti del Consiglio regionale della Valle d'Aosta con il venti percento dei voti rappresentano il venti percento della popolazione valdostana, come l'Union Valdôtaine rappresenta il venticinque percento; non è l'Union Valdôtaine che rappresenta la popolazione valdostana più del Partito Comunista, se non per quel 5 percento di più.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, penso che possiamo considerare chiusa la discussione e gli interventi sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio; io devo solo fare un'aggiunta all'elenco dei progetti di legge presentati, per un'omissione puramente dattilografica.
Do annuncio al Consiglio che è stata presentata l'11 gennaio 1979 una proposta di legge statale che porta il n. 3, di iniziativa dei Consiglieri Voyat, Clusaz, Rolando, Faval e Salvadori, avente per oggetto la modifica alla legge 6 dicembre 1971, relativa alla concessione alla Valle d'Aosta dell'esenzione fiscale per determinate merci e contingenti. La proposta di legge è stata assegnata alla Commissione Affari Generali e alla Commissione Industria e Commercio.
Con ciò sono chiuse le comunicazioni del Presidente del Consiglio.
La parola al Presidente della Giunta per comunicazioni.
