Oggetto del Consiglio n. 19 del 25 gennaio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 19/79 - Comunicazioni del Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Martedì 23 vi è stato, a livello di Direzione Generale del Ministero dell'Industria, un incontro che aveva come punto di partenza la Miniera di Cogne e che è servito soprattutto a stabilire, o se preferite a ribadire, quelli che sono i concetti del Ministero dell'Industria rispetto alla ristrutturazione della Cogne.
Mi è stata confermata da parte del Ministero dell'Industria la proposta di un fondo speciale di 220 miliardi a ripianamento dei debiti pregressi e un ulteriore fondo di 135 miliardi insieme alla Breda per ristrutturazione e verticalizzazione. La ristrutturazione e la verticalizzazione consisterebbero nella chiusura del ciclo integrale e, conseguentemente, della miniera, senza previsioni da parte dell'I.R.I.-Finsider di attività sostitutiva a carico loro, nella chiusura nel tempo degli altiforni e nella creazione di due nuovi altiforni elettrici con capacità di 70.000 tonnellate per la produzione di acciai speciali.
È stata confermata la richiesta al Ministero dell'Industria del trasferimento della Tecnocogne in Valle d'Aosta con - rispetto al precedente - la cifra che è prevista come maggiore spesa. Qualora si volesse invece installare la Tecnocogne ad Avellino, con spesa prevista in almeno 20 miliardi di lire, nella proposta fatta di dare come alternativa ad Avellino una fabbrica di 150 unità per la produzione di tondelli per monetazione, per questo vi è anche il possibile collegamento con la S.M.I. - Società Metallurgica Italiana - normalmente conosciuta come "Gruppo Orlando". Mi è stata consegnata una copia in maniera riservata di detto piano...si stanno facendo le copie e, non appena saranno finite, verranno distribuite ai Consiglieri in modo che la discussione, qualora il Consiglio lo ritenga necessario, possa avvenire sulla base dei documenti...il piano siderurgico evidentemente è molto spesso, per quanto le pagine concernenti la Valle d'Aosta siano circa sei.
Per quanto riguarda l'iter di questa proposta che viene fatta dal Ministro dell'Industria e che lunedì sarà approvata dal Consiglio dei Ministri, la decisione finale per quanto riguarda la parte più interessante che ci riguarda, cioè la Tecnocogne, è demandata al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (C.I.P.E.), che già una volta si era invece espresso in senso contrario e il Ministero dell'Industria ribadisce che tale scelta è, sotto il profilo tecnico, errata, che la Tecnocogne deve essere fatta per ragioni economiche e di capacità produttiva, in Valle d'Aosta, e l'I.R.I. ha altresì dichiarato che qualora il C.I.P.E. insista per motivi politici nella sua designazione il piano verrebbe bloccato.
Dolchi (P.C.I.) - Qualche Consigliere intende prendere la parola sull'argomento? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Molto rapidamente su questa questione credo di dover osservare che alla riunione era assente l'Assessore all'Industria; evidentemente non ama l'industria perché, va bene che non è riuscito a prendere l'aereo, però esistono anche i treni e, probabilmente, con un pochino più di buona volontà poteva essere presente.
In merito alle osservazioni del Presidente, credo che abbia commesso un'inesattezza: si tratta di forni e non di altiforni elettrici da 70 tonnellate, che è il tipo di produzione che con ogni colata si può fare. La cosa importante in questo tipo di incontro è proprio la presentazione alla delegazione di una copia del piano che attendeva oramai da quattro mesi che il piano siderurgico venisse ridiscusso e dato nella stesura definitiva. Esiste una stesura definitiva; ecco, si tratterà di esaminare rapidamente come Regione questo piano, e di verificare se le cose scritte, tipo questa della Tecnocogne in Aosta e della soluzione alternativa ad Avellino, sono credibili o meno. In quella sede la Direzione Cogne ha dato anche assicurazioni che sarebbero stati mantenuti i livelli occupazionali; ecco, anche questo bisogna verificare che cosa significa, perché sul numero attuale dei dipendenti ci sono state delle cifre abbastanza vaghe. Noi siamo per mantenere l'occupazione ai livelli della fine 1977, verifichiamo se è possibile.
Per la miniera io credo che, oltre ad un'assicurazione un po' vaga di un possibile intervento da parte della Direzione Cogne, ci si debba innanzi tutto muovere come Giunta regionale per trovare, con Società italiane o francesi o svizzere...perché in Comuni di alta montagna di Paesi vicini esistono delle attività remunerative che occupano persone, credo che qualcosa di analogo si possa trovare per Cogne; quindi credo che la Giunta regionale debba, con molta precisione, impegnarsi su questo tema, altrimenti l'intera ristrutturazione della Cogne sarebbe resa più difficile da problemi di tensione sociale che potrebbero sorgere nella nostra Regione e a ragione.
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Chabod.
Chabod (D.C.) - Solo per rispondere a Mafrica, non per fare delle polemiche. Mafrica ne approfitta sempre per darmi quelle piccole beccate, ma non mi disturbano. Ho un buon testimone, c'era anche l'amico Pollicini con me, l'altro giorno, a Caselle, che può testimoniare che abbiamo fatto di tutto, abbiamo supplicato anche di fare arrivare un aereo, ma purtroppo non siamo riusciti per la nebbia.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono interventi sulle comunicazioni del Presidente della Giunta? La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Ho appreso con soddisfazione dai giornali che vi era al Ministero dell'Industria questo incontro e purtroppo quello che poi è stato il risultato non è che renda molto contenti; lo so che voi tutti, qui, in questa sede, siete abbastanza al corrente di questa situazione, ma vorrei ancora una volta ribadire alcuni concetti per quanto riguarda la Miniera di Cogne...non dimentichiamo che chiudere la Miniera significa più di 150 miliardi di lire che rimangono sepolte in quella sede. Inoltre bisognerà esaminare con personale specifico l'aspetto tecnico, quasi una novità, per cui certi tipi di forni elettrici possono, con procedimento particolare, assorbire questo tipo di magnetite e dunque bisognerà verificare se anche questa possibilità esiste.
Perché, amico Mafrica, trovare l'alternativa come un po' tutti si è pensato? Perché ad un certo momento bisogna pur preoccuparsi e io, nel mio piccolo, ho parlato con gente responsabile proprio del settore della piccola e media industria proprio a livello nazionale, e non è che sia una cosa tanto facile effettuare un inserimento di tale tipo in questa località. Pertanto con questo non voglio dire che io sono contrario, anzi insisto, se la parola può essere valida e ne sono convinto, tutti noi in questa sede ne siamo convinti, insisto nel dire che bisogna che assolutamente si faccia attenzione a questo passo prima di seppellire oltre 150 miliardi con un mercato degli acciai speciali e una bilancia dei pagamenti che sono quel che sono. È opportuno esaminare se sul piano tecnico vi è questa possibilità che questi forni elettrici assorbano questo tipo di minerale e il terzo problema che comunque dovrà venire fuori, se non adesso anche con l'andare del tempo, è quello dell'alternativa, e cioè trovare un'azienda adatta...e qui mi sembra che anche da parte della Giunta e in particolar modo da parte del Presidente vi siano delle idee abbastanza chiare, perché ebbe anche a sottolinearmi un tipo di inserimento industriale che potrebbe andare bene per la comunità di Cogne, con qualche decina di posti di lavoro.
Sappiamo perfettamente che da parte del Consiglio vi è una buona disponibilità per eventuali impegni finanziari in quella sede e questo mi consola.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Io vorrei portare a conoscenza del Signor Presidente della Giunta, nelle sue vesti di Prefetto della Regione, la situazione venutasi a creare nella Motorizzazione Civile di Aosta. Io non so se è di competenza regionale o se è ancora di competenza nazionale, ma il fatto è...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...ecco, si tratta di questo. La nuova legge prevede per le autorizzazioni in conto proprio di tutti gli automezzi circolanti in Valle d'Aosta la scadenza del 31 gennaio. I moduli relativi ai rinnovi sono arrivati ieri o avant'ieri e ora, nonostante la divulgazione e la richiesta di non arrivare all'ultimo momento a fare la coda, visto però che l'esibizione di domande in carta legale è stata rigettata, ci troviamo con qualche migliaio di domande da predisporre in dodici ore, perché gli uffici sono aperti con una limitazione tale che abbiamo da oggi al 31 gennaio dodici ore di lavoro a disposizione. Quindi non so se il Prefetto può fare un'azione di proroga, perché può darsi che a livello nazionale il giorno prima ci sarà una proroga. Il fatto è che c'è molta preoccupazione fra tutti gli utenti della strada, in quanto non hanno potuto ottenere i moduli per fare le domande di rinnovo e quindi io ringrazio il Prefetto per l'attenzione.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout e poi al Consigliere Nebbia.
Cout (P.C.I.) - Volevo solo riferirmi a quanto diceva prima il Presidente per un problema forse più generale, che è il problema dell'occupazione in Valle d'Aosta. Mi risulta che ci siano duemilacinquecento iscritti nelle liste di disoccupazione di cui mille in attesa di nuova occupazione, tra i quali settecento-ottocento hanno fatto domanda per un posto di lavoro nel settore siderurgico-metalmeccanico. Ecco, per questo mi riferisco al problema dell'I.M.V.A. sul quale, proprio così, per l'avarizia del Presidente della Giunta di darci comunicazioni, abbiamo presentato già un'interpellanza la volta scorsa...ancora non ci risulta che il piano, a cui aveva fatto cenno il Presidente, sia arrivato...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...oltre a questo, vorrei anche chiedere al Presidente cosa intende fare per quell'incontro a tre, tra la Regione e i Sindacati. È confermata la data di venerdì? Grazie. Vorrei inoltre informazioni sui manifesti che sono affissi nel Comune di Verrès per la vendita all'asta dei terreni della Guinzio e Rossi, con prezzo base di 920 milioni.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Riferendomi alle precedenti comunicazioni del Presidente della Giunta circa l'incontro a Roma per la Cogne, vorrei chiedere chi ha convocato questa riunione, quali forze politiche sono state convocate e quali forze politiche non sono state convocate e perché; dato che c'è stata una discriminazione, vorrei conoscerne i motivi.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Le Président de la Junte nous a donné aujourd'hui deux nouvelles. La mauvaise est celle qui concerne la perspective de fermeture de la Mine de Cogne, ce qui crée des problèmes évidemment de nature économique. Cogne est une Commune qui ne peut pas encore vivre seulement de tourisme et dans laquelle on ne peut pas obliger les gens à descendre à Villeneuve ou à Aoste pour aller travailler, et donc dans ce sens nous demandons qu'on fasse tout le possible pour donner les alternatives à Cogne de façon que les gens puissent y vivre et continuer à y vivre.
La nouvelle positive c'est qu'on a finalement décidé de ripianare (comme on dit avec un terme à l'italienne) les dettes de la Cogne de 120 milliards, et, surtout, une bonne nouvelle c'est que, du point de vue concret, l'Union Valdôtaine avait souligné et insisté, même toutefois au cours de réunions et de rencontres, que la Tecnocogne soit réalisée en Vallée d'Aoste, parce qu'il y a toutes les conditions économiques et techniques qui peuvent donner la possibilité à cette industrie de verticalisation, d'être en Vallée d'Aoste et de résoudre au moins en partie les problèmes qui concernent l'occupation. Donc, finalement, espérons que la chose devienne concrète, finalement une nouvelle qui est positive dans la défense de l'occupation en Vallée d'Aoste!
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (P.C.I.) - Questa mattina, alzandoci, tutti quanti abbiamo visto che tutti i distributori sono chiusi. Pensavo che almeno il Presidente della Giunta ne accennasse nelle sue comunicazioni...i gestori dei distributori sono tutti qui fuori, chiedono se alle ore 12 possono essere ricevuti dalla Giunta, dal Presidente, dall'Assessore competente. Io penso che alla domanda di questa gente è giusto dare una risposta.
Dolchi (P.C.I.) - Siamo nelle comunicazioni del Presidente della Giunta. Sulla questione sollevata da Bajocco, la risposta all'Assessore Chabod.
Chabod (D.C.) - Due parole: ho parlato proprio adesso con i Sindacati dei distributori di benzina, delle pompe di benzina, e alle 12,10 mi consegneranno una lettera. Ho poi detto loro che lunedì siamo disposti a riceverli col Presidente della Giunta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Allora, molto rapidamente, al Consigliere Nebbia comunico che la domanda di incontro è stata fatta da me ma su sollecitazione del Sindaco di Cogne, cioè la richiesta era specifica del Sindaco di Cogne per avere notizie precise sulla questione della miniera; era stato richiesto altresì che la delegazione non superasse le cinque persone, per motivi tecnici. Sono stato io ad invitare alcune persone in quanto conoscevano abbastanza bene il problema, anche se poi alcuni non hanno potuto partecipare. Quindi non è una discriminazione di tipo partitico, sia ben chiaro, era semplicemente come dicono in Sicilia: "d'andare a prendere acqua", nient'altro.
Per quanto riguarda le richieste del Consigliere Cout e le altre domande penso di aver risposto, ma ribadisco che venerdì ci vedremo e ne parleremo.
Riguardo al problema della vendita all'asta sto studiando e ne parlerò probabilmente proprio oggi con il Giudice Pessina; il problema è che questo immobile è coperto da un'ipoteca a favore della Regione, se non troviamo una soluzione globale precedente, cosa che mi pare difficile, vista la natura del piano presentato dal Gruppo Orlando, potremmo presentarci come acquirenti direttamente oppure chiedere il rinvio, cosa che è possibile. Se non ci presentiamo è obbligatorio per il giudice riproporre la vendita con una diminuzione del quinto entro un certo numero di giorni che, visti i tempi che corrono, potrebbe essere un'opportunità per la Regione, perché dai novecento milioni si dovrebbe scendere, con due o tre rinvii, a mezzo miliardo.
Il problema che mi pongo, e avrò sabato un incontro con gli interessati, è se questo nostro comportamento potrebbe rischiare di portare perdita alle maestranze per quella quota di salario e di stipendi che sono ancora dovuti, come anche il Consigliere Cout ha ricordato in Consiglio. Quindi, fatti i vari confronti, la scelta verrà fatta in maniera da mantenere il più possibile i diritti maturati da parte di tutte le forze in campo.
Dolchi (P.C.I.) - Abbiamo concluso così anche le comunicazioni del Presidente della Giunta. Passiamo alla trattazione dell'ordine del giorno.
