Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3391 del 19 marzo 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3391/XII - Interpellanza: "Disposizioni per contrastare l'uso di alcool tra i giovani".

Interpellanza

Preso atto che dal seminario su "Alcool e giovani", tenutosi recentemente a Saint-Vincent, è emerso come l'uso di alcool nei giovani è molto diffuso anche nella nostra Regione e che interessa anche ragazzi di dodici e tredici anni;

Evidenziato come, da una ricerca del Servizio famiglia dell'Assessorato regionale alla Salute, sanità e assistenza sociale, l'alcolismo tra i giovani è spesso legato alla mancanza di punti di ritrovo e di aggregazione nei piccoli comuni;

Sottolineato che nello stesso convegno è emerso che l'alcool è troppo facilmente disponibile ed accessibile anche ai minorenni e che tale accessibilità è una delle cause di tale fenomeno di dipendenza;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere se intenda:

1) predisporre, di concerto con gli Enti locali, un piano di socializzazione giovanile su tutto il territorio regionale al fine di rendere disponibile, in ogni comune della Valle, almeno una struttura di incontro, dove i giovani possano ritrovarsi senza che ciò sia associato al consumo di alcool;

2) verificare se gli esercizi pubblici (bar, discoteche, pub, eccetera), e ogni altra struttura che venda sostanze alcoliche, rispettino i divieti di legge in merito alla somministrazione di alcolici ai minori;

3) predisporre una campagna di sensibilizzazione sia verso i giovani che verso gli esercenti pubblici esercizi perché siano conosciuti i "danni permanenti in un cervello ancora in formazione" provocati dall'alcool se assunto sotto i sedici anni, così come evidenziato dall'Organizzazione mondale della sanità.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Devo dire che in Val d'Aosta, soprattutto in questo Consiglio regionale, spesso c'è una contrapposizione con il sistema dei mezzi di comunicazione di massa, con i giornali e i giornalisti, con la RAI, con la radio e con le agenzie di stampa. Credo che invece si debba dare atto che in alcuni momenti questi mezzi di comunicazione svolgono un ruolo essenziale, e lo hanno avuto nella presentazione di questa interpellanza proprio per la sottolineatura che le pagine locali del quotidiano "La Stampa" hanno dato al seminario che si è tenuto a Saint-Vincent su "Alcol & Giovani", da cui sono emersi dati molto preoccupanti. È emerso che l'uso dell'alcol fra i giovani è molto diffuso anche nella nostra Regione, ma dove per giovani si intendono ragazzini di 12-13 anni! Sono ragazzini che hanno una struttura molto fragile in cui i danni da alcol possono essere veramente rilevanti e condizionare lo sviluppo di questi fisici. Tenuto conto che da questo seminario sono emersi dei dati molto interessanti rispetto al fatto che l'alcolismo proviene anche da una causa ampiamente rimovibile, là dove è legato alla mancanza di punti di ritrovo.

Credo che si debba fare una grossa riflessione su questo punto, perché è vero che spesso i ragazzi non hanno un punto di ritrovo; ho avuto l'esperienza, che vorrei condividere con voi, della situazione di Aosta: finché non è stata aperta la Biblioteca regionale, opera meritoria dovuta a tante persone che ringraziamo perché quella struttura è un gioiello anche paragonata al territorio italiano, si vedevano tanti ragazzi che, di pomeriggio, si ritrovavano un po' di qua e un po' di là... mi ricordo un gruppo che stazionava davanti a un bar in una via interna rispetto a Via Edouard Aubert... quel gruppo, da quando è stata aperta la Biblioteca, è scomparso e l'ho ritrovato in Biblioteca, quindi il luogo di ritrovo gioca un ruolo fondamentale. Ora, cosa succede? Che in moltissimi Comuni della Valle non ci sono punti di questo genere, in qualcuno c'è l'oratorio, in qualcun altro magari c'è il dopolavoro, ma nella stragrande maggioranza non c'è nulla e l'unico punto di ritrovo è il bar: a quel punto il passaggio dal punto di ritrovo all'alcol è facile.

Noi riteniamo che si debbano fare delle riflessioni, soprattutto ci interessa capire l'atteggiamento dell'Amministrazione regionale in merito ai seguenti punti. Il primo: perché non prevedere, allargando gli orizzonti rispetto a quello che è stato fatto finora, che in tutti i Comuni della Valle ci sia un centro di aggregazione ovviamente bianco, cioè senza vendita di alcol, dove i ragazzi possano trovarsi, fare musica, leggere, lavorare su Internet, giocare a scacchi, di fare qualunque altro tipo di attività che possa interessare i giovani? Perché non è possibile prevedere un piano, proprio perché il ritrovo non sia più collegato al consumo di alcolici. Il secondo è di verificare - qui ci sono delle competenze anche del Presidente della Regione in quanto Prefetto - che siano rispettati i disegni di legge che vietano la somministrazione e la vendita di alcol ai minori.

Abbiamo l'impressione che bar, discoteche, pub, supermercati... non è che siano propriamente attenti... ad esempio, ci sono alcune discoteche in cui al pomeriggio del sabato vanno i ragazzini di 13-14 anni in cui si vendono alcolici. Allora si verifica che chi si presenta al bancone abbia 18 anni o almeno abbia vagamente l'aspetto di un diciottenne? Non solo, ultimamente sono stati aperti in Valle 2 distributori automatici di vino che non so se hanno dei meccanismi per verificare che chi accede al distributore abbia 18 anni, perché dovrebbe essere vietato dalla legge fare cose del genere... Vorremmo quindi capire che intenzioni ha l'Amministrazione per verificare questi divieti e farli rispettare. La stessa cosa vale per i supermercati: ho testimonianza personale nel supermercato che frequento abitualmente, vedo dei ragazzetti soprattutto di sabato verso le sette e trenta che si portano via pacchi di birra e nessuno dice niente. Credo che richiamare al rispetto delle regole sia importante, così come chiedo se non sia "envisageable faire une campagne de publicité sur le fait que les jeunes doivent s'abstenir de la consommation d'alcool", perché l'alcol nei giovani, e l'Assessore per le sue competenze lo sa, può provocare danni permanenti a livello neurologico, in quanto mancano fino allo sviluppo dei 18 anni una serie di enzimi che ne consentono la metabolizzazione al riparo da danni cerebrali.

Come è documentato dalla "OMS", fino a 16 anni il rischio di danni permanenti dal punto di vista neurologico è alto, quindi sarebbe interessante prevedere una campagna che deve essere diffusa su tutto il territorio, ma che punti su tutte le possibili localizzazioni, nel senso che i giovani li puoi trovare a scuola, ma li puoi trovare anche sui posti di lavoro, o nei punti in cui si ritrovano. Dovrebbe quindi essere una campagna articolata, fatta in modo tale da far capire che l'alcol non fa diventare più grandi, non dà quella rispettabilità che il giovane gli attribuisce, e che ci sono dei danni permanenti molto gravi. La campagna dovrebbe essere anche estesa ai genitori, perché ho l'impressione che non sempre nelle famiglie ci sia la coscienza di questo problema, nel senso che si dice: "il ragazzo si è fatto una sbornia"... e invece no, anche i genitori devono essere responsabilizzati rispetto ai propri figli, che non si mettano in queste condizioni.

Sono tre domande per conoscere le intenzioni dell'Amministrazione regionale, che vertono su un unico grande punto e concludo ringraziando ancora il giornale locale, per averci sottoposto all'attenzione questo tema in questa maniera così chiara.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Per una compiutezza di risposte risponderò io a 2 domande e il Presidente, in qualità di Prefetto, risponderà all'altra sulla somministrazione e sui controlli da effettuare.

Lo abbiamo detto diverse volte e io condivido che l'alcol in Valle sia un'emergenza: 50% delle dipendenze, unica Regione italiana, è da alcol. Lo abbiamo visto in tutti i rapporti delle politiche sociali. È un problema ancora più significativo nel giovane, ma ha delle implicanze enormi nelle famiglie che sottovalutano il problema, nei medici che spesso interpretano come una cultura locale il fatto della sbornia. È tutto un sistema che forse non si rende conto di quanto sia importante fare delle attività, che noi abbiamo cercato di fare in questi anni; potrei citarle, ma sono conosciute, alcune hanno avuto un'importanza maggiore come "non bevetevi il cervello" insieme alle farmacie o quanto hanno fatto i "SERT" che sono andati in alcune Valli a rischio con il coinvolgimento dei giovani, che diventavano "testimonial" della cosa.

Si è voluto, nell'ambito del simposio di Saint-Vincent, organizzare con l'Assessore Viérin un convegno su questo tema, con la filosofia sempre più di coinvolgere i giovani e non di fare delle relazioni dotte, che poi non fossero seguite da nessuno; dico che questo convegno era stato preparato a lungo con i presidi e ha avuto un'importanza decisiva, proprio in funzione di questo - che non mi era chiarissimo, adesso mi è molto più chiaro -: che il pericolo alcol non è solo un pericolo per incidenti del sabato sera, ma per i danni cronici soprattutto nel giovane, che l'assunzione cronica di alcol provoca, cioè una diminuzione delle capacità reattive, dell'apprendimento... e penso che questo lo abbiano capito i 600 giovani che erano lì in rappresentanza di tanti altri, come questa dipendenza abbia dei danni che si sommano giorno dopo giorno.

Per quanto riguarda i luoghi, le politiche giovanili sono difficili da impostare, tante soluzioni sono state provate; noi abbiamo voluto fare - con una delle consulenze più importanti, quella del prof. Maurizio Roberto che è stato chiamato dal Ministro Bindi come uno dei suoi esperti -, nell'estate del 2005, tutta una indagine in 72 Comuni con i giovani, e ne è venuto fuori quel rapporto sulle politiche giovanili che avevo presentato in Consiglio. Anch'io pensavo che quella dei luoghi fosse una delle esigenze particolari; è un'esigenza espressa, ma non è la prima, anzi, in molti dei questionari il bisogno di uno spazio in cui ritrovarsi era in graduatoria più in basso di altri... primo fra tutti era un bisogno di protagonismo dei giovani, tant'è vero che siamo partiti lo scorso anno con quel patto per i giovani sul quale c'è stata una collaborazione degli enti locali significativa. Patto per i giovani che prevedeva il cofinanziamento di progetti creati dai giovani: tu vuoi fare un progetto per esprimerti?... noi ti veniamo incontro e ti finanziamo! Sono stati presentati 20 progetti teatrali, di cultura, di assistenza ai disabili, e poi sono stati continuati; adesso, il 4-5 aprile, avremo un convegno con i giovani su questo, con un risultato significativo. Ai giovani a cui è stato dato un aiuto finanziario per esprimersi, è stato consentito di realizzare tutte le loro potenzialità e uscire e non aver più bisogno né del bar, né della Biblioteca, ma di un teatro, di una scuola dove assistevano i disabili. Questo il Veneto lo ha fatto, è favorire l'esprimersi dei giovani aiutandoli nei loro progetti, anche perché le strutture per i giovani presenti in Valle sono notevoli, in molti Comuni è presente una biblioteca, ma il più delle volte la biblioteca non riesce ad aggregare queste fasce; però non è da rinunciare a questo progetto: in questi giorni deve giungere a compimento la famosa realizzazione della "cittadella dei giovani" ad Aosta, che dovrebbe avere non solo una valenza comunale, ma addirittura regionale.

Termino dicendo che nelle politiche giovanili, che sono difficili e variabili, forse si vuole sottolineare la possibilità della creatività dei giovani e il desiderio di aiutarli, di permetter loro di esprimersi. Questa è anche la campagna di prevenzione che faremo e che continueremo, anche gli enti locali hanno condiviso questa iniziativa, con una prevenzione che verrà fatta in tutti i luoghi dove i giovani ci sono; la componente scolastica si è attivata in modo proficuo in occasione del convegno e da lì partono dei lavori con dei "testimonial", dei ragazzi che si prendono il carico di esprimere questa preoccupazione. Sempre con una prevenzione che però non può essere fatta senza l'adesione e il proibizionismo - anche se sono convinto che delle norme vadano messe - non ha mai ottenuto dal punto di vista educativo degli effetti persistenti; per cui, in questa emergenza alcol, il desiderio di stimolare la creatività dei giovani con una informazione precisa penso che sia determinante.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Come osservato dal collega Sandri, c'è una domanda alla quale è opportuno che risponda io. È una giornata abbastanza dolorosa, perché la morte di questo ragazzo di Hône a causa di motivi di droga... poco fa ho parlato con il Comandante dei Carabinieri che mi comunicava l'arresto di questo diciottenne di Pont-Saint-Martin che sembra aver fornito questa metanfetamina che sarebbe risultata letale, è una notizia tristissima per la nostra comunità. Devo dire che veramente c'è da riflettere anche su questo mix droga e alcol, che sembra ammorbare la nostra gioventù.

Presenteremo venerdì, alla conferenza stampa di Giunta, l'esito di questi accertamenti fatti da questa società di psicologi di Roma, che aveva, con dei camper, dato delle informazioni fuori da alcune discoteche della Regione; i risultati sono molto forti e confermano quanto le stesse Forze dell'ordine ci hanno detto, cioè siamo di fronte a un consumo molto forte di alcol da parte delle giovani generazioni, e le Forze dell'ordine sono molto collaborative dal punto di vista di una campagna ancora più forte per evitare che alcuni esercizi pubblici diano dell'alcol a dei minorenni; quindi la posso rassicurare, ci sarà un inasprimento dei controlli.

Per quel che riguarda la questione delle macchine automatiche, non esiste a livello nazionale un divieto di vendita e somministrazione di alcolici mediante distributori automatici. Alcune Regioni italiane hanno affrontato la questione nelle proprie leggi, c'è chi ne ha fatto espressamente divieto, in alcuni altri casi invece si tende a subordinare l'esercizio di questa attività a particolari accorgimenti, come la possibilità di individuare l'età della persona che va a prendere questo alcolico.

Nella nostra legge regionale n. 1/2006 non esiste alcun divieto, forse un errore del legislatore o una non considerazione, ma attualmente la problematica della vendita automatica riguarda altri prodotti, come le sigarette, dove oggi è difficile poter distinguere. È cosa ben diversa la somministrazione dal vivo, perché quella ha degli obblighi. Ricordo che abbiamo provato in alcune zone come la Coumba Freida a metterci d'accordo con le amministrazioni comunali, a cui viene data anche dal nuovo regolamento sulla somministrazione degli alcolici la possibilità di impedire o limitare la vendita degli alcolici. Già in passato nella Coumba Freida c'è stata una sperimentazione che ha dato dei risultati interessanti, anche se il problema non è tanto quello del proibizionismo, quanto quello di far maturare gli aspetti educativi ed essere molto forti per quelli che guidano.

Una cosa che ci hanno detto gli esperti è che sembra che in Regione, pur in presenza di forti bevitori, esserci una buona consapevolezza del fatto che in certi casi, chi deve prendere l'auto, non deve bere. È una metodologia un po' scandinava che ci è nota, e che sembra emergere anche nei rilevamenti che sono stati fatti.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Sono abbastanza soddisfatto delle risposte dell'Assessore e del Presidente Caveri... mi limito a evidenziare alcune questioni.

La prima: il 50% di problemi legati all'alcol... è un'emergenza, dice l'Assessore... credo che dobbiamo partire da questo punto, perché questa emergenza sottovalutata dai medici di famiglia e dalle famiglie stesse, deve portare a che la Regione dia dei segnali molto chiari. Il primo dato che dobbiamo mettere in piedi è far rispettare le regole, quindi bisogna che i supermercati, gli esercizi pubblici, i bar, le discoteche non vendano neanche più un grammo di alcol ai minori! Bisogna che ci sia un controllo ferreo e anche lì colpirne uno per educarne cento, si diceva negli anni '60, credo che dobbiamo andare con la stessa determinazione con cui i Carabinieri fanno fare l'alcol-test ai guidatori che vengono sorpresi a fare delle irregolarità sul territorio regionale nella guida dell'autovettura. Questo non è proibizionismo, è far rispettare le regole, perché se noi non facciamo rispettare le regole, come fa a capire il giovane che noi ci teniamo? Intanto può berselo, può andarselo a comprare, quindi su questi temi è importante che ci sia un atteggiamento rigido e mi fa piacere che lei sottoponga all'attenzione del Consiglio una sua perplessità, sul fatto che nella nostra legislazione in materia di distributori automatici di bevande alcoliche non esiste un punto di riferimento che ci consenta di far rispettare le regole. È buffo prendere questo paragone per cui noi, a Gressan, abbiamo un buon distributore di latte, e facciamo 500 metri e abbiamo un distributore di vino: credo che di distributori di latte sia utile portarne sempre più, perché riducono la quantità di rifiuti prodotti, ma dall'altra bisogna avere un occhio di riguardo e intervenire immediatamente. Questi sono momenti in cui possiamo fare... ringrazio la collega Squarzino per questa musica nelle orecchie che ci accompagna...

Non credo però che non ci si possa attaccare alla normativa vigente, perché a livello nazionale esistono delle norme, per cui non si devono distribuire alcolici ai minori. Dato che lì non è chiaro se c'è una tutela, possiamo intervenire e chiedere gentilmente, parlare con gli esercenti e vedere di trovare il modo di garantire che questo distributore non distribuisca vino ai minori... insieme alla collega Fontana, anzi lei ne è stata testimone diretta, anche a mezzanotte si vedono i ragazzini che vanno lì! Facciamo delle riflessioni e mi fa piacere che ci siano state svariate campagne di sensibilizzazione, credo che la prima sensibilizzazione si debba fare con l'intervento sui supermercati, sui pub, in modo che quanto un ragazzo si sente dire "no", questo non lo puoi comprare, quello credo che sia il segnale che ci teniamo alla sua salute. Spesso i "no" ai propri figli e ai ragazzi possono essere molto più utili di tanti "sì" che alla fine portano a dati negativi.

Per quanto riguarda la risposta sui punti di incontro, lì sono meno soddisfatto; sì è vero il bisogno di protagonismo, il coinvolgimento in attività assistenziali, sono tutte cose positive, ma credo sia stata sottovalutata da molti enti locali la necessità di avere non una biblioteca... prima ho parlato di un posto in cui si possano fare varie attività. Utilizzo una metafora che a lei piace, cioè una volta c'erano gli oratori vicino alle Chiese, io andavo a quello di S. Stefano; lì si poteva giocare a pallone, c'era una sala in cui si faceva musica, dibattiti, era un punto di ritrovo... oggi, questi, per la crisi della Chiesa e per altre motivazioni si sono spersi. Credo che l'ente locale, la struttura laica della nostra Regione debba recuperare questo concetto e fare in modo che in ogni Comune, in ogni centro abitato importante in cui ci siano una decina di ragazzi, una stanza, un luogo dove poter dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi, di fare iniziative con un minimo di attrezzatura, credo sia importante quanto avere la Farmacia o l'Anagrafe o l'Ufficio postale, perché questo consente ai ragazzi di vivere la propria adolescenza in una evoluzione creativa in cui si abituano ad essere protagonisti e tutto questo separato dall'alcol.

Ha fatto bene il Presidente Caveri a citare i distributori di sigarette, perché quella è una delle più grandi contraddizioni che ha lo Stato italiano: da un lato, spende un sacco di soldi per curare le malattie da fumo e, dall'altro, si guadagna i soldi con le accise sulle sigarette! Francamente credo che sia il messaggio che in psicologia si chiama a doppio legame: tu dici "sì" da una parte e "no" con il comportamento, o viceversa... Se vogliamo dare il messaggio che il fumo di sigaretta fa male, credo che anche i distributori di sigarette come quelli di alcol dovrebbero essere eliminati. Con i tabaccai dovremo fare un ragionamento, per cui si darà loro altre possibilità di avere un reddito sufficiente, ma se si va a vedere alla fine il guadagno che viene dai distributori automatici di vino o di sigarette, ci si rende conto che è molto basso rispetto ai danni che la società deve pagare per gli effetti di queste tossicodipendenze.

Credo che sia, almeno qua dentro, una coscienza molto forte almeno in coloro che hanno parlato; spero che sia anche di tutti gli altri 32 Consiglieri regionali, che si rendano conto che immagini come quella che abbiamo visto in questi anni della VI Commissione non sono il massimo e credo che tutti noi dobbiamo per primi dimostrare questa cosa! Nelle prossime settimane avremo qualche occasione per poterlo fare, anzi già in questa settimana, tradizionalmente nelle campagne elettorali qualche bicchiere di vino scorre più del solito; allora vedere qualche bottiglia di succo di frutta in più sarebbe un segnale verso gli elettori che, per intanto, i politici hanno capito che da questo punto di vista meno si scherza e meglio è.

Si dà atto che dalle ore 18,00 presiede il Vicepresidente Lanièce.