Oggetto del Consiglio n. 3390 del 19 marzo 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3390/XII - Interrogazione: "Realizzazione di strutture sanitarie private sul territorio regionale".
Interrogazione
Ricordata la delibera della Giunta regionale n. 1623 del 15 giugno 2007 con cui si autorizzava l'Istituto Sanitario Valdostano (ISAV) di Saint-Christophe a realizzare una struttura sanitaria riabilitativa ospedaliera in Comune di Saint-Pierre per 80 posti letto;
Tenuto conto che in tale delibera ben 50 di tali posti letto vengono garantiti di interesse pubblico e quindi ci si impegna ad assumerne il costo economico;
Preso atto che nel frattempo è stata presentata una richiesta di autorizzazione per la realizzazione di un'altra struttura sanitaria in Comune di Brusson, sempre a carattere riabilitativo, con un significativo numero di posti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere:
1) a che punto sia la realizzazione della struttura sanitaria di Saint-Pierre e quando sia prevista l'ultimazione dei lavori;
2) quando sia prevista l'apertura della struttura di Brusson e con quali offerte sanitarie;
3) a quanto possa ammontare l'impegno dell'Amministrazione regionale, diretta o tramite Finaosta, nel finanziare le due strutture sanitarie private;
4) quali soluzioni pubbliche siano previste nel piano di edilizia ospedaliera al fine di garantire ai cittadini valdostani bisognosi di riabilitazione un servizio pubblico ottimale per quantità e qualità.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Prima di rispondere a questa interrogazione mi permetto di separare le due strutture di riabilitazione - una è una riabilitazione psichiatrica e l'altra è una riabilitazione motoria, neurologica - perché hanno una storia e un funzionamento del tutto diverso, non sono sullo stesso piano, tanto che i 2 procedimenti di autorizzazione sono diversi, perché qui bisogna distinguere l'autorizzazione dall'accreditamento e dalla convenzione che sono 3 passi successivi, come è ben descritto al punto 25 del piano della salute. Quando saranno finite? Quella di Saint-Pierre ha iniziato i lavori adesso e terminerà ad ottobre 2009, quella di Brusson aprirà nel settembre 2008.
Il finanziamento - proprio perché queste 2 strutture hanno una storia diversa, quella di Brusson è al di fuori del Sistema sanitario regionale, mentre quella di Saint-Pierre è inserita in un progetto sanitario regionale - è nullo per quella di Brusson, che è privata, come la stessa autorizzazione e alcuni studi valdostani nella città di Aosta, cioè chi va ha un rapporto economico con la struttura e la Regione non c'entra nulla. Per Saint-Pierre, come abbiamo risposto nell'interpellanza dell'11 luglio 2007, c'è una partecipazione del 15% del capitale da parte di "Finaosta", voluta proprio dal gruppo esterno che ha aperto l'utenza. Grande possibilità di lavoro per tutte e 2 le strutture, che creeranno circa 200 posti di lavoro. Le autorizzazioni non sono definitive, ma sono soggette ad una periodica revisione e rivalutazione. Nella deliberazione dell'11 luglio 2007 si sottolinea, a pagina 4, che tale autorizzazione non pregiudica in alcun modo la successiva realizzazione di strutture pubbliche prevista dalla pianificazione regionale, nel rispetto dei limiti... intendendo al punto successivo la previsione di costruire una struttura riabilitativa pubblica in quel del "Beauregard". Qui, come ho già detto altre volte, si sposta provvisoriamente quel privato che veniva trattato in altre sedi - in particolare ad Albenga e al S. Camillo - a Saint-Pierre, in modo temporaneo, per risolvere questo problema di malati che andavano a farsi curare fuori valle.
Termino riferendo una frase del Ministro Turco che nella rivista "MondoSalute" del mese di giugno 2007 diceva: "La mia posizione è chiara, nel Sistema sanitario italiano pubblico e privato hanno la pari dignità".
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - L'Assessore "pro tempore" in campo sanitario ci ha dato delle informazioni molto interessanti che credo che possano essere usate contro di lui - come si dice in America... - nel senso che se la struttura di Brusson completamente privata, non ha avuto bisogno di alcun finanziamento pubblico, perché a quella di Saint-Pierre invece abbiamo dovuto dare il 15%? Perché è arrivata prima o perché aveva qualche Santo in Paradiso? Questo è il problema che ci viene sospetto, perché in base all'affermazione che fa l'Assessore, che secondo me è corretta, per cui il 15% del capitale è stato dato su richiesta del gruppo esterno, basta che un gruppo esterno venga qua e dica: "noi siamo dei privati, però dateci dei soldi"... noi glieli diamo? Teoricamente la cosa poteva anche stare in piedi, a parte che avevamo già fatto dei procedimenti ispettivi nel luglio dello scorso anno, però oggi, con questa cosa di Brusson, si dimostra che la questione è completamente diversa; perché in quel caso sì e in questo caso no? Allora diamo i soldi anche a Brusson... perché no? Ci mancherebbe altro!
Credo che qua ci sia un problema di correttezza, e bene ha fatto l'Assessore a parlare del Ministro Turco, perché pubblico e privato devono avere pari dignità. Qua invece si sta portando avanti solo il privato e si tiene fermo il pubblico, perché questa è la verità! Con la scusa che siamo incapaci di trovare una qualunque soluzione efficace a livello di Ospedale, anche del "Beauregard", si rinvia la predisposizione di un progetto per una struttura pubblica e si dà spazio ai privati; ma questo non è tenere sullo stesso piano pubblico e privato. E ho l'impressione che con tutta la buona fede e la buona volontà che sicuramente riconosciamo, però ci si mette a rischio di scelte che abbiamo visto in varie altre parti d'Italia: se qualcuno di voi avesse ancora la bontà di andarsi a rileggere "La Casta" di Stella, si renderà conto - capisco che questo possa suscitare qualche mal di stomaco, ma abbiamo del "Maalox" e possiamo distribuirlo - come in molte situazioni del sud Italia, da Roma a Palermo, da Reggio Calabria alle Puglie, trasversalmente dal punto di vista politico, la sanità privata è diventata una dei pilastri del malaffare: commistioni di politici con proprietà attraverso le mogli o cugini e parenti!
La sanità privata, in Regione, è giusto che abbia il suo spazio, ma in condizioni di parità e non in condizione di garanzia, perché il problema di Saint-Pierre è - senza smentita dall'Assessore - una struttura privata dove privati sono gli utili, ma il servizio è pubblico, perché è il momento in cui 50 o più posti saranno convenzionati, finché non verrà realizzata una struttura di cui però per adesso non abbiamo segnali all'orizzonte, e questo significa una garanzia di reddito per questi amici di Milano della "Humanitas" e poi di qualche amico locale, perché abbiamo anche gli amici locali, una garanzia di posizione mica da ridere! Dopodiché avremo la ristrutturazione ad est, avremo altre cose e sarà un temporaneo che obbedisce alla regola secondo cui non c'è niente di più definitivo del temporaneo.
Noi stiamo dando in questa maniera alla medicina privata un privilegio sulla medicina pubblica che peserà fortemente; non vorremmo che in Regione si arrivasse alla "sanità alla Formigoni", dove i ricchi si possono curare bene e i poveri invece si devono curare male, perché il finale di tali questioni è che si arriva ad avere una struttura a doppio binario e in Lombardia è chiarissimo: se uno ha i soldi per poter andare nelle cliniche di un certo rilievo ha un buon servizio... altrimenti no! Questo è stato imparato dal sistema americano e io credo che l'Italia, così come l'Inghilterra, si è sempre caratterizzata per aver difeso il servizio pubblico... mi sembra che in Valle d'Aosta da questo punto di vista non ci siamo!
