Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3241 del 23 gennaio 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3241/XII - Interrogazione: "Progetto di realizzazione della zona franca in Valle d'Aosta".

Interrogazione

Ricordata la legge Costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4 "Statuto Speciale della Valle d'Aosta che all'articolo 14 recita "il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori dalla linea doganale e costituisce zona franca. Le modalità d'attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato";

Considerato che la legge 3 agosto 1949, n. 623 (Concessione alla Valle d'Aosta dell'esenzione fiscale per determinate merci e contingenti) prevede l'immissione in consumo per il fabbisogno locale di contingenti di alcuni prodotti "in attesa che sia attuato il regime di zona franca previsto per il territorio della Valle d'Aosta dall'art. 14 della Legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4";

Preso atto che nel contesto dell'Unione europea sono presenti più aree di zona franca e, comunque, pare che gli indirizzi dell'Unione vadano nella direzione di rispettare la presenza di aree di zona franca di consumo, purché fondate su rilevanti presupposti istituzionali e giuridici;

Sottolineato che un diritto costituzionale inattuato da sessant'anni debba trovare nel più breve tempo possibile la sua realizzazione e che la zona franca, nel rispetto delle direttive europee, presenta ad una sommaria analisi rilevanti aspetti positivi per lo sviluppo economico della Valle d'Aosta e per il tenore di vita dei suoi abitanti;

Venuti a conoscenza da una comunicazione in aula del Presidente della Regione che un gruppo di lavoro formato dal Capo di Gabinetto della Giunta, dal Segretario generale della Regione e dal responsabile Coordinatore del Dipartimento industria, artigianato ed energia ha redatto una relazione su opportunità e criticità della zona franca;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

il Presidente della Regione per conoscere:

1) a che punto siano le trattative tra la Regione e lo Stato previste dall'art. 14 dello Statuto;

2) quali siano le risultanze del gruppo di lavoro citate in premessa e che possibilità ne emergano per l'attuazione della zona franca;

3) quali ostacoli si frappongano a che tutto il territorio regionale sia considerato zona franca doganale e quindi i beni e le merci non siano più gravati da accise statali, ma solamente da eventuali accise regionali;

4) quale coordinamento sul tema sia stato attivato con i parlamentari della Valle d'Aosta.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - I contenuti dell'interrogazione formulata sono connotati da una certa vaghezza, imprecisione e confusione. Iniziamo dalle premesse: i Consiglieri interroganti ci ricordano l'esistenza di "più aree di zona franca" presenti sul territorio dell'Unione, cosa che corrisponde certamente al vero. Dopodiché ci segnalano che "pare che gli indirizzi dell'Unione vadano nella direzione di rispettare la presenza di aree di zona franca di consumo, purché fondate su rilevanti presupposti istituzionali e giuridici", quest'ultima affermazione è piuttosto priva di fondamento e dovrebbero discuterne con i cittadini di Trieste e Gorizia. Se invece un fondamento concreto esiste e i Consiglieri Sandri e Fontana sono in possesso di informazioni, li potremmo condividere.

I Consiglieri comunque affermano poi che il sottoscritto avrebbe dichiarato in quest'aula che esisterebbe un "gruppo di lavoro formato dal Capo di Gabinetto della Giunta, dal Segretario generale della Regione e dal responsabile Coordinatore del Dipartimento industria, artigianato ed energia" che avrebbe redatto una "relazione su opportunità e criticità della zona franca". Non mi risulta, chiedo ai Consiglieri dove avrei detto una cosa di questo genere, può anche darsi che vi sia stata una non comprensione. Gli studi che sono stati fatti sono stati fatti nel passato, noi abbiamo spesso discusso di questi argomenti anche al nostro interno e con i funzionari, ma non si può dire che vi sia stato un vero gruppo di lavoro; peraltro il tema, così come è stato impostato in questo momento, nasce dalla problematica dei buoni benzina.

"A che punto siano le trattative tra la Regione e lo Stato previste dall'articolo 14 dello Statuto", della questione della zona franca è stata investita la Commissione paritetica, ritenendosi opportuno procedere con una norma di attuazione dello Statuto per l'istituzione della zona franca in Valle e tenendo conto che una norma di attuazione della Sardegna indica già un possibile percorso. Il tema della zona franca è strettamente legato alla discussione che abbiamo avuto con il Governo per il 2008 del mantenimento dei cosiddetti "buoni benzina". Infatti alla vigilia di un passaggio importante della finanziaria, ossia la presentazione del maxi-emendamento governativo alla Camera, insieme ai Parlamentari - e con questo rispondo anche all'ultima domanda dei Consiglieri del gruppo "PD" - abbiamo incontrato rappresentanti del Governo a Palazzo Chigi il 26 novembre scorso, concordando che la Regione avrebbe avanzato una proposta di norma di attuazione statutaria (in modo appunto di addivenire ad una disciplina concertata) che avrebbe fatto desistere il Governo dal proposito di inserire nel maxi-emendamento (sul quale avrebbe posto la fiducia) disposizioni che riguardavano i buoni benzina e che avrebbero unilateralmente soppresso la disciplina vigente. Ad essere più precisi, posso dire che l'emendamento con il quale sarebbero stati soppressi i buoni benzina in Valle a partire dal 2008 era addirittura comparso al Senato per poi essere precipitosamente ritirato. Dando seguito a tale impegno, alcuni giorni dopo, la Regione presentava alla Commissione paritetica uno schema di norma di attuazione che preconizza un regime di sconti regionali alla pompa, ma accanto a ciò, attraverso la norma di attuazione, si intende dare finalmente attuazione all'articolo 14 dello Statuto speciale relativo a quella zona franca che tanta parte ha avuto nel dibattito politico valdostano prima, durante e dopo l'approvazione degli atti fondamentali della sua autonomia. Si prevede infatti all'articolo 1 dello schema l'istituzione di una zona franca secondo quanto previsto dai regolamenti CEE del 1992 e 1993, demandando ad apposito DPCM - come avviene anche per la Sardegna - la definizione dei dettagli. La norma di attuazione per la Sardegna - per sua utilità - è il decreto legislativo n. 75 del 1998. Si è colta così l'occasione per trasformare quella che molte cassandre di "chez nous" avevano auspicato essere una "débacle" non solo per il Presidente Caveri - cosa trascurabile, non fosse altro per l'ossessività con cui, sempre dai soliti, viene invocata, tale da rendere questa ipotesi un ronzio di fondo -, ma una vendetta nei confronti dell'intera Regione, colpevole di essere una Valle troppo felice, in un'occasione storica per dare finalmente attuazione ad una delle principali parti dello Statuto rimaste sulla carta.

Lo schema era stato iscritto all'ordine del giorno della seduta della Paritetica del 17 dicembre, la sua discussione è stata rinviata al 21 gennaio e purtroppo, perché è venuto meno l'impegno governativo, è stata rinviata a causa dell'assenza di alcuni pareri ministeriali. Ci fa piacere però constatare che il parere più importante, ossia quello del Ministero delle finanze, è favorevole. A questo punto mi sia consentito fare una piccola parentesi. Sarà interessante, qualunque sia l'esito del voto sul "Governo Prodi" al Senato di giovedì, fare il punto della situazione di quanto si è ottenuto con le norme di attuazione, perché è vero che alcune norme di attuazione sono state sbloccate, ma è vero anche che alcune norme di attuazione importanti non si sono mosse, come quella sull'energia.

In merito all'esistenza di ostacoli relativamente a che tutto il territorio regionale sia considerato zona franca - ed effettivamente, collega Sandri, è inutile che stia qui a fare una spiegazione tecnica che lei sicuramente condivide con me, sul fatto che l'ordinamento finanziario della Regione è oggi costruito sulla fiscalità e quindi la zona franca integrale assumerebbe una valenza di cambiamento molto grande -, questo tema deve essere affrontato con lo Stato in sede di definizione delle disposizioni attuative della norma d'attuazione. Personalmente ritengo che la strada da intraprendere sia quella che riteniamo dagli approfondimenti tecnici che ho avuto modo di fare... che l'idea del punto franco a destinazione extra CE... e tenendo conto dell'esistenza di un punto franco a Martigny, credo sia questa ipotesi di un polo bifranco Aosta/Martigny, in una logica di produzioni esplicitamente rivolte ai Paesi extracomunitari e con transazioni finanziarie, economiche, assicurative che devono sempre avere come destinazione il mercato extra CE... sia un tema interessante.

Per quanto invece attiene alle accise regionali, ricordo che perdiamo con i buoni benzina i 9/10 del complesso della fiscalità che grava sui carburanti. Ovviamente nella norma di attuazione si prevede anche il trasferimento di 1/10 rimanente. Credo che effettivamente sulla questione della fiscalità bisogna riflettere, però è ovvio che se immaginassimo delle sovratasse o cose del genere, cadremmo nel paradosso di dare attuazione dopo 60 anni alla zona franca o ad una parte di essa e di utilizzarla per spillare ulteriori soldi ai cittadini e alle imprese. Credo che questa sia una questione da affrontare con serenità, sapendo che la norma di attuazione crea un livello giuridico di secondo livello molto interessante, che rende più duttile la nascita della zona franca, perché il DPCM è uno strumento duttile in una negoziazione diretta con il Governo, quindi mi auguro che un dibattito possa seguire, sempre che non cada il Governo, altrimenti la Commissione paritetica imploderà, perché i 3 membri di nomina governativa decadono e si ricomincia daccapo con la nascita dell'eventuale nuovo Governo e fra pubblicazioni e altre cose andiamo a finire dopo le elezioni.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Ringrazio il Presidente per la dovizia di informazioni. Per quanto riguarda in particolare il decreto della Sardegna, se riuscisse a farci avere la bozza di norme di attuazione della Valle d'Aosta, le saremmo grati...

Caveri (fuori microfono) - ... oggi pomeriggio...

Sandri (PD) - ... grazie mille, perché questo ci consente di precisare alcune cose. Mi sembra di capire, anche se lei non ha risposto direttamente, che su tale tema vi sia stato un coordinamento fra lei e i Parlamentari: questo mi fa piacere. Fra l'altro, la loro presenza in aula, che ha superato abbondantemente il 98%, e la presenza assidua in tutte le Commissioni credo che possa aver dato dei risultati positivi e questo è un passo in avanti rispetto a chi in passato disertava frequentemente le riunioni del Senato. Tornando a noi, la norma di attuazione la valuteremo, però il Presidente dà un po' per scontato con un atteggiamento rinunciatario che la zona franca debba essere limitata alle esportazioni o importazioni di beni e prodotti...

Caveri (fuori microfono) - ... se mi chiamate in Commissione, posso spiegare meglio, in aula abbiamo tempo limitato...

Sandri (PD) - ... certo, però, per sfruttare il mio tempo, ritengo che una valutazione anche sulla parte grande, ossia sull'accettare una modificazione del nostro regime fiscale ed essere posti al di fuori della linea doganale è un'ipotesi complessa, ma per certi aspetti affascinante. Vorrei ricordarle il ruolo non di Martigny, ma del Lussemburgo, che fu già citato tempo fa dal collega Fiou in quest'aula: tutti quelli che passano da quelle parti si fermano a fare benzina, perché in Lussemburgo vi sono delle accise molto inferiori sulla benzina. In questo senso mi riferivo alle accise regionali, ossia trovo che tale parte possa consentire di avere delle accise regionali dirette alla Regione, senza passare dallo Stato, introitate completamente dalla Regione in tempo reale e questa potrebbe essere una sana occasione, allora che la benzina non costi meno solo per i Valdostani, ma anche per quelli che transitano: questo significa sviluppo di tutta una serie di infrastrutture, sviluppo del commercio, sviluppo di tutta una serie di attività. Bisogna fare ovviamente un'analisi il più possibile attendibile dei possibili scenari, ma credo che prima di mollare una prerogativa che è stata conquistata "con le armi" nel 1948, perché era sull'onda della lotta di resistenza si debba stare molto attenti e non ci sarà certo norma nazionale o direttiva europea che possa essere di forza maggiore della legge costituzionale italiana, com'è il nostro Statuto. Per questo motivo invito lei, ma invito tutti i colleghi del Consiglio a dedicare a tale tema più attenzione, in particolare mi rivolgo al Presidente dell'"Union Valdôtaine", nonché Presidente della I Commissione, che ancora non ha dato seguito alla nostra richiesta, che data da agosto dello scorso anno, di convocare in Commissione i membri di nomina valdostana, fra cui il Presidente Rollandin, a riferirci su queste cose. Abbiamo dovuto fare tale interrogazione e ringrazio il Presidente per averci dato una serie di informazioni, perché se aspettavamo il Presidente della I Commissione, eravamo ancora qui ad aspettare. Per cui invito nuovamente il Presidente dell'"Union Valdôtaine" - visto che il Presidente della Regione ha detto fuori microfono: "se mi chiamate in Commissione, vi spiego più ampiamente quello che non si può fare in aula, perché non c'è tempo" -, lo invito anche in qualità di Presidente della I Commissione, ad organizzare in breve tempo una riunione della I Commissione allargata ai Capigruppo in cui poter valutare queste cose...

(interruzione del Consigliere Cesal, fuori microfono)

... lei mi stupirà sempre in futuro, preferirei fare delle cose semplici oggi al posto di fare delle cose clamorose domani, perché oggi si porta a casa, domani non si sa. Per questa motivazione rimango soddisfatto della risposta del Presidente della Regione e del tutto insoddisfatto di quella del Presidente della I Commissione.