Oggetto del Consiglio n. 3220 del 10 gennaio 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3220/XII - Interpellanza: "Predisposizione di un'unica carta elettronica per la gestione di servizi vari".
Interpellanza
Premesso che:
- L'Amministrazione regionale direttamente o tramite società partecipate ha sostenuto e finanziato lo sviluppo di tecnologie informatiche quali le cosiddette "smart card";
- Carte Vallée, nata per la gestione dei carburanti in esenzione, Carte Résident, realizzata per caricare gli skipass a tariffa agevolata, e Carta Valore, ultima arrivata per gestire i biglietti del trasporto pubblico locale;
- in Valle d'Aosta è attiva la Carta di identità elettronica;
- il Ministero della Sanità ha da tempo sostituito il tesserino cartaceo con una smart card;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per sapere:
1) quali sono i costi complessivi di ognuno dei tre progetti di Smart Card sopra indicati, con indicazione distinta dei costi di progettazione, di software, di hardware e di gestione sostenuti sino ad ora;
2) per quali motivi non è stato creato un unico supporto magnetico plurifunzione;
3) quali sono i motivi che impediscono di gestire e integrare le smart card statali in rete locale, con il caricamento di ulteriori dati con particolare riferimento alla tessera sanitaria;
4) se è intenzione accentrare su un'unica smart card le funzioni ora gestite in maniera frammentata.
F.to: Frassy - Tibaldi - Ottoz - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Direi che questa iniziativa viene spontanea e mi permetterei di definirla una "smart interpellanza" rispetto alle "smart card" che ormai stanno riempiendo il portafoglio. Quando iniziò l'epoca delle cosiddette "smart card", si disse che avrebbero ridotto tutte le esigenze di tessere di riconoscimento, è un po' quello che si disse quando prese piede il computer: "il computer ridurrà la carta" e penso che mai profezia fu più fallace di quella perché, a distanza ormai di più di 20 anni, da quando il computer o, in particolar modo, il PC è diventato strumento usuale, la carta non è moltiplicata, ma si è decuplicata. Il rischio perciò è che spesso le tecnologie portino sicuramente dei vantaggi, ma non riescano a ridurre i documenti cartacei.
Nel caso delle carte in particolare, riscontriamo che ormai i nostri portafogli sono pieni di carte, non essenzialmente di carte di credito: abbiamo la "Carta Vallée", che verrà pensionata per una parte delle sue funzioni, almeno per la sua funzione principe: quella dei buoni benzina; abbiamo la "Carte Résident" se ci piace andare a sciare, sulla quale viene caricato lo "skipass" e adesso avremo una "Carta Valore", come è stata definita in una recente deliberazione di Giunta, per gestire l'insieme della biglietteria del trasporto pubblico locale, senza dimenticare che abbiamo la "Carta di identità elettronica" - fra l'altro, come regione siamo una delle aree territoriali dove è stata sperimentata per prima questa carta -, e che il Ministero della sanità a suo tempo sostituì il tesserino cartaceo con un tesserino magnetico. Ci chiediamo se nella filosofia dell'informatizzazione non sia possibile arrivare ad un'unificazione di queste carte. È vero che gli esempi non sono dei più confortanti perché a livello ministeriale come minimo di carte ve ne sono 2, visto che quella del Codice fiscale è stata assorbita dal tesserino sanitario, ma rimane la "Carta di identità" e la "Carta di sanità", che erano state fatte, come avevate dichiarato, per interagire con le reti locali e lo stesso, per certi versi, erano le dichiarazioni che avevate posto alla base della "Carta Vallée", che era nata da una sinergia con Comune di Aosta, USL e Amministrazione regionale. Al di là dell'ingombro fisico di queste carte, la confusione fisica di scambiare una carta per l'altra, di avere tale rigidità nel portafoglio, è evidente che tante carte sono tanti costi, sia in termini di progettazione, di "software" e di "hardware", sia in termini di gestione. Vorremmo capire delle 3 carte che sono gestite a livello regionale - "Carta Vallée", "Carta Résident" e l'istituenda "Carta Valore" - quali sono i costi complessivi rispetto alle voci che ho prima citato, sostenuti dall'avvio dei primi progetti fino ai giorni nostri, e per quali motivi non si pensa di creare un unico supporto polifunzionale, anziché continuare ad inventarsi supporti diversi. Supporti che poi hanno anche dinamiche che comportano necessità di aggiornamento di "software", di sostituzione dell'"hardware", pensiamo ad esempio alle "Carte Résident" che hanno comportato recentemente la sostituzione dello stesso supporto magnetico e la sostituzione dei tornelli di controllo ai passaggi posti all'accesso degli impianti di risalita. Vorremmo capire se vi è stato un tentativo da parte dell'Amministrazione regionale di interloquire con gli uffici statali preposti alla gestione non so se dei "software" delle 2 Carte citate: "Carta di identità" e "Carta della salute", o con il Ministero che si occupa di questa materia per tentare di utilizzare le potenzialità di quelle carte statali, piuttosto che introdurre ulteriori carte regionali. A complemento di tali quesiti vorremmo... se vi sono delle idee, se vi sono le intenzioni almeno politiche di arrivare ad un'unificazione delle carte regionali.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il tema che lei pone è un tema decisamente importante e in qualche modo merita di avere tutta una serie di dati e merita una serie di attenzioni. Le cose hanno una ragione e cercherò di esporla, con alcune precisazioni che non vogliono essere un controcanto, ma vi sono alcune cose che sono specifiche e vedrete nell'ambito della risposta: ad esempio, la "Carta di identità elettronica" non è un progetto regionale, è un progetto che ha solo il Comune di Aosta, quindi era un'attività sperimentale nata in un certo momento e vediamo che lo Stato è un po' schizofrenico, dà delle indicazioni, ad un certo punto il Comune di Aosta non aveva più le carte, non venivano messe a disposizione, c'era un problema con il bilinguismo che abbiamo risolto, il problema delle carte che non erano disponibili da parte dei monopoli perché solo uno poteva stamparle... un problema enorme! La contraddittorietà poi è che il cittadino potrà chiedere anche la carta cartacea, avremo una discontinuità... e delle idee d'avanguardia poi hanno tutta una serie di problemi.
Per ripercorrere la genesi delle varie iniziative, il Progetto "Carte Vallée" è nato nel 1998, su iniziativa di Regione, Assocredito, CELVA, USL, con l'obiettivo di disporre di una "smart card" per l'accesso ai servizi di questi enti e disporre al contempo di uno strumento di pagamento prepagato nell'ambito del circuito "minipay". La caratteristica era quella di un sistema "off-line", quindi non era in linea, abbiamo questi terminali che scaricano dati e poi giornalmente c'è un collegamento che viene scaricato, ma non c'è un accesso direttamente nella rete. Il Progetto "Carta di identità elettronica" (CIE) era un progetto promosso da Bassanini nel 1997, ma che mai aveva avuto dei riferimenti normativi, che arrivarono con la legge 31 maggio 2005 e dal Codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo del 7 marzo 2005). Il Comune di Aosta è stato l'unico Comune valdostano che ha partecipato e anche bene, anche con soddisfazione a questa seconda fase sperimentale, il bacino di utenza è costituito da solo soggetti residenti nel Comune di Aosta. Abbiamo poi il progetto "SIT" (sistema integrato tariffario) realizzato dall'Assessorato del turismo con la "Carta VDA Transport" ed è la carta elettronica dedicata al trasporto pubblico locale della Regione. Si tratta di un supporto elettronico destinato a sostituire progressivamente nel corso degli anni una parte dei titoli di viaggio utilizzati attualmente con il progredire del sistema di integrazione tariffaria del trasporto pubblico regionale. Queste carte sono nominative e sono state distribuite ad anziani a partire dal 2005 e saranno distribuite nel 2008 per abbonamenti a studenti e lavoratori. La "Carta Valore" usa la stessa tecnologia della "Carta VDA Transport", non è nominativa e consente di avere uno sconto del 22% dei titoli di viaggio di corsa semplice, questa non è nominativa, ma è una carta prepagata al portatore che può essere ricaricata e usata. La tecnologia poi lo vediamo è diversa dalle altre, perché c'è una tecnologia di prossimità, quindi una lettura della carta diversa. Abbiamo poi la "Carte Résident", che è stata introdotta nel 2002 al fine di poter applicare gli sconti previsti per i residenti in Valle e fino alla stagione 2006-2007 il numero complessivo delle tessere distribuite, comprese quelle sostituite per danneggiamenti, smarrimenti... ammonta a circa 40mila, la "Carte Résident" è una carta di prossimità. Il Progetto "Tessera sanitaria" che lei ha ricordato è un progetto invece realizzato dall'Agenzia delle entrate del Ministero dell'economia e delle finanze. La tessera è distribuita dal Ministero tramite il proprio "partner" tecnologico: la "Società generale informatica", ossia la "SOGEI". Non si tratta di una "smart card", ma di una tessera magnetica con validità anche all'estero - tessera europea di assicurazione malattia - sostituendo di fatto il Codice fiscale. Nasce principalmente per disporre di un migliore monitoraggio della spesa sanitaria, disciplinato da un decreto legge che è stato convertito successivamente del 2003.
Fatte queste premesse, il primo quesito: "quali sono i costi complessivi di ognuno dei tre progetti di smart card, con indicazione distinta dei costi di progettazione, di software...", poi le faccio avere questa memoria, perché vi sono le varie voci. Lei consideri che abbiamo per la progettazione dei costi per il sistema integrato della "Carte Vallée" nel 1998 e nel 2005... che sono il primo di 20.142 e il secondo di 24.024. La realizzazione del "software" sempre nel 1998 e nel 2005: il primo di 42mila e il secondo di 156mila, per "l'hardware", che è la parte più importante, abbiamo la prima fornitura che è di 562mila euro e le successive le carte euro di 432mila. La gestione: abbiamo le varie annualità che comprendono assistenza, numero telefonico... anno per anno, nel 1999 175.389, nel 2000 131.000, e così via. Le do il dato complessivo che parte dal 1998 per semplicità, poi le do tutti i dettagli: sono 2.833.044. Come le dicevo, l'assistenza telefonica comprende l'assistenza sui singoli servizi attivati sulla carta e non esclusivamente servizi inerenti la carta stessa - furto, smarrimento, distruzione -, quando lei ha dei problemi sulla carta, telefona e ha tutta l'assistenza. Le voglio dare questo dato perché il dato generale è importante, sto parlando della "Carte Vallée": 2.833.000; facendo mente il numero delle carte - ossia 82.500 - mediamente circolanti, il costo complessivo dal 1998 al 2007 è di 34 euro a carta, compresa la fornitura. L'importo quindi è importante, ma la gestione della carta, quello che una volta erano i buoni cartacei, le code per avere la distribuzione della carta, tutto insieme in 9 anni 34 euro a testa... quindi ritengo sia un'iniziativa che si è ultra pagata, perché è un servizio di grande valore. Nella documentazione che le do poi c'è tutto lo spazio di memoria all'interno della carta, che è assorbito dalla Regione, che è un dato a sua disposizione. La "Carta VDA Transport" ha: progettazione 126.000, il "software" 690.000, 70.000... la gestione che è il 65% dei costi sostenuti, per un totale di 2.371.000. La "Carte Résident" ha anche tale progettazione di sistema, "software" di biglietteria, "hardware" e tutto il sistema per un costo di 4.345.000. La parte importantissima di questi 4,345 milioni è "l'hardware", il "server", gli emettitori, i lettori, e risalgono al 2000, per 3.160.000.
Secondo quesito: "per quali motivi non è stato creato un unico supporto magnetico plurifunzione", non è stato creato in quanto ciascuno dei progetti è nato con differenti tempi, obiettivi e specificità nelle esigenze. La temporalità dei diversi progetti ha giocato un ruolo fondamentale in quanto è molto facile ora pensare ad una convergenza, come suggerito non solo verbalmente, ma dal Codice delle amministrazioni digitali, ossia un riferimento normativo, ma bisogna tenere in considerazione le caratteristiche tecnologiche e le disponibilità al momento in cui i progetti sono stati pensati e realizzati. Alcune scelte, in particolare "l'off-line "della "Carte Vallée", si erano basate sulle infrastrutture di rete disponibili al momento in cui i progetti sono stati concepiti; allora si era infatti lontani sia dalla presenza di un contesto di rete unitaria della pubblica amministrazione, "RUPAR", "PARTOUT"... sia dalla diffusione di connessione e abbonamenti "internet" anche tradizionali presso le utenze professionali e domestiche. Occorre tenere in debito conto che, sulla base delle cifre sopraesposte, il supporto tecnologico non rappresenta che una marginalità del costo complessivo di un servizio basato su carte a microprocessore. Molte volte ci concentriamo sulle tecnicità, non necessariamente è quello il vero problema, ma il problema è di processo, cercare di far convergere e di condividere le banche dati, superando la logica del singolo servizio. È un settore su cui stiamo lavorando pesantemente, ma questa rivoluzione dei processi non è cosa immediata, perché ognuno vuole essere titolare del dato, vuole avere la certezza che nessuno intervenga sul dato, ma il supporto è coerente con quello che lei diceva, ovvero arrivare ad una condivisione per arrivare ad un supporto tecnologico unico, ma quello è il dato finale, ossia avere una carta sola non è un problema tecnico, ma un problema di processi. In sintesi, gli elementi che oggi hanno condizionato la possibilità di una convergenza sono i seguenti: temporalità dei progetti, tipologia di utilizzo, tecnologie "standard" del supporto.
Terza domanda: "quali sono i motivi che impediscono di gestire e integrare le smart card statali in rete locale, con il caricamento di ulteriori dati con particolare riferimento alla tessera sanitaria", il problema non consiste tanto nel gestire le "smart card" statali in rete locale, ma è costituito da diversi elementi: la non stabilità delle disposizioni a livello nazionale, i diversi Governi che si sono succeduti a partire dalla nascita del Progetto "CIE" hanno emanato disposizioni normative spesso contrastanti, a puro titolo di esempio, la legge 31 marzo 2005, all'articolo 7, dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2006 la "Carta di identità a supporto cartaceo" è costituita all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento dalla "CIE". Peccato che dopo solo il 16 febbraio 2007 il decreto del Ministero dell'economia, di concerto con il Ministro dell'interno e il Ministro delle riforme e delle innovazioni della pubblica amministrazione, determina l'importo relativo al corrispettivo da porre a carico dei richiedenti per il rilascio della "CIE", ma un ulteriore paradosso è costituito dal fatto che le nuove disposizioni impongono ai Comuni l'obbligo di emettere esclusivamente "CIE" dal 1° gennaio 2007, dando però facoltà al cittadino di richiedere la "Carta di identità cartacea". Un altro elemento è la non completa copertura dell'utenza interessata, il Comune di Aosta è l'unico Comune in Valle ad aver attivato la sperimentazione, la complessità organizzativa e i costi strutturali derivanti non consentono agli altri Comuni del territorio di emettere tale supporto. Nella logica dei riuso gli amministratori e i funzionari di Aosta si sono resi disponibili a fare un "service", con delle convenzioni, anche per gli altri Comuni ed è una cosa che nell'ambito del nostro gruppo di lavoro relativo a "PARTOUT" stiamo approfondendo. Lo stesso discorso vale per le altre Regioni, le cui sperimentazioni con la "CIE" in Italia sono da considerarsi marginali in rapporto alla totalità della popolazione: meno del 5%. Inoltre la copertura non è garantita neppure nell'ambito dei Comuni sperimentatori in quanto i cittadini iscritti all'Anagrafe italiana residenti all'estero (AIRE) e gli extracomunitari devono avere obbligatoriamente per legge la "Carta di identità tradizionale". I livelli di servizio garantiti dai sistemi messi a disposizione dallo Stato, relativi al circuito di emissione di gestione, spesso non sono accettabili... ad esempio, il collegamento al sistema centrale indisponibile per più giorni. Il servizio va preso così com'è dall'amministrazione locale, in quanto non si basa su nessun contratto di servizio specifico. Il Comune di Aosta ha dovuto rilasciare ad un certo momento per circa 3 mesi carte di identità cartacee per l'assenza di supporti non più forniti dal Ministero a causa di problemi di natura contrattuale con il Poligrafico dello Stato. I tempi di attesa per l'utente nell'emissione di una "CIE" sono più elevati rispetto al rilascio di "Carta di identità tradizionale", spesso ai numeri di riferimento nazionale per la richiesta di assistenza non risponde nessuno. Lo stesso Comune di Aosta ha visto con molta delicatezza la possibilità di rilasciare servizi basati su "CIE". I livelli di servizio a cui è abituata invece la popolazione valdostana nel caso di "Carta Vallée" sono di altra natura, come dimostrano i questionari di "Customer Care" effettuati nel tempo. Ancora: la non convergenza di sistemi basati su carte neppure a livello nazionale; la dimostrazione è costituita dalla "CIE" e dalla Tessera sanitaria, contenenti entrambe i dati anagrafici dei cittadini, ma facenti parte di circuiti diversi e di competenze diverse, rispettivamente Ministero dell'interno, Centro nazionale dei servizi demografici e Ministero dell'economia, Agenzia delle entrate. L'onere dell'allineamento dei dati fra i 2 sistemi viene riportato direttamente sulle amministrazioni locali territoriali, infatti nel Progetto "CIE" viene richiesto all'ente locale - in questo caso il Comune - di effettuare un allineamento con l'anagrafe tributaria, prima di poter alimentare l'indice nazionale delle anagrafi (INA) dal quale vengono previsti i dati della "CIE".
Quarto quesito: la volontà della pubblica amministrazione locale di accentrare più servizi su un'unica "smart card" è presente da tempo, la "Carte Vallée" consente oggi di accedere a servizi dell'Amministrazione regionale, buoni carburanti e servizio mensa, dell'azienda USL, servizio mensa e di alcuni enti comunali, mensa scolastica e gestione rifiuti; questa filosofia è messa in parte in atto. Le iniziative per avviare un percorso di convergenza su nuovi "standard" emergenti in ambito nazionale sono in corso. Dobbiamo andare a ricercare ulteriori passaggi, tipo la firma digitale elettronica. Nell'ambito delle attività previste dalla Convenzione integrata sui servizi "Carte Vallée", approvata con deliberazione 23 agosto 2007, è infatti in corso di predisposizione un rapporto inerente le attività di Osservatorio sulle carte a microprocessore concernenti l'analisi dello "stato dell'arte" a livello nazionale sia dal punto di vista tecnico che giuridico amministrativo, l'analisi specifica della situazione della "Carte Vallée", applicazioni residenti, "off-line", la definizione delle possibili evoluzioni tecnologiche ed eventuali piani di migrazione dei sistemi e dell'organizzazione. Il rapporto sarà disponibile entro marzo. Le attività di cui sopra rientrano fra i compiti del "competent center" previsto dalla convenzione quadro sulla "Carte Vallée", con tale attività si intende inserire un possibile graduale percorso di evoluzione della "Carte Vallée" nell'ambito della nuova scadenza definita dal Codice dell'amministrazione digitale, che vede come unici strumenti per l'accesso ai servizi "on-line" la "Carta nazionale dei servizi" (CNS) o la "Carta di identità elettronica". È importante evidenziare che nell'ambito di tale percorso evolutivo andranno considerati attentamente gli impatti sui sistemi gestionali di "back office" (buoni carburante) derivanti dal passaggio di un sistema di "smart card off-line", come l'attuale "Carte Vallée", caratterizzata dalla prevalenza dei dati all'interno del "microchip" a bordo della carta medesima, ad un sistema tipicamente "on-line" come avviene con la "CIE" e la "CNS". Queste ultime dispongono dei dati per la sola identificazione del titolare, demandando al sistema remoto - il "web" - la gestione di tutti i restanti dati. Oggi abbiamo la "Carte Vallée" che ha tutta la memoria, mentre la "CIE" e la "CNS" sono una chiave per entrare in un sistema che in remoto ha tutte le informazioni. Questa riteniamo sia la strada.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Alcune considerazioni su una risposta che riteniamo esaustiva rispetto alle domande poste con la nostra interpellanza. Avevamo esordito dicendo che questa era una "smart interpellanza", per certi versi l'argomento è di quelli sui quali meriterebbe il tempo di fare più di una riflessione che non sia la fugace riflessione che si può fare durante un'interpellanza, non fosse che per i dati importanti che ci ha snocciolato. È vero che i dati si lasciano interpretare e, se possiamo condividere che il costo di 34 euro a Carta sia un costo ragionevole, pensiamo però che quel costo non dovrebbe essere moltiplicato per 3. Il dato della "Carte Transport" e della "Carte Résident", che è di gran lunga maggiore facendo la proporzione fra le carte rilasciate e i costi sostenuti, porta a un costo pro capite di queste carte decisamente molto superiore ai 34 euro che lei ha voluto evidenziare del rapporto più conveniente di "Carta Vallée". Se facciamo una media con le altre 2 carte, superiamo di parecchio i 150 euro. Questo per dire che alla fine la nostra considerazione penso sia condivisa dalle sue riflessioni, oltre che dai numeri; di conseguenza, bisognerebbe capire quali sono le esigenze, i tempi, i percorsi e le risorse da investire. L'ultima cosa che mancano nella Regione sono le risorse, soprattutto quelle investite nel settore dell'informatizzazione, settore nel quale investiamo cifre stratosferiche! I ritorni di questi investimenti purtroppo sono marginali, in particolare rispetto alla fruibilità del concreto; quando lei dice che la "Carta Valore" è sostitutiva della "Carta VDA Transport", ma la "Carta VDA Transport" è nata nel 2005, noi 2 anni dopo sostituiamo un supporto e una tecnologia che forse era stata appena distribuita a tutti gli utenti. Su queste cose forse c'è qualcosa che non funziona nella gestione del coordinamento, penso che bisognerebbe creare dei meccanismi diversi per coordinare i vari progetti, la sensazione è che il Progetto "Carte Vallée" vada avanti per la sua strada, come i Progetti "Carte Résident" e "Carte Transport", e così via. Bisognerebbe che qualcuno si preoccupasse di iniziare ad individuare le esigenze comuni e le tipologie di utilizzo diverse per arrivare a creare non solo il supporto fisico, ma per capire come possono essere condivisi i dati delle molteplici operazioni. Che ciò sia possibile lo dimostra l'esperienza di "Carte Vallée", perché il fatto che questa carta sia utilizzata per le funzioni che lei ha ricordato - accesso alle mense, gestione rifiuti, "minipay"... - dimostra che il problema della condivisione dei dati è sì un problema tecnico informatico, ma alla fine risolvibile con le tecnologie attuali, senza bisogno di appellarsi a chissà quali ricerche futuribili. Paradossalmente è come se noi sulle nostre scrivanie avessimo un computer per accedere a "internet", un altro per mandare la posta elettronica, un altro per digitare testi; per fortuna, con un solo computer si fanno tutte queste cose. Ci troviamo invece ad avere una molteplicità di carte magnetiche più o meno intelligenti per gestire delle funzioni che dovrebbero essere gestibili su un unico supporto magnetico. Ho dimenticato nel mio elenco la Carta del sistema bibliotecario: un supporto magnetico che ha dei costi di gestione e che poteva essere gestito facendolo confluire su uno dei vari supporti, "Carta Vallée" ad esempio, che è forse il più flessibile.
Quando dice che anche a livello nazionale non sono bravi, ho capito; cerchiamo però di trovare il modo di essere noi più bravi di quanto non siano a livello governativo, anche se purtroppo ultimamente sono fatti dei passi indietro a livello ministeriale, perché il Codice dell'amministrazione informatica predisposto dal Ministro Stanca avrebbe portato il nostro Paese all'avanguardia delle tecnologie informatiche, purtroppo il decreto del febbraio scorso ci fa fare un passo indietro, in quanto rimette in discussione un procedimento di informatizzazione al quale l'amministrazione pubblica doveva attenersi. Avremmo gradito che lei ci dicesse: "abbiamo verificato con l'Amministrazione dello Stato una possibilità e non abbiamo potuto arrivare a conclusione alcuna", invece la nostra sensazione è che questo pensiero non sia mai nato. Non vi è stato il tentativo di interloquire con l'Amministrazione dello Stato per verificare la possibilità di utilizzare un supporto già in essere, per dargli una valenza, tenendo presente che la "Carte Vallée" ce l'hanno quasi tutti, ma non tutti, perché sono solo 82.500 carte, ma la Tessera sanitaria distribuita dal Ministero delle finanze è distribuita a tutti i cittadini, è una carta magnetica. Il problema è capire se i dati devono stare sulle carte o se devono essere le carte delle chiavi per accedere ai sistemi. In conclusione, riteniamo che su questo argomento sia opportuno porre particolare attenzione, per arrivare ad unificare il sistema regionale e auspichiamo che da qui a qualche tempo non nasca l'ennesima carta regionale.
