Oggetto del Consiglio n. 3219 del 10 gennaio 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3219/XII - Interpellanza: "Valorizzazione dello sfruttamento di energia eolica da parte della Compagnia valdostana delle acque".
Interpellanza
Ricordato che la Compagnia Valdostana delle Acque, che gestisce un rilevante numero di impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili, è di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta;
Constatato che sta emergendo un notevole interesse verso gli impianti di produzione elettrica attraverso lo sfruttamento del vento, come è dimostrato, vicino a noi, dalle recenti realizzazioni nel Vallese e dalle iniziative di monitoraggio del vento attuate nel territorio di Verrès;
Ribadita la necessità che la CVA, prima di lanciarsi in spericolate iniziative nei paesi dell'est europeo, dia un efficace contributo alla riduzione della dipendenza regionale nazionale da fonti fossili di energia e, insieme, armonizzare la produzione elettrica perché sia sempre più sostenibile dal territorio;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per conoscere se intenda:
1) dare indicazioni alla CVA perché si impegni, prima di tutto, nella valorizzazione dello sfruttamento dell'energia eolica, in particolare approntando un piano di realizzazioni coordinato sul territorio regionale;
2) relazionare alla Commissione consiliare competente in merito alle politiche di espansione della CVA, con particolare attenzione alle iniziative prese fuori dai confini nazionali;
3) fornire ai Consiglieri regionali, tramite l'Arpa, un quadro riassuntivo delle potenzialità dello sfruttamento dell'energia eolica in Valle d'Aosta.
F.to: Sandri
Président - La parole au Conseiller Sandri, pour motion d'ordre.
Sandri (PD) - Pour motion d'ordre, on doit revenir à la première motion qu'on a renvoyée hier, puisqu'il n'y avait pas l'Assesseur compétent en la matière. C'est la n° 5...
Président - ... on aurait préféré renvoyer tout au prochain Conseil. Merci.
La parole au Conseiller Sandri pour illustrer le point n° 33.
Sandri (PD) - La "Compagnia valdostana delle acque" è una delle società più importanti della nostra Regione e, fra l'altro, ci chiediamo sempre chi ne è il Presidente, visto che quello che c'era fino a qualche tempo fa è dimissionario, ma non si sa se è dimissionato. La "CVA", dicevo, è molto importante perché ha messo insieme negli anni un enorme patrimonio di impianti idroelettrici nella nostra Regione e questo è diventato il cavallo di battaglia di tale società, che in questi mesi sta inondando alcuni mezzi di comunicazione di massa di pubblicità, in particolare "Il Sole 24Ore" e "Radio 24" dello stesso gruppo, facendosi promozione con questa idea della cosiddetta "energia verde", energia rinnovabile. Non solo, ma a costi competitivi soprattutto quando ci sono dei picchi di domanda rispetto all'energia elettrica prodotta da fonti fossili. Abbiamo assistito negli ultimi tempi ad una serie di movimenti dal punto di vista dello sviluppo di questa società, vi sono state dichiarazioni da parte del suo Presidente dimissionario, dimissionato, o che è ancora in carica anche se non sembra, Augusto Rollandin, sul fatto di andare a fare degli investimenti nell'est europeo, andare a costruire impianti idroelettrici non ho capito bene se in Polonia, in Slovacchia o quale altra parte dell'est della CE. Credo che, se noi facciamo una serie di riflessioni su questa situazione e lo associamo al fatto che in Valle esistono, in base ai dati dell'ARPA, almeno 2 siti particolarmente importanti per quanto riguarda la possibilità di mettere impianti eolici di produzione elettrica di una certa rilevanza, che sono la zona di Châtillon, Saint-Vincent e la zona di Verrès, interessate da dei flussi di aria importanti in molte ore della giornata dai mesi che vanno da marzo a novembre, quindi sono luoghi adatti a questo tipo di produzione, vediamo come potremmo intravedere per "CVA", società partecipata al 100% dalla Regione, uno sviluppo non solo nell'energia rinnovabile da acqua, ma anche nell'energia rinnovabile da aria. Che questo sia possibile è deducibile dal fatto che nel vicino Vallese, che ha una valle parallela alla nostra, con stesse caratteristiche, si stanno impiantando dei grandi impianti eolici, perché se n'è vista la redditività. Sono state fatte 2 grossi torri: una in particolare vicino a Martigny, facilmente visitabile dalla Valle in meno di un'ora di auto, perché si è visto come queste valli in cui c'è un'esposizione nord-sud delle montagne generano dei flussi d'aria molto costanti di intensità ottimale per il funzionamento di questi impianti.
Volevamo chiedere all'Assessore competente quali strategie in materia fossero state indicate a "CVA" da parte del socio unico di quella società, se era stato predisposto o si intendeva predisporre un piano di realizzazione coordinato sul territorio regionale, se era intenzionato a riferire su questo punto, ma anche più in generale su tutte le politiche di espansione di "CVA" al di fuori della Valle d'Aosta o in altri settori che non quelli tradizionali delle centrali idroelettriche ricevute prima dalla "Cogne" e poi dall'"ENEL" e fornire ai Consiglieri regionali tutto un quadro riassuntivo, che potrebbe essere realizzato dall'ARPA, sul futuro dell'energia eolica. È importante il secondo punto per quanto riguarda le strategie verso il fuori Valle, l'estero, il territorio nazionale di "CVA", perché uno degli altri dati preoccupanti della situazione è che vi sono queste "sparate" nell'est Europa, che sembrano molto scopiazzate da quelle di "Terna", che è la grande società quotata in borsa che trasporta l'energia in Italia e che va a costruire delle reti di trasporto di energia elettrica in Serbia e Montenegro e anche in Bosnia, c'è questo andamento, ma che sembra poco consono ad uno sviluppo per tappe e per gradi di "CVA". Vi è molto più vicino a noi una serie di impianti privati, pubblici, semipubblici, idroelettrici, non ultimi quelli della Valle dell'Orco e della Val Soana, mitica Noasca, Ceresole Reale, di cui le comunità territoriali parlano molto male, in quanto la "Iride" di Torino, molto più intenzionata ad implementare investimenti nel settore della generazione elettrica da rifiuti e in strategie di alto livello a livello nazionale, insieme alla "Amga" di Genova e forse ad altre alleanze in futuro, sta completamente trascurando questi impianti, con il risultato che le ricadute anche a livello locale sono bassissime. Mi chiedo perché "CVA" non si "mette" nella strategia di andare sull'eolico e quella di andare ad allargare il proprio orizzonte con piccoli passi puntualmente, cercando di recuperare spazio nel nostro vicino Piemonte, che oltretutto come ha dimostrato il tentativo non riuscito della Banca cooperativa della Valle d'Aosta di intervenire a Rivarolo con l'apertura di uno sportello... è la testimonianza che il vicino Canavese, l'alta Provincia di Torino è un territorio interessante dal punto di vista economico. Queste erano le osservazioni, resto in attesa delle risposte della Giunta.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Devo dire che non mi sorprendo più, nel senso che queste interpellanze hanno una capacità di dilatarsi in maniera incredibile, vi entra dentro di tutto... anche in modo simpatico però devo dire. Mi si chiede un po' conto delle strategie di "CVA", piacerebbe saperle anche a me, qualche risposta ce l'ho, perché le ho chieste, ma il mio compito non mi consente, se non di confrontarmi, di incidere in maniera importante, come lei ritiene, su "CVA". Un confronto aperto c'è, è noto un accordo che abbiamo fatto, molto limitato, solo per sollecitare sul territorio valdostano la nascita di interventi dimostrativi e rappresentativi di una volontà di risparmio energetico e di un miglioramento di un percorso energetico della nostra Regione. In quell'ambito un accordo c'è e c'è una volontà comune finanziata prevalentemente dalla Regione, la quale ci ha messo 1,5 milioni di euro, la "CVA" 500mila. Ciò detto, credo sia noto che la Giunta sta sostenendo con decisione una diffusione dei sistemi di uso razionale dell'energia. Ci siamo impegnati moltissimo perché occorre potenziare tutti i settori per il risparmio energetico, l'idroelettrico con "CVA" è al primo posto, ma non per questo trascuriamo la radiazione solare o le biomasse, le pompe di calore, la cogenerazione, anche l'energia eolica, anche se, parlando velocemente di quest'ultima, bisogna dire che tale regione non è così predisposta per tale tipo di energia. Innanzitutto perché esistono delle valutazioni fatte in passato che non trovavano una coerenza con un discorso eolico che potesse dare dei risultati utili, perché certo è possibile anche produrre dell'energia eolica, ma bisogna vedere come viene prodotta e se i risultati che essa porta sono utili; non per questo non dobbiamo valutare anche l'ipotesi dell'energia eolica, ma bisogna partire dai presupposti giusti: questa non è una regione molto predisposta per l'energia eolica. Esistono poi anche i problemi delle quote, perché sono problemi che anche in altre regioni, con predisposizioni per l'energia eolica più favorevoli, ma sempre in quota... l'energia eolica presenta dei problemi in quota, perché vi sono dei meccanismi che subiscono la variazione delle temperature e che non favoriscono questo. Credo, per onestà intellettuale e anche perché il territorio "vive" anche delle pressioni esterne, che una valutazione andrà fatta, la faremo, la stiamo già facendo anche per capire se vi sia tale opportunità; siamo qui per cogliere le opportunità, sicuramente non intendiamo togliere niente a questa Regione, anzi per darcene di opportunità. Il problema sorge quando lei mi chiede di dare incarico a "CVA" di farlo, non ho un potere diretto di farlo, magari l'Assessore alle partecipazioni può dare delle disposizioni più precise, quindi in merito a questo non mi sento di poter indirizzare "CVA" in tal senso.
Lei mi ha sollecitato con questa interpellanza una curiosità, quando fa riferimento agli interventi che "CVA" vorrebbe fare nei Paesi esteri, ho girato la domanda a "CVA" e mi sono fatto dare una risposta che adesso vado a leggerle:
"Si premette che il Consiglio di amministrazione della CVA non ha avviato alcuna spericolata iniziativa nei Paesi dell'Est; "iniziative spericolate" che peraltro sono state valutate dai maggiori produttori del settore sia italiani che esteri e che hanno portato alla realizzazione di importanti acquisizioni di società di produzione e/o distribuzione, ovvero alla realizzazione di impianti nei Paesi dell'Est. Il management aziendale si pone quale obiettivo la creazione di valore per il suo azionista e in tale ottica non si può esimere dal valutare le opportunità di crescita offerte dal mercato nazionale ed internazionale. In particolare, il mercato nazionale sta registrando livelli di prezzi estremamente elevati in tutti i segmenti collegati all'energia elettrica, così come sull'intera catena del valore, che comportano, quindi, un'intensa e attenta attività selettiva delle iniziative. Risulta pertanto logico e doveroso vagliare le opportunità offerte da quei Paesi nell'area dell'Unione europea che, in una fase di crescita della domanda elettrica, dispongono ancora di siti potenzialmente sfruttabili in grado quindi di esprimere prezzi più ragionevoli e quindi migliori ritorni sull'investimento. Qualsiasi decisione in merito ad eventuali sviluppi sul territorio nazionale ed europeo sarà preventivamente sottoposta all'approvazione dell'azionista..." - questo credo sia il centro della risposta - "... ogni qual volta risultino disponibili elementi concreti idonei ad avviare un processo decisionale".
Mi sembra che vi sia la risposta, perché c'è un impegno da parte di "CVA", qualora vi fossero delle valutazioni in merito a interventi verso l'esterno, di sottoporle all'azionista, in questo caso credo vi sia una volontà e una disponibilità come sempre di confrontarsi con la Commissione competente e di riferire ai Consiglieri su eventuali scelte che devono essere fatte.
In merito a quanto diceva prima anche sulle indicazioni dell'ARPA su eventuali siti, le dico che darò disposizione al Comitato sui flussi energetici che è costituito presso la "Finaosta" per appurare se vi sono questi siti, un piccolo studio è utile se può portare a delle soluzioni che possono essere utili alla Comunità.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Intanto mi consenta, sempre rimanendo in toni tranquilli, di dirle che l'Assessore regionale competente in materia di energia, facente parte di una Giunta che, come ha detto ieri il Presidente, rappresenta la Regione, che è proprietaria del 100% di "CVA", che non conosca le politiche... allora i casi sono 2: o non le fa lui le politiche, allora che ci sta a fare l'Assessore all'energia, oppure le sono state sottratte furbescamente dall'Assessore alle finanze, che, tenendo conto che "CVA" è una partecipata, se la tiene stretta sotto le proprie "ali", però sarebbe l'Assessore all'energia che dovrebbe dare a "CVA" le indicazioni politiche e non viceversa. Infatti lei ha letto testualmente le risposte date da "CVA", credo che qui vi sia un'inversione di ruoli e spero che nel prossimo Consiglio lei ricopra la carica che ha attualmente, ma con una delega piena sul problema dell'energia, perché penso sia come per gli Arabi il petrolio, il nostro petrolio è l'energia rinnovabile, il risparmio energetico, sono le nuove fonti di energia e credo vi sia molto da fare.
Mi fa piacere constatare che malgrado tutto "CVA" si rende disponibile ad avvertire il socio proprietario prima di prendere decisioni, spero che la Giunta abbia la cortesia di informare prima il Consiglio e di confrontarsi con esso prima di dare via libere su queste scelte.
Ribadisco su tale tema 2 o 3 questioni: la prima, nessuno ha interesse a fare gli impianti in quota, gli impianti eolici non si fanno in quota, ma si fanno nella bassa valle, anche perché la zona più interessante è quella di Verrès, Issogne, Champdepraz e non è un caso che dei privati hanno messo una stazione di riferimento nella zona; è questo che mi ha stimolato più l'attenzione, perché si ha quasi l'impressione che "CVA" non voglia entrare in tale settore perché non vuole disturbare qualche privato locale. Credo che i privati che si vogliono sviluppare facciano bene ed è bene che vi siano, ma non in regime di monopolio; quindi "CVA", indipendentemente da chi altro ci si mette, deve andare avanti, così come lo può fare un qualunque Comune della Valle. Se un Comune della Valle vuole mettersi il suo impianto eolico, oggi lo può fare su terreni agricoli perché così abbiamo modificato la legge recentemente ed è opportuno che lo faccia.
Mi dispiace constatare che non esiste una convinzione sufficiente sul problema dell'eolico, ci sono ancora preoccupazioni, ogni volta che se ne parla vedo sempre un po' di titubanza; suggerirei all'Assessore la prima volta che ha qualche giorno di vacanza di farsi un giro a Marken, che è uno dei più bei posti d'Europa, si parte da Amsterdam e si va verso le dighe che chiudono i Paesi Bassi e vi è questo porticciolo che si chiama Marken, è un po' come Capri in Italia. Lungo tutta questa stretta penisola che porta a tale porticciolo vi sono una sfilza di impianti eolici, che sono anche bellissimi perché si integrano in modo straordinario nell'ambiente, rendendolo un ambiente, oltre che bello in sé stesso, bello perché l'uomo ci ha fatto delle belle cose. Il tutto nel silenzio più assoluto, perché si dice spesso che l'eolico fa rumore, ma l'eolico moderno non fa neanche un decibel di rumore, è perfettamente integrato nella struttura e ha un grande vantaggio: se "CVA" si mettesse a produrre dell'energia eolica, potrebbe permettersi di rubare meno acqua ai pescatori valdostani, perché potrebbe bilanciare la propria attività nei momenti più gravi - quelli estivi o anche quelli di mezza stagione - e, invece di andare a prendere tutta l'acqua - con il risultato che la Dora spesso si trova a 10 centimetri dallo zero, con un gravissimo attacco all'ittiofauna che vi vive, ma anche perché offre poca possibilità di diluizione a fronte di eventuali inquinanti -, potrebbe vendere energia eolica e trattenere meno acqua dal flusso dei nostri torrenti per mantenere meglio il minimo vitale. Questo è il vantaggio di andare anche sull'eolico: che "CVA", diversificando una produzione sempre all'interno di energie rinnovabili, avrebbe più strumenti per poter fare una politica efficace dal punto di vista economico, ma anche sostenibile dal punto di vista ambientale. Queste sono le nostre valutazioni, non pensiamo di avere la soluzione del problema, ma pensiamo che su tale tema si debba riflettere. Spero che il gruppo di lavoro sull'energia, che lei investirà di questa cosa, fornisca al Consiglio ulteriori valutazioni in modo da arrivare a fare delle scelte precise.
