Oggetto del Consiglio n. 3218 del 9 gennaio 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3218/XII - Interpellanza: "Penalizzazioni logistiche nelle assegnazioni di spazi espositivi alla Fiera di Sant'Orso".
Interpellanza
Premesso che:
- a fronte di una crisi generale che investe anche il comparto artigiano, la Fiera di Sant'Orso costituisce per i produttori artistici locali un'insostituibile occasione promozionale e un'opportunità di sviluppo per il mercato interno;
- l'assegnazione degli spazi espositivi nell'ambito della prossima edizione della Fiera vede una grave penalizzazione logistica degli artigiani professionisti "equiparati", che sono stati relegati nella piazza San Francesco, la cui posizione nascosta e distante dai principali flussi di visitatori costituisce un'indubbia condizione sfavorevole;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore delegato per sapere:
1) per quali motivi è stata operata una scelta così irrazionale e penalizzante per i professionisti "equiparati";
2) per quali ragioni si continua a disconoscere la valenza artistica e professionale dell'artigianato "equiparato";
3) secondo quali criteri vengono calcolati i punteggi degli artigiani che partecipano in forma abbinata all'assegnazione dei moduli espositivi;
4) quali sono i suoi intendimenti per porre urgente rimedio alla situazione descritta in Premessa.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi - Ottoz
Presidente - Passiamo all'oggetto n. 33, riguardante l'energia eolica.
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - A parte che avrei gradito che sul fare questa interpellanza si chiedesse anche il mio parere, visto che è tutto il giorno che parlo, ma non vorrei disturbare più di tanto...
Presidente - ... vuole che facciamo la n. 34?
Sandri (PD) - ... se fate la n. 34 mi fate un piacere.
Presidente - Collega Tibaldi, possiamo fare la n. 34 per far riposare il collega Sandri?
La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Risponde l'Assessore La Torre? Bene, quindi è un Assessore già informato sui fatti perché di questo argomento abbiamo parlato anche in occasione di una mozione che lei ha condiviso e ha approvato con la sua maggioranza. Mozione che venne presentata diversi mesi fa, che venne condivisa, ma che, al di là delle belle parole e dei bei propositi che ci siamo promessi, in particolare da parte sua, non ha avuto un gran seguito. Questa volta l'interpellanza verte sempre su un argomento di attualità, perché si parla di Fiera di Sant'Orso, ma non si fa per speculare sulla scadenza che è il 31 gennaio, lo si fa perché per gli artigiani questa è una vetrina promozionale molto importante, è il momento "clou" per poter esibire i loro prodotti e le loro opere d'arte e naturalmente tutti in vetrina vogliono la prima fila; lo sappiamo che la prima fila non c'è per tutti, ma tutti la vorrebbero. In questo caso abbiamo evidenziato delle segnalazioni che ci sono giunte dai cosiddetti "professionisti equiparati", ossia quelli che vengono considerati uguali ai professionisti "top", che si vedono relegati in uno spazio che non è considerato da parte loro e anche da parte nostra, che abbiamo presentato questa interpellanza, degno delle loro opere presentate. La posizione che è stata scelta lei mi dirà dagli uffici, dal Comune di Aosta... non posso immaginare quale sarà la sua risposta, è la Piazza San Francesco, la cui posizione è nascosta e distante dai principali flussi dei visitatori e questo costituisce indubbio presupposto sfavorevole. Come lei ben sa, gli artigiani equiparati sono numericamente pochi e politicamente sono sicuramente poco importanti, ma sono quelli che la "Foire d'été" la tengono in piedi insieme a pochi altri professionisti, sappiamo tutti che la "Foire d'hiver", la tradizionale è quella ambita, ricercata, popolata anche da espositori, mentre la "Foire d'été" è la sorella minore. A differenza di hobbisti che hanno spazi di maggiore attenzione perché numericamente più importanti, loro si trovano collocati in una piazza secondaria e distante dai grandi flussi.
La domanda allora qui viene d'obbligo: per quali motivi è stata operata una scelta così irrazionale e penalizzante per i professionisti equiparati. Ci piacerebbe sapere se lei "in primis" come responsabile di questo dicastero e gli uffici da lei amministrati avete dato un minimo seguito a quei propositi che ci eravamo ripromessi diversi mesi fa. La seconda domanda è: per quali ragioni si continua a disconoscere la valenza artistica e professionale dell'artigianato equiparato. Qui mi permetto di portare a riferimento l'opuscolo della 1008° Fiera di Sant'Orso che avete appena divulgato, graficamente piacevole, dove però non c'è alcun cenno a questa tipologia di artigianato. Sono un poco una categoria negletta nell'ambito dell'artigianato, mi hanno fatto notare che qui non c'è alcuna menzione delle loro opere o della loro categoria. L'altro aspetto che evidenziamo è il calcolo dei punteggi per l'assegnazione degli spazi espositivi. Una materia tecnica, ma nel calcolo dei punteggi gli artigiani che partecipano in forma abbinata si vedono penalizzati, perché artigiani che hanno un punteggio che viene calcolato sulla base delle loro presenze in fiera, se partecipano in forma associata, si fa una media ponderata che in alcuni casi - e non si riesce a capire il perché, qui abbiamo l'elenco degli artigiani equiparati - si vedono ridotto il punteggio e, di conseguenza, la priorità di accesso alla scelta degli spazi espositivi messi a disposizione. Non so se lei ha avuto tempo e buona volontà di approfondire l'argomento, ma vorremmo capire quali sono i criteri che sovrintendono a queste modalità di calcolo.
La quarta domanda è se ha qualche intenzione per porre rimedio a questa situazione così descritta, mancano 20 giorni alla fiera, naturalmente la sua funzione le permette questo e altro. Vorremmo capire se ha degli intendimenti, se tali intendimenti sono più o meno buoni o se l'argomento scivola su problemi che lei considera più importanti e questo diventa assolutamente marginale.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Innanzitutto voglio ringraziare gli interpellanti per aver fatto questa interpellanza, perché permette di chiarire alcune cose e soprattutto di comunicare alcune cose, perché manca anche una buona parte di informazione. La prima cosa è un'osservazione di tipo personale; quando ho letto l'interpellanza, ho tirato un po' il fiato, nel senso che mi ha fatto piacere come era scritta, perché ero addirittura preoccupato. Siccome avevo la sensazione di avere privilegiato gli artigiani equiparati, la mia preoccupazione era che fossi attaccato in quel senso, che fosse evidenziato il fatto che avessi agito a tutela degli equiparati e non - come nell'interpellanza è scritto - penalizzandoli. La sua interpretazione quindi mi tranquillizza perché mi fa pensare che non ho sbagliato nel fare quello che ho fatto. La Fiera di Sant'Orso, come lei ben sa, ma anche perché è scritto nella legge che la riguarda, è una fiera riservata ai produttori di artigianato di tradizione, all'interno poi della legge è scritto che si prevede che possano altresì partecipare i produttori di oggetti quali ceramica, vetro, rame, oro e argento; è la fiera dell'artigianato di tradizione valdostano. Proprio per i motivi che lei ha detto, è opportuno che questa grande vetrina... e per quel poco che ho fatto ho puntato moltissimo sia sulla Fiera di Sant'Orso invernale che su quella estiva e credo di averlo dimostrato anche con decorosi risultati... è una vetrina che deve essere sfruttata anche sotto un profilo commerciale e anche per dare l'opportunità a tutti questi artigiani dell'equiparato, che devono in questa occasione potersi mettere in mostra. Qui viene fuori il problema che mi ponevo, di aver agito forse privilegiandoli. Cosa succede? Succede che "l'atelier" che è un po' il padiglione più rappresentativo della fiera e che è collocato in Piazza Chanoux, ha un dimensionamento che ogni anno si è cercato di gestire nel modo più utile, nel rispetto di tutti, ma questo dimensionamento è soggetto a delle normative, è soggetto alla sicurezza, perché non si può far stare dentro una scatola quello che non ci sta, a meno che non si voglia cominciare a pensare di eludere le norme di sicurezza, ma credo che nessuno voglia questo. Senza contare che bisogna tener conto di chi ci ospita, che è il Comune di Aosta, il quale sta portando avanti una sua legittima politica di alleggerire sulla piazza di Aosta la presenza dell'"atelier" a favore di altre zone della città e lo ha fatto con estrema chiarezza dicendo che è importante valorizzare nel momento della Fiera di Sant'Orso anche angoli particolari della città. Mettiamo insieme queste cose, l'anno scorso ci siamo inventati di allungare un plateatico che non c'era, siamo andati oltre la piazza creando con delle platee di legno degli ampliamenti che purtroppo abbiamo verificato che in termini di sicurezza e concretezza non potevano più essere fatti. Quest'anno ci siamo trovati ad affrontare il dilemma, che c'erano 85 partecipanti titolati, poi andremo a vedere come vengono riconosciuti i titoli, e con tutta la buona volontà più di 70 non ce ne stavano. A questo punto, siccome abbiamo detto che la fiera è riservata ai produttori di artigianato di tradizione, poi possono altresì partecipare i produttori di oggetti in ceramica, vetro, rame, argento, avevamo 13 espositori non tradizionali di equiparato, 70 che erano i posti, 85 che erano le richieste, 13 di equiparato. La risposta più facile era dire: "mi dispiace, non ci state, in termini di sicurezza non è possibile farlo, la misura è questa", invece mi sono assunto la responsabilità ed era lì la mia paura di aver fatto una sorta di abuso di responsabilità... ho detto: non è giusto lasciare fuori quelli dell'equiparato proprio per i motivi che ha detto lei. Abbiamo allora pensato che, tenendo conto dell'esigenza di tenere dentro le persone dell'equiparato, si poteva inventare una formula che soddisfacesse anche il Comune di Aosta, di ampliare la struttura, ma laddove era possibile, quindi non 2 strutture come le presenta lei, ma una struttura unica che sulla Piazza Chanoux, attraverso un collegamento visibile e percorribile, quindi costituito da strutture... collegava un ampliamento del capannone su Piazza San Francesco, come in realtà nelle intenzioni del Comune dovrebbe accadere in prospettiva tutto si dovrebbe spostare su Piazza San Francesco, perché c'è una volontà di un recupero della piazza. In realtà abbiamo una struttura che si allarga in una piccola propaggine anche su Piazza San Francesco. Per farlo mi sono dovuto inventare una spesa che non era prevista e che cosa 15-20mila euro in più, sempre per trattare male quelli dell'equiparato! Ecco la bella soddisfazione che uno ha! Andiamo poi a vedere come vengono scelti i posti, perché il divertente anche questo, ecco che è bello sentirsi dire: "ci trattate male, ci volete mandare via", anziché dire: "cavolo, è un'amministrazione seria che cerca di tutelare tutti quelli che hanno un'impresa".
Per quel che riguarda la selezione delle graduatorie per la scelta degli spazi, anzitutto la normativa dice che quelli che devono scegliere gli spazi per primi sono propri i tradizionali, la fiera è fatta per loro, quindi hanno la precedenza in caso di parità di anzianità gli espositori con qualifica di maestro artigiano. Qui scatta l'altra questione, che all'interno dell'"atelier" ci devono stare anche i maestri artigiani che ogni anno, essendo maestri artigiani - e sono solo 23 o 24, ma hanno un titolo in più -, hanno anche l'attesa della famosa prima fila. Sono artigiani di tradizione, hanno un punteggio particolare, ma in più sono anche maestri artigiani, quindi hanno questo titolo che fa scattare la prima fila. Conta il numero delle partecipazioni, in caso di abbinamento espressamente richiesto fra 2 imprese viene calcolato il numero di partecipazioni medio fra le 2 imprese, ossia 2 imprese chiedono di stare vicine per affinità di prodotto o per amicizia e in quel caso viene calcolata una media delle 2 posizioni. Mi sembra onestamente di dire che se qui c'è stato un comportamento, è stato un comportamento che ha voluto rispettare l'artigianato equiparato.
Credo che, quando parliamo della struttura del modulo, parliamo di una struttura che è parte integrante e poi chi conosce Aosta sa che Piazza Chanoux e Piazza San Francesco distano 25 metri una dall'altra, se non meno, e, quando la struttura è collegata, credo che sia una struttura unica: questo è evidente, tanto più che gli allestimenti interni sono gli stessi, senza contare che, per quel che riguarda la comunicazione, le indicazioni, i totem che verranno posizionati nell'ambito della manifestazione ci sarà il pieno rispetto. Non mi pare quindi che vi sia stata una mancanza di attenzione nei confronti degli espositori, non mi pare che l'Amministrazione non si sia assunta le responsabilità; era molto più facile dire: "abbiamo 70 posti, possono diventare 71 o 72, andando a stringere e stringere, i 13 che non ci stanno vanno a casa". Credo che una volta tanto solo per onestà e correttezza anche nei confronti degli uffici, quando la gente si fa in quattro e si sbatte per trovare una soluzione che soddisfi tutti e che permetta a tutti di avere uno spazio, che si venga ancora a dire che non solo non si è voluto tenerne conto, ma che addirittura gli si vuole dare in testa, a uno viene voglia di dire: "quando uno lavora bene, non c'è soddisfazione; quando uno lavora male, non c'è soddisfazione", questo è un paese dove non c'è un alto e non c'è un basso!
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Assessore, è difficile essere soddisfatti della sua risposta perché lei si considera entusiasta della scelta che lei ha fatto o suggerito, ma lo stesso entusiasmo non lo abbiamo ravvisato negli artigiani equiparati. Evidentemente i ragionamenti o la concertazione che era auspicata fra tutte le categorie degli artigiani è avvenuta non forma biunivoca, ma in forma univoca da parte sua come scelta, ma che non li ha accontentati. La sua risposta si è incentrata sul discorso del padiglione di Piazza Chanoux, che è la vetrina principale, senza dubbio, ma Piazza Chanoux non è costituita solo dal padiglione. Nel padiglione c'è quella tipologia di artigianato di tradizione che costituisce il cuore importante della Fiera di Sant'Orso, ma la piazza ha degli spazi che sono fruibili diversamente rispetto ai classici modelli utilizzati finora. In piazza vi sono molte bancarelle che sono più distanti come tipologia tradizionale rispetto all'equiparato, che è invece confinato in una piazza retrostante. Non vogliamo che il padiglione diventi quella scatola dove si cerca di costringere di tutto e di più, anche perché la nostra interpellanza è chiara, non c'era alcun punto in premessa che suggeriva di inserire nel padiglione comunque l'artigianato equiparato. Lei ha detto questo, allora oltre al padiglione che sta nel centro della piazza, i lati della piazza sono utilizzabili...
La Torre (fuori microfono) -... sta parlando di cose che non sa...
Tibaldi (CdL) - ... ha parlato di sicurezza all'interno del padiglione... Assessore, lo spazio occupato dal padiglione corrisponderà grosso modo ad 1/3 della superficie della piazza, io sto parlando della piazza e lei dice non si può... allora perché sono state disseminate tutte queste bancarelle? Abbiamo fiori secchi, minutaglie, il massimo rispetto anche per i lobbisti, perché sono numericamente importanti e politicamente degni di attenzione, ma questo non significa che nella graduatoria delle priorità che è stata scelta da lei o dai suoi uffici sia stato prestato ordine a quella elencazione che la legge, secondo il nostro punto di vista, assegna. Gli equiparati, Assessore, equiparato vuol dire uguale a... equiparati agli artigiani di tradizione, vorrebbe dire, anche se lavorano ceramica, vetro o ferro, che sono uguali, considerati in maniera equivalente agli artigiani di serie A. Questo concetto di equiparazione mi sembra che venga utilizzato "ad usum Delphini", quando serve lo si ripesca, il problema è che non serve mai e allora lo si caccia nel cassetto e questi qui vengono relegati in Piazza San Francesco. Lei dice che sono stati comunque privilegiati, sono stati talmente privilegiati anche a livello comunicazionale che nell'opuscolo di cui facevo cenno, se va a guardare la pianta di Aosta, Piazza San Francesco neppure esiste come segnalazione, perché qui c'è il percorso arancione che è il percorso tradizionale e il percorso verde che è il percorso commerciale, Piazza San Francesco non è evidenziata nel percorso arancione, non esiste, fa parte del tracciato bianco quello ininfluente e mentre in Piazza San Francesco c'è l'icona del padiglione, che è questa bianca su fondo nero, Piazza San Francesco non è neppure evidenziata come padiglione dell'equiparato. Lei allora ci potrà raccontare che avete attenzione per questi artigiani, che sono solo 13 e li avete collocati spendendo dei soldi lì sotto, ma li avete collocati nel ripostiglio, perché Piazza San Francesco, se deve diventare una piazza fulcro delle future edizioni della fiera, abbiate almeno l'accortezza di evidenziarlo in catalogo e nella pianta illustrativa, perché le migliaia di turisti che arriveranno qui e che non hanno la conoscenza dei Valdostani, guardano questa pianta e seguono il percorso che sarà anche un percorso popolato - non a caso avete fatto il senso unico -, ma Piazza San Francesco non esiste lungo il percorso. Questo lo dica agli uffici che le hanno suggerito certe risposte, è così; l'artigiano equiparato come l'artigiano di tradizione è un artigiano imprenditore che vive del suo tutto l'anno, quindi deve vivere con quello che produce e vende, utilizza questa vetrina che è la Fiera di Sant'Orso per promuovere il suo prodotto, ci paga le tasse. Tanti hobbisti che arrivano dal sud America o dall'Africa, con tutto il rispetto, hanno spazi che sono più dignitosi rispetto al prodotto che ci mettono in Aosta e possiamo anche tenerli se vogliamo, ma che hanno posizioni più dignitose che non quei poveri equiparati che sono messi lì. Se volete ragionare in termini di modificare l'impostazione della fiera, qui non si vuole fare la guerra a dei poveri perché gli spazi sono questi, però seguite delle priorità, le priorità che la legge indica, e dall'artigianato di tradizione che è al "top" arrivare all'equiparato che dovrebbe essere similare, che sono la serie B, e scendere agli hobbisti, questo potrebbe servire per dire: "la dislocazione sarà fatta seguendo questi criteri" e poi se questi sono i criteri e se Piazza San Francesco dovrà avere l'importanza che lei dice, chi ha fatto tale piantina cromatica, che si ricordi di mettere... L'equiparato esiste, peccato che esiste solo nel suo bel pensiero, di quel privilegio che pensa di avere erogato a queste 13 persone, che si sono suddivise tali pochi spazi e verranno riservati in un percorso al di fuori dei flussi principali, distante dai grandi momenti merceologici che questa gente può sviluppare in 2 giornate così importanti e lei lo sa quando sono importanti!
Presidente - Con questo oggetto terminiamo i lavori per oggi, il Consiglio è riconvocato domani alle ore 9,00.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 20,08.
