Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3217 del 9 gennaio 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3217/XII - Interpellanza: "Iniziative per la valorizzazione della funzione degli organi collegiali della scuola".

Interpellanza

Ricordati i decreti legislativi 416/74, così come recepito dalla legge regionale n. 47/76, e 297/94, in merito agli organi collegiali della scuola e alle assemblee degli studenti e dei genitori;

Preso atto che il Consiglio Scolastico regionale non è più rinnovato da una decina d'anni e che è a rischio la sua stessa composizione per esaurimento delle liste dei possibili subentranti a fronte delle dimissioni dei suoi membri, soprattutto nella prospettiva del pensionamento di numerosi insegnanti nel 2008 come effetto della recente riforma del welfare;

Constatato che la partecipazione alle elezioni dei Consigli di classe e di interclasse, ai Consigli di Circolo e d'Istituto e agli altri organi collegiali della scuola è andata notevolmente decrescendo negli anni, sino ad interessare oggi una parte nettamente minoritaria degli aventi diritto al voto;

Ribadita l'importanza dell'attuale organizzazione partecipativa, sia per la qualità della scuola, raggiungibile soltanto con il contributo di tutte le componenti, sia per la lotta all'antipolitica e ad ogni altra manifestazione di scarso senso civico e di ridotta sensibilità democratica;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per conoscere se intenda:

1) operare per il rinnovo del Consiglio Scolastico regionale, al fine di tutelare la sua fondamentale funzione di indirizzo;

2) approntare un specifico studio per capire le motivazioni di tale disaffezione nella partecipazione agli organi collegiali delle scuole di ogni ordine e grado;

3) predisporre, sulle indicazioni emerse da tale studio, degli interventi mirati a promuovere la funzione degli organi collegiali della scuola, anche attraverso proposte di modifiche legislative che consentano un più pregnante ruolo di tali organismi;

4) proporre alle autorità scolastiche specifiche iniziative, sul territorio, di promozione degli organi collegiali della scuola, nelle settimane precedenti per la loro elezione.

F.to: Sandri

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Questa è un'iniziativa che ho preso - in quanto la collega Fontana non era in quel momento disponibile nell'Ufficio gruppi - in onore della Costituzione italiana, ossia contro l'antipolitica, contro il degrado delle istituzioni credo che si debbano fare dei passi importanti proprio per ricordare la nostra Costituzione, che ribadisce importantissimi principi di partecipazione democratica, a partire dal fatto che la sovranità spetta al popolo e che, essendo stata costruita al termine di quello straordinario momento storico che è stata la resistenza al Nazifascismo e la liberazione dell'Italia, che ha permesso il fiorire di tanti temi democratici, non ultimo quello della nascita del nostro Statuto di autonomia. Purtroppo la Costituzione... sono passati 60 anni, lo Statuto pure, anche la grande spinta del 1968, gli inizi degli anni '70, le assemblee, la partecipazione è andata perdendosi come concetto e anche i frutti di quella grande stagione, che partì dall'autunno caldo dei movimenti studenteschi e si propagò all'interno della società italiana anche attraverso la partecipazione al potere di quella grande forza politica che era il "Partito Comunista", che nel 1975 vinse la maggioranza in tantissimi Comuni italiani, soprattutto in quelli di Milano, Napoli, Torino, Roma. Da quella straordinaria stagione nacquero fra le tante altre cose gli organismi collegiali della scuola, che erano un modo per coinvolgere nella gestione della scuola i genitori e gli studenti, i professori, quindi una scuola che diventasse momento di incontro e dei crescita democratica del Paese, perché significava che la gente non più vedeva il potere a livello di Borboni, ossia il popolino che delegava il re ed era importante che il re facesse vedere che lui viveva bene, ma una partecipazione diretta, quindi abituare i genitori, gli studenti a che una scuola si gestisce con un bilancio, che ci sono delle entrate e delle uscite e bisogna trovare una quadra. Era un momento di grande condivisione strutturale e didattica. Questi decreti legislativi, che sono in particolare il n. 416/1974 e il n. 297/1994 che lo ha aggiornato 20 anni dopo, ma il primo in particolare, recepito con legge regionale n. 47/1976, prevedevano anche in Valle d'Aosta le figure degli organi collegiali della scuola. Abbiamo dovuto constatare con dispiacere che non per motivazioni regionali evidentemente il Consiglio scolastico regionale non è più rinnovato da 10 anni e siamo "arrivati alla frutta", nel senso che a furia di persone che vanno in pensione e anche qualcuno che è morto purtroppo o che si è trasferito in altre Regioni, le liste di 10 anni fa sono esaurite. Vi sono quindi dei poveretti che sono obbligati a stare lì dentro per cercare di mantenere in piedi il numero legale di un Consiglio scolastico che ha ancora una funzione fondamentale e ce l'ha ancor più nella nostra Regione per le competenze che la nostra Regione ha in materia di primo e di secondo livello. Oltre a questo elemento, abbiamo fatto una riflessione sulla partecipazione all'elezione degli organismi collegiali che è bassa, anzi ha un "trend" in diminuzione e questo non va bene, perché riteniamo che è un segnale, insieme alla diminuzione della partecipazione alle elezioni politiche regionali, ai referendum... è tutto un segno di degrado della democrazia. Proprio per recuperare la partecipazione alla politica e non dare adito alla facile critica da bar, riteniamo opportuno investire una grande attenzione su questi organismi. Ci chiedevamo se l'Assessore competente intendesse operare per il rinnovo del Consiglio scolastico regionale, al fine di tutelarne la sua fondamentale funzione di indirizzo e insieme a questo fare una verifica di quali sono le motivazioni per cui tale partecipazione alle elezioni è così bassa; per esempio, la pubblicità è fatta bene, vengono coinvolti? Perché non fare dei manifesti pubblici, parlarne alla radio? Qui si fa "Portes Ouvertes" per aprire il Consiglio regionale, ma poi se fuori in queste occasioni l'idea stessa di democrazia e di partecipazione non è sponsorizzata, non andiamo tanto bene. Sarebbe bene allora capire su questi temi cosa si intende fare, eventualmente anche facendo delle modifiche legislative; abbiamo delle competenze, abbiamo fatto la legge n. 47/1976, abbiamo competenza secondaria, ma possiamo adattarla a questa nostra realtà per andare a dare quelle competenze e quelle possibilità di agire che potrebbero dare agli organi collegiali più vigore di quanto non abbiano oggi. Oggi sono dei contenitori delle critiche, ossia: chi è il rappresentante di classe?, guarda che la classe non è pulita... e allora lui va là... ma non è questa la partecipazione! Capire quindi anche come si intende incaricare di questo problema e soprattutto della sua soluzione attraverso la promozione, attraverso dei suggerimenti di modifiche legislative... le autorità scolastiche, perché credo che loro siano quelli che sono tenutari di un potere reale in materia. Se voi condividete l'idea che le autorità scolastiche possano, al posto che fare le elezioni degli organismi collegiali come un dovere che c'è questa cosa, chissà se riusciamo a trovare quest'anno qualcuno che fa da scrutatore perché poi è così che passa... fare di questo momento un momento importante della scuola, riportarlo di nuovo ad essere uno dei momenti più importanti della scuola. Perché questo è un segnale di civiltà, di democrazia e di partecipazione che dobbiamo alla popolazione proprio perché dobbiamo far capire a tutti che ci interessa che la gente partecipi.

Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Viérin Laurent.

Viérin L. (UV) - Avant tout je tiens à souligner au collègue Sandri que je partage totalement ses considérations, je crois que les considérations sur la participation, sur le moment historique, sur non seulement la Constitution, le Statut, mais sur les années où la participation est devenue partie intégrante du monde scolaire ont été des conquêtes qu'on a le devoir de maintenir. Bien évidemment rénover les conseils scolaires je crois que c'est une honte que le conseil scolaire travaille dans ces conditions, mais je vais reparcourir un peu d'histoire pour vous expliquer pourquoi nous sommes malheureusement soumis aux règles nationales et qu'à niveau national depuis des années on ne fait pratiquement rien, les Gouvernements changent, les intentions et surtout les annonces se succèdent, mais quelque chose maintenant se bouge et nous sommes partie intégrante de ce processus. Il y a maintenant bien des années que l'on parle de la réforme des organes collégiaux, tout a commencé en 1997, année où a été lancée la "loi Bassanini" et depuis la question a été portée devant le Parlement qui, 2 législatures durant, a tenté de réformer ces organes, malheureusement sans y parvenir, étant donné que - cette année encore - les élections des organes scolaires ont été organisées conformément aux dispositions de l'ordonnance ministérielle n° 215/1991 modifiée et complétée. C'est ce qu'a établi la circulaire ministérielle n° 67 du 2 août 2007, qui a aussi confirmé intégralement la circulaire ministérielle n° 192/2000. L'attente se poursuit donc, après la publication - en janvier 2007 - du dernier décret à niveau national sur la réforme des organes collégiaux (Dispositions générales en matière d'enseignement professionnel et d'organes collégiaux des établissements scolaires), dont l'article 2 confère au Gouvernement un délai de 12 mois (donc janvier 2007/janvier 2008) pour publier un décret législatif relatif aux organes collégiaux de l'école.

Pour ce qui est des organes territoriaux, l'article 21 de la "Bassanini" avait confié au Gouvernement le soin de prendre des mesures dans ce domaine, sans toutefois fixer une date limite et des dispositions en la matière ont d'ailleurs effectivement été prises par le décret législatif n° 233/1999, qui prévoyait l'institution de nouveaux organes collégiaux au plan central, régional et local, mais les différentes tentatives d'application et de modification de ce texte - loi n° 463/2001 et loi n° 137/2002 - n'ont rien donné. Je voudrais toutefois souligner que le décret législatif n° 233/1999 a prorogé la validité des conseils de district et des conseils provinciaux - régionaux, dans le cas de la Vallée d'Aoste - jusqu'à l'installation des nouveaux organes territoriaux prévus par ce même décret, voilà le paradoxe. Il faut donc mentionner l'ordonnance ministérielle n° 141/2001, qui reprend globalement les dispositions de l'année précédente relatives à l'élection des organes, mais introduit une innovation d'importance en éliminant la possibilité d'organiser des élections pour remplacer les membres des conseils de district et des conseils provinciaux ou régionaux, donc on l'empêche: en raison de cette mesure, l'activité de ces organes est devenue - et deviendra - de plus en plus difficile dans toute l'Italie, surtout dans notre Région, pour ne pas dire une activité totalement impossible en ce qui concerne certains d'entre eux. Ils ne sont donc plus en mesure de remplir la mission qui leur est confiée, alors que l'article 8 du décret législatif n° 233 en a prorogé la validité jusqu'à l'installation des nouveaux organes, donc c'est une situation totalement paradoxale, nous l'avons déjà signalée, nous avons aussi des rencontres à Rome, je vous dirai, c'est pourquoi nous avons participé à un groupe de travail qui a été promu. L'Administration régionale, vu la répartition des compétences dont vous parliez, vu la législation en vigueur, ne peut pas décider de son propre chef d'organiser des élections pour le renouvellement desdits conseils... et que, comme toutes les autres Régions d'Italie, elle subit dans ce domaine les conséquences de l'inertie des différents Gouvernements qui se sont succédé, ceci pour la partie relative au "pourquoi" n'est pas renouvelé.

Pour les points n° 2 et n° 3, les organes collégiaux font partie intégrante de l'histoire de notre école. Ils sont le fruit de cette grande soif de participation et leur base élective a ouvert la porte à une large participation et dans la première manifestation de ces élections l'attente était grande, plus de 60% des parents d'élèves des écoles secondaires se déplacèrent pour voter lors de ce premier rendez-vous et plus de 80% des parents d'élèves des écoles élémentaires. Les premiers symptômes de la crise de ces institutions, en Italie, mais aussi en Vallée d'Aoste ne tardèrent pas à apparaître et dès les deuxièmes élections le pourcentage des votants commença à diminuer: l'on en arriva ainsi progressivement à la situation actuelle, que vous avez très bien résumée. C'est précisément sur la base de cette situation - mais aussi compte tenu de nos compétences actuelles en la matière et surtout du fait que ce problème n'est pas strictement local, ni propre à la Vallée - que nous avons voulu insérer dans ce groupe de travail... car il est vrai nous avons nos compétences, mais c'est un problème qu'on doit partager aussi à niveau national où il y a une bonne sensibilité. Nous participons à l'initiative d'étude et d'approfondissement, moi j'ai parlé directement au téléphone avec le Sous-secrétaire d'Etat à l'éducation, Madame Letizia De Torre il y a quelques mois, qui a commencé ce séminaire ministériel. Elle a contacté tous les Assesseurs de chaque Région et a organisé ce séminaire ministériel auquel nous avons participé, la Surintendante était présente: "La gouvernance e la partecipazione nella scuola italiana", les 22 et 23 mars dernier. Nous sommes en contact avec le Sous-secrétaire et son "staff" qui ont eu un suivi par rapport à cette rencontre et les choses semblent bouger. Celui-ci a été un premier échange intéressant sur le thème de la réforme des organes collégiaux entre représentants de l'Administration centrale et périphérique, dirigeants scolaires, enseignants, parents, élèves, parlementaires, chercheurs et représentants des collectivités locales pour relier les écoles aux collectivités locales, autre problème qui souvent se présente. Les résultats du séminaire et du parcours ainsi entrepris ont fait l'objet d'une ample communication détaillée au Conseil scolaire régional lors de la séance du 30 mars 2007, quand nous avons illustré toutes les retombées. Ce séminaire a mis en évidence la nécessité d'une intervention d'ordre législatif qui tienne compte de l'autonomie scolaire, mais qui voit la souscription d'un nouveau pacte de coresponsabilité entre les familles et l'école. Il faut absolument définir une base minimale pour la participation au sein de l'école, un "minimum" qu'il soit possible à la fois de mettre en place et d'imposer dans toute l'Italie, à partir duquel chaque réalité locale puisse ensuite organiser de façon autonome la participation et les responsabilités de chaque sujet.

Pour ce qui est des raisons du désenchantement des parties concernées, je peux vous dire que j'ai fait chercher dans les archives toutes les recherches qui ont été faites, car je voulais savoir s'il y avait déjà... en effet il y a déjà eu un nombre innombrable d'études approfondies au fil des années (à titre d'exemple, je vous citerai celles du regretté Professeur Piero Romei et celles du Professeur Antonio Cocozza, Coordinateur de l'Observatoire "Scuola dell'autonomia" à l'Université "Luiss Guido Carli" de Rome, mais aussi les travaux réalisés à l'échelle locale par l'IRRE). Si vous voulez, M. Sandri, on pourra vous fournir tout le matériel. Je vais vous fournir les résultats de ces recherches: la difficulté pour les parents élus d'instaurer un lien vital entre les familles et l'école, ainsi que la sensation qu'ont ces derniers de ne pas pouvoir influer sur les choix fondamentaux; l'embarras des enseignants lorsqu'il faut passer de la mission générale à l'intérêt personnel de chaque parent; le refus manifesté par les élèves face à un lieu de participation qui est trop souvent devenu le centre de conflits idéologiques et où l'on imite les adultes en opposant différentes visions du monde, conçues comme autant de moyens de se ranger d'un côté ou d'un autre, vis-à-vis par contre aux intérêts scolaires ou didactiques, pédagogiques; les rapports avec les collectivités locales, par ailleurs, qui se limitent souvent - ce qui ne manque pas d'être un problème - aux questions financières ou à l'entretien des immeubles, problèmes importants, certes, mais qui - si les 2 partenaires ne voient pas plus loin que ces contingences - finissent par altérer le rapport entre l'école et la Communauté locale. On le voit dans nos Communes, c'est un rapport difficile souvent, alors les syndics se sentent un peu comme ceux qui doivent simplement faire les travaux dans l'école, c'est une question de rapports entre école et collectivités locales. Il me semble donc qu'on pourrait prévoir de nouvelles études, mais sur la base de ces études qui sont très bien réalisées nous avons de bonnes données pour évaluer. En revanche nous sommes convaincus du bien-fondé de l'initiative ministérielle en cours, dans le cadre de laquelle l'action législative s'accompagnerait d'un parcours d'évaluation et de réflexion avec la participation de tous les sujets concernés et, vu la complexité du problème, la réforme des organes collégiaux ne saurait être réglée par une simple mesure gouvernementale conçue à la va-vite. Nous avons besoin à ce propos d'un grand débat qui permette de dégager une convergence d'idées. Pour ma part je m'engage dès à présent à informer ponctuellement de chaque étape de ce parcours, non seulement le Conseil scolaire régional, mais aussi la Ve Commission comme je l'ai déjà fait jusqu'à présent sur d'autres thèmes. J'espère que le Gouvernement tiendra ses différents engagements et qu'il élaborera sous peu une loi de réforme linéaire, fixant les lignes générales de l'organisation scolaire et encadrant cette dernière de manière à ce que l'école et les autonomies locales disposent d'une marge de manœuvre appréciable.

Pour ce qui est des moyens de divulgation, c'est vrai que les dirigeants de tous les établissements scolaires de la région élaborent des communiqués spécifiques et organisent, avec la collaboration des enseignants, des assemblées, mais cela n'est pas suffisant. Je m'engage à demander aux écoles de renforcer leur diffusion de l'information à ce propos, dans le respect de leur autonomie organisationnelle, et à utiliser le site "internet" et les différentes chaînes d'information de la Région pour contacter le plus grand nombre possible de parents et aussi de sujets intéressés.

Président - La parole au Conseiller Sandri.

Sandri (PD) - Je remercie l'Assesseur pour les mots avec lesquels il a traité ce sujet, j'en ai apprécié particulièrement un: honte, en fait c'est une honte qu'il y ait pas encore la possibilité de voter et cela c'est fou en Italie, un Etat là où on a conquis la possibilité de voter avec les armes pendant la résistance au Nazifascisme, maintenant il y a un décret de 1993 qui va nier cette possibilité, je crois que ce n'est pas bien pour la démocratie, pour le Val d'Aoste. Je vous remercie aussi pour les données dont vous avez parlé qui sont très importantes pour comprendre ce sujet au mieux et pour travailler pour le résoudre et je vous demande de me fournir toutes les données législatives dont vous avez parlé. Non posso che aggiungere poche parole alle cose che ha detto, perché le condivido in pieno e mi sembra che non vi sia molto da dire. Vi sono due dati forse che meritano una piccolissima considerazione, ossia credo che nel momento in cui l'autonomia funzionale e didattica a livello organizzativo scolastico ormai è una realtà attuata si possa dire con tranquillità che, se vi fosse anche un buon funzionamento degli organismi collegiali, questa autonomia potrebbe essere arricchita, perché il rapporto con la realtà locale sarebbe più forte e si potrebbero evitare quei tanti piccoli problemi di percorso che le istituzioni scolastiche si ritrovano a vivere spesso. Questo credo sia un modo per prevenire le difficoltà nel lavoro delle istituzioni scolastiche e di renderglielo positivo. Mi ha molto interessato invece il dato sulle motivazioni per cui c'è tale scarsa partecipazione e soprattutto il fatto che si riformino in questi collegi le grandi contrapposizioni rosso e nero, Destra e Sinistra. Probabilmente è vero ed è anche una dei grandi perché di quel periodo storico, però - e qui lascio un riconoscimento ad una tradizione che lei impersona politicamente molto più di me - la nostra Regione è stata un poco un'eccezione in quegli anni, perché c'era la componente autonomista e forse questa conformazione particolare potrebbe da noi consentire di superare questo che è un rischio vero; quindi essere più concreti e meno ideologici.

Termino ricordando un dato che mi ha fatto venire in mente un articolaccio de "L'Espresso" di questa settimana, che, come al solito, riporta il solito piagnisteo sui Valdostani che hanno tanti privilegi, chiaramente l'ispirazione dell'articolo la si legge, anzi in fondo c'è quasi la firma di questo articolo. In quell'articolo si diceva che il partito di maggioranza relativa: l'"Union Valdôtaine", ormai si fondava più sul voto dei Calabresi che non sul voto dei Valdostani, perché i Valdostani sarebbero andati tutti verso "Vallée d'Aoste Vive", o una coalizione di cui il "leader" era l'ex Presidente Louvin.

Credo che, prendendo un po' scherzosamente questo articolo come confronto, si potrebbe dire che gli organismi collegiali della scuola potrebbero essere un grande vantaggio per l'integrazione dei Marocchini, nel senso che, nel momento in cui l'"Union Valdôtaine" perde i Calabresi, almeno può rifarsi da qualche altra parte: questo per motivare l'invito a far ripartire gli organismi scolastici, questa è una "boutade", ma credo che gli organismi della scuola abbiano il senso di consentire l'integrazione, è un momento in cui si incontrano culture diverse, esperienze diverse e questo serve per i ragazzi nelle classi, ma anche fra i genitori in tali organismi. Questo credo sia un momento molto importante da valorizzare, quindi passo all'ultimo ringraziamento in merito "à l'engagement que vous avez pris, que dans les prochaines années on va faire un peu plus au niveau de la promotion des organes collégiaux de l'école et surtout de l'élection pour avoir une remontée des données de participation que vous avez illustrées jusqu'à maintenant".