Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3195 del 9 gennaio 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3195/XII - Interrogazione: "Collocamento obbligatorio di invalidi nelle strutture private e pubbliche della regione".

Interrogazione

Ricordato che le persone, cui sia stata riconosciuta un'invalidità lavorativa maggiore del 45%, hanno diritto al collocamento obbligatorio e che i datori di lavoro, pubblici e privati, sono tenuti ad assumere determinate percentuali di questi lavoratori, a pena di sanzioni pecuniarie;

Constatato che presso gli Uffici del Lavoro sono presenti liste di centinaia di invalidi del lavoro in attesa di occupazione attraverso la procedura sopra menzionata e che taluni di questi lavoratori sono in attesa da più anni;

Ricordato come la Regione Valle d'Aosta, direttamente o tramite gli Enti, Associazioni, Fondazioni, Società ed Agenzie da essa controllate, è responsabile di una quota rilevante dell'occupazione regionale e quindi, proporzionalmente, anche di quella degli invalidi del lavoro;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quanti siano gli invalidi in forza all'Amministrazione regionale e a tutte le sue partecipate e quanti siano i posti disponibili per mancato raggiungimento delle quote previste dalla legge;

2) quali siano i dati corrispondenti del settore privato;

3) quali motivazioni impediscano la riduzione della lista del collocamento obbligatorio e dei tempi di attesa.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Caro collega Sandri, lei "ci tira sempre le orecchie", per una volta mi dia la soddisfazione di segnalare che gli interroganti non erano in aula. Come è noto, la competenza in materia di collocamento mirato delle persone disabili è stata trasferita dal Ministero del lavoro alla Regione, in particolare alla Direzione Agenzia regionale del lavoro, Centro per il diritto al lavoro dei disabili e degli svantaggiati nell'ottobre 2005. Nel trasferimento delle competenze il Ministero non è riuscito ad accompagnare la documentazione con adeguati supporti informatizzati e con un'informazione completa sullo stato di applicazione della legge n. 68/1999, che disciplina il collocamento mirato delle persone disabili, con particolare riferimento alla situazione delle scoperture e dei disabili in forza presso le singole aziende. A decorrere dal 2006, contrastando questa sciatteria dello Stato, il servizio competente si è progressivamente dotato di un sistema di rilevazione che, facendo uso degli strumenti informatizzati, ha consentito, da un lato, di conoscere, dall'altro, di incentivare i processi di integrazione lavorativa delle persone disabili. Si coglie l'occasione di questa interrogazione per segnalare che già nel gennaio 2007 le aziende hanno avuto la possibilità di adempiere all'obbligo di trasmissione di un prospetto informativo mediante il supporto informatico.

Per quanto concerne la scadenza fissata al 31 gennaio 2008, data con la quale si potranno avere ulteriori aggiornamenti sul numero di disabili inseriti al lavoro nelle quote d'obbligo del collocamento mirato, il servizio ha reso disponibile un servizio "on line" denominato "Diritto al lavoro web", con il quale le aziende pubbliche e private, tenute al rispetto degli obblighi di cui alla legge n. 68/1999, potranno comunicare il numero complessivo dei lavoratori in forza e il numero e il nominativo dei disabili in forza, nonché le eventuali scoperture.

Per quanto concerne i quesiti posti, nonostante gli stessi facciano in maniera errata riferimento agli invalidi del lavoro, si è dato per scontato che fossero interessati a conoscere la situazione complessiva dei beneficiari del collocamento mirato e non di quella minuscola parte di iscritti rappresentati dai citati invalidi del lavoro: abbiamo immaginato che fossero gli invalidi che vi interessavano. È infatti opportuno precisare che alla data del 7 gennaio 2008 risultano iscritti alle liste di collocamento mirato solo 9 invalidi del lavoro e non come dite voi centinaia di invalidi del lavoro. Ben diversa è la situazione se si guarda all'intero elenco degli iscritti che alla stessa data risulta così formato: 489 iscritti al collocamento mirato, 97 si sono dichiarati momentaneamente non interessati ai servizi del collocamento mirato, in altre parole la loro iscrizione è stata finalizzata unicamente a percepire la pensione di invalidità. Il totale degli iscritti risulta così suddiviso: 474 invalidi civili, di cui 97 non interessati al supporto del collocamento, 9 invalidi del lavoro, 6 appartenenti alle cosiddette "categorie protette": orfani, coniugi superstiti, tutte le solite cose.

Venendo alla richiesta che tende a conoscere il numero degli invalidi in forza all'Amministrazione regionale, si segnala quanto segue: 230 disabili in forza, in percentuale pari al 10,51% della base di computo, che è data dal calcolo totale dei dipendenti dal quale vanno sottratti i dirigenti scorporati part time, l'Amministrazione regionale non solo ha assolto l'obbligo, ma ha in forza 77 lavoratori disabili che eccedono la quota d'obbligo. Complessivamente al 31 dicembre 2006 presso le aziende operanti in Valle d'Aosta risultavano invece assunti 949 lavoratori ai sensi del collocamento mirato, di cui 101 lavoratori appartenenti alle categorie protette e 848 disabili. Per quanto riguarda i lavoratori disabili, essi risultano così distribuiti: 454 in aziende private, di cui 111 lavoratori assunti in aziende a partecipazione diretta della Regione o partecipazione indiretta per tramite di "Finaosta" gestione speciale, 394 presso enti pubblici.

Per quanto riguarda i dati relativi alle scoperture, risultano ad oggi da effettuare 32 assunzioni di disabili presso le aziende private, di queste 12 sono interne alle convenzioni e pertanto programmate con tempi precisi, mentre 20 sono in fase di definizione a cura del servizio competente. Le darò poi l'elenco. A questi andrebbero aggiunti 38 posti di lavoro, che rappresentano gli obblighi delle aziende "Atos" e "Olivetti Jet" (18 e 20), che, a causa della crisi aziendale che stanno attraversando, vedono sospesi gli obblighi di cui alla legge n. 68/1999. Non vi sono assunzioni di disabili da effettuare per scopertura presso le aziende a partecipazione diretta RAVA o a partecipazione indiretta per tramite di "Finaosta" gestione speciale. Vi sono poi le scoperture degli enti pubblici: 25 posti di cui 17 previsti in convenzione, quindi programmate, mentre i restanti 8 sono dati da scoperture dei servizi periferici di vari Ministeri.

Per rispondere alla terza domanda, è assolutamente necessario riflettere sui dati esposti. Sull'intero territorio della Regione vi sono 949 disabili assunti a copertura degli obblighi previsti dalla legge, 57 sono i posti di lavoro di cui 29 programmati con convenzione, quindi solo parzialmente disponibili nell'immediato, riservati ai disabili e non ancora coperti; 386 sono i disabili iscritti alle liste di collocamento mirato ed interessati a trovare un'occupazione. Se a questi dati aggiungiamo l'informazione circa il numero di disabili che richiedono l'iscrizione al collocamento mirato, una media di 186 disabili annui, nonché un dato riguardante le movimentazioni, una media di 167 all'anno di cui solo una media di 72 a copertura degli obblighi di legge, pare già evidente come la questione dell'inserimento lavorativo dei disabili non possa essere affrontata nella nostra Regione, caratterizzata da realtà aziendali molto piccole e quindi da un numero esiguo di imprese sottoposte all'obbligo di assunzione di personale disabile, lei sa che esiste questo numero minimo di 15 dipendenti, tale situazione non può essere risolta con la sola leva della legge in materia di collocamento mirato. Se aggiungiamo poi all'informazione di cui sopra alcuni dati riguardanti le caratteristiche degli iscritti... primo, la distribuzione degli iscritti per percentuale di invalidità, 13 iscritti hanno percentuale inferiore al 46%, si tratta di invalidi del lavoro appartenenti alle cosiddette "categorie protette", sordomuti o ciechi, quindi lavoratori con un sistema di percentualizzazione diversa dal sistema che determina l'invalidità civile; 181 iscritti presentano un'invalidità civile fra il 46% e il 66%; 56 fra il 67% e il 73%; 239 presentano un'invalidità compresa fra il 74% e il 100%; oltre il 60% degli iscritti possiede un'invalidità superiore al 67% e purtroppo ben il 40% possiede un'invalidità di tipo psichico o sensoriale. Per quel che riguarda la distribuzione in fascia di età, 52 sono fra i 18 e i 29 anni, 176 fra 30 e 45 anni, 261 ultra 46enni, oltre il 53% degli iscritti quindi presenta un'età superiore a 45 anni. La distribuzione per titolo di studio: 18 iscritti sono privi di titolo di studio, 106 hanno la licenza elementare, 271 la licenza media, 26 diploma di qualifica, 60 diploma di maturità, 8 laureati. L'80% degli iscritti presenta un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media, ne emerge un evidente quadro che, oltre a presentare numeri non confortanti, presenta anche una popolazione assai debole sul fronte dell'inserimento lavorativo e anche l'esperienza delle cooperative sociali non è confortante. Scolarità molto bassa, età avanzata, invalidità significativa e soprattutto agli invalidi psichici o ci pensano le cooperative sociali, o è molto difficile immaginare che, a fronte di una saturazione dell'Ente Regione, si possa trovare una soluzione nel privato. L'Assessore Fosson, che da molto tempo si occupa della questione, può dirvi che uno schizofrenico è uno schizofrenico e oggi è molto difficile immaginare che in un'azienda vi sia una facilità di inserimento di soggetti a grave rischio. Si ritiene di poter continuare a sostenere e migliorare l'inserimento lavorativo delle persone disabili nei seguenti modi: incentivando le assunzioni al di fuori degli obblighi di cui alla legge n. 68, vi sono una serie di incentivi del Piano di politica del lavoro; offrendo iniziative a sostegno dell'orientamento e della ricerca attiva del lavoro; predisponendo percorsi di formazione professionale; sostenendo l'inserimento lavorativo con tirocini di pre-assunzione; garantendo il monitoraggio post-assunzione e interventi volti a favorire il mantenimento del posto di lavoro; promuovendo iniziative per consentire la transizione delle persone disabili verso il mercato ordinario, ad esempio i lavori di utilità sociale. Le fornisco la risposta con una maggiore completezza rispetto al collocamento obbligatorio degli invalidi nelle strutture private e pubbliche.

Si dà atto che dalle ore 11,01 assume la presidenza il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Ringrazio il Presidente della Regione perché la risposta è stata completa ed esaustiva, anzi talmente tanto completa che, secondo me, consente di dare qualche indicazione per risolvere la situazione. Il Presidente ha detto - mi sembra letteralmente tra virgolette... mi permetto di virgolettarlo in questo caso - che questa situazione, che vede circa 167 nuove immissioni all'anno di media, non può essere risolta con la sola legge del collocamento mirato: questo mi sembra il concetto espresso dal Presidente. Non posso che essere d'accordo con questa iniziativa, ma credo che il dibattito deve prendere atto delle difficoltà di inserire 239 persone che hanno una percentuale superiore al 74%, di cui 40% psichico-sensoriale; di questo panorama abbiamo detto l'80% al massimo ha la scuola media, ma ve ne sono oltre 100 con la scuola elementare o niente. Questo significa che occorre certamente proseguire con tale lavoro di programmazione dell'inserimento, fatto mediamente abbastanza bene, ho visto con risultati positivi anche nei confronti dell'USL, ma poi credo che si debba cominciare a pensare a migliorare gli incentivi, nel senso che migliorerei gli incentivi mettendo anche "un po' di bastone oltre che di carota", perché qui che vi siano 25 posti scoperti negli enti locali valdostani lo trovo grave e altrettanto grave gli 8 dei Ministeri. Bisogna "prendere per le orecchie" questi enti locali e dirgli che devono fare assunzioni, altrimenti gli togliamo i trasferimenti degli enti locali; quindi "carota ma anche bastone" e lo stesso per le società partecipate, perché non va bene che vi siano in tali società ancora delle scoperture, ma questo vale anche per i privati: vi sono 32 posti fra i privati, bene, questi privati non possono accedere ad incentivi di contributi regionali se non ottemperano a tale dato. Tutto questo però non può risolvere la situazione completamente, ha ragione il Presidente quando evidenzia che il carico è importante, allora credo sia giunto il momento di cominciare a pensare ai casi oltre il 74% che non riescono, malgrado la loro buona volontà, a trovare un lavoro, a un salario di cittadinanza. A queste persone, che siano inabili psichiche o sensoriali, o che non abbiano un titolo di studio, che abbiano una percentuale superiore al 74%... secondo me, 600 euro al mese, affinché possano sopravvivere in attesa di un posto di lavoro, la Regione dovrebbe mettersi nelle condizioni di garantirglieli. Non dico di dare uno stipendio di cittadinanza a tutti perché sarebbe scorretto e neanche darlo quando c'è la possibilità di avere un lavoro. Chi rifiuta un posto di lavoro perde tutti i diritti ma, come avevamo concordato con l'Assessore Fosson durante il dibattito sul bilancio regionale, arrivare in tempi rapidi ad un salario di cittadinanza che garantisca, attraverso una diversa formulazione del minimo vitale, a queste persone di avere una piccola garanzia di 600 euro al mese credo sia un segnale importante che dovrebbe trasversalmente essere condiviso da tutto il Consiglio. Lascio tali riflessioni al vostro dibattito, ma anche a quel gruppo di lavoro che con l'Assessore Fosson abbiamo messo in piedi per valutare questo tipo di necessità.