Oggetto del Consiglio n. 3079 del 7 novembre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3079/XII - Interpellanza: "Orientamento dell'Amministrazione a fronte di reperimenti di testimonianze del passato".
Interpellanza
Visto il cantiere di scavi archeologici aperto in Viale della Pace, lavori che sono stati avviati in seguito al ritrovamento di reperti nel corso di scavi per costruire garages interrati;
Considerato che ogni volta che si ritrovano reperti, si pone il problema del comportamento da adottare al riguardo e della scelta delle priorità che i decisori politici devono assumere, decisioni che devono tener conto, da una parte di esigenze contingenti e dall'altra dell'importanza di conoscere, valorizzare e mantener fruibili anche ai posteri testimonianze del passato, beni unici ed irrepetibili;
Tenuto conto della volontà più volte espressa da esponenti del Governo regionale di puntare in modo deciso su un turismo culturale che potrebbe costituire un importante volano per la nostra economia, dando vita alla "terza stagione" da molti auspicata;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
Gli Assessori competenti per sapere:
1) quali sono gli orientamenti politici che dettano le scelte da assumere a fronte di reperimenti di testimonianze del passato;
2) come si intende procedere nel caso specifico dello scavo aperto in Viale della Pace;
3) quali accordi sono stati presi col Comune di Aosta circa la conservazione e la valorizzazione di beni archeologici ritrovati;
4) quanti sono nella sovrintendenza ai beni culturali gli archeologi e quando, e con quali modalità, vengono utilizzate e prese in considerazione le loro competenze tecniche.
F.to: Squarzino Secondina
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - L'Assessore Viérin Laurent sa che questo è un tema che ci interessa in modo particolare: il tema non solo degli scavi archeologici, ma quello dei beni archeologici trovati, della tutela, del riutilizzo e della fruizione di questi beni, perché riteniamo che questi siano dei tesori preziosi del passato che ci sono stati dati e che non possiamo guardare semplicemente come un problema che ci pongono, ma come un'enorme risorsa. Non solo una risorsa di informazione e di conoscenze, una risorsa che ci parla del nostro passato, ma una risorsa per il presente e per il futuro soprattutto dal punto di vista culturale ed economico.
Questo è un ulteriore episodio che adesso presento, un ulteriore esempio di come tale problema, a nostro avviso, non sia stato ancora affrontato in modo adeguato. Capita sovente a chi va in giro per la città di Aosta a piedi di vedere dei cantieri aperti e degli scavi archeologici: vi sono i cantieri di Piazza Roncas o di Piazza della Cattedrale su cui si sta indagando, ma continuamente se ne scoprono degli altri. Recentemente mi è capitato di vedere quegli scavi archeologici aperti in Viale della Pace, una zona in cui si stava scavando per realizzare dei garage in centro città. Ogni progetto ha la sua finalità, è importante per chi lo pensa e lo progetta, per chi lo finanzia, per chi deve utilizzare i servizi che quel progetto vuole raggiungere, in questo caso il garage, ma alcuni anni fa il palazzo di "Finaosta" per rimanere sullo stesso tema, se però utilizziamo ogni volta criteri personali... e questo lo abbiamo utilizzato per gli scavi individuati nell'ex-Alpino quando si voleva scavare per costruire il palazzo di "Finaosta", quando sono iniziati a Saint-Pierre gli scavi vicino alla zona di Ordines per costruire delle villette, questo si sta verificando adesso in Viale della Pace per scavare dei garage... quindi in un caso c'era un servizio pubblico negli altri 2 casi sono progetti di privati. Se ogni volta - ripeto - ci si scontra con un progetto che ha una sua finalità, chiara e precisa, condivisibile... però, se questo progetto si confronta con invece un bene maggiore di interesse generale... mi sembra di vedere che esce vincente sempre il primo interesse personale privato o anche pubblico... ma di immediata realizzazione di un bene pubblico, piuttosto che l'interesse generale che guarda al futuro. È chiaro che se ogni volta arriva sul piano dell'Assessorato un problema: "qui c'è un cantiere, stanno costruendo dei garage, abbiamo trovato dei resti, cosa possiamo fare?". Non possiamo fermare tutto per 2 pezzi di sassi di alcuni secoli fa? Non è pensabile! Sono importantissimi i garage in città, è importantissimo avere delle case in quel di Saint-Pierre, è importantissimo che la Regione abbia questo grosso edificio nuovo per "Finaosta", non possiamo fermare tutto per 2 sassi che si trovano. Certo che ogni volta, se prendo il piccolo problema, il ragionamento è quello, ma proprio per questo motivo con l'interpellanza chiediamo se l'Amministrazione regionale con gli altri Comuni e con il Comune di Aosta ha definito degli orientamenti politici che dettano le scelte da assumere a fronte di reperimento di testimonianze del passato, perché, se il problema viene affrontato ogni singola volta su ogni singolo reperimento, la risposta sappiamo qual è. Ma se assommiamo tutti questi piccoli reperimenti, tutti questi beni archeologici preziosi che abbiamo trovato, se a questi abbiamo messo una croce sopra e li abbiamo cancellati, abbiamo sottratto da questa Regione un bene prezioso che può consentire non solo la conoscenza del passato, ma un utilizzo per quanto riguarda un turismo culturale e lo sviluppo economico anche di alta qualità, che potrebbe offrire delle prospettive ai nostri giovani. Ricordo che già altre volte ero intervenuta per questo famoso "masterplan" con il Comune di Aosta e ricordo che l'Assessore si era impegnato entro settembre ad affrontare con il Comune di Aosta questa problematica. Il disait au mois de juillet: "il faut dire qu'avec la Commune d'Aoste et la Surintendance nous avons des contacts quotidiens, nous avons voulu affronter aussi comme Assessorat avec la Commune toute une série de problèmes qui ne regardent pas seulement le masterplan..." - il "masterplan" era un progetto generale di riutilizzo di tutti i siti archeologici e non e anche dei beni monumentali della zona nord-est di Aosta - "... mais qui regardent la ville d'Aoste, les biens monumentaux et culturels, dont nous avons débattu entre autres dernièrement au sujet des lignes générales de ce projet. Mon intention est d'organiser au mois de septembre une réunion, afin de connaître les détails de l'étude de faisabilité et de nous confronter avec les élus sur les stratégies à mettre en œuvre...", et cetera. Rispetto alle problematiche che abbiamo sollevato e alla necessità che vi sia una scelta di politica culturale chiara non solo a parole, ma che si confronti nei fatti e che sia così forte da affrontare anche eventuali difficoltà o rifiuti da parte di singoli soggetti, credo che vi sia bisogno di questo tipo di politica. Volevamo capire dall'Assessore se c'era questa volontà politica di agire in tale senso.
L'ultima domanda è un po' "a latere", è una precondizione rispetto al problema generale, è capire se la Sovrintendenza all'interno del proprio organico ha competenze specifiche, che riguardano l'archeologia, perché credo che maturi all'interno di un Assessorato una problematica, se ci sono anche le persone in grado di ricordare continuamente che esistono questi problemi.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Viérin Laurent.
Viérin L. (UV) - Je vais essayer de répondre aux différentes questions de la collègue Squarzino qui sont contenues dans l'interpellation et même à celles qui ne sont pas contenues dans l'interpellation.
Pour ce qui est de la question générale - je partirai de la fin de votre intervention en partant d'un discours plus général -, c'est-à-dire ce qu'on fait pour valoriser tous nos biens culturels, je ne vous apprendrai rien disant que je partage vos considérations sur le patrimoine historique de notre Région, des biens culturels qui s'insèrent dans un contexte territorial tout aussi exceptionnel que le paysage de notre vallée et que donc de tout cela découle en fait qu'un processus qu'on désigne généralement par l'expression de mise en valeur des biens culturels exige une évaluation attentive de chaque intervention, qui se divise sur différents volets. Avant tout les politiques du secteur prévoient le respect de cette procédure élaborée qui est faite de ces étapes: une étape d'abord de recherche, c'est-à-dire une étape nécessaire à l'extension des connaissances, à la préservation de la valeur culturelle du bien, de savoir ce qu'on possède et ce qu'on retrouve, qui est à la base de toute protection successive; ensuite vient cette conservation avec toutes les activités d'entretien ordinaire et extraordinaire, la restauration conservatrice, les travaux de consolidation... qui visent à préserver la valeur matérielle et afin que ce dernier puisse passer aux générations suivantes; il y a une troisième phase, qui est celle de l'exploitation du bien, après que sa valeur matérielle et culturelle ait été mise en évidence ce bien est restitué à la Communauté dans le cadre d'un projet de communication spécifiquement étudié par le biais de communications scientifiques, pédagogiques ou de vulgarisation, d'exposition des chantiers ouverts au public, des musées, des structures explicatives. Moi je crois que là nous sommes en train de faire de grands pas de l'avant et je le dis avec conscience, c'est-à-dire qu'à côté de toutes les publications scientifiques, qui font l'objet depuis des années d'une série de publications, nous avons introduit des nouveautés que les Valdôtains et les touristes ont pu admirer lors de la Foire de Saint-Ours, édition estivale, celle d'hiver et que nous sommes en train de préparer pour l'édition de la prochaine année, mais non seulement lors de cette occasion, nous sommes en train de travailler pour arriver - à travers ces "chantiers événement" et la prise de conscience de nos biens culturels - à une vulgarisation de tout notre patrimoine et nous avons eu de très bons succès. Je partage avec vous que beaucoup de choses doivent encore être faites, mais je crois que c'est déjà un bon pas de l'avant. Ces différentes activités sont toutes les étapes d'une même démarche qui n'a d'autres objectifs que de permettre au public de reprendre possession de cet énorme patrimoine. Une véritable protection à ce stade des biens culturels, qui est en train d'être mise en place, est mise à côté d'un grand travail de la part de la Surintendance pour divulguer ce patrimoine. C'est dans cela que résident les finalités politiques de notre action, puisque la mise en œuvre de nos initiatives nous ramène au concept de la protection du bien, mais une protection qui n'est plus simplement formelle, faite de prescriptions et d'obligations et issue uniquement de la législation, mais qui est devenue bien réelle aux yeux de la collectivité. Cela pour le discours général.
Pour ce qui est par contre des discours plus techniques, c'est-à-dire Avenue de la Paix, il y a aussi un plan politique et un plan technique, nous avons les adresses et nous les donnons, moi je partage ce que vous avez dit, il y a aussi un plan technique, donc c'est aux techniciens que souvent je m'adresse pour avoir non seulement les informations d'Avenue de la Paix, mais pour me confronter, pour avoir des informations techniques sur la valeur et sur les différentes échelles de valeur que certains biens peuvent avoir. Pour ce qui est d'Avenue de la Paix, vous avez rappelé que tout est commencé lorsqu'une entreprise du bâtiment dans le sous-sol des garages qu'elle était en train de construire a trouvé des biens culturels. Dans le cadre de l'activité normale de contrôle et d'assistance prévue par la loi régionale n° 156/1983 modifiée, l'équipe d'experts en archéologie de la Surintendance des activités des biens culturels qui se trouvait sur les lieux lors des fouilles a pu constater la présence de vestiges archéologiques remontant à la fin de la période antique. A l'heure actuelle nous avons mis en place toutes les démarches et une enquête est en cours, dans le cadre de laquelle toute la documentation afférente sera réunie, mais je peux vous faire quelques anticipations car je crois que c'est cela qui vous intéresse. Nous sommes en présence de structures qui ont été rasées, très endommagées et situées immédiatement au nord de l'ancienne enceinte. A l'issue d'un premier examen des matériaux et des monnaies mis au jour, il semblerait qu'elles remontent à une période comprise entre le IIIe et le VIIe siècle. Compte tenu de l'étendue et de l'épaisseur desdits vestiges, il a été décidé d'adjoindre à l'équipe de la Surintendance plusieurs employés d'une entreprise privée et ce afin d'accélérer les opérations - après je viendrai au personnel de la Surintendance - de recherche et de documentation. Pour le moment il y a des conditions de dégradation des structures excavées, mais il y a une évaluation en cours sur ce qu'on va envisager de faire, c'est-à-dire sur la conservation et valorisation, si le bien a été endommagé au point qu'une valorisation ou une conservation ne sera pas probable ou si cette éventualité sera et devra être ponctuelle. C'est donc encore en cours d'évaluation, mais nous avons dû, pour accélérer les temps, mettre aussi une équipe d'externes. Moi je partage avec vous le discours qu'il y a souvent des exigences à concilier entre l'exigence privée ou publique des œuvres qui sont en construction et les problèmes de conservation de biens culturels, mais il y a aussi les techniciens qui doivent évaluer et nous illuminer sur le contenu de la valeur de ce qui est retrouvé; donc sur cela je ne sais pas encore vous donner une réponse.
Pour ce qui est de la Commune d'Aoste, sur le "masterplan" il y a 2 aspects, moi je voulais présenter aux élus, mais je crois qu'avant nous devrons faire aussi une évaluation entre nous, pas seulement du "masterplan", mais aussi de l'illumination des murs. C'est pour cela que j'ai décidé de retarder de quelques jours cette rencontre, car nous allons approuver un premier projet d'illumination qui fait suite à une délibération antécédente pour illuminer tous les murs romains de la ville d'Aoste. Je crois que les 2 projets doivent démarrer ensemble, car c'est une vision d'ensemble qu'il faut avoir. Pour ce qui est du "masterplan", d'abord concertation entre nous et puis concertation avec les élus de la Commune d'Aoste, bien évidemment le rapport avec la Commune d'Aoste, vu la mission institutionnelle de contrôle et de protection qui est de notre ressort et des mesures prévues par la législation, la Surintendance informe régulièrement la Commune d'Aoste sur l'évolution des recherches qu'elle effectue et cela dans l'esprit d'une collaboration réciproque.
Pour ce qui est du dernier point: le personnel, la Surintendance s'appuie sur les compétences de:
- M.me Patrizia Framarin (instructeur technique - catégorie D), titulaire d'un poste au sein du Bureau des biens archéologiques - Archéologie romaine de la Direction de la restauration et de la valorisation, qui est actuellement chargée de la direction scientifique des chantiers, qu'il s'agisse de chantiers programmés ou de chantiers d'urgence, pour ce qui est des vestiges d'époque romaine ou plus récente;
- M.me Maria Cristina Ronc (instructeur technique - catégorie D), titulaire d'un poste sur un aspect plus lié à l'éducation à l'art et valorisation de la Direction de la restauration et de la valorisation, qui s'occupe du Musée archéologique et de l'activité pédagogique y afférente;
- M. Gianfranco Zidda (instructeur technique - catégorie D), titulaire d'un poste au sein de nos bureaux, qui est responsable des activités relevant de ce secteur.
Je tiens par ailleurs à préciser que, pour que le Bureau des biens archéologiques puisse suivre correctement l'intense activité de contrôle et de recherche, il s'est avéré nécessaire de prendre les mesures suivantes:
- attribution de fonctions à Mme Alessandra Armirotti, de Brissogne, pour suivre un discours lié à l'exécution de travaux en économie, conformément à la loi régionale n° 12/1996 modifiée par la loi régionale n° 19/2005, dans le cadre des différents chantiers d'urgence;
- attribution à M. Francesco Mezzena, que vous connaissez bien, d'un mandat de collaboration relatif à la direction scientifique des fouilles archéologiques préhistoriques dans l'aire mégalithique de Saint-Martin de Corléans, ainsi qu'à la restauration et à l'étude des stèles anthropomorphes qui ont été retrouvées dans cette même aire, conformément à la loi régionale n° 12/1996.
Je voudrais conclure en vous disant que le Service du personnel de la Région a tout récemment publié un avis de concours externe, sur épreuves, pour le recrutement, sous contrat à durée indéterminée, d'un archéologue, spécialiste de la période médiévale, vu le riche patrimoine médiéval que nous dans tout notre patrimoine culturel et historique, à affecter à la Direction de la restauration et de la valorisation du Département de la Surintendance des activités et des biens culturels. Voilà ce qui est, j'espère avoir répondu à vos questions.
Si dà atto che dalle ore 11,41 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Vous avez présenté les lignes politiques et culturelles de votre travail pour ce qui concerne les procédures qui affèrent aux recherches, conservation et exploitation; alors ce n'est pas un problème de régularité de ces procédures. Je pense que les 3 niveaux sont les niveaux nécessaires pour bien travailler.
Pour ce qui concerne la troisième étape de cette procédure: l'exploitation, j'ai vu qu'il y a un intérêt très fort de l'Assessorat pour les "chantiers événement", pour les moyens qui peuvent faire connaître surtout aux citoyens les biens qu'a ce territoire.
"Per quanto riguarda invece le prime 2 tappe della procedura", surtout la recherche, vous avez dit: "on fait une recherche pour savoir ce qu'on trouve et la valeur de ce qu'on trouve" et je pense que c'est vraiment là le problème. Qui si tratta infatti di capire chi è che decide il valore di quello che si trova, per questo avevo parlato di competenze professionali proprio nel settore archeologico dentro l'Assessorato. Lei mi ha fatto un elenco, ma qui mi sembra che di archeologici ve ne sia uno, con competenze archeologiche, un altro che si vuole assumere... va bene con un prossimo concorso... vi sono alcuni archeologi che vengono utilizzati per lavori su progetti precisi, ma i progetti, la politica culturale la si fa all'interno del lavoro comune che si fa nelle competenze che si trovano nell'Amministrazione; qui, a nostro avviso, mancano queste competenze.
Seconda osservazione: il valore dei beni che si trovano lo si fa sulla base di più considerazioni tecnico-politiche. Se la considerazione è solo di natura tecnica, ossia "vediamo come si colloca all'interno del passato, se sono strutture che sono degradate oppure no", ci si ferma lì e non ci sono elementi per decidere. Gli elementi della decisione avvengono sulle scelte politiche, se la scelta politica che viene fatta è non relativa al passato, ma al futuro... è questo che continuo a dire... se vi fosse un vero piano di ricerca di cosa può essere per la Valle d'Aosta un turismo culturale, uno sviluppo di tutti i beni preziosi, si avrebbero dei criteri per valutare anche il bene di questi valori, altrimenti solo il valore tecnico relativo a quel piccolo bene è chiaro che l'archeologo dice... beh, più archeologi ci sono più possono far capire il peso anche culturale di questi beni. Io mi chiedo: tutti gli studi fatti per quanto riguarda l'ambito turistico non dicono niente rispetto allo sviluppo che può avere il turismo culturale in Valle e quali sono le condizioni e cosa bisogna fare per aumentare sempre più questa offerta e farla diversificata? Se non si ha chiaro un criterio politico sulla valorizzazione futura non solo delle grandi cose, ma anche delle piccole cose per quanto riguarda un turismo culturale... credo che purtroppo ogni volta si adotta questo atteggiamento che ho già visto e che penso si adotterà anche qui: si guarda lo scavo, se qualcuno un po' più curioso, ebbene lo vede e trova delle cose interessantissime, si prendono alcuni reperti più interessanti, si fotografa tutto e poi arrivano le ruspe e cancellano tutto, perché? Perché il progetto di "Finaosta", questo palazzo va fatto, perché questi garage vanno fatti, perché quelle villette vanno fatte e allora, da un lato, affermiamo di voler fare chissà quali progetti per lo sviluppo del turismo culturale e, dall'altro, non abbiamo abbastanza forza politica per valorizzare e capire il significato delle cose che si trovano: questo è uno dei punti fondamentali. Capisco che chi poi si trova lì a decidere, di fronte alle pressioni e dei privati, e degli impresari, e degli altri Assessori ai lavori pubblici, dica: "come si fa a dire di no?". Mettiamo su un piano un aspetto e l'altro e decidiamo in questo modo, però ho continuamente presente l'elenco dei beni via via trovati e cancellati con una scavatrice.
Sono convinta che in Italia non si faccia meglio, siamo tutti convinti, ci diciamo tutti che l'Italia ha il 75% delle risorse dei beni culturali in tutto il mondo, ma noi non siamo in grado di valorizzarle abbastanza; penso che anche noi Valle d'Aosta abbiano un'enorme quantità di beni culturali e mi fa piacere vedere che ci si preoccupa anche dei beni medioevali individuando un archeologo "ad hoc", è positivo, però, mi permetta, Assessore, non sufficiente. Al di là della sua buona volontà, deve esserci una chiarezza politica dell'intera squadra di Governo su scelte precise che vanno fatte in questo senso, in assenza della quale è difficile resistere ai vari interessi privati, legittimi, ma che in alcuni casi possono sottrarre dei beni ai nostri figli. Le chiederei la sua disponibilità - che mi pare di aver capito vi sia - a venire in V Commissione a presentare questi progetti più generali, che concernono la valorizzazione - siamo ancora su tale punto - dei beni culturali che riguardano la nostra Regione.
Lascio ad altre iniziative l'approfondimento di altri temi specifici.
