Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3050 del 17 ottobre 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 3050/XII - Interpellanza: "Finanziamenti a società funiviarie".

Interpellanza

Premessa l'importanza che rivestono nell'ambito del turismo invernale regionale i comprensori sciistici;

Tenuto conto che in tutte le società funiviarie operanti in Valle vi è nell'assetto societario la presenza di capitale riconducibile agli enti pubblici (Regione e Comuni);

Evidenziato che la Regione Valle d'Aosta:

- ha sempre dimostrato particolare attenzione e disponibilità nel concedere finanziamenti a vario titolo alle società funiviarie sia per il loro sviluppo, sia per le loro difficoltà gestionali;

- ha emanato tra gli altri i seguenti provvedimenti: L.R. 42/86 in materia di contributi per la realizzazione di impianti di innevamento artificiale; D.G. 519/2002 Riconoscimento dello stato di crisi degli impianti a fune - erogazione di finanziamenti straordinari; D.G. 514/2005 interventi finanziari a favore delle società funiviarie L.R. 8/2004 Interventi per lo sviluppo di impianti funiviari; D.G. 2680/2007 interventi finanziari di sostegno;

Richiamata la D.G. 2679/2007 con la quale vengono fornite indicazioni alla Commissione consultiva ex art. 7 L.R. 8/2004;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente Regione e l'Assessore delegato per sapere:

1) come vengono definiti i "costi standard" di cui alla DG 2679/2007 delle nuove infrastrutture e quali erano sino alla sopraccitata deliberazione i criteri che sovrintendevano all'istruttoria delle domande di finanziamento di nuove infrastrutture;

2) se e come gli interventi di finanziamento di cui alla D.G. 519/2002 sono stati estinti dalle società beneficiate;

3) quali sono gli intendimenti per ognuna delle società beneficiarie dell'intervento finanziario di cui alla D.G. 2680/2007;

4) se non ritengano urgenti misure di risanamento strutturale-gestionale del comparto funiviario e nel caso su quali principi.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Penso che nell'illustrare questa interpellanza si debba partire dalla premessa, che è stata scritta nel testo stesso, ossia ribadire l'importanza dei comprensori sciistici nell'ambito dell'economia turistica della nostra Regione: questa è una premessa importante perché serve a sgombrare il campo dagli equivoci che potrebbero nascere sul seguito dei ragionamenti che andremo a sviluppare. Ragionamenti che non possono non fare un po' di storia degli impianti e storia della finanza regionale, perché, alla luce di interventi recentissimi adottati con 2 deliberazioni di Giunta a favore delle società di impianti a fune e a superamento di situazioni di crisi finanziaria, è bene fare un passo indietro nel tempo per capire cosa è successo fino ad oggi e cosa succederà domani. Nella premessa dell'interpellanza abbiamo citato una serie di norme, a partire dalla legge n. 42/1986 per il finanziamento, con modifiche successive, degli impianti di innevamento artificiale, oltre alla legge n. 8/2004, che ha consentito di stanziare, in virtù di deroghe a termine rispetto ai principi della concorrenza posti dalla UE, 28 milioni di euro sul triennio 2004-2005-2006. Quella legge, nata per lo sviluppo degli impianti funiviari, sapevamo già che era una legge a termine; il nostro gruppo votò quel provvedimento evidenziando che non sarebbe stato sufficiente a risolvere tutti i problemi delle società funiviarie, anzitutto perché era una legge a termine in virtù dei limiti europei, poi perché non affrontava alla radice il problema della gestione del comparto, intendendo non solo la gestione delle società, ma anche quella dell'immagine del sistema turistico valdostano. Tra la legge del 1986 e la legge del 2004 vi sono stati una serie di altri interventi amministrativi di natura finanziaria: i 7 milioni di euro stanziati su un periodo triennale con la deliberazione n. 519/2002, che riconobbe lo stato di crisi dovuto ad un inverno particolarmente avaro di neve, con una disposizione più che mai generosa, che consentiva di ripianare dissestati bilanci integrando da parte regionale il 90% dei mancati ricavi a condizione che vi fosse stato un 40% del periodo globale con impianti funzionanti, ossia, rispetto alle 140 giornate di una stagione ordinaria, erano richiesti almeno 60 giorni, circa un 40%, e veniva finanziato fino al 90% dei mancati ricavi; lo stanziamento di quella deliberazione era di 7 milioni di euro ed era il 2002. Nel 2005 le cose non andavano meglio, tant'è che con la deliberazione successiva n. 514 la Giunta decide di prorogare il termine per la restituzione dei contributi erogati nel 2002 e decide che possono addirittura essere usati per la ricapitalizzazione delle società; perciò la Regione, se c'è una cosa che ha sempre fatto, è stata quella di mettere mano ai cordoni della borsa per alleviare le difficoltà finanziarie delle società funiviarie. Altri dati che possono dare l'idea degli interventi e delle misure sono dati che sono aggiornati allo scorso autunno, di conseguenza sono superati nei loro importi complessivi, ma penso che già i dati dello scorso autunno fossero significativi.

Dal 1996 allo scorso autunno, soprattutto negli ultimi 5 anni, l'Amministrazione regionale ha erogato contributi per 184 milioni di euro e mutui per oltre 37 milioni di euro, cifre importanti, alle quali forse merita di essere aggiunto - e commentato - il dato delle deliberazioni più recenti, oggetto di questa interpellanza, perché andiamo a mettere mano per l'ennesima volta alla cassa pubblica per far fronte ad una situazione di crisi finanziaria e stanziamo 11,3 milioni di euro. Vengono stanziati con delle premesse sulle quali ci permettiamo di esprimere qualche dubbio, infatti vorremmo capire quali sono le misure di risanamento strutturale e gestionale. Le chiediamo se non ritenga necessario intervenire in questo senso, ma, leggendo la deliberazione n. 2680, notiamo che delle misure le avete adottate, ma sono misure che non danno grande certezza su quello che sarà. Quello che più colpisce è il punto n. 1 di quella deliberazione, dove voi date mandato a "Finaosta" di attivare un sistema di verifiche-monitoraggio dell'attività dei rappresentanti della medesima "Finaosta" che stanno negli organi di gestione e di controllo, secondo uno schema analogo a quello previsto dall'articolo 13 della legge n. 11/1997, la legge sulle nomine. Quella legge cosa dice? Dice l'ovvio: che sono tenuti ad inviare annualmente, o altrimenti a richiesta, una relazione dell'attività svolta coloro che sono nominati nei consigli di amministrazione, ma mi sembra appena normale che, se siamo azionisti direttamente o tramite "Finaosta", che gli azionisti non siano lì a titolo personale, ma siano lì in virtù di un mandato gestionale che deve seguire la logica di indirizzo politico di chi li nomina. Mi sembra perciò paradossale che la Giunta che controlla "Finaosta", la quale a sua volta controlla la maggior parte delle società di impianti a fune, o quanto meno le partecipa e comunque esprime dei componenti nel consiglio di amministrazione, abbia bisogno che la Giunta gli dica: "da domani..." - visto che li autorizziamo ad erogare altri contributi - "... attivate un sistema di verifica e controllo. Non vi siete resi conto che paradossalmente è l'ammissione di non gestire quello che dovrebbe essere gestito nei consigli di amministrazione, anche i conti. Vorremmo perciò capire, al di là di questa misura, quali sono le altre misure per arrivare finalmente ad un risanamento strutturale e gestionale di quello che definiamo il comparto funiviario.

Vorremmo poi capire, sempre sulla logica di tale deliberazione, di tale punto e degli altri punti contenuti nelle premesse della stessa, quali sono gli intendimenti che avete rispetto alle società beneficiarie dell'intervento. Diciamo questo perché le società beneficiarie dell'intervento ci sembra di poter dire che siano società che erano già state in passato beneficiate di misure analoghe, che erano tutte misure improntate sul salvagente finanziario e il salvagente finanziario lanciato nel 2002, rilanciato nel 2005, viene rilanciato nel 2007. Siamo all'istituzionalizzazione di una gestione deficitaria, che ha qualcosa "ab origine" che non funziona e vorremmo capire se dobbiamo aspettarci da qui a qualche tempo un'ennesima "iniezione" di finanza o se ritenete che qualcosa debba cambiare.

Vorremmo sapere, sono al punto n. 2 dell'interpellanza, se i finanziamenti della deliberazione del 2002 prorogati nel 2005 sono stati estinti o se sono ancora in essere o, meglio, la restituzione di quei finanziamenti.

Andando al primo punto dell'interpellanza, fate riferimento, per quanto riguarda i finanziamenti futuri, a costi "standard"; mi stupisce che si possa pensare di individuare dei costi "standard" quando sappiamo bene che nel comparto degli impianti a fune il costo "standard" è l'impianto - io compro la funivia -, ma poi l'orografia del terreno comporta degli oneri che non possono essere "standard". L'introduzione di questo principio allora penso che sia di difficile gestione e vorremmo capire come erano gestite in precedenza le erogazioni dei finanziamenti per le nuove infrastrutture in assenza di tali costi "standard". Alla luce delle risposte, ci riserviamo ulteriori considerazioni sui meccanismi.

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.

Pastoret (UV) - Il y a une série de questions qui sont posées et auxquelles je vais vous donner réponse sans m'attarder sur les considérations préalables à l'interpellation, puisque la réponse sera peut-être un peu longue.

Vous demandez: "quelles sont les modalités de définition des "coûts standard" relatifs aux nouvelles infrastructures et visées à la délibération n° 2679/2007 et quels étaient avant l'adoption de cette délibération les critères suivis pour l'instruction des demandes". Les mesures prévues par la délibération du Gouvernement que je viens de rappeler, modifiant les dispositions d'application de la loi n° 8/2004, portant: "Mesures régionales en faveur de l'essor des installations à câble et des structures de service y afférentes", celles-ci adoptées par délibération n° 2826/2004, concernent les demandes présentées au titre de l'année en cours et s'appliquent uniquement dans les limites fixées par le point n° 3 de la délibération que je viens de rappeler. L'application de ces coûts "standard" commencera l'année prochaine, car il s'agit là de coûts basés sur des paramètres qui ne sont pas encore complètement définis. Nous sommes en train de suivre une piste, parce que personne n'invente rien, la Province de Bolzano a adopté une méthode de calcul fondée sur la longueur et le débit horaire des remontées mécaniques, une méthode élaborée en fonction des données statistiques afférentes aux travaux réalisés dans ladite Province. Nous sommes en train de vérifier si l'adoption de cette méthode peut s'avérer opportune, pour ce faire elle s'appuie notamment sur une comparaison avec les données statistiques relatives à la situation valdôtaine et prend en compte les installations déjà réalisées dans notre région et quelques différences de territoire. Si ces paramètres qui ont été introduits par la Province de Bolzano se révéleront compatibles avec les nôtres, seront ceux-ci que nous adopterons avec quelques opportunes modifications; si par contre cela ne sera pas possible, nous devrons mettre en place un système autochtone pour la définition de ces coûts "standard". Pour ce qui est des engins de damage, les services régionaux compétents disposent déjà des coûts "standard" fixés par la Commission visée à l'article 8 de la loi n° 8/2004 (c'est là que vous dites les éléments techniques nous donnent déjà des éléments d'analyse). Quant aux installations d'enneigement, une analyse statistique des systèmes mise en place nous permettra de définir un coût paramétrique au mètre linéaire. Enfin, en ce qui concerne les critères utilisés avant l'introduction des coûts "standard", les demandes étaient évaluées avant notamment du point de vue économique de la gestion par la Commission que j'ai déjà citée, chargée d'exprimer un avis motivé sur ces demandes. Ces mêmes modalités d'évaluation seront encore appliquées aux demandes présentées cette année, étant donné que toutes les conditions ne sont pas encore réunies pour procéder à une définition correcte des coûts "standard" selon ce que nous voudrions faire, comme je vous l'ai dit, pour l'année prochaine.

Vous nous demandez par la suite "de quelle manière les emprunts visés à la délibération du Gouvernement régional n° 519/2002 ont-ils été remboursés par les sociétés bénéficiaires". Conformément à la délibération du Gouvernement régional n° 514/2005 et pour permettre le réaménagement des emprunts ou l'affectation en réserve des sommes visées à la délibération du Gouvernement régional n° 519/2002, "Finaosta" avait été chargée d'adopter les mesures que je vais citer en faveur des sociétés gestionnaires des remontées mécaniques. Les sociétés œuvrant dans des domaines skiables qui ne sont pas considérés comme présentant un intérêt au plan local ont été autorisées à réaménager leur dette et à la transformer en un emprunt remboursable en 5 ans par tranches annuelles au taux officiel défini par l'UE (je vous ai défini la typologie, mais je n'ai pas la liste de ces sociétés, mais je peux vous la procurer pour demain). Deuxième cas: les sociétés œuvrant dans des domaines skiables d'intérêt local - les petites localités - ont été autorisées à procéder au réaménagement de leur dette selon les mêmes modalités, mais suivant le taux utilisé pour les opérations de gestion spéciale. Les sociétés visées à la délibération n° 847/2003 ont été autorisées, compte tenu de leur situation de précarité économique et financière, à renoncer au financement qui leur avait été accordé et qui a été transformé en versement en capital destiné à leur patrimoine ("aumento di capitale sociale"). Pour ce qui est des sociétés du 1er et du 2e type, les emprunts ont simplement été réaménagés et n'ont pas encore été remboursés.

"Quelles sont les intentions de l'Administration régionale relativement aux sociétés bénéficiaires des mesures visées à la délibération n° 2680/2007", sur la dernière chose que j'ai dite... n'ont pas encore été remboursées et ils auront obligation de rembourser, si celle-ci est la question que vous voulez me poser. En règle générale, après avoir octroyé les prêts par le biais de "Finaosta" et avoir pris acte de la renonciation au financement accordé jusqu'à la fin de 2005 et relatif à des travaux qui n'ont pas encore eu lieu, l'Administration régionale entend favoriser la continuité de la gestion des entreprises concessionnaires sans intervenir directement dans celles-ci. La Région a cependant demandé à "Finaosta", en sa qualité d'actionnaire de ces sociétés, de mettre en place un système de contrôle de l'activité de ses représentants au sein desdites sociétés et là je viens à la question que vous avez posée: nous demandons de faire un contrôle que nous estimons opportun, que nous croyons dans le passé avoir été fait, mais ce que nous voulons faire c'est de ne pas arriver dans des conditions d'endettement des sociétés ou des conditions de faiblesse au point de vue financier, soit dans une situation trop avancée pour définir des interventions de tout genre. Voilà pourquoi nous demandons d'effectuer des vérifications ponctuelles - on le dit ici, mais par transmission par lettre on le demandera de façon détaillée à "Finaosta" -, ainsi que cycliques, chaque période elle devra faire cette révision de la comptabilité des sociétés, afin que nous puissions avoir, nous en tant que législateur régional, le contrôle de ce qui se passe dans un temps plus réel par rapport à ce qui a été dans le passé. Nous sommes par ailleurs en train aussi d'examiner la possibilité de prendre des initiatives qui, tout en respectant l'autonomie des décisions de ces sociétés, puissent les inciter à mettre en place une adéquation plus rigoureuse avec les tendances du marché. Une première démarche en ce sens a déjà été engagée, elle concerne aussi bien les bénéficiaires des mesures visées à la délibération n° 2680/2007 que les autres concessionnaires de remontées mécaniques. Il s'agit de la modification des critères d'octroi des aides relatives aux futurs investissements. Ceux-ci feront en effet l'objet d'un examen économique et financier détaillé, visant à évaluer la différence entre le coût des investissements et les coûts statistiques moyens (coûts "standard"), et surtout la capacité des demandeurs de pourvoir à la couverture des frais de gestion et de leur quote-part des coûts d'investissement. C'est "Finaosta" qui décidera s'il est possible de convertir tout ou partie du financement accordé en augmentation de capital et ce dans les limites fixées par la délibération n° 2680/2007.

Vous demandez au point n° 4 "si nous n'estimons pas que l'adoption de mesures urgentes pour l'assainissement des structures de la gestion du secteur des remontées mécaniques soit nécessaire et, si tel est le cas, quelles mesures nous envisageons d'adopter". Il est difficile d'intervenir dans l'activité d'organismes privés, même si leur capital est en part public, grande ou petite qu'elle soit. La Région a l'intention d'examiner les différentes interventions qui permettraient de promouvoir et de rendre plus performantes les stations de ski valdôtaines. Une réorganisation du secteur s'annonce nécessaire, des formules différentes sont possibles, soit le regroupement des petites stations, soit le regroupement de celles plus grandes à majorité de capital public. Dans l'attente de la définition de nouvelles stratégies d'intervention, ce qui demande du temps, les premières mesures d'assainissement de ce secteur ont visé les problèmes actuels. Elles consistent, d'une part, en octroi de prêts aux sociétés dont la situation est la plus difficile et, d'autre part, en la redéfinition des conditions requises pour bénéficier des financements régionaux. En effet les modifications des dispositions d'application de la loi régionale n° 8/2004, introduites par notre délibération n° 2679/2007, permettent aujourd'hui de verser des aides régionales uniquement au titre d'investissement proportionnel aux capacités et aux performances économiques des sociétés concessionnaires. De plus nous avons prévu dans les budgets des années précédentes, et nous prévoyons aussi dans le budget de cette année, des réductions de financement aux sociétés de gestion des remontées mécaniques, car nous croyons qu'un certain type de financement soit possible là où des interventions sont strictement nécessaires, mais qu'il ne soit pas conseillable, ni nécessaire, ni utile que la Région pourvoit à financer des interventions pour réaliser de nouvelles structures, capables parfois de produire des dettes et non des bénéfices économiques. Je me réserve de vous faire parvenir la liste de ces sociétés.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Sono tante le cose che vorrei evidenziare in questa replica: la prima è quella di capire la difficoltà in cui lei si trova, perché, a fronte di un intervento squisitamente finanziario che riguarda società partecipate, era forse più naturale che la materia venisse seguita da chi si occupa per delega delle società partecipate e delle finanze, invece tale "patata bollente" è rimasta nelle mani dell'Assessore Pastoret con delega al turismo, anche se è vero che tutta questa problematica si inserisce nel grave problema della riforma turistica, di cui abbiamo parlato anche nello scorso Consiglio. È difficile la sua posizione, se va raffrontata con quello che è stato fatto - o che non è stato fatto, ma che è stato proclamato - dai suoi predecessori, perché lei non è un novizio della politica e non è neppure approdato da poco tempo sui banchi di Giunta e alle responsabilità di Giunta, perciò è difficile pensare che lei non abbia avuto modo di confrontarsi con i colleghi che l'hanno preceduta, a partire dall'Assessore Lavoyer, che aveva fatto delle analisi lucide alle quali non sono seguite azioni coerenti, quando dichiarava che serviva un piano di sviluppo del turismo - e lo stiamo ancora aspettando - o diceva che vi sono fragilità strutturali nel nostro modello e proseguiva dicendo che investire solo sugli impianti non avrebbe risolto i mali del turismo. Preso poi da un delirio di onnipotenza decise di sfidare Cortina e sappiamo tutti come è finita quella sfida: è finita con una serie di spese folli, finalizzate alla promozione del turismo o alla promozione personale di chi in quel momento gestiva il turismo... a leggere le cronache giornalistiche di questi giorni, sembra che si opti per quella promozione personale che al turismo non ha portato nulla e che all'allora Assessore Lavoyer sta portando più di qualche problema. Quando leggiamo che 20 milioni servivano per pagare il soggiorno di una settimana di una nota giornalista al "Royal" di Courmayeur, abbiamo dei dubbi che questi soldi possano essere serviti al turismo valdostano, o ancora quando quell'articolo "Io sfido Cortina" venne poi pagato qualcosa come 18 milioni, o quando sempre cifre analoghe venivano date a giornalisti per moderare delle conferenze stampa.

Il problema allora è che le dichiarazioni si fanno, le leggi si scrivono, ma poi la realtà non cambia e non cambia neppure andando a vedere cosa non è stato fatto rispetto ad una previsione legislativa datata 1997, siamo indietro di 11 anni. È la legge che si occupa del trasporto pubblico e che ha un articolo, il 38, dedicato alla programmazione regionale degli impianti a fune. Fino all'ottobre del 2000 non succede nulla, dopodiché la Giunta di cui lei faceva parte si accorge che bisognerebbe iniziare a programmare sul serio e fa ciò che fate quando non sapete cosa fare: costituite un gruppo di lavoro con incarico di predisporre un progetto, il quale dovrebbe poi trasformarsi in quel programma regionale per gli impianti a fune, che questo Consiglio non mi sembra abbia mai approvato. Se non con quell'"escamotage" che si è detto: "l'esistente sostanzialmente dà adempimento alla programmazione regionale", ma sicuramente questo è un "escamotage" e non è una programmazione seria.

Assessore, lei ha fatto una serie di affermazioni che è difficile non condividere: chi sta nei consigli di amministrazione deve amministrare, deve stare con gli occhi aperti, deve relazionare al socio di riferimento che lo ha nominato, ma siamo all'ovvio e lo siamo anche quando andate a scrivere che bisognerà trovare dei sistemi che consentano, come lei ha detto, di ridefinire i costi di gestione, ma al contempo dice che bisogna favorire la continuità della gestione; allora, se ridefiniamo i costi e gli strumenti di gestione, è difficile poter ipotizzare una continuità nella gestione.

L'aspetto però che ci preoccupa è che non accadrà nulla che non sia quello già accaduto, ossia voi con l'ultima deliberazione avete istituzionalizzato un meccanismo di indebitamento, perché non è vero che si vanno a fare degli aumenti di capitale, o perlomeno è parzialmente vero, perché l'aumento di capitale è un meccanismo sano per gestire la crescita di una società - gli aumenti di capitale servono a finanziare gli investimenti -, mentre qui ci troviamo ad aumenti di capitale che sono la ricostituzione del capitale che è stato eroso oltre il terzo... del Codice civile... e che necessita o di un abbattimento, o di un rifinanziamento per riportarlo al capitale iniziale, non per fare degli investimenti, ma per pagare dei debiti. Quando nelle deliberazioni che avete adottato finanziate 11,3 milioni di euro e dite che "Finaosta" potrà, anziché recuperare quei soldi, utilizzarli per le sottoscrizioni di aumento di capitale, avete istituzionalizzato con un'operazione di finanza creativa il debito. Voi avete finanziato il debito e andrete ad estinguerlo facendo altri debiti, perché i finanziamenti del 2002 prorogati nel 2005 non sono stati in gran parte restituiti, i finanziamenti del 2007 nella deliberazione che avete adottato dite che devono servire prioritariamente al pagamento delle rate scadute dei mutui. Voi quindi finanziate un soggetto per pagare la restituzione dei finanziamenti precedenti e poi dite che comunque quest'ultimo finanziamento potrà non essere restituito, perché potrà servire per coprire i "buchi" che verranno fatti nel prossimo futuro. Assessore, con questa filosofia non si va lontani! Con tale filosofia non si fa altro che replicare quello che avete fatto nel 2002, nel 2005 e via dicendo, per un totale di 37 milioni di mutui in gran parte non restituiti.

Il dato su cui riflettere è che, se è vero che la maggior parte di queste società funiviarie hanno un controllo quasi totale da parte della Regione, è altrettanto vero che alcune di tali società hanno delle partecipazioni minoritarie della stessa, per cui bisognerebbe capire in quelle società qual è la situazione finanziaria. Non vorremmo che alla fine la Regione finanziasse per le sue quote parte privati che hanno fatto delle scelte non vincenti. Ci riesce difficile capire come società, faccio l'esempio delle "Funivie di Courmayeur", dove la partecipazione regionale è minimale, possano avere una serie di problemi nell'organizzazione e gestione del comprensorio quando sono gestite da primari operatori del settore, che dall'altra parte delle nostre montagne gestiscono con altra soddisfazione ed altro impegno gli stessi comprensori sciistici. Penso allora che lei, Assessore, debba fare lo sforzo di invertire questa rotta e non di favorire la continuità della gestione, ma di mettere una regola, che potrebbe essere quella che chi amministra i debiti non avrà più la riconferma per fare altri debiti. La prima regola per far quadrare i conti in un'azienda è di dire agli amministratori nominati che, se fanno debiti, li fanno una volta, ma non li fanno una seconda volta. A questo punto delle due l'una: o vi è un meccanismo nella gestione fatta da quegli amministratori che non funziona, oppure vi è un meccanismo nella gestione del comparto turismo che non funziona, ma almeno capiamo dov'è il problema. Limitare il tutto invece ad un semplice rifinanziamento pensiamo che non serva alla Valle d'Aosta, che non serva alle società stesse e soprattutto non serva a far crescere il turismo. Il problema qui non è di tenere in piedi le società, ma è quello di far sì che queste società siano dei catalizzatori di potenziali turisti, perché solo portando i turisti in Valle d'Aosta possiamo creare un meccanismo virtuoso di produzione, per adesso stiamo producendo anche nel turismo solo debiti.

Président - Collègues, avec ce point nous terminons les travaux pour ce soir.

Le Conseil est convoqué pour demain matin à 9,00 heures.

La séance est levée.

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La séance se termine à 19 heures 59.