Oggetto del Consiglio n. 3048 del 17 ottobre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3048/XII - Interpellanza: "Emissioni di fumi inquinanti nello stabilimento Cogne Acciai Speciali".
Interpellanza
Appreso che alcuni cittadini, residenti nelle vicinanze dello stabilimento Cogne Acciai Speciali, hanno recentemente segnalato la fuoriuscita di fumi diffusi dallo stabilimento stesso;
Rilevato come dalla "III Relazione sullo Stato dell'Ambiente" di ARPA si evidenzi un significativo contributo nell'inquinamento dell'aria da parte di CAS, ad esempio per quel che concerne il biossido di azoto tale contributo è valutato intorno al 50% sul totale delle fonti sull'area del Quartiere Dora;
Osservato che spesso l'impatto ambientale della CAS sull'aria, in condizioni climatiche favorevoli alla dispersione dei fumi, risulta mitigato;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sistemi di abbattimento fumi secondari la Cogne Acciai Speciali ha realizzato sulla linea dell'altoforno e se essi funzionano regolarmente;
2) quali rilevazioni sono state fatte fino ad oggi per monitorare la quantità e la qualità di questi fumi secondari;
3) quale sia il programma di manutenzione seguito da CAS nei riguardi dei sistemi di abbattimento di cui sopra;
4) se è intenzione del Governo regionale richiedere alla Società stessa di dotarsi di idonei impianti di abbattimento per i fumi secondari in modo tale da garantire la totale captazione ed eliminazione dei fumi stessi.
F.to: Venturella
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Si parla in questa iniziativa, prendendo spunto da un fatto contingente, di una segnalazione da parte di alcuni cittadini residenti nelle vicinanze dello stabilimento "Cogne" di una fuoriuscita di fumi diffusi dallo stabilimento stesso. Partendo da tale segnalazione e ricordandoci che dalla lettura della terza relazione sullo stato dell'ambiente da parte dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, relazione che tutti abbiamo apprezzato per la sua chiarezza e per il contenuto articolato ed organico, viene evidenziato che in aree che sono vicine allo stabilimento... ricordo che è uno stabilimento che è soggetto a delle normative molto particolari, quella dei grandi rischi industriali, con l'Assessore Cerise abbiamo condiviso un'osservazione su un PUD rispetto all'opportunità di costruire così vicino all'impianto di sodatura alcuni edifici residenziali, insomma la situazione in quella zona... non voglio affermare non avendone gli strumenti, né i dati... non è idilliaca, anzi vi sono dei problemi per la vicinanza ad un impianto siderurgico con un impatto ambientale, che ha diversi tipi di procedure di autorizzazione di sostanze inquinanti emesse in atmosfera, quindi è un impianto che nel ciclo produttivo ha queste emissioni ed è un dato di fatto. Leggendo la relazione sullo stato dell'ambiente, apprendiamo che il contributo dell'inquinamento dell'aria nella zona in vicinanza dello stabilimento è molto importante, è un significativo contributo, ad esempio per il biossido di azoto - dice l'ARPA Valle d'Aosta - il contributo è valutato attorno al 50%, quindi non può essere sottaciuto o dimenticato, quindi è un contributo importante. Altro dato di fatto: dobbiamo partire dal presupposto che molto spesso, per la presenza di venti dominanti che spazzano il fondovalle, tale contributo alle emissioni inquinanti da parte di "CAS" è mitigato dalla presenza di questi venti, ma, nonostante questo, vi sono degli episodi che alcuni cittadini hanno portato a conoscenza degli organi competenti.
Quali sono le domande che rivolgiamo all'Assessore Cerise? In riferimento a questo e alle 2 premesse che ho fatto, chiediamo: "quali sono i sistemi di abbattimento dei fumi secondari..."; "quali sono le rilevazioni che sono state fatte fino ad oggi per monitorare la quantità e la qualità di questi fumi secondari"; "quale sia il programma di manutenzione della CAS..." - naturalmente sono domande rivolte all'Assessore tramite ARPA che arriva alla "CAS" - "... nei riguardi dei sistemi di abbattimento dei fumi secondari"; infine "se è intenzione del Governo regionale richiedere alla Società stessa di dotarsi di idonei impianti di abbattimento per i fumi secondari in modo tale da garantire la totale captazione ed eliminazione dei fumi stessi".
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Per quanto riguarda la questione relativa al PUD, extra domande, il Comitato scientifico per l'ambiente ha espresso una valutazione molto critica sull'opportunità di realizzare questo, al momento credo che la pratica sia sospesa anche in attesa di determinazione da parte dei vigili del fuoco per quanto riguarda questioni di sicurezza.
Venendo all'interpellanza, devo fare una piccola cronistoria, ossia, in considerazione della necessità di apportare delle modifiche sostanziali al sistema di aspirazione ed abbattimento delle emissioni, in particolare del forno chiamato "UHP" e del convertitore "AOD" - devo citarli così, perché così sono siglati nella mappatura delle fonti di emissione -, con nota 010/07/DC del 12 gennaio 2007, la "CAS" ha presentato all'ARPA una richiesta di parere tecnico in merito ad un progetto di potenziamento dell'impianto di aspirazione secondaria ed abbattimento delle emissioni di detti impianti, considerati i maggiori responsabili dei problemi lamentati. Nel parere formulato dall'ARPA il 2 aprile 2007 viene evidenziato che già l'attuale sistema di aspirazione delle emissioni primarie e secondarie provenienti dalle fasi di carica del forno fusorio, fusione, scorifica e spillaggio, costituito da un'aspirazione primaria direttamente dal 4° foro del forno e da una cappa di aspirazione secondaria, che deve raccogliere quanto sfuggito dal primo sistema, corrisponde, da un punto di vista efficientistico, ad una delle migliori tecniche disponibili indicate nel DM 31 gennaio 2005. Tale decreto prevede che l'aspirazione secondaria sia dimensionata in modo tale da consentire di ottenere un'efficienza di aspirazione delle polveri primarie e secondarie pari al 98%. Tuttavia il decreto non indica alcun metodo di valutazione dell'efficienza dell'impianto di aspirazione ed indica che le emissioni diffuse, non essendo canalizzate, non sono misurabili direttamente. La normativa vigente non indica poi alcun metodo per valutare l'effettiva efficienza di aspirazione delle polveri in rapporto al 98% prescritto. Mancando questa normativa tecnica specifica di riferimento, l'ARPA ha condotto una propria valutazione dell'efficienza dell'impianto di aspirazione facendo propri alcuni documenti specifici, non ultime alcune pubblicazioni scientifiche dell'Associazione italiana degli igienisti industriali, e l'allegato tecnico alla DGR n. 15957 del 30 dicembre 2003 della Regione Lombardia, che aveva dato delle prescrizioni in tale senso. Le valutazioni tecniche evidenziano che l'impianto nella configurazione attuale sia per capacità di aspirazione, sia per logica di funzionamento delle serrande di parzializzazione del flusso non è potenzialmente in grado di captare idoneamente le emissioni diffuse che si producono in determinate fasi dei processi di fusione e di affinazione dell'acciaio liquido, quindi c'è un delta di dispersione. L'intervento di potenziamento proposto dalla "CAS" viene invece valutato positivamente in relazione ai parametri impiantistici di dimensionamento, mentre viene evidenziata la necessità di intervenire sulla logica di apertura delle serrande poste a monte della cappa a servizio del forno "UHP" e della cappa a servizio del convertitore "AOD" durante le fasi di carica del rottame al forno "UHP". La realizzazione dell'intervento di miglioramento degli impianti indicato nella proposta della "CAS" è previsto in 2 fasi: una prima fase di potenziamento della superficie filtrante dell'impianto di abbattimento, che è già stato autorizzato con deliberazione della Giunta regionale n. 1405 del 25 maggio 2007 ed è stato realizzato durante il periodo di fermo impianto dello scorso agosto; una seconda fase di potenziamento della portata dell'impianto di aspirazione, con le modalità indicate nel progetto presentato in data 12 gennaio 2007, citato in premessa, fase che sarà completata, così come specificato anche nella conferenza conclusiva del procedimento per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale del 3 ottobre 2007, successivamente alla verifica dell'efficacia della prima parte di impianto realizzato; verifica necessaria per dimensionare correttamente il sistema di aspirazione e comunque entro il 31 dicembre 2008. Tale data, entro la quale il nuovo sistema di aspirazione e abbattimento dovrà essere concluso, sarà inserito come prescrizione nell'autorizzazione integrata ambientale che sarà rilasciata alla "Cogne Acciai Speciali" entro il 30 ottobre 2007, come prescritto dal decreto legislativo n. 59/2005.
Per quanto concerne le manutenzioni ed i controlli che l'impresa deve assicurare su tutti gli impianti che emettono in atmosfera agenti inquinanti, compresi gli impianti che saranno realizzati a completamento del sistema secondario di aspirazione e trattamento citato prima, l'autorizzazione integrata ambientale riporterà in modo specifico le modalità e le tempistiche di effettuazione degli stessi, con l'obbligo di istituire un registro in cui riportare puntualmente tutte le manutenzioni effettuate.
Per quanto riguarda gli impianti preesistenti alla data di entrata in vigore del DPR n. 203/1988, questi impianti potevano proseguire nello svolgimento dell'attività avvalendosi di un'autorizzazione tacita, prevista dall'articolo 12 dello stesso decreto. Tale norma prevedeva che la formalizzazione dell'autorizzazione da parte della Regione avveniva con la prima richiesta di modifica o di sostituzione dell'impianto: questo giustifica il fatto che la prima autorizzazione formale per il punto "E 5" è del 1996. In ogni caso, anche in mancanza dell'atto formale di autorizzazione, la "CAS" ha effettuato sin dall'inizio gli autocontrolli annuali, successivamente prescritti con l'autorizzazione citata: quella del 1996. Gli autocontrolli sono stati regolarmente effettuati, la relativa documentazione trasmessa alla Regione ed agli organi di controllo e non sono mai emersi superamenti dei limiti fissati. Al fine comunque di rendere efficienti ed efficaci i controlli effettuati dalla "CAS" anche in autotutela, la Regione, l'ARPA e la "CAS" medesima hanno concordato a partire dal 2003 un protocollo tecnico-operativo che riporta le modalità e le tempistiche di esecuzione degli autocontrolli alle emissioni. Esiste quindi una sorta di azione concertata per monitorare costantemente lo stato della situazione ambientale per quanto riguarda le emissioni.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Non c'è che dire, risposta articolata, l'elencazione delle risposte corrisponde in maniera precisa a quanto il nostro gruppo aveva chiesto, grazie, Assessore, ci permetta però una piccola osservazione: tutta questa storia, la storia delle emissioni in atmosfera di impianti che hanno la loro importanza, proprio perché molto vicine ai centri residenziali... e qui una piccola annotazione: il mio riferimento al PUD del Quartiere Cogne era nel senso di condividere il parere del Comitato tecnico scientifico, che ha espresso parere negativo su questo, anche perché su tale argomento avevo fatto un'osservazione, quindi credo che in questo caso il Comitato tecnico scientifico, proprio perché non ne poteva fare a meno, non ha potuto far altro che dare parere contrario, indicando che forse la costruzione di un centro residenziale con una cinquantina di alloggi così vicini allo stabilimento comportava dei problemi anche solo di convivenza e vicinanza.
Per tornare al contenuto dell'interpellanza, dalla sua esposizione quello che si evince è che negli anni... qui credo che 2 date siano importanti: quella della firma del protocollo tecnico operativo del 2003 e quella del 2007 in cui è "CAS" stessa che chiede, perché ogni tanto da questo Palazzo - non mi riferisco a lei - in risposta a delle interpellanze, a delle giuste osservazioni su alcuni problemi che abbiamo a livello di controllo dei fumi, ci viene risposto: "siete sempre i soliti malfidenti, disfattisti, fate di tutta un'erba un fascio", mentre non è vero. Se la stessa "CAS" si rende conto, perché vi sono nello stabilimento alcuni tecnici che si rendono conto che la situazione è sì dal punto di vista delle norme a posto, ma è problematica rispetto alla totale aspirazione dei fumi primari e secondari, è chiaro che le segnalazioni dei cittadini avevano un loro fondamento. Tutto ciò che il nostro gruppo, e non solo - penso ad altri gruppi presenti in questo Consiglio -, aveva sollevato in questo Consesso andava nella giusta direzione: quella dell'osservazione, dell'esposizione in Consiglio del fatto come denuncia, denuncia non all'autorità giudiziaria, ma denuncia di quello che succedeva, quindi dibattito in Consiglio. Ora ci riteniamo soddisfatti della sua risposta, ci riserviamo però di approfondire e presentare nel prosieguo altre iniziative su questo tema, perché l'utilizzo delle migliori tecnologie possibili nel rispetto non solo dei residenti vicino a tali stabilimenti, ma anche dei lavoratori è un argomento che non deve essere lasciato nel dimenticatoio, non deve essere lasciato ai soli tecnici. Credo che il Consiglio regionale sia la sede più opportuna per dibattere di tutela della salute e dell'ambiente.
