Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3046 del 17 ottobre 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 3046/XII - Interpellanza: "Eventuali modificazioni delle norme per la sostituzione di automezzi inquinanti".

Interpellanza

Premesso che il filtro antiparticolato sarebbe uno strumento ideato per "ridurre" le polveri sottili prodotte dai motori diesel secondo un sistema capace, non solo di filtrare e trattenere le particelle solide, ma in grado di attivare un processo di rigenerazione;

Considerato che tale capacità di rigenerazione del filtro deriva da un processo di combustione che degrada le particelle solide con diametro inferiore a 10 micron generando particelle di diametro fino a 1 micron;

Constatato che tali particelle chiamate comunemente nanopolveri sono ben più pericolose di quelle più "grossolane" in quanto penetrano molto più in profondità nell'organismo rendendosi ancora più offensive;

Ricordato che il 10 marzo 2006 il SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Risks) su invito della Commissione delle Comunità Europee aveva dichiarato che "Per quanto i metodi tossicologici ed ecotossicologici attuali siano adeguati per valutare gran parte dei pericoli associati alle nanoparticelle, essi potrebbero non essere sufficienti per tener conto di tutti i pericoli. L'esistenza di incertezze impone di modificare le vigenti procedure di valutazione dei rischi per quanto riguarda le nanoparticelle. Lacune della conoscenza sono state confermate su aspetti quali la caratterizzazione delle nanoparticelle, la loro individuazione e misurazione, il loro evolvere e la loro persistenza nell'essere umano e nell'ambiente, e tutti gli aspetti tossicologici ed ecotossicologici associati. Queste lacune devono essere colmate affinché si possano valutare in modo soddisfacente i rischi per gli esseri umani e per gli ecosistemi", e che tale rapporto è stato reso pubblico solo il 6 settembre 2007;

Richiamata la legge regionale 6 agosto 2007 n. 18 sugli incentivi regionali per il rinnovo tecnologico del parco auto e moto circolante in Valle d'Aosta, che agli articoli 2 e 5, dispone un aumento del contributo di 200 euro per gli autoveicoli di nuova immatricolazione come Euro 4 e Euro 5 dotati di filtro antiparticolato (FAP o DPF) e la Delibera di Giunta regionale del 5/09/2002 n. 2398;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) se il Governo regionale alla luce delle nuove osservazioni della Commissione delle Comunità Europee intende modificare sia la legge regionale che la delibera attuativa.

F.to: Venturella - Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Credo, Assessore La Torre, che per pochi giorni - questione di date in definitiva - potevamo far sì che il disegno di legge n. 178, riguardante gli incentivi sul rinnovo parco auto, gli ecoincentivi 2007, fosse costruito in maniera diversa. Perché le dico questo? Perché proprio pochi giorni dopo l'approvazione della legge regionale n. 18, quella che predisponeva un programma di incentivi regionali per il rinnovo tecnologico del parco auto... dove vi sono in 2 articoli - 2 e 5 -, fra l'altro oggetto di nostro emendamento... che prevedono un aumento di 200 euro a quegli autoveicoli dotati di filtro antiparticolato, come ribadito dalla deliberazione del settembre 2007. Sappiamo da quanto riportano i giornali che vi sono problemi di accantonamento di fondi, ma appunto per una questione di date vi è stata una comunicazione della Commissione al Comitato economico e sociale europeo, a cui faccio riferimento nelle premesse dell'interpellanza, che leggo perché importante e che è stato reso pubblico il 6 settembre 2007... cosa dice? Innanzitutto è un Comitato scientifico sui rischi emergenti e recentemente identificati. Il Comitato scientifico - quello che è stato individuato per studiare sia le nanotecnologie, sia quelle che alcuni autori affermati definiscono nanopatologie - dice:

"Per quanto i metodi tossicologici ed ecotossicologici attuali siano adeguati per valutare gran parte dei pericoli associati alle nanoparticelle, essi potrebbero non essere sufficienti per tener conto di tutti i pericoli. L'esistenza di incertezze impone di modificare le vigenti procedure di valutazione dei rischi per quanto riguarda le nanoparticelle. Lacune della conoscenza sono state confermate su aspetti quali la caratterizzazione delle nanoparticelle, la loro individuazione e misurazione, il loro evolvere e la loro persistenza nell'essere umano e nell'ambiente, e tutti gli aspetti tossicologici ed ecotossicologici associati. Queste lacune devono essere colmate affinché si possano valutare in modo soddisfacente i rischi per gli esseri umani e per gli ecosistemi".

Un certo riconoscimento quindi a chi per primo individuò nelle particelle ultrafini molti pericoli. Sappiamo bene che nella ricerca scientifica i risultati sono stati ottenuti dopo lunghi studi, ma anche dopo casi fortuiti, Pasteur ne è un esempio.

Crediamo che non si debba cadere in un paradosso, che è questo: voglio migliorare la qualità dell'ambiente, allora giustamente dico: passo da autoveicoli "Euro 0" ed "Euro 1" a "Euro 3" ed "Euro 4", ma individuo nel filtro antiparticolato quello strumento che è in grado di migliorare la qualità delle emissioni degli autoveicoli secondo le normative vigenti. Vi è un problema nelle schede stesse dei filtri antiparticolati, proprio questi filtri abbattono sì il particolato fine, il "PM10", ma il loro processo di catalizzazione provoca invece la frammentazione di queste polveri sottili in polveri ultrasottili che non vengono fermate dal filtro. Il paradosso quindi che le indicavo, Assessore, è che, per far del bene e per puntare al meglio, corriamo il rischio di dare degli incentivi invece a strumenti che potrebbero risultare ancor più pericolosi. Voglio dire che per un principio di precauzione sarebbe necessario ripensare agli ecoincentivi.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Il collega Venturella ha concluso presentando quello che potrebbe essere un paradosso e ha concluso dicendo che potrebbero questi ecoincentivi danneggiare forse di più la salute di quello che invece si pensa possono fare in bene e ha usato il condizionale. Io dico però senza polemica che il paradosso è diluirsi su dei confronti sterili in merito a cose che potrebbero fare male, mentre vi sono cose di cui abbiamo la certezza che fanno male. Si tratta, lei condividerà, delle emissioni delle auto "Euro 0" e "Euro 1" e via così a salire. Credo che il vero dibattito - poi parleremo del "FAP" e di tutto quello che potrebbe essere o non essere - non è su quello che migliora la situazione o che potrebbe migliorarla, ma dovrebbe essere su come migliorare quello che non funziona: ecco che, parlando degli ecoincentivi - e lei ha fatto una piccola allusione al fatto che sono terminati i soldi -, mi viene in mente il percorso che c'è stato all'interno di quest'aula e anche dove si è generato quel piccolo errore che ha causato il consumo del denaro in tempi così brevi. La legge era stata portata in aula con la previsione di dare ecoincentivi a "Euro 0" e "Euro 1", fu chiesto un emendamento - non ricordo più da chi perché lo condivisi anch'io, quindi me ne assumo anch'io la responsabilità - per aggiungere anche gli "Euro 2" e noi aggiungemmo alla nostra deliberazione anche gli "Euro 2". Ad oggi quella piccola modifica che apparentemente sembrava ininfluente rispetto alla legge, da tutti ritenuta buona, è quella che ha fatto bruciare il 50% della legge in tempi così brevi, perché il 50% delle auto che sono state cambiate sono "Euro 2". Cosa volevo dirle con questa parabola? Che molte volte, quando si cerca di andare oltre e ancora oltre, si perde l'obiettivo principale: quello di andare a modificare le cose che certamente fanno male, perché, se in quella occasione ci fossimo limitati ad inserire l'"Euro 0" e l'"Euro 1", oggi avremmo avuto più denaro per andare a togliere dal mercato le auto "Euro 0" e "Euro 1"; non che le "Euro 2" inquinino di meno, ma un po' meno delle "Euro 0" e "Euro 1", invece sempre per fare quel passo in avanti, sempre per non essere mai contenti... e la stessa cosa accade per il "FAP".

Il "FAP" c'è chi dice che fa bene, c'è chi dice che fa male, però io mi devo anche attenere alle normative di legge. Innanzitutto lo Stato - in questo momento credo che l'ambiente sia governato da un Ministro della sua area - mi dice che il "FAP" è da considerarsi uno strumento atto a ridurre l'inquinamento e mi sembra un elemento reale. La Legambiente nel suo Programma "Mal d'aria di città" del 2007 fa l'elogio del "FAP", poi le cito qualche altra osservazione in merito. Il prof. Jodinsky... non so chi è... ma il Presidente della Trasporti... praticamente la Confederazione europea delle associazioni che si occupano di ambiente e trasporti... dice: "non c'è motivo di preoccuparsi, i moderni filtri antiparticolato funzionano molto bene". Il prof. Dietmann Origer, referente del traffico di energia del "NABU" - che sarebbe l'Associazione ambientalista tedesca, una delle più dure -, dice: "la risposta alla domanda è definitivamente sì: le particelle raccolte nel filtro vengono periodicamente bruciate ad alta temperatura e trasformate in CO". Peter Van Medbek, Responsabile del Consiglio di Bruxelles per l'ambiente, dice: "Recentemente Michael..." - e cita altri nomi - "... ricercatore olandese, ha stabilito che applicare i filtri aperti ai veicoli..." - che non sono i "FAP" - "... non è affatto positivo, infatti la quantità ponderale di particelle diminuisce, ma anche la loro dimensione, cosa che ha effetti negativi sulla salute", quindi ribadisce il discorso del "FAP"; dopodiché il dott. Michael Machi, Università tecnica olandese, dice anche lui che il "FAP" è una cosa che va bene. Concludo prendendo il giornale "Eco dalle città", che intervista il prof. Antonio Rolla, Direttore della stazione sperimentale per i combustibili di Milano, il quale dice... in conclusione dell'intervista con una nota sulle auto non catalitiche... senta cosa dice, e torniamo all'inizio del discorso: "le auto non catalizzate inquinano fino a 50 volte di più degli Euro 4, l'unico sistema per migliorare sensibilmente la qualità dell'aria in un'area come la Pianura padana è vietare la circolazione dei non catalitici anche sulle autostrade; si avrebbe così un miglioramento previsto del 40%". Prima di esaurirci nella discussione sul "FAP", non so se il tempo le darà ragione sul "FAP" o sul non "FAP", forse dovremmo concentrarci tutti di più sull'"Euro o" e "Euro 1", che sono ancora sulle nostre strade ed inquinano in maniera esorbitante.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Proprio per rispondere alle sue diverse osservazioni: una sul mio leggero e soffice "volo d'ala" sul contributo, sulla sparizione in tempi brevissimi della somma a disposizione... noi non dico che avevamo intuito, ma avevamo proposto nei nostri emendamenti... ho qui proprio i nostri emendamenti - 7 - presentati alla legge in cui si chiedeva, pensi un po', la soppressione dell'articolo 3 e dell'articolo 5, proprio di quegli articoli che prevedevano l'"Euro 2". Non perché si prevedeva la sparizione, ma pensi, Assessore La Torre, che con l'emendamento n. 2 e con l'emendamento n. 5 andavamo ad individuare nell'aumento di 500 euro quelle autovetture che erano invece veramente a bassa emissione, che erano quelle a metano, a GPL e quelle ibride. Forse se il giorno della discussione in Consiglio, 25 luglio, l'Assessore avesse fatto approvare questo, le polemiche non sarebbero sorte, ma lasciamo perdere questo e andiamo avanti sul filtro antiparticolato. Io non so, ma ho sentito solo una frase, quando un professore dice che le particelle vengono distrutte... vengono trasformate in CO2... le polveri sottili a cui ci riferiamo non contengono solo carbonio, ma contengono particelle inorganiche che vanno dal berillio al cromo, al ferro, che non possono essere distrutte; proprio affinché rimanga... vorrei leggere il rapporto di un ricercatore, il prof. Giovanni Volpe, che parla di "FAP" e dice:

"ogni 300-400 km. il filtro è intasato, perché trattiene il particolato, un po' come il filtro del caffè, allora interviene un sistema regolato da una sorta di piccolo computer, che a 550 °C, proprio perché il filtro è intasato dalle particelle fini, non ultrafini, sminuzza il particolato riducendolo, come dice la pubblicità stessa di quei dispositivi, a particelle più piccole di quanto non sia rilevabili dalle comuni apparecchiature di controllo, vale a dire particelle ultrafini". Non rilevate dalle comuni apparecchiature, Assessore, non vuol dire che queste siano svanite nel nulla, per di più è notissimo che più la particella è sottile... dunque le particelle si formano a seguito della temperatura nella camera di scoppio del motore, temperatura molto più alta dei 500 °C raggiunti dal filtro quando espelle le particelle ultrafini. Vuol dire che è proprio nel sistema, nella pubblicità del "FAP" quello che capita, ossia si riducono le particelle fini in ultrafini, per poi dire che spariscono, ma non possono sparire! Non vengono rilevate...

(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)

... si potrebbe fare, come abbiamo dato ecoincentivi agli "Euro 2"... limitare solo a quelle "Euro 4" ed "Euro 5": questo potrebbe essere un passo avanti nella strada del principio di precauzione.