Oggetto del Consiglio n. 3045 del 17 ottobre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3045/XII - Interpellanza: "Ripensamento delle modalità di sviluppo del turismo invernale".
Interpellanza
Vista la recente notizia, pubblicata sui giornali locali, secondo la quale, ancora una volta, la società SAGIT di Gressoney intende potenziare gli impianti di innevamento artificiale e costruire, a ciò preposto, un bacino artificiale piuttosto voluminoso (si parla di un invaso da 28 mila litri) per la raccolta delle acque, ad un costo previsto di 1.800.000 euro;
Constatato che, nello stesso comprensorio di Weissmatten, già abbondantemente infarcito di piste e di impianti di risalita, si costruirà una nuova pista da fondo, con probabili costi aggiuntivi, dovuti al potenziamento dell'innevamento artificiale; che si prevede il completamento della pista "Leonardo David", già finanziata con considerevoli somme dall'erario regionale, realizzando un impianto di illuminazione che presumibilmente risulterà ancora assai costoso e portatore di ulteriori consumi energetici;
Considerato che tali opere sono ancora una volta dipendenti dalla possibilità di finanziamenti regionali; il tutto nell'ottica di considerare lo sci "come l'unica risorsa" per il turismo invernale, anche se ormai è divenuto indispensabile dotarsi dappertutto di cannoni da neve, con gravosi impegni finanziari, grande dispendio di energia e rischiosi impatti con il territorio;
Atteso che non è più possibile, nell'attuale momento storico, negare o minimizzare la portata dei cambiamenti climatici, come è stato più volte e ancora recentemente richiamato, in modo particolare per la tendenza a registrare una sempre più marcata mancanza di precipitazioni nevose, anche a quote oltre i 1.500 metri.
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore regionale competente per sapere se non sia il caso di ripensare interamente, alla luce delle emergenze climatiche attuali, recentemente ben descritte nel convegno del CIPRA svoltosi a Saint-Vincent nei primi giorni di settembre, a una diversa politica per il nostro turismo invernale, che riduca la tendenza a costruire grandi opere, nel rispetto del territorio e della conservazione delle riserve d'acqua.
F.to: Bortot
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella, per mozione d'ordine.
Venturella (Arc-VA) - Non chiedo la rimozione dell'Assessore Marguerettaz, ma chiedo il permesso della Presidenza per alternare le interrogazioni e le interpellanze in funzione degli oratori, propongo di fare l'interpellanza n. 20...
Presidente - Consigliere Segretario Venturella, lei sa che l'ordine del giorno è fatto secondo un ordine di presentazione preciso. Possiamo venirle incontro ed anticipare il punto n. 20 rispetto al punto n. 19 a condizione che anche l'Assessore competente sia d'accordo. Vista la magnanimità dell'Assessore Pastoret, procediamo con il punto n. 20.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - "Faccio il paio" con il mio collega. Lui ha parlato di nuove modalità per degli appalti che tengano conto dei fattori ambientali, inquinanti e di maggiore qualità e non basati solo sul ribasso del prezzo dell'opera. Abbiamo visto dal punto di vista degli aspetti sociali dove ci porta questa modalità. Stamani credo che il collega Tibaldi citasse quell'emigrato che è morto nel supermercato, queste modalità di fare gli appalti tutti i giorni portano a disastri non indifferenti anche sul piano delle entrate e fiscali. Non voglio divagare anche se il problema è connesso, perché, se parliamo di mense scolastiche, rientra una nuova modalità di fare gli appalti rispetto al maggior ribasso, perché ne va di mezzo la qualità dell'alimentazione dei nostri ragazzi. Quello che interessa legato a tutta questa partita, che è legata al cambiamento climatico che subiamo maggiormente rispetto ad altre situazioni, perché il 60% del ritiro dei ghiacciai in pochi anni noi ce lo abbiamo sotto gli occhi e lo percepiamo maggiormente che in altre parti del mondo... evidentemente tutto questo dovrebbe portare a far riflettere l'Assessore e il Governo sulla qualità degli investimenti che noi purtroppo continuiamo a fare. Faccio un esempio: questa estate ero al "Piccolo incontro" davanti ad "Ottoz", il bazar di "Ottoz"... il Sindaco Roullet di La Thuile mi dice: "caro Consigliere Bortot, per te è facile, noi dobbiamo dare lavoro a 100 lavoratori sugli impianti di risalita..." - devo dire che lo ha detto senza nessun intento polemico - "... è facile non fare più innevamento artificiale, né impianti, però poi questi lavoratori cosa fanno?". Gli ho detto: "se ti fermi un attimo, andiamo a bere, io avrei delle proposte..."
Pastoret (fuori microfono) - ... chi pagava?
Bortot (Arc-VA) - ... non ricordo più, di solito pagano i Consiglieri perché percepiamo più soldi dei sindaci, però lui era a casa sua quindi forse ha pagato lui. Non abbiamo avuto molto tempo, ma l'idea è di aprire una discussione perché non vogliamo passare per quelli che vogliono chiudere gli impianti e vogliono lasciare senza lavoro il comparto e non solo i lavoratori degli impianti e tutto il comparto, ossia tutto l'indotto, alberghi, ristoranti, attività commerciali... Quello che vediamo è che non c'è una sufficiente riflessione da parte del Consiglio e del Governo su questo problema, nel senso che l'indirizzo è ancora di subire le pressioni che arrivano dal territorio, perché c'è una mancanza di strategia, di progettualità, di vedere "più avanti del proprio naso" - e non intendo offendere nessuno -, nel capire che, andando avanti su questo percorso, se continua il cambiamento climatico... cambiamento climatico che, come è emerso dal convegno del Cipra 15 giorni fa a Saint-Vincent, al quale ho partecipato, sarà irreversibile perché noi con la legge n. 120/2002, con la ratifica del Protocollo di Kyoto dovevamo ridurre le emissioni del 12%, siamo riusciti ad aumentarle del 6% in 6 anni nel nostro Paese e saremo presto sanzionati perché non siamo in grado di intervenire... Di fronte a questa incapacità di ridurre le emissioni CO2, che accelerano il cambiamento climatico con conseguenze disastrose per la nostra Regione, ghiacciai, neve, pioggia, senza fare un quadro catastrofico, dobbiamo anche nei confronti degli operatori, di tutti quelli che lavorano in questo comparto fare dei convegni e degli incontri, magari litigare, ma occorre introdurre una riflessione, dare delle indicazioni, delle progettualità, metterci dei finanziamenti per sperimentare, dove la crisi climatica è più accentuata, un'altra offerta turistica. Basta andare in giro in tali giornate di trasparenza per la nostra Regione e vedere che spettacolo: non credo che i turisti nella nostra Regione in questo periodo siano molti, eppure altre Regioni montane in tale periodo hanno molti più turisti e molte più frequenze di noi perché si sono attrezzate.
Occorre litigare con gli albergatori affinché gli alberghi si tengano aperti, occorre fare delle convenzioni con il terzo settore, occorre un'offerta turistico-culturale-ambientale convenzionata per valorizzare queste stagioni, perlomeno individuare 2 o 3 località della nostra regione a cui proporre tale progettualità, non lasciarle in "braghe di tela" e finanziargliela.
Quando chiediamo il contingentamento dell'apertura degli impianti di risalita, non diciamo che devono essere chiusi gli impianti: diciamo che, rispetto al numero degli sciatori che si riduce, non possiamo più permetterci, visti i costi ambientali e finanziari, di tenere aperti tutti gli impianti di risalita. Veniamo anche noi a dirlo, lo so bene che vuol dire discutere e litigare, ma forse proviamo a venirne fuori. Vuol dire una moratoria nel costruire nuove piste, perché non ce la facciamo, siamo già oltre il numero di impianti necessari rispetto alle utenze. Vedo però che il Governo continua, non so se per mancanza di coraggio, Assessore, non credo solo suo, ma dell'intero Governo, non so se è perché ci sono le elezioni, non si vuole andare a litigare con nessuno e si continua a rifinanziare opere che sappiamo fin d'ora che saranno obsolete. Se il problema riguarda solo noi, va bene, continueremo a dire, a predicare e a fare, vorremmo che fosse recepito un po' di più dal Governo e dal Consiglio e assumersi magari delle responsabilità come Consiglio - se non si vuole fare come Assessorato o come Governo - e andarsi a confrontare su questa problematica. Non credo che la gente sia scema e non prenda atto di cosa sta cambiando nella nostra Regione in tali comparti e cominciare a chiedere come pensiamo di venirne fuori. È in questo senso che va la nostra interpellanza e vorremmo capire, mettendo da parte adesso gli investimenti che sono stati stanziati, se vi sono delle iniziative per cambiare direzione.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.
Pastoret (UV) - Je ne sais pas bien quoi répondre, M. Bortot, parce que vous m'avez posé une question dans votre interpellation, mais maintenant vous en avez soulevées beaucoup d'autres. Une partie des choses que je devrais vous dire - mais ce temps je ne le possède pas - peut-être je vais l'insérer dans l'autre interpellation que vous me faites, plus précisément sur les remontées mécaniques.
Moi j'aimerais que, lorsqu'on parle, on sache de quoi on parle. Je me réfère aux prémisses de votre interpellation... il ne s'agit pas de "potenziare ancora una volta" le réseau d'enneigement programmé, mais de le compléter, là il s'agit de la piste "Leo David" par rapport à laquelle il y a eu le lancement d'un projet régional et il y a une partie de ce travail à compléter. Le bassin en question a été le choix alternatif à un système d'enneigement prévu et déjà financé, qui aurait dû fonctionner avec des stations de pompage d'en bas vers le haut. Le projet actuel permet, le lac, d'avoir beaucoup moins de gaspillage d'énergie électrique... Je parle d'un projet qui est là depuis pas mal de temps. Le complexe "Weissmatten" n'est pas lui "abbondantemente infarcito di piste e di impianti di risalita", mais il s'agit là d'une structure historique du Val d'Aoste, puisque le télésiège desservant la piste est unique et les pistes de descente ont quelques variables, mais toute la station est substantiellement la même d'il y a 40 ans. C'est vraiment un des domaines rares qui n'a presque pas changé au cours de toutes ces années.
Pour ce qui est des prémisses de l'interpellation, il est vrai que ces œuvres sont financées en grande partie par l'Administration régionale, comme cela se vérifie dans plusieurs d'autres secteurs. Je ne veux pas parler des secteurs qui appartiennent à mes collègues, mais je profite de ce moment pour citer à titre d'exemple une chose. Vendredi passé la Région a accueilli le Président de Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, et j'ai lu sur la presse que le Président de l'Association valdôtaine des entrepreneurs aurait demandé de pouvoir travailler avec une présence moins forte de la Région. Il est toujours actuel de pouvoir se surprendre, comme vous le faites, surtout si une telle déclaration nous arrive de la part du patron d'une entreprise qui touche à une partie importante des 17 millions d'euros que la Région dépense pour payer les transports publics locaux, sans compter les 2 millions d'euros que nous subventionnons pour l'achat des nouveaux moyens de transport. Il est vrai, nous dépensons cet argent, mais nous nous limitons à le dépenser en nous assurant que les services qui en découlent soient convenablement rendus aux citoyens. "Meno Regione più privato" potrebbe voler dire che si rinuncia ad investire in questo settore" et je ne sais pas si le Président de Confindustria valdôtaine entendait dire quelque chose du genre. Il est également intéressant constater que M. Montezemolo n'hésite pas à critiquer la politique et la présence du public, lui aussi, et il s'agit là d'un jugement presque moral qu'il porte et qui ne tient en aucun compte le fait que l'Italie paie actuellement, en termes de compétitivité des transports et de mobilité des marchandises, une politique qui a toujours essayé de favoriser les entreprises du secteur de l'automobile, notamment une fameuse entreprise qui est très proche de M. Montezemolo. L'histoire de l'automobile est sous les yeux de tous et il me semble que tout commentaire soit superflu.
Revenons aux remontées mécaniques. Il est vrai, elles sont subventionnées de par la Région par la loi régionale n° 8/2004, qui nous permet de subventionner jusqu'à 80% les investissements de certaines sociétés de remontée mécanique. Nous estimons importante cette loi et nous n'avons pas l'intention de l'abroger et ni pour le moment de la modifier et je vais expliquer après le pourquoi. Je veux aussi rappeler que 2 des grandes stations de ski de la Vallée d'Aoste, Courmayeur et Breuil, n'ont pas le droit de toucher à ces subventions, sinon par un pourcentage très faible. Comment avons nous investi cet argent? La typologie des derniers investissements financés ou cofinancés par la Région au cours des dernières années reflète d'une volonté d'exploiter au mieux les domaines et cela sans les agrandir, car par loi régionale nous avons dit depuis le temps que les domaines de ski ne pourront pas être agrandis - donc un point ferme avait déjà été mis - et sans en réaliser de nouveaux. Dans cette optique nous avons financé la réfection des installations en fin de vie technique, nous avons encouragé le développement de l'enneigement programmé et en général les choix que nous avons opérés vont dans le sens de l'amélioration de la qualité de l'offre; celle-ci est la situation, je ne vous cache rien.
Vous demandez au Gouvernement s'il ne serait pas le cas de repenser une politique différente pour le marché de notre tourisme hivernal. Certes, je suis d'accord et nous sommes d'accord, mais il faut d'abord se demander cependant ce que l'on veut et il faut faire, et il faudra procéder là avec ordre et logique. En ce moment le ski alpin est toujours considéré comme une ressource fondamentale pour le tourisme et l'économie de notre Région. A ce jour l'Administration régionale, les collectivités locales, les sujets privés ont réalisé de grands investissements dans les domaines skiables de la région. Il est opportun à mon sens d'exploiter au mieux ces interventions qui ont déjà été faites, tant pour conserver la possibilité de maintenir l'emploi - comme vous l'avez dit tout à l'heure et ce que vous a dit le Syndic de La Thuile - et l'économie de nos villages, et pour éviter l'abandon d'une activité économique sans avoir créé d'autres perspectives; nous sommes tous d'accord qu'il y a un passage à faire. Il faut aussi considérer que nous ne sommes pas seuls, nous faisons partie d'un système alpin, Savoie, Haute Savoie, Valais, Piémont, qui a basé et qui basera encore dans les années à venir une partie importante de sa vie sur ces activités. Voilà donc pourquoi je dis que nous allons maintenir la loi n° 8/2004 et peut-être vous ne faites pas justice quand vous dites que nous avons subi les pressions de quelqu'un, ce n'est pas vrai. Sur cette loi nous avons réduit considérablement les fonds disponibles, considérant que le moment est venu d'envisager uniquement les investissements nécessaires - d'ailleurs les bilans des années précédentes sont là pour le dire, mais je pense que ce n'est pas celui-ci le thème vrai de la discussion -, je considère parmi ceux-ci ceux qui concernent les enneigements programmés lesquels, je répète, ne sont pas uniquement nécessaires en cas de manque de neige, mais ils assurent aussi régulièrement la qualité des pistes surtout dans certains tracés, comme cela se fait désormais partout. Cela parce que nous devons permettre à nos stations, même si le futur sera incertain, à l'heure actuelle de maintenir des caractéristiques de compétitivité avec celles des Régions avoisinantes. Nous ne pouvons pas faire précipiter en bas la qualité, ce serait comme fermer tout à coup les remontées mécaniques. Nous ne voulons pas, ni nous pourrions le faire, stopper subitement l'économie d'un système qui est déjà dans une phase de transformation et qui prendra de l'ampleur dans les années à venir.
Je veux répondre à la question que vous avez posée. Avant tout il est certain que le futur nous demande de regarder au tourisme de notre Région avec un œil différent par rapport au passé. Déjà à présent de nombreuses questions sont posées à cet égard. Ce qui est important là c'est de savoir qui devra donner certaines réponses. J'ai déjà eu l'occasion de le dire ici au Conseil: dans ce cas le public a le devoir de donner des programmes, mais non pas le devoir de répéter des choses que vous-même critiquez: des interventions directes exagérées. Dans ce cas je me sens de dire que la Région doit se faire souple et laisser que le marché et ses perspectives déterminent des choix de la part des entrepreneurs. Il y a un certain nombre de protagonistes dans le développement d'un système.
Tout d'abord il est bien de rappeler que les stations de ski se trouvent dans des Communes, mais les administrateurs des collectivités locales savent très bien que des problèmes existent et qu'il faudra donc définir un modèle de développement intégré pour le futur de la montagne, on en parle davantage, les plans d'urbanisme des Communes sont en train de prendre en plusieurs cas en charges ces problèmes, ils envisagent des solutions alternatives, celles-ci peuvent nous plaire ou nous déplaire, ce n'est pas à nous d'assurer le gouvernement du territoire sur le plan d'urbanisme, mais, comme vous voyez, il y a des gens qui commencent à avoir cette perception. Les privés - hôteliers, commerçants, artisans, agriculteurs, producteurs, professionnels de la montagne - commencent à envisager des diversifications d'offre sur le territoire, il s'agit là de savoir si nous les recrutons afin qu'ils fassent des choses ou nous sommes des sujets qui peuvent favoriser leur agrégation par rapport au développement de certaines idées. De nouvelles professions et de nouvelles activités sont en train d'apparaître sur le marché du tourisme et commencent à regarder un développement visant à une intégration toujours plus ample par rapport au produit ski. Il y a une profonde réflexion sur le territoire, qui va dans le sens que vous avez préconisé et là il y a des raisons différentes, il faut faire attention. Je tiens à vous dire que celles-ci ne sont pas déterminées - ou non pas uniquement - par les changements climatiques, celle-ci est une des causes. Tout d'abord un mode de concevoir une vacance est changé, les gens qui voyagent ont des exigences très différentes par rapport à un passé relativement récent. Le système traditionnel de l'accueil est destiné à changer, il est destiné à une crise irréversible. Si nous ne disons rien, nous cachons la vérité. Il sera irréversible pour ceux qui ne seront pas à même de s'accrocher à l'évolution du marché, car aujourd'hui les gens demandent autre chose. Il serait long de débattre ce thème maintenant, mais le vrai problème est celui-ci et non pas les modifications climatiques. Elles représentent un facteur qui contribue à accélérer et à mettre en évidence les actuelles faiblesses du système. D'ailleurs sachez que dans les Régions voisines, comme on le fait ici il y a là aussi une réflexion profonde sur l'actuelle organisation du tourisme de montagne en saison hivernale et là aussi parce que l'actuel modèle ne répond plus aux exigences du public. L'offre n'arrive plus à être adéquate aux aspirations, à l'imagination d'un marché de ski qui n'est pas en croissance; bien au contraire il tend au rabais et alors il ne faut pas se raconter des choses qui ne sont pas vraies. C'est un phénomène que pour le moment nous savons mitiger parce que nous avons un nombre croissant d'étrangers qui arrivent, mais cela nous ne savons pas jusqu'à quand. Voilà que le problème est posé.
Je suis d'accord qu'on privilège une hypothèse différente de développement, mais permettez-moi de dire une chose, car vous avez mis l'accent sur les changements climatiques et là je veux vous faire connaître mon point de vue sur ce thème. Moi je commence personnellement à avoir de fortes doutes sur la crédibilité de certaines théories car, si je regarde à l'échec prévisionnel de l'été 2007 qui nous a démontré que les théories ne se traduisent pas automatiquement en un modèle inéluctable et définitif, alors il faut avoir de la prudence. Je vais vous dire le pourquoi, Madame Squarzino. Il y a aussi là une question de sérieux, je veux le dire publiquement car il me semble là que la volonté de vouloir affirmer des théories catastrophiques à tout prix ne soit pas sérieuse, surtout là quand il s'agit d'un Ministre de la République qui agit ainsi. Il y a peu de temps le Ministre Pecoraro Scanio nous a informés, selon une théorie bizarre, que l'Italie jourait d'une température de 4 degrés supérieure aux autres Pays qui l'entourent. Vous me permettrez de considérer celles-ci des bêtises scientifiques, outre moi différents comités scientifiques les ont définies ainsi. Là alors j'ai quelques doutes sur ces théories, car le risque que nous avons c'est que la mode du moment puisse contribuer à des inventions fertiles. Ce qui est vrai c'est que le monde s'interroge sur ces changements et c'est aussi juste qu'une conscience collective se forme là-dessus. Je suis convaincu que des modifications climatiques se soient produites et que d'autres s'en produiront. J'espère seulement... que ce thème soit traité avec du sérieux car j'ai faible confiance dans tous ceux qui ont commencé à faire devenir un "business" hors contrôle ce thème, en ne se gênant pas ni de cacher, ni d'exagérer les choses aux seuls fins d'affirmer leur point de vue. Moi alors je pense qu'il faudra là arriver de par des confrontations qui se refassent à une théorique solide. Je termine en disant que des changements se feront dans le futur pour ce qui est de l'organisation touristique valdôtaine et alpine en général, mais pour les raisons que je vous ai exposées et par rapport auxquelles les modifications climatiques représentent une partie du problème, mais elle ne sont pas la partie essentielle, parce que même sans elles le système aurait besoin de s'interroger et de se donner des réponses pour se modifier.
Si dà atto che dalle ore 17,29 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Certi concetti dell'Assessore non li accetto, perché penso che, quando solleviamo questo problema, sia un problema serio. Ho sempre detto che se ne devono occupare il Consiglio e il Governo e non il singolo Assessore. Sono la persona più felice di questo mondo se nevica questo inverno e i prossimi 10 anni. Stiamo parlando di un "trend", il fatto che è andato il Premio "Nobel" ad Al Gore deve far riflettere, la motivazione è che siamo in guerra: non la guerra delle armi, siamo in guerra con noi stessi rispetto ad un'irrefrenabile mania di onnipotenza, perché pensiamo con le tecnologie di essere in grado di portare l'acqua dove non c'è e ce n'è sempre di meno, spostare le nuvole per far piovere quando, come e nella quantità che vogliamo. Non stiamo parlando di questo, mi sembra che la sua risposta, Assessore, sia sulla difensiva o interlocutoria, ma noi questa cosa non la possiamo subire, dobbiamo favorirla o aggredirla, abbiamo dei settori dove possiamo intervenire e stiamo intervenendo: il culturale, l'ambientale, lo sportivo, lo scolastico... Sento - mi pare la seconda o terza volta - che dice: "sì, prendiamo atto che anche i Municipi e i Comuni si rendono conto che vi sono delle cose che non vanno bene", ma mi sembra che stiamo subendo un cambiamento climatico in attesa che ne avvenga un altro e che per provvidenza divina ci riporti la neve... io l'ho capito così quello che ha detto. Non voglio assolutamente fare polemiche, ma le cito 2 dati: il primo, il petrolio a 87 il barile, e lei mi può chiedere cosa c'entra: c'entra perché abbiamo dei Paesi che si immettono con dei consumi - vediamo la Cina - e sappiamo che i consumi di petrolio, che è un combustibile fossile comporta alti livelli di inquinamento ed emissione di CO2; il secondo, la Cina domenica salta fuori che ha aumentato il consumo di carne pro capite di 600 gr./anno passando da 2 kg. a 2,6 kg. I 600 gr. di aumento del consumo pro capite di carne da parte dei Cinesi assorbe tutta la produzione zootecnica di un Paese come l'Italia. Non voglio fare del catastrofismo, anche perché sono sempre ottimista, abbastanza ironico, se volete, "incazzoso", e vedo una prospettiva: se l'uomo si ferma... abbiamo creato noi questa situazione e volete che non siamo capaci di smontarla? Bisogna capire se c'è la volontà, perché se ognuno si chiude sulle proprie competenze e non c'è una visone di insieme... Vi do un altro dato: i 2 gradi in meno in Nuova Zelanda hanno comportato la siccità e sono morti 40.000 bovini, tutti i bovini della nostra Regione, anzi il 20% in più perché siamo a 30.000, in un anno solo! Non so allora se noi questi dati non guardiamo, non è una critica, sto parlando al Consiglio non solo all'Assessore, non so se tali dati li guardo solo io, se sono solo io che ho le "antenne" più dritte - o noi da questa parte -, se tutte le volte che solleviamo tale problema c'è una "rimozione" collettiva: "non è vero, alla nostra generazione non può succedere niente!". Ieri mi è arrivata una "e-mail" di una persona che mi conosce e dice: "stiamo distruggendo le risorse per le prossime generazioni, andiamo in una montagna e mettiamo una stele dove vi sia l'assunzione della nostra responsabilità per le nuove generazioni di come abbiamo distrutto questo pianeta!". Mi ci metto anch'io, non è perché sono più "verde" o più "rosso", mi tiro fuori rispetto al Governo e al Consiglio perché contribuisco anch'io con la mia dose di super consumi! Quello che vorremmo far capire però è individuare con gli enti locali, in modo partecipato e democratico, delle sperimentazioni per offrire la montagna con un modello diverso. Lo sci è nato 50 anni fa, prima c'era la montagna, l'agricoltura, i contadini; abbiamo offerto un modello turistico obsoleto, dobbiamo "rimetterci le mani" perché altri si stanno attrezzando, l'impressione è che noi non ci stiamo attrezzando. Tutto il discorso che ha fatto il Consigliere Ottoz stamani all'Assessore Viérin era imperniato sulla modalità di fare lo sport, per quale motivo si fa lo sport, quanti ragazzi, studenti, persone potremmo portare a fare sport nella nostra Regione; certo bisogna uscire dalla mentalità di operatori commerciali e dire: "guardate che non si può più guadagnare in 2 mesi tutto quello che serve per vivere tutto l'anno!". Andiamoci insieme a dirglielo, possiamo fare dei progetti, potranno essere condivisi, non è che li caliamo lì rompendo un principio dove le autonomie locali sono sacrosante, però si può partire da presupposti diversi. Faccio un esempio: se scopriamo che facendo un investimento... nel corso di questo investimento può capitare che bisogna invertire una tendenza, sospendere o ridurre l'investimento, non per lasciarlo lì, ma per dire... finiamo tale investimento, ma adesso le risorse le orientiamo da un'altra parte, perché, se esistono le autonomie locali, esiste anche il ruolo di indirizzo del Consiglio e del Governo. L'indirizzo non è dire: "cari Comuni, da domani fate questo", ma dire: "c'è un modello di offerta turistica in crisi, a chi interessa... mettiamoci attorno a un tavolo con un gruppo di lavoro, vediamo che possibilità abbiamo in base alle vocazioni dei territori di fare delle sperimentazioni". Abbiamo anche la fortuna di poterli finanziare, Assessore!
